Stazione di Marina di Ostia

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Marina di Ostia
stazione ferroviaria
Ostia-Mare
Ostia-Mare station cut.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàRoma, frazione Lido di Ostia
Coordinate
LineeRoma-Lido
Storia
Stato attualedemolita
Attivazione1924
Soppressione1943
Caratteristiche
TipoStazione di superficie di testa
Dintorni

La stazione di Marina di Ostia (nota anche come Vecchia Stazione di Ostia, Ostia-Mare o Ostia-Marina) è stata una stazione ferroviaria di Ostia, frazione litoranea di Roma, capolinea meridionale della ferrovia Roma-Lido fino al 1943. È stata sostituita nel 1951 dalla stazione di Lido di Ostia Centro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Roma-Lido § Storia.

La stazione fu progettata dall'architetto Marcello Piacentini, già incaricato di progettare anche il capolinea settentrionale, la stazione di Roma Porta San Paolo, nel 1916 come stazione di testa della ferrovia Roma-Lido nella frazione litoranea di Ostia. Un progetto alternativo fu presentato anche da Vincenzo Fasolo, in seguito progettista del vicino palazzo del Governatorato.[1]

La posa della prima pietra avvenne il 10 dicembre 1921 alla presenza di re Vittorio Emanuele III e dell'ingegnere Paolo Orlando, presidente dello SMIR e assessore per l'agro romano. I lavori si conclusero nel 1923 e la stazione fu inaugurata il 10 agosto 1924 dal Presidente del Consiglio dei ministri Benito Mussolini. In occasione del decennale dell'inaugurazione (10 agosto 1934), sulla facciata della stazione furono installate alcune bandiere del Regno d'Italia e la scritta "AGLI ORDINI DEL DUCE SI RAGGIUNGONO TUTTE LE METE".

La stazione fu particolarmente trafficata in periodo estivo nel corso degli anni '30, subendo tuttavia un significativo declino con lo scoppio della seconda guerra mondiale nel corso del decennio successivo. In un piano regolatore era previsto l'arretramento di alcuni metri della stazione al fine di ampliare lo spiazzo antistante.

Nel 1943 Ostia diventò zona di guerra e nel mese di dicembre ne fu disposta l'evacuazione. Nella notte del 12 dicembre fu concesso agli ostiensi di reperire i beni di prima necessità dalle proprie abitazioni e fu utilizzata la stazione per permettere l'evacuazione via treno in sicurezza degli abitanti. Tuttavia poco dopo la partenza dell'ultimo convoglio un ordigno esplose distruggendo l'ala sinistra della stazione. Terminata la guerra, nel 1949 si procedette alla demolizione e rimozione dei ruderi del fabbricato viaggiatori, mentre i binari furono utilizzati come scalo merci per permettere la costruzione della stazione di Lido di Ostia Centro, inaugurata nel 1951.[2] Al posto della stazione sono stati realizzati negli anni successivi un parcheggio e un luna park. Si crede che la prima pietra giaccia sotto il manto stradale o sia stata trafugata.[3]

Una lapide marmorea, che commemora l'inaugurazione della stazione e della linea ferroviaria, è stata conservata ed è esposta nell'atrio della stazione di Lido di Ostia Centro.

«INIZIATA A S. PAOLO
IL 30-XII-1918
S.M. VITTORIO EMANUELE III
CONCLUDEVA
NELLA RISORTA OSTIA IL 10-XII-1921
L'OPERA PER CUI
DOPO XX SECOLI D'OBLIO
ROMA
RITORNA SUL MARE
MEDITERRANEO

SINDACO SENATORE
DON PROSPERO COLONNA
PRINCIPE DI SONNINO
ASSESSORE PER L'AGRO ROMANO
PAOLO ORLANDO
PRESIDENTE
DEL COMITATO NAZIONALE
"PRO ROMA MARITTIMA"
E DELL'ENTE AUTONOMO
PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE
E MARITTIMO DI ROMA»

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

La pianta del fabbricato viaggiatori era identica a quella di Roma Porta San Paolo, caratterizzata da un vasto atrio che ospitava la biglietteria. Esso era decorato con graffiti a tema marinaro, opera dell'artista Giulio Rosso. Tenendo conto che la linea sarebbe stata utilizzata principalmente da passeggeri privi di bagagli, il servizio bagagli era stato allontanato dall'atrio e posto nell'ala destra della stazione.

La differenza principale riguardava la struttura della facciata, infatti la stazione romana è coronata da un timpano, mentre quella ostiense era sormontata da un architrave orizzontale, coperta da un tetto di coppi, al centro della quale era posto uno stemma contenente un fascio littorio. Sulla cima dell'architrave, in posizione arretrata, era posta la torre dell'orologio con decorazioni in ferro battuto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Flavio Coppola, Giuliano Fausti e Tamara Romualdi, La Città Interrotta: Ostia Marittima 1904-1944, Sinesi, 1997, p. 181.
  2. ^ Stazione di Ostia Mare, su rerumromanarum.com. URL consultato il 17 febbraio 2020.
  3. ^ Angelo Curci, Fabio Fabbri, Giuseppe Lattanzi, Alberto Crielesi, Lucia Battaglia (a cura di), Paolo Orlando. Diari fotografici. Immagini inedite dell'archivio personale, Publidea 95 e Met.Ro., 2004, p. 136.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Flavio Coppola, Giuliano Fausti e Tamara Romualdi, La Città Interrotta: Ostia Marittima 1904-1944, Sinesi, 1997, pp. 181-183.

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