Stimolazione magnetica transcranica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Campo elettromagnetico indotto dalla stimolazione magnetica transcranica

La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una tecnica non invasiva di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale. Mediante questa tecnica, è possibile studiare il funzionamento dei circuiti e delle connessioni neuronali all'interno del cervello, provocando uno squilibrio piuttosto ridotto e transitorio. È possibile adottare anche questa tecnica in modo ripetuto, ciclicamente, per trattare disturbi psichiatrici e neurologici quali la depressione, le allucinazioni, la malattia di Parkinson etc.; gli studi su questi presunti effetti terapeutici sono stati tuttavia condotti, finora, solo su scala ridotta ed hanno dato risultati contrastanti. Infatti, l'utilizzo della TMS è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per essere utilizzata nell'emicrania[1] e l'utilizzo della TMS ripetuta (rTMS) è stato approvato nel trattamento della depressione resistente ad altri trattamenti.[2]

Principi della Stimolazione Magnetica[modifica | modifica wikitesto]

La stimolazione magnetica si basa sul principio fondamentale dell'induzione elettromagnetica o Legge di Faraday: una corrente elettrica (variabile) in uno stimolatore produce un campo magnetico variabile nel tempo che induce un flusso di corrente nei conduttori vicini, inclusi i tessuti umani. Il campo elettrico E prodotto è dato dal rapporto tra la variazione del campo magnetico nel tempo t.

Il segno meno della Legge di Faraday specifica la direzione della forza elettromotrice risultante dall'induzione elettromagnetica (Legge di Lenz), ossia la forza elettromotrice indotta si oppone alla forza che l'ha generata. La forza elettromotrice indotta è direttamente proporzionale all'induttanza della bobina e al rapporto tra la l'intensità di corrente circolante nella bobina e il tempo :

L'energia magnetica immagazzinata è data dall'induttanza della bobina e dalla quantità di corrente che circola in essa, ed è uguale al lavoro compiuto dal generatore di forza elettromotrice del circuito (chiuso) per portare la corrente al suo valore di regime:

L'energia induttiva della bobina è uguale alla potenza rilasciata ad ogni impulso dallo stimolatore, questa energia è cruciale per stimolare i tessuti ed è generata da un condensatore che accumula energia secondo la legge:

I capacitori per la stimolazione magnetica sono caricati a migliaia di volt. Il circuito essenziale su cui si basa la stimolazione magnetica è costituito da un condensatore, un interruttore e un induttore (bobina).

Campi di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Diagnostica[modifica | modifica wikitesto]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

La rTMS può essere anche utilizzata come strumento per il trattamento di diverse patologie o disturbi, quali la depressione. Verso la metà degli anni novanta è stato riscontrato, in modo del tutto accidentale, come pazienti affetti da patologia neurologica che erano sottoposti a TMS ripetitiva (rTMS) a fini diagnostici, e che presentavano associato un disturbo del tono dell'umore, potessero presentare un miglioramento del quadro depressivo. Queste osservazioni hanno dato l'avvio all'utilizzo della rTMS come trattamento terapeutico in ambito neuropsichiatrico. Infatti, la TMS, se utilizzata in modo ripetitivo ad alte o basse frequenze, secondo recenti evidenze, può indurre e modulare i fenomeni di riorganizzazione neuronale, ed è in grado di facilitare o inibire in modo relativamente selettivo circuiti neuronali responsabili di una determinata funzione o di un determinato sintomo. Negli ultimi anni sono uscite diverse pubblicazioni che costituiscono le linee guida per l'uso terapeutico della rTMS. I dati riportati si basano su evidenze sperimentali, per diverse patologie quali: il dolore, i disturbi del movimento, l'ictus, sclerosi laterale amiotrofica, sclerosi multipla, epilessia, tinnito, la depressione, disturbi d'ansia, disturbi ossessivo compulsivi, la schizofrenia e le dipendenze [3]. Sono state pubblicate anche le linee guida per il suo utilizzo, sia per l'applicazione clinica che di ricerca in ambito delle neuroscienze[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ FDA 13 December 2013 FDA letter to eNeura re de novo classification review
  2. ^ MN Melkerson, Special Premarket 510(k) Notification for NeuroStar® TMS Therapy System for Major Depressive Disorder (PDF), Food and Drug Administration, 16 dicembre 2008. URL consultato il 16 luglio 2010.
  3. ^ Jean-Pascal Lefaucheur, Nathalie André-Obadia e Andrea Antal, Evidence-based guidelines on the therapeutic use of repetitive transcranial magnetic stimulation (rTMS), in Clinical Neurophysiology: Official Journal of the International Federation of Clinical Neurophysiology, vol. 125, nº 11, 1° novembre 2014, pp. 2150–2206, DOI:10.1016/j.clinph.2014.05.021. URL consultato il 1° gennaio 2017.
  4. ^ P. M. Rossini, D. Burke e R. Chen, Non-invasive electrical and magnetic stimulation of the brain, spinal cord, roots and peripheral nerves: Basic principles and procedures for routine clinical and research application. An updated report from an I.F.C.N. Committee, in Clinical Neurophysiology, vol. 126, nº 6, 1° giugno 2015, pp. 1071–1107, DOI:10.1016/j.clinph.2015.02.001. URL consultato il 1° gennaio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]