Poseidon (sottomarino autonomo)

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Poseidon
Status6-2015.png
Progetto del sistema multiuso russo Poseidon
Descrizione
TipoVeicolo sottomarino senza pilota
CostruttoreRubin
Utilizzatore principaleRussia Russia
Peso e dimensioni
Lunghezza24 m
Diametro1,60 m
Prestazioni
Gittataoltre 10.000 km
Velocità185 km/h (100 nodi, valore massimo)
Profondità operativa massima1.000 m
Motoreelettrico
Esplosivotestata nucleare al cobalto da 100 Mt
dati tratti da Le nuove armi strategiche della Russia[1]
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Il Poseidon[2][3], in codice Status-6 (russo: Статус-6) oppure Kanyon (soprannome NATO)[4], è un veicolo sottomarino senza pilota (una sorta di drone subacqueo, con possibilità di guida autonoma verso il bersaglio) sperimentale a lunga gittata russo, armato con una testata nucleare da 100 Mt al cobalto-60[5] ed in grado di creare, con l’esplosione del suo carico bellico, uno tsunami con onde alte 500 m e di inquinare, con la radioattività residua, ampi tratti di mare prospicienti alle coste, oltreché distruggere eventualmente l'industria petrolifera su piattaforme di una nazione nemica [6].

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni cinquanta del XX secolo lo Strategic Air Command americano avrebbe potuto distruggere l’Unione Sovietica con un attacco nucleare preventivo, senza che quest’ultima potesse opporsi o effettuare ritorsioni. Il fisico nucleare Andrei Sakharov propose lo sviluppo di un siluro armato con una testata nucleare da 100 Mt, in grado di devastare le coste degli Stati Uniti d'America, generando uno tsunami di enormi proporzioni, con onde alte 500 m,[7] e inquinando le aree costiere con le radiazioni residue, al fine di distruggere l’industria ittica.[8][9]

Il 9 novembre 2015,[1] durante un incontro avvenuto a Sochi, nel sud della Russia, tra il Presidente Vladimir Putin e alcuni alti funzionari della difesa, alcune emittenti televisive locali ripresero tra le mani di un generale[1] il progetto di un segretissimo drone sottomarino, denominato in codice Ocean Multipurpose System: Status-6.[8][10][11] I notiziari serali della NTV e di Channel One[N 1] del 10 novembre successivo mostrarono il filmato dell’incontro, compreso il documento con disegni e dettagli del progetto Status-6.[12] Il documento afferma che il sistema d’arma progettato sarà in grado di creare "estese zone di contaminazione radioattiva" nelle aree costiere "nemiche", rendendole "inadatte" per attività militari, economiche o di altro tipo "per lungo tempo". La reazione del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov alla fuga di informazioni fu moderata[N 2] ma pochi servizi di informazione credettero che un simile progetto fosse sfuggito per una fortuita coincidenza ai militari russi, in quanto la riunione verteva proprio sulle contromisure da adottare in uno scontro ipotetico contro la NATO e gli Stati Uniti.[13] Secondo il documento, il drone sarebbe stato lanciato da due nuovi modelli di sottomarini che la Russia aveva iniziato a produrre negli ultimi tre anni, ed avrebbe una portata massima tra le 5.400 e le 6.300 miglia nautiche (tra i 10.000 e gli 11.700 chilometri circa), viaggiando ad una una velocità di crociera di 30 nodi (circa 55 km/h), ma con spunti di accelerazione fino a raggiungere una velocità massima di 100 nodi (185 km/h, 115 mph)[11][12][14] ad una profondità di 1.000 metri[15] grazie ad alla propulsione affidata ad un piccolo reattore nucleare dotato di pump-jet. Il drone è dotato di ogni tecnologia stealth disponibile al fine di ridurre la traccia acustica.[7][12]

Il giornale governativo Rossiiskaya Gazeta in seguito ha riportato i dettagli dell'arma, senza mostrare il diagramma apparso in televisione. Il mini-sottomarino robot Status-6 sarebbe sviluppato da Rubin,[1] un ufficio di progettazione di sottomarini a San Pietroburgo armato con una testata nucleare al cobalto-59 da 100 Megatoni,[6] che in caso di esplosione si sarebbe trasformato nel ben più radioattivo cobalto-60, in grado di inquinare vasti tratti di mare per un periodo di almeno cinque anni.[6] Lanciato dal sottomarini a propulsione nucleare della classe Oscar[16] K-139 Belgorod[N 3] 09852 e classe Yasen modificata Khabarovsk[1] 09851,[8] il drone sottomarino sarebbe in grado di "evitare tutti i dispositivi di localizzazione acustica e altre trappole". In una intervista rilasciata a Radio Sputnik, che fa parte dell'agenzia statale russa Sputnik, dal caporedattore della rivista Natsionalnaya Oborona Igor Korotchenko, quest'ultimo ha fornito alcuni dettagli sul sistema d'arma Status-6, che sarebbe una risposta asimmetrica allo schieramento del sistema di difesa missilistica NMD[N 4] da parte degli Stati Uniti e della NATO, consentendo di trasportare una testata nucleare di grande potenza sulle coste statunitensi, neutralizzando qualsiasi dispositivo di difesa americano.[17] Secondo Korotchenko lo Status-6 non sarebbe stato pronto prima del 2019, ma alcune agenzie di intelligence occidentale hanno dichiarato che il 27 novembre 2015 ha avuto luogo un lancio sperimentale di tale sistema da parte del sommergibile sperimentale S-90 "Sarov".

Secondo l'agenzia di intelligence americana CIA l'incidente in televisione è stato solo un abile tentativo di disinformazione.[5] Recenti informazioni hanno ridotto la velocità massima a 56 nodi (100 km/h),[1] e la profondità massima raggiungibile a 975 m,[1] mentre confermano la gittata a 11 500 km.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tale televisione è sotto stretto controllo del Cremlino.
  2. ^ Peskov disse in quella occasione: È vero, informazioni classificate sono state riprese dalle telecamere. Alcune le abbiamo fatte cancellare, ma non siamo riusciti a ritirare l’intero girato. Ci auguriamo che questo non accadrà più in futuro.
  3. ^ Completato nel 2017, è ufficialmente designato come evoluzione della classe Oscar II Progetto 949A. Il battello svolgerà missioni di ricerca scientifica come piattaforma per sottomarini senza equipaggio e speciali attrezzature. Il K-139 è stato riprogettato con una nuova sezione centrale di trenta metri che ha portato le dimensioni del sottomarino a 184 metri. Trenta metri in più della classe Oscar originale ed undici più lungo della Classe Typhoon.
  4. ^ Il sistema NMD dovrebbe intercettare i missili balistici intercontinentali russi sul territorio europeo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Ferretti 2018, p. 40
  2. ^ (EN) New Russian weapons named, in Jane's 360, 23 marzo 2018. URL consultato il 5 aprile 2018.
  3. ^ Russia, le prime immagini del siluro a propulsione nucleare Poseidon, in Il Giornale, 20 luglio 2018. URL consultato il 14 febbraio 2019.
  4. ^ (EN) Russia Building Nuclear-Armed Drone Submarine, in The Washington Free Beacon, 8 settembre 2015 (archiviato il 20 novembre 2015).
  5. ^ a b (EN) CIA: Leak of Nuclear-Armed Drone Sub Was Intentional, in The Washington Free Beacon, 19 novembre 2015 (archiviato il 20 novembre 2015).
  6. ^ a b c Ferretti 2018, p. 41
  7. ^ a b Why A Russian Super-Radioactive Atomic Torpedo Isn't The News You Think It Is [1]
  8. ^ a b c Russian Mystery Submarine Likely Deployment Vehicle for New Nuclear Torpedo. USNI News. [2]
  9. ^ What Is The Purpose Of Russia's Deadly Status-6 Torpedo
  10. ^ What Is The Purpose Of Russia's Deadly Status-6 Torpedo
  11. ^ a b Steven Pifer S. Russia's perhaps-not-real super torpedo. Brookings Institution. November 18, 2015 [3]
  12. ^ a b c Oliphant R. Secret Russian radioactive doomsday torpedo leaked on television. Telegraph. 13 Nov 2015 [4]
  13. ^ 'Assured unacceptable damage': Russian TV accidentally leaks secret 'nuclear torpedo' design — RT News [5]
  14. ^ http://www.businessinsider.com.au/trump-tweet-us-nuclear-weapons-vs-russia-2016-12
  15. ^ http://www.popularmechanics.com/military/weapons/a24216/pentagon-confirm-russia-submarine-nuke/
  16. ^ Revealed: Russia's Top Secret Nuclear Torpedo. The Diplomat
  17. ^ (EN) What Is The Purpose Of Russia's Deadly Status-6 Torpedo, in ValueWalk, 8 dicembre 2015. URL consultato il 16 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Periodici[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo Ferretti, Le nuove armi strategiche della Russia, in Panorama Difesa, nº 374, Firenze, Ed. A.I. srl., maggio 2018, pp. 4-15.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]