Storia dell'Unione Sportiva Lecce

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Questa pagina tratta la storia dell' Unione Sportiva Lecce dal 1908 ai nostri giorni.

Indice

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

1908-1929: Primi anni con Sporting Club, fusione nel 1927 e nascita dell'US Lecce[modifica | modifica wikitesto]

Il principale fondatore del Lecce, Ettore De Michele, qui all'età di 100 anni.

Il 15 marzo 1908 nasce lo Sporting Club Lecce, attivo nell'atletica, nel ciclismo e nel calcio. Il primo presidente del club nel corso di quell'anno è Franco Marangi. È dell'11 aprile 1910 la prima partita ufficiale: nel Torneo Regionale Pugliese perde contro il Bari Football Club per 5-1. La prima formazione ufficiale è: De Michele (capitano), Capozza, Rima, Acquaviva, Torsello, Marzano, De Salvatore, Tortorella, Kniazzek, Pastore, De Muro (autore del gol). Nel 1912 lo Sporting ha anche un nuovo presidente: Francesco De Castris, cognato di Francesco Marangi. Ma ormai lo scenario politico sta cambiando, ci si avvia verso la Prima Guerra Mondiale, molti dei giovani dello Sporting finiscono al fronte (Ottorino De Salvatore muore). La fase pioneristica del calcio leccese è finita e quando si ricomincia, a conclusione del conflitto, allo Sporting sui giornali si fa cenno raramente. Nel '22, lo Sporting partecipa (sempre nel girone pugliese) al campionato nazionale di Seconda Divisione ed il 29 maggio, vincendo a Taranto contro l'Enotria (3-2), conquista la promozione al massimo campionato nella stagione 1922-23, con 9 punti davanti alla stessa Enotria, al Garibaldino e allo S.C.Taranto, tutte compagini della città ionica. Si tratta della prima promozione nella storia del calcio leccese, ottenuta su rigore e senza il portiere che perde il treno e non può raggiungere Taranto. Il Corriere delle Puglie parla di vittoria cittadina, è il punto più alto dell'avventura dello Sporting, anche a livello di considerazione generale. Ma quando a novembre inizia il torneo di Prima, lo scenario nel Paese è traumaticamente cambiato, con l'avvento del Fascismo.

I giocatori del Lecce stagione 1929-1930, alla prima storica stagione in Serie B.

La svolta avviene il 16 settembre 1927: dalla fusione tra i club locali della FBC Juventus e del Gladiator nasce l'Unione Sportiva Lecce, il cui presidente è Luigi Lopez y Royo. I colori adottati dalla nuova società sono il bianco e il nero, che lasciano spazio al giallo e al rosso nel 1929, quando il Lecce conquista la promozione in Serie B vincendo il doppio spareggio contro il Taranto (2-2 dopo i tempi supplementari e 3-1), mentre il marchio riporta l'anno in cui ebbe inizio il calcio a Lecce, ad opera dell'antenata Sporting Club Lecce.

Promosso per la prima volta in Serie B nel 1929, il Lecce, allenato dall'ungherese Ferenc Plemich, esordisce con una vittoria per 2-1 a Novara il 6 ottobre di quell'anno. Alla fine giunge 13º nel suo primo anno in serie cadetta e disputa altri due tornei in categoria, prima della sospensione dell'attività calcistica nel 1932. Ripresa l'attività nel 1934 come U.S. Pro Lecce (che in seguito dopo vari cambi di denominazione diventerà U.S. Lecce), nel 1936 viene ammesso in Serie C, dove arriva 11º. Dopo aver sospeso nuovamente l'attività nel primo periodo 1943-1944, riesce a tornare in Serie B nel 1946. Dopo tre anni di cadetteria, dal 1949 attraversa una fase di profonda crisi, che ha l'apice nel 1955 con la retrocessione in quarta divisione, da cui i giallorossi risaliranno in C nel 1958.

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

1959-1960: Settimo posto finale e il ritorno di Alfonso[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959-1960, il Lecce chiude la stagione al settimo posto. Ritorna Alfonso in panchina (lo coadiuva, dando molta importanza al fattore della preparazione atletica, Eliano Tana, il presidente è sempre De Palma; i nuovi sono il portiere Bendin, il terzino Remini, l'ala Berti, il centravanti Gambino, l'ala Arfuso, il centrocampista Novelli; giocano anche Caus, Marzo, De Vitis, Gortan, disputando un campionato discreto.

1960-1961: Ancora settimi; presidente diventa Germano Ventura[modifica | modifica wikitesto]

Soddisfacente è anche il campionato 1960-1961, che il Lecce conclude con gli stessi 34 punti e lo stesso settimo posto. Però in quest'ultimo torneo ci sono novità interessanti, dalla società (presidente è Germano Ventura), alla panchina (Dino Bovoli) alla squadra, che schiera Bendin, Crivellenti (Macripò), De Vitis, Davalle, Biancardi, Maccagni, Arfuso (Greco), Gambino, Luna I, Bitetto, Cordone (Luna II). Il primo dei Luna segna 14 reti, 12 le realizza Gambino, 9 invece Arfuso.

1961-1962: La grande illusione della B e l'impresa di Foggia[modifica | modifica wikitesto]

Il torneo 1961-1962 è stato quello della grande illusione, durata una settimana. Su un'intelaiatura già notevole il presidente Esposito inserisce, affidandoli all'allenatore Bovoli, il mediano Musiani, i centrocampisti Falsiroli, Bitetto e Malavasi e la punta Franzò, che segna 12 gol. Verso Natale la squadra comincia a girare bene e si trova a lottare testa a testa con il Foggia di Oronzo Pugliese per la promozione in Serie B, con i tifosi sempre più convinti che l'impresa di possa realizzare. Le speranze sembrano però smorzarsi alla terz'ultima partita quando il Lecce perde (2-1) a Taranto, trovandosi a due punti di svantaggio dal Foggia prima dello scontro diretto in casa dei dauni. Ma allo Zaccheria, tra la sorpresa generale, accade il miracolo: finisce 2-1 per i giallorossi. Tuttavia l'illusione dura appena 7 giorni. Col Potenza, in un "Carlo Pranzo" pavesato con mille bandiere, segna Arfuso ma nella ripresa, al 33' i lucani pareggiano: è la fine del sogno perché il Foggia vince fuori, ritornando in testa. Nell'ultima giornata infine i giallorossi perdono ancora, consentendo così al Foggia di festeggiare la promozione in B.

1962-1963: Rivoluzione della squadra, gravi problemi finanziari e ottavo posto finale[modifica | modifica wikitesto]

Nei campionati successivi la squadra, invece di essere rinforzata secondo criterio, è rivoluzionata letteralmente, e le speranze di ritentare la scalata alla Serie B logicamente svaniscono. La società attraversa in più occasioni gravi momenti dal punto di vista finanziario e più volte non vengono pagati i premi partita ai calciatori. Troppe novità e, fatalmente, le cose non vanno bene. La squadra (allenatore è Giunchi, poi sostituito da Andreoli) si classifica all'ottavo posto con un ampio distacco dal Potenza (che l'anno prima costrinse i giallorossi a restare in C) che vince il campionato.

1963-1964: Resta Andreoli con molti cambiamenti in rosa, ma è ancora Serie C[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1963-1964, si cambia ancora e parecchio. Rimane Andreoli, e la squadra viene rivoluzionata. Dei vecchi protagonisti del duello con il Foggia rimangono solo Remini e De Vitis. In realtà non mancano gli acquisti di buon livello come il portiere Ferrari, la mezzala Trevisan, l'ala Tribuzio ed il centravanti Ciabattari (specialista nei calci di punizione), le altre novità sono Bettini, Ianni, Ronchi, Corsi, Santelli, Bronzini, Panigada, Frontali. Alla fine è comunque un settimo posto. I risultati non esaltanti di questo periodo sono, indubbiamente, dovuti anche alla confusa situazione societaria: una serie di problemi economici, così come nella stagione precedente.

1964-1965: Regna la confusione in società, con il seguente sciopero dei giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Il leccese Franco Causio, cresciuto in giallorosso nei primi anni 1960, tornerà a vestire la maglia salentina dopo vent'anni, in occasione del debutto della squadra in Serie A.

Nella stagione 1964-1965 allenatore diventa Ambrogio Alfonso. La formazione tipo è formata da: Ferrari, Tardivo, Daniele, Vemati, Lucci, Sestini, Tribuzio, Cartisano, Teneggi, Trevisan, Zucchinali. Ci sono pure Gareffa e Busilacchi. Nonostante le difficoltà di ogni genere, come stipendi non pagati, promesse non rispettate, la squadra a poche giornate dalla fine è salva ed anzi si è tolta una grande soddisfazione andando a vincere a Taranto (gol di Tribuzion, rigore parato da Ferrari), impedendo così ai rossoblu di raggiungere la B. Forse proprio questa consapevolezza di non arrecare particolare danno alla società, e quindi ai tifosi, induce la squadra ad incrociare le gambe. È uno sciopero che fa rumore negli ambienti calcistici. E di certo l'immagine sportiva della città non ne guadagna. A questo punto, entrano in scena alcuni ragazzini che saranno famosi. Sono i giovani di Attilio Adamo, leccesi purosangue, come Franco Causio, Mario Russo, Antonio Donadei, Aldo Sensibile, e poi Della Tommasa, Petrucelli, Marzo, Stomeo, Lentini, Caldani, Colajanni. Il primo test per questo nuovo Lecce è a Reggio Calabria, sul campo della Reggina di Maestrelli, lanciatissima verso la B dove gioca Holmes Neri, futuro allenatore in seconda del Lecce.

1965-1966: Continua la difficile crisi, nell'ultima stagione al Carlo Pranzo[modifica | modifica wikitesto]

L'anno successivo, (commissario della società ancora Del Piano) è sempre molto difficile, con la crisi sempre dietro la porta. La squadra parte con Della Tommasa, Tardivo, Garagna, Lucci, Zini, Cartisano, Guardavaccaro, Dalla Pietra, Palmieri, Trevisan, Russo. Ma poi giocano anche il portiere Genero, Marovelli, Mainardi, Petrini I e Petrini II e Scardeoni. Una squadra modesta, che si salva grazie ad una buona difesa e ai gol di Trevisan, mentre Russo e Petrini II hanno la soddisfazione di finire in nazionale juniores. Altre piccole soddisfazioni per i tifosi sono le vittorie sul Taranto e sul Bari, proprio nell'ultima partita. Una partita che segnerà anche l'addio allo storico stadio "Carlo Pranzo".

1966-1967: Lo storico passaggio del Lecce allo stadio Via del Mare[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Via del Mare, costruito nel 1966.

Due ottobre 1966. Per la prima volta i tifosi leccesi vanno a vedere una partita di campionato (è un derby contro il Taranto, vinto per 1-0) non più al vecchio Carlo Pranzo (intitolato ad un giovane leccese caduto durante la seconda guerra mondiale), ma nel nuovo attesissimo stadio Via del Mare. Un paio di settimane prima c'era già stata una partita (un'amichevole tra i giallorossi e lo Spartak Mosca, finita 1-1). ma l'inaugurazione avviene appunto il 2 ottobre, presenti numerose autorità e ben 25.000 spettatori festanti. Il 24 giugno 1967 c'è un altro pienone in occasione dell'amichevole internazionale molto prestigiosa, questa volta contro il Santos di Pelé. I giallorossi perdono per 5-1 (tripletta di Pelé, gol di Edu e autorete di Melideo per i brasiliani; Mammì per i giallorossi). In realtà di nuovo nella stagione '66-'67 non c'è soltanto lo stadio. La società ha una guida diversa, l'avvocato Marcello Indraccolo, in panchina c'è Luigi Soffrido, la squadra si presenta ampiamente rinnovata. Al debutto, ad Ascoli (1-3), giocano Bottoni, Marconato, Garagna, Lucci, Zini, Petrini, Dalla Pietra, Mellina, Trevisan, Marcucci, Brutti. Ma nella rosa ci sono anche Caristano, Panico, Farroni, Gareffa e poi arrivano anche il centravanti Mammì, Sacchella, Cesana, Melideo e Bersellini, il quale ultimo diventa ben presto la mente della formazione ed uno dei beniamini del pubblico, insieme a Trevisan ed al giovanissimo Mellina, un'ala sinistra ingaggiata dal Milan e che si distingue per velocità e fantasia. È un campionato a fasi alterne. Dopo una sconfitta in casa col Pescara, c'è anche un cambio di allenatore e dopo l'interregno di Alfonso arriva Gianni Seghedoni. Non mancano buoni risultati e non manca nemmeno un tentativo di invasione, col Frosinone, per un gol annullato a Mammì. Finisce con un nono posto che è un significativo risultato, dopo gli anni bui.

1967-1968: Viene confermato Seghedoni, in una buona stagione il Lecce culla il sogno Serie B[modifica | modifica wikitesto]

L'anno dopo, confermato Seghedoni, la squadra viene rinforzata col portiere Mezzanzanica, col terzino Pavoni, col cannoniere Taiano, col mediano Comola (c'è anche il leccese Dondadei). Un campionato che comincia benissimo e poi continua piuttosto bene. Ad ottobre, dopo il successo nel derby di Nardò (gol di Taiano, l'ex) il Lecce balza in testa alla classifica. E comincia un lungo, appassionante, duello con la Ternana di Viciani. La gente di serie B dopo tante delusioni e l'entusiasmo sale alle stelle quando allo stadio con un gol di Taiano la Ternana va di nuovo ko. Poi, però, le cose si mettono male, anche per alcuni episodi sfortunati. È comunque, al termine del torneo, un bel quarto posto. Un po' di rammarico soltanto per l'addio di Seghedoni, in dissenso con la società.

1968-1969: Dopo Dugini, arriva in panchina il sergente di ferro Bersellini[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 1968-1969, ancora una volta in Serie C, la squadra è allenata nelle ultime 10 partite di campionato da Eugenio Bersellini, che subentrò a Dugini. In quell'anno Bersellini debuttò come tecnico, in quanto si era da poco ritirato dal calcio giocato. In questo campionato c'è stata l'invasione di campo nella partita contro il Taranto (ma solo in tre scavalcano le reti di protezione ed uno colpisce l'arbitro Casarin; tutto ciò sullo 0-1, dopo un gol contestato e il mancato intervento del direttore di gara nel momento in cui tre leccesi sono a terra infortunati). In squadra ci sono volti nuovi come quelli di Candido, Croce, Guzzo, Materazzi, Di Somma, Cappanera, De Mecenas, Brunello, Galli. Il quinto posto finale non è esaltante ma conferma che il Lecce è ormai consolidato in Serie C.

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il portiere del record: Emmerich Tarabocchia.

1969-1970: Confermato Bersellini, emergono nel Lecce Di Somma e Materazzi[modifica | modifica wikitesto]

E siamo così al torneo 1969-1970, ancora con Bersellini in panchina. La novità più significativa è un giovane attaccante toscano acquistato dal Novoli, Fiaschi, che con Mammì e Mellina (e poi Frieri) forma il trio avanzato, mentre dietro ci sono elementi nuovi come Imperi, Virgolini e Dolza ma si distinguono sempre più Giuseppe Materazzi e Salvatore Di Somma. Torneo senza infamia e senza lode per i giallorossi, che raggiungono alla fine il quinto posto.

1970-1971: Ultimo campionato per Bersellini, che lancia la futura bandiera Lorusso[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 settembre 1970, nell'esordio contro l'Acireale, il Lecce (sempre con Bersellini confermato in panchina) schiera un ragazzo ingaggiato per sette milioni dal Venosa. Si tratta di Michele Lorusso (futura bandiera e titolare inamovibile dei giallorossii) ed è la scoperta più bella di un altro campionato sempre d'alta classifica (4º posto) che lancia pure un altro giovane, Crispino (andrà alla Ternana). In formazione ci sono Ferretti, Lorusso, Flamini, Materazzi, Tornese, Di Somma, Minervini, Cesana, Crispino, l'autentica rivelazione Donadei e Fiaschi; ma giocano pure spesso Desio, Mattei, Menozzi, Guzzo, Frieri, Rigato e Virgolini. Per Eugenio Bersellini è l'ultimo campionato col Lecce: se ne va, dopo una bella esperienza, per alcune divergenze con la società.

1971-1972: La novità in panchina è l'ex Juve Corradi, mentre crescono le ambizioni[modifica | modifica wikitesto]

Una formazione del Lecce 1971-1972, guidata da Giuseppe Corradi.

Il nuovo allenatore, della stagione che sta per iniziare, è l'ex terzino della Juventus (ha giocato con Charles e Sívori), ma anche del Genoa, del Mantova e della nazionale italiana: Giuseppe Corradi. Il nuovo mister trova un ambiente che ormai "pretende" la Serie B. Nel periodo di calciomercato, arrivano lo stopper Mamilovich, il regista Giagnoni, il centravanti Basili che apre il torneo con uno spettacolare gol in acrobazia alla Turris. Il Lecce 1971-1972 schiera Ferretti, Lorusso, Flamini, Materazzi, Mamilovich, Di Somma, Minervini, Cesana, Basili, Giagnoni e Fiaschi.

A gennaio la squadra è in testa, dopo due vittorie esterne consecutive (Turris e Chieti) che scatenano l'entusiasmo dei tifosi. C'è una serie iniziale di ben 22 partite senza sconfitte ma c'è anche un Brindisi, di Vinicio e Renna, che viaggia fortissimo. Il testa a testa dura fino a tre giornate dalla fine, quando il Lecce perde a Vasto, dando così il via libera ai brindisi per la promozione.

In questo periodo la formazione salentina stabilisce una serie di primati per la categoria e anche alcuni record assoluti, come quello del 1974-1975, quando il portiere Emmerich Tarabocchia resta imbattuto per 1791 minuti, tuttora record italiano nelle prime tre categorie del campionato.

Michele Lorusso, detentore del record di presenze in maglia giallorossa.

Il Lecce torna in serie cadetta nella tarda primavera del 1976, al termine di un'annata eccezionale: oltre alla promozione e all'imbattibilità casalinga, gli uomini di Mimmo Renna ottengono anche la vittoria della Coppa Italia di Serie C, nella cui finale battono per 1-0 il Monza, e della Coppa Italo-inglese per semiprofessionisti, competizione nella quale sconfiggono per 4-0 nella finale di ritorno lo Scarborough dopo la sconfitta per 1-0 in Inghilterra.[1]

Le prime stagioni in serie cadetta, inaugurate nel migliore dei modi con il superamento del girone di Coppa Italia 1976-77 a spese del Torino Campione d'Italia, si concludono con serene salvezze.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

1983-1984: Arrivo del presidente Franco Jurlano, promozione sfiorata e tragica morte di Lorusso e Pezzella[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 1980 il Lecce, passato poco tempo prima al presidente Franco Jurlano, è implicato nello scandalo delle scommesse che colpisce il calcio italiano, ma è in grado di dimostrare la sua innocenza e subisce soltanto la squalifica del giocatore Claudio Merlo. Dopo alcune salvezze sofferte nei primi anni ottanta, nel 1983-1984 la squadra di Jurlano si piazza al 4º posto in un torneo segnato dalla tragica scomparsa in un incidente automobilistico dei calciatori giallorossi Michele Lorusso e Ciro Pezzella il 2 dicembre 1983. Lorusso è tuttora il primatista di presenze del Lecce con 418 partite giocate in maglia giallorossa.

1984-1985: Prima storica promozione in Serie A con Fascetti allenatore[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1984-85 comincia all'insegna della freddezza e dello scetticismo. La società, che ha dato fiducia a Fascetti, decide la conferma quasi in blocco della squadra del torneo precedente: va via (alla Triestina) Giuseppe Bagnato, viene ceduto pure Carmelo Bagnato ed arriva soltanto Maurizio Raise dal Catanzaro. La delusione dei tifosi, che si attendono qualche grosso nome (soprattutto per l'attacco), si rispecchia nello scarso numero degli abbonati (appena 500) e in presenze modeste (con qualche contestazione, per di più) durante le partite di Coppa Italia. Il Lecce chiude il girone con solo 3 punti, al penultimo posto in classifica.

Il Lecce 1985-1986, prima stagione dei giallorossi in Serie A

Il presidente Jurlano, l'allenatore Fascetti e il general manager Cataldo, alla vigilia del campionato, si affannano ad iniettare fiducia nell'ambiente sportivo, ma sono in pochi a credere in un buon campionato. Anche perché ai nastri di partenza della stagione ci sono squadre ben più attrezzate dei giallorossi e che hanno speso decisamente di più. Il 16 settembre però la radio annuncia il risultato più sorprendente della prima giornata: Sambenedettese-Lecce 1-3. Apre Alberto Di Chiara, raddoppia Cipriani e dopo il gol del marchigiano Borgonovo è il mediano Enzo a liquidare il conto. Fuoco di paglia, dicono in molti. Anche quando, la domenica dopo, Cipriani stende con una punizione a 15 minuti dalla fine il brillante Varese. Il derby di Bari (0-2) ridà fiato ai tifosi che pretendono rinforzi, anche se il risultato viene condizionato da un'espulsione dopo pochi minuti di Cipriani, decretata dall'arbitro Pairetto. La settimana successiva allo stadio arriva il Cesena e i giallorossi si fanno riprendere alla fine dopo il vantaggio di Paciocco. Il Lecce ha 6 punti in 4 partite. Diventano 7 a Taranto dopo un derby pareggiato grazie ad un'autorete di Scoppa, intervenuto per evitare il colpo a botta sicura di Cipriani, che torna al gol personale con l'Empoli in una brutta partita, finita anch'essa in parità. A fine ottobre la società, su suggerimento di Fascetti, decide di rinforzare la squadra. E così, insieme al giovane difensore Colombo, arriva dal Como l'esperto Palese. Per l'allenatore basta così. A Pisa il Lecce può fare poco: è un 1-3 (per il Lecce segna ancora Cipriani) in fondo scontato. Il momento ad ogni modo, è poco felice e col Catania è ancora pareggio: a 15 minuti dalla fine il Lecce sfrutta un'altra punizione di Cipriani, ma non riesce a mantenere il vantaggio. Dopo tre risultati negativi la squadra si riprende. Arrivano un pareggio senza gol ad Arezzo e un pareggio maturato con un gol al 90º minuto a Pescara (rete di Palese). Poi, arriva il clamoroso 3-1 al titolato Genoa di Tarcisio Burgnich: segnano Raise, Rossi e Paciocco. È il 25 novembre. In classifica il Lecce è quarto, con 5 punti di distacco dal Pisa, 3 dal Bari e uno dal Catania. Lo scetticismo comincia a diradarsi. Un pareggio molto importante a Padova (segna Paciocco) precede l'attesa sfida con il Bologna. Finalmente c'è parecchia gente allo stadio e la delusione è notevole quando Luperto sbaglia il rigore della vittoria. Non c'è , tuttavia, tempo per recriminare, perché la squadra stupisce tutti andando a vincere a Parma, con un gol di Enzo a poco dal termine. Il portiere Pionetti, in zona recupero, salva il successo deviando un rigore di Barbuti.

Fra la fine del 1984 e l'inizio del 1985 il Lecce incappa in tre partite fra le più sfortunate. Prima l'1-1 col Perugia, con l'arbitro che annulla un gol regolare a Cipriani che a 4 minuti dalla fine evita la beffa, anche se la partita con gli umbri rimane una delle più belle sul piano agonistico. Il 6 gennaio a Campobasso non si gioca per la neve. Il giorno dopo non è la stessa cosa e i salentini perdono per 1-2 (gol di Paciocco). Sette giorni più tardi il Lecce vive un'altra grande amarezza, con la Triestina: Vanoli, riprendendo un rigore sbagliato da Orlandi, e Miceli capovolgono il risultato dopo il vantaggio giuliano. Al 90º minuto, però, il friulano Costantini pareggia.

Claudio Luperto, tra i protagonisti della storica cavalcata del Lecce.

A questo punto c'è la svolta: i giallorossi sono staccati di 6 punti dal Pisa, 5 dal Bari, uno dal Catania e sono appaiati a Perugia e Triestina. Comincia allora una fantastica rimonta, con 20 punti ottenuti in 12 partite. Prima il colpaccio a Cagliari (autorete su tiro di Cipriani), poi il successo sul Monza con rete di Rossi ed il bis con l'ostica Sambenedettese (esordisce Negretti al posto dell'infortunato Pionetti), che cede a soli 2 minuti dalla fine su un astuto colpo di testa di Miceli. A Varese è un tranquillo pareggio (0-0) aspettando il Bari. È Roberto Rizzo a 5 minuti dalla fine (ora si comincia a parlare di zona Lecce) a regalare ai tifosi una vittoria attesissima. Seguono un altro 0-0 (palo di Rossi) a Cesena, poi ancora un derby vittorioso col Taranto: sempre nel finale risolve capitan Orlandi. Il passo adesso è regolare. Ad Empoli c'è un altro pareggio, per 2-2 (segnano A. Di Chiara e Cipriani), poi ennesimo boom: il 24 marzo al Via del Mare cade la capolista Pisa (Paciocco trasforma il rigore a 5 minuti dalla fine). Il Lecce ha colpito nuovamente quando l'avversario credeva di avercela ormai fatta. È il giorno del sorpasso al Bari, battuto a Genova: traguardi insperati. E la speranza si concretizza col pareggio (0-0) di Catania e la doppia vittoria su Arezzo (gol di Paciocco) e Pescara (fanno il 2-0 Miceli e Paciocco). Il 14 aprile, dopo 8 vittorie e 4 pari, il Lecce è secondo col Perugia, ad un solo punto dal Pisa.

Fra Pisa, Lecce, Perugia, Bari e Triestina comincia un duello entusiasmante, sul filo del punto. È un campionato dai numeri assurdi: la quota promozione si alza continuamente, i punti conquistati, faticosamente e senza regali, non bastano mai. La serie-boom del Lecce si interrompe inaspettatamente a Genova: uno 0-2 che non rispecchia certo l'andamento della partita, ma che è anche frutto di una delle pochissime giornate no dei giallorossi. Sette giorni dopo tutto è di nuovo a posto, con l'1-0 al Padova di Di Marzio grazie ad una punizione battuta a sorpresa da Raise e trasformata in gol da Cipriani. A Bologna è la sagra dei pali e delle traverse (cinque) e a poco dalla fine il Lecce è incredibilmente sotto di un gol. Il grande arrembaggio sfocia nel pareggio di Paciocco. Col Parma, ormai retrocesso, è più difficile del previsto, ma il solito secondo tempo d'assalto si concretizza nell'uno-due di Alberto Di Chiara. Perugia costituisce la prima tappa fondamentale. E il Lecce, il 19 maggio, offre (0-0) una prova maiuscola, dimostrando che il posto che occupa in classifica non è una casualità. Una settimana dopo, però, la squadra vive momenti terribili. A poco più di un quarto d'ora dalla fine il Campobasso si trova addirittura in vantaggio per 2-0. Un autentico incubo per i tifosi al Via del Mare, una partita rischia di rovinare i sacrifici di un anno. Orlandi e i compagni hanno però una reazione straordinaria: prima accorciano le distanze con un rigore di Paciocco, poi pareggia Rossi. La gente impazzisce come per una vittoria, nonostante il contemporaneo successo del Bari a Cesena complichi le cose. Il 2 giugno è in programma un'altra supersfida a Trieste. La Triestina, un punto sotto, deve vincere per scavalcare i giallorossi e avvicinarsi quindi alla A. Al Grezar, però, sono i salentini a dominare stupendo tutti. Un palo, una traversa, gol mancati fino al gol nel finale di De Falco.

Il 9 giugno in 25.000 soffrono e poi gioiscono per la vittoria sul disperato Cagliari (autogol su tiro di Vanoli e raddoppio di Di Chiara). Poi c'è l'epilogo, a Monza il 16 giugno. Finisce 1-1 (gol decisivo di Alberto Di Chiara). A fine gara il Lecce entra, per la prima volta nella sua storia, in Serie A vincendo il campionato insieme al Pisa con 50 punti in 38 partite.

1985-1986: Esordio nella massima serie, retrocessione immediata e impresa di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Pedro Pablo Pasculli, attaccante argentino, colpo di mercato dell'estate del 1985.

La prima storica promozione in A suscita, naturalmente, a Lecce e nel Salento un enorme entusiasmo. Cataldo stavolta deve misurarsi con il mercato degli stranieri. Alla fine riesce a far vestire la maglia giallorossa a due argentini: Pedro Pablo Pasculli e Juan Barbas. Inoltre, a vent'anni dall'esordio al Carlo Pranzo, torna nel Salento il campione del mondo Franco Causio. Più tardi arriverà anche l'altro ex nazionale Luigi Danova. Tra gli addii più dolorosi quelli di Rossi e Cipriani, grandi protagonisti della cavalcata. I tifosi accolgono calorosamente l'imminente debutto in Serie A con 11.000 abbonamenti, mentre il Via del Mare viene parzialmente demolito per essere portato a 55.000 posti di capienza, impresa completata in appena 90 giorni.

L'8 settembre 1985 il Lecce esordisce in massima serie pareggiando clamorosamente per 2-2 sul campo dell'Hellas Verona Campione d'Italia. Sembra una partita segnata e invece il Lecce stupisce l'Italia calcistica pareggiando per 2-2, rimontando due volte i veneti con Nobile e Paciocco, per l'entusiasmo del presidente Jurlano. La prima formazione dei giallorossi in massima divisione, schierata da Fascetti, era la seguente: Negretti, Di Chiara S., Miggiano, Enzo, Raise (Nobile), Miceli, Causio, Barbas, Pasculli, Di Chiara A., Palese (Paciocco). In panchina Ciucci, Colombo e Orlandi. Sette giorni dopo il Lecce si fa onore anche a San Siro col Milan, dove perde 0-1 ma si vede annullare un gol nel finale da Paciocco. La domenica dopo, al debutto in casa (45.000 spettatori), il centravanti sbaglia un rigore che avrebbe potuto dare la vittoria su sul Torino. Una vittoria, la prima della storia in Serie A (2-0 all'Udinese, il 3 novembre, gol di Barbas e Paciocco), che arriva solo alla nona giornata, dopo le sconfitte con Fiorentina, Atalanta (1-3), Inter (0-1) e Bari (0-2) e il pareggio (0-0) col Napoli di Maradona. Fino al termine del girone d'andata il Lecce raccoglie solo un altro pareggio (2-2 con l'Avellno), perdendo fra l'altro rovinosamente in casa con Como (1-4) e Roma (0-3). Al giro di boa del campionato il sogno della A è già un incubo: la squadra giallorossa è ultima con soli 6 punti, 5 di distanza dal Pisa.

Juan Alberto Barbas, centrocampista argentino, arrivato insieme a Pasculli nel 1985.

Il primo gol di Pasculli (al Verona) non cambia una sentenza già scritta. A partire dalla settima giornata, e fino al termine del torneo, il club occupa l'ultima posizione in solitaria. La retrocessione è certa con ben cinque domeniche di anticipo. Arrivano molte altre sconfitte, qualche soddisfazione (2-1 alla Fiorentina e all'Atalanta), l'esordio di Conte e Garzya e poi, alla penultima giornata, lo scherzo terribile alla Roma vicina allo scudetto: un 3-2 all'Olimpico (Barbas 2 e Di Chiara) che consegna il tricolore alla Juventus e addolcisce un po' una retrocessione umiliante quanto inevitabile.

1986-1987: Di nuovo in B, da Santin a Mazzone e sconfitta nello spareggio col Cesena[modifica | modifica wikitesto]

Il Lecce di nuovo in B, nella stagione 1986-87, richiama dopo 8 anni l'allenatore Pietro Santin. Con lui arrivano gli attaccanti Tacchi e Panero, il centrocampista Mastalli, il portiere Boschin e, alcuni mesi dopo, l'altro centrocampista Agostinelli. È l'anno dell'affermazione di Nobile e Levanto, ma anche dell'esordio (una sola partita) di Moriero. Fra le partenze la più pesante è quella di Alberto Di Chiara (alla Fiorentina).

L'inizio è balbettante, a parte la vittoria nel derby col Bari (1-0): molti pareggi, sconcertanti alti e bassi, i tifosi scontenti. Comunque alla fine del girone d'andata il Lecce è in zona A, grazie soprattutto ad un Barbas strepitoso e ai gol di Pasculli. La squadra, però, non convince: nel ritorno perde colpi e ad aprile scoppia la crisi. I giallorossi vengono sconfitti prima in casa dal Taranto, ed esplode la violenta contestazione dei tifosi, e poi a San Benedetto. La società finalmente interviene ed ingaggia Carletto Mazzone al posto di Santin. Mancano solo dieci partite alla fine, la Serie A sembra una chimera. E invece accade l'incredibile. Il Lecce raccoglie 15 punti, per (sette vittorie (alcune nel finale), un pareggio e due sconfitte e, vincendo l'ultima partita a Cagliari, chiude al terzo posto, a pari punti con Cesena e Cremonese. Si va agli spareggi: a Pescara 0-0 col Cesena, poi il 4-1 alla Cremonese che fa esplodere di gioia la città. Con i lombardi vince anche il Cesena ed allora, l'8 luglio, c'è lo spareggio finale con i romagnoli di Bolchi. A San Benedetto arrivano quasi 10.000 leccesi, ma non basta: il Cesena vince 2-1 ed è una delle giornate più amare nella storia del calcio salentino.

1987-1988: Seconda promozione con Mazzone, Barbas e Pasculli e lancio in squadra di giovani leccesi[modifica | modifica wikitesto]

Riprendersi dopo la delusione dello spareggio non è facile, ma Jurlano e Mazzone ci mettono poco a dimenticare e a ritentare il gran salto, rimodellando la squadra con gli arrivi del portiere Braglia, dei difensori Baroni, Parpiglia e Perrone (sostituiscono Negretti, Stefano Di Chiara, Danova, Miceli e Nobile) e con il lancio del giovanissimo Moriero, diciottenne leccese, talentuosa ala destra. Successivamente vengono inseriti in squadra il centrocampista Limido, l'attaccante Vincenzi e, a gennaio, il portiere Terraneo, protagonista di splendide parate.

Il 3-0 al Bologna, all'esordio nella stagione 1987-1988, fa sperare grandi cose, ma le successive gare mostreranno un Lecce non brillantissimo, anche se sempre ai primi posti. La squadra ha sicuramente le potenzialità, però è stata molto rinnovata. Alla fine del girone d'andata i giallorossi sono comunque quinti con 21 punti, ad una lunghezza dalla zona promozione. La clamorosa vittoria di Bologna (prima di ritorno, gol di Moriero e Terraneo che para un rigore) sembra segnare la svolta, invece comincia un periodo difficile: pari in casa con la Samb, sconfitta a Barletta, con Mazzone contestato, pari col Taranto. Da questo punto, però, la squadra non perde più: conquista ben 24 punti in 15 partite, ferma Lazio e Atalanta, rimonta clamorosamente a Udine (da 0-2 a 2-2), vince il derby col Bari (gol di Barbas) e va ad espugnare nel confronto diretto il campo di Cremona. La vittoria (2-0) su un altro avversario diretto, il Catanzaro, scatena la festa in città. Per la A manca solo un punto, che i giallorossi conquistano il 12 giugno a Messina (1-1 gol di Levanto) prima di chiudere con un'altra vittoria (3-2) sul Parma, finendo al secondo posto con ben 49 punti. Nella seconda promozione in A sugli scudi sono Terraneo, Pasculli (12 gol), Barbas (7), Moriero (3 reti), il provvidenziale Panero (5 gol spesso nel finale), Baroni ed Enzo. Nello score delle presenze ci sono ben sette altri leccesi: Levanto, Garzya, Conte, Miggiano, Monaco, Petrachi e Ciullo.

1988-1989: Ancora Mazzone, prima salvezza in A, record di punti e miglior piazzamento finale[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Mazzone rimarrà quattro anni sulla panchina dei giallorossi, ottenendo la prima salvezza in A con un piazzamento storico.

Nella stagione 1988-1989 la squadra conserva l'intelaiatura che l'ha portata in A, ma ci sono i rinforzi per la difesa (Righetti, ex colonna della Roma) e per il centrocampo (Benedetti). Per l'attacco arrivano l'ungherese István Vincze, considerato una grande promessa, mentre c'è da registrare il ritorno di Paciocco, dopo la parentesi a Pisa. Mazzone farà giocare anche i giovani del settore giovanile: 19 partite a Conte (futuro capitano e allenatore della Juventus), 21 a Garzya e 26 a Miggiano. A novembre tornerà anche Nobile] dall' Inter.

L'esordio è proprio come nel 1985, a Verona, ma stavolta finisce male (1-2), con due rigori contro, l'ultimo dei quali a due minuti dalla fine. Una settimana dopo, tuttavia, il Lecce coglie una vittoria di prestigio (1-0, gol di Baroni) sul Napoli, poi pareggia a Roma (1-1) e supera il Pisa (1-0), piazzandosi a centro classifica. A questo punto però c'è un blackout, con quattro sconfitte consecutive, interrotto dal successo sulla Lazio (1-0). Vincze regala col suo primo gol al Pescara un altro successo, ma in questo periodo ci sono altre quattro sconfitte (clamorosa quella di Cesena da 2-0 a 2-3) ed un pareggio, per cui la squadra dopo 15 giornate incamera solo 10 punti ed è ultima in classifica con Baologna e Ascoli. Molti pensano che si stia andando verso il bis della prima volta in A e la decisione di adottare il silenzio stampa da parte di allenatore e giocatori offre la misura della difficoltà della situazione. Mazzone, però, è un mister che non molla mai e anche questa volta la squadra reagisce: 2-1 all'Atalanta, 0-0 a Torino, poi un altro periodo grigio, anche se una serie di pareggi tiene a galla la squadra. Il 9 aprile 1989 il Lecce ospita la Juventus davanti a 40mila spettatori. Moriero e Pasculli propiziano una vittoria da sogno sulla vecchia Signora. E sette giorni dopo i giallorossi fermano sull'1-1 (vantaggio di Benedetti) i campioni d'Italia del Milan. La serie d'oro prosegue con lo 0-0 in casa della Lazio e con il successo contro la Sampdoria (gol di Vanoli). Ora la serie B è lontana 4 punti. Il Lecce cerca di gestire il vantaggio e alla penultima giornata, dopo lo 0-0 a Bergamo, è a centro classifica, ma nella singolare situazione di dover affrontare proprio la quart'ultima, il Torino, distaccato di 2 punti. I granata devono assolutamente vincere così come il Lecce. La domenica della partita, il 25 giugno, davanti a quasi 35mila tifosi entusiasti, il Lecce vince per 3-1 con i gol di Benedetti, Barbas e Paciocco, decretando la retrocessione dei granata in B dopo 29 anni.

Antonio Conte, leccese di nascita, dal 1989 al 1991 con i giallorossi

I giallorossi non solo restano per la prima volta in A ottenendo la salvezza all'ultima giornata, ma raggiungono anche uno storico 9º posto finale (31 punti). Il miglior piazzamento nella storia del Lecce è reso possibile da un impianto di squadra equilibrato, che ha conservato l'ossatura dell'anno precedente e che ha beneficiato delle grandi prestazioni dell'attaccante Pasculli e dei centrocampisti Barbas, Conte (futuro capitano e allenatore della Juventus) e Benedetti.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

1989-1990: Seconda salvezza consecutiva, e 14º posto finale[modifica | modifica wikitesto]

Una stagione più tardi i salentini si classificano al 14º posto, mentre nella stagione 1990-1991 vanno incontro ad una nuova retrocessione in Serie B (15º posto) con l'ex juventino Zbigniew Boniek come allenatore e l'ex milanista Pietro Paolo Virdis come stella dell'attacco.

1991-1992: Bigon, Sensibile e di nuovo Bigon. Il Lecce in B cambia due volte allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 1991-1992 è un anno di transizione. Con Albertino Bigon in panchina il Lecce giunge 8º in Serie B. Ennesima rivoluzione nel parco-giocatori: in porta arriva Battara, difensori sono Biondo, Ceramicola, Amodio, Ferri, Benedetti, centrocampisti Aleinikov, Bellotti (sostituto di Conte che nel mercato d'autunno si trasferirà alla Juventus), il rifinitore Barollo, Maini, Notaritefano, attaccanti Moriero, Pasculli, Baldieri, Morello, La Rosa, Cinello. Il Lecce parte bene, ma dalla fine del girone d'andata inanella una serie negativa, che porta all'esonero di Bigon; arriva l'ex giocatore del Lecce Aldo Sensibile, che però durerà solo sei settimane, prima del ritorno di Bigon, che porterà il Lecce ad una sofferta salvezza, raggiunta proprio all'ultima giornata contro il Cosenza in casa, con un bel colpo di testa di Maini (giovane centrocampista di valore in prestito dalla Roma).

1992-1993: I giallorossi di maciste Bolchi, vengono promossi nuovamente in A dopo il 4º posto finale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992-1993 i lupi, guidati da Bruno Bolchi, ottengono di nuovo la promozione Serie A in virtù del 4º posto in serie cadetta, prevalendo all'ultima giornata su Ascoli e Padova. L'esperto Bruno "Maciste" Bolchi, forgia a sua immagine una squadra composta di giocatori esperti (Gatta, Benedetti, Biondo, Ceramicola, Baldieri, Ferri, Melchiori, Notaristefano) e giovani promettenti (Altobelli, Olive, Grossi, Orlandini, Maini, Rizzolo, Scarchilli). Il risultato è un sorprendente quarto posto che riporta in massima serie il Lecce. Si ricorda della stagione la vittoria all'ottava d'andata a Bari per 1-0 con gol di Ceramicola su rigore. Capocannoniere è Rizzolo, soprannominato dalla curva poi Rizzo-gol, con 9 gol, seguito da Ceramicola (uno stopper) con 8 gol. La retrocessione sarà immediata.

1993-1994: annus horribilis in Serie A, addio di Jurlano, record negativo di punti e immediata retrocessione[modifica | modifica wikitesto]

André Gumprecht, uno dei fallimentari acquisti del mercato estivo giallorosso.

La nuova stagione in Serie A era già iniziata con il piede sbagliato: lo storico presidente Jurlano, deve lasciare la società giallorossa per problemi di salute ed al posto suo subentra l'imprenditore Bizzarro. Dopo undici giornate del campionato 1993-1994 il Lecce, che in estate aveva concluso i discutibili ingaggi di Toffoli, Gumprecht e Ayew (fratello di Abedi Ayew) voluti dal direttore sportivo Mimmo Cataldo, si trova in una situazione difficile (una vittoria, 2 pareggi e 8 sconfitte), così decide di esonerare Nedo Sonetti e di ingaggiare Rino Marchesi. Nonostante il cambio di allenatore, la squadra conclude l'annata in modo altrettanto disastroso: nelle successive 23 gare totalizza 2 successi, 3 pari e ben 18 sconfitte, piazzandosi all'ultimo posto della graduatoria con soli 11 punti ottenuti, minimo di sempre per una squadra di Serie A. In una stagione così fallimentare il Lecce registra tuttavia un proprio record: il 31 ottobre 1993 batte l'Atalanta al Via del Mare per 5-1, che ad oggi rimane la vittoria con più scarto dei giallorossi in Serie A.

1994-1995: Ultimo posto in B, seconda retrocessione di fila ed arrivo della famiglia Semeraro[modifica | modifica wikitesto]

L'attaccante Paolo Baldieri, in Salento dal 1991 al 1995.

Dopo la stagione conclusasi con la disastrosa retrocessione in Serie B, si tenta di rinnovare l'ambiente rimotivandolo mentre i vertici della società sono impegnati nella trattativa per cedere il pacchetto azionario di maggioranza. Per Luciano Spinosi, nuovo tecnico della squadra giallorossa, non ci sarà un attimo di tranquillità: il cammino nella stagione 1994-1995 si presenta in salita sin dalle prime battute. I pareggi con Acireale e Cesena in casa vanificano la prova di Salerno dove i salentini riescono a cancellare la brutta prova di Ancona (0-3), conquistando un tonificante punto (1-1). Poi, la situazione peggiora di settimana in settimana fino al 3-1 di Perugia, sconfitta che costa la panchina a Spinosi (all'undicesima di andata). Contro i grifoni i giallorossi mettono a nudo i problemi di sempre: mancanza di compattezza e soliti errori individuali. Viene contattato Giuseppe Marchioro, ma al suo rifiuto la società si orienta sul tecnico friulano Edy Reja, sperando in una provvidenziale scossa per tutto l'ambiente. Ma la situazione non migliora per niente anzi la confusione regna sovrana.

Nel frattempo, ai primi di novembre '94, il gruppo Semeraro era subentrato a Bizzarro e soci ai vertici societari con la conseguente investitura di Mario Moroni nel ruolo di presidente e con lo scontro con il vecchio presidente Franco Jurlano che aveva accusato la nuova dirigenza di irregolarità tra cui l'abbattimento del capitale sociale. Un braccio di ferro che si trascinerà nelle aule giudiziarie. Ma le disavventure e i conseguenti passi falsi per i nuovi dirigenti non finiscono qui. La mancanza di esperienza fa compiere qualche errore di troppo come nel caso di Maurizio Orlandi, ex giocatore del Lecce dal 1981 al 1985, ingaggiato con i compiti di direttore sportivo senza però aver i requisiti richiesti dal regolamento federale. L'intenzione era quello di affiancarlo ad un uomo esperto come Mimmo Cataldo per farsi le ossa, ma il tentativo di ricambio in corsa sfuma. Come fallisce la possibilità di recuperare il rapporto con Spinosi affidandogli il Settore Giovanile. Questi episodi negativi finiscono con l'intaccare l'immagine di una società ancora gracile sul piano organizzativo e ai primi passi nei rapporti con l'esterno.

Pasquale Bruno, acquistato a gennaio, fa ritorno in Salento dopo 12 anni.

Intanto il girone d'andata si chiude con un bottino misero: 2 sole vittorie e 8 pareggi per complessivi 14 punti. La sconfitta di Acireale (0-2) alla prima giornata di ritorno (siamo a fine gennaio) determina la dimissioni di Reja. In un clima di caos generale, la squadra viene affidata alla coppia Lenzi-Cannito ma la marcia prosegue inesorabile verso il baratro della C1. Le cifre del girone di ritorno sono ancora più scoraggianti con tre vittorie (Chievo e Como in casa, l'unica esterna a Verona) e un solo pareggio (con la Lucchese al Via del Mare. La disaffezione da parte dei tifosi è totale. Dopo i 238 paganti di Lecce-Piacenza (1-2), il 23 maggio (35ª giornata) si raggiunge il minimo storico con il Como (1-0 gol del leccese Monaco): i superstiti del tifo, quelli incalliti, sono appena 73. A completare il quadro dei guai ci pensano nell'ultima gara interna con il Pescara (4-5) Ceramicola e Monaco protagonisti di una rissa negli spogliatoi durante l'intervallo. Alla fine i giallorossi si ritrovano a nove lunghezze di distanza dal Como penultimo, retrocedendo così per il secondo anno di fila, ultimi a 24 punti, nel primo campionato con la regola dei tre punti a vittoria. Da registrare la più larga sconfitta interna nella storia del Lecce, all'ottava di andata Lecce-Palermo 1-7, con Campilongo, autore di 5 gol. La formazione prevedeva: Gatta (Torchia), Biondo (Pasquale Bruno), Macellari (Altobelli), Olive, Ceramicola (Dario Rossi), Ricci, Della Morte, (Gazzani), Melchiori, Bonaldi (Ayew), Notaristefano, Baldieri (Russo). Il clima rovente instauratosi tra i giocatori e la mancanza di fiducia spingono Moroni e soci alla determinazione di smantellare la squadra che sarà affidata nella stagione seguente al tecnico genovese Giampiero Ventura, contattato già da aprile.

1995-1996: Caduta in C dopo 20 anni, primo posto con Ventura e immediato ritorno nel calcio che conta[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizio Lorieri, arrivato dalla Roma, sarà dal 1995 al 1999 il portiere del Lecce, titolare inamovibile con il quale conta 140 presenze.

Due stagioni d'inferno con altrettante retrocessioni e il baratro della C riaperto dopo 20 anni. Ma il vero inferno dura soltanto una stagione: il ritorno in Serie B è immediato. La società (nell'estate 1995), rifondata dopo l'ingresso del gruppo Semeraro (Banca del Salento) subentrato al Consiglio d'amministrazione presieduto da Giovanni Bizzarro, e la squadra, rinnovata fin dalle fondamenta, costituiscono un binomio vincente che sarà alla base della rinascita dei giallorossi in un solo biennio.

Le drastiche scelte imposte dalla doppia retrocessione si rivelano subito vincenti: via tutti, o quasi i vecchi elementi con la riconferma di 3-4 giovani della vecchia guardia, l'ingaggio di un tecnico Giampiero Ventura serio e preparato, capace di ricreare entusiasmo dopo i due tonfi consecutivi. I rinforzi più importanti sono il portiere Fabrizio Lorieri, che sarà titolare fino alla fine della stagione 1998-1999, e gli attaccanti Cosimo Francioso e Francesco Palmieri. Rimangono solo Macellari, Monaco, Olive, Pittalis e Russo. La nuova squadra titolare è: Lorieri, Centurioni, Macellari, Bacci, Mazzeo, Cucciari, De Patre, Francioso e Palmieri.

Orazio Russo, uno dei pochi giocatori riconfermati dalla società.

L'esordio nella stagione 1995-1996 è incoraggiante con un prezioso 0-0 sul difficile campo di Nola, dove i giallorossi saggiano subito il clima rovente della C1. La domenica successiva, il primo successo interno sull' Atletico Catania (2-0) con reti della coppia Francioso e Palmieri. Che la serie C non sia un ambiente comodo per i ragazzi di Ventura lo si capisce a Castellammare di Stabia dove al termine di una rocambolesca partita i giallorossi escono sconfitti per 3-2. Sempre con il medesimo risultato, avviene il riscatto anche stavolta in Campania contro l'accreditata Nocerina (doppietta di Palmieri e gol di Francioso). Ma in trasferta la musica non cambia ed ecco arrivare un'altra sconfitta sul campo del Castel di Sangro, uno brusco rallentamento nella corsa alla promozione, soprattutto per il modo in cui i giallorossi affrontano l'impegno. La tranquillità torna a regnare dopo il 2-0 imposto al Sora (Francioso e Bacci) e il pareggio (1-1) al Capozza contro il Casarano, nel derby salentino. Il Lecce, quindi, chiude il girone d'andata conquistando altri 22 punti frutto di sei vittorie (sonante quella per 5-1 a Chieti) e quattro pareggi. Il girone di ritorno si apre con un altro successo (1-0) sul Nola, poi la sconfitta di Catania (0-2) contro l'Atletico fa tornare i giallorossi con i piedi per terra. Il segnale di ripresa con la Juve Stabia, viene vanificato dalla sconfitta di Nocera. Quindi, la lunga volata inizia dal successo sul Castel di Sangro, passando per i pareggi di Sora e Casarano. Altri quattro successi e cinque pareggi (importanti gli ultimi due con Acireale e Lodigiani) con l'unica eccezione dell'1-2 subito a Torre Annunziata ad opera del Savoia e il ritorno in Serie B è cosa fatta.

In questo campionato trionfale, il Lecce è arrivato primo con 61 punti frutto di 16 vittorie (maggior numero di vittorie), 13 pareggi e solo 5 sconfitte (minor numero di sconfitte); ha realizzato 51 reti (miglior attacco) e ne ha subiti 29 (differenza reti 22). Oltre al grande lavoro svolto da Ventura, si mettono in evidenza Francioso e Palmieri autori rispettivamente di 21 e 11 reti. Nel febbraio 1996 per la prima volta viene nominato un amministratore delegato, Claudio Fenucci.

1996-1997: Seconda promozione di fila, con la coppia gol Francioso-Palmieri e Ventura allenatore, che lascia a fine stagione[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione seguente i giallorossi sono artefici di un altro campionato positivo, conclusosi con la promozione in Serie A a distanza di tre anni dalla retrocessione in Serie B. La risalita in massima serie è la quarta nella storia del Lecce e la seconda consecutiva con l'allenatore Ventura. I giallorossi raggiungono l'obiettivo il 15 giugno 1997, all'ultima giornata, grazie alla vittoria per 3-0 in trasferta contro il Cesena già retrocesso (gol di Cosimo Francioso al primo minuto e doppietta di Francesco Palmieri).

1997-1998: Prandelli prima, Sonetti poi, è di nuovo retrocessione al penultimo posto, dopo una stagione piena di addii[modifica | modifica wikitesto]

Prandelli ha guidato il Lecce nella prima parte della stagione 1997-98, dimettendosi dopo 18 gare.

Nel 1997-1998 il Lecce di Cesare Prandelli si ripresenta in Serie A con una rosa profondamente rinnovata: sono partiti molti dei protagonisti della promozione, tra cui Francioso, Mazzeo, De Patre, Servidei e Zanoncelli; sono arrivati, invece, Govedarica, Cyprien, Hatz, Sakic e Dichio (poi ceduto a gennaio). L'avvio di stagione è negativo: cinque sconfitte consecutive inducono la dirigenza a sollevare dall'incarico il direttore sportivo Pavone e a sostituirlo con Vignoni. Rinforzato dall'arrivo del difensore di fascia Stefano Rossini, il Lecce pare invertire la rotta il 20 ottobre 1997, quando coglie una clamorosa vittoria per 2-1 a San Siro contro il Milan (gol di Govedarica, Casale, autorete di Cyprien, con un rigore fallito dai giallorossi) e poi si ripete al Via del Mare contro il Brescia e, dopo la pesante sconfitta in casa della Fiorentina, contro il Napoli. A gennaio la squadra è puntellata con l'ex bandiera della Roma Giuseppe Giannini, svincolatosi dal Napoli, e gli attaccanti Iannuzzi e l'ucraino Atelkin, ma di lì alla fine del torneo i salentini ottengono solo un pareggio e due vittorie, in casa di Napoli e Vicenza. Alla fine del campionato il Lecce precede soltanto il Napoli e così retrocede in Serie B dopo un solo anno in massima divisione. Durante l'annata il club cambia tre allenatori: Prandelli si dimette dopo 18 giornate ed è sostituito da Angelo Pereni, il quale è esonerato e rimpiazzato da Sonetti (al ritorno nel Salento) dalla ventiduesima giornata. Alla fine della stagione la società decide comunque di puntare su Sonetti per cercare l'immediata risalita. Intanto il Lecce ha ingaggiato un nuovo direttore sportivo, il salentino Pantaleo Corvino, già al Casarano e destinato a distinguersi come abile talent-scout.

1998-1999: Il Lecce del principe Giannini ritorna subito in massima serie, con Sonetti alla guida della squadra[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1998-1999, che vede tra i protagonisti Giannini e lo svizzero David Sesa, si chiude con la promozione del Lecce in Serie A. Decisiva è la vittoria in casa del ChievoVerona (2-1) all'ultima giornata di campionato, con reti di Giannini e Zamboni. Alla fine del campionato l'allenatore Sonetti viene sollevato dall'incarico.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

1999-2000: Arriva Cavasin ed il bomber Lucarelli, ed è salvezza ai danni del Torino[modifica | modifica wikitesto]

David Sesa, attaccante svizzero protagonista della salvezza del Lecce nella stagione '99-00.

Nell'estate del 1999 il Lecce neo promosso ingaggia l'emergente allenatore Alberto Cavasin (con un contratto per una stagione). Tra i nuovi arrivi Bonomi (dall' Empoli), Biliotti (dal Ravenna), Colonnello (dal Perugia), Paradiso (dal Napoli), Lima (dallo Zurigo), Chimenti (dalla Roma), Savino (dal Brescia), Di Carlo (dal Vicenza), Pivotto (dal Chievo Verona), De Poli (dal Treviso), Balleri (dalla Sampdoria) e soprattutto Cristiano Lucarelli (dal Valencia). Partono Casale (alla Sampdoria), Blasi (alla Roma) e Bellucci (finito al Treviso. In ritiro, a Vigo di Fassa, esplode il caso Lorieri in seguito alla decisione di far partire titolare il nuovo arrivato Chimenti. Addio polemico quindi del portiere toscano, dopo tre promozioni. Viene acquistato il brasiliano Juárez, e Pavone, dopo la grana doping, torna a far parte della rosa.

Settembre si apre con la prima sconfitta (2-0) al Bentegodi, ad opera dell'Verona di Prandelli e l'eliminazione in Coppa Italia ad opera della Ternana. Da segnalare poi, l'impresa storica contro la Juventus di Ancelotti. A stagione iniziata, arriva poi dal Brescia, l'attaccante Francesco Marino. I salentini soffrono particolarmente in trasferta, tanto che arriva a novembre una pesante sconfitta (0-6) contro l'Inter a Milano, ma la squadra si riprende in seguito con la bella vittoria contro il Bari nel derby (1-0 gol di Conticchio). Alla fine del girone d'andata, il Lecce chiude al nono posto, con 23 punti. Nella finestra di gennaio si chiude il capitolo Cyprien: il difensore della Guadalupa, passa al Marsiglia mentre arrivano il centrocampista uruguaiano Jorge Casanova, l'attaccante Cipriani (dal Bologna), ed il difensore Sadotti. Dopo una buona serie positiva a febbraio c'è una serie negativa, sette gare senza vittoria (2 pareggi e 5 sconfitte) fino a quando il Lecce non vince contro l'Inter (1-0) con un gol su punizione di Sesa. Si arriva allora allo scontro diretto con il Torino, il 7 maggio; ai salentini basta un pari per la salvezza ma come già era accaduto all'andata la spuntano i giallorossi per 2-1 (gol di Sesa e Conticchio). Come undici anni prima (all'epoca c'era Mazzone) il Lecce condanna i granata di Mondonico alla Serie B.

A completare la gioia dei tifosi, arriva la vittoria (4-0 con il Cagliari) dei Giovanissimi di Raimondo Marino. La squadra si piazza all'11º posto in Serie A, con Cristiano Lucarelli autore di 15 gol, e altri giocatori come David Sesa, il centrocampista Francisco Lima, il difensore Juárez e il portiere Antonio Chimenti che si rendono protagonisti. Gli ottimi risultati di questa stagione portano Cavasin a vincere la Panchina d'oro.

2000-2001: I giallorossi, guidati ancora da Lucarelli, raggiungono il 14º posto finale dopo la vittoria con la Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Pantaleo Corvino, direttore sportivo del Lecce dal 1998 al 2005.

Il campionato 2000-2001 si apre con alcune importanti novità: il prolungamento del sostituto Mario Zanotti. La campagna acquisti vede l'ingaggio degli attaccanti Davor Vugrinec, nazionale croato e Aldo Osorio, argentino, del centrocampista Diego Mateo, altro argentino, dei difensori Malusci e Dainelli e del portiere Manitta. Partono Cozza, Sadotti, De Poli, Bellucci, Paradiso, Pavone, Lima (al Bologna), Aiardi e Rutzittu. Ad agosto, durante il ritiro a Cavalese partono anche Sesa e Biliotti ma ci sono i rinforzi dell'attaccante Pellicori e del mediano Bedin.

La nuova stagione inizia con un promettente pareggio a Perugia (gol di Vugrinec), ma al debutto in casa è un disastro: 0-4 con la Roma anche a causa dell'infortunio di Balleri e dell'espulsione di Savino. Tuttavia, sette giorni dopo arriva la prima vittoria a Reggio Calabria su rigore del bomber Lucarelli. Col Napoli non si va oltre il pareggio (1-1, ancora Vugrinec su punizione), da registrare l'esordio del nuovo arrivato Giorgetti. La sconfitta a Udine (2-0) è solo un incidente di percorso perché il 12 novembre arriva la storica vittoria contro l'Inter al Meazza con gol ancora di Vugrinec. Arriva poi il netto 2-0 nel derby contro il Bari con una doppietta di Lucarelli. Ma per la squadra di Cavasin affiorano i primi problemi: 0-1 a Bergamo,1-1 con la Fiorentina (gol di Conticchio), 1-4 in casa del Milan e al Via del Mare con la Juventus. Comunque c'è una bella reazione tra la fine dell'anno e l'inizio del 2001 che segna l'ingaggio dell'esperto centrocampista ex Bari e Bologna Klas Ingesson e dell'attaccante Gaetano Vasari. A Brescia finisce 2-2 dopo il doppio vantaggio grazie a Lucarelli, poi 4-2 a Verona (ancora doppio Lucarelli, Vugrinec e Osorio), 3-1 col Vicenza (doppietta di Vugrinec, gol di Osorio) e pareggio a Parma (Lucarelli al '94). Il girone d'andata si chiude con due risultati negativi: 0-0 a Bologna e 2-3 all'Olimpico con la Lazio. E non comincia meglio quello di ritorno. L'11 febbraio 2001, al Via del Mare finisce 2-2 col Perugia dopo essere stati in vantaggio due volte con Tonetto e Giorgetti; una settimana più tardi nuovo stop (1-0) in casa della Roma, ma ai salentini vengono negati due rigori. A fine febbraio riprende la corsa: 2-1 alla Reggina (Cozza e Lucarelli), poi 1-1 a Napoli e 2-1 all'Udinese con il primo gol del nuovo arrivato Ingesson e rigore finale di Lucarelli. Quindi, quattro sconfitte consecutive: 1-2 con l'Inter, 2-3 a Bari, 0-2 con l'Atalanta, 0-2 a Firenze. A fine aprile, i giallorossi reagiscono con due grandi ottenendo un prezioso 3-3 con il Milan (pareggio di Kaladze al '90; per i giallorossi Lucarelli, Vugrinec e Savino) e 1-1 nella tana della Juventus (pareggio di Conticchio). Ma col Brescia è un amaro risveglio con super Baggio che va a segno ben tre volte. In terra veneta (Verona e Vicenza) i giallorossi conquistano due preziosi 0-0, ma poi ancora rischiano di rovinare tutto perdendo 2-1 col Parma. Per fortuna il pareggio a Bologna (2-2 a segno Vugrinec e Viali) ridà speranze. E nell'ultima decisiva partita contro i campioni uscenti della Lazio, davanti a 35mila spettatori, il Lecce conquista la seconda salvezza consecutiva, all'ultima giornata vincendo per 2-1 con una doppietta di Vasari (che risponde al gol iniziale di Crespo) chiudendo la stagione al 14º posto.

Il Lecce può quindi, disputare la sua terza stagione di fila in A come già accaduto dal 1988-89 al 1990-91. Il nocchiero ALberto Cavasin eguaglia il primato di Mazzone con 68 panchine in Serie A alla guida dei giallorossi (18 vittorie, 23 pareggi e 27 sconfitte). Nella stessa stagione i leccesi pareggiano 1-1 al Meazza, ancora contro l'Inter, negli ottavi di finale della Coppa Italia. Ai giallorossi non riesce tuttavia l'impresa, dato che l'Inter vincerà 3-1 il ritorno giocato al Via del Mare.

2001-2002: Addio di Lucarelli e Cavasin, arriva Delio Rossi ed è retrocessione dopo 3 anni di fila in A[modifica | modifica wikitesto]

Ernesto Chevantón, idolo indiscusso dei tifosi, è sbarcato al Lecce nel 2001 rimanendo fino al 2004 dove realizza 19 reti.

Tra le novità del Lecce 2001-2002 la partenza di Cristiano Lucarelli che, dopo due stagioni esaltanti, arricchite da 27 gol complessivi, passa al Torino per 20 miliardi di lire. Vanno via anche Dainelli (Empoli, capitan Viali (al Venezia), Diego Mateo, Rullo, Pavone, Mark Edusei, Vasari, Fissore, Casanova e il portiere Manitta, perso alle buste, torna al Messina; vengono riscattati Tonetto e Pellicori, arrivano il portiere Frezzolini, i difensori Stovini, Billy, Cirillo, gli attaccanti Cimirotič, Chevanton, e il centrocampista Giacomazzi. Successivamente arriva il centrale Gheorghe Popescu, ex PSV Eindhoven, Barcellona e Galatasaray.

All'esordio in campionato c'è subito il gol dell'uruguaiano Chevanton (sottrae la palla dalle mani di Frey) che però non basta ad evitare il pareggio col Parma (1-1). Non è da meno il connazionale Guillermo Giacomazzi che regala al Lecce una bella vittoria (2-1) a Piacenza; sette giorni dopo ancora Chevanton fa conquistare un punto a Brescia. La squadra regala spettacolo e il 22 settembre ferma (0-0) la Juve di Lippi. Nel frattempo arrivano altri due rinforzi: il difensore Silvestri e il mediano Superbi. La prima sconfitta si registra a Verona (1-2), la seconda in casa col Perugia (2-3), ma i giallorossi reagiscono travolgendo in casa la Fiorentina (4-1, doppietta di Vugrinec, gol di Giacomazzi e Chevanton). La fine di ottobre e l'inizio di novembre segnano un lungo periodo nero: sconfitte a Roma (5-1) e Milano (2-0), al Via del Mare con l'Atalanta (0-2), in più l'eliminazione in Coppa Italia, ad opera del Messina. Poi una piccola reazione positiva col successo (1-0 Cirillo) sul Bologna di Guidolin e col pari a Venezia (1-1 Konan). Il Lecce è undicesimo con 13 punti, posizione che peggiora con tre risultati-no consecutivi (1-2 con la Lazio, 1-2 in casa del Chievo, 1-1 al Via del Mare col Torino). Per i tifosi arriva un bel regalo di Natale con la vittoria (1-0 gol di Giacomazzi) a Udine ma è solo una parentesi. L'inizio del nuovo anno porta solo un pareggio (1-1 Vugrinec a Parma e uno 0-0 a Piacenza riservando altre delusioni con le sconfitte casalinghe col Milan (0-1), e col Brescia (1-3) di Mazzone.

È la svolta perché la società a malincuore, nel gennaio 2002, decide l'esonero di Cavasin, al cui posto arriva Delio Rossi.

Tuttavia anche il nuovo allenatore comincia male. Prima sconfitta pesante a Torino con la Juve (3-0), poi il pareggio interno col Verona, quindi altro k.o. a Perugia (1-2). Esplode la contestazione, a Calimera dei tifosi e il ds Corvino si dimette alla vigilia della trasferta di Firenze. E proprio al Franchi c'è il colpo di scena con il 2-1 firmato da Vugrinec e Chevanton, cui segue l'ottimo pareggio in casa con la Roma campione, (1-1 Vugrinec). Ma marzo riserva più amarezze che gioie: solo un successo (2-1 Giacomazzi e Chevanton) col Venezia e tre sconfitte con Atalanta (2-1), Inter (2-1) e Bologna (4-3); ora i giallorossi sono terz'ultimi. E non serve ad attenuare l'amarezza il trionfo della Primavera di Rizzo nella finale di Coppa Italia ai danni del Torino. La sconfitta all'Olimpico con la Lazio e quella interna col Chievo sono il prologo della retrocessione che arriva nonostante il pareggio di Torino con i granata (1-1 Popescu). Si chiude nel peggiore dei modi perdendo in casa con l'Udinese (1-2 Giacomazzi) e a San Siro col Milan (3-0). I salentini perciò, dopo tre ottimi anni in Serie A, ritornano in cadetteria a causa del 16º posto finale.

2002-2003: Con Rossi allenatore e Chevantòn cannoniere, è promozione in A dopo la vittoria con il Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Delio Rossi, subentrato nella stagione passata, trascina i giallorossi alla promozione.

Nel 2002-2003 i giallorossi ricominciano dalla serie cadetta confermando il tecnico Rossi. L'avvio del torneo (iniziato a metà settembre su iniziativa della Lega per i contratti con le pay tv) è subito negativo: 2-4 a Genova con la favorita Sampdoria. Ma da quel momento per i giallorossi incomincia una serie di vittorie che dura addirittura 17 partite, soprattutto grazie alla coppia di uruguaiani Chevanton e Giacomazzi. Si comincia con tre vittorie consecutive: 2-1 alla Salernitana, 2-0 a Messina, 3-1 al Venezia.

Il 3 ottobre Quirico Semeraro diventa il nuovo presidente del Lecce al posto di Moroni che resta in qualità di vicepresidente insieme a Pierandrea Semeraro (vicario).

Dopo il successo sui lagunari, comincia una lunga serie di pareggi, ben sette con Bari, Triestina, Genoa, Siena, Cagliari, Ternana e Napoli con Chevanton sempre protagonista e Rossi che inizia a pescare tra i giovani della Primavera come Vucinic, Bojinov e Konan. Il Lecce torna alla vittoria a fine novembre con il gol del croato Vugrinec (confermato dopo la scorsa annata), poi pareggia a Verona con un altro giovane emergente, l'argentino Ledesma, e batte l'Ascoli (2-1, ancora doppietta di Chevanton). Un pareggio a Vicenza e una netta vittoria ad Ancona (3-1, Piangerelli, Chevanton e Abruzzese) chiudono l'anno, ma non il girone d'andata che vede una faticosa vittoria (1-0) sul Catania. A questo punto comincia il periodo più difficile: prima uno 0-0 col Cosenza, poi la sconfitta (0-2) a Palermo che chiude la lunga imbattibilità dei giallorossi, ancora un pareggio interno con il Siena (1-1, Konan), e un altro k.o. in Sicilia con il Catania. I salentini hanno un momento di reazione piegando al Via del Mare la capolista Sampdoria con rete di Vucinic. Ma le cose non vanno, ancora una sconfitta fuori con la Salernitana (2-1) e pareggi col Messina (1-1) e in Laguna con il Venezia (2-2). Ci vuole il derby con il Bari, risolto da Camorani (arrivato a gennaio) a rivedere il Lecce dei bei tempi. Seguono infatti, la vittoria di Trieste e quella sul Genoa. Ma ricomincia la serie di pareggi: 1-1 con il Cagliari, 0-0 a Terni e 1-1 col Napoli. La coppia Cheva-Giacomazzi regala il successo a Livorno (2-1), tuttavia è ancora un pareggio in casa col Verona (1-1, Giacomazzi), poi una brutta sconfitta (1-0) ad Ascoli ed un pari col Vicenza (1-1).

Il finale è splendido con la vittoria sull'Ancona grazie al gran gol di Giorgio Di Vicino, col successo netto di Cosenza (doppietta di Vucinic) e infine, c'è lo spareggio per la A contro il Palermo che vede il trionfo dei giallorossi per 3-0 (gol di Camorani, Giacomazzi e Bojinov), il 7 giugno 2003 (a fine partita i palermitani festeggiano per i leccesi grazie al gemellaggio fra le due tifoserie). Dopo soltanto un anno, il Lecce alle spalle di Siena e Sampdoria è di nuovo in Serie A.

Nella stessa annata la formazione Primavera del Lecce, guidata dall'ex calciatore giallorosso Roberto Rizzo, conquista il primo scudetto di categoria.

2003-2004: Al ritorno in massima serie, è salvezza con record di gol di Chevantòn[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003-2004 il Lecce di Delio Rossi inizia male il campionato e al giro di boa è 15º e virtualmente retrocesso, ma già al 18º turno inizia la svolta: in 15 giornate, tra la prima e la terzultima di ritorno, i salentini collezionano ben 25 punti, grazie anche al contributo dei nuovi acquisti di gennaio Vincenzo Sicignano, Jorge Bolaño e Daniele Franceschini. Grazie anche ai gol dell'attaccante Chevantón, il Lecce guadagna così la salvezza, classificandosi al 10º posto con 41 punti. A sancire la permanenza in massima serie è una settimana straordinaria: il 25 aprile 2004 il Lecce espugna incredibilmente Torino, battendo la Juventus in casa per la prima volta nella sua storia. Il finale è un sorprendente 4-3 per i giallorossi, che beneficiano anche di una pregevole doppietta di Konan. Il 2 maggio 2004, poi, i ragazzi di Rossi ottengono la salvezza aritmetica con due turni di anticipo superando per 2-1 (in rimonta) l'Inter al Via del Mare, grazie ai gol del capitano Tonetto e di Bovo. Il campionato si chiude con un pareggio a Bologna e un successo interno contro la Reggina. Tra i protagonisti della stagione c'è anche il diciottenne Valeri Bojinov, che segna il suo primo gol in Serie A in Lecce-Bologna 1-2. Rossi lascerà la panchina del Lecce in estate.

2004-2005: Campionato entusiasmante con Zeman, secondo miglior attacco, affermazione di Vucinic e Bojiinov[modifica | modifica wikitesto]

L'allenatore Zdeněk Zeman, nella stagione 2004-2005 porta in Salento gol e spettacolo.

Nell'estate del 2004 il Lecce ingaggia Zdeněk Zeman, allenatore famoso per il suo modulo di gioco (4-3-3) altamente spregiudicato, che ritorna in Puglia dopo la felice esperienza nel Foggia dei primi anni novanta e perde il suo capitano Max Tonetto, passato alla Sampdoria per fine contratto. I giallorossi partono bene, raggiungendo addirittura il 3º posto nell'ottobre 2004. Nella seconda metà del girone di andata e buona parte di quello del ritorno, le aspettative non si concretizzano, e il Lecce finisce 11º, raggiungendo comunque la seconda salvezza consecutiva in Serie A, ossia il diritto a disputare il terzo campionato consecutivo nella massima divisione (come avvenne nel 1990, quando le stagioni consecutive del Lecce in A diventarono: 1988-1989, 1989-1990 e 1990-1991). Il 2004-2005 del Lecce è comunque una stagione memorabile, che vede la rivelazione di giovani talenti come Bojinov (ceduto a gennaio alla Fiorentina), Mirko Vučinić (che eguaglia il record di Chevantón, miglior goleador del Lecce in una stagione di Serie A con 19 reti), Cristian Daniel Ledesma, Marco Cassetti (primo calciatore italiano del Lecce in Nazionale), Samuele Dalla Bona ed Erminio Rullo. Il calcio offensivo dell'allenatore boemo produce alcuni paradossi: la difesa giallorossa risulta la più perforata del torneo (73 reti al passivo), ma il Lecce si rivela molto prolifico dal punto di vista offensivo, con il secondo miglior attacco del campionato (66 gol fatti, solo uno in meno rispetto alla Juventus vincitrice del torneo). Si tratta di un record, dato che per la prima volta la squadra con la peggior difesa della Serie A non retrocede. Buono è anche il cammino in Coppa Italia: i giallorossi sono eliminati agli ottavi di finale dall'Udinese dopo due rocambolesche partite (5-4 per i friulani all'andata e 4-3 per il Lecce nel ritorno allo Stadio Friuli, dopo essere stati in vantaggio per 4-1 ed aver subito il gol dell'eliminazione al 90º minuto).

2005-2006: Lasciano Zeman e Corvino, nuova retrocessione, tre cambi di allenatore e addio in dirigenza di Rico Semeraro[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Rizzo, ex giocatore del Lecce, viene promosso dalla primavera a primo allenatore dei giallorossi nel 2006.

Conclusasi la collaborazione con Zeman e Corvino, passato alla Fiorentina, il Lecce ingaggia Angelo Gregucci (all'esordio in Serie A) per la stagione 2005-2006. La squadra, però, delude sin dalle prime uscite venendo subito eliminata dal Monza ai calci di rigore nel primo turno di Coppa Italia. Il 13 settembre 2005 il presidente Quirico Semeraro e l'intera dirigenza, fortemente contestati dalla tifoseria, abbandonano l'amministrazione societaria. Dopo sole 5 giornate di campionato (1 pareggio e 4 sconfitte) Gregucci viene esonerato a seguito della sconfitta contro l'Empoli e sostituito da Silvio Baldini.

Nonostante il cambio di allenatore, il Lecce chiude il girone di andata all'ultimo posto della classifica di Serie A, in piena zona retrocessione. Le contestazioni dei tifosi alla famiglia Semeraro si fanno più accese, mentre la magra campagna acquisti di gennaio (arrivano Saidi e Cichero) non si rivela utile. La sconfitta contro l'Ascoli è fatale a Baldini[2], esonerato per far posto al salentino Roberto Rizzo, plurivittorioso allenatore della Primavera giallorossa ed ex giocatore del Lecce negli anni ottanta, e a Franco Paleari, allenatore dei portieri (Rizzo non era abilitato ad allenare in A). Con la nuova guida tecnica il Lecce fa intravedere timidi segnali di ripresa, ma la sua situazione di classifica non migliora. Tra il 26 marzo e il 1º aprile 2006 il Lecce ottiene due vittorie contro Siena e Milan (sconfitto dopo quasi 9 anni), ma l'exploit non serve a invertire la rotta. Motivo di orgoglio per i giallorossi è però il fatto di aver conquistato un successo che a fine campionato sarà indicato da molti come il risultato che ha precluso ai rossoneri la possibilità di conquistare lo scudetto, come già avvenne nel maggio 2005, quando il club milanese pareggiò per 2-2 a Lecce, perdendo terreno sulla Juventus. Una settimana più tardi i giallorossi escono sconfitti per 3-1 dalla Roma all'Olimpico, stadio che i salentini non sono stati capaci di espugnare malgrado il precedente favorevole del 1986. Il 15 aprile arriva poi l'ennesima sconfitta casalinga, questa volta ad opera dell'Udinese.

Mirko Vucinic, capocannoniere del Lecce 2005-2006 con 9 reti.

Il 22 aprile la matematica condanna il Lecce alla retrocessione in serie B dopo l'inutile pareggio casalingo contro il Treviso, ultimo in classifica e già retrocesso da due giornate. A quel punto mancano tre giornate alla fine del torneo. I giallorossi, così, non riescono a ripetere l'impresa della stagione 2003-2004, quando si erano salvati nonostante avessero disputato un girone d'andata molto negativo. Nelle tre partite successive i giallorossi raccolgono 4 punti, frutto di una sconfitta, un pareggio e una vittoria per 3-1 all'ultima giornata sul campo della Sampdoria. In definitiva il Lecce si piazza al 19º posto, dopo aver sostituito due allenatori e aver palesato grosse difficoltà soprattutto in fase offensiva, punto di forza dell'annata precedente.

Malgrado la retrocessione, in base alla sentenza di primo grado della CAF nel processo per lo scandalo del calcio italiano, corte che il 14 luglio 2006 stabilisce la retrocessione in Serie B per illecito di Juventus, Fiorentina e Lazio, il Lecce viene momentaneamente ripescato in Serie A per la stagione 2006-2007, anche se l'ipotesi di un ripescaggio torna a farsi remota dopo le sentenze d'appello, che annullano la retrocessione disposta dal precedente grado di giudizio per Fiorentina e Lazio. Il Lecce, essendo la seconda delle retrocesse dopo il Messina, sarebbe stato ripescato con almeno due retrocessioni a tavolino. Il 13 agosto 2006, con l'avvio del processo alla Reggina, il Lecce e l'Avellino sono invitate al dibattimento come terze parti interessate. Dopo la richiesta di condanna della Reggina pronunciata dal procuratore federale Stefano Palazzi (retrocessione in Serie B con 15 punti di penalizzazione) il Lecce sembra poter essere ripescato in Serie A, ma l'eventualità tramonta definitivamente con la sentenza della CAF, che decreta la permanenza in massima serie della Reggina, sebbene con 15 punti di penalizzazione.

2006-2007: Ritorna Zeman, inizio negativo, arrivo di Papadopulo e nono posto finale[modifica | modifica wikitesto]

Pablo Osvaldo, acquistato nell'estate del 2006.

Il primo passo dell'annata 2006-2007 è la scelta del nuovo presidente, con la nomina di Giovanni Semeraro, ritornato al timone della società dopo le contestazioni al figlio Rico durate tutta la stagione precedente. Semeraro è coadiuvato dal vicepresidente vicario Mario Moroni, già presidente del club, e dall'amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 21 giugno 2006 viene ingaggiato Zdeněk Zeman, che ritorna sulla panchina giallorossa dopo un anno, accolto con grande entusiasmo dai tifosi. Nella sessione estiva del calciomercato, però, alcune cessioni di elementi di spicco della rosa (Cassetti, Vučinić, Ledesma e Konan) non controbilanciate da acquisti di spessore generano qualche contestazione alla società.

Dopo un brillante avvio in Serie B – comprendente una vittoria casalinga contro l'allora capolista Genoa – ben presto il Lecce accusa un vistoso calo, che lo porta ad occupare posizioni medio-basse di classifica. La situazione provoca nuove contestazioni nella tifoseria. Nell'ultimo mese prima della sosta la squadra salentina inanella una serie preoccupante di sconfitte, culminate con un 3-1 interno subito nel derby contro il Bari, il primo giocato dopo quattro anni. In seguito a 10 partite perse su 18 giocate, la dirigenza decide così di esonerare Zeman il 24 dicembre 2006 ed ingaggia Giuseppe Papadopulo, già vicino ad approdare al Lecce in estate. Nella sessione invernale del calciomercato la squadra, pur cedendo, tra gli altri, il capitano Giacomazzi, si rinforza con numerosi acquisti, tra cui quelli di Tiribocchi e Zanchetta. Il rendimento in campionato migliora e, dopo un paio di mesi, la squadra si trova nella zona centrale della classifica. Il 10 marzo ottiene una storica vittoria per 5-0 in casa contro il Frosinone. Il buon girone di ritorno frutta 36 punti, che, sommati ai 22 conquistati nel girone di andata, consentono al Lecce di concludere il campionato al 9º posto dopo la vittoria per 4-1 contro il Pescara di Luigi De Rosa.

2007-2008: Nell'anno del Centenario è record di punti in B, terzo posto finale e approdo in Serie A dopo i Play-off[modifica | modifica wikitesto]

Manifesto celebrativo del centenario dell'U.S. Lecce esposto in città

Il Lecce di Papadopulo inizia la stagione 2007-2008 molto bene, insediandosi nei primi posti della classifica e non allontanandosi mai dalla zona play-off grazie alle vittorie contro Frosinone (1-2), Chievo (3-0), Rimini (2-3) e Albinoleffe (3-0). Durante questa partita, giocata il 15 dicembre 2007, valevole per la diciottesima giornata, Elvis Abbruscato mette a segno il millesimo gol della storia del Lecce in Serie B. Nella prima parte dell'annata si registrano anche il pareggio per 1-1 nello scontro diretto contro il Pisa e tre sconfitte contro Bologna (1-0), Brescia (1-2 in casa) e Mantova (1-0). Prima della pausa invernale, il 22 dicembre, si gioca il Derby di Puglia. Il Lecce vince per 4-0 contro il Bari al San Nicola dopo 15 anni, con le reti di Abbruscato (doppietta), Tiribocchi e, nel finale, del subentrato Tulli. I salentini concludono il 2007 al secondo posto, a pari punti con il Pisa e ad un punto della vetta occupata dal Bologna. Il Lecce di Papadopulo nel 2007 ha raccolto ben 76 punti, stabilendo il record di maggior punti conquistati in un anno solare in Serie B.

Il 1º novembre 2007 il Lecce subisce un grave lutto: durante una fase di allenamento il magazziniere Antonio De Giorgi viene colpito e ucciso da un fulmine, che sfiora anche Giuseppe Papadopulo ed Elvis Abbruscato, non ferendoli.

Elvis Abbruscato, grande protagonista della cavalcata giallorossa insieme a Simone Tiribocchi, suo partner d'attacco.

Nel mercato di gennaio arrivano nel Salento in prestito Daniele Corvia e Viktor Budjanskij rispettivamente da Siena e Udinese. Durante la gara con il Piacenza, vinta dai salentini per 3-1, Tiribocchi mette a segno il gol numero 3.000 della storia del Lecce e il 15 marzo 2008 la squadra, impegnata nella sfida contro lo Spezia, festeggia i 100 anni di storia. Per l'occasione arriva nel capoluogo salentino la Coppa del Mondo, vinta dagli azzurri ai Mondiali di Germania 2006. Nel girone di ritorno il Lecce ottiene quattro pareggi in altrettanti scontri diretti: 3-3 a Verona contro il Chievo, 0-0 in casa contro il Bologna e contro il Brescia in trasferta e 1-1 casalingo contro il Pisa. L'unica sconfitta è quella rimediata ad Ascoli (2-1). La prima vittoria in trasferta nel ritorno arriva solo alla 35ª giornata (2-1 contro il Modena). Proprio grazie a questa vittoria il Lecce supera il proprio primato di successi stagionali in Serie B (prima era di 18). I salentini, a quattro giornate dal termine, vincono nettamente a Bergamo lo scontro diretto per il 2º posto contro l'Albinoleffe (4-0), rilanciandosi prepotentemente per la promozione diretta. Il 17 maggio 2008, a tre giornate dal termine del campionato, il Lecce cade davanti a 22.000 tifosi giallorossi nel derby con il Bari, che vince con il risultato di 2-1 e riscatta la sconfitta subita all'andata.

Al termine del campionato il Lecce si classifica terzo e così, pur sopravanzando di 12 punti il Pisa sesto classificato, è costretto a disputare i play-off per la promozione. In semifinale riesce ad avere ragione dei pisani imponendosi nel doppio confronto per 0-1 nella gara di andata, allo Stadio Romeo Anconetani, con un gol di Tiribocchi e per 2-1 nel ritorno, in casa, ancora con Tiribocchi, che realizza su calcio di rigore, ed Abbruscato, che raddoppia all'inizio della ripresa. Nella doppia finale il Lecce affronta l'AlbinoLeffe, qualificatosi dopo aver eliminato in semifinale il Brescia. La gara di andata allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo si risolve a favore dei salentini (0-1), che vanno in rete con Abbruscato. La partita di ritorno al Via del Mare finisce 1-1 con gol di Abbruscato e di Ruopolo. Il pareggio permette al Lecce, sostenuto da 30.000 tifosi, di raggiungere la promozione in Serie A dopo due anni in Serie B.

Nonostante il fruttuoso campionato disputato con il Lecce (83 punti conquistati, miglior difesa del torneo e record di vittorie in casa), Papadopulo non prosegue la sua esperienza come tecnico dei giallorossi. La notizia del suo abbandono, dovuta a divergenze con il direttore generale del club Angelozzi, viene resa nota da alcuni siti web e l'amministratore delegato dell'U.S. Lecce Fenucci dichiara di aver appreso della decisione tramite Internet.[3]

2008-2009: Da Beretta a De Canio, il Lecce retrocede all'ultimo posto con una giornata d'anticipo[modifica | modifica wikitesto]

Dimitrios Papadopoulos, primo calciatore greco nella storia del Lecce.

Il 23 giugno 2008 il Lecce ufficializza l'ingaggio dell'allenatore Mario Beretta, reduce da tre salvezze nella massima serie (una con il Parma e due consecutive con il Siena). Sul fronte arrivi si registrano gli acquisti, tra gli altri, di Daniele Cacia, Vitorino Antunes, Fabio Caserta, José Ignacio Castillo, Dusan Basta e il ritorno di Guillermo Giacomazzi. Invece lasciano il Salento Abbruscato, Corvia e Jaime Valdes. Dopo aver perso all'esordio in Serie A sul campo del Torino, il Lecce centra la prima vittoria contro il Chievo al Via del Mare e poi pareggia contro il Siena. Nelle successive cinque partite colleziona una sconfitta di misura contro l'Inter a San Siro, dove i salentini subiscono un gol nei minuti finali, una vittoria interna (contro il Cagliari) e due pareggi, prima di perdere a Reggio Calabria. Seguono tre pareggi, fra cui quello in casa contro il Milan. Nelle sei giornate seguenti arrivano, invece, quattro sconfitte (tra cui quelle contro Roma e Juventus) che fanno ritornare i giallorossi in zona retrocessione.
Nel calciomercato di gennaio, oltre allo svincolato Dimitrios Papadopoulos (Campione d'Europa 2004 con la Nazionale greca), il Lecce ingaggia Edinho (capitano dell'Internacional Campione del Mondo di club 2006) e Papa Waigo (dalla Fiorentina) in prestito sino a fine stagione. La striscia senza vittorie si conclude dopo la sosta natalizia con un'inaspettata affermazione al Franchi contro la Fiorentina (1-2). A questo successo seguono una sconfitta interna e due pareggi, maturati dopo aver subito rimonte da Torino e Chievo. La vittoria a Siena sembra risollevare i giallorossi, che, però, subiscono poi quattro sconfitte consecutive, che fanno precipitare la squadra al penultimo posto. Dopo lo 0-0 interno contro la Reggina, ultima in graduatoria, alla 27ª giornata, Beretta viene esonerato e sostituito da Luigi De Canio. Sette punti raccolti in dieci giornate non consentono al Lecce di salvarsi. A onor di cronaca, va segnalata la partita Bologna-Lecce terminata 2-1 per gli emiliani, viziata da posizioni di fuorigioco dei rossoblu in entrambi le reti. La retrocessione aritmetica avviene con una giornata di anticipo, dopo il pareggio al Via del Mare con la Fiorentina (1-1). I giallorossi chiudono ultimi, penalizzati anche dai troppi pareggi.
Il 28 maggio il difensore di Galatina Andrea Esposito diventa il terzo giocatore del Lecce a ricevere la convocazione nella nazionale italiana.[4]

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

2009-2010: Dominio in B, con De Canio allenatore-manager, primo posto e vittoria del campionato[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante alcune dichiarazioni rese a mezzo stampa in cui esprime la volontà di rimanere ad allenare in Serie A,[5] al termine del campionato De Canio è confermato dalla società per la stagione successiva in B. Vista anche la conclusione del rapporto di collaborazione con il direttore sportivo Guido Angelozzi, il contratto quadriennale vede De Canio nelle vesti di allenatore-manager, figura inglese sconosciuta al campionato italiano.[6] Per la stagione 2009-2010 il Lecce decide di ringiovanire l'organico. Attorno a colonne come Giacomazzi, Angelo, Fabiano e Gianni Munari, la dirigenza costruisce una squadra ambiziosa, pronta a ricoprire il ruolo di outsider del campionato. Ceduti Tiribocchi, Castillo e Cacia, il reparto offensivo è completamente rinnovato con gli ingaggi di Guido Marilungo, Daniele Corvia (un ritorno) e Marino Defendi, mentre a centrocampo lasciano Lecce il capitano Zanchetta, il brasiliano Edinho e Luca Ariatti. In porta, ceduto Francesco Benussi, torna titolare Antonio Rosati, affiancato in difesa dal terzino algerino Djamel Mesbah (la cui ottima annata sarà premiata con la convocazione in Nazionale per il campionato del mondo 2010) e dal difensore dell'Under-20 Antonio Mazzotta, i cui ingaggi contribuiscono ad abbassare l'età media della rosa salentina.

Luigi De Canio ha guidato il Lecce dal marzo 2009 al giugno 2011

La partenza in campionato non è delle migliori: dopo la netta vittoria interna contro l'Ancona (3-0) arrivano le sconfitte a Piacenza e in casa contro il Frosinone, seguite da due pareggi a reti bianche. La vittoria per 4-1 al sesto turno sul campo della Triestina segna una svolta. Nelle successive sei giornate, infatti, il Lecce ottiene cinque vittorie, di cui quattro consecutive (tra cui quella storica contro il Gallipoli nel primo derby salentino in serie cadetta), e una sola sconfitta. Al tredicesimo turno i giallorossi raccolgono un punto in trasferta contro il Torino e, dopo aver vinto in casa contro il Padova e perso a Brescia, conquistano due vittorie di fila contro Grosseto, in casa, e Albinoleffe in trasferta.

Pullman dell'U.S. Lecce festeggia promozione

A quel punto il Lecce è da solo in testa alla in classifica con 33 punti (frutto di 10 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte) e ci resterà per altri cinque mesi. Il 3-1 patito a Cesena prima della sosta natalizia non compromette il successivo rendimento della squadra. La sconfitta contro i romagnoli, infatti, resterà l'unica di lì a tre mesi. La squadra torna a vincere già contro il Vicenza, prima di pareggiare sul campo del Sassuolo, diretta concorrente per la promozione. Il girone di ritorno si apre con la sfida al vertice tra i giallorossi e l'Ancona, che si conclude con un pareggio (1-1) che arride ai salentini. Nel mercato di gennaio la società compie un ulteriore sforzo, prelevando dal Torino David Di Michele e Massimo Loviso. Il primo, in particolare, riesce a ritagliarsi un ruolo importante nell'undici titolare, contribuendo alla cavalcata verso la Serie A. Al pareggio di Ancona, infatti, seguono due vittorie contro Piacenza e Frosinone, che consentono alla squadra di De Canio di consolidare la propria posizione in vetta alla graduatoria. Malgrado un rallentamento tra metà febbraio e metà marzo (4 punti in 5 partite), il vantaggio sulle inseguitrici è mantenuto. Al successivo ritorno alla vittoria al Granillo contro la Reggina alla 30ª giornata, fanno seguito i sei punti guadagnati contro Salernitana e Gallipoli, il pareggio di Empoli e la vittoria interna (2-1) nel confronto diretto contro il Torino alla 34ª giornata, che permette ai giallorossi di acquisire un ampio margine sulla seconda in classifica. Il Lecce prosegue nella sua corsa verso la massima serie pareggiando a Padova e in casa contro il Brescia, la rivale più accreditata, prima di ottenere tre vittorie consecutive contro Grosseto, Albinoleffe e Ascoli. La successiva sconfitta interna contro il Cesena (1-2) nella prima gara che può valere la promozione aritmetica (era sufficiente un pari) assottiglia il margine della capolista sulle rivali, ma il pareggio a reti bianche a Vicenza consente ai giallorossi di consolidare il primo posto, prima della festa al Via del Mare all'ultima giornata, quando il Lecce, sospinto da oltre 25.000 tifosi, raggiunge la promozione pareggiando 0-0 contro il Sassuolo. Per la prima volta nella sua storia il club salentino vince il campionato di Serie B e il 30 maggio 2010 alza al cielo la Coppa Ali della Vittoria.

2010-2011: Ritorno di Chevantón, salvezza all' ultima giornata in casa del Bari, e addii di De Canio e dei Semeraro[modifica | modifica wikitesto]

Rubén Olivera, colpo di mercato del Lecce.

Nel campionato di Serie A 2010-2011 il Lecce, ritorna a giocare in massima serie dopo una sola stagione. Viene confermato in panchina Luigi De Canio, artefice della promozione.

La squadra salentina, che vede il ritorno in squadra di Chevantón, raggiunge la salvezza a scapito della blasonata Sampdoria, che ottiene soltanto cinque punti nelle ultime dieci partite. I giallorossi si presentano alla terzultima di campionato con un punto in meno dei blucerchiati, quindi sarebbero retrocessi in Serie B. Alla 36ª giornata i doriani perdono il derby della lanterna subendo un gol al 97º minuto di gioco, mentre i salentini superano per 2-1 il Napoli al Via del Mare con la firma di Chevantón, che sigla il secondo gol con un gran tiro da fuori area e consente ai giallorossi di superare in classifica i liguri, fermi a 36 punti contro i 38 del Lecce. Sette giorni dopo, sconfiggendo per 2-0 il Bari al San Nicola alla penultima giornata di campionato, il Lecce conquista la matematica salvezza e condanna alla B dopo otto anni la Sampdoria, battuta in casa anche da un Palermo ormai privo di motivazioni (1-2).

Al termine del campionato l'allenatore Luigi De Canio,[7] in disaccordo con i programmi societari per l'annata seguente, lascia il club.

Il 23 maggio 2011 anche la famiglia Semeraro, proprietaria del club, decide di lasciare in maniera definitiva la società dopo 16 anni e il 4 luglio si insedia il nuovo consiglio d'amministrazione che nomina, tra gli altri, Isabella Liguori presidente e Renato Cipollini amministratore delegato.[8]

2011-2012: Da Di Francesco a Cosmi, la vana rimonta e retrocessione finale con implicazioni nel calcioscommesse[modifica | modifica wikitesto]

« L'aritmetica dice che sono retrocesso con il Lecce, ma poi c'è un'altra classifica che è quella dei tifosi. E allora a Lecce ho vinto uno scudetto.[9] »

(Serse Cosmi sull'esperienza pugliese)
I giocatori del Lecce schierati prima dell'inizio del secondo tempo di Lecce-Roma 4-2 del 7 aprile 2012

Il 7 giugno 2011 viene annunciato l'arrivo di Carlo Osti nel ruolo di direttore sportivo del club[10] mentre al posto di De Canio il 24 giugno alla guida tecnica della squadra viene ufficializzato l'arrivo di Eusebio Di Francesco, reduce da due stagioni al Pescara, con contratto di due anni[11].

La dirigenza forgia un organico che combina elementi di prospettiva (tra cui i colombiani Luis Muriel e Juan Cuadrado), prelevati per lo più con la formula del prestito, e giocatori di esperienza come Massimo Oddo, Moris Carrozzieri, David Di Michele e il rientrante Esposito. L'esordio non è però dei migliori: il 21 agosto il Lecce di Di Francesco viene eliminato nel terzo turno della Coppa Italia dopo aver perso in casa contro il Crotone (0-2).

Serse Cosmi, allenatore del Lecce della stagione 2011-2012

Il campionato si apre con una sconfitta in casa contro l'Udinese. La prima vittoria in campionato arriva il 18 settembre 2011 nella partita Bologna-Lecce (0-2)[12]. Il 26 novembre, in occasione della gara casalinga contro il Catania, il Lecce taglia il traguardo delle 500 gare in Serie A[13]. Nelle prime tredici giornate di campionato il Lecce colleziona ben nove sconfitte e un solo punto in casa. L'allenatore Di Francesco viene esonerato il 3 dicembre, dopo aver perso per 4-2 in casa del Napoli. A Di Francesco subentra Serse Cosmi[14]. All'esordio con il nuovo tecnico al Via del Mare i giallorossi perdono per 2-3 contro la Lazio.

Durante la sessione invernale del calciomercato lasciano Lecce Ferrario, Olivera, Pasquato, Strasser e Mesbah. A Lecce fanno ritorno Manuele Blasi (dopo 13 anni), Gennaro Delvecchio (dopo sei stagioni) e Valeri Bojinov (dopo sette), mentre in difesa viene ingaggiato Migliónico. La prima vittoria con Cosmi, la terza in tutto il campionato, giunge il 15 gennaio 2012 nella partita Fiorentina-Lecce (0-1). Alla fine del girone di andata il Lecce si trova al penultimo posto a quota 13 punti, di cui 11 ottenuti fuori casa e 2 in casa (due pareggi con Novara e Chievo Verona). Dalla vittoria di Firenze, il Lecce di Cosmi cambia marcia: il 29 gennaio, nella prima giornata di ritorno, arriva la prima vittoria in casa, contro l'Inter (1-0). Dalla 18ª giornata alla 32ª (vittoria in casa del Catania), il Lecce colleziona 13 risultati utili (6 vittorie e 7 pareggi) in 15 gare, perdendo solo con Udinese (2-1 alla 21ª giornata) e Milan (2-0 alla 27ª giornata). In questo modo i giallorossi rientrano in corsa per la salvezza, portandosi a due punti dal quartultimo posto, occupato dal Genoa. Nel rush finale però il Lecce accusa la stanchezza dovuta all'entusiasmante rimonta e racimola appena 2 punti (due pareggi in trasferta contro Juventus e Lazio) nelle ultime 6 partite. Una piccola polemica si viene a creare alla penultima giornata: in occasione di Fiorentina-Lecce, la dirigenza e il sindaco della città salentina chiedono invano parità di trattamento con la Juventus e il Milan[15] da parte della Lega Calcio, chiedendo che la partita contro i toscani fosse giocata il giorno dopo, in contemporanea con Udinese-Genoa. La squadra esce sconfitta dalla gara con i toscani (0-1), ma la certezza matematica della retrocessione è solo rimandata all'ultimo turno (il Genoa aveva perso a Udine) che si disputa il 13 maggio 2012: il Lecce perde con il Chievo (1-0), mentre il Genoa batte il Palermo (2-0). Nonostante ciò, i tifosi del Lecce presenti allo stadio di Verona riconoscono i meriti e lo sforzo di Cosmi e dei giocatori, applaudendo e ringraziando la squadra nonostante il verdetto negativo.

2012-2013: La retrocessione della giustizia sportiva in Lega Pro, la sconfitta nei play-off[modifica | modifica wikitesto]

Giacomazzi nella stagione 2012-13 con la maglia del Lecce, che lascerà a fine campionato dopo 316 partite (secondo nella classifica all-time), di cui 197 in A (record-man).

Nel febbraio 2012 iniziano i contatti tra la famiglia Semeraro e Savino Tesoro che, insieme al figlio Antonio, manifesta la volontà di acquisire l'Unione Sportiva Lecce[16]. Nel giro di poche settimane l'imprenditore siderurgico di Spinazzola conferma l'avvio della trattativa, che comunque subisce alcune frenate a causa del coinvolgimento della squadra nello scandalo del calcioscommesse. Il 22 giugno viene definitivamente formalizzata la cessione dell'intero pacchetto azionario del Lecce che, dopo 18 anni di gestione Semeraro, passa alla famiglia Tesoro[17]. Per il ruolo di allenatore, la nuova proprietà raggiunge subito l'accordo con Franco Lerda. Nel frattempo aveva rescisso il contratto con la società l'ex allenatore Eusebio Di Francesco[18].

Il 9 luglio 2012, dopo un anno e cinque giorni di autogestione da parte del club, i nuovi proprietari Savino e Antonio Tesoro si insediano ufficialmente in società tenendo la prima conferenza stampa[19] ed entrando nel consiglio di amministrazione, che vede l'ingresso di Savino Tesoro momentaneamente come consigliere e di Antonio Tesoro come amministratore delegato[20]. Con l'occasione i Tesoro presentano alla stampa anche il primo ingaggio, il rientrante Ernesto Chevantón, miglior marcatore di sempre della storia del club in Serie A, che approda nel Salento per la terza volta in carriera[21]. La particolarità del trasferimento del calciatore è che il suo contratto non ha scadenza[22]. Il nuovo allenatore Lerda è presentato l'indomani.

Il 10 agosto 2012 viene chiesta la retrocessione in Lega Pro Prima Divisione del Lecce per illecito sportivo. Nonostante il ricorso presentato, il 23 agosto la Corte di Giustizia Federale della FIGC conferma la retrocessione del club salentino in Lega Pro. Nel campionato di Lega Pro il Lecce viene inserito nel girone A al posto del Vicenza, ripescato in B proprio a discapito dei giallorossi.

Il 25 ottobre 2012 Savino Tesoro diventa ufficialmente il nuovo presidente del Lecce.

Dalla 1ª alla 20ª giornata del campionato il Lecce guida la classifica del proprio girone. Il 21 gennaio 2013 la squadra scende al secondo posto dopo la sconfitta esterna contro il San Marino (3-1). Questa sconfitta costa la panchina all'allenatore Lerda, che viene esonerato[23] (aveva ottenuto una vittoria nelle ultime sette partite). Al suo posto viene "promosso" Antonio Toma, fino ad allora allenatore della squadra giovanile che milita nel campionato Berretti[24].

Il 25 gennaio 2013 il TNAS (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport), terzo grado di giustizia sportiva, conferma l'esclusione dal campionato di serie B 2012-2013 per il Lecce, alleggerendo in parte la posizione di Pierandrea Semeraro[25].

Il 12 maggio 2013 il Lecce chiude il campionato di Lega Pro Prima Divisione al secondo posto dietro il Trapani, qualificandosi ai play-off promozione. Il 14 maggio seguente la società solleva dall'incarico Antonio Toma: al suo posto arriva, per disputare i play-off, con un contratto fino al 30 giugno 2013, Elio Gustinetti.[26] Il 2 giugno il Lecce si qualifica, superando la Virtus Entella (1-1 all'andata, 2-1 al ritorno), alle finali-promozione, in cui però deve cedere al Carpi (vittorioso 1-0 all'andata, 1-1 al ritorno) il pass per la promozione in serie B.[27] Il 16 giugno, dopo la gara di ritorno a Lecce, la mancata promozione ha scatenato l'ira di un gruppo di ultrà, che si è scagliato contro steward e polizia; lo scriteriato episodio costa alla società 15.000 euro di multa e quattro giornate di squalifica del campo.[28] Tuttavia il ricorso presentato dal Lecce viene parzialmente accolto, così che la Corte di giustizia federale ha limitato la chiusura per quattro turni solo alle curve.[29]

2013-2014: Miccoli nuovo capitano e Lerda-bis, nuova sconfitta in finale play-off[modifica | modifica wikitesto]

Fabrizio Miccoli, arrivato nell'estate 2014, è il nuovo capitano.

Il 30 giugno 2013 la società comunica di aver affidato al leccese Francesco Moriero la guida tecnica della squadra.[30]. Il 2 luglio lo sponsor tecnico Asics cambia dopo 22 anni e si passa a Legea e dopo 36 anni cambia anche il responsabile sanitario del club: il dottor Palaia lascia il club[31] e viene sostituito dal dottor Giovanni Rizzo. Il 15 luglio la società ingaggia un altro salentino doc, l'attaccante Fabrizio Miccoli[32], svincolatosi dal Palermo. Il 1º agosto 2013 un pezzo di storia giallorossa, Guillermo Giacomazzi, rescinde il contratto dopo che il nuovo allenatore aveva deciso di affidare la fascia di capitano al neo-arrivato Miccoli.[33][34]

L'avvio di campionato è però negativo: il Lecce inanella quattro sconfitte nelle prime quattro partite e questo porta la società a sollevare dall'incarico mister Moriero il 24 settembre. Al suo posto viene richiamato Franco Lerda, già alla guida del club nella prima parte della stagione precedente.[35] Con il ritorno di Lerda il Lecce inizia ad ottenere una lunga serie di risultati positivi ottenendo un inaspettato terzo posto finale dietro il Perugia e il Frosinone, qualificandosi ai play-off. Ai quarti di finale il Lecce supera 8-7 ai calci di rigore il Pontedera. In semifinale l'avversario è il Benevento, eliminato grazie a un pareggio per 1-1 in trasferta e ad un successo per 2-0 in casa. In finale c'è d'affrontare il Frosinone. La gara d'andata giocata in casa termina 1-1: nella gara di ritorno, i giallorossi cadono per 3-1 ai supplementari al Comunale di Frosinone dopo essere passati in vantaggio, vedendo sfumare la promozione in Serie B e restando in Serie C per il terzo anno di fila.

2014-2015: Lerda, Pagliari e Bollini: tre allenatori cambiati e l'addio dei Tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Viene confermato dalla società, allenatore dei salentini Franco Lerda; inizialmente squalificato fino al 30 dicembre 2014 in seguito alla rissa al termine della finale play-off contro il Frosinone[36], la Corte di Giustizia Federale la riduce fino al 30 settembre[37]. Verrà sostituito in panchina dal suo vice, Giacomo Chini.

Uno dei colpi di mercato estivi del Lecce, ufficializzato il 1º agosto, è Davide Moscardelli, ex attaccante di Chievo e Bologna[38].

La stagione dei salentini si apre il 10 agosto, con la vittoria per 5-0 al Via del Mare contro il Foligno. Il cammino in Coppa termina però il 16 agosto, con la sconfitta per 1-0 a La Spezia.

Il 31 agosto i giallorossi, tra i favoriti per la promozione, giocano la loro prima gara di campionato ad Aprilia, contro l'esordiente Lupa Roma. L'incontro termina con un sorprendente 2-1 per i romani, che ribaltano il vantaggio iniziale del Lecce nel primo tempo, siglato Salvi. Dopo cinque risultati utili (vittorie in casa contro Barletta, Reggina e Paganese e pareggi esterni contro Matera e Savoia), la squadra giallorossa perde nuovamente in trasferta contro il Messina prima della vittoria interna contro la Casertana e del pareggio a Castellammare contro la Juve Stabia. Dalla decima alla dodicesima giornata il Lecce riesce a vincere tre partite consecutivamente (contro Salernitana, Cosenza e Aversa Normanna) subendo nel corso di esse un solo gol. Negli incontri successivi i salentini pareggiano per 2-2 al Via del Mare contro il Catanzaro, interrompendo la serie di vittorie interne senza subire gol che durava dall'inizio del campionato, e poi vincono per 2-1 sul campo della capolista Benevento, centrando il settimo risultato utile consecutivo. La striscia positiva dei giallorossi prosegue con la vittoria interna per 4-1 sul Melfi, prima di fermarsi con le sconfitte contro Foggia in trasferta, Martina Franca in casa e Ischia fuori. Dopo tre sconfitte consecutive in campionato, il 27 dicembre Dino Pagliari sostituisce Franco Lerda sulla panchina giallorossa.[39][40] La prima partita è il pareggio interno per 3-3 contro la Vigor Lamezia, seguito dalle vittorie al Via del Mare contro Lupa Roma e Matera intervallate dal pareggio per 1-1 sul campo del Barletta. Nonostante il cambio di allenatore, il Lecce fatica a vincere e subisce anche una clamorosa sconfitta per 2-1 a Reggio Calabria contro la Reggina ultima in classifica. Dopo solo un mese di permanenza sulla panchina del Lecce, Pagliari viene esonerato il 3 febbraio.[41] Il giorno successivo, viene nominato nuovo allenatore del Lecce Alberto Bollini, ex allenatore della Primavera della Lazio[42].

Il 12 febbraio, la famiglia Tesoro, in una conferenza stampa, annuncia di voler lasciare il Lecce al termine del campionato.[43]

La stagione giallorossa, nonostante i vari cambi tecnici, si rivela però fallimentare con la squadra che si classifica sesta, fuori dalla graduatoria play-off.

2015-2016: Cambio di società, cambio da Asta a Braglia, play-off ancora amari[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 giugno 2015 è formalizzato il preliminare per il passaggio delle quote societarie. La cordata societaria che rileva il Lecce è guidata dall'avvocato Saverio Sticchi Damiani. Il 3 luglio viene risolto consensualmente il contratto che legava Alberto Bollini alla società salentina. Il ruolo di direttore sportivo è affidato all'ex calciatore giallorosso Stefano Trinchera, reduce da ottimi risultati ottenuti nelle medesime vesti con il Francavilla.

Il 6 luglio viene nominato nuovo allenatore Antonino Asta, con contratto annuale[44]. L'avvio di campionato è deludente: nelle prime sei giornate la squadra raccoglie tre pareggi, due sconfitte e una sola vittoria, ottenuta sul campo della Juve Stabia. Asta è sollevato dall'incarico e il 12 ottobre 2015 la panchina è affidata a Piero Braglia, che firma un contratto valido sino al termine della stagione[45]. Con il tecnico toscano la squadra cambia marcia, vincendo tre partite di fila per 1-0 (contro Ischia, Melfi e Monopoli), ma poi perde sul campo del Catanzaro. Da quel momento la squadra inanella 18 risultati utili consecutivi (11 vittorie e 7 pareggi) che le consentono di insediarsi ai vertici della classifica, in piena lotta per il primo posto. Nel mese di aprile il Lecce colleziona 5 punti in 5 partite e perde terreno nei confronti delle dirette concorrenti. Già certi di accedere ai play-off per la promozione con una giornata di anticipo rispetto alla fine del torneo, i giallorossi battono all'ultima giornata la Lupa Castelli Romani e chiudono il campionato al terzo posto. Nei quarti di finale di play-off, in gara secca, il Lecce supera agevolmente il Bassano per 3-0 tra le mura amiche. La semifinale lo vede opposto in un derby pugliese al Foggia, che prevale vincendo sia al Via del Mare (3-2) che una settimana dopo allo Zaccheria (2-1).

2016-2017: da Padalino a Rizzo, delusione play-off[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 giugno la società affida ufficialmente a Mauro Meluso il ruolo di direttore sportivo e il 13 giugno 2016 comunica di aver affidato la panchina della prima squadra all'ex calciatore giallorosso Pasquale Padalino, che firma un contratto biennale[46]. L'ex ds del Cosenza mette mano ad un'opera di profondo rinnovamento dell'organico. Numerose sono le partenze, tra cui spiccano quelle del capitano Papini, di Salvi, Moscardelli, Vécsei, Surraco, Curiale, Perucchini e Alcibiade. Pochi sono i calciatori confermati, fra cui spiccano il centrocampista Lepore, promosso capitano, il difensore Cosenza e gli attaccanti Caturano, per cui si rinnova il prestito dal Bari, e Doumbia. Arrivano il portiere Gomis, i difensori Vitofrancesco, Giosa, Ciancio, Contessa, i centrocampisti Fiordilino, Arrigoni, Mancosu e Conev, gli attaccanti Pacilli, Vutov e Torromino.

I giallorossi cominciano il campionato con quattro vittorie consecutive e portano poi a nove i risultati utili consecutivi, fino alla sconfitta subita a Catania alla decima giornata. La serie positiva prosegue per altre cinque partite, prima della seconda sconfitta, la prima interna. Il Lecce chiude il girone di andata in testa alla classifica a pari punti con il Matera, con altri tre risultati utili prima del giro di boa. Durante il calciomercato di gennaio la dirigenza puntella l'organico con il ritorno del portiere Perucchini e gli arrivi del difensore Agostinone, del centrocampista Costa Ferreira e dell'attaccante Marconi, mentre lasciano il Salento Contessa, Vutov e Gomis. Dopo quattro partite utili consecutive la sconfitta subita contro la Casertana fa scivolare il Lecce al terzo posto, ma già nel turno successivo, vincendo e approfittando dei contemporanei passi falsi di Foggia e Matera, i giallorossi si riportano in testa alla classifica. Dopo due altre vittorie perdono nuovamente in trasferta e si fanno scavalcare dal Foggia alla 28esima giornata. Nelle giornate successive il Lecce accusa un calo e a marzo è sconfitto nello scontro diretto contro i rossoneri. Il distacco dai foggiani, primi in classifica, aumenta, ma il Lecce riesce comunque ad acquisire l'aritmetica certezza del secondo posto finale già alla 35esima giornata, pareggiando sul campo del Matera. Il 24 aprile 2017, all'indomani della sconfitta interna contro il Messina alla 36esima giornata, Padalino è sollevato dall'incarico e sostituito con Roberto Rizzo, con cui il Lecce ottiene due pareggi prima dei play-off. Ammesso direttamente al secondo turno dei play-off, il club giallorosso elimina la settima classificata del Girone B, la Sambenedettese (che in gara secca al primo turno aveva avuto la meglio contro il Gubbio in casa degli umbri) grazie a due pareggi (1-1 in trasferta e 0-0 al Via del Mare). Accede dunque ai quarti di finale contro l'Alessandria, con cui pareggia per 1-1 all'andata in casa e per 0-0 al Moccagatta. La sfida si protrae ai tempi supplementari e ai tiri di rigore, dove hanno la meglio i piemontesi per 5-4 dopo 11 rigori.

2017-oggi: Le dimissioni di Rizzo[modifica | modifica wikitesto]

Il Lecce inizia la nuova stagione con un organico che rimane perssoché invariato, puntellato dagli arrivi di Marino in difesa, Di Piazza in attacco e Armellino a centrocampo. Il 10 settembre, dopo la pesante sconfitta (3-0) sul campo del Catania, Rizzo, che in tre turni di campionato raccoglie una vittoria, un pari e una sconfitta, rassegna le proprie dimissioni[47].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albo d'oro del Torneo Anglo-Italiano sull'Archivio RSSF
  2. ^ Lecce: via Baldini, ecco Rizzo, La Gazzetta dello Sport, 23-01-2006. URL consultato il 22-07-2010.
  3. ^ Fenucci: "Abbiamo appreso della decisione dalla Rete", uslecce.it, 20-06-2008. (pagina non più disponibile)
  4. ^ Esposito convocato da Lippi, uslecce.it, 28-05-2009.
  5. ^ De Canio: «Grazie ma aspetto la A», La Gazzetta del Mezzogiorno on the web, 01-06-2009
  6. ^ Stefano Meo, De Canio «Mercato e giovani, decido io», CorrieredelMezzogiorno.it, 10-06-2009.
  7. ^ Lecce, De Canio dice addio: "Decisione consensuale", tuttomercatoweb.com, 19-05-2011
  8. ^ Nuovo Consiglio d'Amministrazione , uslecce.it, 4-07-2011
  9. ^ "IBRA VIA? E' UNA FORTUNA ENORME", sportmediaset.it, 20 luglio 2012.
  10. ^ Carlo Osti è il nuovo Direttore Sportivo, uslecce.it, 7-06-2011
  11. ^ Di Francesco è il nuovo allenatore , uslecce.it, 24-06-2011
  12. ^ Bologna-Lecce 0-2, legaseriea.it, 18-09-2011
  13. ^ Per Lecce e Catania il traguardo delle 500 gare in A, footstats.it, 26-11-2011
  14. ^ Serse Cosmi nuovo allenatore, uslecce.it, 4-12-2011
  15. ^ Lecce ingoia amaro giocherà in anticipo rispetto al Genoa, La Gazzetta del Mezzogiorno, 05-05-2012.
  16. ^ Lecce, oggi Semeraro incontra due nuovi acquirenti, tuttomercatoweb.com, 02-02-2012.
  17. ^ Formalizzato l'accordo per la cessione della società, uslecce.it, 22-06-2012.
  18. ^ Risolto il contratto con Di Francesco, uslecce.it, 19-06-2012.
  19. ^ Una grande opportunità, uslecce.it, 09-07-2012.
  20. ^ Riunito il Consiglio d'Amministrazione, uslecce.it, 09-07-2012.
  21. ^ Chevanton giallorosso, uslecce.it, 09-07-2012.
  22. ^ Lecce: Chevanton firma a tempo indeterminato, julienews.it, 09-07-2012.
  23. ^ Sollevato dall'incarico mister Lerda uslecce.it
  24. ^ Antonio Toma nuovo allenatore uslecce.it
  25. ^ Sentenza TNAS sulla contrioversia Dott, Pierandrea Semeraro e U.S.Lecce S.p.a contro Federazione Italiana Giuoco Calcio - F.I.G.C.e Lega Italiana Calcio Professionistico e nei confronti di Vicenza Calcio SPA e di Lega Nazionale Professionisti Serie B
  26. ^ Sollevato dall'incarica mister Toma uslecce.it
  27. ^ Festa per Carpi e Latina: sono in serie B! Lecce flop: resta in Lega Pro gazzetta.it
  28. ^ Lecce, scontri tra ultrà e forze dell'ordine Bruciata un'auto della polizia corriere.it
  29. ^ Accolto parzialmente il ricorso contro le porte chiuse uslecce.it
  30. ^ Francesco Moriero è il nuovo allenatore uslecce.it
  31. ^ Ringraziamenti al Dott. Palaia uslecce.it
  32. ^ Raggiunto l'accordo con Fabrizio Miccoli uslecce.it
  33. ^ Lecce, Giacomazzi pronto a lasciare in polemica con Moriero per la fascia di capitano lecceprima.it
  34. ^ Rescissione del contratto con Giacomazzi uslecce.it
  35. ^ Sollevato dall'incarico mister Moriero, torna Franco Lerda uslecce.it
  36. ^ Lecce, stangata Lerda: squalificato per 6 mesi corrieredellosport.it
  37. ^ Lecce, ridotta la squalifica a mister Franco Lerda pugliagol.it
  38. ^ Ufficiale Moscardelli in giallorosso Uslecce.it
  39. ^ Lecce: via Lerda arriva Dino Pagliari tuttomercatoweb.com
  40. ^ Dino Pagliari è il nuovo tecnico del Lecce lecceprima.it
  41. ^ Sollevato dall'incarico mister Pagliari uslecce.it
  42. ^ Formalizzata l'intesa con mister Bollini uslecce.it
  43. ^ Conferenza stampa del presidente Tesoro uslecce.it
  44. ^ Asta si presenta, 'Ho preso in matrimonio il Lecce. Una Sfida che mi stimola a fare meglio', LecceNews24, 07-07-2015.
  45. ^ LECCE – Ufficiale, Piero Braglia è il nuovo tecnico giallorosso, SalentoSport, 12-10-2016.
  46. ^ Il ritorno da allenatore di Padalino: firmato un contratto biennale, LeccePrima, 13-06-2016.
  47. ^ Serie C Lecce, ufficiali le dimissioni dell'allenatore Rizzo, TuttoSport.com, 10 settembre 2017

Archivio delle stagioni[modifica | modifica wikitesto]