Stylus phantasticus

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Dietrich Buxtehude.

Con stylus phantasticus (latino, stile fantastico) si definisce un modo di comporre e suonare in uno stile toccatistico e fantasioso, libero dal rigore metrico e ricco d'invenzioni sorprendenti, proprio del periodo barocco. Secondo Ton Koopman:[1]

« Lo stylus phantasticus vuole tenere sveglio l'interesse dell'ascoltatore con effetti speciali, sorprese, condotta irregolare delle voci, dissonanze, variazioni nel ritmo e passaggi imitativi. È uno stile improvvisatorio completamente libero che induce il pubblico, pieno di stupore, a domandarsi: Com'è possibile? »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La radice di questo stile va probabilmente ascritta alla Scuola Napoletana, ma trovò ampia diffusione grazie a Girolamo Frescobaldi, che, fra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, compose numerose opere ricche di fantasiose improvvisazioni che trovarono grande eco in tutta Europa e vennero trasmesse soprattutto nella Germania del Nord grazie a Franz Tunder che si dice abbia studiato direttamente con Frescobaldi.

Il musicologo Athanasius Kircher, che visse a Roma nei medesimi anni di Frescobaldi, scrisse:[2]

« Lo stylus phantasticus, proprio della musica strumentale, è il più libero e meno vincolato metodo di composizione. Non è soggetto a niente, né alle parole, né ai soggetti armonici; è creato per mostrare l'abilità dell'esecutore e per rivelare le regole segrete dell'armonia, l'ingegnosità delle conclusioni armoniche e la capacità di improvvisare fughe. »

Altro importanti interprete di questo stile compositivo ed esecutivo furono Johann Jakob Froberger e, in Austria, Heinrich Ignaz Franz Biber e da Johann Heinrich Schmelzer. Importantissime, e fondamentali per la formazione del giovane Johann Sebastian Bach, all'epoca studente, furono le esecuzioni in stylus phantasticus di Dietrich Buxtehude a Lubecca e di Johann Adam Reincken ad Amburgo.

Probabilmente è proprio pensando a tali compositori che Johann Mattheson, nel 1739, precisò che, nello stylus phantasticus:[3]

« Tutti i tipi di progressioni, anche insolite, gli ornamenti, le colorazioni ingegnose, tutto è ammesso senza riguardo, senza considerazione per il ritmo, senza ostinato né tema o soggetto da seguire. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The Stylus Phantasticus and the art of fantasy (PDF), musicaantiqua.co.uk. URL consultato il 10 novembre 2012.
  2. ^ Athanasius Kircher, Musurgia universalis, Roma, 1650, Tomo I, pag. 585. URL consultato in data 10 novembre 2012.
  3. ^ Gilles Cantagrel, Dietrich Buxtehude, Parigi, Fayard, 2006, ISBN 978-2213631004, pp. 238-239.