Strage di Canicattì

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Strage di Canicattì
Stato Italia Italia
Luogo Canicattì
Obiettivo popolazione civile
Data 14 luglio 1943
18:00
Tipo sparatoria
Morti 8
Responsabili Herbert McCaffrey

La strage di Canicattì (conosciuto anche come "macello di Canicattì") fu un crimine di guerra accaduto in Italia, a Canicattì, dopo la presa della città da parte delle truppe americane durante l'invasione della Sicilia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Invasione della Sicilia da parte degli americani

Il 14 luglio 1943, circa otto civili Siciliani inermi furono uccisi dalle truppe statunitensi a Canicattì.[1] La città di Canicattì era già arresa quando le truppe USA entrarono, a seguito di pesanti bombardamenti tedeschi durante il loro ritiro.

Al loro arrivo, le truppe statunitensi ricevettero un rapporto che diceva che i civili stavano saccheggiando una fabbrica bombardata, la Saponeria Narbone-Garilli, riempiendo secchi con i prodotti della fabbrica: cibo e sapone liquido. Verso le ore 18 il tenente colonnello Herbert McCaffrey, il governatore militare di Canicattì, e alcuni agenti della polizia militare arrivarono in fabbrica. McCaffrey sparò sulla folla dopo che la stessa era riuscita a disperdersi e che gli stessi soldati americani si erano rifiutati di aprire il fuoco. Almeno otto civili, tra cui una bambina di undici anni, furono uccisi, anche se il numero esatto di vittime è incerto.[2][3]

Responsabilità[modifica | modifica wikitesto]

Un'indagine riservata fu aperta, ma McCaffrey, che morì nel 1954, non fu mai accusato riguardo la strage. Essa è rimasta praticamente sconosciuta finché non fu pubblicata la testimonianza di Joseph S. Salemi della New York University, il cui padre aveva assistito all'eccidio[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ieri come oggi: i crimini dimenticati degli angloamericani. Giovanni Bartolone. Il faro sul mondo. 27 ottobre 2012.
  2. ^ Giovanni Bartolone, Le Altre stragi: Le stragi alleate e tedesche nella Sicilia del 1943-1944
  3. ^ Ezio Costanzo, George Lawrence, la mafia e gli alleati: Sicilia 1943 e il ritorno della mafia, Enigma, 2007, p. 119.
  4. ^ George Duncan, I massacri e le atrocità della seconda guerra mondiale nei Paesi dell'Asse.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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