Stadio Olimpico (Berlino)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Stadio Olimpico di Berlino)
Jump to navigation Jump to search
Olympiastadion Berlin
Olympiastadion Berlin 2015.jpg
Vista esterna dello stadio
Informazioni generali
StatoGermania Germania
UbicazioneOlympischer Platz 3, D-14053 Berlin
Inizio lavori1934
Inaugurazione1º agosto 1936
Ristrutturazione2004
ProprietarioOlympiastadion GmbH
ProgettoWerner March
Albert Speer
CostruttoreDywidag
Informazioni tecniche
Posti a sedere74 475
Classificazionecategoria 4 UEFA
StrutturaOvale
CoperturaA ferro di cavallo
Pista d’atletica400 m, 8 corsie
Area totale54000 
Uso e beneficiari
CalcioHertha Berlino
Football americanoBerlin Thunder
Atletica leggeraISTAF Berlin
Mappa di localizzazione
Coordinate: 52°30′53″N 13°14′22″E / 52.514722°N 13.239444°E52.514722; 13.239444

Lo stadio Olimpico (in tedesco: Olympiastadion) è un impianto sportivo multifunzione di Berlino, capitale della Germania.

Situato nel distretto occidentale di Charlottenburg-Wilmersdorf, fu inaugurato da Adolf Hitler in occasione della cerimonia d'apertura dei Giochi olimpici del 1936.

Durante le Olimpiadi, il record di presenze è stato di oltre 100.000. Oggi lo stadio fa parte dell'Olympiapark Berlin. Dai lavori di ristrutturazione nel 2004, l'Olympiastadion ha una capacità permanente di 74.475 posti ed è il più grande stadio in Germania per le partite di calcio internazionali.

L'Olympiastadion è uno stadio UEFA di categoria quattro e uno dei luoghi più prestigiosi al mondo per eventi sportivi e di intrattenimento, oltre al suo utilizzo come stadio di atletica. Dal 1963 è sede dell'Hertha Berliner Sport-Club. Ha ospitato tre partite della Coppa del Mondo FIFA 1974. È stato rinnovato per la Coppa del Mondo FIFA 2006, quando ha ospitato sei partite, inclusa la finale. Presso la struttura ogni anno si tiene la partita finale della DFB-Pokal. L'Olympiastadion Berlin ha ospitato, inoltre, la Coppa del Mondo femminile FIFA 2011 e la finale di UEFA Champions League nel 2015.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

1916-1934: Deutsches Stadion[modifica | modifica wikitesto]

Il Deutsches Stadion (1923)

Durante le Olimpiadi estive del 1912, la città di Berlino fu designata dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per ospitare le Olimpiadi estive del 1916. Lo stadio proposto dalla Germania per questo evento doveva essere situato a Charlottenburg, nella foresta di Grunewald, a ovest di Berlino, quindi lo stadio era anche conosciuto come Grunewaldstadion. Lì esisteva già un ippodromo che apparteneva al Berliner Rennverein. Per questo desiderio assunsero l'architetto Otto March. Tuttavia, i Giochi Olimpici del 1916 furono cancellati a causa della prima guerra mondiale. All'epoca, la capacità di 40.000 posti lo rendeva il più grande stadio sportivo del mondo, concepito per essere lo stadio principale delle olimpiadi.

Negli anni '20 lo stadio divenne sede del "Collegio di educazione fisica", dedicato all'insegnamento dei professori di educazione fisica e allo studio delle scienze dello sport sono stati costruiti a nord-est del sito dello stadio. Dal 1926 al 1929, i figli di Otto March (Werner e Walter) furono incaricati di costruire un annesso per queste istituzioni, anche se la finalizzazione fu ritardata fino al 1936.

1936-1945: Olympiastadion[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Olimpico (1936)

Nel 1931, il Comitato Olimpico Internazionale scelse Berlino per ospitare i Giochi della XI Olimpiade. In origine, il governo tedesco decise semplicemente di restaurare il precedente Olympiastadion del 1916, con l'architetto Werner March.

Quando i nazisti salirono al potere in Germania (1933), decisero di utilizzare i Giochi Olimpici del 1936 per scopi di propaganda. Con questi piani in mente, Adolf Hitler ordinò la costruzione di un grande complesso sportivo a Grunewald chiamato Reichssportfeld con un Olympiastadion completamente nuovo. L'architetto Werner March rimase a capo del progetto, assistito dal fratello Walter.

La costruzione ebbe luogo dal 1934 al 1936. Werner March costruì il nuovo Stadio Olimpico sulle fondamenta dell'originale Deutsches Stadion, con la metà inferiore della struttura incassata a 12 metri sotto il livello del suolo. La capienza dell'Olympiastadion ha raggiunto i 110.000 spettatori.

1945-1990: Germania dell'Ovest[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio prima della ristrutturazione del 2004.

Dopo la guerra, l'ex Reichssportfeld divenne il quartier generale delle forze di occupazione militari britanniche. L'amministrazione si stabilì negli edifici nord-orientali progettati dai fratelli March negli anni '20. Ben presto, le forze britanniche ristrutturarono gli edifici danneggiati dalla guerra, ma adattarono anche gli interni alle loro esigenze specifiche (una palestra fu trasformata in una sala da pranzo, un'altra in un garage). Da allora fino alla loro partenza, le forze britanniche hanno tenuto una celebrazione annuale del compleanno ufficiale della regina alla presenza di migliaia di spettatori da Berlino.

Dal 1951 al 2005, l'Olympischer Platz aveva un'antenna gigante che trasmetteva per tutte le radio portatili di Berlino.

Durante gli anni '60, le squadre di football americane dell'esercito e delle scuole superiori hanno introdotto centinaia di migliaia di berlinesi al football americano allo stadio durante i giochi di esibizione. In quegli anni, le partite di calcio della Bundesliga si giocavano all'Olympiastadion, con l'Hertha Berliner Sport-Club come squadra locale.

Nel Maifeld sono state organizzate anche diverse competizioni di calcio, rugby e polo. Durante l'estate, riprendeva i suoi concerti di musica classica e la proiezione di film. Il teatro è stato utilizzato anche come ring improvvisato per incontri di boxe.

Nel 1974 fu una delle sedi del campionato mondiale di calcio tedesco-occidentale.

1990-oggi: Ristrutturazione e presente[modifica | modifica wikitesto]

Lo Stadio Olimpico (2015)

Nel 1998, i berlinesi hanno discusso il destino dell'Olympiastadion alla luce dell'eredità che rappresentava per la Germania. Alcuni volevano demolire lo stadio e costruirne uno nuovo da zero, mentre altri preferivano lasciarlo sgretolare lentamente "come il Colosseo a Roma". Infine, si è deciso di rinnovare l'Olympiastadion. Il 3 luglio 2000 la ristrutturazione è iniziata con una cerimonia presieduta dal Cancelliere Gerhard Schröder, accompagnato da Eberhard Diepgen (Sindaco di Berlino) e da Franz Beckenbauer. I festeggiamenti per la inaugurazione del nuovo Stadio Olimpico si sono svolti il 31 luglio 2004 ed il 1 agosto 2004.

La FIFA l'ha scelta come una delle sedi del campionato mondiale di calcio 2006. Il 9 luglio 2006 ha ospitato la finale del mondiale 2006 tra Italia e Francia vinta dagli azzurri per 5-3 dopo i tiri di rigore.

Dal 2003 al 2007 lo stadio ha ospitato i Berlin Thunder.

Nel 2011, la sede ha ospitato il Festival Mondiale della Cultura organizzato dall'Art of Living Foundation, dove 70.000 persone hanno meditato per la pace.[1][2]

Incontri internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1936: Giochi della XI Olimpiade[modifica | modifica wikitesto]

Ai Giochi della XI Olimpiade del 1936 fu il teatro delle leggendarie imprese dell'atleta statunitense Jesse Owens vincitore di quattro medaglie d'oro vinte nelle specialità del salto in lungo, dei 100 e 200 metri e la staffetta 4x100.

Lo stadio ha anche ospitato le semifinali e le due finali del torneo calcistico vinto dall'Italia allenata da Vittorio Pozzo. Di seguito sono presenti le gare disputate durante il torneo:

Semifinali
Berlino
10 agosto 1936
Italia Italia2 – 1
(d.t.s.)
referto
Norvegia Norvegia
Arbitro: Ungheria von Hertzka

Berlino
11 agosto 1936
Polonia Polonia1 – 3
referto
Austria Austria
Arbitro: Inghilterra Barton

Finale 3º posto
Berlino
13 agosto 1936
Norvegia Norvegia3 – 2
referto
Polonia Polonia
Arbitro: Germania Birlem

Finale
Berlino
15 agosto 1936
Italia Italia2 – 1
(d.t.s.)
referto
Austria Austria
Arbitro: Germania Bauwens

1974: Campionato mondiale di calcio 1974, Germania Ovest[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio è stato uno degli impianti che hanno ospitato il Campionato mondiale di calcio 1974 nella Germania Ovest. Di seguito sono presenti le gare disputate durante la rassegna iridata:

Data Ora (CET) Squadra numero 1 Ris. Squadra numero 2 Fase del torneo Spettatori
14 giugno 1974 16:00 Germania Ovest Germania Ovest 1-0 Cile Cile Gruppo 1 83.168
17 giugno 1974 19:30 Germania Est Germania Est 1-1 Cile Cile Gruppo 1 20.000
22 giugno 1974 16:00 Australia Australia 0-0 Cile Cile Gruppo 1 14.681

2006: Campionato mondiale di calcio FIFA[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio è stato uno degli impianti che hanno ospitato il campionato mondiale di calcio 2006.

Berlino
13 giugno 2006, ore 21:00 CET
Brasile Brasile1 – 0
referto
Croazia CroaziaOlympiastadion Berlin (72.000 spett.)
Arbitro: Messico Archundia

Berlino
15 giugno 2006, ore 21:00 CET
Svezia Svezia1 – 0
referto
Paraguay ParaguayOlympiastadion Berlin (72.000 spett.)
Arbitro: Slovacchia Ľuboš Micheľ

Berlino
20 giugno 2006, ore 16:00 CET
Germania Germania3 – 0
referto
Ecuador EcuadorOlympiastadion Berlin (72.000 spett.)
Arbitro: Russia Valentin Ivanov

Berlino
23 giugno 2006, ore 16:00 CET
Tunisia Tunisia0 – 1
referto
Ucraina UcrainaOlympiastadion Berlin (72.000 spett.)
Arbitro: Paraguay Amarilla

Berlino
30 giugno 2006, ore 17:00 CET
Germania Germania1 – 1
referto
Argentina ArgentinaOlympiastadion Berlin (72.000 spett.)
Arbitro: Slovacchia Ľuboš Micheľ

Finale
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 2006.
Berlino
9 luglio 2006, ore 20:00 CEST
Italia Italia1 – 1
referto
Francia FranciaOlympiastadion Berlin (74.000 spett.)
Arbitro: Argentina Horacio Elizondo

2015: Finale UEFA Champions League[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Finale della UEFA Champions League 2014-2015.
Berlino
6 giugno 2015, ore 20:45 CEST
Juventus1 – 3
referto
BarcellonaOlympiastadion Berlin (70.442 spett.)
Arbitro: Turchia Çakır

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The World Culture Festival: Together for Peace. Come and participate, su Art Of Living (Global), 18 giugno 2011. URL consultato il 15 maggio 2022.
  2. ^ (EN) Giving Peace a Chance, su Art Of Living (Global), 31 luglio 2011. URL consultato il 15 maggio 2022.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN239102745 · GND (DE4262528-2