Stadio Donato Vestuti

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Stadio Donato Vestuti
Salernitana-Teramo 87-88.jpg
La curva granata durante la gara Salernitana-Teramo della stagione 1987-1988
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Piazza Renato Casalbore,
84124 Salerno
Inizio lavori 1929[1]
Inaugurazione 2 gennaio 1931
(apertura)[1]
28 ottobre 1934
(inaugurazione ufficiale)[2]
Struttura Pianta rettangolare
Copertura Assente
Pista d'atletica 6 corsie[3]
Mat. del terreno Erba[4]
Dim. del terreno 110 x 60 m[4]
Proprietario Comune di Salerno
Prog. strutturale Camillo Guerra[5]
Uso e beneficiari
Calcio Salernitana (1919-90)
Pro Salerno (?-?)
Salernitana(?-?)
Rugby Arechi
Salerno
Football americano Seagulls Salerno (1985-2003)
Eagles Salerno (2005-)
Capienza
Posti a sedere 9 000[4]
Settore ospiti 2 000[4]
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°40′50.18″N 14°46′13.86″E / 40.680605°N 14.770517°E40.680605; 14.770517

Lo stadio Donato Vestuti, costruito nel 1931 come stadio Littorio[1][6] e progettato dall'ingegnere Camillo Guerra[5], è uno dei principali impianti sportivi della città di Salerno.[7]

Situato nel centro della città, ha ospitato le gare interne della Salernitana, principale squadra calcistica di Salerno, dal 1931 al 1990, anno in cui venne completata la costruzione del più grande stadio Arechi[6][8] e in passato della Salernitana femminile che ora disputa le gare casalinghe nel campo 24 maggio 1999 ubicato in località Sant'Eustachio.[9]

L'impianto, che può contenere 9 000 spettatori[4], ospita le gare interne del Salerno Rugby e dell'Arechi Rugby, che militano attualmente in Serie C e dell'A.S.D. Eagles Salerno, squadra di football americano fondata nel 2005 dopo lo scioglimento dei Seagulls Salerno.[10][11]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Inaugurazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Littorio durante il fascismo, ora stadio Vestuti

Lo stadio Vestuti fu costruito nel 1931 per volere del regime fascista. I lavori di costruzione iniziarono nel 1929[1] e furono diretti dall'ingegnere Camillo Guerra.[5] Nonostante fosse stato completato solamente il campo da gioco, il 2 gennaio 1931 alla presenza del segretario federale Paladino venne organizzata una amichevole contro il Gladiator, che non fu più disputata a causa dell'incessante pioggia, però nove giorni dopo, si giocò la prima gara ufficiale della Salernitana contro il Vomero: prima gara del girone di ritorno del campionato 1930-1931 vinta dagli allora bianco-celesti per 4-1.[1] In precedenza, la Salernitana disputava gli incontri casalinghi nel campo di piazza d'armi.[12]

L'intero stadio, completo di tribuna, fu inaugurato il 28 ottobre 1934 alla presenza del ministro dei Lavori pubblici Umberto Puppini. Per l'occasione si giocò un'amichevole tra Salernitana e Nocerina, finita 8-0 per gli azzurri salernitani.[13][14]

Nel decennio seguente vennero costruiti i distinti, nel dopoguerra la curva nord ed infine, negli anni 50, venne costruita la curva sud.[13]

Gli anni del dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia delle denominazioni
  • 1931-1943: campo Littorio[15]
  • 1945-1952: stadio comunale[16]
  • 1952-oggi: stadio Donato Vestuti[17]
La Salernitana contro il Grande Torino al comunale. I salernitani disputarono l'incontro con una divisa gialla.[18]

Terminata la guerra e caduto il fascismo a Salerno, il Littorio venne denominato semplicemente stadio comunale.[19]

Nella Coppa della Liberazione (da alcuni chiamata anche Coppa Salerno Capitale, perché giocata nel 1944 quando Salerno fu capitale d'Italia) fu usata dalla Salernitana per la prima volta la maglia di colore "granata" nello Stadio Comunale.[18]

Fino al 1952 lo stadio comunale era chiamato dai giornalisti salernitani nei loro resoconti "Renato Casalbore" in onore del collega perito nella tragedia di Superga. Il comune risolse la questione intitolando lo stadio a Donato Vestuti, il primo fondatore di una squadra di calcio a Salerno: il Salerno FBC (nel 1913) mentre la piazza antistante lo stadio fu dedicata a Renato Casalbore.[6][20]

Nel 1962 lo stadio Vestuti fu protagonista di un film girato a Salerno e a Napoli: Le quattro giornate di Napoli del regista Nanni Loy, ambientato nella seconda guerra mondiale. In quell'occasione lo stadio "interpretava" la parte dello stadio del Vomero di Napoli, ove avvenne il rastrellamento dei napoletani ad opera delle forze tedesche di occupazione.[3][21] Un anno dopo, il 28 aprile 1963, il Vestuti visse la giornata più nera della sua storia quando, a seguito dell'invasione di campo durante la gara tra Salernitana e Potenza, un colpo sparato da un poliziotto uccide il tifoso Giuseppe Plaitano: il primo morto in uno stadio in Italia.[6][22]

Nel 1973, lo stadio Vestuti è stato il palcoscenico del primo e unico derby cittadino ufficiale giocato dalla Salernitana contro la Pro Salerno. La gara, valevole per la fase a gironi della coppa Italia Semiprofessionisti 1973-1974, venne vinta all'andata dalla Pro Salerno per 2-1 e nel ritorno le due formazioni pareggiarono 1-1. La Pro Salerno vinse anche il girone ma poi venne eliminata ai sedicesimi di finale dalla Nocerina.[23]

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria della Salernitana al Vestuti durante un derby con la Cavese

Il 23 novembre 1980 lo stadio diventa un centro d'accoglienza in seguito al terremoto dell'Irpinia. I giocatori della Salernitana abbandonano la città per tornarvi dopo 10 giorni.[24][25]

Il Vestuti ha inoltre ospitato, il 4 febbraio 1986, un'amichevole tra la Nazionale Italiana Under 21 e quella dei pari età della Germania Ovest; il risultato finale fu di 1-1.[26]

Numerose altre sono state le squadre, italiane e non, che vi hanno giocato contro la Salernitana, sia in campionato che in amichevole: su tutte spicca il Grande Torino nel campionato di Serie A 1947-1948 il 17 aprile 1948, e che vinse 4-1.[27]

Nel campionato di serie C1 1989-1990 i granata, ottengono la promozione in serie B all'ultima giornata, al Vestuti, contro il Taranto; quella sarà l'ultima partita ufficiale giocata dalla Salernitana al Vestuti.[28] Dal 1990 la Salernitana gioca le sue partite in casa all'Arechi, costruito appositamente per i granata che si accingevano dopo 24 anni a disputare di nuovo il campionato di serie B.[29]

Il 23 luglio 1997 ha ospitato il concerto di Jovanotti del Lorenzo Tour 1997 mentre nel 2004 è stato utilizzato dai granata per presentare la rosa ufficiale al pubblico.

Nel 2010, un anno nero per il calcio salernitano, muore lo storico capo ultrà Carmine Rinaldi, detto "'O Siberiano". Prima dei funerali, il feretro del quarantaseienne viene portato sotto la curva sud del Vestuti, dove ad accoglierlo saranno circa 2000 tifosi, amici e parenti compreso il suo vecchio amico di tante battaglie, Francesco Rocco detto "Ciccio", cofondatore, insieme a lui, del Granata South Force, il principale gruppo della curva sud.[30]

Attualmente lo stadio Vestuti è utilizzato da altre rappresentative sportive salernitane. In passato ha ospitato anche:

Progetti di ristrutturazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 27 ottobre 2008 venne presentato nel palazzo di Città un progetto di riqualificazione dello stadio Vestuti.[35] Il progetto della durata di tre anni prevede la ristrutturazione della tribuna dell'impianto sportivo e della riqualificazione della palestra, del campo da gioco e di altri edifici. Il costo dei lavori previsto era di 34 765 000 euro.[5]

Nel 2013 è stato proposto un progetto di riorganizzazione dello stadio Vestuti che avrebbe portato alla costruzione di un anfiteatro naturale intorno al campo da gioco.[36] Il 26 gennaio 2014 il TAR di Salerno ha accolto il ricorso della Fintur s.r.l. della famiglia Ilardi, il cui project financing per la ristrutturazione dello stadio Vestuti era stato bocciato dal Comune. I giudici amministrativi hanno accolto la tesi della società sancendo la conformità dell'intervento in finanza di progetto presentato dallo stesso imprenditore nel 2005.[37]

Dati tecnici[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto può ospitare 9 000 spettatori (3 000 tribuna, 2 000 distinti, 4 000 curve), inoltre Il campo di calcio è lungo 110 metri e largo 60.[4] Attualmente è utilizzato da squadre dilettantistiche di rugby, football americano, atletica leggera ed altre discipline.[4]

Lo stadio comprende: pista a 6 corsie in tartan, pedane per salto con l'asta, salto in alto, getto del peso, lancio del giavellotto e fossato per 3000 siepi.[3]

Incontri[modifica | modifica wikitesto]

Prima gara della Salernitana[modifica | modifica wikitesto]

Salerno
11 gennaio[38] 1931
13ª giornata di Prima Divisione 1930-1931
Salernitana 4 – 1
referto
Vomero Campo Littorio

Nazionale Italiana Under 21[modifica | modifica wikitesto]

Salerno
4 febbraio 1986
Italia Italia 1 – 1
referto
Germania Ovest Germania Ovest Stadio Donato Vestuti
Arbitro Malta Borg

Unico derby cittadino ufficiale giocato dalla Salernitana[modifica | modifica wikitesto]

Salerno
2 settembre[39] 1973
2ª giornata della fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti 1973-1974
Pro Salerno 2 – 1
referto
Salernitana Stadio Donato Vestuti

Salerno
26 settembre[39] 1973
3ª giornata della fase a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti 1973-1974
Salernitana 1 – 1
referto
Pro Salerno Stadio Donato Vestuti

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Vitale, pag. 50-51
  2. ^ La cerimonia serviva per inaugurare la tribuna. I distinti furono costruiti nel decennio successivo, la curva nord nel dopoguerra e la curva sud nei primi anni 50. Fonte: Vitale, pag. 66-67
  3. ^ a b c d e f STADIO VESTUTI, su salernitana.com. URL consultato il 27 agosto 2015.
  4. ^ a b c d e f g h i Stadio Donato Vestuti, su comune.salerno.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  5. ^ a b c d IL RECUPERO DEL CAMPO SPORTIVO DONATO VESTUTI (PDF), su comune.salerno.it, 27 ottobre 2008. URL consultato il 27 agosto 2015.
  6. ^ a b c d La nostra storia, su salernitanastory.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  7. ^ Impianti sportivi della città di Salerno., su comune.salerno.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  8. ^ Vitale, pag. 50-306
  9. ^ La Real Salernitana cerca talenti Aperta la scuola per ragazzine, su lacittadisalerno.gelocal.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  10. ^ TEAM COMPANY, su eaglessalerno.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  11. ^ a b c TEAM HISTORY, su eaglessalerno.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  12. ^ Vitale, pag. 16-50
  13. ^ a b Vitale, pag. 66-67
  14. ^ Campionato Serie 1 Divisione Anno 1934-35, su salernitanastory.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  15. ^ Vitale, pag. 50-100
  16. ^ Vitale, pag. 110-142
  17. ^ Vitale, pag. 146
  18. ^ a b Tradizione ed appartenenza: la vera storia della maglia della Salernitana, SoloSalerno.it, 5 ottobre 2011. URL consultato il 27 agosto 2015.
  19. ^ Vitale, pag. 110
  20. ^ Vitale, pag. 146-147
  21. ^ Vitale, pag. 190
  22. ^ Vitale, pag. 189
  23. ^ Vitale, pag. 234-237
  24. ^ Vitale, pag. 265
  25. ^ Campionato Serie C1 Anno 1980-81, su salernitanastory.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  26. ^ Vitale, pag. 285-286
  27. ^ Vitale, pag. 125
  28. ^ Vitale, pag. 302
  29. ^ Vitale, pag. 306
  30. ^ Il funerale dell'ultra, bara sotto la curva., su repubblica.it, 16 aprile 2010. URL consultato il 27 agosto 2015.
  31. ^ S.C. AUDAX SALERNO, su calciodilettante.org. URL consultato il 27 agosto 2015.
  32. ^ Vitale, pag. 50-300
  33. ^ I Pilastri del Calcio. La lunga storia della Pro Salerno, su campaniagol.it. URL consultato il 27 agosto 2015.
  34. ^ La Storia, su indomitasalerno.blogspot.it. URL consultato il 26 giugno 2013.
  35. ^ Riqualificazione urbanistica Stadio Vestuti Salerno (PDF), su comune.salerno.it, 27 ottobre 2008. URL consultato il 27 agosto 2015.
  36. ^ Illustrato il project financing per la riqualificazione dello Stato Vestuti, su comune.salerno.it, 16 settembre 2013. URL consultato il 27 agosto 2015.
  37. ^ Salerno, restyling Vestuti: i giudici del Tar bocciano il Comune, su ilmattino.it, 25 gennaio 2014. URL consultato il 27 agosto 2015.
  38. ^ Vitale, pag. 53
  39. ^ a b Vitale, pag. 237

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Vitale, Salernitana storia di gol sorrisi e affanni, su International Printing Editore, 2010, ISBN 978-88-7868-094-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]