Sterpaglia e boschi di Sant'Elena

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Sterpaglia e boschi di Sant'Elena
St. Helena scrub and woodlands
Francis Plain (16261769307).jpg
Francis Plain
Ecozona Afrotropicale (AT)
Bioma Praterie, savane e macchie tropicali e subtropicali
Codice WWF AT0720
Superficie 122 km2
Conservazione In pericolo critico
Stati Sant'Elena, Ascensione e Tristan da Cunha Sant'Elena, Ascensione e Tristan da Cunha
LocationSaintHelena.png
Mappa dell'ecoregione
Scheda WWF

La sterpaglia e boschi di Sant'Elena è un'ecoregione dell'ecozona afrotropicale, definita dal WWF (codice ecoregione: AT0720), costituita dall'isola di Sant'Elena, nel sud dell'oceano Atlantico[1].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un'ecoregione di savana con una superficie totale di circa 122 km². È un'isola vulcanica di circa 14 milioni di anni di età, con alte scogliere e profonde valli scavate dall'erosione. Il clima è secco e subtropicale[1].

Flora[modifica | modifica wikitesto]

I boschi che anticamente coprivano le alture dell'isola, formati principalmente dall'albero asteraceo Commidendrum robustum, sono praticamente scomparsi a causa soprattutto dell'introduzione delle capre e della massiccia deforestazione. La maggior parte dell'isola è attualmente ricoperta da pascoli, piantagioni abbandonate di lino della Nuova Zelanda (Phormium), boschi ripopolati e macchia; sono state introdotte molte specie di piante esotiche, come il fico d'India (Opuntia ficus-indica), la lantana camara (Lantana camara), il pepe rosa (Schinus terebinthifolia), Chrysanthemoides monilifera, il ginepro delle Bermuda (Juniperus bermudiana), la canapa di Mauritius (Furcraea foetida), il pino marittimo (Pinus pinaster), il pitosforo del Capo (Pittosporum viridiflorum), il fico degli Ottentotti (Carpobrotus edulis), la bignonia gialla (Tecoma stans) e la mimosa chenille (Acacia longifolia). Tra le 60 specie di piante endemiche ricordiamo la felce arborea Dicksonia arborescens, la sterculiacea Trochetiopsis ebenus, l'olivo di Sant'Elena (Nesiota elliptica) e le asteracee Commidendrum spurium e Commidendrum rotundifolium[1].

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Sull'isola non vi sono specie native di mammiferi e rettili. Almeno quattro uccelli terrestri endemici si sono estinti in tempi storici: due ralli incapaci di volare (Aphanocrex podarces e Porzana astrictocarpus), un cuculo (Nannococcyx psix) e un'upupa (Upupa antaios). Altrettanto endemico è il corriere di Sant'Elena (Charadrius sanctaehelenae). Vi sono molte specie endemiche di invertebrati, tra cui 157 coleotteri e la famosa forbicina di Sant'Elena (Labidura herculeana), la più grande del mondo, che poteva superare gli 8 cm di lunghezza ed è stata dichiarata estinta nel 2014[1][2].

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

L'ecoregione è considerata in pericolo critico: meno dell'1% della superficie dell'isola conserva la sua vegetazione originaria. L'aeroporto, completato nel 2016[3], e il progetto di costruzione di varie installazioni ricettive per i turisti minacciano una regione semidesertica che conserva tuttora vegetazione nativa. Esistono varie aree protette e un parco nazionale, quello del Diana's Peak[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) St. Helena scrub and woodlands, su Terrestrial Ecoregions, World Wildlife Fund. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  2. ^ (EN) The IUCN Red List of Threatened species, IUCN. URL consultato il 16 gennaio 2017.
  3. ^ (EN) St Helena islanders want compensation over unusable new £285m airport, The Guardian. URL consultato il 16 gennaio 2107.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]