Stadio Olimpico Grande Torino

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Stadio Olimpico Grande Torino
Stadio Municipale Benito Mussolini
Stadio Comunale Vittorio Pozzo
Stadio Olimpico di Torino.JPG
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneVia Filadelfia, 96/B
10134 Torino
Inizio lavori1932
Inaugurazione1933
CoperturaTotale
Pista d’atleticaRimossa
Ristrutturazione2003-2005
Costi di ricostr. 30 000 000 circa
Mat. del terrenoErba
Dim. del terreno105 × 68
ProprietarioComune di Torino
(1933-2002)
Torino Calcio
(2002-2005)
Comune di Torino
(2005-presente)
GestoreTorino Football Club
ProgettoAppalti vari
Uso e beneficiari
CalcioTorino
(1958-1959, 1963-1990 e 2006-presente)
Juventus
(1933-1990 e 2006-2011)
AllenamentoJuventus
(1933-1943 e 1994-2003)
Torino
(2003-2004)
Capienza
Posti a sedere27 927[1]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°02′30″N 7°39′00″E / 45.041667°N 7.65°E45.041667; 7.65

Lo stadio Olimpico Grande Torino è un impianto multifunzionale di Torino, sito in via Filadelfia, il cui uso prevalente è calcistico, anche se è in grado di ospitare incontri di rugby e manifestazioni extrasportive.

Già stadio Municipale Benito Mussolini dal 1933 alla seconda guerra mondiale,[2] stadio Comunale dal secondo dopoguerra al 2005 (stadio Comunale Vittorio Pozzo dal 1986 in avanti[2]), e stadio Olimpico a cavallo degli anni 2000 e 2010, dal 2016 ha assunto l'odierna denominazione in memoria della formazione del Grande Torino.[3]

Sorto negli anni 1930, l'impianto si trova nel quartiere di Santa Rita, nella zona centro-sud della città, affacciandosi sui corsi Sebastopoli e Agnelli, sulla via Filadelfia e sul piazzale Grande Torino. Fino al 1990, anno della loro migrazione al Delle Alpi, fu la sede degli incontri interni di Juventus e Torino. Ristrutturato in occasione dei XX Giochi olimpici invernali del 2006, al termine della manifestazione lo stadio tornò a essere utilizzato come impianto di calcio, suo uso originario, e riprese a ospitare le gare interne del Torino e (in via transitoria) della Juventus, che lo ha poi abbandonato nel 2011 in favore dello Stadium.

È uno dei quattro stadi italiani (assieme al citato Stadium, all'Olimpico di Roma e al Meazza di Milano) a rientrare nella Categoria 4 UEFA, quella con maggior livello tecnico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Municipale (1933-1945) e Stadio Comunale (1945-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente intitolato a Benito Mussolini, classico esempio di razionalismo italiano, venne costruito nel 1933, sui terreni dei Tetti Varrò, per decisione del duce stesso, al fine di ospitare i "Giochi Littoriali" dell'anno XI, svoltisi quell'anno e i "Campionati Internazionali Studenteschi.[4] Venne inoltre edificato per sostituire i precedenti impianti sportivi presenti nella Piazza d'Armi del 1909-1910.[5] L'amministrazione civica, per abbreviare il più possibile i tempi di costruzione, bandì un appalto-concorso, dividendo poi i lavori fra tre imprese:[4][5] lo stadio (tribune, gradinate e locali interni) fu affidato alla ditta Saverio Parisi di Roma (su progetto dell'architetto Raffaello Fagnoni e degli ingegneri Enrico Bianchini e Dagoberto Ortensi); la pista di atletica leggera, la cosiddetta Torre Maratona (un torrino piezometrico) e le biglietterie all'Impresa ing. Vannacci e Lucherini (progetto dell'arch. Del Giudice, del prof. Colonnetti e dell'ing. Vannacci); la piscina coperta alla Società AN. Imprese Edili Ing. E. Faletti (progetto dell'arch. Bonicelli e dell'ing. Villanova). L'Impresa ing. Guido De Bernardi si occupò infine della preparazione dei campi e delle piste.

Torino e la Nazionale
ItaliaUngheria3-2.jpg

L'11 maggio 1947 il Comunale di Torino ospitò un'amichevole dell'Italia tuttora agli annali, per aver visto in campo tra gli azzurri il maggior numero di giocatori provenienti dallo stesso club.[6] Nella sfida interna contro l'Ungheria, per la prima e unica volta nella storia della selezione italiana, 10 giocatori su 11 appartenevano a una sola squadra, il Grande Torino. I granata che il CT Pozzo schierò in campo in maglia azzurra furono: Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti III, Loik, Gabetto, Mazzola e Ferraris II (capitano azzurro); solo il portiere Sentimenti IV militava in un'altra formazione, la Juventus – tutti i calciatori italiani, quindi, provenivano altresì da club torinesi.[7]

Un'ulteriore particolarità di questo match è data dal fatto che anche i magiari, da parte loro, schierarono una formazione basata sul blocco dell'Újpest, con 9 di loro in campo – uno dei due "estranei" era un giovane e promettente ragazzo dell'Honvéd, Ferenc Puskás –, trasformando de facto l'incontro in una sfida Torino-Újpest.[8] La gara terminò 3-2 per gli azzurri: andati in vantaggio nel primo tempo con una rete di Gabetto, nella ripresa l'ungherese Szusza pareggiò i conti, ma ancora Gabetto riportò subito avanti l'Italia; i magiari trovarono nuovamente il pareggio grazie a un calcio di rigore realizzato da Puskás, ma in Zona Cesarini Loik firmò il gol della vittoria azzurra.[7]

Nel progetto originario lo stadio, con una capienza di 65 000 posti, era formato da un vasto anello ellissoidale, il cui maggior perimetro era di circa 640 m. La base era costituita da una banchina di granito bianco, sulla quale poggiava lo zoccolo in intonaco rosso; dello stesso materiale erano formati i piani a 45° che delimitavano tre strisce vetrate per l'illuminazione dei locali interni, coronate da un parapetto bianco. Sopra questo si affacciavano ampi finestroni limitati da pilastri in cemento che sorreggevano lo sbalzo terminale, sporgente per oltre tre metri con un'inclinazione di 45°. Gli accessi all'interno erano praticati attraverso 27 aperture, la principale delle quali conduceva alla tribuna d'onore, dotata di copertura dalle intemperie. Il parterre era in parte coperto dalle gradinate che vi aggettano a sbalzo, ed era leggermente rialzato nella parte più distante dal campo.

Vista aerea dello stadio Municipale durante gli anni 1930

Il terreno di gioco misurava 70 × 105 m. Attorno vi erano la pista di atletica a sei corsie, le fosse per il getto del peso e il lancio del disco, le piste per il salto in lungo e quello in alto. Inizialmente le curve della pista di atletica erano state progettate a tre centri, ma dopo le proteste del dirigente nazionale Massimo Cartasegna (che aveva partecipato da atleta ai Giochi olimpici del 1908) vennero riprogettate a un solo centro: come risultato finale, però, la pista ebbe una lunghezza anomala di 446,38 metri. I lavori iniziarono negli ultimi giorni di settembre del 1932, e l'opera venne inaugurata il 14 maggio 1933 dal segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace in occasione dell'inizio dei Littoriali.[5] La prima partita disputata nel nuovo scenario è stato un incontro tra la Juventus e gli ungheresi dell'Újpest (6-2), ritorno dei quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale, il 29 giugno 1933.[9]

Dopo gli eventi inaugurali, l'impianto ospitò alcuni incontri del campionato del mondo 1934 svoltosi in Italia.[4] Nel frattempo, dalla stagione 1933-1934,[10] iniziò a ospitare le partite del campionato italiano di calcio: per i primi anni, soltanto quelle della Juventus[4] (che abbandonò definitivamente il vecchio impianto di Corso Marsiglia) in quanto l'altra squadra cittadina, il Torino, giocava all'epoca al Filadelfia di sua proprietà, presso l'adiacente e omonimo borgo nel quartiere Lingotto. La stessa Juventus utilizzò la struttura anche come sede degli allenamenti (fino al 1943).[11] Sulla parte Sud di via Filadelfia, a ridosso dell'Istituto di Riposo della Vecchiaia e dei terreni del Circolo ricreativo del giornale La Stampa, sorse poi un campo di allenamento esclusivo per la squadra bianconera, in seguito battezzato nel 1956 con il nome del calciatore Gianpiero Combi; tale struttura fu abbattuta nel 2004 per far spazio a una in vetro con piscina per il nuoto.

Dal 1938 lo stadio ospitò anche la sede provvisoria del museo dell'automobile di Torino, inaugurato nel 1939, fino al suo definitivo trasferimento, alla fine degli anni 1950, presso corso Unità d'Italia, nel quartiere Nizza Millefonti.

Prima partita Juventus (Coppa dell'Europa Centrale 1933)[12]

Torino
29 giugno 1933, ore 16:10 CEST
Quarti di finale - Ritorno
Juventus 6 – 2
referto
Újpest Stadio Municipale (22 000[13] spett.)
Arbitro Rep. Ceca Bohumil Ženišek

Prima partita (casalinga) Torino (Coppa Italia 1935-1936)[14]

Torino
24 maggio 1936, ore 15:30 CEST
Quarti di finale - Gara unica
Torino 4 – 2
(d.t.s.)
referto
Livorno Stadio Municipale (11 377 spett.)
Arbitro Italia Gianelli (Genova)

Prima partita Juventus Primavera (Campionato Primavera 1962-1963)

Torino
23 maggio 1963, ore 17:00 CEST[15]
Girone Finale
Juventus 6 – 0
referto
Catania Stadio Comunale

Prima partita Torino Primavera (Campionato Primavera 1976-1977)

Torino
19 giugno 1977, ore 17:00 CEST[16]
Finale - Andata
Torino 4 – 1
referto
Cesena Stadio Comunale (5 000 spett.)
Arbitro Gabrielli (Firenze)

Con la fine della seconda guerra mondiale e l'avvenuta caduta del regime fascista, l'impianto perse la denominazione al duce e venne di conseguenza rinominato da Mussolini a un più neutro Comunale. La Juventus continuò a essere l'unica titolare del campo fino all'inizio della stagione 1963-1964, quando il Torino abbandonò definitivamente il Filadelfia e si trasferì anch'esso in pianta stabile al Comunale.[4]

Panoramica dello stadio Comunale negli anni 1960

Il club granata si era inizialmente spostato al Comunale già nel 1958, ma dato che l'annata terminò con la prima retrocessione assoluta della squadra, dalla stagione successiva il Torino scelse scaramanticamente di ritornare a giocare nel suo vecchio stadio; in seguito, dal 1961 al 1963 i granata si riaffacciarono saltuariamente sul manto del Comunale, ma solo per disputarvi le loro partite di cartello. In questo impianto la Juventus ha festeggiato tra il 1933 e il 1986 16 titoli di campione d'Italia (compresi i due ultimi del Quinquennio d'Oro), 8 Coppe Italia e 6 titoli a livello internazionale. Da parte sua, il Torino vi ha conquistato lo scudetto del 1975-1976 e due Coppe Italia. In alcune occasioni, l'impianto fu usato come impianto casalingo dalle formazioni giovanili delle due squadre torinesi, ma anche dalle squadre femminili del capoluogo piemontese.[17] Inoltre, lo stadio ospitò anche alcune partite della squadra di football americano dei Giaguari Torino.[17]

Nel 1959 e nel 1970 il Comunale ospitò rispettivamente la I e VI Universiade, mentre nel 1986 è stato intitolato a Vittorio Pozzo, allenatore due volte campione del mondo con la nazionale italiana (1934 e 1938).[2] L'impianto torinese ha poi ospitato alcuni incontri del campionato d'Europa 1980, ed è stato teatro nel 1985 della prima finale in gara unica di Supercoppa UEFA, disputata tra la Juventus e il Liverpool. Nel 1984, quando la FIFA assegnò all'Italia l'organizzazione del campionato del mondo 1990, si incominciò a parlare di un nuovo stadio per la città, vista l'ormai inadeguatezza del Comunale; nel 1986 venne quindi dato il via libera alle costruzione di quello che sarebbe diventato lo stadio delle Alpi.

Il Comunale ospitò così le gare interne di entrambe le squadre torinesi fino alla stagione 1989-1990: l'ultima partita giocata su questo campo dalla Juventus, il 2 maggio 1990, fu la finale di andata della Coppa UEFA contro la Fiorentina,[18] mentre l'ultima assoluta fu appannaggio del Torino, il 27 dello stesso mese, per il campionato di Serie B contro il Messina.[19] Quindi l'impianto, ormai vecchio e desueto, venne abbandonato dal calcio cittadino per il Delle Alpi.[4][5] Negli anni seguenti il Comunale venne utilizzato sempre di meno (l'ultimo evento calcistico di rilievo, fu la doppia finale del Campionato Primavera 1993-1994 tra le formazioni giovanili di bianconeri e granata, scelto proprio per l'occasione, così da rievocare gli accesi derby tra gli anni '70 e 80, che avevano come teatro questo impianto),[20] sino a essere destinato unicamente agli allenamenti della prima squadra juventina (dal 1994 al 2003)[21][22] e, brevemente, di quella torinista (2003-2004).[23][24]

Ultima partita Juventus (Coppa UEFA 1989-1990)

Torino
2 maggio 1990, ore 20:30 CEST
Finale - Andata
Juventus 3 – 1
referto
Fiorentina Stadio Comunale (47 519 spett.)
Arbitro Spagna Soriano Aladrén

Ultima partita Torino (Serie B 1989-1990)

Torino
27 maggio 1990, ore 16:00 CEST
37ª giornata
Torino 3 – 0
referto
Messina Stadio Comunale (36 760 spett.)
Arbitro Pezzella (Frattamaggiore)

Ultima partita (casalinga) Juventus Primavera (Campionato Primavera 1993-1994)

Torino
18 giugno 1994
Finale - Andata
Juventus 2 – 0
referto
Torino Stadio Comunale (5 000 circa spett.)
Arbitro Bertini (Arezzo)

Ultima partita (casalinga) Torino Primavera (Campionato Primavera 1993-1994)

Torino
25 giugno 1994
Finale - Ritorno
Torino 1 – 0
referto
Juventus Stadio Comunale
Arbitro D'Agostini (Frosinone)

Negli anni in cui non venne più utilizzato come impianto casalingo dalle prime squadre, l'impianto cadde in uno stato di abbandono e degrado, complice la carente manutenzione.[17] Per far rinascere lo stadio Comunale, in quel periodo, furono proposte tante soluzioni. Nel 1990, si pensò a progettare un campus universitario, anche con mercati, cinema, banche, uffici municipali, impianti per l'atletica e altri sport e arene per concerti e spettacoli.[25] Nel 1993, il CONI, propose di trasformare il Comunale in un "Villaggio dello sport", ospitando, al piano terra, tutte le federazioni sportive, le quali avrebbero potuto avere uffici, sale riunioni, palestre e luoghi d'allenamento.[26] Sulla stessa lunghezza d'onda, ragionò la Juventus, che, secondo la proposta, avrebbe ristrutturato gli spogliatoi e realizzato un nuovo campo sull'area prospiciente del Campo Combi (allora utilizzato come campo d'allenamento dalle giovanili bianconere), mettendolo a disposizione della circoscrizione e ottenendo in cambio uno spazio maggiore dove poter collocare uffici e una concessione che le avrebbe consentito di utilizzare tutte le strutture calcistiche.[26] Al progetto dell'impianto di Santa Rita, fu interessato anche Centro di Medicina Sportiva, poiché necessitava di una collocazione più ampia e definitiva presso lo stadio.[26] Nel 1996, la Juventus, vista la scomodità del Delle Alpi, pensò di acquistare il Comunale, e usarlo nuovamente come impianto casalingo.[27] Il progetto prevedeva di erigere un nuovo impianto da 35 mila posti senza pista d'atletica, abbattendo il vecchio stadio, salvando solo la curva e la Torre Maratona, all'interno della quale sarebbe dovuto nascere il Museo della Juventus;[28] inoltre, la società bianconera intendeva trasformare l'area circostante la struttura,[29] aggiungendo multisale per il cinema, ristoranti, negozi, alberghi, fast-food e botteghe per l'acquisto di gadget.[28] Inoltre, la società pensò, una volta abbandonato il Delle Alpi, di destinarlo solo a grandi eventi sportivi e di riservare all'area circostante la funzione di centro sportivo[28] con campi d'allenamento e sedi per tecnici e dirigenti.[30] Il progetto del nuovo Comunale fu abbandonato nel 1998, in seguito alla decisione, da parte della società bianconera, di puntare sul restyling del Delle Alpi.[31] La Juventus, così, riprese il piano risaliente al 1994[32] che era stato suggerito come alternativa anche nel progetto del Comunale.[27]

Stadio Olimpico (2005-2016) e Stadio Olimpico "Grande Torino" (dal 2016)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: XX Giochi olimpici invernali.
Torino Olimpica
Stadio Olimpico.jpg

Il 19 giugno 1999 la città di Torino batte Sion e si aggiudica l'organizzazione dei XX Giochi olimpici invernali del 2006. Per l'occasione, nel 2001, viene avanzato un altro progetto per il vecchio Comunale, da tempo abbandonato: ristrutturarlo ed utilizzarlo in occasione delle Olimpiadi invernali.[33] Lo stadio viene individuato tra le infrastrutture da utilizzare durante i Giochi – assieme ai già esistenti Palazzo a Vela e Torino Esposizioni, e ai nuovi Palasport Olimpico e Oval Lingotto inaugurati nel 2005. L'impianto viene ristrutturato e consegnato alla città, nella sua rinnovata veste – nella foto, il lato che si affaccia su Corso Agnelli durante i giorni dell'Olimpiade –, alla fine del 2005.

L'ex Comunale, ora ribattezzato stadio Olimpico, ospita le cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi, ed è il palcoscenico dell'ultima premiazione dell'edizione, quella della 50km di sci di fondo che vede vincitore l'italiano Giorgio Di Centa.[34]

Il 18 giugno 2002, in seguito all'accordo con il Comune, che affidava lo stadio delle Alpi alla Juventus, lo stadio Comunale venne assegnato al Torino,[35] per la cifra di 6 milioni di euro,[36] in cambio dell'impegno a ristrutturarlo e a renderlo operativo in tempo per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura dei XX Giochi olimpici invernali.[37] Tuttavia, il 12 agosto 2005, in seguito ai problemi finanziari che hanno portato al fallimento della società granata (sancito definitivamente il 17 novembre 2005),[38] il Comune di Torino è tornato proprietario dell'impianto, e ha dovuto provvedere in proprio al completamento della ristrutturazione.[39] Il progetto di ristrutturazione, affidato agli studi di architettura veronesi Giovanni Cenna Architetto e Arteco,[40] ha conservato le strutture esistenti,[4] sottoposte al vincolo della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici; ha quindi aggiunto nuove strutture verticali per reggere la copertura di tutto l'impianto, e un terzo anello di gradinate, continuo e strutturalmente collaborante alla copertura, dotato nella parte corrispondente alla precedente copertura di una parte chiusa ospitante 44 palchi.[41] Circa un terzo del rivestimento della copertura è in materiale plastico semitrasparente, in maniera da evitare il più possibile che l'ombra proiettata dalla stessa possa danneggiare il tappeto erboso a causa della minore insolazione. La capienza complessiva è stata portata a 27 168 posti, tutti al coperto e a sedere,[41] ridotta rispetto a quella originaria (l'impianto poteva ospitare 65 000 persone in piedi)[41] per rispettare le moderne norme di sicurezza.[5][40]

Per le cerimonie olimpiche sono stati effettuati anche numerosi interventi ad hoc: l'ampliamento a 35 000 posti mediante strutture temporanee, la realizzazione di un imponente allestimento sceno-tecnico, e la predisposizione del braciere olimpico. Anche all'interno sono stati fatti molti cambiamenti: la novità principale è la costruzione al piano terra di un'area commerciale di 1 163 , nel settore nord-ovest, sono inoltre stati ristrutturati e collocati diversamente il centro di medicina sportiva,[42] tutti i servizi e gli uffici. All'esterno, invece, sono stati costruiti i nuovi Parcolimpico e Palasport Olimpico,[43] quest'ultimo progettato dall'architetto giapponese Arata Isozaki. La ristrutturazione dello stadio è costata 48 milioni di euro.[41]

La nuova copertura, realizzata in occasione della ristrutturazione dello stadio in vista dei XX Giochi olimpici invernali del 2006

Il nuovo stadio Olimpico è stato presentato ufficialmente il 29 novembre 2005, con una cerimonia a cui hanno partecipato rappresentanti degli enti locali, del governo, del Comitato Olimpico Internazionale e del TOROC.[44] In quest'occasione, l'impianto è stato ufficialmente ribattezzato con il nome di "stadio Olimpico".[45] Nel 2006 è stato la sede delle cerimonie di apertura e di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, svoltesi rispettivamente il 10 e il 26 febbraio 2006, e della cerimonia d'apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali, svoltasi il 10 marzo 2006. Al termine di esse lo stadio è tornato a ospitare le partite di calcio delle due squadre cittadine, il Torino e la Juventus. Pur essendo stata fisicamente eliminata la pista di atletica leggera (al suo posto vi è un tappeto in erba sintetica), la distanza tra gli spalti e il terreno di gioco non è cambiata: rimane uno stadio poco adatto al calcio, dove il campo resta lontano, e che si porta appresso infrastrutture inesistenti o desuete.[37] Tuttavia in sede di ristrutturazione è stato costruito un nuovo parterre, che avvicina di qualche metro gli spettatori delle prime file. I posti riservati agli spettatori disabili in carrozzina sono 80, di cui 64 dislocati in due tribunette poste nel parterre del primo anello dei distinti centrali, 12 nella tribuna centrale e 4 nei palchi.

L'Olimpico è stato il primo stadio in Italia a rispettare interamente i dettami della "Legge Pisanu" in merito alla sicurezza negli stadi. Sono state installate oltre 80 telecamere di videosorveglianza, consentendo alle forze dell'ordine di individuare e identificare i colpevoli degli atti di violenza. La recinzione vetrata, che separa il campo dalla zona spettatori, è mobile; è alta 2,2 metri, ma nelle partite che non destano rischi di ordine pubblico può essere abbassata a 1,1 metro. Inoltre il ricorso alla tecnologia è stato elevato: sotto al terreno di gioco sono state poste delle serpentine per il riscaldamento del campo in caso di temperature rigide e, in caso di pioggia, un sistema automatico provvede a tendere dei teloni a copertura del terreno.

La Torre Maratona dopo i restauri di metà anni 2000; sullo sfondo s'intravede il Palasport Olimpico.

Nei suoi primi due anni di utilizzo, dal 2006 al 2008, essendo state inserite due distinte fasce di sicurezza per separare le tifoserie ospiti, la capienza effettiva è risultata limitata a 25 500 posti. Durante l'estate del 2008 si sono svolti lavori di ampliamento dei posti disponibili, in vista del ritorno della Juventus in Champions League.[46] Sono stati installati circa 1350 nuovi posti, su quattro file, a ridosso della prima fila di distinti e tribuna, creando un nuovo anello sullo spazio dove era posizionata la vecchia pista, e per favorire la visibilità di queste nuove file di spettatori, nei settori Ovest ed Est le barriere sono state abbassate a 110 cm, rispetto ai 220 cm della conformazione precedente.[46] Infine, sono stati recuperati 650 posti con il ridimensionamento del settore ospiti. La capienza è così diventata di circa 27 500 posti.[46] Durante l'estate del 2009 sono stati effettuati nuovi lavori, il parapetto di separazione è stato abbassato a 1,10 m in tutti i settori e 444 nuovi posti sono stati aggiunti nella zona parterre, portando la capienza complessiva dello stadio a 27 994 posti.[47] Inoltre, per lo stesso motivo di cui sopra, nel 2012 sono state eliminate le barriere che dividevano la Curva Maratona con la Maratona Laterale (già settore ospiti nelle partite casalinghe della Juventus),[48] permettendo così un ulteriore innalzamento di capienza, dai 27 994 posti del 2009, ai 28 140 attuali.

A partire dall'estate del 2011 lo stadio Olimpico ospita soltanto le partite dei granata, in quanto la Juventus si è trasferita nel suo nuovo impianto di proprietà, lo Stadium, sorto sulle ceneri del Delle Alpi; l'Olimpico è così diventato di utilizzo esclusivo da parte del Torino. Visto questo nuovo scenario, la società e i tifosi granata hanno iniziato a chiedere «un nome nuovo per lo stadio Olimpico, rivendicando un richiamo identitario maggiore» alla storia torinista:[49] in quest'ottica, il 29 novembre 2012 il Comune ha ribattezzato l'ex corso Sebastopoli (l'area compresa tra l'Olimpico, il PalaAlpitour e la Torre Maratona) in piazzale Grande Torino, dedicandola così ai giocatori granata scomparsi nella tragedia di Superga,[50] mentre nell'aprile 2016 la municipalità torinese ha ufficialmente ridenominato l'impianto alla memoria del Grande Torino.[3]

Prima partita Torino (Serie A 2006-2007)

Torino
10 settembre 2006, ore 20:30 CEST
1ª giornata
Torino 1 – 1
referto
Parma Stadio Olimpico (21 095 spett.)
Arbitro Stefanini (Prato)

Prima partita Juventus (Serie B 2006-2007)

Torino
16 settembre 2006, ore 16:00 CEST
2ª giornata
Juventus 2 – 1
referto
Vicenza Stadio Olimpico (15 958 spett.)
Arbitro Marelli (Como)

Ultima partita (casalinga) Juventus (Serie A 2010-2011)

Torino
22 maggio 2011, ore 20:45 CEST
38ª giornata
Juventus 2 – 2
referto
Napoli Stadio Olimpico (23 389 spett.)
Arbitro Rizzoli (Bologna)

Prima partita Torino Primavera (UEFA Youth League 2015-2016)[51]

Torino
21 ottobre 2015, ore 18:30 CEST[52]
Primo turno - Ritorno
Torino 2 – 1
referto
Senica Stadio Olimpico (15 000[53] spett.)
Arbitro Croazia Tihomir Pejin

Settori[modifica | modifica wikitesto]

Juventus (1933-1990 e 2006-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Curva Filadelfia era il nome con il quale era tradizionalmente conosciuto il settore dell'impianto occupato durante le gare casalinghe dai nuclei più accesi della tifoseria organizzata della Juventus. Tale nome è originato dal nome della via verso la quale si affaccia. Dopo la morte di Gaetano Scirea, avvenuta nel settembre del 1989, i tifosi della Juventus chiesero e ottennero che le due curve dei loro stadi fossero dedicate allo storico capitano bianconero. Nel 2006, al ritorno della Juventus nello stadio Olimpico ristrutturato, anche la vecchia Filadelfia venne intitolata Curva Scirea Sud e diventò sede delle frange più accese del tifo bianconero.

Tifosi juventini in Curva Filadelfia al Comunale, durante i primi anni 1980

Similmente con quanto accadde per la curva Sud, anche la curva Nord si chiamava Curva Scirea Nord, sempre in onore di Scirea. La Tribuna Est dello stadio Olimpico di Torino era il punto di incontro delle famiglie all'interno dell'impianto. Nella parte destra, prima della Scirea Nord era presente un settore separato riservato ai tifosi delle squadre ospiti, mentre la Curva Maratona è nota come Curva Scirea Nord. Infine, la Tribuna Ovest era il più costoso stand dello stadio Olimpico; il suo secondo livello era riservato esclusivamente per la stampa, commentatori e personaggi importanti avendo escluso palchi d'onore.

Torino (1958-1959, 1963-1990 e dal 2006)[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi granata in Curva Primavera all'Olimpico, sul finire degli anni 2000

Con il nome di Curva Maratona si conosce il settore a nord dello stadio occupato tradizionalmente, durante le gare casalinghe, dai nuclei più accesi della tifoseria organizzata del Torino. Tale nome è stato attribuito per la presenza, già dai tempi del vecchio Comunale, nell'area retrostante la curva stessa, di un'alta struttura denominata Torre Maratona, nei pressi della quale si apriva l'ingresso riservato agli atleti partecipanti all'eponima gara di atletica; essa è stata restaurata in occasione dei Giochi del 2006.

A partire dalla riapertura al calcio dell'impianto dopo i XX Giochi olimpici invernali nel 2006, la curva Sud viene ribattezzata Curva Primavera in onore delle squadre giovanili granata. I Distinti Granata sono il punto di incontro delle famiglie all'interno dello stadio Olimpico. Distribuito su tre livelli, il settore affianca la zona riservata ai tifosi delle squadre ospiti. Le Tribune Granata sono infine il settore più esclusivo dello stadio Olimpico. Vi sono posizionate, tra le altre, la tribuna d'Onore e la tribuna stampa. Inoltre vi è presente la zona dei palchi, ambienti e sale con vista sul campo dotati di vari comfort che possono ospitare al loro interno fino a 10 posti.

Incontri calcistici di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Note
Campionato mondiale di calcio 1934
27 maggio 1934 Austria Austria - Francia Francia 3-2 (d.t.s.) Ottavi di finale, 16 000 spettatori
31 maggio 1934 Cecoslovacchia Cecoslovacchia - Svizzera Svizzera 3-2 Quarti di finale, 12 000 spettatori
Data Incontro Risultato Note
Campionato europeo di calcio 1980
17 giugno 1980 Grecia Grecia - Germania Ovest Germania Ovest 0-0 Gruppo A, 13 901 spettatori
12 giugno 1980 Belgio Belgio - Inghilterra Inghilterra 1-1 Gruppo B, 15 186 spettatori
15 giugno 1980 Italia Italia - Inghilterra Inghilterra 1-0 Gruppo B, 59 649 spettatori
Data Incontro Risultato Note
Supercoppa UEFA 1984
16 gennaio 1985 Juventus - Liverpool 2-0 Finale, 55 384 spettatori

Attività extracalcistiche[modifica | modifica wikitesto]

Prima della sua ristrutturazione, sino ai primi anni 1990 lo stadio è stato sede di numerose manifestazioni extrasportive, come i concerti: tra gli altri, quelli di Bob Marley, dei Rolling Stones (dove Mick Jagger si esibì con una maglia azzurra la sera dopo la vittoriosa finale del campionato mondiale di calcio 1982), di Michael Jackson nel Bad World Tour e dei Pink Floyd nel A Momentary Lapse of Reason Tour;[54] in particolar modo Madonna, con il Who's That Girl Tour, ha totalizzato al Comunale un pubblico record di 63 127 spettatori incassando 2 204 096 000 lire,[55] in un performance poi pubblicata in home video con il titolo Ciao, Italia! - Live from Italy.

Dopo la ristrutturazione degli anni 2000, l'impianto è tornato a essere teatro di vari concerti, accogliendo le esibizioni di artisti sia nazionali, quali Claudio Baglioni, Tiziano Ferro, Jovanotti, Luciano Ligabue e Vasco Rossi, sia internazionali, quali Bruce Springsteen, U2, Coldplay, Muse e One Direction; il 22 giugno 2011 ha inoltre ospitato una rappresentazione del Nabucco di Giuseppe Verdi. In ambito sportivo, il 15 novembre 2008 l'impianto è stato sede di un test match dell'nazionale italiana di rugby contro l'Argentina; altri test match si sono svolti il 9 novembre 2013 contro l'Australia e il 22 agosto 2015 contro la Scozia.

Primati e record[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Olimpico
  • Prima partita ufficiale: 10 settembre 2006, Torino - Parma 1-1 (1ª giornata Serie A 2006-07)
  • Prima partita della Juventus: 16 settembre 2006, Juventus - Vicenza 2-1 (2ª giornata Serie B 2006-07)
  • Trofeo Centenario Torino: 19 agosto 2007, Torino - Peñarol 0-0 4-3 d.c.r.
  • Primo Derby della Mole: 30 settembre 2007, Torino - Juventus 0-1 (6ª giornata Serie A 2007-08)
  • Prima partita internazionale: 13 agosto 2008, Juventus - Artmedia Bratislava 4-0 (3º turno preliminare UEFA Champions League)
  • Prima partita della Nazionale: 9 settembre 2009, Italia - Bulgaria 2-0 (qualificazioni ai Mondiali 2010)
  • Record reti: 23 febbraio 2008, Torino - Parma 4-4 (24ª giornata Serie A 2007-08); 30 marzo 2013, Torino - Napoli 3-5 (30ª giornata Serie A 2012-13); 12 febbraio 2017, Torino - Pescara 5-3 (24ª giornata Serie A 2016-17)
  • Record pubblico: 19 giugno 1986, Claudio Baglioni (Assolo Tour) - 45 000 persone
  • Record pubblico partite: 17 ottobre 2009, Juventus - Fiorentina (1-1) - 27 941 persone (8ª giornata Serie A 2009-10)
  • Ultima partita casalinga della Juventus: 22 maggio 2011, Juventus - Napoli 2-2 (38ª giornata Serie A 2010-11)

Museo dello sport[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Museo dello sport (Torino).

Il 13 novembre 2012 l'Olimpico si è arricchito con l'inaugurazione del Museo dello sport – il primo del genere in Italia –, un'esposizione permanente che raccoglie nei locali dello stadio una collezione di cimeli e memorabilia dei campioni di ogni sport.[56][57] Nonostante la ricca collezione, il museo non ha riscosso il successo sperato e la mancanza di un flusso di visitatori consistente ha portato, il 6 agosto 2015, alla sua definitiva chiusura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadi Serie A 2015-2016 (PDF), su osservatoriosport.interno.gov.it (archiviato dall'url originale il 1º settembre 2015).
  2. ^ a b c Delibera 2002 06007/009, Città di Torino, 18 novembre 2002.
    «L'area oggetto del presente provvedimento comprende lo stadio Comunale "Vittorio Pozzo", già "Benito Mussolini", edificio per lo sport di valore storico-artistico e documentario, tra i primi esempi di tipologie sportive riferite all'architettura razionalista in Italia; fu inaugurato nel 1933 su progetto di Raffaello Fagnoni, Enrico Bianchini e Dagoberto Ortensi. Comprende inoltre la "Torre di Maratona", con le biglietterie, la Piscina comunale e lo stadio di Atletica, coevi all'impianto principale, realizzati su progetto di altri professionisti».
  3. ^ a b Deloberazione della Giunta Comunale – 19 aprile 2016 (PDF), Città di Torino, 26 aprile 2016.
  4. ^ a b c d e f g Lo Stadio Olimpico e la Torre Maratona, Città di Torino.
  5. ^ a b c d e Impianti sportivi comunali, su architetturadelmoderno.it (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  6. ^ Francesca Fanelli, 1947, in azzurro 10 giocatori del Toro, su corrieredellosport.it, 11 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  7. ^ a b Gioia Bò, Italia-Ungheria 3-2: il Grande Torino si veste d'azzurro!, su calciopro.com, 23 aprile 2008.
  8. ^ Quel Toro tutto azzurro, su storiedicalcio.altervista.org.
  9. ^ A 80 anni dalla prima al Comunale, su juventus.com, 29 giugno 2013.
  10. ^ Campionato Serie A 1933/34, Juventus-Genova 8-1, su myjuve.it.
  11. ^ I Campi da gioco e gli Stadi, su juventusclubcaserta.it.
  12. ^ Fu anche il primo incontro calcistico ufficiale all'interno della struttura.
  13. ^ la Juventus dei pionieri 1897 1919
  14. ^ Sebbene il Torino si spostò al Comunale, in pianta stabile, nel 1958, anche negli anni precedenti, vi disputò alcuni incontri casalinghi.
  15. ^ Incontri giovanili di calcio alla Juventus e al Barcanova, in La Stampa, 23 maggio 1963, p. 9.
  16. ^ I giovani granata verso lo scudetto, in La Stampa, 19 giugno 1977, p. 20.
  17. ^ a b c Sporcizia e degrado nel vecchio stadio, in La Stampa, 18 maggio 1992, p. 21.
  18. ^ Quella finale del 1990, su juventus.com, 11 marzo 2014.
  19. ^ Toro di nuovo in A, in Stampa Sera, 28 maggio 1990, p. 14.
  20. ^ 25 giugno 1994, Primavera tricolore, su juventus.com, 24 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2014).
  21. ^ Robi e Conte no a Parma, in La Stampa, 18 agosto 1994, p. 28.
  22. ^ Addio allo stadio degli scudetti. La Juve abbandona il Comunale, in La Stampa, 28 dicembre 2002, p. 31.
  23. ^ Il Comunale, nuova casa dei granata, in La Stampa, 13 agosto 2003, p. 31.
  24. ^ Mercoledì a Nizza Poi a Bergamo, in La Stampa, 19 aprile 2004, p. 47.
  25. ^ Al Comunale è in arrivo il futuro, in La Stampa, 23 marzo 1990, p. 39.
  26. ^ a b c Villaggio dello sport nel vecchio Comunale, in La Stampa, 16 aprile 1993, p. 39.
  27. ^ a b Stadio, rispunta l'ipotesi del Comunale, in La Stampa, 11 maggio 1996, p. 48.
  28. ^ a b c Vertice sul nuovo "Comunale", in La Stampa, 27 marzo 1998, p. 41.
  29. ^ Agnelli: il Comunale, casa Juve, in La Stampa, 22 marzo 1997, p. 39.
  30. ^ Juve al Comunale, pronto il progetto, in La Stampa, 28 aprile 1998, p. 80.
  31. ^ "Il nostro futuro è il Delle Alpi", in La Stampa, 29 ottobre 1998, p. 42.
  32. ^ Tifosi, volete un nuovo stadio?, in La Stampa, 25 giugno 1994, p. 34.
  33. ^ Per il nuovo Comunale pressing del sindaco sulla Soprintendenza, in La Stampa, 3 ottobre 2001, p. 39.
  34. ^ Addio a Torino 2006, Di Centa trionfa nel fondo, su repubblica.it, 26 febbraio 2006.
  35. ^ Nel giorno della Corea arriva l'accordo sugli stadi, in La Stampa, 19 giugno 2002, p. 41.
  36. ^ E domani il Comune esamina la convenzione con il Torino, in La Stampa, 22 dicembre 2002, p. 52.
  37. ^ a b Alberto Manassero, Il Torino pretende Olimpico e Filadelfia, su tuttosport.com, 8 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2011).
  38. ^ Fallito il Toro di Cimminelli. Ai calciatori neanche un euro, in La Stampa, 18 novembre 2005, p. 41.
  39. ^ Chiamparino: il Comunale resta di nostra proprietà, in La Stampa, 2 settembre 2005, p. 38.
  40. ^ a b Stadio Olimpico di Torino [collegamento interrotto], su arteco-architetti.it.
  41. ^ a b c d LO STADIO della gloria, in La Stampa, 26 aprile 2005, p. 19.
  42. ^ Task force d'agosto nei cantieri olimpici, in La Stampa, 23 agosto 2005, p. 43.
  43. ^ I siti olimpici nuovo volto della città, in La Stampa, 20 ottobre 2005, p. 39.
  44. ^ Il nuovo Olimpico, in La Stampa, 30 novembre 2005, p. 9.
  45. ^ Oggi il Comunale diventa Olimpico, in La Stampa, 29 novembre 2005, p. 47.
  46. ^ a b c NOTIZIE FLASH: 2/A EDIZIONE - LO SPORT (10), su www1.adnkronos.com, 16 luglio 2008.
  47. ^ Francesco Cherchi, Stadio Olimpico, oltre 700 nuovi posti e barriere più basse, su tuttojuve.com, 12 agosto 2009.
  48. ^ Olimpico, addio alla Maratona Laterale, su toronews.net, 5 giugno 2012.
  49. ^ Emanuela Minucci, "Date allo stadio il nome del Grande Torino", su www3.lastampa.it, 20 settembre 2011.
  50. ^ Sotto la Torre Maratona, sarà Piazza Grande Torino[collegamento interrotto], Città di Torino, 27 novembre 2012.
  51. ^ Anche all'interno dello stadio ribattezzato "Olimpico" vengono ospitate alcune partite di cartello della formazione Primavera del Torino (che, dal 2011, è l'unico usufruttuario dell'impianto, a seguito dell'abbandono da parte della Juventus).
  52. ^ Youth League, Torino-Senica si gioca all’Olimpico: biglietti a prezzi speciali, su toronews.net, 7 ottobre 2015.
  53. ^ Toro, qualificazione davanti a 15 mila spettatori, su lastampa.it, 22 ottobre 2015.
  54. ^ Pink Floyd, ecco il loro tour italiano, in la Repubblica.it, 3 febbraio 1988.
  55. ^ la Repubblica, 5 settembre 1987, p. 21.
  56. ^ Vietato calpestare i sogni: apre allo Stadio Olimpico il primo Museo dello Sport, Città di Torino, 12 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2012).
  57. ^ Andrea Rossi, Tra cimeli e coppe a Torino si riscrive la storia dello sport, su lastampa.it, 13 novembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo stadio a Torino, in L'Architettura Italiana - Periodico mensile di architettura tecnica, vol. 9, settembre 1933 - XI.

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