Stefano Castagnola

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Stefano Castagnola
Stefano Castagnola.jpg

Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio del Regno d'Italia
Durata mandato 13 maggio 1869 –
10 luglio 1873
Monarca Vittorio Emanuele II di Savoia
Capo del governo Giovanni Lanza
Predecessore Marco Minghetti
Successore Gaspare Finali
Legislature XI legislatura del Regno d'Italia

Ministro della Marina del Regno d'Italia, ad interim
Durata mandato 13 maggio 1869 –
15 gennaio 1870
Predecessore Augusto Riboty
Successore Guglielmo Acton

Sindaco di Genova
Durata mandato 27 maggio 1888 –
28 febbraio 1891
Predecessore Riccardo Pavesi
Successore Giacomo Doria

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XVI

Dati generali
Professione avvocato
Busto di Stefano Castagnola presso il Palazzo Doria-Tursi a Genova

Stefano Castagnola (Chiavari, 3 agosto 1825Genova, 11 settembre 1891) è stato un avvocato e politico italiano.

A Staglieno vi è la sua tomba realizzata da Demetrio Paernio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Castagnola fu deputato dal 1857 al 1860 e dal 1861 al 1876. Senatore del Regno nel 1889, fu Ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio e della Marina del Regno d'Italia nel Governo Lanza. Fu sindaco della città di Genova tra il 1888 e il 1891.

Mazziniano, laico ed anticlericale si arruolò come volontario quando il Piemonte dichiarò guerra all'Austria e combatté numerose battaglie da Peschiera a Custoza.

Dopo aver militato fra le schiere della sinistra rivoluzionaria si avvicinò alla Destra storica e fu nominato ministro del governo Lanza.

Eletto sindaco nel 1888, quale esponente di punta di un fronte anticlericale che batté Andrea Podestà, sindaco uscente del comune di Genova e capo del fronte clerico-moderato, ricoprì l'incarico sino al 1891 interessandosi in modo particolare dei problemi portuali e della preparazione dell'esposizione colombiana che si sarebbe svolta nel 1892.

L'Università di Genova dopo avergli affidato la supplenza nel corso di diritto romano, gli conferì l'incarico di diritto ecclesiastico e, infine, gli attribuì la carica di diritto commerciale. Stimato avvocato civilista riuscì accettando di difenderli in sede penale a sottrarre alla pena capitale, richiesta dall'accusa, due mazziniani imputati di tentativo di insurrezione. Dal 1881 al 1887 fu anche componente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Genova [1]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (2 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza (2 barrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Francesco Giuseppe (Impero austro-ungarico)
Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Regno del Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Cristo (Regno del Portogallo)
Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Regno di Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Carlo III (Regno di Spagna)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elio Di Rella (Aurelio Di Rella Tomasi di Lampedusa) Storia dell'avvocatura genovese dall'Unità d'Italia, De Ferrari 2010, p.191-192.

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Controllo di autoritàVIAF (EN64383145 · ISNI (EN0000 0000 7139 1281 · SBN IT\ICCU\CFIV\103077 · LCCN (ENno2009172552 · GND (DE101877269 · BAV ADV10001995 · CERL cnp01160019