Stadio Olimpico Grande Torino

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Coordinate: 45°02′30.3″N 7°39′00.05″E / 45.04175°N 7.650014°E45.04175; 7.650014

Stadio Olimpico Grande Torino
Stadio Municipale Benito Mussolini
Stadio Comunale Vittorio Pozzo
Stadio Olimpico di Torino.JPG
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Piazzale Grande Torino
Santa Rita
10136 Torino
Inizio lavori 1932
Inaugurazione 1933
Copertura
Costi di ricostr. 30 000 000 circa
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 × 68
Proprietario Comune di Torino
Progetto Appalti vari
Uso e beneficiari
Calcio Torino
(1958-1990 e 2006-presente)
Juventus
(1934-1990 e 2006-2011)
Rugby a 15
Capienza
Posti a sedere 27 958[1]

Lo stadio Olimpico Grande Torino è un impianto multifunzionale di Torino, sito in piazzale Grande Torino, il cui uso prevalente è calcistico, anche se è in grado di ospitare incontri di rugby e manifestazioni extrasportive.

Già stadio Municipale Benito Mussolini (o semplicemente stadio Mussolini) dal 1933 alla seconda guerra mondiale,[2] stadio Comunale dal secondo dopoguerra al 2006 (stadio Comunale Vittorio Pozzo dal 1986 in avanti[2]), e stadio Olimpico a cavallo degli anni 2000 e 2010, dal 2016 ha assunto l'odierna denominazione in memoria della formazione del Grande Torino.[3]

Sorto negli anni 1930, l'impianto si trova nel quartiere di Santa Rita, nella zona centro-sud della città, affacciandosi sui corsi Sebastopoli e Agnelli e su via Filadelfia. Fino al 1990, anno della loro migrazione al Delle Alpi, fu la sede degli incontri interni di Juventus e Torino. Ristrutturato e in occasione dei XX Giochi olimpici invernali del 2006, al termine della manifestazione lo stadio tornò a essere utilizzato come impianto di calcio, suo uso originario, e riprese a ospitare le gare interne del Torino e (in via transitoria) della Juventus, che lo ha poi abbandonato nel 2011 in favore dello Stadium.

È uno dei quattro stadi italiani (assieme al citato Stadium, all'Olimpico di Roma e al Meazza di Milano) a rientrare nella Categoria 4 UEFA, quella con maggior livello tecnico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Municipale[modifica | modifica wikitesto]

Vista aerea dello stadio Municipale durante gli anni 1930

Originariamente intitolato a Benito Mussolini, classico esempio di razionalismo italiano, venne costruito nel 1932, sui terreni dei Tetti Varrò, per decisione del duce stesso, al fine di ospitare i "Giochi Littoriali" dell'anno XI, svoltisi nel 1933 e i "Campionati Internazionali Studenteschi.[4] Venne inoltre edificato per sostituire i precedenti impianti sportivi presenti nella piazza d'armi del 1909-1910.[5] L'amministrazione civica, per abbreviare il più possibile i tempi di costruzione, bandì un appalto-concorso, dividendo poi i lavori fra tre imprese:[4][5] lo stadio (tribune, gradinate e locali interni) fu affidato alla ditta Saverio Parisi di Roma (su progetto dell'architetto Raffaello Fagnoni e degli ingegneri Bianchini e Ortensi); la pista di atletica leggera, la Torre Maratona e le biglietterie all'Impresa ing. Vannacci e Lucherini (progetto dell'arch. Del Giudice, del prof. Colonnetti e dell'ing. Vannacci); la piscina coperta alla Società AN. Imprese Edili Ing. E. Faletti (progetto dell'arch. Bonicelli e dell'ing. Villanova). L'Impresa ing. Guido De Bernardi si occupò infine della preparazione dei campi e delle piste.

Nel progetto originario lo stadio, con una capienza di 65 000 posti, era formato da un vasto anello ellissoidale, il cui maggior perimetro era di circa 640 m. La base era costituita da una banchina di granito bianco, sulla quale poggiava lo zoccolo in intonaco rosso; dello stesso materiale erano formati i piani a 45° che delimitavano tre strisce vetrate per l'illuminazione dei locali interni, coronate da un parapetto bianco. Sopra questo si affacciavano ampi finestroni limitati da pilastri in cemento che sorreggevano lo sbalzo terminale, sporgente per oltre tre metri con un'inclinazione di 45°. Gli accessi all'interno erano praticati attraverso 27 aperture, la principale delle quali conduceva alla tribuna d'onore, dotata di copertura dalle intemperie. Il parterre era in parte coperto dalle gradinate che vi aggettano a sbalzo, ed era leggermente rialzato nella parte più distante dal campo.

Torino e la Nazionale
ItaliaUngheria3-2.jpg

L'11 maggio 1947 il Comunale di Torino ospitò un'amichevole dell'Italia tuttora agli annali, per aver visto in campo tra gli azzurri il maggior numero di giocatori provenienti dallo stesso club.[6] Nella sfida interna contro l'Ungheria, per la prima e unica volta nella storia della selezione italiana, 10 giocatori su 11 appartenevano a una sola squadra, il Grande Torino. I granata che il CT Pozzo schierò in campo in maglia azzurra furono: Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti III, Loik, Gabetto, Mazzola e Ferraris II (capitano azzurro); solo il portiere Sentimenti IV militava in un'altra formazione, la Juventus – tutti i calciatori italiani, quindi, provenivano altresì da club torinesi.[7]

Un'ulteriore particolarità di questo match è data dal fatto che anche i magiari, da parte loro, schierarono una formazione basata sul blocco dell'Újpest, con 9 di loro in campo – uno dei due "estranei" era un giovane e promettente ragazzo dell'Honvéd, Ferenc Puskás –, trasformando de facto l'incontro in una sfida Torino-Újpest.[8] La gara terminò 3-2 per gli azzurri: andati in vantaggio nel primo tempo con una rete di Gabetto, nella ripresa l'ungherese Szusza pareggiò i conti, ma ancora Gabetto riportò subito avanti l'Italia; i magiari trovarono nuovamente il pareggio grazie a un calcio di rigore realizzato da Puskás, ma in Zona Cesarini Loik firmò il gol della vittoria azzurra.[7]

Il terreno di gioco misurava 70 × 105 m. Attorno vi erano la pista di atletica a sei corsie, le fosse per il getto del peso e il lancio del disco, le piste per il salto in lungo e quello in alto. Inizialmente le curve della pista di atletica erano state progettate a tre centri, ma dopo le proteste del dirigente nazionale Massimo Cartasegna (che aveva partecipato da atleta ai Giochi olimpici del 1908) vennero riprogettate a un solo centro: come risultato finale, però, la pista ebbe una lunghezza anomala di 446,38 metri. I lavori iniziarono negli ultimi giorni di settembre del 1932, e l'opera venne inaugurata il 14 maggio 1933 dal segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace in occasione dell'inizio dei Littoriali.[5] La prima partita disputata nel nuovo scenario è stato un incontro tra la Juventus e gli ungheresi dell'Újpest (6-2), ritorno dei quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale, il 29 giugno 1933.[9]

Dopo gli eventi inaugurali, nel 1934 l'impianto ospitò alcuni incontri della Coppa del mondo Jules Rimet svoltasi in Italia.[4] Subito dopo, salla stagione 1934-1935 iniziò a ospitare le partite del campionato italiano di calcio: per i primi anni, soltanto quelle della Juventus[4] (che abbandonò definitivamente il vecchio impianto di Corso Marsiglia) in quanto l'altra squadra cittadina, il Torino, giocava all'epoca al Filadelfia di sua proprietà, presso l'adiacente e omonimo borgo nel quartiere Lingotto. Sulla parte Sud di via Filadelfia, a ridosso dell'Istituto di Riposo della Vecchiaia e dei terreni del Circolo ricreativo del giornale La Stampa, sorse poi un campo di allenamento esclusivo per la squadra bianconera, in seguito battezzato nel 1956 con il nome del calciatore Gianpiero Combi; tale struttura fu abbattuta nel 2004 per far spazio a una in vetro con piscina per il nuoto.

Dal 1938 lo stadio ospitò anche la sede provvisoria del museo dell'automobile di Torino, inaugurato nel 1939, fino al suo definitivo trasferimento, alla fine degli anni 1950, presso corso Unità d'Italia, nel quartiere Nizza Millefonti.

Stadio Comunale[modifica | modifica wikitesto]

Con la fine della seconda guerra mondiale e l'avvenuta caduta del regime fascista, l'impianto perse la denominazione al duce e venne di conseguenza rinominato da Mussolini a un più neutro Comunale. La Juventus continuò a essere l'unica titolare del campo fino all'inizio della stagione 1963-1964, quando il Torino abbandonò definitivamente il Filadelfia e si trasferì anch'esso in pianta stabile al Comunale.[4]

Panoramica dello stadio Comunale negli anni 1960

Il club granata si era inizialmente spostato al Comunale già nel 1958, ma dato che l'annata terminò con la prima retrocessione assoluta della squadra, dalla stagione successiva il Torino scelse scaramanticamente di ritornare a giocare nel suo vecchio stadio; in seguito, dal 1961 al 1963 i granata si riaffacciarono saltuariamente sul manto del Comunale, ma solo per disputarvi le loro partite di cartello. In questo impianto la Juventus ha festeggiato tra il 1934 e il 1986 16 titoli di campione d'Italia (compresi i due ultimi del Quinquennio d'Oro), 8 Coppe Italia e 6 titoli a livello internazionale. Da parte sua, il Torino vi ha conquistato lo scudetto del 1975-1976 e due Coppe Italia.

Nel 1959 e nel 1970 il Comunale ospitò rispettivamente la I e VI Universiade, mentre nel 1986 è stato intitolato a Vittorio Pozzo, allenatore due volte campione del mondo con la nazionale italiana nel 1934 e 1938.[2] Nel 1980 l'impianto torinese ha ospitato alcuni incontri dell'Europeo di calcio italiano. Lo stadio è stato inoltre teatro nel 1985 della prima finale in gara unica di Supercoppa UEFA, disputata tra la Juventus e il Liverpool. Nel 1984, quando la FIFA assegnò all'Italia l'organizzazione del quattordicesimo campionato mondiale di calcio, si incominciò a parlare di un nuovo stadio per la città, vista l'ormai inadeguatezza del Comunale; nel 1986 venne quindi dato il via libera alle costruzione di quello che sarebbe diventato il Delle Alpi.

Il Comunale ospitò così le gare interne di entrambe le squadre torinesi fino alla stagione 1989-1990; l'ultima partita giocata tra le sue mura, il 2 maggio 1990, fu la finale d'andata della Coppa UEFA tra la Juventus e la Fiorentina.[10] Quindi l'impianto, ormai vecchio e desueto, venne abbandonato per il Delle Alpi, ultimato per Italia '90.[4][5] Dopo la costruzione del nuovo stadio torinese, il Comunale venne utilizzato sempre di meno, sino a essere destinato unicamente agli allenamenti della Juventus (fino al 2003) e, brevemente, del Torino; in questo periodo ospitò inoltre (esclusa la tribuna coperta, inagibile) alcune partite della squadra di football americano dei Giaguari Torino.

Stadio Olimpico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: XX Giochi olimpici invernali.
Torino Olimpica
Stadio Olimpico.jpg

Il 19 giugno 1999 la città di Torino batte Sion e si aggiudica l'organizzazione dei XX Giochi olimpici invernali del 2006. Con l'occasione il vecchio Comunale, da tempo abbandonato, viene individuato tra le infrastrutture da utilizzare durante i Giochi – assieme ai già esistenti Palavela e Torino Esposizioni, e ai nuovi Palaolimpico e Oval Lingotto. L'impianto viene ristrutturato e consegnato alla città, nella sua rinnovata veste – nella foto, il lato che si affaccia su corso Giovanni Agnelli durante i giorni dell'Olimpiade –, alla fine del 2005.

L'ex Comunale, ora ribattezzato stadio Olimpico, ospita le cerimonie di apertura e di chiusura dei Giochi, ed è il palcoscenico dell'ultima premiazione dell'edizione, quella della 50km di sci di fondo che vede vincitore l'italiano Giorgio Di Centa.[11]

In seguito ad accordi con il Comune, che affidavano il Delle Alpi alla Juventus, lo stadio Comunale venne assegnato al Torino, in cambio dell'impegno a ristrutturarlo e a renderlo operativo in tempo per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura dei XX Giochi olimpici invernali.[12] Tuttavia, in seguito al fallimento della società granata (sancito definitivamente il 17 novembre 2005), il Comune di Torino è tornato proprietario dell'impianto, e ha dovuto provvedere in proprio alla sua ristrutturazione.

Il progetto di ristrutturazione, affidato agli studi di architettura veronesi Giovanni Cenna Architetto e Arteco,[13] ha conservato le strutture esistenti,[4] sottoposte al vincolo della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici; ha quindi aggiunto nuove strutture verticali per reggere la copertura di tutto l'impianto, e un terzo anello di gradinate, continuo e strutturalmente collaborante alla copertura, dotato nella parte corrispondente alla precedente copertura di una parte chiusa ospitante 44 palchi. Circa un terzo del rivestimento della copertura è in materiale plastico semitrasparente, in maniera da evitare il più possibile che l'ombra proiettata dalla stessa possa danneggiare il tappeto erboso a causa della minore insolazione. La capienza complessiva è stata portata a 27 168 posti, tutti al coperto e a sedere, ridotta rispetto a quella originaria (l'impianto poteva ospitare 65 000 persone in piedi) per rispettare le moderne norme di sicurezza.[5][13]

Per le cerimonie olimpiche sono stati effettuati anche numerosi interventi ad hoc: l'ampliamento a 35 000 posti mediante strutture temporanee, la realizzazione di un imponente allestimento sceno-tecnico, e la predisposizione del braciere olimpico. Anche all'interno sono stati fatti molti cambiamenti: la novità principale è la costruzione al piano terra di un'area commerciale di 1 163 , nel settore nord-ovest, sono inoltre stati ristrutturati e collocati diversamente il centro di medicina sportiva, tutti i servizi e gli uffici. All'esterno, invece, sono stati costruiti i nuovi Parcolimpico e Palasport Olimpico, quest'ultimo progettato dall'architetto giapponese Arata Isozaki. La ristrutturazione dello stadio è costata circa 30 milioni di euro.

La nuova copertura, realizzata in occasione della ristrutturazione dello stadio in vista dei XX Giochi olimpici invernali del 2006

Il nuovo stadio Olimpico è stato presentato ufficialmente il 29 novembre 2005, con una cerimonia a cui hanno partecipato rappresentanti degli enti locali, del governo, del Comitato Olimpico Internazionale e del TOROC. Nel 2006 è stato la sede delle cerimonie di apertura e di chiusura dei XX Giochi olimpici invernali, svoltesi rispettivamente il 10 e il 26 febbraio 2006, e della cerimonia d'apertura dei IX Giochi Paralimpici invernali, svoltasi il 10 marzo 2006. Al termine di esse lo stadio è tornato a ospitare le partite di calcio delle due squadre cittadine, il Torino e la Juventus. Pur essendo stata fisicamente eliminata la pista di atletica leggera (al suo posto vi è un tappeto in erba sintetica), la distanza tra gli spalti e il terreno di gioco non è cambiata: rimane uno stadio poco adatto al calcio, dove il campo resta lon­tano, e che si porta appresso infrastrutture inesi­stenti o desuete.[12] Tuttavia in sede di ristrutturazione è stato costruito un nuovo parterre, che avvicina di qualche metro gli spettatori delle prime file. I posti riservati agli spettatori disabili in carrozzina sono 80, di cui 64 dislocati in due tribunette poste nel parterre del primo anello dei distinti centrali, 12 nella tribuna centrale e 4 nei palchi.

L'Olimpico è stato il primo stadio in Italia a rispettare interamente i dettami della "Legge Pisanu" in merito alla sicurezza negli stadi. Sono state installate oltre 80 telecamere di videosorveglianza, consentendo alle forze dell'ordine di individuare e identificare i colpevoli degli atti di violenza. La recinzione vetrata, che separa il campo dalla zona spettatori, è mobile; è alta 2,2 metri, ma nelle partite che non destano rischi di ordine pubblico può essere abbassata a 1,1 metro. Inoltre il ricorso alla tecnologia è stato elevato: sotto al terreno di gioco sono state poste delle serpentine per il riscaldamento del campo in caso di temperature rigide e, in caso di pioggia, un sistema automatico provvede a tendere dei teloni a copertura del terreno.

La Torre Maratona dopo i restauri di metà anni 2000; sullo sfondo s'intravede il Palasport Olimpico.

Nei suoi primi due anni di utilizzo, dal 2006 al 2008, essendo state inserite due distinte fasce di sicurezza per separare le tifoserie ospiti, la capienza effettiva è risultata limitata a 25 500 posti. Durante l'estate del 2008 si sono svolti lavori di ampliamento dei posti disponibili, in vista del ritorno della Juventus in Champions League. Sono stati installati circa 1350 nuovi posti, su quattro file, a ridosso della prima fila di distinti e tribuna, creando un nuovo anello sullo spazio dove era posizionata la vecchia pista, e per favorire la visibilità di queste nuove file di spettatori, nei settori Ovest ed Est le barriere sono state abbassate a 110 cm, rispetto ai 220 cm della conformazione precedente. Infine, sono stati recuperati 650 posti con il ridimensionamento del settore ospiti. La capienza è così diventata di circa 27 500 posti. Durante l'estate del 2009 sono stati effettuati nuovi lavori, il parapetto di separazione è stato abbassato a 1,10 m in tutti i settori e 444 nuovi posti sono stati aggiunti nella zona parterre, portando la capienza complessiva dello stadio a 27 994 posti.[14] Inoltre, per lo stesso motivo di cui sopra, già nell'estate precedente erano state eliminate le barriere che dividevano la Curva Maratona con la Maratona Laterale (già settore ospiti nelle partite casalinghe della Juventus), permettendo così un ulteriore innalzamento di capienza, dai 27 994 posti del 2009, ai 28 140 attuali.

A partire dall'estate del 2011 lo stadio Olimpico ospita soltanto le partite dei granata, in quanto la Juventus si è trasferita nel suo nuovo impianto di proprietà, lo Stadium, sorto sulle ceneri del Delle Alpi; l'Olimpico è così diventato di utilizzo esclusivo da parte del Torino. Visto questo nuovo scenario, la società e i tifosi granata hanno iniziato a chiedere «un nome nuovo per lo stadio Olimpico, rivendicando un richiamo identitario maggiore» alla storia torinista:[15] in quest'ottica, il 29 novembre 2012 il Comune ha ribattezzato l'ex corso Sebastopoli (l'area compresa tra l'Olimpico, il PalaAlpitour e la Torre Maratona) in piazzale Grande Torino, dedicandola così ai giocatori granata scomparsi nella tragedia di Superga,[16] mentre nell'aprile 2016 la municipalità torinese ha ufficialmente ridenominato l'impianto alla memoria del Grande Torino.[3]

Settori[modifica | modifica wikitesto]

Torino (1958-1990 e dal 2006)[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi granata in Curva Primavera all'Olimpico, sul finire degli anni 2000

Con il nome di Curva Maratona si conosce il settore a nord dello stadio occupato tradizionalmente, durante le gare casalinghe, dai nuclei più accesi della tifoseria organizzata del Torino. Tale nome è stato attribuito per la presenza, già dai tempi del vecchio Comunale, nell'area retrostante la curva stessa, di un'alta struttura denominata Torre Maratona, nei pressi della quale si apriva l'ingresso riservato agli atleti partecipanti all'eponima gara di atletica; essa è stata restaurata in occasione dei Giochi del 2006.

A partire dalla riapertura al calcio dell'impianto dopo i XX Giochi olimpici invernali nel 2006, la curva Sud viene ribattezzata Curva Primavera in onore delle squadre giovanili granata. I Distinti Granata sono il punto di incontro delle famiglie all'interno dello stadio Olimpico. Distribuito su tre livelli, il settore affianca la zona riservata ai tifosi delle squadre ospiti. Le Tribune Granata sono infine il settore più esclusivo dello stadio Olimpico. Vi sono posizionate, tra le altre, la tribuna d'Onore e la tribuna stampa. Inoltre vi è presente la zona dei palchi, ambienti e sale con vista sul campo dotati di vari comfort che possono ospitare al loro interno fino a 10 posti.

Juventus (1933-1990 e 2006-2011)[modifica | modifica wikitesto]

Curva Filadelfia era il nome con il quale era tradizionalmente conosciuto il settore dell'impianto occupato durante le gare casalinghe dai nuclei più accesi della tifoseria organizzata della Juventus. Tale nome è originato dal nome della via verso la quale si affaccia. Dopo la morte di Gaetano Scirea, avvenuta nel settembre del 1989, i tifosi della Juventus chiesero e ottennero che le due curve dei loro stadi fossero dedicate allo storico capitano bianconero. Nel 2006, al ritorno della Juventus nello stadio Olimpico ristrutturato, anche la vecchia Filadelfia venne intitolata Curva Scirea Sud e diventò sede delle frange più accese del tifo bianconero.

Tifosi juventini in Curva Filadelfia al Comunale, durante i primi anni 1980

Similmente con quanto accadde per la curva Sud, anche la curva Nord si chiamava Curva Scirea Nord, sempre in onore di Scirea. La Tribuna Est dello stadio Olimpico di Torino era il punto di incontro delle famiglie all'interno dell'impianto. Nella parte destra, prima della Scirea Nord era presente un settore separato riservato ai tifosi delle squadre ospiti, mentre la Curva Maratona è nota come Curva Scirea Nord. Infine, la Tribuna Ovest era il più costoso stand dello stadio Olimpico; il suo secondo livello era riservato esclusivamente per la stampa, commentatori e personaggi importanti avendo escluso palchi d'onore.

Incontri calcistici di rilievo[modifica | modifica wikitesto]

Data Incontro Risultato Note
Coppa del mondo Jules Rimet 1934
27 maggio 1934 Austria Austria - Francia Francia 3-2 (d.t.s.) Ottavi di finale, 16 000 spettatori
31 maggio 1934 Cecoslovacchia Cecoslovacchia - Svizzera Svizzera 3-2 Quarti di finale, 12 000 spettatori
Data Incontro Risultato Note
UEFA Europa 80
17 giugno 1980 Grecia Grecia - Germania Ovest Germania Ovest 0-0 Gruppo A, 13 901 spettatori
12 giugno 1980 Belgio Belgio - Inghilterra Inghilterra 1-1 Gruppo B, 15 186 spettatori
15 giugno 1980 Italia Italia - Inghilterra Inghilterra 1-0 Gruppo B, 59 649 spettatori
Data Incontro Risultato Note
Supercoppa UEFA 1984
16 gennaio 1985 Juventus - Liverpool 2-0 Finale, 55 384 spettatori

Attività extracalcistiche[modifica | modifica wikitesto]

Prima della sua ristrutturazione, sino ai primi anni 1990 lo stadio è stato sede di numerose manifestazioni extrasportive, come i concerti. Tra gli altri, quelli di Bob Marley – un anno prima della sua morte –, dei Rolling Stones – dove Mick Jagger si esibì con una maglietta azzurra la sera prima della finale dei mondiali spagnoli –, e di Michael Jackson nel Bad World Tour. Madonna, con il Who's That Girl Tour per la prima volta in Italia, ha totalizzato un pubblico record di 63 127 spettatori incassando 2 204 096 000 lire;[17] tale performance venne trasmessa in diretta su Rai 1, seguita da oltre 14 milioni di spettatori, e diventò uno degli svariati prodotti home video che Madonna ha prodotto nella sua carriera (Ciao, Italia! - Live from Italy).

Dopo la ristrutturazione degli anni 2000, l'impianto è tornato a essere teatro di vari concerti, accogliendo le esibizioni di artisti sia nazionali, quali Vasco Rossi, Jovanotti, Luciano Ligabue e Tiziano Ferro, sia internazionali, quali Bruce Springsteen, U2, Coldplay, Muse e One Direction; il 22 giugno 2011 ha inoltre ospitato una rappresentazione del Nabucco di Giuseppe Verdi. In ambito sportivo, il 15 novembre 2008 l'impianto è stato sede di un test match della Nazionale italiana di rugby contro l'Argentina; altri test match si sono svolti il 9 novembre 2013 contro l'Australia e il 22 agosto 2015 contro la Scozia.

Primati e record[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Olimpico
  • Prima partita ufficiale - 10 settembre 2006 - Torino - Parma 1-1 (1ª giornata Serie A 2006-07)
  • Prima partita della Juventus - 16 settembre 2006 - Juventus - Vicenza 2-1 (2ª giornata Serie B 2006-07)
  • Trofeo Centenario Torino - 19 agosto 2007 - Torino - Peñarol 0-0 4-3 d.c.r.
  • Primo Derby della Mole - 30 settembre 2007 - Torino - Juventus 0-1 (6ª giornata Serie A 2007-08)
  • Prima partita internazionale - 13 agosto 2008 - Juventus - Artmedia Bratislava 4-0 (3º turno preliminare UEFA Champions League)
  • Prima partita della Nazionale - 9 settembre 2009 - Italia - Bulgaria 2-0 (qualificazioni ai Mondiali 2010)
  • Record reti - 23 febbraio 2008 - Torino-Parma 4-4 (24ª giornata Serie A 2007-08) e 30 marzo 2013 - Torino-Napoli 3-5 (30ª giornata Serie A 2012-13)
  • Record pubblico - 6 agosto 2010 - U2 360° Tour 45 000 persone
  • Record pubblico partite - 17 ottobre 2009 - Juventus-Fiorentina (1-1) 27 941 persone (8ª giornata Serie A 2009-10)
  • Ultima partita casalinga della Juventus - 22 maggio 2011 - Juventus-Napoli 2-2 (38ª giornata Serie A 2010-11)

Museo dello sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo dello sport (Torino).

Il 13 novembre 2012 l'Olimpico si è arricchito con l'inaugurazione del Museo dello sport – il primo del genere in Italia –, un'esposizione permanente che raccoglie nei locali dello stadio una collezione di cimeli e memorabilia dei campioni di ogni sport.[18][19] Nonostante la ricca collezione, il museo non ha riscosso il successo sperato e la mancanza di un flusso di visitatori consistente ha portato, il 6 agosto 2015, alla sua definitiva chiusura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stadi Serie A 2015-2016 (PDF), su osservatoriosport.interno.gov.it.
  2. ^ a b c Delibera 2002 06007/009, su comune.torino.it, 18 novembre 2002.
    «L'area oggetto del presente provvedimento comprende lo stadio Comunale "Vittorio Pozzo", già "Benito Mussolini", edificio per lo sport di valore storico-artistico e documentario, tra i primi esempi di tipologie sportive riferite all'architettura razionalista in Italia; fu inaugurato nel 1933 su progetto di Raffaello Fagnoni, Enrico Bianchini e Dagoberto Ortensi. Comprende inoltre la "Torre di Maratona", con le biglietterie, la Piscina comunale e lo stadio di Atletica, coevi all'impianto principale, realizzati su progetto di altri professionisti».
  3. ^ a b Deloberazione della Giunta Comunale – 19 aprile 2016 (PDF), su comune.torino.it, Città di Torino, 26 aprile 2016.
  4. ^ a b c d e f g Lo Stadio Olimpico e la Torre Maratona, su comune.torino.it.
  5. ^ a b c d e Impianti sportivi comunali, su architetturadelmoderno.it.
  6. ^ Francesca Fanelli, 1947, in azzurro 10 giocatori del Toro, su corrieredellosport.it, 11 maggio 2011.
  7. ^ a b Gioia Bò, Italia-Ungheria 3-2: il Grande Torino si veste d'azzurro!, su calciopro.com, 23 aprile 2008.
  8. ^ Quel Toro tutto azzurro, su storiedicalcio.altervista.org.
  9. ^ A 80 anni dalla prima al Comunale, su juventus.com, 29 giugno 2013.
  10. ^ Quella finale del 1990, su juventus.com, 11 marzo 2014.
  11. ^ Addio a Torino 2006, Di Centa trionfa nel fondo, su repubblica.it, 26 febbraio 2006.
  12. ^ a b Alberto Manassero, Il Torino pretende Olimpico e Filadelfia, su tuttosport.com, 8 settembre 2011.
  13. ^ a b Stadio Olimpico di Torino, su arteco-architetti.it.
  14. ^ Francesco Cherchi, Stadio Olimpico, oltre 700 nuovi posti e barriere più basse, su tuttojuve.com, 12 agosto 2009.
  15. ^ Emanuela Minucci, "Date allo stadio il nome del Grande Torino", su lastampa.it, 20 settembre 2011.
  16. ^ Sotto la Torre Maratona, sarà Piazza Grande Torino, su comune.torino.it, 27 novembre 2012.
  17. ^ la Repubblica, 5 settembre 1987. p. 21
  18. ^ Vietato calpestare i sogni: apre allo Stadio Olimpico il primo Museo dello Sport, su comune.torino.it, 12 novembre 2012.
  19. ^ Andrea Rossi, Tra cimeli e coppe a Torino si riscrive la storia dello sport, su lastampa.it, 13 novembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lo stadio a Torino, in L'Architettura Italiana - Periodico mensile di architettura tecnica, vol. 9, settembre 1933 - XI.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]