Stefano Consiglio

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Stefano Consiglio

Stefano Consiglio (Roma, 6 aprile 1955) è un regista e documentarista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato nel 1980 in Estetica a Roma con Emilio Garroni con una tesi su Muriel, il tempo di un ritorno di Alain Resnais, è tra gli ideatori e curatori di Ladri di cinema: una serie di incontri con alcuni cineasti tra cui Wim Wenders, Otar Ioseliani, Elia Kazan, Bernardo Bertolucci, Michael Cimino, Marco Bellocchio, Andrej Tarkovskij, Ermanno Olmi, invitati a raccontare davanti al pubblico i "furti" che avevano perpetrato - e cioè gli elementi stilistici ripresi nel proprio repertorio - rispetto a film, autori, generi o tendenze della storia del cinema.[1]

Nel 1983 pubblica presso la Ubulibri La bottega della Luce: una serie di interviste, realizzate insieme a Fabio Ferzetti, con vari direttori della fotografia, tra i quali Vittorio Storaro, Tonino Delli Colli, Giuseppe Rotunno, Giuseppe Lanci, Armando Nannuzzi.[1]

Nel corso di questi stessi anni collabora come aiuto regista con Giuseppe Bertolucci, Roberto Benigni, Giulio Questi e in una serie di film pubblicitari. Realizza inoltre dei documentari sui set di Sergio Leone, Ettore Scola, Richard Donner, andati in onda su Rai 3.[1] Tra il 1991 e 1992 dirige insieme a Francesco Dal Bosco La camera da letto: versione filmata di nove ore circa dell'omonimo poema di Attilio Bertolucci, che ne è l'interprete, proiettata alla 49ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia nel 1992.

Tra gli anni Novanta e Duemila collabora spesso con la Rai, in particolare con Mixer, scrivendo e dirigendo vari cortometraggi e documentari. Tra questi: Le strade di Princesa, un docufilm di 50' sul transessuale brasiliano detenuto nel carcere di Rebibbia, che ha ispirato l'omonima canzone di Fabrizio De André, presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia[2]; Appunti per un film sulla lotta di Melfi (2004), presentato al 22° Torino Film Festival; Il futuro (Comizi infantili) (2006), che racconta l'immaginario infantile attraverso i racconti di bambini tra i dieci e i tredici anni in giro per l'Italia, da Stromboli a Torino, passando per Catania, Palermo, la Basilicata, Pescara, Roma, Ravenna, Parma.

Nel 2003 realizza L'uomo flessibile (50'), prodotto da Angelo Barbagallo per la BiBi film, film-documentario sulle ansie, le paure, le crisi d'identità legate alla flessibilità del lavoro, con la partecipazione straordinaria di Antonio Albanese. Il film viene presentato al 21° Torino Film Festival[3], dove vince il Premio Cipputi[3] e al festival Annecy cinéma italien (2003). Nel 2007 presenta nell'ambito delle Giornate degli Autori - Venice Days della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, il film-intervista, Il cinema digitale secondo Giulio Questi

Nel 2009 realizza il docufilm L'amore e basta con l'amichevole partecipazione di Luca Zingaretti, presentato alle Giornate degli Autori - Venice Days del Festival di Venezia e in altri festival internazionali, e distribuito nelle sale italiane dalla Lucky Red.[4] Nel 2012 dirige, insieme a Francesco Dal Bosco, il film documentario Il centro: girato in un centro commerciale alle porte di Roma.

Tra i suoi ultimi lavori c'è il film L'amore non perdona (2014), con Ariane Ascaride, Helmi Dridi, Francesca Inaudi e Claudio Bigagli, presentato al festival Annecy cinéma italien e in altri festival europei, e Paradiso (2017)[5], andato in onda su Rai 1, un film-documentario interamente girato in Piazza San Pietro, che racconta cosa pensano le persone della loro vita.

La sua ultima opera è Evviva Giuseppe (2017), documentario sulla figura dell'intellettuale e regista Giuseppe Bertolucci, presentato alla 74ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia[6] e al 35° Annecy cinéma italien[7].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefania Sandrelli Story (1990)
  • Lampi d'amore (Storie di donne che amano troppo) (1990)
  • Una prostituta allo specchio (1990)

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Via Arbat, una strada verso l'Europa (1991)
  • Mosca, crimini e misfatti (1991)
  • La camera da letto, co-regia con Francesco del Bosco (1991)
  • Voci per un dizionario cubano (1996)
  • Le strade di Princesa (1997)
  • Appunti per un mongolo sulla luce (1999)
  • Argilla (2000)
  • Il nostro futuro, un anno dopo l'11 settembre (2002)
  • L'uomo flessibile (2003)
  • Appunti per un film sulla lotta di Melfi (2004)
  • Il futuro (Comizi d'infanzia) (2006)
  • Il cinema digitale secondo Giulio Questi (2007)
  • L'amore e basta (2009)
  • Il centro (2012)
  • Paradiso (2016)
  • Evviva Giuseppe (2017)

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Stefano Consiglio, in MYmovies.it, Mo-Net Srl.
  2. ^ Silvia Fumarola, Princesa la bella una vita da trans, in la Repubblica, 22 agosto 1997. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  3. ^ a b L'uomo flessibile, su Torino Film Fest. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  4. ^ L'amore e basta, in MYmovies.it, Mo-Net Srl. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  5. ^ Paradiso, su cinemaitaliano.info. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  6. ^ Evviva Giuseppe, su labiennale.org. URL consultato l'11 gennaio 2018.
  7. ^ Viaggio in Italia - Giuseppe Bertolucci, su Annecy Cinéma Italien.

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