Stadio Matusa

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Stadio comunale
Matusa
Stadio Matusa, Frosinone (2007).jpg
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Via Marittima s.n.c., Frosinone
Inizio lavori 1932
Inaugurazione 1932
Chiusura 2017
Demolizione 2017
Struttura Pianta rettangolare, settori separati
Copertura Tribuna centrale
Pista d'atletica Assente
Ristrutturazione 2006, 2015
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 m × 65 m
Proprietario Comune di Frosinone Frosinone-Stemma.png
Progetto Edgardo Vivoli
Uso e beneficiari
Calcio Frosinone (1932-2017)
Capienza
Posti a sedere 9 680[1]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 41°38′16″N 13°20′35″E / 41.637778°N 13.343056°E41.637778; 13.343056

Lo stadio comunale è stato il principale impianto calcistico della città di Frosinone fino al 15 giugno 2017, giorno in cui è stato salutato ufficialmente per l'ultima volta dai suoi tifosi con una cerimonia svoltasi all'interno del rettangolo di gioco. Era comunemente noto con la denominazione di stadio Matusa ed ospitava le partite interne della squadra locale, il Frosinone, adesso svolte presso lo stadio Benito Stirpe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione e evoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel 1932 su progetto dell'ingegner Edgardo Vivoli[2], l'impianto originario consisteva in un semplice campo del tutto privo di spalti e recintato da una semplice staccionata.

Lo stadio fotografato nel secondo dopoguerra: si nota la presenza della sola tribuna centrale coperta.

Alla fine degli anni 1930 il campo venne dotato di una prima tribuna scoperta. Nel secondo dopoguerra, a seguito dell'edificazione di alcune palazzine popolari del piano INA-Casa lungo la via Marittima, il terreno di gioco dovette essere leggermente spostato, pur continuando ad insistere nella medesima area.

In generale lo stadio, sorto in una zona all'epoca periferica e scarsamente antropizzata, finì per essere "fagocitato" dall'espansione urbanistica di Frosinone, trovandosi presto serrato tra molte palazzine ad uso residenziale.

Nel 1949 la tribuna centrale venne dotata di una tettoia (un semiarco di cemento che parte dalle fondamenta dietro la tribuna e sporge al di sopra di essa) e fu edificato un ulteriore settore di spalti (i distinti) prospiciente ad essa. Successivamente per alcuni decenni non furono effettuati ulteriori interventi, sicché la struttura iniziò presto a manifestare una certa obsolescenza. Per via di ciò, agli inizi degli anni 1970, il giornalista locale Luciano Renna soprannominò l'impianto Matusa: tale nomignolo ebbe larga diffusione, arrivando ad essere de facto adottato in via preferenziale per designare lo stadio.

Alla fine degli anni 1970 lungo i lati corti del campo vennero costruite due ulteriori gradinate (le curve): per praticità ed economia esse vennero realizzate con una struttura tubolare metallica non permanente.

A seguito della promozione in Serie C1 del Frosinone, nel 1987 la capienza dello stadio fu portata a 10.000 spettatori, ampliando in particolare il settore dei distinti. La capienza fu poi quasi dimezzata negli anni successivi, allorché i gialloblù retrocedettero in Serie D. Nel giugno 2006, a seguito della promozione in Serie B del Frosinone, l'impianto passò da 5 600 a 9 680 posti (il surplus fu ricavato ampliando la tribuna centrale coperta, i distinti e le due curve).

Il record di spettatori in una partita interna del Frosinone risale al campionato di Serie C1 1988-1989 con circa dodicimila spettatori per l'incontro Frosinone-Campobasso.[3]

Ultimi sviluppi e destino finale[modifica | modifica wikitesto]

A seguito della promozione in Serie A del Frosinone, il 16 maggio 2015 la società e il comune concordarono di trasferire il terreno di gioco allo stadio Benito Stirpe (anche noto come stadio Casaleno, dal nome del quartiere cittadino in cui è ubicato),[4] costruito a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta[5], ma rimasto incompiuto e poi impiegato come campo di allenamento.[6].

In attesa della conclusione dei lavori, il Frosinone ha continuato a giocare nell'impianto di via Marittima, su cui erano stati praticati alcuni adeguamenti:

  • aumento della capienza del settore distinti di 320 posti;
  • installazione di nuove postazioni per la stampa in tribuna centrale;
  • ampliamento degli spogliatoi;
  • edificazione di una piccola struttura da usare come sala stampa;
  • aumento dei tornelli all'ingresso di ogni settore;
  • interventi sulla curva sud, che viene riservata ai tifosi ospiti;
  • potenziamento del sistema di illuminazione;
  • miglioramento dei punti di ristoro.

La capienza dell'impianto arrivò così a 10 000 posti a sedere[7], inferiori agli standard del massimo campionato, ma sufficienti per ottenere dalla Lega Serie A una deroga provvisoria (di durata annuale) per continuare ad usufruirne[8].

Al termine della stagione 2016-2017, lo stadio comunale è stato chiuso e progressivamente demolito (ad eccezione della tribuna centrale, riattata a spazio per eventi) facendo spazio ad un nuovo parco urbano[9].

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio presentava una struttura composita a pianta rettangolare. Gli spalti (capaci di un totale di 9680 posti) si articolavano in quattro settori separati, costruiti a momenti alterni:

  • Tribuna, settore principale (nonché più antico) degli spalti, si suddivideva in tribuna centrale coperta (capace di 480 posti), tribuna laterale nord e sud (225 posti cadauna); accoglieva inoltre 59 postazioni per giornalisti e radiotelecronisti. Era una struttura stabile, in muratura e cemento armato. Al suo interno erano ubicati i locali tecnici principali dell'impianto.
  • Distinti, opposti alla tribuna, disponevano di 2900 posti e anch'essi erano costruiti in muratura.
  • Curva nord, capace di 2800 posti, era costruita in tubolari metallici, ed ospitava i gruppi della tifoseria organizzata frusinate.
  • Curva sud, settore riservato alla tifoseria ospite e capace di 3000 posti, era a sua volta costruita in materiale ferreo.

Gli spalti, data l'assenza di infrastrutture intermedie (p.es. pista di atletica, velodromo o simili), affacciavano direttamente sui bordi del terreno di gioco, la cui superficie era in erba naturale e misurava 110 × 65 m. L'illuminazione notturna era garantita da quattro cluster di riflettori alloggiati su altrettanti piloni posti in corrispondenza degli angoli del muro di cinta.

Incontri di selezioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Matusa ha ospitato un incontro della Nazionale di calcio dell'Italia Under-21

Frosinone
14 novembre 2006, ore 21:00 CET
Gara amichevole
Italia Italia 0 – 0 Rep. Ceca Rep. Ceca Stadio Matusa
Arbitro Turchia Bülent Yildirim

Il Matusa nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio è comparso nello spot trailer del videogioco FIFA 12[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.frosinonecalcio.com/lo-stadio/
  2. ^ Maurizio Federico e Costantino Jadecola, La città è vuota e in rovina! La guerra a Frosinone 1943-44 (PDF)[collegamento interrotto], Frosinone, Biblioteca Comunale Turriziani, 2005.
  3. ^ Lo Stadio Comunale "Matusa" di Frosinone, web.archive.org.
  4. ^ Frosinone, c'è l'ok del Comune per lo stadio Casaleno: vinto l'appalto per la ristrutturazione dell'impianto., su Calcio & business. URL consultato il 6 aprile 2016.
  5. ^ Stadio pronto ma per allenarsi, Ciociaria Oggi, 5 gennaio 1989.
  6. ^ Nuovo stadio Casaleno, skyscrapercity.com. (archiviato dall'url originale il 6 marzo 2016).
  7. ^ Frosinone/Matusa, primi operai a lavoro per la serie A, in L'Inchiesta, 9 giugno 2015.
  8. ^ Frosinone, arriva la deroga per il Matusa, in Corriere dello Sport - Stadio, 8 agosto 2015.
  9. ^ Frosinone: parco urbano di un ettaro al Matusa, su comune.frosinone.it, 7 marzo 2016.
  10. ^ Filmato audio Brand new FIFA 12 TV Spot trailer, su YouTube.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]