Stanley Praimnath

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Stanley Praimnath (...) è un sopravvissuto agli attentati dell'11 settembre 2001. Lavorava presso la banca Fuji Ginkō, all'81º piano della Torre Sud del World Trade Center di New York, ed è famoso soprattutto per essere una delle pochissime persone che riuscirono a salvarsi pur trovandosi più in alto rispetto al punto di impatto dell'aereo (dall'81° piano in su si salvarono solo quattro persone).[1][2] Praimnath ha in seguito raccontato più volte la sua vicenda in libri, trasmissioni televisive e radiofoniche, scuole, istituzioni religiose.

11 settembre 2001[modifica | modifica wikitesto]

Il volo United Airlines 175 si schianta contro la Torre Sud

Quando, alle 8:46 dell'11 settembre 2001, il primo aereo si schiantò sulla Torre a fianco a quella dove lui lavorava, Praimnath era già in ufficio. Uscì immediatamente, considerando ovvio che si dovesse evacuare l'edificio, e in pochi minuti lui e altri dipendenti della banca furono al pianterreno. Lì vennero però convinti da un addetto alla sicurezza a tornare ai loro uffici, con l'argomentazione che l'emergenza riguardava solo l'altro edificio e non c'era motivo di evacuarli entrambi.[3]

Praimnath ritornò allora all'81° piano; quandò rientrò in ufficio, alle 9:02, il telefono stava squillando: era una sua amica da Chicago che, avendo saputo dell'impatto del primo aereo, voleva sue notizie. Praimnath la rassicurò dicendole che i problemi riguardavano esclusivamente l'altra torre, ma mentre le parlava, con la coda dell'occhio notò qualcosa di strano dalle finestre, che davano sulla baia di New York. Si girò per guardare, e vide il secondo aereo che stava per schiantarsi sulla sua torre: esso pareva dirigersi proprio verso la sua finestra. Fece appena in tempo a buttarsi sotto la scrivania, e vi fu l'impatto. L'aereo si schiantò un paio di piani al di sotto del punto dov'era Praimnath; il soffitto crollò ma l'uomo rimase miracolosamente quasi illeso.[4]

In mezzo a fumo, cenere e macerie, Praimnath uscì carponi dall'ufficio e percorse circa 40 metri fino alla tromba delle scale. Ebbe la sensazione che nessun altro sul suo piano fosse rimasto vivo. L'accesso alle scale era però bloccato dalle macerie, così Praimnath iniziò a urlare per cercare aiuto. In quel momento sulle scale c'era Brian Clark, una persona che lavorava all'84° piano e che era sceso di tre piani per verificare se le scale fossero praticabili, insieme a un gruppo di colleghi. Clark si accorse della presenza di Praimnath e si avvicinò per aiutarlo, riuscendo infine a farlo arrivare sulle scale.[5]

Clark e il gruppo erano indecisi se tentare di scendere le scale (era necessario attraversare i piani interessati dall'impatto dell'aereo, cosa forse non possibile) o salire verso il tetto dell'edificio, sperando in soccorsi per via aerea. Il gruppo alla fine decise per la salita al tetto: del resto le scale erano invase dal fumo e una donna lì incontrata aveva affermato che nei piani più in basso il fumo stesso si faceva troppo denso per poter proseguire. Praimnath e Clark, invece, pensarono che fosse il caso di verificare di persona se la via fosse davvero impraticabile, così decisero di scendere.[6] Furono fortunati: il fumo non era in effetti insopportabile, inoltre quella era l'unica scala dell'edificio rimasta intatta dopo l'impatto dell'aereo, e che permettesse quindi di attraversare i piani colpiti dal velivolo. Man mano che scendevano i piani, il fumo cominciò a diradarsi, sicché i due poterono scendere le scale in maniera relativamente rapida, incontrando varie altre persone e aiutandone alcune, finché non uscirono fuori dall'edificio.[1][5][7]

Una volta fuori, mentre camminavano a pochi isolati dalla torre da cui erano usciti, Praimnath, guardando l'edificio e vedendolo in brutte condizioni, si domandò se non rischiasse di cedere. Clark stava per rispondere "Sono strutture d'acciaio, non è possibile...", quando l'edificio cominciò a crollare.[senza fonte] I due trovarono riparo all'interno di un palazzo vicino, dopodiché si salutarono: Praimnath andò a un ospedale per farsi medicare alcune ferite, Clark tornò a casa. I due, che non si conoscevano prima dell'11 settembre, sono in seguito apparsi insieme numerose volte in trasmissioni televisive e documentari, per raccontare la loro storia.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Robert Kolker, Stairwell A - The only way out, New York, 27 agosto 2011.
  2. ^ Dwyer e Flynn, p. 319.
  3. ^ Dwyer e Flynn, pp. 100-102.
  4. ^ Dwyer e Flynn, pp. 137-139.
  5. ^ a b Dwyer e Flynn, pp. 143-145.
  6. ^ Del gruppo di persone che tentarono di salire al tetto nessuno si salvò, ad eccezione di uno: Ron DiFrancesco. Il gruppo arrivò al 91° piano, ma constatò che da lì era impossibile proseguire. Molti allora, stremati dalla fatica, pensarono che l'unica loro speranza fosse attendere eventuali soccorsi. DiFrancesco invece decise di scendere nuovamente e tentare la strada che era stata presa da Praimnath e Clark. In questo modo poté arrivare fino al pianterreno, ed uscì dalla torre appena prima che essa crollasse. La quarta e ultima persona che si salvò fu Richard Fern: quando il secondo aereo colpì l'edificio, Fern stava salendo sull'ascensore all'84° piano. Venne sbattuto su una parete dell'abitacolo, che fu immediatamente invaso dalle fiamme. Fern riuscì a saltare fuori dall'ascensore e in seguito si salvò utilizzando le stesse scale degli altri sopravvissuti. (Cfr. Dwyer e Flynn, pp. 145-146, e Robert Kolker, Stairwell A: The only way out, New York, 27 agosto 2011.)
  7. ^ Dwyer e Flynn, pp. 163-165.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie