Stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli

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Firenze Monastero degli Angeli
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Provincia Firenze Firenze
Comune Firenze Firenze
Altitudine 51 m s.l.m.
Codice WMO
T. media gennaio  °C
T. media luglio  °C
T. media annua  °C
Prec. medie annue  mm
Coordinate 43°46′28.34″N 11°15′39.24″E / 43.77454°N 11.2609°E43.77454; 11.2609Coordinate: 43°46′28.34″N 11°15′39.24″E / 43.77454°N 11.2609°E43.77454; 11.2609
Mappa di localizzazione: Italia
Firenze Monastero degli Angeli
Firenze Monastero degli Angeli

La stazione meteorologica di Firenze Monastero degli Angeli è stata la prima stazione meteorologica della storia a Firenze e una delle prime stazioni meteorologiche mondiali di cui si abbia finora documentazione. La sua sede era presso l'omonimo complesso religioso.

Le prime osservazioni meteorologiche e registrazioni termometriche furono iniziate nel 1654, grazie anche alla volontà del granduca Ferdinando II de' Medici che portò alla creazione di una rete di stazioni di rilevamento che andò ad includere anche la prima stazione meteorologica di Vallombrosa e altre stazioni successivamente sorte in Toscana (Pisa e Cutigliano), in Italia (Bologna, Parma e Milano) e in Europa (Innsbruck, Varsavia e Parigi).

Le attuali documentazioni hanno riportato alla luce dati e osservazioni del Monastero degli Angeli fino al 1670. Le registrazioni termometriche erano effettuate usando la scala 50 dei gradi fiorentini.

Le osservazioni termometriche si svolgevano ad intervalli non sempre regolari e ad orari talvolta diversi nei vari giorni e venivano effettuate grazie alla presenza di due termometri, uno boreale e uno australe: a causa dell'esposizione solare di quello australe, nelle ore diurne vengono ritenuti maggiormente congrui a quelli effettivi i dati termometrici rilevati dal termometro boreale. Nelle tabelle originarie veniva segnalata, quando si verificava, l'eventuale esposizione dei termometri ai raggi solari nel momento in cui veniva effettuata l'osservazione meteorologica, a sua volta distinta in forte e debole esposizione: tale metodologia molto accurata e scrupolosa permette di distinguere in modo migliore i dati termometrici perturbati da sovrastima da quelli rilevati in condizioni più ottimali e maggiormente congrui alle condizioni effettive. Le temperature massime e minime indicate non risultavano quelle effettivamente rilevate ma corrispondevano al valore superiore e inferiore tra le varie osservazioni effettuate nel corso di una specifica giornata.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Antinori (a cura di). Archivio meteorologico centrale italiano nell'I. e R. Museo di Fisica e Storia naturale. Prima Pubblicazione. Firenze, Tipografia sulle Logge del Grano, 1858.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti e collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]