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Srinivasa Ramanujan

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Srinivasa Aiyangar Ramanujan

Srinivasa Aiyangar Ramanujan (tamil: ஸ்ரீனிவாஸ ஐயங்கார் ராமானுஜன்; Erode, 22 dicembre 1887Chennai, 26 aprile 1920) è stato un matematico indiano.

Bambino prodigio, imparò la matematica in gran parte da autodidatta. Lavorò principalmente sulla teoria analitica dei numeri ed è noto per molte formule di sommatorie che coinvolgono costanti come π, numeri primi e la funzione di partizione. Frequentemente le sue formule furono enunciate senza dimostrazione e solo in seguito si rivelarono corrette. I suoi risultati hanno ispirato un gran numero di ricerche matematiche successive.

Nel 1997 fu lanciato il Ramanujan Journal per la pubblicazione di lavori "in aree della matematica influenzate da Ramanujan".

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Ramanujan era un indiano tamil nato a Erode nel Tamil Nadu, India. Si iscrisse alla scuola superiore cittadina di Kumbakonam nel 1898, quando aveva 10 anni, e lì entrò in contatto per la prima volta con i formalismi matematici. A undici anni eguagliava in conoscenza matematica gli inquilini della sua casa, entrambi studenti al Government College, ed ebbe in prestito libri di trigonometria avanzata, che due anni più tardi già padroneggiava. A quattordici anni il suo genio iniziò a manifestarsi: non solo ottenne certificati di merito e premi accademici in tutti gli anni scolastici, ma aiutò la sua scuola nella logistica necessaria ad assegnare i 1.200 studenti (ognuno con le proprie esigenze) ai trentacinque insegnanti; completò gli esami nella metà del tempo, mostrando familiarità anche con le serie infinite; i compagni dell'epoca commentarono in seguito "Noi e gli insegnanti raramente lo comprendevamo" e "lo guardavamo con rispettosa ammirazione". Tuttavia Ramanujan non si concentrò sulle altre materie e non superò gli esami della scuola superiore. Era ancora povero, quasi in miseria.

Vita in India[modifica | modifica wikitesto]

Una volta sposato, dovette cercare un lavoro. Con la raccolta dei suoi calcoli matematici, si spostò nella città di Chennai alla ricerca di un lavoro da impiegato. Alla fine trovò un'occupazione e un inglese gli consigliò di contattare i ricercatori di Cambridge. Mentre era impiegato alla Ragioneria di Stato, Ramanujan cercò di ottenere i riconoscimenti che sperava gli avrebbero consentito di concentrarsi sullo studio della matematica. Sollecitò tenacemente l'aiuto di mecenati locali, e pubblicò molti articoli nei giornali matematici indiani, ma non riuscì ad ottenere una sponsorizzazione. Durante questo periodo Sir Ashutosh Mukherjee cercò di supportare la sua causa.

Vista fallire la ricerca di sostegno finanziario, e con studi e risultati che nessuno in India poteva comprendere, nel 1913 mandò una lettera a tre professori di Cambridge: H. F. Baker, E. W. Hobson e G. H. Hardy, includendovi una lunga lista di teoremi di una complessità mai vista, che si dichiarò in grado di dimostrare. Solo Hardy, membro del Trinity College di Cambridge in Inghilterra, notò il genio dei teoremi di Ramanujan. Gli altri due invece non diedero nemmeno una risposta.

Hardy, assieme al collega Littlewood, analizzò la missiva, e commentò che dei teoremi nella lettera, scoperti e dichiarati come risolti da un matematico indiano senza formazione accademica, "non uno avrebbe potuto essere collocato nelle più avanzate indagini matematiche del mondo". Benché Hardy all'epoca fosse il più eminente matematico inglese, esperto in alcuni dei campi trattati da Ramanujan, aggiunse che molti "mi lasciarono stupito; non avevo mai visto niente che gli si avvicinasse."

Come esempio di uno dei suoi risultati, Ramanujan fornì la frazione continua,

fra le altre, dove è la sezione aurea.

Vita in Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Hardy rispose richiedendo le dimostrazioni di alcuni dei risultati citati nella lettera e organizzò l'arrivo di Ramanujan in Inghilterra. Essendo un brahmano ortodosso, Ramanujan consultò dati astrologici per il suo viaggio, per timore di perdere la sua casta andando a vivere in terre lontane. La madre sognò che la dea protettrice della sua famiglia le diceva di non opporsi al viaggio del figlio, e così lo lasciò andare. Il figlio cercò comunque di mantenere uno stile di vita braminico.

Ne seguì una collaborazione fruttuosa, che Hardy descrisse come "l'unico episodio romantico della mia vita". Hardy disse delle formule di Ramanujan, alcune delle quali non era in grado di capire, che "un singolo sguardo era sufficiente a mostrare che possono essere state scritte solo da un matematico di alta classe. Devono essere vere, perché se non lo fossero state nessuno avrebbe avuto l'immaginazione per inventarle." Paul Erdős dichiarò in una intervista che il più grande contributo alla matematica di Hardy è stato la scoperta di Ramanujan, e paragonò Ramanujan ai giganti della matematica come Eulero e Jacobi in termini di genio. Ramanujan fu in seguito nominato membro del Trinity e ricevette, massima onorificenza nella scienza, la nomina a membro della Royal Society.

Malattia e ritorno in India[modifica | modifica wikitesto]

Tormentato da problemi di salute per tutta la vita, lontano da casa, ed ossessivamente preso dai suoi studi, la salute di Ramanujan peggiorò, forse aggravata dallo stress gli furono diagnosticate tubercolosi ed una grave carenza di vitamine, ma un'analisi del 1994 dei registri medici e dei sintomi di Ramanujan da parte del dott. D.A.B. Young concluse che molto probabilmente soffriva di amebiasi epatica, un'infezione parassitaria, poiché Ramanujan aveva passato molto tempo a Madras, una città costiera dove l'amebiasi era diffusa. Era un'infezione difficile da diagnosticare, ma diagnosticata già allora sarebbe stato facile curarla[1]. Ritornò in India nel 1919 e morì poco dopo a Kumbakonam, lasciando come ultimo dono la sua funzione theta di Ramanujan. Sua moglie S. Janaki Ammal visse fuori da Chennai (un tempo Madras) fino alla morte nel 1994. Janaki aveva nove anni quando si erano sposati, una pratica comune in India[2].

Vita spirituale[modifica | modifica wikitesto]

Ramanujan visse come un brahmano Tamil per tutta la sua vita. Le opinioni sulla sua reale fede discordano: il suo primo biografo indiano lo descrisse come un ortodosso rigoroso, mentre G. H. Hardy (un ateo militante) lo riteneva essenzialmente un agnostico.

Hardy riferì un'affermazione di Ramanujan: tutte le religioni sono corrette. La biografia di Kanigel dichiara che probabilmente Ramanujan non aveva mostrato il suo lato religioso ad Hardy; d'altra parte Kanigel dipinge un'immagine generalmente negativa di Hardy.

Ramanujan credeva nella dea della sua famiglia, Namagiri, e guardò a lei come ispirazione per il suo lavoro. Ripeteva spesso, "Un'equazione per me non ha senso, se non rappresenta un pensiero di Dio."

Risultati matematici[modifica | modifica wikitesto]

In matematica, si distingue tra l'avere un'intuizione e avere una dimostrazione. Il talento di Ramanujan ha suggerito una pletora di formule che sono state poi esaminate a fondo in seguito. Di conseguenza, si aprirono nuove direzioni di ricerca. Esempi di queste formule erano interessanti serie infinite per π, una delle quali è data da

collegata al fatto che,

Hardy scrisse di Ramanujan:

"I limiti della sua conoscenza erano sorprendenti come la sua profondità. Era un uomo capace di risolvere equazioni modulari e teoremi... in modi mai visti prima, la cui padronanza delle frazioni continue era... superiore a quella di ogni altro matematico del mondo, che ha trovato da solo l'equazione funzionale della funzione zeta e i termini più importanti di molti dei più famosi problemi nella teoria analitica dei numeri; e tuttavia non aveva mai sentito parlare di una funzione doppiamente periodica o del teorema di Cauchy, e aveva una vaga idea di cosa fosse una funzione a variabili complesse..."

Teoremi e scoperte[modifica | modifica wikitesto]

Alcune delle scoperte di Ramanujan, e i risultati ottenuti in collaborazione con Hardy:

Ha compiuto notevoli progressi e scoperte nelle aree relative a:

Si dice che le sue scoperte fossero particolarmente ricche: in molte di esse c'era molto più di quando si vedeva inizialmente.

La congettura di Ramanujan e il suo ruolo[modifica | modifica wikitesto]

Benché esistano numerose affermazioni che possono portare il nome di congettura di Ramanujan, ne esiste una particolarmente influente sui lavori successivi. Questa congettura di Ramanujan è un'asserzione sulla dimensione dei coefficienti della funzione tau, una tipica forma cuspide nella teoria delle forme modulari. È stata alla fine dimostrata come conseguenza della dimostrazione della congettura di Weil alcuni decenni dopo.

I quaderni di Ramanujan[modifica | modifica wikitesto]

Quando era ancora in India, Ramanujan aveva scritto molti risultati su tre quaderni. I risultati erano presentati senza calcoli, probabilmente l'origine della diceria che Ramanujan non fosse in grado di dimostrare le proprie congetture e semplicemente pensasse direttamente il risultato finale. Berndt, nella sua recensione dei quaderni e del lavoro di Ramanujan, si accorse che Ramanujan quasi certamente era in grado di dimostrare molti risultati, ma scelse di non farlo.

Questo modo di lavorare può avere molte ragioni. Dal momento che la carta era costosa, Ramanujan deve aver svolto la maggior parte del suo lavoro e forse delle sue dimostrazioni su una lavagna per poi trasferire i risultati su carta. L'uso della lavagna era comune in India fra gli studenti di matematica del tempo. È molto probabile che Ramanujan sia stato influenzato dallo stile di uno dei libri da cui ha imparato molta della matematica avanzata, Compendio di Matematica Pura e Applicata di G. S. Carr, usato da Carr nel suo insegnamento. Ha inoltre raccolto molte migliaia di risultati, asserendoli senza dimostrazione. È possibile che, alla fine, ritenesse i suoi lavori utili solo per il suo interesse; e quindi annotava solo i risultati[1].

Il primo quaderno conteneva 351 pagine con 16 capitoli e materiale disorganizzato. Il secondo quaderno aveva 256 pagine in 21 capitoli e altre 100 pagine disorganizzate, e il terzo aveva 33 pagine disorganizzate. I risultati dei suoi quaderni hanno ispirato molti articoli di matematica nel tentativo di dimostrarli. Lo stesso Hardy produsse articoli esplorando materiale proveniente dal lavoro di Ramanujan, così come G. N. Watson, B. M. Wilson, e Bruce Berndt[1].

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

Quasi un secolo dopo la sua morte fu detto di lui:

« Ramanujan fu un matematico così grande che il suo nome trascende le gelosie, il più superlativamente grande matematico che l'India abbia prodotto nell'ultimo migliaio di anni. I suoi balzi di intuizione confondono i matematici ancor oggi, sette decenni dopo la sua morte. I suoi scritti sono ancora scandagliati per i loro segreti. I suoi teoremi sono applicati oggi in aree difficilmente immaginabili quando era in vita. »
(Kanigel, "The Man who knew Infinity", p.3)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stato natale di Ramanujan, il Tamil Nadu, celebra il 22 dicembre (compleanno di Ramanujan) come 'Giorno di stato dell'IT', commemorando sia l'uomo che i suoi risultati. Gli è stato dedicato un asteroide, 4130 Ramanujan[3].

Ramanujan nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Berndt, 1998
  2. ^ Henderson, 1996
  3. ^ (EN) M.P.C. 15262 del 14 ottobre 1989

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert Kanigel, L'uomo che vide l'infinito. La vita breve di Srinivasa Ramanujan, genio della matematica, Rizzoli Saggi Stranieri, 2003, ISBN 88-17-87169-9
  • David Leavitt, Il matematico indiano, 2009, Mondadori, ISBN 978-88-04-58003-4
  • (EN) Collected Papers of Srinivasa Ramanujan ISBN 0-8218-2076-1
  • (EN) An overview of Ramanujan's notebooks di Bruce C. Berndt, in Charlemagne and His Heritage: 1200 Years of Civilization and Science in Europe, Volume 2: Mathematical Arts, P. L. Butzer, H. Th. Jongen, e W. Oberschelp, editori: Brepols, Turnhout, 1998, pagg 119-146, (22 pagg pdf)
  • (EN) Modern Mathematicians, Harry Henderson, Facts on File Inc., 1996
  • (EN) Stephen Wolfram, Who Was Ramanujan?, su Stephen Wolfram Blog, 27 aprile 2016. URL consultato il 13 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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