Stratigrafia sequenziale

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La stratigrafia sequenziale è un'importante materia di sintesi per tutta quella che è la geologia del sedimentario, perché spiega l'evoluzione e l'architettura dei bacini sedimentari basandosi essenzialmente sulle variazioni del livello marino e sulla tettonica che questi hanno subito nel corso del tempo geologico.
Ha quindi il pregio d'intendere i bacini come fossero sistemi dinamici.

Si sviluppa a partire dagli anni sessanta con la scuola di P. Vail (et alii) nell'ambito delle ricerche petrolifere; è pertanto una materia relativamente nuova e rappresenta l'ultima grande svolta della stratigrafia.

La stratigrafia sequenziale divide le successioni bacinali in sequenze, utilizzando principalmente le superfici di discontinuità degli strati.

Inizialmente: studia solamente gli ambienti bacinali silicoclastici.
Successivamente: si spinge anche verso quelli di tipo carbonatico e quelli di ambiente continentale.

Campi di studio[modifica | modifica wikitesto]

Sono due i campi di studio principale:

  • riconoscimento delle sequenze che compongono una successione di bacino e il conseguente riconoscimento del loro significato regionale circa l'evoluzione stessa di quel territorio (“sequence stratigraphic model”);
  • riconoscimento delle sequenze come conseguenza delle variazioni eustatiche, per offrire un'indicazione cronostratigrafica all'interno del quadro generale delle variazioni eustatiche stesse (“sequence sea-level model”).[1]

Fattori delle successioni bacinali[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione delle successioni bacinali in sequenze è regolata da 4 fattori:

  1. Eustatismo
  2. Tettonica
  3. Apporto sedimentario
  4. Clima

Le prime due controllano principalmente quello che si definisce lo spazio di accomodamento, ossia lo spazio a disposizione per il potenziale accumulo dei sedimenti, mentre le ultime due si uniscono alle precedenti per impostare il modo in cui viene colmato lo spazio di accomodamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hampson, G.J., Davies, S. J., Elliott, T., Flint, S. S. & Stollhofen, H., 1999. Incised valley fill sandstone bodies in Upper Carboniferous fluvio-deltaic strata: recognition and reservoir characterisation of Southern North Sea analogues. In: Petroleum Geology of NW Europe: Proceedings of the 5th Conference. (Edited by Fleet, A.J. & Boldy, S.A.R.). The Geological Society, London. 771-788.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angela L. Coe, The Sedimentary Record of Sea-Level Change, Cambridge, New York, Cambridge University Press, 2002, pp. 57–98, ISBN 0-521-53842-4.
  • Octavian Catuneanu: Principles of Sequence Stratigraphy. Elsevier, Amsterdam u. a. 2006, ISBN 0-444-51568-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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