Steve Carella

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Stephen Louis Carella
Universo87º Distretto
Lingua orig.Inglese
AutoreEd McBain
EditorePermabooks
1ª app.1956
1ª app. inCop Hater
Ultima app. inFiddlers
Editore it.Mondadori (collana: I gialli Mondadori)
app. it.1973
app. it. inL'assassino ha lasciato la firma
Specieumana
SessoMaschio
Etniaitalo-americano
ProfessioneDetective di primo grado
Abilitàsingolare intuito nelle indagini poliziesche
Affiliazione87º Distretto

Steve Carella, diminutivo di Stephen Louis Carella, è il personaggio più famoso creato dalla penna dello scrittore statunitense di origini italiane Ed McBain (pseudonimo principale di Evan Hunter) nato Salvatore Albert Lombino.

Protagonista della fortunata serie dell'87º Distretto, è presente in oltre 50 romanzi, a partire dal 1956 ne L'assassino ha lasciato la firma, per arrivare fino a oggi con gli ultimi romanzi in uscita dopo la morte dell'autore avvenuta nel 2005.

In realtà il personaggio principale dei suoi romanzi non è più un unico protagonista ma l'insieme della squadra dei detective che simboleggiano il crogiolo di razze della società americana: il nero Arthur Brown, l'irlandesi Eileen Burke e Bob O'Brien, gli americani Cotton Hawes e Bert Kling, l'ebreo Meyer Meyer. Tra questi spicca l'italo-americano Steve Carella, un primario protagonista spesso sostituito per una parte del racconto da semplici passanti e ancora più frequentemente da personaggi femminili[1] con le quali Carella durante le indagini si trova comunque a suo agio.

Ed McBain è solito descrivere i suoi personaggi nei lor tratti fisici e, una caratteristica questa particolare del suo stile di narrazione, anche nel loro modo di vestire e spesso ripete, quasi alla lettera, in ogni suo romanzo queste raffigurazioni dei protagonisti dei suoi racconti; così rappresenta ogni volta Steve Carella, detective di primo grado, ai lettori:

« La sua statura era di un metro e ottandue, aveva spalle larghe, fianchi stretti, e i movimenti sciolti da atleta, cosa che non era. Gli occhi scuri, e un po' a mandorla, gli davano caratteristiche orientali, il che aveva ispirato i burloni della squadra a dichiarare che era lontano parente di Tackashi Fujiwara, l'unico agente investigativo nippo-americano dell'Ottantasettesima.[2] »

Carismatico e deciso, colpisce il lettore per il suo lato umano, che traspare specialmente quando, nonostante i numerosi anni di servizio nella polizia, egli prova ancora pietà per le vittime assassinate sulle quali deve indagare. Non privo di debolezze e paure non esita a difendersi estraendo la sua pistola e sparando, se non ne può fare a meno. Lui stesso è stato ferito gravemente dallo spacciatore Gonzo:

« L'unico avvertimento venne dallo stringersi delle pupille del ragazzo. Carella vide gli occhi contrarsi, e cercò di buttarsi di lato, ma la parola era già alla rivoltella. Non vide l'arma sobbalzare nella mano del ragazzo. Sentì un dolore insopportabile al petto, e sentì la dichiarazione schioccante di tre detonazioni, e poi cominciò a cadere e sentì un gran caldo e si sentì anche ridicolo, lì a barcollare sulle gambe che non riuscivano a reggerlo, ridicolo - molto ridicolo, e aveva il petto in fiamme, e il ciclo stava calando a congiungersi con la terra... Aprì la bocca ma dalle labbra non uscì alcun suono. E poi arrivò l'ondata di incoscienza e lui lottò per respingerla, e non si accorse che Gonzo stava scappando tra gli alberi. Era conscio unicamente del buio che lo stava avvolgendo, e improvvisamente ebbe la certezza di essere sul punto di morire.[3] »

Alla fine Carella se la caverà ma solo per l'insistenza di Herb Alexander, l'editore americano di Ed McBain[4] che in una prima stesura del romanzo aveva deciso di farlo morire.[5] Stimato da molti agenti dell'87º distretto Carella sa che molti di loro non fanno il loro dovere per pigrizia o indifferente cinismo e che magari si lasciano corrompere ma egli non giudica severamente i suoi compagni pur mantenendo la sua fondamentale onestà che lo fa apprezzare persino dalla malavita del luogo come il suo informatore Danny lo Zoppo con il quale lo lega una specie di amicizia da quando questi è andato a trovare in ospedale Carella gravemente ferito.

Carella è sposato con la bella Teddy, sordomuta, conosciuta nel corso di un'indagine[6] dalla quale ha avuto due figli gemelli.

Il personaggio è stato protagonista anche di alcuni film tratti dai romanzi dell'autore. Per diversi anni, nella versione italiana il suo cognome fu cambiato in Carell (lo stesso Evan Hunter trovò la cosa "molto curiosa")

Isola, la grande città violenta[modifica | modifica wikitesto]

I romanzi dell'87º distretto sono ambientati in una grande metropoli americana, che nei racconti non ha un nome, ma per molti versi identificabile con New York: in effetti l'autore utilizza scenari noti caratterizzandoli in modo personale e associando ai vari quartieri nomi originali. E così Carella e i suoi colleghi si muovono nel quartiere Isola di una città fittizia la cui geografia McBain ha concepito ruotando di 90 gradi la pianta di Manhattan, New York. Gli altri quartieri della città sono Calm's Point (sotto cui si cela Brooklyn), Majesta (Queens), Riverhead (Bronx) e Bethtown (Staten Island).

La città è una metropoli scura e minacciosa, spesso apostrofata come grande città violenta, titolo anche di un romanzo (The Big Bad City, 1999) della serie.

Ma Carella nonostante tutto ama la sua città che con i suoi abitanti appartenenti alle varie etnie soprattutto nere, cinesi, portoricane la rendono viva e frenetica e talvolta ai limiti della follia come quando nella sua sala agenti dell'87° una donna impazzita minaccia di farlo saltare con una fiala piena di nitroglicerina.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Particolarmente apprezzate da McBain che dedicò loro nell'ambito dei racconti dell'87º distretto due antologie Mc Bain's Ladies – The Women of the 87th precinct (1988) e Mc Bain's Ladies, too (1989).
  2. ^ Ed Mbain, Ghiaccio per l'87° Distretto, ed. Mondadori, 2003, p.18
  3. ^ Ed McBain, Uno spacciatore per l'87°, Ed. Mondadori, p.158
  4. ^ Ed McBain, Vi racconto il mio 87º distretto
  5. ^ La scena dell'ospedale dove Carella è stato ricoverato si concludeva infatti con la morte del detective: «Dapprima fu soltanto una piccola figura in fondo al corridoio, poi si avvicinò e Byrnes la guardò attento. Teneva le mani serrate insieme, i gomiti piegati, e camminava con la testa china, e guardandola Byrnes provò una fitta dolorosa, una nuova fitta allo stomaco e al cervello. La piccola figura che avanzava dava l'impressione di sconfitta, con le spalle abbandonate, e la testa china...Carella!, pensò lui. Oh, dio, no! Le si affrettò incontro, e lei alzò la testa a guardarlo, e aveva la faccia bagnata di lacrime, e quando vide le lacrime sulla faccia della moglie di Steve, lui sentì un gelo improvviso e avrebbe voluto scappare, scappare via da lei e dal dolore di quelle lacrime. Fuori suonavano le campane. Era Natale, e tutto andava bene. Ma Steve Carella era morto.» (Prima versione di Uno spacciatore per l'87º distretto in Ed McBain, Vi racconto il mio 87º distretto )
  6. ^ Ed McBain, L'assassino ha lasciato la firma, ed. Mondadori
  7. ^ Ed McBain, Attentato Carella, ed. Mondadori

Romanzi della serie 87º distretto[modifica | modifica wikitesto]

(Estratto dalla voce correlata Ed McBain)

Altri romanzi

Giallo Portale Giallo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di giallo