Stemonaceae

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Stemonaceae
Curtis's botanical magazine (Plate 1500) (8248036932).jpg
Stemona sp.
Intervallo geologico
Cretacico superiore – recente 84–0Ma
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Liliales
Famiglia Stemonaceae
Caruel, 1878
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiospermae
(clade) Monocotyledones
Ordine Pandanales
Famiglia Stemonaceae
Sinonimi

Croomiaceae
Roxburghiaceae

Generi

Le Stemonacee (Stemonaceae Caruel, 1878) sono una famiglia di piante da fiore monocotiledoni, tradizionalmente assegnate all'ordine Liliales, poste dalla classificazione APG nell'ordine Pandanales.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I fustii sono eretti o striscianti, di colore verde o giallo-verde o in alcuni casi rossastro.

Le foglie sono di colore verde scuro, alterne nella maggior parte delle specie.

Come in altre famiglie dell'ordine Pandanales, la morfologia dei fiori nelle Stemonaceae ha caratteristiche particolari, che le differenziano dalle altre monocotiledoni.[2][3][4] Nella maggior parte delle specie, i fiori sono tetrameri (composti cioà da quattro parti identiche) o talvolta dimeri, laddove la maggior parte delle monocotiledoni hanno fiori trimeri. Gli stami sono in numero di quattro. Nella maggior parte delle specie, i tepali sono quattro. Sono lisci o talvolta papillati, probabilmente perché funzionano come componenti che producono odori (osmofori). Tuttavia, nel genere Pentastemona, i fiori sono pentameri e il numero di stami è cinque. Le strutture riproduttive sono colorate nei toni del viola, marrone, verde o giallo, e talvolta rilasciano un odore simile a quello delle carogne, che attira le mosche, le quali funzionano come impollinatori.

I semi sono ellissoidali o globulari.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

La dispersione dei semi ad opera delle formiche (mirmecoria) è comune nella famiglia.[5] Nel caso di Stemona tuberosa la dispersione è inizialmente opera delle vespe, attratte dagli arilli, ed è poi completata dalle formiche.[6]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle specie è distribuita in aree con clima tropicale o subtropicale, dal Giappone e dalla Cina meridionale attraverso il sud-est asiatico sino all'Australia settentrionale. Una specie (Croomia pauciflora) si trova negli Stati Uniti.[1]

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Le Stemonaceae, indicate anche come Roxburghiaceae, un tempo erano poste in un ordine separato, Stemonales[7] o Dioscoreales,[8][9] ordine gemello[non chiaro] dei Pandanales. Anche Croomia veniva collocata all'interno di una famiglia a sé stante (Croomiaceae).[9]

La famiglia è composta da quattro generi con 36 specie conosciute:[10][11]

Filogenesi[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Stemonaceae è sorella di altre due famiglie dei Pandanales che insieme formano un clade: queste sono Cyclanthaceae e Pandanaceae. Pentastemona si discostò prima dalla famiglia, così è una sorella clade per il resto. In realtà, il genere Pentastemona mostra caratteristiche piuttosto diverse dagli altri membri delle Stemonaceae.[2] Nelle classificazioni precedenti, è stato inserito in una famiglia a sé stante (Pentastemonaceae). Tuttavia, Stemona è sorella degli altri due generi che insieme formano un clade.[non chiaro]


Pentastemona

Stemona

Stichoneuron

Croomia

Il crown group della famiglia appare nel tardo Cretaceo, circa 84 milioni di anni fa (Ma), sebbene la divergenza dello stem group avvenga in precedenza nello stesso periodo, circa 108 Ma.[12]

Usi[modifica | modifica wikitesto]

Alcune specie della famiglia hanno usi terapeutici in luoghi come Cina, Laos, Giappone, Thailandia e altri.[13] Alcune specie sono usate per fare un insetticida. In Laos, le persone li usano contro pulci e pidocchi facendo un'infusione che bevono per rendere il loro sangue velenoso. Alcune piante della famiglia vengono utilizzate per la preparazione di un veleno per pesci. Altre svolgono un ruolo nella medicina popolare e sono apprezzati per le loro proprietà antibatteriche, antitosse, antifungine e altre contro le malattie polmonari o della pelle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) P. F. Stevens, Stemonaceae, in Angiosperm Phylogeny Website, 2013. URL consultato il 22 settembre 2019.
  2. ^ a b (EN) Bateman R., Morphological phylogenetic analysis of Pandanales: testing contrasting hypotheses of floral evolution [collegamento interrotto], in Systematic Botany, 31(2), 2006, pp. 223–238.
  3. ^ (EN) Watson L. and Dallwitz M.J., Stemonaceae Engl., in The Families of Angiosperms.
  4. ^ (EN) Rudall, P. J., Cunniff, J., Wilkin, P. e Caddick, L. R., Evolution of dimery, pentamery and the monocarpellary condition in the monocot family Stemonaceae (Pandanales), in Taxon, vol. 54, 2005, pp. 701-711.
  5. ^ (EN) Lengyel, S. Gove, A. D., Latimer, A. M., Majer, J. D., & Dunn, R. R. 2010. Convergent seed dispersal by ants, and phylogeny and biogeography in flowering plants: A global survey. Persp. Plant Ecol. Evol. Syst. 2010; 12: 43-55.
  6. ^ (EN) Chen, G., Wang, Z.-W., Qin, W., & Sun, W.-B. Seed dispersal by hornets: An unusual insect-plant mutualism. J. Integr. Plant Biol. 2017; 59: 792-796.
  7. ^ Huber 1969.
  8. ^ Hutchinson 1959.
  9. ^ a b Dahlgren & Clifford 1982.
  10. ^ (EN) Christenhusz, M. J. M. e Byng, J. W., The number of known plants species in the world and its annual increase, in Phytotaxa, vol. 261, nº 3, Magnolia Press, 2016, pp. 201–217, DOI:10.11646/phytotaxa.261.3.1.
  11. ^ (EN) Stemonaceae, in The Plant List. URL consultato il 23 settembre 2019.
  12. ^ (EN) Janssen T., Bremer K., The age of major monocot groups inferred from 800+ rbcL sequences, in  Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 146, nº 4, 2004, pp. 385-398.
  13. ^ (EN) Pajaree Inthachub, Taxonomic revision of family Stemonaceae in Thailand (PDF), su research.rdi.ku.ac.th, 2008. URL consultato il 13 settembre 2019 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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