Statua di Khasekhemui in scisto verde

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Statua di Khasekhemui in scisto verde
Khasekhemwy.jpg
Autoresconosciuto
Dataincerta; forse 2710 a.C. circa
Materialescisto verde
Dimensioni56,5×13,3×30 cm
UbicazioneMuseo egizio del Cairo

La statua di Khasekhemui in scisto verde è un'antica scultura egizia raffigurante il faraone Khasekhemui, che regnò verosimilmente dal 2740 a.C. al 2705 a.C.[1] o secondo altri, in presenza di molte incertezze, tra il 2875 a.C. e il 2790 a.C[2] - durante l'arcaica II dinastia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La statua vista di fronte

Fra i più antichi esempi di statuaria egizia, e la più antica statua regale[3], dimostra già una grande maestria nella lavorazione della pietra dura. Appartiene a una coppia di statue posta dal faraone nel tempio di Ieracompoli, ove è stata rinvenuta nel 1898 da James Edward Quibell[1].

Khasekhemui è assiso su un trono dall'aspetto semplice, indossa la corona bianca (khedyet) dell'Alto Egitto e il mantello bianco della festa giubilare sed, con la quale il Paese celebrava un ringiovanimento del sovrano a partire dal suo 30º anno di regno. La mano destra è chiusa e poggia sulla coscia mentre la mano sinistra risiede sul cavo cubitale destro; entrambe impugnavano originariamente scettri oggi perduti. I piedi nudi poggiano su una pedana[1][3]. L'intera porzione destra della testa e della corona è andata perduta e il naso manca completamente, ma la parte rimanente lascia intuire l'abilità ritrattistica dell'esecutore, con gli occhi e gli angoli della bocca resi plasticamente[1][4].

Tutto intorno alla base della scultura compaiono inscritti numeri e simboli a indicare quanti nemici sottomise il re. Il loro numero ammonta a 47'209[1], cifra sicuramente iperbolica[3]. La pratica di evocare grandi imprese tramite oggetti e monumenti votivi era diffusa già nel Periodo predinastico dell'Egitto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Official Catalogue of the Egyptian Museum - Cairo, Verlag Philip von Zabern (ed.), Mainz (1987), reperto n°14
  2. ^ Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bompiani, Milano (2003) ISBN 88-452-5531-X p.467
  3. ^ a b c Abeer el-Shahawy & Farid S. Atyia, Egyptian Museum In Cairo: A Walk Through the Alleys of Ancient Egypt, Farid Atiya Press (2006) ISBN 9771721836 p.29
  4. ^ Aldred, De Cenival, Debono, Desroches-Noblecourt, Lauer, Leclant, Vercoutter, I faraoni. Il tempo delle piramidi, Bur (2004) ISBN 88-17-00286-0 p.175