Stanze della Memoria

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Stanze della Memoria
Ingresso Stanze della Memoria.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàSiena
Indirizzovia Malavolti 9
Caratteristiche
Periodo storico collezioni1900-1945
Apertura2007
GestioneIstituto storico della Resistenza senese e dell'età contemporanea
DirettoreLaura Mattei
Sito web

Coordinate: 43°19′20.24″N 11°19′43.13″E / 43.322289°N 11.328647°E43.322289; 11.328647

Le Stanze della Memoria dal 2007 costituiscono un percorso museale e didattico situato nei locali della ex Casermetta della Repubblica Sociale Italiana di Siena, che fu luogo di interrogatori e torture degli antifascisti senesi fino alla Liberazione.

Lapide posta a lato dell'ingresso alla Casermetta

La Casermetta[modifica | modifica wikitesto]

La Casermetta era parte di una villa cittadina (Palazzo Ciacci) di proprietà del Monte dei Paschi di Siena; venne donata al partito fascista che ne fece la propria sede dagli anni '30 fino alla Liberazione[1]. Oltre ad essere stata teatro di torture e sevizie nei confronti degli antifascisti senesi, fu il luogo da cui partirono spedizioni stragiste contro i partigiani della provincia di Siena.

Percorso museale[modifica | modifica wikitesto]

Installazione all'interno del museo Stanze della memoria

Attraverso documenti scritti e fotografici si ripercorre la storia della città di Siena del primo novecento, soffermandosi sul ventennio fascista, la Resistenza e la Liberazione.

Attività didattica[modifica | modifica wikitesto]

Le Stanze svolgono attività con studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Sono uno spazio laboratoriale dove vengono avviati specifici progetti di ricerca, visionati documentari storici, organizzati seminari e percorsi di apprendimento tematici su un pezzo di storia senese (1920-1945); particolare attenzione viene rivolta alla divulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana nata dall'antifascismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ stanze della memoria (PDF), su anpi.it. URL consultato il 9 febbraio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Meoni, La Casa del Popolo di SIena e il "dono della vergogna", Siena, Istituto Storico della Resistenza Senese, 2003, p. 60.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]