Sputnik 6

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Sputnik 6
Dati della missione
OperatoreURSS Unione Sovietica
NSSDC ID1960-017A
SCN00065
Destinazioneorbita MEO
Satellite diTerra
VettoreSemyorka
LancioBajkonur, 1º dicembre 1960 alle 07:30:04 UTC
Luogo lanciorampa Gagarin
Durata1 giorno
Proprietà veicolo spaziale
Massa4.563 kg
Parametri orbitali
Orbitaellittica
Apogeo232 km
Perigeo166 km
Periodo88 minuti circa
Inclinazione64.97°
Programma Sputnik
Missione precedenteMissione successiva
Sputnik 5 Sputnik 7

Lo Sputnik 6 (chiamato anche Korabl Sputnik 3) fu una missione spaziale sovietica nell'ambito del programma Vostok. Fu un volo di prova per la navicella Vostok e trasportò due cani: Pchelka e Mushka (rispettivamente diminutivo di “ape” e di “mosca”). A bordo, inoltre, vi erano un sistema televisivo e altri strumenti scientifici.

Venne lanciato dal cosmodromo di Baikonur il 1º dicembre 1960. Esistono due diverse versioni sul destino della capsula. La prima sostiene che la capsula atterrò dopo 17 orbite terrestri nelle acque dell'Oceano Pacifico, ma non venne mai recuperata a causa dell'incertezza sulla posizione esatta di tale atterraggio di mare. La seconda versione sostiene che la capsula fu distrutta da cariche esplosive onde evitare che la stessa cadesse in mani straniere. Accertato rimane solo il fatto che i due cagnolini morirono ed il relitto della capsula non fu mai recuperato. La missione fornì comunque delle importanti certezze per la preparazione di successive missioni equipaggiate da cosmonauti: la capsula sarebbe stata in grado di atterrare anche senza l'ausilio del congegno propulsore, dato che volava su di una traiettoria d'orbita ellittica e pertanto il suo rientro in atmosfera sarebbe stato causato in maniera naturale dopo alcuni giorni di volo. Dall'altra parte ciò avrebbe significato l'imprevedibilità del luogo d'atterraggio. Infatti non venne mai preso in considerazione un atterraggio di mare dato che un rientro a terra all'estero, o forse meglio in terra non comunista, sarebbe stato valutato come catastrofe dal punto di vista propagandistico. Si doveva pertanto assolutamente perfezionare il congegno propulsore TDU-1 onde superare tali difficoltà ed in particolar modo per garantire assolutamente l'atterraggio sicuro e il veloce recupero del cosmonauta. Fu evidentemente chiaro che si sarebbero dovuti attendere alcuni mesi del 1961 prima di poter lanciare il primo uomo nello spazio.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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