Staphylea pinnata

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Staphylea pinnata
Staphylea pinnata.jpg
S. pinnata
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione APG IV
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Mesangiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Eudicotiledoni centrali
(clade) Superrosidi
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi
(clade) Eurosidi II
Ordine Crossosomatales
Famiglia Staphyleaceae
Genere Staphylea
Specie S. pinnata
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Sapindales
Famiglia Staphyleaceae
Genere Staphylea
Specie S. pinnata
Nomenclatura binomiale
Staphylea pinnata
L., 1753
Sinonimi

Staphylea pinnatifida
Gueldenst.
Staphylodendron pinnatum
(L.) Crantz

Staphylea pinnata (L., 1753), comunemente nota come bossolo o falso pistacchio[2], è una pianta appartenente alla famiglia delle Staphyleaceae, originaria di Europa, Caucaso e Asia minore[3].

Tavola botanica di S. pinnata.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È un arbusto deciduo che può raggiungere i 6 metri d'altezza.

Le foglie sono imparipennate, e fiorisce tra maggio e giugno. I fiori sono bianchi, profumati e a forma di campana, raccolti in pannocchie lunghe fino ai 13 cm[4].

I frutti maturano tra settembre e novembre, e sono capsule che raggiungono i 4 cm. I semi sono commestibili[5].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

S. pinnata è una specie presente in Europa centro-orientale (dalla Francia all'Ucraina) ed in alcune stazioni isolate in Asia Minore e Caucaso[3].

In Italia è presente in una fascia pedemontana / prealpina a sud delle Alpi Centrali e Orientali e inoltre in aree collinari e montane dell'Appennino dall'Emilia alla Campania[6].

Coltivazione[modifica | modifica wikitesto]

È coltivato come pianta ornamentale in suoli non troppo aridi o alcalini[5].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Staphylea pinnata, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ^ S.Radivo, Staphylea pinnata L., su Forum Acta Plantarum, 2008. URL consultato il 20 ottobre 2020.
  3. ^ a b (EN) Staphylea pinnata L. | Plants of the World Online | Kew Science, su Plants of the World Online. URL consultato il 23 aprile 2021.
  4. ^ Missouri Botanical Garden—Staphylea pinnata
  5. ^ a b Plants for a Future—Staphylea pinnata
  6. ^ (EN) M. Barstow e Y. Harvey-Brown, European Bladdernut - Staphylea pinnata, su IUCN Red List, 2017 (errata: 2018). URL consultato il 20 ottobre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Helmut Genaust: Etymologisches Wörterbuch der botanischen Pflanzennamen, Nikol-Verlag, Hamburg 1996 ISBN 978-3-937872-16-2, S. 608.
  • Dericks-Tan, Vollbrecht: Auf den Spuren der Wildfrüchte in Europa, Abadi-Verlag 2009, ISBN 978-3-00-021129-4, S. 230-231.

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