Storia del Parma Calcio 1913

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Parma Calcio 1913.

Questa voce tratta la storia del Parma Calcio 1913 dal 1913 a oggi.

Indice

Il primo Parma Calcio: dal Verdi F.B.C. al fallimento del '69[modifica | modifica wikitesto]

Il Parma Foot Ball Club in Prima Divisione nel corso del campionato 1925-1926

Il calcio a Parma era, nei primi anni del novecento, poco più che un passatempo o un "dopolavoro" e si praticava nei campi militari della città, quali il "Campo di Marte" (la piazza d'armi della "Cittadella") o i "Campi Marchi", sempre a sud del centro storico. La prima partita di cui i giornali dell'epoca hanno riferito notizia, è stata una sfida del 1911 fra gli studenti della Pro Verdi e della Juventus di Salsomaggiore, finita 0-1. La Pro Verdi (che vestiva i colori cittadini in una casacca a scacchi gialli e bleu), venne ufficialmente istituita come Verdi Foot Ball Club il 27 luglio 1913, nell'ambito dei festeggiamenti per il centenario della nascita di Giuseppe Verdi; il 28 settembre la nuova compagine disputò l'unica edizione della "Coppa Verdi", organizzata per l'occasione. Il club, tuttavia, si sciolse alla fine del 1913 e si unì al nascente Parma Foot Ball Club, dopo un'assemblea tenutasi il 16 dicembre presso un bar di Via Saffi a Parma. L'euforia per la fondazione della squadra e delle prime amichevoli contro le compagini limitrofe (Reggio Emilia, Modena, Cremona e Carpi) si spense immediatamente con l'entrata in guerra della nazione, nel primo conflitto mondiale: nove giocatori furono chiamati alle armi, cinque dei quali caddero nei combattimenti.

Finita la guerra, la voglia di ricominciare era evidenziata dai milleduecento soci della squadra. Due giocatori (e dirigenti) del Parma Foot Ball Club, Ugo Betti e Torquato Rossini, idearono una nuova divisa: la maglia bianca con croce nera sul petto (mentre le prime maglie da trasferta furono invece blu con croce gialla, a richiamare i colori cittadini, indossate anche dalla squadra giovanile dei "Boys"). L'altra novità era la necessità di avere un campo da gioco degno di questo nome. Furono indicate varie zone della città per l'insediamento del futuro impianto: zona Marchesi (a nord della città, tra Viale Piacenza e Via Golese) e zona Stradone Umberto I. Venne scelta quest'ultima, maggiormente accessibile e vicina al centro cittadino. Nel frattempo la squadra che partecipava stabilmente nella massima categoria regionali, venne inserita nella Seconda Divisione nazionale, dopo la sconfitta nello spareggio contro il Treviso disputato a Verona. Il 31 dicembre del 1922 il presidente Ennio Tardini posò la prima pietra dello stadio comunale a cui, dopo la sua morte, di lì a poco, venne intitolato.

Nella stagione 1924-'25, la squadra si giocò la promozione nella massima serie nazionale contro la Novese. Finì 3-2 con la seguente formazione crociata: Rossi, Franzini, Sacchi, Mistrali, Gobbi, Tassi, Rebecchi, Rossini, Mattioli, Penzi, Mazzoni, e le reti di Sacchi, Rossini e Franzini. L'anno seguente il Parma pagò duramente l'impatto con la Prima Divisione: inserito nel Girone B con Juventus, Milan e Genoa. La classifica finale impietosa pose il Parma al penultimo posto davanti al solo Mantova con soli 12 punti. Il Parma tornerà da lì in poi a navigare nella cadetteria nazionale (prima detta "Prima Divisione Nord" e poi definitivamente "Serie B").

Nel 1930 la società diviene polisportiva e per questo rinominata Parma Associazione Sportiva, abbracciando altri sport come il Rugby, la Pallavolo e il Tamburello. Ma è il calcio l'attività predominante, nonostante gli anonimi risultati che portarono alla retrocessione in Prima Divisione (ossia la terza categoria nazionale, poi chiamata Serie C), in cui rimarrà fino alla ripresa bellica del secondo conflitto mondiale. Alla ripresa dei campionati, il Parma viene collocato in Serie B e nella stagione 1947-'48 riesce a salvare la categoria grazie a un vittorioso spareggio contro il Prato. Cosa che non riesce a ripetere l'anno dopo: nello spareggio dell'Arena di Milano contro lo Spezia, i crociati perdono 4-1 e retrocedono in Serie C. La città deve attendere la stagione 1953-'54 per tornare nella cadetteria: lo fa vincendo il campionato grazie, in gran parte alle reti di due giocatori cecoslovacchi: Čestmír Vycpálek e Július Korostelev, e di due emiliani D.O.C.: Edmondo Fabbri (poi C.T. della Nazionale) e William Bronzoni (tuttora bomber crociato di tutti i tempi con 78 reti). Nel frattempo, già dal 1951, la squadra aveva smesso di vestire la maglia crociata, sostituita in un primo tempo da una casacca a strisce verticali giallo-bleu e dal 1953 da una maglia bleu con inserti (o maniche) gialle. Da quella promozione la cadetteria diviene una categoria "su misura" per il Parma dell'epoca. Il giocatore-simbolo era Ivo Cocconi, che a fine carriera collezionò, con il Parma, 308 presenze (record tuttora imbattuto). Nella stagione 1964-'65 il Parma (ritornato in maglia crociata) abbandona la cadetteria chiudendo all'ultimo posto e retrocede in Serie C.

La società non sembrò avere i mezzi economici per una pronta risalita e puntò sull'autarchia di giocatori locali e sul "blasone" di squadra di categoria superiore. Fu proprio quello il fattore per il quale la stagione di Serie C 1965-'66 risultò fallimentare: affrontata da tutte le compagini come la squadra da battere, il Parma non si dimostrò all'altezza e finì il campionato penultimo (davanti al solo Ivrea) e scese per la prima volta in quarta serie. I tentativi di risalita in Serie C fallirono: sia nella prima stagione (1966-'67) che nella seconda (1967-'68) il Parma arrivò solo sesto. Gli spalti del Tardini erano deserti e le casse societarie vuote, tanto che il 2 gennaio 1968 il Tribunale di Parma mise in liquidazione il club. Le speranze nella salvezza economica del club furono riposte negli industriali della città che lo rilevarono, ridenominandolo Parma Football Club. Ma, a livello tecnico, le cose non migliorarono: la squadra rischiò addirittura la caduta in Prima Categoria, subendo l'onta di venire sconfitti al Tardini nel derby contro i "provinciali" del San Secondo. La salvezza, giunta solo nelle ultime giornate della stagione, fu solo sportiva: la situazione economica del Parma F.C. risultò, per il Tribunale di Parma, ancora una volta irreparabile. La società venne dichiarata insolvente e, successivamente, definitivamente fallita. Per la risoluzione degli ultimi debiti il Parma F.C. concesse ad un'altra società di Parma, l'Associazione Calcio Parmense, appena salita anch'essa in Serie D e rimasta l'unica squadra a rappresentare la città, il diritto di chiamarsi "Parma" e quello di vestire la maglia crociata. Tutto ciò per il costo di una ventina di milioni di lire. Un vero e proprio passaggio di testimone, dal vecchio e decaduto Parma al nuovo club, per rappresentare calcisticamente la città ducale. Quindi, alla vigilia del Campionato di Serie D 1969-1970, il Parma nato nel 1913 uscì formalmente di scena, lasciando gli spalti del Tardini alla sola Parmense che, per motivazioni contabili e fiscali, solo dal 1º gennaio 1970 poté far rivivere, nel nome e nella maglia, la vecchia e gloriosa società.

Questi i giocatori che, con le loro presenze e le loro reti, hanno fatto la storia di quel Parma:

Marcature dal 1920 al 1969
Presenze dal 1920 al 1969

L'arrivo della Parmense e la rifondazione del Parma[modifica | modifica wikitesto]

La Parmense nel 1968

L'Associazione Calcio Parmense fu fondata nel 1968 dalla collaborazione tra Ermes Ghidini, dirigente del Gruppo Sportivo Salvarani di Baganzola, e l'imprenditore edile Ermes Foglia, dalle ceneri di quel C.R.A.L. G.S. Salvarani Golese (e prima ancora Circolo Golese) che sfiorò per quattro volte la promozione in Serie D con tre secondi posti (nel 1964-'65, nel 1965-'66 e nel 1967-'68) ed un terzo posto (nel 1966-'67). La nuova società cambiò i colori sociali, dal rosso-nero della Salvarani (e prima ancora il rosso-blu del Golese) al più "cittadino" giallo-blu, e trasferì le proprie partite casalinghe dal Campo "Mordacci" della frazione Baganzola allo Stadio "Tardini". Allenata dall'ex-crociato Dante Boni e da Benito Lorenzi (più noto da giocatore come "Veleno" all'Inter), la squadra dominò la Prima Categoria (con 28 partite senza sconfitte) e raggiunse finalmente la Serie D in cui gareggiava il Parma. Alla vigilia della stagione 1969-'70, si sarebbe prospettato quindi una sorta di derby tra il nobile (ma decadente) Parma e la provinciale (ma ricca ed esuberante) Parmense. A causa del tracollo societario dei Crociati, però, gli spalti del Tardini divennero esclusività della sola Parmense, che acquistando dal Parma (per una ventina di milioni di lire) alcuni suoi giocatori, il diritto di indossare la maglia crociata e la denominazione di Parma (Associazione Calcio 1968), concretizzò la propria missione promessa alla sua nascita, cioè quella di rilanciare il calcio a Parma in caso di decadenza, diventando di fatto la squadra rappresentativa della città in sostituzione della vecchia società. Ma solo dal 1º gennaio del 1970 la Parmense poté assumere la denominazione Parma A.C., concludendo vittoriosamente il campionato al primo posto, rinforzata da qualche giocatore "fuori categoria" (uno fra tutti l'ex ala del Milan e della Nazionale Bruno Mora), e riportando in un sol colpo la città di Parma nel calcio professionistico, vincendo la stagione e compiendo il doppio salto di categoria fino alla Serie C).

Nella stagione 1978-1979 Cesare Maldini guidò il Parma a una straordinaria rimonta, culminata con la promozione degli emiliani in Serie B.

Dopo tre anni di buoni risultati (un 5º posto da neopromossa e un 2º posto dietro l'Ascoli), nella stagione 1972-'73, dopo un appassionante testa a testa con l'Udinese e culminato con lo storico spareggio-promozione di Vicenza contro i friulani, vinto 2-0 (con reti di Sega e Volpi), il Parma è promosso in Serie B. La prima stagione in cadetteria si apre con un ottimo 5º posto (grazie anche ai 15 centri di Rizzati), ma l'anno dopo il Parma non si ripete, e termina ultimo, tornando ancora in Serie C, dove rimane fino al 1978-'79, quando la squadra, allenata da Cesare Maldini, e la società guidata da un paio d'anni da Ernesto Ceresini, vince un altro spareggio promozione (questa volta contro la Triestina), vincendo 3-1 ai tempi supplementari da una doppietta di un giovane Carlo Ancelotti, che in quella stessa estate verrà ceduto alla Roma. L'anno dopo però il Parma non tiene il passo della cadetteria e retrocede ancora, dopo un campionato di bassissimo livello al termine del quale i crociati finiscono al penultimo posto della graduatoria davanti al solo Matera.

Carlo Ancelotti, cresciuto nel settore giovanile del club, qui in azione in maglia crociata a fine anni 1970.

Gli anni successivi vedono il Parma navigare in posizioni di centro classifica (13° nel 1980-'81, 9° nel 1981-'82, 6° nel 1982-'83) proprio in questa stagione arriva un giocatore ancora oggi molto apprezzato, Massimo Barbuti, per il suo attaccamento ai tifosi. Memorabile l'esultanza dopo il 2-2 segnato alla Carrarese alla quinta giornata quando Barbuti, aggrappatosi alla rete che separava il campo di atletica dalla curva, la fece cedere cadendo a terra, e facendo, a loro volta, cadere alcuni tifosi, ma senza danni particolarmente gravi.

Nella stagione 1983-'84 il Parma è in lotta, per tutto il campionato, per la promozione in Serie B, che ottiene solo all'ultima giornata vincendo per 1-0 a Sanremo con un gol di un giovanissimo Stefano Pioli, passato poi alla Juventus. Capocannoniere della squadra è Barbuti con 18 marcature (16 delle quali nel solo girone di ritorno). Ma la stagione successiva il Parma retrocede di nuovo chiudendo ancora al penultimo posto, nonostante i 10 centri di Barbuti che nell'estate del 1985 si trasferisce all'Ascoli dove poi vincerà il campionato, raggiungendo la Serie A.

Gli ultimi anni del presidente Ceresini e la prima promozione in A[modifica | modifica wikitesto]

Con l'ingaggio del promettente allenatore Arrigo Sacchi nel 1985, la squadra avrà nuove soddisfazioni. La stagione 1985-'86 sarà l'ultima del Parma in Serie C per più di 30 anni, campionato che vince dopo essere arrivato a pari punti con il Modena con il quale approda in Serie B, grazie a un gioco particolare "a zona" fino ad allora sconosciuto e che il tecnico di Fusignano apporterà più tardi al Milan cogliendo i massimi successi a livello internazionale. La promozione arriva all'ultima giornata con la vittoria per 2-0 contro la Sanremese al Tardini; in quella partita si deve registrare il primo gol con la maglia del Parma di Sandro Melli, protagonista poi della promozione in A e dei primi grandi successi della società.

L'anno successivo i gialloblù sfiorano la seconda promozione consecutiva arrivando a tre punti dal terzo posto che avrebbe significato la Serie A; la compagine di Sacchi elimina il Milan dalla Coppa Italia.

Nel 1987-1988 sulla panchina ducale arriva il giovane allenatore cecoslovacco Zdeněk Zeman che con la squadra si rende protagonista di uno straordinario pre-campionato in cui vengono battute in amichevole al Tardini Real Madrid e Roma. Tali amichevoli sono state rese possibili grazie al nuovo sponsor del Parma (e del Real Madrid): la Parmalat di Calisto Tanzi che ne diverrà, qualche stagione più tardi, il proprietario. Si stringe, infatti, l'accordo tra le parti con un progetto preciso,ovvero quello di provare a portare la società calcistica nell'arco di tre stagioni nella massima serie, per poi cederla a titolo definitivo alla famiglia Tanzi. Tuttavia la partenza in campionato è negativa: il gioco "a tutto campo", "a difesa alta", e "a squadra corta" risulta fisicamente dispendioso per i giocatori a disposizione del tecnico boemo che viene quindi esonerato e sostituito dal più esperto (e con l'applicazione di schemi più semplici e concreti) Giampiero Vitali, il quale riesce a conquistare la salvezza (10º posto alla pari dell'Udinese). La stagione successiva è sostanzialmente la fotocopia di quella precedente con il club, allenato ancora da Vitali, che si piazza ancora al 10º posto.

Il Parma che nel 1989-1990 guadagnò la promozione in Serie A.

La svolta per i gialloblù avviene nell'estate del 1989, quando ad allenare la squadra viene chiamato Nevio Scala che con la neopromossa Reggina, dopo un eccellente campionato, ha sfiorato la promozione in Serie A poi persa allo spareggio con la Cremonese.

Il Parma parte bene in campionato, ma dal 4 febbraio, dopo la morte improvvisa del Presidente Ernesto Ceresini che era stato ricoverato per il peggioramento delle sue condizioni di salute, la squadra accusa il colpo e crolla in classifica. Alla presidenza della squadra arriva per pochi mesi Fulvio Ceresini, figlio di Ernesto. Il Parma ritrova gioco e punti e, a due giornate dalla fine, è al quarto posto con quattro punti di vantaggio sull'Ancona. Il 27 maggio 1990 nel derby con la Reggiana con un 2-0 firmato da Marco Osio nel primo tempo e da Sandro Melli nel secondo, il Parma ottiene la sua prima storica promozione in Serie A, rendendo vano il contemporaneo successo dell'Ancona sulla Reggina.

I primi anni '90: l'era Pedraneschi-Scala[modifica | modifica wikitesto]

Nevio Scala, allenatore del Parma dal 1989 al 1996.

Dopo la promozione in serie A si verifica un'importante operazione che vede la Parmalat dell'industriale Calisto Tanzi, già azionista di minoranza e sponsor della società, acquistare dai tre figli di Ceresini il pacchetto di maggioranza del club; soltanto Fulvio Ceresini, il presidente della promozione, mantiene una piccola quota. Alla presidenza della squadra viene chiamato Giorgio Pedraneschi.

1990-1991: il quinto posto[modifica | modifica wikitesto]

La prima stagione dei gialloblù nella massima serie si apre con l'arrivo di giocatori importanti come il portiere del Brasile Claudio Taffarel, Stefano Cuoghi, Georges Grun e Tomas Brolin. Il Parma esordisce in Serie A il 9 settembre 1990: Parma-Juventus 1-2, il primo gol in A dei gialloblù è firmato da Melli. Questa sarà una delle uniche due sconfitte casalinghe della stagione per la squadra emiliana, che ottiene la prima vittoria in prima divisione 15 giorni dopo, contro il Napoli detentore dello scudetto (1-0, rete di Marco Osio). Il girone d'andata si chiude con il terzo posto a due punti dall'Inter, ottenendo il quinto posto finale.

1991-1992: il settimo posto, la prima Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

I giocatori parmensi festeggiano nel 1992 attorno alla prima Coppa Italia nella storia del club

Per la stagione 1991-1992 viene confermata la squadra dell'anno precedente con l'aggiunta dei terzini Antonio Benarrivo e Alberto Di Chiara. L'esordio in Europa coincide con l'eliminazione al primo turno di Coppa UEFA contro il CSKA Sofia. La stagione si chiuderà con il settimo posto in campionato e arriva anche il primo trofeo: il 14 maggio 1992 la squadra batte in finale la Juventus per 2-0, con reti di Alessandro Melli e Marco Osio, dopo aver perso all'andata per 1-0, e conquista la sua prima Coppa Italia.

1992-1993: il terzo posto, la vittoria in Coppa delle Coppe[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1992-93 si apre con l'arrivo di un giocatore che diventerà un idolo della tifoseria parmigiana: viene infatti acquistato dal Nacionàl Medellìn l'attaccante colombiano Faustino Asprilla. Anche quest'anno si apre male, a causa della sconfitta in Supercoppa italiana contro il Milan, ma finisce in maniera eccezionale: in Serie A arriva un ottimo terzo posto dietro alle due milanesi, suggellato da una memorabile vittoria a San Siro (1-0, rete di Asprilla) ai danni di un Milan che in campionato non perdeva da 58 partite.

Ma il motivo principale per cui questa stagione sarà sempre ricordata in Emilia è la conquista del primo trofeo europeo: la Coppa delle Coppe, che arriva grazie ad una fantastica cavalcata culminata con la vittoria in finale per 3-1 contro l'Anversa a Wembley (reti di Minotti, Melli e Cuoghi).

1993-1994: la finale di Coppa delle Coppe e la Supercoppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Gianfranco Zola e Faustino Asprilla sollevano la Supercoppa UEFA 1993 vinta contro il Milan.

Nell'estate del 1993 il Parma si permette altri due ottimi acquisti: il promettente fantasista Gianfranco Zola e il grintoso mediano Massimo Crippa; a questi arrivi si aggiunge quello, in novembre, del difensore Néstor Sensini, chiamato a rimpiazzare l'infortunato Georges Grün. Al contrario delle due precedenti, questa stagione inizia con un grande successo: il Parma vince in febbraio la Supercoppa UEFA, allora organizzata sulla formula dell'andata e ritorno, battendo a San Siro il Milan 2-0, con gol vittoria nei tempi supplementari di Massimo Crippa, dopo aver perso all'andata 1-0 in casa; in campionato arriva un quinto posto, a nove punti dal Milan campione d'Italia, con gli emiliani che nel girone d'andata stupiscono dimostrandosi i più pericolosi rivali dei rossoneri.

Nel girone di ritorno il Parma crolla, complici soprattutto i passi falsi con le piccole, e abbandona la possibilità di vincere lo scudetto riuscendo comunque ad assicurandosi la qualificazione alla Coppa UEFA l'anno successivo. In Coppa delle Coppe il Parma raggiunge la finale, dopo aver eliminato squadroni sulla carta più forti come Benfica e Ajax, ma gli inglesi dell'Arsenal vincono per 1-0, e i gialloblù perdono la possibilità di vincere la competizione per il secondo anno consecutivo (impresa mai riuscita ad alcun club).

1994-1995: il terzo posto, la finale di Coppa Italia e la prima Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

La festa per la Coppa UEFA 1994-1995 vinta superando in finale la Juventus.

Nel 1994-95 arrivano Fernando Couto e Dino Baggio. La stagione è caratterizzata da una sfida con la Juventus su tre fronti: in campionato il testa a testa è vinto dalla Juventus, i gialloblù vanno subito in testa alla classifica ma devono arrendersi quasi subito davanti allo strapotere dei bianconeri che nello scontro diretto a Torino vincono per ben 4-0, lasciando il Parma al terzo posto staccato di dieci punti.

Anche in Coppa Italia il Parma viene sconfitto in finale dal club torinese, ma in Coppa UEFA i crociati si prendono la rivincita trionfando nella doppia finale proprio contro i bianconeri (1-0 al Tardini, rete dell'ex Dino Baggio,[1] e 1-1 al ritorno giocato al "Giuseppe Meazza" di Milano, anziché al Delle Alpi di Torino, ancora l'ex juventino risponde a Vialli). Arriva pertanto nella bacheca emiliana la prima Coppa UEFA.

1995-1996: la fine del ciclo di Scala e l'arrivo di Tanzi[modifica | modifica wikitesto]

Gianluigi Buffon, prodotto del vivaio parmense, esordì in prima squadra a 17 anni nel 1995.

La stagione 1995-96 si apre con un grande acquisto per puntare in alto: il Pallone d'oro 1994 Hristo Stoičkov, oltre alla giovane promessa Filippo Inzaghi e al rammarico di aver perso la trattativa con Luís Figo (che aveva già firmato un contratto di due anni) per motivi legali. Il Parma arriva sesto in campionato nonostante la buona partenza che lo porta a chiudere il girone d'andata con soli tre punti di svantaggio dal Milan, cede un'altra volta nel momento decisivo della stagione, e in Coppa delle Coppe viene eliminato ai quarti dal Paris Saint-Germain, che poi vincerà il trofeo. Al termine della prima stagione senza successi, si chiude il ciclo dell'allenatore che ha fatto grande il Parma Nevio Scala, e alla presidenza della società Pedraneschi è sostituito da Stefano Tanzi, figlio di Calisto.

La presidenza Tanzi[modifica | modifica wikitesto]

1996-1997: lo scudetto sfiorato[modifica | modifica wikitesto]

L'argentino Hernán Crespo

Concluso il ciclo Scala la panchina è affidata al giovane Carlo Ancelotti, che in passato aveva giocato con la maglia crociata; in Emilia Tanzi porta il giovane Hernán Crespo, che si era fatto notare alle olimpiadi di Atlanta (capocannoniere del torneo), il grande bomber Enrico Chiesa e il terzino brasiliano Zé Maria. Vengono ceduti Stoichkov, Couto, Inzaghi e Di Chiara. In Serie A i ducali si rendono protagonisti del loro miglior campionato: la partenza è stentata e la squadra di Ancelotti arriva alla diciassettesima giornata a sei punti dalla Juventus capolista. In seguito a un principio di rimonta nel finale, la squadra passa da quarta a seconda chiudendo l'annata a due punti dai bianconeri; la squadra aveva perso punti in precedenza contro Udinese (sconfitta per 2-0 in casa) e Milan (pareggio 1-1 sempre in casa).[2]

Questo secondo posto garantirà comunque la prima partecipazione alla Champions League 1997-1998; La squadra rimedia d'altro canto precoci eliminazioni dalla Coppa UEFA (al primo turno contro il Vitoria Guimaraes) e quella dalla Coppa Italia (ad opera del Pescara, squadra di Serie B). Gianfranco Zola chiede ed ottiene di trasferirsi al Chelsea, dal momento che con Ancelotti era stato impiegato sporadicamente.

1997-1998: l'esordio in Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione successiva il Parma, all'esordio in Champions League, supera il turno preliminare contro i polacchi del Widzew Łódź (3-1 all'andata e 4-0 al ritorno) ma non il girone all'italiana, dove incontra i Campioni d'Europa del Borussia Dortmund di Nevio Scala, il Galatasaray e lo Sparta Praga: nella partita contro i cechi, sostanzialmente decisiva, la squadra emiliana non va oltre il 2-2 casalingo. In campionato arriva un quinto posto, che porta all'esonero di Carlo Ancelotti. In Coppa Italia la squadra riesce a raggiungere le semifinali, dove viene eliminato dal Milan dopo due pareggi, per la regola dei gol fuori casa.

1998-1999: il double Coppa UEFA e Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Fabio Cannavaro, in forza al Parma dal 1995 al 2002.

Il testimone di Ancelotti viene preso da Alberto Malesani, ex tecnico di Chievo e Fiorentina. A rinforzare l'organico ducale sono gli arrivi di due stranieri di prim'ordine, l'argentino Verón e il francese (campione mondiale) Boghossian. Il campionato 1998-1999 tradisce però le aspettative dei tifosi, con il Parma che da possibile outsider ottiene solo un quarto posto: piazzamento comunque utile per entrare in Champions League. Nel maggio '99 arrivano i successi in Coppa Italia e Coppa UEFA ad arricchire la bacheca: nella finale di coppa nazionale i parmensi la spuntano ai danni della Fiorentina con due pareggi, mentre la finale di UEFA fa registrare un netto 3-0 sull'Olympique Marseille. Ad oggi, quella del Parma rimane l'ultima affermazione di un club italiano nel suddetto torneo.

1999-2000: la Supercoppa italiana, un altro fallimento in Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 agosto 1999, il club emiliano si aggiudica la Supercoppa di lega vincendo per due reti ad una in casa del Milan campione d'Italia: sono i gol di Crespo e Boghossian nella ripresa a ribaltare la situazione, dopo che nella prima frazione di gioco Guglielminpietro aveva portato avanti i rossoneri. Nonostante questo trionfo, la stagione vivrà di pochi acuti complice anche la doppia eliminazione europea (ai preliminari di Champions ed agli ottavi di Coppa UEFA): in campionato, la squadra di Malesani arriva quarta ma a pari merito con l'Inter contro cui gioca, e perde, lo spareggio per l'approdo ai play-off della Champions League.

A distanza di anni, rimane memorabile l'incontro con la Juventus del 6 gennaio 2000 finito in parità: fu il primo caso nella storia del Campionato in cui una partita fu anticipata all'orario di pranzo.

2000-2001: tre allenatori per un quarto posto, la finale di Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il francese Lilian Thuram

L'estate 2000 è scossa dalla cessione di Crespo alla Lazio, club in cui l'argentino si aggiudicherà la Scarpa d'oro un anno più tardi. Non sarà un'annata da ricordare per il Parma, che conosce un doppio avvicendamento alla guida: prima Sacchi prende il posto di Malesani, salvo poi lasciare dopo sole tre partite (adducendo come motivazione un'eccessiva fonte di stress) e consegnare le redini della squadra a Renzo Ulivieri. Questi conduce i gialloblù al quarto posto in campionato, che significa ingresso ai preliminari di Champions League.

In Coppa Italia il Parma approda alla finale, trovando però la Fiorentina che vendica la sconfitta di due anni prima portando la coppa in Toscana: la vittoria viola nel match di ritorno suggella il risultato dell'andata, quando finì con due reti a testa.

2001-2002: l'ultimo trofeo, la Coppa Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo che precede l'inizio della stagione 2001-2002 è segnato dalle cessioni di due giocatori che hanno scritto la recente storia: Buffon e Thuram, entrambi acquistati dalla Juventus. L'eliminazione ai preliminari di Champions è solo un antipasto del difficile cammino in campionato, dove il Parma cambia due allenatori (Daniel Passarella rimpiazza Ulivieri a novembre, ma il suo posto salta dopo cinque sconfitte consecutive e l'incarico è raccolto da Pietro Carmignani, ex calciatore e responsabile del settore giovanile) e conclude in decima posizione.

Pochi giorni dopo la fine del campionato, il club emiliano fa sua la Coppa Italia a spese della Juventus (che ha appena vinto lo scudetto): i bianconeri vincono di misura all'andata, venendo però sconfitti al ritorno da una rete di Júnior.

2002-2003: la gestione Prandelli[modifica | modifica wikitesto]

Fabio Cannavaro, reduce dalla disastrosa campagna azzurra ai Mondiali nippocoreani, è ceduto all'Inter di Massimo Moratti: proprio dalla società lombarda arriva in prestito il giovane brasiliano Adriano, che ha trascorso l'ultima stagione a Firenze (sponda viola). Per la panchina viene ingaggiato Cesare Prandelli, il cui lavoro è supervisionato da Sacchi (ora in veste di dirigente): ad inaugurare la stagione è la disputa della Supercoppa italiana a Tripoli, contro la Juventus e che vede i ducali uscire sconfitti (2-1). Alcuni giorni dopo, Marco Di Vaio (autore dell'unico gol parmense nell'incontro in Libia) viene acquistato dalla stessa Juventus.

Pur avendo a disposizione un organico privo di nomi altisonanti, Prandelli conduce il Parma ad un ottimo quinto posto nel campionato 2002-03: un decisivo contributo è quello fornito dalla coppia d'attacco, composta da Adriano e dal romeno Adrian Mutu che totalizza 33 reti (15 il brasiliano, 18 il romeno).

Il crac Parmalat e la crisi finanziaria[modifica | modifica wikitesto]

2003-2004: l'anno della crisi e la nascita del Parma F.C.[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda stagione dell'era Prandelli il Parma vuole proseguire il progetto iniziato l'anno prima: partono Lamouchi (direzione Inter), Pieri (Udinese), Brighi (Brescia), Taffarel (fine carriera), ma la cessione più dolorosa è quella di Adrian Mutu, il quale pochi giorni dopo aver dichiarato di voler diventare Capitano riceve una super offerta dal Chelsea del nuovo proprietario Roman Abramovich che lo spinge a chiedere - e ottenere - la cessione. Arrivano giovani di belle speranze come Donadel in prestito dal Milan, Blasi in prestito dalla Juventus, Šerić dal Brescia e i più esperti Marcello Castellini dal Bologna, Carbone dal Como, Sicignano dal Palermo, Morfeo in prestito dall'Inter, mentre ritornano Bolaño dalla Sampdoria e Marchionni dal Piacenza.

L'avvio di stagione è entusiasmante: il Parma si ritrova a lottare subito per un posto in Champions League, grazie a uno straordinario Adriano che trova in Morfeo un assist-man ideale e in Bresciano un buon finalizzatore. Tuttavia agli inizi di novembre il brasiliano subisce un grave infortunio durante la gara col Brescia; la squadra ne risente ma fortunatamente per i gialloblù esplode Alberto Gilardino, che comincia a segnare a raffica. A seguito della crisi della Parmalat, travolta dal crac finanziario per il quale viene arrestato il patron Calisto Tanzi, il Parma subisce due sconfitte, una a Torino con la Juventus e una in casa con la Reggina, in cui i giocatori indossano la crociata per festeggiare il novantesimo anniversario della società. La squadra, però, reagisce a questo momento difficile vincendo 2-0 ad Ancona, grazie ad una doppietta del parmigiano Barone e poi in casa con l'Inter. Durante il mercato di riparazione vengono ceduti Filippini al Palermo, Nakata al Bologna, Sicignano e Bolaño al Lecce, Junior al Siena e Bonazzoli alla Reggina (definitivamente); infine, viene rivenduta all'Inter la metà di Adriano, che prima di andarsene fa in tempo a segnare un altro gol pesante a Udine. Arrivano Amelia dal Lecce, Zicu dall'Inter, Potenza e Degano dall'Ancona, e Cammarata in prestito dal Cagliari. Il nuovo sponsor diventa la Cariparma.

Squadra e tifosi si compattano e nonostante il futuro della società sia incerto si continua a lottare per un posto in Champions League assieme all'Inter ed alla Lazio; ad un periodo di flessione tra la fine di febbraio e la fine di marzo si succedono tre vittorie consecutive con Empoli, Chievo e Lecce. Alla terz'ultima giornata il Parma batte l'Ancona in casa e complice la contemporanea sconfitta dell'Inter a Lecce si ritrova da solo al quarto posto, con i nerazzurri staccati di due punti; la giornata successiva ha in programma proprio lo scontro diretto con l'Inter a Milano. Migliaia di tifosi parmigiani si riversano al Meazza, ma Adriano su punizione punisce la sua ex squadra che così perde partita e quarto posto. Nell'ultima giornata non basta un poker di Gilardino all'Udinese per andare in Champions: l'Inter vince ad Empoli e conquista l'ultimo posto disponibile. La stagione si conclude con gli applausi della curva alla squadra per la splendida stagione e la consapevolezza che nulla sarà più come prima. Il capocannoniere della stagione è Alberto Gilardino: il bomber biellese sigla 23 reti in campionato, una in meno di Shevchenko che vince la classifica marcatori.

In Coppa UEFA il Parma supera il Metalurg Donetsk al primo turno e asfalta l'Austria Salisburgo al secondo, ma viene eliminato dai turchi del Gençlerbirliği al turno successivo. In Coppa Italia i gialloblù eliminano il Venezia agli ottavi, ma ai quarti vengono estromessi dalla Lazio, che poi vincerà la manifestazione. Il 24 giugno 2004, per evitare la ripartenza dal calcio dilettantistico, nasce il Parma Football Club, che assume e mantiene vivi tutti i diritti del Parma A.C. (ma anche i debiti da saldare con i creditori in caso di vendita) e, grazie alla Legge Marzano, viene posto in amministrazione straordinaria da parte di Bondi e della Parmalat, da cui è svincolato, nell'attesa di un compratore in grado di sanare i debiti del Parma A.C., temporaneamente proprietaria del nuovo club.

2004-2005: lo spareggio-salvezza con il Bologna[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2004-05 al contrario parte malissimo; dopo le cessioni estive di Barone, Blasi e Donadel il Parma rischia la retrocessione, il nuovo tecnico Silvio Baldini viene esonerato e la squadra è di nuovo affidata al traghettatore Pietro Carmignani; mentre in Coppa UEFA la "seconda squadra" brilla (storica la vittoria ai supplementari a Stoccarda) e arriva nelle semifinali dove viene eliminata dal CSKA Mosca che poi vincerà la coppa, in campionato neanche il pareggio all'ultima giornata 3-3 contro il Lecce basta ad ottenere la salvezza, che si giocherà nel doppio spareggio tutto emiliano contro il Bologna. All'andata, il 14 giugno, anche a causa dei numerosi giocatori squalificati viste le ammonizioni comminate dall'arbitro Massimo De Santis (che due anni più tardi nell'ambito del caso Calciopoli sarà condannato anche per questo incontro) il Parma perde in casa per 1-0, con un gol di Tare. La salvezza sembra impresa impossibile, ma nel ritorno (18 giugno) a Bologna il Parma espugna clamorosamente il Dall'Ara: 2-0, reti di Cardone e Gilardino, il Parma è salvo. Ma le esaltanti vicende sportive non vengono accompagnate altrettanto da quelle societarie.

2005-2006: la qualificazione alla Coppa UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Da questo momento inizia per il Parma FC un periodo buio per la ricerca di un acquirente: le trattative per la cessione della società, prima a Gaetano Valenza, imprenditore di origini partenopee, poi a Lorenzo Sanz, ex presidente del Real Madrid, non si concludono ma si trascinano per mesi e mesi, influendo negativamente sull'ambiente e sui risultati della squadra. Nel frattempo la società continua ad essere guidata da uomini di fiducia del commissario straordinario Enrico Bondi, in attesa della definitiva vendita.

Nella stagione 2005-2006, dopo la cessione in estate di Alberto Gilardino al Milan per 24 milioni di euro, la società riesce a mettere a segno degli interessanti colpi di mercato: tra i pali a sostituire Frey arriva Lupatelli, a rinforzare la difesa arrivano Pasquale e il ritorno di Couto, a centrocampo oltre ad alcune riconferme arrivano Cigarini dalla Sambenedettese e Dessena dalle giovanili, è però in attacco che arrivano i maggiori colpi: oltre a Delvecchio arriva in prestito l'ex goleador della Lazio, Bernardo Corradi che puntò sul Parma per rilanciarsi dopo una travagliata stagione al Valencia. I ducali migliorarono nel girone di ritorno: la squadra guidata da Mario Beretta conquista la salvezza con quattro giornate di anticipo, togliendosi anche lo sfizio di battere l'Inter (1-0, rete di Simplício) e di pareggiare a Torino 1-1 contro la Juventus di Capello, partita alla quale fanno seguito molte polemiche per l'arbitraggio palesemente a favore della squadra avversaria. La salvezza viene raggiunta dagli uomini di Beretta grazie ad un affiatamento e ad un'intesa del gruppo fuori dal comune. Infatti Beretta riesce a creare nello spogliatoio un clima di gioia.

La stagione si chiude con il raggiungimento del decimo posto, risultato insperato a metà torneo, che diventa addirittura il settimo a seguito delle sentenze su Calciopoli; il Parma viene così ammesso alla Coppa UEFA 2006/2007. Il Parma così torna di nuovo in Europa dopo una stagione di assenza. Sempre a causa delle scarsissime risorse economiche, in estate vengono ceduti calciatori di notevole importanza per la squadra, come Mark Bresciano, Fábio Simplício, Marco Marchionni, Daniele Bonera e Paolo Cannavaro. La squadra, quindi, inizia la stagione 2006/2007 con una rosa ridimensionata e con l'obiettivo della salvezza, in attesa dell'arrivo di un presidente con portafoglio che possa investire liquidi e rilanciare così la società.

La presidenza Ghirardi[modifica | modifica wikitesto]

2006-2007: la salvezza con Ranieri[modifica | modifica wikitesto]

Il tecnico Claudio Ranieri, alla guida dei crociati dal febbraio al maggio del 2007.

Con la guida del nuovo allenatore Stefano Pioli il campionato si apre con scarsi risultati: dopo il pareggio esterno con il Torino alla prima giornata, arrivano 5 sconfitte consecutive; la prima vittoria in campionato arriva alla settima giornata, con un 1-0 all'Ascoli. Al contrario la squadra disputa grandi partite in Coppa UEFA ed in Coppa Italia: in campo europeo, dopo la qualificazione al girone grazie alla doppia vittoria per 1-0 nel primo turno contro il Rubin Kazan, ottiene tre vittorie consecutive per 2-1, contro Odense, Heerenveen e Lens, che gli permettono di qualificarsi ai sedicesimi di finale con un turno d'anticipo. In Coppa Italia riesce ad eliminare negli ottavi di finale il Napoli, ribaltando la sconfitta per 1-0 al San Paolo con un 3-1 casalingo. Il girone di andata però si chiude al penultimo posto, con due sole vittorie, contro Ascoli e Atalanta.

Il 2 gennaio 2007 il consigliere del Parma, l'avvocato Roberto Cappelli, annuncia che la prestigiosa società crociata sarà venduta attraverso un'asta pubblica (con base di 4 milioni di euro) della durata di tre settimane, con inizio il 3 gennaio. L'imprenditore bresciano Tommaso Ghirardi rileva la società il 25 gennaio 2007, in compartecipazione con Angelo Medeghini e Banca Monte Parma, e ne assume la carica di presidente pagando 24 milioni circa.

Nel mercato invernale il Parma si rinforza con ritorno in prestito del giovane talento Giuseppe Rossi, cresciuto nelle giovanili ed emigrato poi verso il Manchester United all'età di soli 17 anni, che già all'esordio firma la vittoria dei ducali contro il Torino, e con l'acquisto del centrocampista Francesco Parravicini dal Palermo. Agli inizi di febbraio, tuttavia, Stefano Pioli, dopo due sconfitte consecutive contro Milan e Roma e l'eliminazione dalla Coppa Italia sempre ad opera di quest'ultima, viene esonerato dalla nuova presidenza, a cui preferisce il tecnico Claudio Ranieri, ex-allenatore di quel Chelsea da poco acquistato da Roman Abramovich. La sua gestione si apre con due sconfitte (entrambe per 1-0): la prima in Coppa UEFA nella trasferta portoghese contro il Braga, la seconda in campionato nella gara casalinga contro la Sampdoria. Nelle cinque partite successive di campionato, però, nonostante l'eliminazione in Europa dalla Coppa Uefa sempre per un altro 1-0 subito contro i portoghesi, il lavoro di Ranieri si fa sentire e cominciano ad arrivare i risultati: quattro pareggi di fila contro Udinese, Ascoli, Reggina e Atalanta, e la prima vittoria della gestione del tecnico romano, 1-0 contro il Siena del grande ex Mario Beretta (rete di Gasbarroni).

A seguito dell'appello di Gene Gnocchi, comico parmigiano grande tifoso del Parma, per poter giocare 5 minuti in Serie A, il Parma lo ha messo sotto contratto il 23 marzo 2007 al minimo sindacale di 1500 euro al mese (per i due mesi di aprile e maggio, nei quali è stato parte integrante della squadra). Gnocchi ha scelto il numero 52, corrispondente alla sua età: il comico avrebbe coronato così il sogno di giocare in Serie A, per di più con la propria squadra del cuore (mentre il Parma avrebbe potuto sfruttare il ritorno di immagine dell'iniziativa) ma, essendo il Parma stato a rischio di retrocessione fino all'ultima giornata, Gnocchi non è mai stato nemmeno convocato, vedendosi così sfumare la possibilità di realizzare il suo grande sogno.

In campionato intanto la squadra continua a raggiungere buoni risultati e, a parte una prevedibile sconfitta contro l'Inter, colleziona sei vittorie e solo un'altra sconfitta (contro il Chievo). Dopo il pareggio a reti inviolate a Roma con la Lazio, il Parma guadagna la salvezza nell'ultima giornata di campionato imponendosi per 3-1 sull'Empoli di fronte al proprio pubblico al Tardini, conquistando così il diritto di partecipare alla massima divisione nazionale per il diciottesimo anno consecutivo. La stagione si chiude con l'addio ufficiale di Ranieri che si accasa sulla panchina della Juventus.

2007-2008: la retrocessione in Serie B[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 2007-2008 si apre con l'arrivo sulla panchina emiliana di Domenico Di Carlo dal Mantova e con tre conferme importanti: Gasbarroni e Parravicini vengono infatti riscattati a titolo definitivo, mentre viene riscattata dal Palermo la metà di Budan. L'obiettivo dichiarato da parte della società è la salvezza, senza le sofferenze delle stagioni precedenti e in particolare dell'ultima: pertanto la rosa viene innestata con gli arrivi dei portieri Pavarini e Petr, del difensore Falcone, dei centrocampisti Morrone, Damiano Zenoni e Mariga, e degli attaccanti Reginaldo, Matteini e Corradi, quest'ultimo giunto proprio l'ultimo giorno di mercato dal Manchester City. Tra le cessioni bisogna registrare le partenze di Ferronetti, Bolaño, Grella e Giuseppe Rossi, tornato al Manchester United dopo il prestito e ceduto dalla società inglese al Villarreal, nonostante i tentativi del presidente Tommaso Ghirardi di acquistare il talentino italo-americano a titolo definitivo.

All'avvio di stagione il Parma viene subito eliminato dalla Coppa Italia per mano della Juventus e in campionato, dovendo anche rinunciare all'attaccante croato Budan che si infortuna in allenamento a fine agosto e rientrerà solo a fine gennaio, un avvio con due sole vittorie mette a serio rischio la panchina di mister Di Carlo. Il Parma guadagna tre punti preziosi in casa con il Livorno e "salva" il suo allenatore, ma poi continua con un andamento altanenante. Tuttavia, due vittorie in casa ottenute contro Empoli e Reggina, con in mezzo la sconfitta di Napoli, consentono al Parma di chiudere l'anno in una zona centrale della classifica.

Alla ripartenza del campionato il Parma incassa due sconfitte contro la Fiorentina al Tardini e l'Inter a San Siro, quest'ultima fortemente condizionata dagli errori arbitrali di Gervasoni ai danni dei ducali. Intanto, la società mette a segno un bel colpo di mercato e si assicura l'ex bomber del Livorno Cristiano Lucarelli. La squadra però fatica e cominciano le prime contestazioni al mister, a cui però la società ribadisce la sua fiducia. I risultati però non migliorano e dopo una sconfitta interna con la Sampdoria Di Carlo viene sollevato dall'incarico: al suo posto l'ex interista Héctor Cúper. La prima partita della nuova gestione porta al Parma un buon pareggio a Livorno contro gli amaranto, e tre giorni dopo una sofferta ma meritata vittoria casalinga col Palermo, giunta nonostante buona parte di gara giocata in inferiorità numerica. Tuttavia, cronici cali di tensione e un forte nervosismo - che comporterà numerose espulsioni - continuano ad affliggere la squadra, che subisce altre rimonte e sprofonda al terzultimo posto in classifica, riuscendo a vincere solo con il Genoa in casa quando mancano appena due giornate alla fine. Nella penultima giornata il Parma viene duramente sconfitto a Firenze, e Cuper viene sostituito dal tecnico della Primavera Andrea Manzo. Il 18 maggio 2008, all'ultima giornata, il Parma perde per 2-0 al Tardini contro l'Inter (che si laurea così campione d'Italia) e per la prima volta nella sua storia retrocede in serie B, 18 anni dopo la storica promozione.

2008-2009: la promozione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo tante stagioni in Serie A, il Parma si trova a dover ripartire dalla serie cadetta dopo un'assenza di 19 anni. L'obiettivo dichiarato è l'immediata risalita nella massima serie, cercando se possibile di emulare il Chievo della stagione precedente (retrocesso e poi subito promosso). Per riuscirvi viene presto ingaggiato un allenatore esperto e affidabile come Gigi Cagni, e vengono ceduti i giocatori con più mercato per ricavare denaro fresco da investire (Gasbarroni al Genoa, Budan al Palermo, Cigarini all'Atalanta e Dessena alla Sampdoria ambedue in comproprietà); in entrata, tornano Kutuzov dal Pisa e Matteini dal Vicenza, mentre arriva un nutrito numero di giocatori dal Genoa (León, A. Lucarelli e Pegolo), assieme a Budel dall'Empoli, e per finire giovani di belle speranze come Paloschi dal Milan ed il danese Troest dal Midtjylland.

All'inizio del campionato, tuttavia, la squadra mostra gravi limiti difensivi e - in trasferta - caratteriali, ottenendo cinque punti in altrettante partite e scatenando la rabbia dei tifosi, i quali nel dopopartita di Parma-Frosinone hanno un duro confronto con il capitano Cristiano Lucarelli e l'allenatore Gigi Cagni. La giornata successiva vede il primo colpo di scena in casa crociata: dopo uno scialbo pareggio a Brescia la società decide di esonerare il tecnico Cagni e assume Francesco Guidolin, chiamato a risollevare una classifica deficitaria. Nonostante il nuovo mister esordisca con due pareggi non troppo brillanti, la squadra sembra risollevarsi e nella seconda metà di ottobre infila una serie di tre vittorie consecutive, prima di un nuovo pareggio sul campo del Piacenza. I crociati ottengono così una lunga serie di risultati utili consecutivi che li portano nei piani alti della classifica, prima di arrendersi in trasferta al Pisa a metà dicembre; l'anno solare 2008 si chiude con la sofferta vittoria casalinga contro il Cittadella che proietta il Parma al primo posto, condiviso assieme ad altre 4 formazioni. Nel mercato invernale la rosa viene equilibrata con gli innesti di Vantaggiato e Lunardini presi dal Rimini, D'Agostino e Manzoni dall'Atalanta e di Ginestra dalla Ternana e le cessioni di Kutuzov al Bari, Matteini e Paponi al Rimini, e Parravicini all'Atalanta.

All'avvio di campionato il Parma però stenta, e ad Ancona a inizio febbraio subisce una dura sconfitta che induce il presidente Ghirardi a mandare la squadra in ritiro; da allora comincia un periodo positivo per i crociati che riprendono a veleggiare verso i primi posti in graduatoria, nonostante le prestazioni non siano sempre convincenti, soprattutto quelle interne dove la squadra mostra di soffrire le formazioni più chiuse in difesa. Nel turno infrasettimanale del 17 marzo i ducali raggiungono per la prima volta il secondo posto in solitaria dopo un contestatissimo 1 a 0 ai danni del Mantova, secondo posto che consolidano nelle giornate successive grazie a importanti risultati esterni (vittorie a Trieste e Bari e pareggio a Livorno). A tre giornate dal termine i crociati hanno nove punti di vantaggio sul Livorno terzo, e basta loro un punto sul campo del Cittadella per ottenere la promozione matematica; la partita finisce 2 a 2, e il Parma dopo solo un anno in cadetteria ritorna nella massima serie. Si vuole festeggiare la promozione in casa il sabato successivo col Vicenza, ma la festa sul campo (sul 4-0 per i crociati) è tristemente interrotta dalla morte di un tifoso della squadra ospite, Eugenio Bortolon, deceduto dopo una caduta dagli spalti dello stadio. Il Parma prova a lottare sino all'ultimo per il primo posto ma complice un pareggio a Modena all'ultima giornata contro il Sassuolo non vi riesce.

La stagione si chiude con una lunga serie di record per i gialloblù: minor numero di sconfitte (4), miglior attacco assieme al Bari (65 gol fatti), miglior difesa (34 gol subiti), maggior numero di partite consecutive imbattuti (18) ed unica squadra di serie B a mantenere il proprio campo imbattuto. L'annata degli emiliani va come tutto l'ambiente si aspettava, e il tentativo di emulare il Chievo della stagione precedente è riuscito. È di nuovo serie A.

2009-2010: il ritorno in Serie A[modifica | modifica wikitesto]

Il Parma ritorna nella massima serie con una campagna acquisti che rivoluziona la rosa: tra gli arrivi figurano Christian Panucci, Valeri Bojinov, Davide Lanzafame, Daniele Galloppa, Cristian Zaccardo e Jonathan Biabiany. La squadra crociata è una delle più giovani di tutto il campionato: il tridente della prima giornata raggiunge complessivamente i 60 anni.

Dopo una cocente sconfitta interna in Coppa Italia per mano del Novara, il campionato inizia con un pareggio sul campo dell'Udinese e una vittoria in casa con il Catania. Al termine della decima giornata di campionato, dopo il successo interno contro il Bari, il Parma si ritrova quarto: la squadra crociata rimane nei piani alti della classifica per tutto il resto del 2009, terminando l'anno solare proprio al quarto posto, nonostante la sconfitta con la Roma nell'ultima gara. All'inizio del 2010 i gialloblu guadagnano solo due punti in otto partite, scendendo fino al dodicesimo posto dopo la sconfitta interna con la Lazio. Il momento buio termina con la rescissione consensuale del contratto di Christian Panucci e col ritorno alla vittoria nella successiva partita interna contro la Sampdoria. Da lì in poi la squadra ottenne otto risultati utili consecutivi, degne di nota la partita vinta all'ultimo minuto in casa contro il Milan e la vittoria in trasferta con il Napoli. Le successive 3 sconfitte consecutive contro Genoa, Bologna e Roma spengono le ultime speranze di un posto in Europa, ma nella penultima di campionato i crociati ottengono un risultato di prestigio vincendo all'Olimpico di Torino contro la Juventus, mentre nell'ultima giornata il malcapitato Livorno viene travolto con un poker, il quale ultimo gol è di Hernan Crespo, che riesce quindi a segnare il suo primo e tanto atteso gol del ritorno, consegnando al Parma l'ottavo posto e l'accesso agli ottavi di Coppa Italia.

2010-2011: da Marino a Colomba[modifica | modifica wikitesto]

Alla vigilia della stagione, c'era grande attesa fra i tifosi per vedere all'opera la squadra di Pasquale Marino, allenatore che fonda il proprio schema su un tridente offensivo che ben aveva impressionato in quel di Catania e Udine. Arrivano dalla Juventus i giovani Antonio Candreva e Sebastian Giovinco, e dal Boca Juniors il promettente difensore Gabriel Paletta. Ma l'avvio è stentato: nelle prime dieci giornate, l'unica vittoria è quella all'esordio contro il Brescia, e il gioco votato all'attacco del tecnico siciliano sembra non appartenere ai giocatori disponibili in rosa. Arrivano nel mercato di gennaio, dalla Juve l'italo-brasiliano Amauri in cerca di riscatto, dalla Fiorentina Massimo Gobbi e dal Genoa Francesco Modesto e Raffaele Palladino. Dopo la vittoria ottenuta a Torino contro la Juventus per 4-1, l'esonero dell'allenatore arriva con la sconfitta interna contro il Bari (virtualmente già retrocesso). È Franco Colomba il sostituto, che già dalle prime apparizioni sembra portare maggiore equilibrio e motivazioni alla squadra. I risultati arrivano presto: vittoria (2-0) sull'Inter, ripetuta a Udine, 3-1 al Palermo. Il Parma arriva alla salvezza con il pareggio contro il Bologna, chiudendo il campionato con la vittoria contro la Juventus all'undicesimo posto insieme a ChievoVerona e Catania.

2011-2012: l'arrivo di Donadoni[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato impostato dall'AD Pietro Leonardi e dal DT Antonello Preiti va in questa direzione. Viene esercitato il diritto di riscatto sulla metà del cartellino di Sebastian Giovinco a 3 milioni, vengono acquistati a parametro zero Graziano Pellè e Fabio Borini. La società ducale si assicura le prestazioni del difensore Fabiano Santacroce e del centrocampista Manuele Blasi dal Napoli in un'operazione che porta Blerim Dzemaili in Campania e 9 milioni di € nelle casse ducali. Con un analogo scambio Valeri Bojinov viene ceduto allo Sporting Lisbona in cambio di Valdes più 3,5 milioni. In Emilia arriva anche Jonathan Biabiany dalla retrocessa Sampdoria: per il francese è un ritorno. Inoltre vengono acquistate le giovani promesse Gianluca Musacci, Raffaele Schiavi e Fabio Nunes. Per sistemare l'attacco arriva dalla Lazio Sergio Floccari in prestito oneroso con diritto di riscatto esercitabile nella stagione successiva a 5 milioni. Fabio Borini, preso a parametro zero, viene ceduto alla Roma in prestito oneroso a 1,25 milioni con diritto di riscatto fissato a 7 milioni. La stagione inizia in ritardo a causa del rinvio della prima giornata. Il Parma inaugura il nuovo Juventus Stadium l'11 settembre: vince la Juventus 4-1. La prima vittoria della stagione arriva col Chievo alla terza giornata: 2:1. Il Parma vive una prima parte di campionato con risultati altalenanti: dopo 12 giornate ottiene cinque vittorie e sette sconfitte. Segue un periodo molto negativo per la formazione di Franco Colomba con una serie di pareggi con Palermo, Cagliari, Lecce, Catania ed una rocambolesca sconfitta per 5-0 a San Siro contro l'Inter. Franco Colomba viene esonerato e sostituito da Roberto Donadoni. Nella sessione invernale di calciomercato vengono ceduti Matteo Rubin, Manuele Blasi, Abderazzak Jadid e Graziano Pellè rispettivamente a Bologna, Lecce, Grosseto e Sampdoria. Arrivano in Emilia dall'Inter il terzino Jonathan Cícero Moreira e il centrocampista McDonald Mariga, i due si riveleranno due acquisti azzeccatissimi. Per sostituire Graziano Pellè arriva Stefano Okaka dalla Roma. Da sottolineare è anche il sentito saluto ad Hernán Crespo, idolo della tifoseria, attaccante più prolifico del Parma in Serie A con 72 gol con la maglia ducale, ormai fuori dai titolari.

Roberto Donadoni, tecnico del Parma dal 2012 al 2015. Sotto la sua guida, il club ha realizzato una serie-record di 7 vittorie consecutive in Serie A nel 2012, e un'altrettanto striscia-record di 17 risultati utili nel campionato 2013-2014.

Il nuovo corso di Donadoni inizia benissimo con una convincente vittoria per 3:1 sul Siena a cui seguono quattro pareggi e una vittoria esterna a Verona col Chievo. L'imbattibilità finisce con la sconfitta 1:0 a Roma contro i giallorossi di Luis Enrique. Seguono una vittoria contro la Lazio, tre pareggi e tre sconfitte. Il 7 aprile il Parma viene sconfitto dall'Udinese 3:1. Questa sarà l'ultima sconfitta del Parma che è ancora invischiato nella lotta per non retrocedere. Dopo la partita con l'Udinese il Parma inanella una serie di sette vittorie consecutive contro Novara, Cagliari, Palermo, Lecce, Inter, Siena e Bologna. Si tratta di un record per il Parma che mai aveva ottenuto sette vittorie consecutive. Il Parma termina con l'ottavo posto in classifica a 56 punti come la Roma, a due punti dall'Europa.

2012-2013: decimo posto[modifica | modifica wikitesto]

La stagione incomincia sotto il segno delle sette vittorie consecutive della precedente. La formazione emiliana perde Sebastian Giovinco che passa alla Juventus per 11 milioni di euro e il cartellino di Raman Chibsah, centrocampista girato poi al Sassuolo. Nonostante ciò il Parma chiude numerose trattative in entrata, soprattutto in attacco, rivoluzionato con gli arrivi di Dorlan Pabon, Ishak Belfodil, Sotiris Ninis, reduce da Euro 2012 con la nazionale greca e Amauri. Il precampionato è diviso in due fasi: pre-ritiro a Olbia e ritiro vero e proprio a Levico Terme in Trentino. La prima amichevole al Tardini termina 2-0 per il Parma, contro la Real Sociedad, con reti di Alessandro Lucarelli e Stefano Morrone.

Il campionato inizia il 25 agosto allo Juventus Stadium, con un 2-0 in favore della Juventus. Al suo esordio in casa, al Tardini contro il Chievo, arriva la prima vittoria stagionale 2-0 con le reti di Belfodil e Rosi. Seguono poi una sconfitta contro il Napoli (3-1) e 3 pareggi consecutivi contro Fiorentina (1-1), Genoa (1-1) e Milan (1-1). Dopo la sconfitta in trasferta contro il Catania per 2-0, arrivano tre vittorie consecutive contro Sampdoria (2-1), Torino (1-3) e Roma (3-2), risultati che fanno salire il Parma in zona Europa League al 6º posto con 14 punti a pari punti con la Roma.

Dopo questo brillante periodo, il Parma sembra ritornare sui ritmi di inizio stagione vincendo in casa contro l'Inter per 1-0 grazie a un gol di Nicola Sansone ma perdendo contro Pescara (2-0), Atalanta e Lazio, queste ultime due partite sono terminate entrambe terminate 2-1. Gli emiliani pareggiano, poi, con Udinese 2-2 ( Raffaele Palladino, pareggiando allo scadere la gara contro i friulani, ha segnato la rete numero 1000 del Parma in Serie A ) e Siena 0-0; mentre in Coppa Italia, unica competizione dopo il campionato che disputa la squadra di Donadoni, il Parma viene subito eliminato agli ottavi di finale dal Catania ai calci di rigore dopo aver pareggiato per 1-1 nei tempi regolamentari. Per quanto riguarda il campionato, gli emiliani riescono a chiudere il girone d'andata con tre vittorie consecutive sconfiggendo in modo netto il Cagliari per 4-1 dopo essere passati in svantaggio nel primo tempo, vincendo il derby emiliano contro il Bologna (espugnando il Dall'Ara di Bologna per 2-1, il Parma ottiene la vittoria numero 300 in Serie A ) e battendo Palermo (2-1) grazie a un gol di Amauri allo scadere. Il Parma termina così il girone d'andata all'ottavo posto con 29 punti, ad appena una lunghezza dal Milan, settimo in classifica.

Nella sessione invernale di mercato il Parma cede Cristian Zaccardo al Milan in cambio di Djamel Mesbah e Rodney Strasser. Quest'ultimo sostituirà Afriyie Acquah acquistato dal Hoffenheim per 2,5 milioni di euro. Completano la squadra gli arrivi in prestito di Andrea Coda e McDonald Mariga rispettivamente da Udinese ed Inter. Dorlan Pabon, che non ha trovato la sua giusta dimensione in Serie A, viene ceduto per 4,8 milioni di dollari al Monterrey, squadra dove militerà a partire dal luglio 2013 dopo l'esperienza in prestito secco fino a giugno al Betis Siviglia.

Dopo aver aperto il girone di ritorno con un pareggio contro la Juventus per 1-1, pareggio raggiunto nel finale grazie a un gol di Nicola Sansone dopo essere passati in svantaggio, arriva il periodo forse più nero della stagione della squadra di Donadoni, con gli emiliani che dopo la vittoria contro il Palermo restano a secco di vittorie per 8 giornate consecutive,perdendo contro Napoli (1-2), Fiorentina (2-0), Milan (2-1), Catania (1-2) e Sampdoria (1-0) e riuscendo a strappare un punto contro Chievo (1-1) e Genoa (0-0). I crociati ritornano alla vittoria alla 28ª di campionato contro il Torino, vincendo 4-1 (tripletta di Amauri e gol si Sansone. È la prima tripletta in carriera per il giocatore italo-brasiliano). Seguono poi un pareggio col Siena (0-0), una vittoria interna col Pescara (3-0), due sconfitte contro Udinese (0-3) e Inter (0-1), due vittorie contro Atalanta (2-0) e Cagliari (1-0) e una sconfitta interna nel derby contro il Bologna (0-2). I crociati terminano la loro stagione con un 3-1 esterno ai danni del Palermo, piazzandosi così al 10º posto.

2013-2014: mancata licenza UEFA[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un brillante campionato terminato al sesto posto con qualificazione in Europa League, la squadra non può partecipare al torneo europeo 2014-15 per il mancato ottenimento della licenza UEFA a causa del ritardo nel pagamento dei stipendi e degli oneri tributari.

Il fallimento[modifica | modifica wikitesto]

La squadra in piena crisi sia sportiva che societaria termina il campionato all'ultimo posto dopo una travagliatissima stagione segnata da due cambi di proprietà che non riescono a ripianarne il passivo. Il 19 marzo 2015 il Tribunale di Parma decreta il fallimento del Parma FC, affidato con l'esercizio provvisorio ai curatori fallimentari fino al 22 giugno 2015, quando la mancanza di offerte per acquistarlo ne causa l'interruzione, con susseguente radiazione del club dai campionati nazionali.

La ripartenza dalla Serie D e due promozioni consecutive[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 luglio 2015 la F.I.G.C. affilia la nuova Società Sportiva Dilettantistica Parma Calcio 1913 che mantiene il titolo sportivo della vecchia società fallita e l'ammette in sovrannumero alla Serie D, dopo aver giocato 24 degli ultimi 25 campionati di Serie A. Il campionato di Serie D 2015-2016 viene giocato nel girone C che chiude in prima posizione con 28 vittorie, 10 pareggi e nessuna sconfitta e tornando subito tra i professionisti.

Il primo campionato di terza serie dopo 30 anni il Parma lo termina al secondo posto del girone B dietro al Venezia nonostante la squadra abbia passato un momento di difficoltà tra il 2016 e il 2017. Va quindi ai play-off che riesce a vincere dopo aver sconfitto in finale l'Alessandria ottenendo così la seconda promozione consecutiva e tornando in Serie B a 8 anni dall'ultima volta e a 2 dalla retrocessione dalla Serie A e dal fallimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Baggio 2, un dispetto alla Juve, Corriere della Sera, 4 maggio 1995, p. 43. URL consultato il 27 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  2. ^ Andrea Schianchi, Il Parma rilegge il suo campionato, da Udine a Torino tra incubi e sogni, in La Gazzetta dello Sport, 20 maggio 1997.
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