Stazione di Catania Marittima

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Catania Marittima
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàPorto di Catania
Coordinate37°30′03.18″N 15°05′36.03″E / 37.500884°N 15.093341°E37.500884; 15.093341Coordinate: 37°30′03.18″N 15°05′36.03″E / 37.500884°N 15.093341°E37.500884; 15.093341
Caratteristiche
TipoStazione merci
Stato attualedismessa
Attivazione1869
DintorniCapitaneria di Porto di Catania
 
Mappa di localizzazione: Catania
Catania Marittima
Catania Marittima
Trasporti

La stazione di Catania Marittima era una stazione solo per merci posta all'interno del Porto di Catania che sovrintendeva alle operazioni di carico, scarico e movimentazione delle merci tra treno e nave e alla circolazione delle tradotte in manovra sul raccordo di collegamento con Catania Centrale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Catania Marittima nacque poco dopo la costruzione della ferrovia Messina-Catania ad opera della Società Vittorio Emanuele; venne aperta all'esercizio il 1º luglio 1869 il giorno in cui la stazione di Catania Centrale venne collegata al fascio binari del porto mediante un raccordo in discesa lungo 914 metri[1]. Il 3 gennaio 1867 era stato aperto all'esercizio il tronco ferroviario Giardini-Catania della ferrovia Catania – Messina (il cui primo tratto era stato inaugurato alla fine dell'anno precedente). Si era evidenziata infatti l'urgenza di collegare il porto alle zone produttive della fascia orientale e, soprattutto per attrarre verso il porto di Catania la produzione zolfifera di Villarosa e dell'area centro-orientale dell'Isola che prima vertevano sui porti di Palermo e Porto Empedocle[2][3]. La stazione centrale stessa era stata costruita nell'area delle raffinerie di zolfo, (ove ora sorge il Centro fieristico le Ciminiere) a nord della città. Nella metà degli anni trenta venne ampliato il porto di Catania con la costruzione del grande molo Crispi, lungo il quale vennero stesi i binari, ampliando il fascio della stazione marittima e realizzando il secondo varco di accesso denominato proprio Varco Crispi. La stazione marittima ha subito un calo di importanza in seguito alla diminuzione del trasporto dello zolfo e dei suoi derivati e all'abbandono del trasporto a carro da parte delle FS. La stazione era presenziata da un Dirigente Movimento o da un Capogestione che, oltre alla gestione commerciale del traffico, disciplinava anche la circolazione delle tradotte in manovra provenienti o dirette alla Stazione Centrale previo nulla-osta scambiato con la Cabina ACEI di quest'ultima[4] La stazione ha iniziato a diminuire la sua attività già all'inizio degli anni ottanta in seguito al progressivo abbandono del traffico interno di scambio treno-nave.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La stazione comprendeva il fascio di binari poste lungo le banchine, il Molo Centrale e il Molo Crispi. Ad essa si accedeva dal raccordo in discesa lungo 914 m proveniente dalla stazione Centrale che al termine si divideva, mediante uno scambio verso i due accessi detti Varco Crispi e Varco Centrale quest'ultimo fiancheggiante la Stazione Porto della Ferrovia Circumetnea che parallelamente stendeva i suoi binari. La circolazione avveniva sempre in regime di manovra con presenziamento a terra nell'ultimo tratto[5]. Per le esigenze di movimentazione e manovra dei carri merci veniva utilizzata una locomotiva a vapore fornita dal Deposito Locomotive di Catania in turno fino ai primi anni settanta. In seguito venne fornita solo all'occorrenza una locomotiva diesel da manovra; viene ancora utilizzato, in maniera saltuaria, il solo Varco Centrale, mentre la stazione è dismessa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Tuzza, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926
  2. ^ Giarrizzo, pp. 9,10
  3. ^ l'opinione più diffusa era che "la sola ferrovia utile" fosse quella che "raggiunge il paese dello zolfo" cioè la vasta zona di estrazione tra Caltanissetta e Agrigento. Giarrizzo, p. 10
  4. ^ FO 152a, Norme e disposizioni di carattere generale, punto 3/e, p. 6
  5. ^ FO 152a, Norme e disposizioni di carattere generale, punto 3/e, pp. 6-7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Giarrizzo, Catania, Bari, editori La Terza, 1986.
  • Orario generale di servizio, fascicolo 152a, Palermo, Ferrovie dello Stato, 31 maggio 1981-28 maggio 1983.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]