Stazione di Carrara Marittima

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Carrara Marittima
stazione ferroviaria
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàCarrara, frazione Marina, area retroportuale
Coordinate44°02′05.18″N 10°03′42.44″E / 44.034772°N 10.061788°E44.034772; 10.061788Coordinate: 44°02′05.18″N 10°03′42.44″E / 44.034772°N 10.061788°E44.034772; 10.061788
LineeRaccordi industriali di Carrara tratta meridionale
Caratteristiche
TipoScalo in superficie, di testa
Stato attualeIn uso
Attivazione1938
Binari3 passanti + 3 tronchi
DintorniPorto di Carrara

La stazione di Carrara Marittima è uno scalo ferroviario marittimo situato nella frazione Marina del comune di Carrara al servizio del porto di Carrara.

L'impianto non è da confondere con lo scalo marittimo proprio del porto, programmato per la realizzazione dal 2001 ma non ancora realizzato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo scalo venne inaugurato nel 1938 in concomitanza dell'inaugurazione della Zona Industriale Apuana e dei raccordi al suo servizio[1].

Strutture e impianti[modifica | modifica wikitesto]

Lo scalo è costituito da una grande area utilizzata per l'accantono di container e altre merci, da diversi capannoni, un'area apposita con un carroponte per l'accantono del marmo e da un ampio parcheggio per i camion che portano ordinariamente le merci dentro lo scalo.

Dispone anche di 6 binari, 3 passanti esterni all'area[2] e altri 3 tronchi posti all'interno, sui quali sostano normalmente lunghi convogli marmiferi. Sul tronchino che piega verso nord e finisce al limite dello spazio adibito allo stazionamento del marmo è presente sotto la pensilina di un hangar una locomotiva della Società Ferroviaria Apuo Veneta, precedentemente DB.202[3].

Sul 2º tronchino dello scalo in direzione mare è accantonata la locomotiva FS 225.6009, utilizzata in passato dall'Ente Retroportuale fino a metà degli anni novanta[4][5].

Movimento[modifica | modifica wikitesto]

Il traffico che interessa lo scalo è esclusivamente di tipo merci, effettuato tramite ferrovia e tramite trasporto su gomma[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia N. 191
  2. ^ In D.146.001 sul binario 1 del raddoppio dello scalo oltre alla D.146 si possono notare due dei tre binari del raddoppio. Il terzo non interessa tecnicamente lo scalo, essendo sopraelevato rispetto ad esso ed essendo posto al di fuori della sua area.
  3. ^ Paolini (2010)
  4. ^ Photorail
  5. ^ Paolini (2006)
  6. ^ Lo testimoniano gli stessi binari e i mezzi su gomma presenti nello scalo.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Materiale fotografico[modifica | modifica wikitesto]