Stuart Randall

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Stuart Randall (Brazil, 24 luglio 1909San Bernardino, 22 giugno 1988) è stato un attore statunitense.

Recitò dal 1950 al 1969 in quasi 70 film e dal 1952 al 1971 in oltre 70 produzioni televisive.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stuart Randall nacque a Brazil, in Indiana, il 24 luglio 1909.

La sua lunga serie di partecipazioni per il piccolo schermo può vantare numerose interpretazioni in serie televisive. Tra i personaggi comparsi in più di un episodio si possono trovare Rufe Prentice in 4 episodi della serie Le leggendarie imprese di Wyatt Earp nel 1958 (più altri tre episodi con altri ruoli), lo sceriffo Art Sampson in 5 episodi della serie Cimarron City dal 1958 al 1959, Al Livermore in 5 episodi della serie Lassie dal 1962 al 1964 (più altri sei episodi con altri ruoli tra cui quello di Len Briggs in tre episodi) e lo sceriffo Mort Corey in 34 episodi della serie Laramie dal 1960 al 1963 (il suo ruolo più noto). Interpretò inoltre numerosi altri personaggi secondari o ruoli da guest star in molti episodi di serie televisive dagli anni cinquanta agli anni novanta.

La sua carriera per il grande schermo può contare su diverse partecipazioni; tra i personaggi a cui diede vita si possono citare il capo indiano Satanta in Cavalcata ad ovest del 1954, il capitano della polizia John Lauder nel film horror L'uomo che uccise il suo cadavere del 1956 e il colonnello in Verboten, forbidden, proibito del 1959.

L'ultimo suo ruolo per il piccolo schermo fu quello del vice procuratore distrettuale per la serie Due onesti fuorilegge interpretato nell'episodio Dreadful Sorry Clementine trasmesso il 18 novembre 1971 mentre per il cinema l'ultimo personaggio a cui dà vita è quello di McAlester nel film del 1969 Il Grinta.

Morì a San Bernardino, in California, all'età di 78 anni, il 22 giugno 1988.[2]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Internet Movie Database, op. cit.
  2. ^ Find a Grave, op. cit.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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