Stazione di Ponzano Magra

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Ponzano Magra
stazione ferroviaria
Stazione di Ponzano Magra - Piano binari e FV.jpg
Panoramica della fermata dall'ex scalo merci
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàSanto Stefano di Magra, frazione Ponzano Magra
Coordinate44°08′10.2″N 9°56′02.42″E / 44.136167°N 9.934006°E44.136167; 9.934006Coordinate: 44°08′10.2″N 9°56′02.42″E / 44.136167°N 9.934006°E44.136167; 9.934006
LineeSanto Stefano di Magra-Sarzana
Caratteristiche
TipoFermata in superficie, passante
Stato attualeSenza traffico
Attivazione1899
Binari1 passante
2 passanti + 2 tronchi scalo fino agli anni '90
DintorniPiano di Vezzano II, strada statale 62 della Cisa
NoteSenza traffico insieme con la linea dal 31 luglio 2003

La stazione di Ponzano Magra, conosciuta anche semplicemente come Ponzano[1], è una fermata ferroviaria posta sulla linea Santo Stefano di Magra-Sarzana, parte della ferrovia Pontremolese. Serve il centro abitato di Ponzano Magra, frazione del comune di Santo Stefano di Magra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto venne inaugurato inizialmente come fermata il 1º ottobre 1899[2], due anni dopo l'apertura del tratto di ferrovia lungo 7,085 chilometri tra Santo Stefano di Magra e Sarzana, inaugurata nel 9 agosto 1897, della linea Pontremolese[3]. Successivamente venne trasformata in stazione e negli anni novanta venne declassata di nuovo a fermata.

Il 27 luglio 1999 con lo spostamento a nord, verso Arcola, del raccordo settentrionale con la linea Tirrenica, il traffico passeggeri sulla tratta venne sospeso. La tratta venne definitivamente sospesa il 31 luglio 2003 con la cessazione del suo utilizzo per il traffico merci e di conseguenza anche la fermata, già non più servita dal traffico passeggeri, non è più servita da alcun traffico[4].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Veduta degli impianti della Ceramica Vaccari in una foto d'epoca. Si può distinguere chiaramente la ferrovia a scartamento ridotto
Passaggio a livello tra Sarzana e Ponzano Magra

L'impianto possiede un fabbricato viaggiatori, un fabbricato per i servizi igienici e un piccolo parcheggio di scambio.

La fermata dispone di un binario servito da una banchina. In passato ne possedeva un altro servito a sua volta da una banchina ed era raccordato con il primo in entrambi i sensi di marcia, e pertanto l'impianto era con ogni probabilità una stazione.

Nella fermata vi era anche il capolinea di una ferrovia industriale a scartamento ridotto di 800 mm che partiva dall'impianto e finiva nello stabilimento della Ceramica Vaccari (circa 700 m dalla stazione, dove erano ubicate le fornaci). Alla fine degli anni sessanta il servizio fu soppresso e convertito in autotrasporto[5]. I binari della tratta sono stati smantellati ma parte di questi sono ancora visibili nei pressi del cancello che permetteva l'accesso agli ex stabilimenti.

Sulla sua seconda banchina è presente una struttura inutilizzata costruita a scopo industriale. Essa era adibita all'accantonamento delle ceramiche provenienti dagli stabilimenti Vaccari e fino al 1992 erano presenti anche altri due tronchini dotati di elettrificazione che terminavano sotto ad essa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ RFI
  2. ^ Bollettino dei trasporti 1899, op. cit., p. 184.
  3. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, in Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 30 giugno 2009.
  4. ^ Ennio Morando, Ricordi di Rotaie, op. cit.
  5. ^ Ferrovia Ponzano Magra-Stabilimenti Vaccari

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bollettino dei trasporti e dei viaggi in ferrovia, 3ª edizione, 1899.
  • Rivista generale delle ferrovie e dei lavori pubblici Volume 19, 1901.
  • Istituto di Geografia, Pubblicazioni - Edizioni 16-19, Università di Pisa, 1969.
  • Ennio Morando e altri, Ricordi di rotaie. Nodi, linee, costruzioni e soppressioni in Italia dal 1839 ai giorni nostri. Volume secondo nodi principali & nodi complementari, Padova, Il Prato, 2002. ISBN 88-87243-43-3
  • Rete Ferroviaria Italiana, Fascicolo Linea 100, RFI, prima pubblicazione dicembre 2003, ISBN non esistente.

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