Stromerius nidensis

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Stromerius
Stromerius vertebrae Stromer 1903.png
Vertebre di Stromerius nidensis
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Cetacea
Sottordine Archaeoceti
Famiglia Basilosauridae
Sottofamiglia Stromeriinae
Genere Stromerius
Specie S. nidensis

Lo stromerio (Stromerius nidensis) è un cetaceo estinto, appartenente ai basilosauridi. Visse nell'Eocene superiore (Priaboniano, circa 38 - 35 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Africa.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Tutto ciò che si conosce di questo animale sono due esemplari incompleti, comprendenti numerose vertebre articolate fra loro. Non è possibile quindi ricostruire adeguatamente l'animale, ma è certo che Stromerius era ben distinguibile dai suoi stretti parenti (i basilosauridi) per alcune caratteristiche anatomiche.

La serie vertebrale dell'esemplare tipo (UM 100140) consta di 15 vertebre (1 toracica, 12 lombari e 2 caudali). Stromerius si distingueva da tutti gli altri basilosauridi nell'avere metapofisi insolitamente lunghe e dirette in avanti sulle vertebre lombari. Inoltre, Stromerius possiede la penultima vertebra toracica simile a un'anticlinale, con una spina neurale verticale, che differisce dalla spina neurale diretta anteriormente della seconda lombare dello stesso esemplare. Stromerius possedeva inoltre una regione lombare relativamente breve, composta apparentemente solo da 12 vertebre, di cui le ultime quattro sono identificabili come omologhe sacrali.

Stromerius nidensis differisce dall'affine e contemporaneo Saghacetus nelle dimensioni maggiori, mentre era leggermente più piccolo di Dorudon, di poco più antico. Rispetto a Stromerius, Saghacetus possedeva vertebre caudali anteriori e vertebre lombari nettamente più lunghe; Dorudon, invece, possedeva vertebre toraciche più lunghe e (in un esemplare immaturo) dall'epifisi inesistente (mentre gli esemplari di Stromerius, entrambi adulti, possiedono ancora epifisi) (Gingerich, 2007).

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

I primi resti di questo animale vennero ritrovati da Ernst Stromer agli inizi del '900, nella formazione Qasr el-Sagha (Garet el-Esh, Egitto). Lo studioso attribuì con qualche dubbio i resti al genere Zeuglodon. Solo nel 2007, in seguito alla scoperta di uno scheletro più completo, Philip Dean Gingerich fu in grado di riconoscere le peculiarità di questo animale, e coniò quindi il nuovo taxon Stromerius nidensis. Il paleontologo ritenne Stromerius abbastanza differente dagli altri basilosauridi da poter essere attribuito a una famiglia a sé stante (Stromeriinae). Altri fossili attribuiti a Stromerius sono stati ritrovati in Sahara Occidentale (Zouhri et al., 2014).

Significato del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il genere è stato chiamato così in onore del paleontologo tedesco Ernst von Reichenbach Stromer, che svolse un eccellente lavoro nel recupero dei fossili di cetacei in Egitto. L'epiteto specifico, nidensis, deriva dal latino nidus ("nido"), dal nome arabo della località tipo Garet el-Esh, "collina del nido".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stromer, E. (1903). "Zeuglodon-Reste aus dem Oberen Mitteleocän des Fajum". Beiträge Paläontologie und Geologie Österreich-Ungarns und des Orients (Wien, Austria: Wilhelm Braumüller) 15: 65–100. OCLC 811926631. Retrieved July 2013.
  • Gingerich, Philip D. (2007). "Stromerius nidensis, new archaeocete (Mammalia, Cetacea) from the Upper Eocene Qasr El-Sagha Formation, Fayum, Egypt". Contributions from the Museum of Paleontology 31 (13): 363–78. OCLC 214233870.
  • P. D. Gingerich. 2013. Identification of basilosaurid archaeocetes (Mammalia, Cetacea) collected in Egypt by Richard Markgraf (1901–1916). Palaontologische Zeitschrift
  • S. Zouhri, P. D. Gingerich, N. Elboudali, S. Sebti, A., Noubhani, M. Rahali and S. Meslouh. 2014. New marine mammal faunas (Cetacea and Sirenia) and sea level change in the Samlat Formation, Upper Eocene, near Ad-Dakhla in southwestern Morocco. Comptes Rendus Palevol

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]