Stazione di Valtesse

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Valtesse
stazione ferroviaria
Bergamo ex stazione di Valtesse.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàBergamo
Coordinate45°42′55.46″N 9°40′05.35″E / 45.715406°N 9.668153°E45.715406; 9.668153Coordinate: 45°42′55.46″N 9°40′05.35″E / 45.715406°N 9.668153°E45.715406; 9.668153
LineeBergamo-Piazza Brembana
Caratteristiche
TipoFermata in superficie, passante
Stato attualeDismessa
GestoreSocietà Anonima della Ferrovia Elettrica di Valle Brembana
Attivazione1906
Soppressione1966
 
Mappa di localizzazione: Bergamo
Valtesse
Valtesse

La stazione di Valtesse era una fermata che sorgeva lungo la ferrovia della Valle Brembana, attiva fra il 1906 e il 1966. Serviva il paese di Valtesse, dal 1927 frazione di Bergamo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Allo scopo di avviare lo fruttamento su grande scala delle terme presenti nell'alta valle brembana, nel 1902 fu inaugurato a San Pellegrino un vasto complesso comprendente uno stabilimento balneare, il casinò il Grand Hotel e la funicolare. I relativi edifici vennero edificati, come d'uso all'epoca, in stile liberty su progetto dell'architetto Romolo Squadrelli[1].

Il medesimo artista fu ingaggiato per disegnare gli edifici di stazione di una nuova ferrovia che avrbbe servito la mobilità della valle[1]. Il progetto della ferrovia derivava dai primi studi effettuati in tal senso a cura della deputazione provinciale a partire dal 1885 la quale il 15 marzo 1903 ottenne la relativa concessione governativa.

L'opera venne subconcessa alla neocostituita Società Anonima della Ferrovia Elettrica di Valle Brembana (FVB) il 15 ottobre dello stesso anno[2] e il primo tratto, lungo 25,92 km da Bergamo a San Pellegrino Terme[1] che comprendeva, quale penultimo impianto servito, la fermata di San Pellegrino il cui fabbricato viaggiatori è ancora esistente in piazza Antonio Rosmini.

Così come il servizio lungo la linea, le infrastrutture di stazione erano gestite dalla Società Anonima della Ferrovia Elettrica di Valle Brembana (FVB), cui il 15 ottobre 1903 era stato subconcesso l'esercizio da parte della deputazione provinciale[2].

Dopo decenni di intenso utilizzo da parte dei viaggiatori, la fermata fu chiusa nel 1966 insieme all'intera linea[1].

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La fermata era servita da tutti i servizi viaggiatori a carattere locale svolti dalla FVB sulla propria linea sociale classificati Omnibus e Accelerati.

Negli anni cinquanta e fino al 1960 venne istituita una coppia di treni diretti estivi verso Milano effettuata con automotrici FS, che a Bergamo venivano scissi in due sezioni instradate rispettivamente da/per Clusone e Piazza Brembana[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d G. Leopardi, C. Ferruggia e L. Martinelli, Le ferrovie delle valli bergamasche, op. cit., p. 24.
  2. ^ a b C. Ferruggia, G. Leopardi e L. Martinelli, La ferrovia della valle Brembana, op. cit., p. 6.
  3. ^ M. Cacozza, Le ferrovie delle valli bergamasche, op. cit., p. 14.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Ferruggia, Giulio Leopardi e Luigi Martinelli, La ferrovia della valle Brembana, in Mondo Ferroviario, n. 64, ottobre 1991, pp. 6–13.
  • Carlo Ferruggia, Giulio Leopardi e Luigi Martinelli, Le ferrovie delle valli bergamasche, in Tutto treno & storia, n. 15, aprile 2006, pp. 22–33.
  • Marco Cacozza, Le ferrovie delle valli bergamasche, in Tutto treno & storia, n. 31, aprile 2014, pp. 10–15.
  • Felice Riceputi, La ferrovia di Valle Brembana, in "Il sogno brembano. Industrializzazione e progresso sociale nella Valle Brembana del primo Novecento", Centro Storico Culturale Valle Brembana, 2006, pp. 13–128.
  • Giulio Leopardi, Carlo Ferruggia, Luigi Martinelli, Treni e tramvie della Bergamasca, Clusone, Editrice Cesare Ferrari, 1988. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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