Storia della Nazionale di calcio della Francia

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La Francia del 1920 ai Giochi olimpici in Belgio.

Anni 1900 e 1910[modifica | modifica wikitesto]

Francia-Svizzera del 1905, giocata a Parigi, prima partita assoluta della Nazionale elvetica

La nazionale di calcio francese venne fondata contemporaneamente alla FIFA, il 21 maggio 1904. La prima partita dei Bleus si giocò a Bruxelles contro il Belgio e terminò 3-3. L'anno seguente, la Francia giocò la sua prima partita in casa l'11 dicembre 1905 contro la Svizzera al Parco dei Principi, vincendo per 1–0. Tre anni più tardi, nel 1908, la Federazione francese decise di schierare due formazioni francesi distinte (indicate convenzionalmente come Francia A e Francia B)[1] per le Olimpiadi di Londra. L'esperienza non fu positiva visto che entrambi le Nazionali furono eliminate dalla Danimarca con due pesanti passivi (0-19 e 1-17)[2].

Anni 1920[modifica | modifica wikitesto]

Alle Olimpiadi 1920 in Belgio la Francia batté 3-1 l'Italia nei quarti di finale prima di essere sconfitta dalla Cecoslovacchia per 1-4[3]. Quattro anni più tardi, invece, la Francia ospitò il settimo torneo olimpico, ma anche stavolta fu eliminata prima del previsto: nei quarti di finale, infatti, i Bleus persero 1-5 contro l'Uruguay futuro campione[4].

La rete di Guillermo Subiabre che eliminò la Francia dal campionato del mondo 1930.

« Stavamo affrontando il Messico e nevicava, dato che nell'emisfero meridionale era inverno. Uno dei miei compagni crossò il pallone e io ne seguii con attenzione il movimento, colpendolo al volo di destro. Fummo tutti contenti, ma non esultammo — nessuno comprese che eravamo passati alla storia. Una veloce stretta di mano e proseguimmo l'incontro. Non ci fu neanche dato un compenso: all'epoca eravamo dilettanti a tutti gli effetti[5]. »

(Lucien Laurent a proposito del suo gol, il primo nella storia dei mondiali.)

Anni 1930[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione del 1932 delle olimpiadi il calcio non faceva più parte del programma e così Jules Rimet, l'allora presidente della FIFA, decise di organizzare l'edizione inaugurale del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili in Uruguay. La Francia partecipò al torneo insieme ad altre tre squadre europee (Belgio, Romania e Jugoslavia) e venne inserita nell'unico girone a quattro squadre insieme all'Argentina, al Cile e al Messico. Il 13 luglio, allo Stadio Pocitos, francesi e messicani scesero in campo per la gara inaugurale del torneo che si concluse con la schiacciante vittoria dei Bleus per 4-1. In quella partita, il centrocampista francese Lucien Laurent realizzò la prima rete in assoluto nella storia dei mondiali di calcio[6]. A causa delle successive due sconfitte, entrambe per 1-0, contro Argentina e Cile, la Francia venne eliminata dal torneo classificandosi terza nel suo girone alle spalle degli argentini e dei cileni e davanti ai messicani[7]. Quattro anni dopo, la Francia si presentò al campionato del mondo 1934 in Italia con una formazione di seconda forza, capace però di esaltare la sua qualità a seconda degli avversari che incontrava. Sotto la guida dell'allenatore inglese George Kimpton, i transalpini furono eliminati agli ottavi di finale dall'Austria, vittoriosa per 3-2 ai tempi supplementari[8]. Le soddisfazioni non arrivarono neanche al campionato del mondo 1938 organizzato in casa: sotto la guida di Gaston Barreau, la Francia non andò oltre i quarti di finale, eliminata dall'Italia (padrona di casa e campione del mondo in carica) con il punteggio di 3-1[9].

Anni 1940 e 1950[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948, i Bleus parteciparono al decimo torneo olimpico a Londra. Furono sconfitti nei quarti di finale dalla nazionale padrona di casa col punteggio di 1-0[10]. L'anno successivo, nel 1949, la formazione transalpina mancò la qualificazione al campionato del mondo 1950, perdendo contro la Jugoslavia lo spareggio sul campo neutro di Firenze[11]. Negli anni successivi, dal 1952 al 1954, la Francia uscì al primo turno sia alle Olimpiadi di Helsinki che al campionato del mondo 1954[12][13].

Just Fontaine in azione con i Bleus ai Mondiali 1958, in cui siglò il record di reti (13) in una singola edizione della rassegna iridata.

Guidata da Pierre Pibarot, la Francia fu grande protagonista al campionato del mondo 1958 e riuscì a strappare un meritato terzo posto dopo aver perso contro il Brasile in semifinale per 2-5 e vinto la "finalina" contro la Germania per 6-3[14]. L'attaccante francese Just Fontaine concluse il torneo da capocannoniere con 13 gol, cifra che rappresenta ancora oggi un record per la fase finale di un Mondiale[15].

Anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

Al campionato d'Europa 1960, prima edizione della manifestazione continentale, la Francia ripeté le buone prestazioni del mondiale di due anni prima. Tuttavia, priva dei suoi migliori elementi, come Fontaine, cadde sia in semifinale che nella "finalina" per il terzo posto, rispettivamente contro Jugoslavia (4-5) e Cecoslovacchia (2-0)[16].

In seguito, i Bleus mancarono la qualificazione sia al campionato del mondo 1962 che al campionato d'Europa 1964, ma due anni dopo, sotto la gestione di Henri Guérin, riuscirono a qualificarsi al campionato del mondo 1966. In quel torneo, i transalpini uscirono al primo turno con il bottino di un pareggio contro il Messico e due sconfitte contro l'Inghilterra padrona di casa e l'Uruguay[17]. Dal 1966 al 1968 si alternarono in panchina José Arribas e Jean Snella (1966-1967), Fontaine (1967) e Louis Dugauguez, ma nessuno dei citati riuscì a costruire una squadra in grado di qualificare la Francia al campionato d'Europa 1968.

Anni 1970[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni successivi, allenata dapprima da Georges Boulogne (1969-1973) e poi da Kovács (1973-1975), la Francia fallì la qualificazione a ben quattro tornei consecutivi: il campionato del mondo 1970, il campionato d'Europa 1972, il campionato del mondo 1974 e il campionato d'Europa 1976.

La formazione della Francia scesa in campo allo stadio San Paolo di Napoli, nel febbraio 1978, per l'incontro amichevole (2-2) contro i padroni di casa dell'Italia.

Nel 1976, l'arrivo di Michel Hidalgo sulla panchina dei Bleus interruppe questa striscia di risultati negativi e di mancate qualificazioni. Il neo C.T., dopo aver promosso giovane stelle in Nazionale maggiore (tra tutti il talentuoso centrocampista del Nancy Michel Platini), riuscì a qualificare la Francia al campionato del mondo 1978. Nonostante le aspettative, i transalpini vennero eliminati clamorosamente al primo turno dopo due sconfitte contro l'Italia (2-1) e l'Argentina (2-1) e una vittoria contro l'Ungheria (3-1)[18]. La Francia risentì l'eliminazione mondiale e mancò due anni dopo la qualificazione al campionato d'Europa 1980.

Improntando il suo gioco offensivo basato su una buona tecnica individuale e giocatori di qualità, Hidalgo ricostruì la squadra, affidando le chiavi del centrocampo a Platini, ormai capitano e uomo simbolo di quella generazione[19][20].

Anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

i campionato del mondo 1982, la Francia esordì con una sconfitta contro l'Inghilterra (3-1), ma poi superò il girone eliminatorio grazie alla vittoria sul Kuwait (4-1) e al pareggio contro la Cecoslovacchia (1-1). Dopo aver vinto brillantemente la seconda fase a gruppi battendo l'Austria di misura (0-1) e travolgendo l'Irlanda del Nord (4-1), la Francia approdò in semifinale contro la Germania Ovest. La partita, passata alla storia come la Notte di Siviglia, vidde una sofisticata e tattica Francia cadere di fronte alla concretezza dei tedeschi, vittoriosi per 5-4 alla lotteria dei rigori (la prima nella storia del campionato mondiale) dopo il 3-3 dei tempi supplementari[21][22].

Due anni dopo fu il turno del campionato d'Europa 1984, organizzato proprio in terra transalpina. I Bleus nutrivano fondate speranze di vittoria, motivate dal buon Mondiale disputato due anni prima, dall'avere una squadra sì giovane ma ricca di elementi di talento, e dal vantaggio di giocare la manifestazione in casa, col tifo transalpino a supporto. Dopo l'esordio vincente contro la Danimarca (1-0), la Francia umiliò 5-0 il Belgio prima di chiudere in testa il proprio girone grazie alla vittoria per 3-2 sulla Jugoslavia. In semifinale, la sfida tra Francia e Portogallo (terminata 1-1 dopo novanta minuti) si risolve ai supplementari (3-2), e il gol partita di Platini arrivò a un minuto dal termine. Il capitano dei Bleus andò a segno in tutte le gare del torneo, per un totale di 9 reti in 5 presenze, compresa la finale contro la Spagna che la Francia si aggiudicò per 2-0[23][24].

Michel Platini, protagonista del primo trionfo della Francia al campionato d'Europa 1984, fu anche commissario tecnico dei Bleus dal 1988 al 1992

Prima di ritirarsi dalla nazionale, Platini guidò ancora una volta la Francia in un mondiale. Allenati da Henri Michel, successore di Hidalgo, la Francia si classificò terza al campionato del mondo 1986 battendo il Belgio nella "finalina". Superato agevolmente il girone eliminatorio[25], i transalpini eliminarono l'Italia campione del mondo uscente negli ottavi[26], poi ebbero la meglio ai rigori sul Brasile nei quarti[27]. In semifinale, tuttavia, Platini e compagni furono sconfitti ancora una volta dalla Germania Ovest al termine di una partita condizionata da alcuni errori arbitrali (come il gol annullato a Platini per inesistente fuorigioco)[28].

Il mondiale messicano del 1986 segnò la fine di una generazione di talenti che molti osservatori ritenevano irripetibile. Dopo quella edizione della coppa del mondo lasciarono la nazionale Dominique Rocheteau, Maxime Bossis e Alain Giresse e, un anno più tardi, quando già erano iniziate - male - le qualificazioni per l'europeo del 1988, anche Platini. La fine del precedente ciclo fu troppo brusca e per la selezione francese si aprì una fase buia. La squadra di Henri Michel fallì malamente, nonostante fosse campione d'Europa in carica, la qualificazione a Euro 1988, piazzandosi terza in un girone comprendente anche URSS, Germania Est, Islanda e Norvegia, con un bilancio di una vittoria, 4 pareggi e 3 sconfitte. Il 22 ottobre 1988 fu istituito ad hoc il ruolo di sovrintendente per la nazionale francese, affidato al presidente del Bordeaux Claude Bez, il quale indicò in Michel Platini il nuovo commissario tecnico nel novembre 1988[29].

L'ex fuoriclasse della Juventus non fu in grado di qualificare la squadra per il campionato del mondo 1990. La selezione francese fu eliminata già nella fase preliminare, arrivando terza nel proprio raggruppamento alle spalle di Jugoslavia e Scozia e davanti a Norvegia e Cipro, con 3 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte in 8 partite.

Anni 1990[modifica | modifica wikitesto]

Anni di delusioni (1990-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado l'esito negativo delle qualificazioni al mondiale del 1990, Platini fu confermato e guidò la Francia ad un'autorevole qualificazione al campionato d'Europa 1992 in Svezia. L'obbiettivo fu centrato con addirittura otto vittorie in altrettante partite giocate nel girone comprendente anche Cecoslovacchia, Spagna, Islanda e Albania, con un bilancio di 20 gol fatti e solo 6 subiti. Dal 29 aprile 1989 al 20 novembre 1991 la squadra conseguì ben 19 risultati utili consecutivi, che nel 1991 valsero a Platini il premio di "allenatore dell'anno" da parte del mensile inglese World Soccer[30]. Nonostante la campagna di qualificazione a Euro 1992 facesse ben sperare, Platini attuò un modello di gioco prettamente difensivo, senza molta creatività in campo, e non riuscì dunque a sfruttare il potenziale delle sue stelle offensive (Cantona e Papin). Nella fase finale in Svezia, la Francia non riuscì a vincere nessuna partita. Ottenne due pareggi contro i padroni di casa (1-1) e l'Inghilterra (0-0)[31] e una sconfitta (2-1) contro la ripescata Danimarca, futura vincitrice del torneo[32].

La formazione francese scesa in campo contro l'Italia nell'amichevole di Napoli del febbraio 1994

Nello stesso giorno in cui la FIFA assegnò alla Francia i campionato del mondo 1998, Platini rassegnò le dimissioni di C.T. e fu sostituito da Gérard Houllier, deciso a rilanciare la squadra[33]. Ma anche l'era Houllier si rivelò fallimentare, chiudendosi con la mancata qualificazione alle fase finale del campionato del mondo 1994. Decisiva fu la sconfitta per 2-1 contro la Bulgaria nelle qualificazioni[34].

Biennio di ricostruzione attorno a Zidane (1994-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 la panchina della Nazionale fu affidata Aimé Jacquet, che negli anni passati aveva conquistato tre campionati francesi alla guida del Bordeaux. Il neo C.T. rinnovò la squadra in vista del campionato d'Europa 1996 in Inghilterra lasciando fuori dal progetto alcuni veterani della vecchia gestione (Papin, Ginola) e promuovendo titolari giocatori più giovani come Éric Cantona (a cui Jacquet stesso affidò la fascia di capitano). La Francia cominciò molto bene il nuovo ciclo, ottenendo persino una vittoria in amichevole contro l'Italia vice-campione del mondo in carica[35]. I buoni risultati continuarono anche dopo la squalifica di Cantona che, nel gennaio 1995, si rese protagonista di un brutto episodio: durante Crystal Palace-Manchester United, il centrocampista francese colpì con un calcio in stile kung-fu un tifoso del Palace, Matthew Simmons, che lo aveva pesantemente insultato[36][37]. Con Cantona fuori rosa, Jacquet si vidde costretto a modificare la squadra. La fascia di capitano passò a Deschamps, mentre il ruolo in origine di Cantona fu affidato a Zinedine Zidane, un promettente centrocampista di origini algerine. Sfidando i rigurgiti dell'estrema destra e la costante ascesa di Jean-Marie Le Pen,[38] Jacquet costruì attorno al talento di Zidane la cosiddetta "generazione d'oro", una formazione talentuosa e multietnica che aveva tra le sue file giocatori nati lontani dai confini transalpini o comunque discendenti da altri popoli[39].

Aimé Jacquet, commissario tecnico dei Bleus dal 1993 al 1998, aprì il vittorioso ciclo francese a cavallo degli anni 1990 e 2000.

Reduce da una striscia di trenta risultati utili consecutivi, la Francia si qualificò al campionato d'Europa 1996 in Inghilterra[40]. Inserita in un girone con Romania, Bulgaria e Spagna, i Bleus vinsero il girone con due vittorie e un pareggio. Dopo aver sconfitto i Paesi Bassi, i transalpini conclusero la loro avventura in semifinale, uscendo di scena ai tiri di rigore contro la Rep. Ceca[41][42]. Si trattava del miglior risultato della Francia dal campionato del mondo 1986 e Jacquet dichiarò di voler proseguire il progetto iniziato con quei giocatori[40].

Il trionfo al Mondiale casalingo del 1998[modifica | modifica wikitesto]

La formazione della Francia contrapposta a quella del Brasile, sconfitto dai Bleus nella finale dei Mondiali 1998

Due anni dopo la Francia fu impegnata nel campionato del mondo 1998, organizzato proprio dal paese transalpino. Nonostante un sentimento generale di diffidenza verso Jacquet[43], la Francia riuscì a superare brillantemente il primo turno. All'esordio sconfisse il Sudafrica per 3-0,[44] poi batté 4-0 l'Arabia Saudita[45] ed infine si prese la sua rivincita sulla Danimarca, che l'aveva eliminata al campionato d'Europa 1992, sconfiggendola per 2-1[46]. Un golden gol di Blanc, il primo in assoluto nella storia del calcio, permise ai padroni di casa di eliminare il Paraguay[47], mentre l'ostico quarto di finale contro l'Italia si decise solo ai rigori, che arrisero ai padroni di casa con il punteggio di 3-4[48]. Nella semifinale contro la sorprendente Croazia, la Francia, dopo essere passata in svantaggio all'inizio della ripresa, ribaltò il risultato con una doppietta di Thuram e si qualificò per la finale contro il Brasile campione del mondo uscente[49]. Il 12 luglio, giorno della finale allo Stade de France, la Francia travolse i brasiliani per 3-0: in vantaggio di due gol già alla fine del primo tempo grazie a due reti di testa di Zinedine Zidane, i francesi non soffrirono neanche dopo l'espulsione di Desailly e suggellarono la vittoria con un gol di Petit all'ultimo minuto di gioco[50].

A seguito delle polemiche precedenti al torneo mondiale,[51][52][53] Jacquet si dimise dopo la storica vittoria e fu nominato direttore tecnico nazionale della FFF;[54] alla conduzione della Nazionale francese gli succedette il suo allenatore in seconda Roger Lemerre[55][56].

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

I trionfi a Euro 2000 e alla Confederations Cup 2001[modifica | modifica wikitesto]

La Francia schierata in campo con l'Italia, prima della vittoriosa finale di Euro 2000

Sotto la guida di Lemerre, la Francia campione del mondo in carica si qualificò al campionato d'Europa 2000 in Belgio e Paesi Bassi molto facilmente vincendo il proprio girone di qualificazione con 6 vittorie, 3 pareggi ed una sola sconfitta[57]. La squadra era praticamente la stessa che aveva vinto il Mondiale due anni prima e quindi era una delle favorite per la vittoria finale dell'Europeo. Nella fase a gironi ottenne due vittorie contro Danimarca (3-0)[58] e Rep. Ceca (1-2)[59] e una sconfitta contro i Paesi Bassi padroni di casa (2-3), chiudendo seconda nel suo girone alle spalle degli olandesi. Superati i quarti di finale contro la Spagna (1-2)[60][61] e la semifinale contro il Portogallo (2-1 ai tempi supplementari e golden gol di Zidane su rigore), la Francia accedette alla finale e ritrovò l'Italia, in cerca di vendetta per la sconfitta ai rigori di due anni prima. La partita rimase celebre perché i transalpini, passati in svantaggio all'inizio del secondo tempo, riuscirono a pareggiare al quarto minuto di recupero con Wiltord per poi raddoppiare nei secondo tempo supplementare con il golden gol di Trezeguet che valse alla Francia il secondo titolo continentale[62], oltre ad uno storico double Mondiale-Europeo[63]. L'egemonia dei transalpini fu sancita dalla vittoria della FIFA Confederations Cup 2001 (primo alloro nella competizione). In finale bastò l'1–0 con gol di Vieira contro il Giappone[64]. Ciononostante la striscia di successi si arrestò prima del previsto.

Il flop al Mondiale del 2002[modifica | modifica wikitesto]

Zinédine Zidane, protagonista del double Mondiale 1998-Europeo 2000, oltre che del secondo posto ai Mondiale 2006

Al campionato del mondo 2002, data per grande favorita alla vigilia, la Francia fu eliminata in maniera clamorosa al primo turno senza segnare alcun gol. Privi di Zidane per infortunio, i transalpini incapparono in un'imprevista sconfitta di misura contro l'esordiente Senegal (0-1)[65][66]. Il successivo pareggio a reti bianche contro l'Uruguay mise a rischio la qualificazione degli Bles agli ottavi[67]. Le speranze francesi vennero riposte dunque nell'ultimo incontro con la Danimarca. Per l'occasione, Lemerre decise di rischiare Zidane, che non aveva recuperato pienamente dall'infortunio, schierandolo dal primo minuto contro i danesi[68]. Tuttavia, la squadra transalpina disputò una brutta partita e perse 2-0, uscendo clamorosamente nella fase ai gironi del mondiale posizionandosi all'ultimo posto, con un solo punto e nessuna rete siglata, a fronte di tre subite. Ancora oggi si tratta del risultato peggiore di una Nazionale campione del mondo in carica in tutti i mondiali di calcio disputati finora[69]. L'eliminazione dei campioni del mondo fece enorme scalpore e a pagarne le conseguenze fu Lemerre, il quale venne esonerato un mese dopo[70].

L'era Santini (2002-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Il mondiale nippocoreano aveva posto fine alla generazione d'oro francese che aveva dominato il palcoscenico mondiale dal 1998 fino ai primi anni duemila. Per il dopo Lemerre fu chiamato in causa Jacques Santini, fresco vincitore del campionato francese alla guida dell'Olympique Lyonnais, che decise di rinnovare la squadra ricostruendola con l'innesto di alcuni giovani promettenti.

Il nuovo ciclo partì nel migliore dei modi con la conquista della FIFA Confederations Cup 2003 disputata in casa. In finale, la Francia batté il Camerun con il golden gol di Henry, conquistando così il secondo trofeo dopo il precedente di due anni prima. La vittoria fu dedicata al calciatore camerunese Marc-Vivien Foé, deceduto per attacco cardiaco durante la semifinale del torneo[71].

Candidata alla vittoria degli campionato d'Europa 2004 in Portogallo[72], la Francia partì col piede giusto e vinse il proprio girone battendo l'Inghilterra in rimonta all'esordio (2-1) e la Svizzera (1-3) e pareggiando 2-2 contro la Croazia. Nei quarti di finale, tuttavia, fu sorprendentemente battuta per 1-0 dalla Grecia,[73] la quale, confermando l'ottima forma atletica, vinse poi clamorosamente il torneo. La sconfitta contro i greci segnò addii importanti, come il capitano Marcel Desailly e Bixente Lizarazu[74].

La finale mondiale persa nel 2006[modifica | modifica wikitesto]

Lilian Thuram, primatista assoluto di presenze con la maglia della Nazionale francese.

Chiuso il ciclo Santini, la Federazione affidò la panchina della Francia a Raymond Domenech, già tecnico dell'Under-21 francese[75]. La Nazionale, orfana di Zidane, Thuram e Makélélé (che avevano annunciato il ritiro dopo Euro 2004), iniziò le qualificazioni ai Mondiali 2006 molto male. Domenech, dunque, richiamò i tre giocatori[76] e grazie al loro contributo la Francia riuscì a centrare l'agognata qualificazione[77][78].

La Francia schierata in campo con l'Italia, prima della finale persa ai Mondiali 2006.

Nonostante un diffuso scetticismo e voci su uno spogliatoio diviso a causa delle cattiva gestione da parte di Domenech dei rapporti con alcuni giocatori[79], la Francia fu grande protagonista al campionato del mondo 2006 in Germania. Dopo i due pareggi contro Svizzera (0-0), Corea del Sud (1-1), la formazione transalpina batté il Togo (0-2) e si qualificò per gli ottavi di finale. Contro il Togo, Lilian Thuram superò Marcel Desailly e divenne il primatista assoluto di presenze con la maglia della Nazionale francese[80]. Dopo aver battuto in rimonta la Spagna (3-1)[81], Zidane e compagni si ritrovarono faccia a faccia contro il Brasile campione del mondo in carica in una riedizione della finale del campionato 1998. La partita fu vinta di misura dalla Francia con una rete di Thierry Henry[82] Anche la semifinale fu vinta di misura: un gol di Zidane su calcio di rigore contro il Portogallo consegnò ai francesi l'accesso alla finale di Berlino contro l'Italia[83]. La partita più attesa terminò con il risultato di 1-1 con gol di Zidane su rigore e pareggio di Materazzi nel primo tempo. Durante i tempi supplementari, Zidane fu espulso a causa di una testata a Materazzi dopo uno scambio di offese, chiudendo di fatto la sua carriera da giocatore. Poi, ai rigori, ebbe la meglio l'Italia che trasformò in gol tutti e cinque i calci di rigore, mentre per i francesi fu decisivo l'errore di Trézeguet, il cui tiro si stampò sulla traversa[84].

La delusione dell'Europeo 2008[modifica | modifica wikitesto]

Priva di Zidane ma con una rosa praticamente invariata rispetto al 2006, la Francia vice-campione del mondo ripartì con tre vittorie consecutive, compresa quella per 3-1 contro l'Italia nelle qualificazioni al campionato europeo 2008[85]. Nonostante un calo nelle successive gare, tra cui una sconfitta inaspettata contro la Scozia, la formazione transalpina riuscì comunque a qualificarsi al campionato d'Europa 2008 come seconda del proprio girone di qualificazioni alle spalle degli azzurri. Per i francesi si trattò della settima qualificazione consecutiva alla fase finale di un campionato europeo, dopo quelle del 1960, 1984, 1992, 1996, 2000 e 2004[86]. Durante le qualificazioni, in occasione di Francia-Lituania (2-0), Thierry Henry divenne il miglior marcatore della storia della Francia, superando il precedente record di Michel Platini[87].

Thierry Henry, miglior marcatore della storia della Francia, entra in campo prima della gara contro i Paesi Bassi agli Europei 2008.

Nella fase finale degli Europei, inserita nel girone C con Romania, Paesi Bassi ed Italia, la Francia di Domenech disattese le aspettative rivelandosi solo una lontana parente dell'arcigna squadra arrivata in finale ai precedenti campionati del mondo: dopo l'esordio a reti bianche contro i rumeni,[88] i francesi incapparono in due pesanti sconfitte contro gli olandesi (4-1)[89] e gli italiani (2-0),[90] chiudendo all'ultimo posto il proprio raggruppamento con un solo gol fatto e ben sei subiti. Nonostante quell'indecorosa uscita, Domenech fu riconfermato tra la disapprovazione generale, mentre Lilian Thuram (il giocatore con il record di presenze) e Claude Makélélé si congedarono dalla Nazionale dopo anni di militanza[91].

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il flop al Mondiale del 2010[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori francesi durante l'inno nazionale prima della partita contro Messico al campionato del mondo 2010

Dopo un biennio tra alti e bassi, la Francia riuscì a centrare la qualificazione al campionato del mondo 2010 in Sudafrica solo grazie alla vittoria nello spareggio contro l'Irlanda, determinato da un gol di Gallas propiziato dall'inglorioso tocco di mano di Henry che scatenò diffuse polemiche e dibattiti[92]. In Sudafrica, falcidiata da dissidi interni (tra cui l'espulsione di Anelka dalla rosa e l'"ammutinamento" da parte dei giocatori contro Domenech[93][94]), la Francia tocco il punto più basso della sua storia: dopo il pareggio a reti bianche contro l'Uruguay,[95] la squadra di Domenech perse le restanti due partite contro il Messico (0-2)[96] e il Sudafrica (1-2), chiudendo all'ultimo posto il proprio raggruppamento con un gol fatto e 4 subiti[97].

A causa della débâcle sportiva, delle critiche subìte sia alla vigilia che durante il torneo, e dei dissidi interni alla spedizione, Domenech e Jean-Pierre Escalettes si dimisero dalle cariche, rispettivamente, di commissario tecnico della nazionale e di presidente della federcalcio[98]

L'era Blanc (2010-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento ai mondiali in Sudafrica e l'addio di Domenech, la nazionale transalpina passò ufficialmente nelle mani di Laurent Blanc, ex tecnico del Bordeaux e campione del mondo con la Francia da giocatore nel 1998[99]. La rinnovata rappresentativa francese riuscì ad inanellare 21 risultati utili consecutivi[100][101] e condusse agevolmente il suo girone eliminatorio per il campionato d'Europa 2012 in Polonia e Ucraina. Il nuovo corso della nazionale fu tuttavia contraddistinto anche da alcune controversie dopo la pubblicazione di una registrazione rubata in cui Blanc si esprimeva in favore di quote che limitassero il numero di giocatori con doppia nazionalità nei centri di formazione nazionale[102]. Il commissario tecnico fu accusato di razzismo e costretto a scusarsi[103]. Agli Europei, la Francia chiuse la fase a gironi al secondo posto, davanti all'Inghilterra. Dopo l'1-1 all'esordio contro gli inglesi,[104] i Bleus sconfissero 2-0 l'Ucraina e persero col medesimo risultato contro la Svezia[105]. Questa partita mise fine all'imbattibilità della squadra di Blanc[100][101] che chiuse poi il torneo al turno successivo, ai quarti di finale, con la sconfitta per 2-0 contro la Spagna campione del mondo e d'Europa in carica[106].

Una fase di gioco tra Francia e Svizzera (1-1) al campionato d'Europa 2016; nell'immagine, primo da sinistra, Antoine Griezmann, terzo giocatore francese a vincere la classifica marcatori del torneo continentale

L'era Deschamps (2012-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Pochi giorni dopo Blanc rassegnò le dimissioni e fu sostituito da Didier Deschamps, ex allenatore di Juventus e Marsiglia, nonché capitano del ciclo vincente dei bleus dal 1998 al 2000[107]. Con Deschamps si andò a completare il ricambio generazionale cominciato da Blanc, ma anche il neo commissario tecnico dovette fare i conti con una serie di controversie, tutte gestite in nome dell'equilibrio del gruppo[108]. La Francia riuscì a centrare la qualificazione al campionato del mondo 2014 in Brasile solo grazie alla vittoria nello spareggio contro l'Ucraina, vincendo per 3-0 la partita di ritorno e ribaltando il risultato di 0-2 subito all'andata. Ai Mondiali, la squadra di Deschamps chiuse la fase a gironi al primo posto grazie a due vittorie contro l'Honduras (3-0)[109] e la Svizzera (5-2)[110] ed un pareggio a reti bianche contro l'Ecuador[111]. Agli ottavi di finale, i transalpini sconfissero la Nigeria per 2-0,[112] ma si arresero alla Germania nel turno successivo, grazie a una rete in apertura di Hummels[113].

Qualificata d'ufficio al campionato d'Europa 2016 in quanto nazionale del paese ospitante, la Francia era una delle squadre favorite per la vittoria finale. Dopo aver superato il girone grazie a due vittorie sofferte contro Romania (2-1)[114] e Albania[115] e al pareggio per 1-1 contro la Svizzera[116], i padroni di casa eliminarono nell'ordine l'Irlanda[117], l'Islanda (5-2)[118] e, dopo ben 58 anni, la Germania campione del mondo in carica[119]. In finale, tuttavia, la squadra di Deschamps venne sconfitta contro ogni pronostico dal Portogallo (orfano persino di Cristiano Ronaldo per infortunio da inizio primo tempo), a causa di un gol realizzato da Éder nei tempi supplementari[120]. Alla fine di quell'edizione, Antoine Griezmann, che aveva trascinato i Bleus alla finale con i suoi gol, si laureò capocannoniere e miglior giocatore del torneo[121].

La Francia ha poi centrato facilmente la qualificazione al campionato del mondo 2018, vincendo il proprio girone di qualificazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]