Pontificale (arma)

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Pontificale
Stocco pontificio
Pope giving a Blessed Sword to a Doge of Venice.JPG
Il papa consegna una spada benedetta al doge di Venezia in un'opera di Francesco Bassano del 1592
Tipo Spada
Origine Stato Pontificio Stato Pontificio
Produzione
Entrata in servizio XIV secolo
Ritiro dal servizio XIX secolo
Descrizione
Lunghezza ca. 150 cm
lama ca. 100 cm
Tipo di lama Dritta, priva di affilatura, sontuosamente decorata in oro e riportante il nome del pontefice che commissionò l'arma e la data del Natale in cui venne benedetta
Tipo di manico a due mani, con pomo a pera rovesciata e con i bracci dell'elso arcuati verso l'alto, arricciolati vistosamente all'estremità
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Il Pontificale o stocco pontificio era la spada con cui il Papa omaggiava i condottieri distintisi nel servizio della Santa Sede o nella difesa della Cristianità. L'arma, originariamente una spada di tipologia non ben precisata, divenne ufficialmente uno stocco tra XIV e XV secolo. Gli ultimi stocchi pontifici datano al XIX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'uso, da parte del Papa, di omaggiare i suoi condottieri con una spada sontuosamente decorata è attestato sin dal XII secolo[1] e decadde solo nella seconda metà del XIX secolo[2], unitamente alla fine del potere temporale dei papi. Gli ultimi dati certi riportano il dono dello stocco al Duca di Angoulême, Luigi Antonio di Borbone-Francia (1775-1844), ma ci furono quasi certamente anche casi successivi[3].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione di uno stocco come spada donata dal pontefice risale al 1386 quando, a Lucca, Papa Urbano VI ne fece dono al condottiero Fortiguerra Fortiguerri[4]. Unitamente alla spada, Fortiguerri ricevette anche un "berrettone" sontuosamente ricamato, ornato di perle e del simbolo della colomba pontificia. Da quel momento in avanti, il dono dello spada, ormai "stocco pontificio", venne sempre abbinato al dono del "berrettone".

Non è ad oggi ben chiaro quali motivi, se effettivamente ve ne furono, spinsero la curia pontificia a scegliere lo stocco come archetipo della spada cerimoniale con la quale omaggiare i "favoriti" del Papa. Analizzando altro materiale museale, è riscontrabile un generalizzato ricorso al modello "stocco" nelle spade di rappresentanza donate dai potentati europei: è, per esempio, uno stocco la spada cerimoniale donata da Mattia Corvino d'Ungheria al rettore della Repubblica di Ragusa nel 1466 (oggi conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna).

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione e la distribuzione degli stocchi pontifici fu particolarmente prolifica nel corso del Rinascimento: Papa Giulio II arrivò a fare dono dello stocco e del "berrettone" alla Confederazione Svizzera, alleata della Santa Sede contro il Regno di Francia.

La Riforma protestante e le successive Guerre di religione che infiammarono l'Europa tra XVI e XVII secolo provocarono l'attribuzione e distribuzione di parecchi stocchi pontifici. Gli Asburgo, "campioni della cristianità", ammassarono un gran quantitativo di stocchi pontifici:

Del pari, anche la costante lotta tra le potenze cattoliche orientali e le armate dell'Impero ottomano (v. Guerra ottomano-asburgica e Guerre polacco-ottomane), oltre a mantenere acceso il fuoco "romantico" della crociata, provocò la realizzazione e l'assegnazione di diversi stocchi pontifici:

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione dell'arma e la prassi che ne accompagnava l'attribuzione e la consegna sono state efficacemente riassunte dallo storico Pinti:

« Sul fornimento e sul fodero aveva incise le armi della Chiesa e del Papa, e di questi, sulla lama, erano riportati il nome e l’anno di pontificato nel quale cadeva il Natale, giacché lo stocco veniva benedetto proprio la notte o il mattino di Natale. Dopo la benedizione, lo stocco veniva consegnato direttamente al destinatario, se si trovava a Roma, o gli veniva portato da un apposito incaricato. Poteva accadere che in un anno non si trovasse nessuna personalità politica degna di tale riconoscimento e, pertanto, lo stocco veniva messo da parte, pur già pronto e personalizzato con il nome del papa e la data. Si conoscono casi in cui uno stocco, non attribuito, fu poi consegnato dal papa successivo, creando un po’ di confusione, visto che data e nominativo del pontefice non corrispondevano all’epoca dell’effettuazione del dono stesso. »
(Paolo Pinti (2001) Lo stocco pontificio : immagini e storia di un'arma, p. 4)
« ... la forma più usuale e più conosciuta - che caratterizza proprio la tipologia dello stocco pontificale - è senz’altro quella con il pomo a pera rovesciata e con i bracci dell’elso arcuati verso l’alto e, quindi, arricciolati vistosamente all’estremità. »
(Paolo Pinti (2001) Lo stocco pontificio : immagini e storia di un'arma, p. 6)

I pontificali erano solitamente commissionati a maestri spadai del Lazio o della Toscana. In alcuni casi, si ricorse ad artigiani stranieri: lo stocco donato a Enrico IV di Castiglia nel 1485 era opera di tale Antonio Perez de las Cellas.

Trattandosi di armi di rappresentanza, questi stocchi erano incredibilmente costosi. Il Pontificale donato nel 1492 da Papa Innocenzo VIII al langravio Guglielmo d'Assia, arma a due mani lunga 138 cm, venne pagata 168 ducati d'oro allo spadaio Geronimo da Sutri[6].

Fortune artistiche[modifica | modifica wikitesto]

La grande importanza attribuità dalle personalità politico-militare del Rinascimento e della prima Età Moderna al ricevimento dello stocco pontificio fece sì che i condottieri ed i principi omaggiati di quest'arma commissionassero tele raffiguranti quest'importante momento.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Daru, Pierre Antoine Noël Bruno (1837), Storie della Repubblica di Venezia, Mendrisio, p. 159 : Papa Alessandro III avrebbe fatto omaggio di una spada d'oro al doge della Repubblica di Venezia Sebastiano Ziani nel 1177
  2. ^ Vita, Carlo : de (1983), Dizionari Terminologici, armi bianche dal medioevo all'etá moderna, Firenze, p. 17: l'ultimo, non consegnato, è della metà del sec. XIX
  3. ^ Pinti, Paolo (2001), Lo stocco pontificio : immagini e storia di un'arma, in Saggi di opologia del Circolo culturale armigeri del Piave, n. 12, p. 3.
  4. ^ Sighinolfi, L. (1925), Lo stocco benedetto di Lodovico Bentivoglio, in Il comune di Bologna, p. 9 : L'uso di benedire lo stocco fu introdotto da Urbano VI nel 1386, poco dopo il ritorno dei papi dall'esilio francese ed ogni anno se ne rinnova la rituale benedizione, e quando non sia donato, si conserva nella Sacristia pontificia ; Pinti, Op. Cit., p. 3.
  5. ^ Relazione di quello, che si è praticato in occasione di avere la Santità di nostro signore pp. Benedetto XIV, mandato lo Stocco ed il Pileo benedetti a Sua Altezza Eminentissima il gran maestro fra d. Emmanuele Pinto, felicemente regnante, Roma, ed. Antonio de' Rossi, 1747.
  6. ^ Pinti, Op. Cit., p. 26.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Bosi (1855), Lo stocco benedetto, dono per principi dato dal Pontefice Niccolò V al conte Lodovico Bentivoglio di Bologna, in Archivio Patrio Felsineo, Bologna, v. II.
  • Daru, Pierre Antoine Noël Bruno (1837), Storie della Repubblica di Venezia, Mendrisio.
  • Müntz, L. (1889), Les Epées d'honneur distribuées par les papes pendant les XIV, XV et XVI siècles, in Revue de l'Art Chrétien.
  • Relazione di quello, che si è praticato in occasione di avere la Santità di nostro signore pp. Benedetto XIV, mandato lo Stocco ed il Pileo benedetti a Sua Altezza Eminentissima il gran maestro fra d. Emmanuele Pinto, felicemente regnante, Roma, ed. Antonio de' Rossi, 1747.

Studi[modifica | modifica wikitesto]

  • Boccia, L.G. [a cura di] (1991), L'armeria del Museo Civico Medievale di Bologna, Busto Arsizio.
  • Pinti, Paolo (2001), Lo stocco pontificio : immagini e storia di un'arma, in Saggi di opologia del Circolo culturale armigeri del Piave, n. 12 PDF.
  • Sighinolfi, L. (1925), Lo stocco benedetto di Lodovico Bentivoglio, in Il comune di Bologna.
  • Vita, Carlo : de (1983), Dizionari Terminologici, armi bianche dal medioevo all'etá moderna, Firenze.

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