Stevie Ray Vaughan

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Stevie Ray Vaughan
Stevie Ray Vaughan alla chitarra
Stevie Ray Vaughan alla chitarra
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Blues rock[1]
Electric blues[1]
Texas blues[1]
Rock and roll
Periodo di attività 1971 – 1990
Strumento Chitarra elettrica
Canto
Gruppi Stevie Ray Vaughan and Double Trouble
Album pubblicati 19
Studio 7
Live 4
Raccolte 8
Gruppi e artisti correlati Double Trouble
David Bowie
Albert King
Jimmie Vaughan
Dr. John
Roomful of Blues
Angela Strehli
Johnny Copeland
The Fabulous Thunderbirds
Marc Benno and The Nightcrawlers

Stephen "Stevie" Ray Vaughan (Dallas, 3 ottobre 1954East Troy, 27 agosto 1990) è stato un chitarrista, cantante e compositore statunitense.

È stato uno dei più grandi esponenti della chitarra blues statunitense. Benché durante la sua breve vita abbia pubblicato solo quattro album in studio e uno live, è noto come uno dei musicisti più dotati e influenti del suo genere. Nel 2011, la rivista Rolling Stone lo mette al 12º posto nella Lista dei 100 migliori chitarristi[2] e Classic Rock Magazine lo mette al 3º posto nella lista dei 100 Wildest Guitar Heroes nel 2007.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Dallas da Jim e Martha Vaughan, ma si trasferisce in giovane età ad Austin, Texas. Inizia sin da piccolo a suonare la chitarra, seguendo le orme del fratello maggiore Jimmie (anche lui rinomato musicista, futuro chitarrista dei Fabulous Thunderbids).

A diciassette anni abbandona la scuola per dedicarsi completamente alla musica.

Vaughan è un musicista totalmente autodidatta, senza alcuna conoscenza della teoria musicale: suona, canta e compone "ad orecchio". In un'intervista del 1983 racconta come si trovasse spesso a esercitarsi automaticamente guardando alla televisione trasmissioni sportive.[3]

Dagli esordi al Festival di Montreux del 1981[modifica | modifica sorgente]

Il primo gruppo di cui fa parte sono i Cast of Thousands, nel 1971. Nel 1973 passa ai Nightcrawlers, con i quali incide un demo. Dal 1975 fa parte dei Paul Ray & the Cobras con i quali registra l'album Texas Clover, particolarmente ricercato tra i collezionisti.[3]

Dopo lo scioglimento dei Cobras nel 1977 forma i Triple Threat Revue, assieme alla cantante Lou Ann Barton. Dopo i primi successi nei locali dell'area di Austin, il gruppo cambia nome in Double Trouble (ispirandosi all'omonima canzone di Otis Rush) e Stevie Ray Vaughan ne diventa il leader. Oltre a lui, il gruppo comprende il batterista Chris Layton e il bassista Jackie Newhouse. Nel novembre del 1979 questa formazione incide un album che non verrà mai pubblicato ufficialmente. Il repertorio della band è di genere blues e rock and roll. Iniziano le prime apparizioni radiofoniche importanti, una delle quali, avvenuta il 1º aprile 1980, sarà pubblicata dopo la morte del chitarrista nell'album In the Beginning, del 1992.

La cantante Lou Ann Barton lascia la band nel 1980 e Tommy Shannon prende il posto di Jackie Newhouse nel 1981, entrando a far parte della formazione definitiva che accompagnerà Stevie Ray Vaughan verso la scalata al successo. Nel frattempo, il 20 dicembre 1979 Stevie Ray Vaughan convola a nozze con Lenora Bailey, soprannominata Lenny, al Rome Inn di Austin, TX.

Dal Festival di Montreux alla morte[modifica | modifica sorgente]

Il produttore Jerry Wexler si accorge di Vaughan su indicazione di Mick Jagger e nel luglio del 1982 lo porta assieme ai Double Trouble al Montreux Jazz Festival. L'esibizione, nonostante i copiosi fischi della platea poco abituata alle crude sonorità di un chitarrista d'estrazione blues, suscita l'interesse della star internazionale David Bowie, presente tra il pubblico, che decide di ingaggiarlo per la registrazione del disco Let's Dance e per il tour mondiale che segue l'album. Tuttavia a pochi giorni dall'inizio del tour, Vaughan, poco appagato dal suonare un genere di musica a lui poco congeniale, abbandona Bowie e torna in Texas dai Double Trouble.

Il 1983 è l'anno del debutto della band con il nome definitivo di Stevie Ray Vaughan & Double Trouble con l'album Texas Flood, inciso grazie al produttore John Hammond per la Columbia Records. Grazie anche all'aiuto di Jackson Browne, anch'egli presente all'esibizione di Montreux, che mette a disposizione gratuitamente i propri studi di registrazione,[4] l'album viene registrato in soli tre giorni. Alcuni dei brani pubblicati sono stati interamente registrati in presa diretta, senza alcuna minima aggiunta o modifica successiva.

Texas Flood ottiene presto consensi, sia di critica sia di pubblico, soprattutto grazie al singolo Pride and Joy, che entra nella classifica dei venti brani più venduti. È la svolta: improvvisamente i concerti per il gruppo si moltiplicano, divenendo centinaia all'anno.

Il successo viene confermato e accresciuto con l'album successivo: Couldn't Stand the Weather, del 1984, che comprende una delle più celebri esecuzioni di Stevie Ray Vaughan: la cover del brano Voodoo Child (Slight Return) di Jimi Hendrix. Il tour promozionale tocca questa volta anche la Danimarca, la Finlandia, la Norvegia, la Svezia, la Germania, l'Australia, la Nuova Zelanda e il Canada. L'ironico video musicale del brano Cold Shot viene trasmesso frequentemente anche in Italia.

Nel 1985 esce l'album Soul to Soul, che vede l'inserimento nel gruppo del tastierista Reese Wynans, considerato come il terzo Double Trouble (anche se non ne farà mai ufficialmente parte). I brani rivelano una connotazione più prettamente rock dei precedenti, distaccandosi dai suoni grezzi e dalle armonie blues dei lavori iniziali. L'album ha una grande risonanza internazionale.

Il 1985 è per Vaughan anche l'anno del ritorno al Festival di Montreux, questa volta nelle vesti di acclamata star internazionale. Lo show tenuto il 15 luglio è di grande intensità. È degna di nota la versione del brano Tin Pan Alley, suonata in coppia col bluesman Johnny Copeland. L'esibizione di Montreux, presente sull'album Blues Explosion, lo porta anche alla vittoria di un Grammy Award. Il tour promozionale dell'album Soul to Soul giunge in Svizzera, Francia, Olanda, Finlandia, Svezia, e Giappone. Il 14 luglio 1985 Stevie Ray Vaughan si esibisce per la prima volta anche in Italia, all'Umbria Jazz Festival di Perugia.

In questo periodo partecipa anche ad album di altri artisti quali Texas Twister di Johnny Copeland e Gravity di James Brown nel 1986, I'm in the Wrong Business di A.C. Reed nel 1987, Soulfull Dress di Marcia Ball nel 1984 e Strike Like Lightning del suo idolo giovanile Lonnie Mack nel 1985.

L'abuso di alcol e la droga intanto fanno crollare il fisico di Vaughan, che durante una tappa del tour in Germania, nell'ottobre del 1986, viene colto da un collasso. Il ricovero in ospedale e il successivo periodo di disintossicazione in un centro della Georgia lo tengono lontano dalle scene per quasi due mesi. Sul finire del 1986 esce Live Alive!, il primo album live dell'artista, che raccoglie alcune delle migliori esibizioni dell'estenuante tournée del periodo precedente, tra le quali alcuni inediti. Anche quest'album riscuote un buon successo. Nel 1987 divorzia dalla moglie Lenny, in seguito si fidanzerà con la modella Janna Lapidus, conosciuta in Nuova Zelanda.

Nel gennaio del 1987 inizia un interminabile tour americano che durerà fino al 1988, buona parte svolto assieme al chitarrista Jeff Beck, con una breve interruzione solo per il mese di ottobre 1987. Tra giugno e luglio 1988 il tour fa tappa in Europa. Stevie Ray Vaughan torna ancora ad esibirsi in Italia: il 4 luglio è a Milano al Palatrussardi, il 6 luglio suona all'Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro, il 7 luglio è di nuovo a Milano per lo Hiotfin Festival e infine è a Pistoia per il Pistoia Blues Festival l'8 luglio.

Il ritorno in studio nel 1989 coincide con l'uscita dell'album In Step, con il quale vince un Grammy Award nella categoria Best Contemporary Blues Record, grazie anche al record raggiunto di più di un milione di copie vendute. Pur rimanendo il blues una delle componenti più importanti del suo stile, il disco denota un'ulteriore flessione verso il rock melodico, distanziandosi sempre più dalle sonorità grezze di inizio carriera.

Nel 1990 Stevie collabora con suo fratello Jimmie Vaughan al disco di Bob Dylan Under the Red Sky, che uscirà postumo, e incide con Jimmie anche l'album Family Style, prodotto da Nile Rodgers, a sua volta pubblicato dopo la morte e poco acclamato da critica e pubblico. Nel gennaio dello stesso anno partecipa a MTV Unplugged, registrando in versione acustica con una chitarra a dodici corde i brani Rude Mood, Pride and Joy, Testify e Life Without You, che interrompe dopo pochi accordi incalzato dal pubblico che chiede a gran voce di ripetere Testify. Questa rappresenta una delle pochissime registrazioni conosciute in cui Stevie imbraccia una chitarra acustica.

Durante tutta la prima metà dell'anno effettua un intenso tour negli Stati Uniti con Joe Cocker. La notte del 27 agosto 1990, dopo aver partecipato a un grande concerto all'Alpine Valley Music Theater di Alpine Valley Resort, vicino a East Troy, nel Wisconsin, con Eric Clapton, Robert Cray, Buddy Guy e il fratello Jimmie, Stevie sale su un elicottero per tornare al suo albergo di Chicago. Come dichiarato in seguito dallo stesso Clapton, Vaughan, stanco per il concerto, chiede di prendere il posto di Clapton e partire per primo. Poco dopo il decollo però il velivolo si schianta contro una collina a causa della fitta nebbia e della poca esperienza del pilota in simili condizioni atmosferiche. Nell'impatto oltre allo stesso Stevie Ray Vaughan muoiono il pilota Jeff Brown e i membri dello staff di Eric Clapton Bobby Brooks, Nigel Browne e Colin Smythee. Nessuno si accorge dell'incidente fino alla mattina seguente, quando l'elicottero non giunge a destinazione.

Stevie Ray Vaughan viene sepolto il 31 agosto 1990 al Laurel Land Memorial Park di Dallas, accanto al padre, morto quattro anni prima nello stesso giorno del figlio.

Dopo la morte[modifica | modifica sorgente]

Il particolare modello Stevie Ray Vaughan della Stratocaster prodotto dalla Fender a partire dal 1992.

In seguito alla morte vengono pubblicati diversi album, tra i quali numerose raccolte e incisioni dal vivo e un solo album di brani di studio inediti, The Sky Is Crying nel 1990, un album degno del livello dei precedenti, celebre per la formidabile interpretazione strumentale di Little Wing di Jimi Hendrix e per la presenza dell'unico brano acustico registrato in studio e pubblicato ufficialmente, Life by the Drop.

Significativo anche l'album In Session, frutto della registrazione in studio di una jam session con Albert King, registrata nel 1983 e pubblicata nel 1999 dalla Stax Records, in cui viene evidenziata al meglio l'influenza del bluesman del Mississippi su Vaughan. Nel 1991 il governatore del Texas, Ann Richards, proclama il 3 ottobre, giorno di nascita dell'artista, come Stevie Ray Vaughan Day.

Nel 1992 la Fender inizia la produzione della Stevie Ray Vaughan Signature Stratocaster, progettata assieme a Stevie poco tempo prima della sua morte. La chitarra è la replica commerciale della chitarra preferita da Stevie, che lui chiamava affettuosamente Number One o First Wife (prima moglie). In realtà la chitarra prodotta in serie differisce in numerosi particolari dalla versione originale: oltre ai legni utilizzati per la tastiera e per i pickup progettati per l'occasione, i Texas Special, anche il battipenna, le meccaniche e altri particolari sono differenti.

Nel 1993 un gruppo di chitarristi di fama mondiale incide l'album tributo Hats Off to Stevie Ray, in cui vengono riproposti alcuni dei brani classici eseguiti da SRV come Pride and Joy, Texas Flood e Cold Shot. Tra i musicisti presenti ci sono Pat Travers, Steve Hunter, Jon Butcher e Kevin Russell. Nel 1994 una statua in memoria del chitarrista viene eretta allo Shores Auditorium presso il Lady Bird Lake di Austin.

Nel 1996 la Sony pubblica un album registrato dal vivo dedicato a Stevie Ray Vaughan, A Tribute to Stevie Ray Vaughan, che comprende interpretazioni di grandi musicisti internazionali tra i quali Bonnie Raitt, B.B. King, Buddy Guy ed Eric Clapton. Nello stesso anno esce Crossfire: A Salute to Stevie Ray, secondo album tributo da parte di soli chitarristi impegnati nella riproposta dei classici, tra cui Pride and Joy e Riviera Paradise. Tra i musicisti presenti ci sono Steve Morse, Steve Stevens, John Sykes e Walter Trout.

Nel 2000 la Columbia Records pubblica l'intera discografia di Stevie Ray Vaughan inserendo per ogni album da due a quattro tracce bonus scelte tra incisioni dal vivo, brani inediti ed esecuzioni rare. Sempre nel 2000 esce l'album Pickin' on Stevie Ray Vaughan con la rivisitazione di dodici classici di Stevie Ray Vaughan in chiave bluegrass.

Nel 2004 viene prodotta in soli 100 esemplari una riproduzione fedelissima della Number One di Vaughan. A tale replica, fedele in ogni dettaglio, compresi i graffi sulla vernice, viene dato il nome di Stevie Ray Vaughan Tribute Model Number One Stratocaster Guitar. Ogni esemplare è numerato ed ha grande valore collezionistico. Nel 2007 la Fender produce in serie limitata la replica precisa della chitarra da lui battezzata Lenny in onore della moglie.

Lo stile[modifica | modifica sorgente]

Il caratteristico stile di Stevie Ray Vaughan è spesso paragonato a quello di Jimi Hendrix, dal quale Vaughan ha, per sua stessa ammissione, tratto grande ispirazione, come dimostrato dalle numerose canzoni di Hendrix riproposte dall'artista. Altre influenze molto evidenti derivano dai bluesman Albert King, Freddie King, Chuck Berry, Buddy Guy e B.B. King, oltre a Kenny Burrell per i brani dalle atmosfere jazz.

Lo stile di Vaughan è scandito da fraseggi veloci e movimentati spesso ripetuti più volte, con grande precisione ritmica, ma è anche fatto di assoli lenti e melodici. Durante il corso degli anni il sound è passato dai suoni e riff di chitarra brillanti e taglienti sullo stile di Albert King dei primi anni ottanta, a figurazioni più melodiche e corpose nello stile di Eric Clapton all'inizio del 1990.

Una particolarità del suono di Vaughan derivava dall'uso di corde di dimensioni molto superiori alla norma, di scalatura 0.13 e talvolta 0.14, fino ad arrivare a scalature estreme come la 0.17/0.70.[5] Renè Martinez, liutaio e tecnico di fiducia di Stevie Ray Vaughan, lo convinse ad abbandonare queste corde in favore di altre di dimensioni più convenzionali per evitare danni alle dita. Per ovviare a questi inconvenienti, Vaughan ricopriva i polpastrelli di colla Superglue, usata anche dai soldati americani in Vietnam per chiudere in emergenza le ferite in attesa di soccorsi.[5] Egli era inoltre solito accordare lo strumento un semitono sotto l'accordatura standard: questo rendeva meno dure le corde e dava alla stratocaster un suono meno aspro.

Lo stile di Vaughan ha segnato in modo importante il mondo del rock/blues, influenzando molti musicisti: da Eric Clapton[6] ad Enrico Salvi (Negrita),[7] a Zucchero[8] fino a molti altri rappresentanti della nuova generazione di chitarristi blues come John Mayer, Joe Bonamassa e Kenny Wayne Shepherd.

Strumentazione[modifica | modifica sorgente]

Chitarre[modifica | modifica sorgente]

  • Number One - Fender Stratocaster del 1959 con finitura sunburst rovinata, acquistata nel 1976 presso un negozio di Austin. Modificata in seguito con l'aggiunta di una mascherina nera, ponte mancino e due adesivi prismatici: uno con le proprie iniziali SRV sulla mascherina e un altro con la scritta custom sotto il ponte;
  • Lenny - Fender Stratocaster del 1962 con finitura rossa semitrasparente e manico e tastiera in acero;
  • Charley - Fender Stratocaster artigianale bianca costruita nel 1984 da Charley Wirz, con tre pickup lipstick Danelectro e ponte fisso. Sul retro una decalcomania di una Hula-girl;
  • Red - Fender Stratocaster del 1963 con finitura rossa (ma inizialmente era nera) e manico mancino;
  • Main - Hamiltone Lurktamer in stile Strat costruita da James Hamilton, di colore cherry sunburst, con battipenna bianco, elettronica attiva e pickup Di Marzio;
  • Scotch - Fender Stratocaster color crema, utilizzata soprattutto negli ultimi album;
  • The Yellow One - Fender Stratocaster del 1959 di colore giallo (immortalata sulla copertina dell'album Live Alive!), gli è stata rubata nel 1985.

Amplificatori[modifica | modifica sorgente]

  • Fender Super Reverb Combo / 4 × 10;
  • Fender 1964 blackface VibroVerb Combo / 1 × 15;
  • Fender 1959 Bassman Combo / 4 × 10;
  • Marshall Major 200-watt testata con casse 8 × 12 e 4 × 15";
  • Marshall JCM800 testata 100-watt;
  • Howard Dumble Steel String Slinger Testata 100-watt con cassa Dumble 4 × 12;
  • A causa della prematura scomparsa, non farà in tempo a utilizzare una testata SLO-100 costruita e opportunamente personalizzata per lui da Mike Soldano.

Effetti[modifica | modifica sorgente]

  • Ibanez TS-808 e TS9 Tube Screamer;
  • UniVox UniVibe;
  • Vox 846 Wah-Wah;
  • Jim Dunlop CryBaby (per l'album Texas Flood).

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Pubblicati in vita[modifica | modifica sorgente]

Pubblicati postumi[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

  • 1995 - Greatest Hits
  • 1999 - The Real Deal: Greatest Hits Volume 2
  • 1999 - Unplugged Collection, Vol. 1 (registrato nel 1990, contiene un solo brano suonato da Stevie in acustico)
  • 2000 - Blues at Sunrise
  • 2000 - SRV (Box set cartonato con tre CD + video)
  • 2000 - Martin Scorsese Presents the Blues - Stevie Ray Vaughan
  • 2002 - The Essential Stevie Ray Vaughan and Double Trouble
  • 2007 - Solos, Session & Encores
  • 2007 - The Best of Stevie Ray Vaughan

Bootlegs[modifica | modifica sorgente]

Si veda il Willmot's Database per un'ampia lista degli show conosciuti.

Video/DVD[modifica | modifica sorgente]

  • 1991 - Live at the El Mocambo 1983
  • 1995 - Live from Austin, Texas (registrato tra il 1983 e il 1989)
  • 1999 - Classic Moments - MTV Unplugged (registrato nel 1990, contiene due soli brani suonati da Stevie in acustico)
  • 2000 - Live at Montreux 1982 & 1985
  • 2010 - In Session (in duo con Albert King, registrato nel 1983 presso una TV canadese di Hamilton)[9]

Tributi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Stephen Thomas Erlewine, Stevie Ray Vaughan in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 24 agosto 2013.
  2. ^ (EN) 100 Greatest Guitarists of All Time: Stevie Ray Vaughan, Rolling Stone. URL consultato il 24 febbraio 2012.
  3. ^ a b Stevie Ray Vaughan's biographical papers
  4. ^ Storia di Stevie Ray Vaughan. URL consultato il 23 luglio 2011.
  5. ^ a b (EN) David Tannen, Stevie Ray Vaughan's Guitar called "Number One", jcdisciples.org. URL consultato il 23 luglio 2011.
  6. ^ Eric Clapton, 1991, concerto-tributo seguito alla morte di Vaughan
  7. ^ Affermato nel capitolo 1 del libro Rock Notes pubblicato nel 2006 da Mondadori
  8. ^ Affermato dal cantante in occasione della scomparsa di Vaughan, 1990
  9. ^ Picture Shows: Albert King with Stevie Ray Vaughan, rootshighway.it. URL consultato il 24 agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joe Nick Patoski, Bill Crawford, Stevie Ray Vaughan: Caught In The Crossfire, 1994
  • Hal Leonard, Guitar World Presents Stevie Ray Vaughan, 1997
  • Keri Leigh, Stevie Ray: Soul To Soul, 1993
  • Craig Hopkins, The Essential Stevie Ray Vaughan, intervista a, 2004

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 47565517 LCCN: n91115900