Stazione di Marina di Carrara (FMC)

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Marina di Carrara
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCarrara, località Marina
Coordinate
LineeMarmifera dal 1876 al 1964
Raccordi industriali di Carrara dal 1938
Caratteristiche
TipoStazione in superficie, passante, di diramazione
Stato attualeSmantellata
Attivazione1876
Soppressione1964
BinariVari
InterscambiStazione di Marina di Carrara della tranvia Carrara-Marina di Carrara dal 1915 al 1955
Filovia Carrara-Marinella di Sarzana dal 1955 al 1985
DintorniMarina di Carrara
Porto di Carrara

La stazione di Marina di Carrara era uno scalo ferroviario al servizio del porto di Carrara. Inaugurata nel 1876, era posta su due linee distinte, sulla ben nota ferrovia Marmifera Privata e, a partire dal 1938, sui raccordi industriali di Carrara costruiti per il traffico della Zona Industriale Apuana.

Venne affiancata nel servizio dal 1938 fino alla sua soppressione anche dallo scalo di Carrara Marittima, al 2014 ancora in servizio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione venne inaugurata il 19 agosto 1876, in concomitanza all'apertura al servizio dei primi due tronchi della ferrovia[1][2][3].

Nel 1938 venne inaugurata la rete ferroviaria della Zona Industriale Apuana e venne realizzato un raccordo con il resto del tracciato meridionale[4].

Venne soppressa il 15 maggio 1964 a causa della chiusura dell'intera infrastruttura dovuta alla concorrenza del traffico su gomma[5].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione era composta da vari binari e la sua area complessiva era utilizzata per l'accantono dei blocchi di marmo che arrivavano da Avenza attraverso i due differenti tracciati Marmifero e retroportuale. Nella stazione vi era anche un pontile caricatore, inaugurato insieme all'impianto[6], sul quale trovavano posto due binari ed una gru idraulica che caricava dai carri merci i blocchi di marmo e li posava sulle navi mercantili che partivano per le varie destinazioni. In seguito questo pontile è stato smantellato ed al 2014 non ne è rimasta più traccia.

Al 2014 le stazione non è più esistente e la sua area è stata inglobata nell'area del porto. Anche il tracciato per Avenza è stato smantellato e di esso rimane solo una piccola parte, non recuperata e in parte privatizzata, nei pressi dei ponti delle ferrovie Genova-Pisa e Avenza-Carrara. I binari del raccordo con il tracciato per Carrara Marittima sono ancora esistenti, ma praticamente inutilizzati da molto tempo.

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

La stazione venne interessata, nei suoi anni di servizio, principalmente dal solo traffico merci. Tuttavia per un certo periodo si è anche operato il servizio passeggeri sul tratto Avenza-Marina, autorizzato con decreto prefettizio il 17 luglio 1891. Esso provocò tuttavia alcuni problemi[7].

Interscambi[modifica | modifica wikitesto]

Lo scalo, nel corso del tempo, ha posseduto vari interscambi, quale la stazione omonima gestita dalla SITA posta sulla tranvia Carrara-Marina di Carrara inaugurata nel 1915 e soppressa nel 1955. A seguito della soppressione vene inaugurata la filovia Carrara-Marinella di Sarzana che ricalcava il percorso della tranvia e proseguiva fino a Sarzana. Venne soppressa anche questa nel 1985.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ferdinando Milone, L'Italia nell'economia delle sue regioni, op. cit.
  2. ^ La Marmifera - carraraonline.com, coll. esterno.
  3. ^ Università degli Studi di Firenze: Facoltà di Architettura, coll. esterno.
  4. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 191 del 23 agosto 1938 parte prima, op. cit.
  5. ^ Annalisa Giovani, Stefano Maggi, Muoversi in Toscana. Ferrovie e trasporti dal Granducato alla Regione, op. cit.
  6. ^ La stufa a legna e a carbone, Volume 3, op. cit.
  7. ^ Inventario dell'archivio della ferrovia Marmifera Privata di Carrara, Tomo 1 - Servizio passeggeri, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 191 del 23 agosto 1938, parte prima, Istituto Poligrafico Dello Stato, Roma.
  • Vie d'Italia, Volume 72, 1966.
  • Giuseppe M. Jonghi Lavarini, Patrizia Colombo, La stufa a legna e a carbone, Volume 3, 1983.
  • Adriano Betti Carboncini, Porti della Toscana: antichi approdi, marine, scali commerciali e industriali: dal tempo degli etruschi ai giorni nostri, Calosci, 2001.
  • Paola Bianchi e Laura Ricci, Inventario dell'archivio della ferrovia Marmifera Privata di Carrara, Tomo 1, biblioteca civica di Carrara, 2001.
    • Servizio passeggeri, 1891-1902.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]