Steve Keen

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Steve Keen (28 marzo 1953) è un economista australiano post-keynesiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Keen è professore di economia presso l'Università Occidentale di Sydney. Critico sia dell'economia neoclassica sia dell'economia marxiana, egli definisce ambedue come modelli inconsistenti, non scientifici ed empiricamente insostenibili. John Maynard Keynes, Hyman Minsky, Piero Sraffa, Joseph Alois Schumpeter, François Quesnay sono tra i principali autori che hanno influenzato il suo pensiero economico. Tra le sue opere, numerosi sono i lavori incentrati sulla modellazione matematica dei sistemi economici (incluso il circuito monetario) e sulla simulazione dei casi di instabilità finanziaria.[1][2][3]

Progetto Minsky[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Minsky (simulatore econometrico).

Al fine di garantire a ricercatori, studenti, accademici, economisti l'adozione di un efficiente strumento applicativo che permetta la simulazione econometrica del circuito monetario, Steve Keen decide di intraprendere lo sviluppo di un programma software con cui sia possibile ottenere una descrizione visuale, dei modelli atti a rappresentare le economie nazionali, che sia più accurata rispetto a quelli normalmente utilizzati nell'ambito macroeconomico mainstream (tra i quali, ad esempio, vi è il modello DSGE).[4][5]

Inizialmente finanziato per mezzo di una sovvenzione accademica garantita dall'INET (Institute for New Economic Thinking), il programma è quindi completato grazie a una campagna pubblica di raccolta fondi lanciata nel febbraio 2013 da Steve Keen e promossa attraverso il sito web di crowdfunding Kickstarter. La campagna su Kickstarter, che si prefiggeva di raccogliere almeno 50000 dollari statunitensi, si conclude con successo nel marzo 2013 raggiungendo la cifra di $78025.[6][7][8] Il nome scelto da Steve Keen per tale programma software, cioè "Minsky", è un omaggio all'economista Hyman Minsky.[9]

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Debunking Economics: The Naked Emperor of the Social Sciences. Pluto Press Australia, 2001, ISBN 1-86403-070-4
  • Deeper in Debt. Australia’s Addiction to Borrowed Money. In: Centre for Policy Development (Hrsg.): Occasional Papers. No. 3, 2007, ISSN: 1835-0135 (PDF; 1 MB)
  • con Russell Standish: Profit maximization, industry structure, and competition: A critique of neoclassical theory. In: Physica A. Nr. 370, 2006, S. 81–85 (PDF; 171 KB)
  • con Mauro Gallegati, Thomas Lux e Paul Ormerod: Worrying trends in econophysics. In: Physica A. Nr. 370, 2006, S. 1–6 (PDF; 121 KB)
  • con William A. Barnett, Carl Chiarella, Robert Marks e Hermann Schnabl: Commerce, Complexity and Evolution. Topics in Economics, Finance, Marketing, and Management: Proceedings of the Twelfth International Symposium in Economic Theory and Econometrics. Cambridge University Press, New York 2000, ISBN 0-521-62030-9

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Debunking Economics: The Naked Emperor of the Social Sciences (2001, Pluto Press Australia) ISBN 1-86403-070-4
  2. ^ Eiteman & Guthrie (1952): "The shape of the average cost curve", American Economic Review 42: 832–838
  3. ^ Blinder, Alan; et al. (1998): Asking about prices: a new approach to understanding price stickiness, Russell Sage Foundation, New York
  4. ^ Steve Keen, A dynamic monetary multi-sectoral model of production, 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  5. ^ John Lounsbury, Steve Keen: Using Kickstarter to Fund Research, 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  6. ^ Charis Palmer, ITnews - Steve Keen nears Kickstarter goal for open source economic software, 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  7. ^ Steve Keen, Help Kickstar Minsky, 2012. URL consultato il 26 agosto 2013.
  8. ^ Steve Keen, Kickstarter project, 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.
  9. ^ The Economist, New model army - Efforts are under way to improve macroeconomic models, 2013. URL consultato il 26 agosto 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN122247186 · LCCN: (ENn84187054 · ISNI: (EN0000 0001 1702 4090 · ORCID: (EN0000-0002-0439-1809 · GND: (DE141409037