Stereociglia

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Stereociglia dell'orecchio interno di rana

Lo stereociglio è un'estroflessione della membrana plasmatica consistente in un grosso microvillo rigido. Serie di stereociglia, con la tipica disposizione in serie di canne d'organo, si ritrovano sulla superficie apicale delle cellule ciliate uditive dell'organo di Corti, situato nell'orecchio. Il loro scopo è la conversione di stimoli meccanici, causati dalle onde sonore, in segnali elettrici. Lo stereociglio inoltre è presente anche nell'epididimo, dove pare agire in uno speciale processo di riassorbimento e di secrezione che porta alla formazione del mezzo liquido nel quale sono sospesi gli spermatozoi e che probabilmente svolge un ruolo fondamentale nella loro maturazione.[1]

Costituzione dello stereociglio[modifica | modifica wikitesto]

Ciascuno stereociglio contiene alcune centinaia di filamenti di actina legati tra loro da legami crociati. Tale costituzione conferisce un'estrema rigidità tranne che alla base dello stereociglio, dove è presente un numero minore di tali filamenti.

Funzionamento delle stereociglia[modifica | modifica wikitesto]

La minore rigidità alla base delle stereociglia permette loro di piegarsi ed oscillare in risposta alle onde sonore. Tale stimolo meccanico induce l'apertura di canali ionici nella membrana plasmatica delle stereociglia. L'afflusso di ioni, causando una corrente elettrica, altera il potenziale di membrana della cellula cigliata uditiva ed induce il rilascio del neurotrasmettitore situato nella parte basale della cellula. All'estremità basale la cellula forma una sinapsi con una terminazione nervosa che porta il segnale elettrico al cervello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adamo, Carinci, Molinaro, Siracusa, Stefanini, Ziparo, Istologia di V. Monesi - 5ª edizione 6a ristampa, Padova, Piccin, 2009, p. 383.