Springfield M1903

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U.S. Rifle, Caliber .30, M1903
Rifle Springfield M1903.jpg
Uno Springfield M1903
Tipo fucile bolt-action
Origine Stati Uniti d'America
Impiego
Utilizzatori Esercito Americano
Conflitti Prima guerra mondiale, Seconda guerra mondiale, Guerra di Corea e Guerra del Vietnam
Produzione
Numero prodotto 1.300.000 ca
Varianti vedi varianti
Descrizione
Peso 3,95 kg
Lunghezza 1099 mm (senza baionetta)
Lunghezza canna 610 mm
Calibro 7,62 mm
Tipo munizioni .30-06 Springfield
Azionamento bolt-action
Cadenza di tiro 10/15 al minuto (dipende dalla rapidità di azionamento dell’otturatore da parte del tiratore)
Tiro utile circa 1.000 m
Alimentazione clip da 5 colpi
Organi di mira mire metalliche nei modelli standard, mirino ottico nelle varianti da cecchino (sprovviste di mire metalliche)
World Guns.ru[1]
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Un M1903 Springfield con le clip di caricamento.

Lo U.S. Rifle, Caliber .30, Model 1903 (meglio noto come M1903 Springfield) è un fucile bolt-action statunitense che fu in servizio nella prima metà del XX secolo.

Fu ufficialmente adottato il 18 giugno 1903, e prestò per la prima volta servizio durante la Prima guerra mondiale. Dal 1937 cominciò ad essere rimpiazzato dal fucile semiautomatico M1 Garand. Il fucile rimase però in servizio durante la Seconda guerra mondiale dato che gli Stati Uniti non avevano abbastanza M1 da equipaggiare tutti i propri soldati. Nella seconda guerra mondiale, nella Guerra di Corea e nelle prime fasi della Guerra del Vietnam prestò anche servizio come fucile di precisione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Premesse[modifica | modifica wikitesto]

L’adozione del nuovo M1903 fu preceduta da quasi trent’anni di lavori e test facendo tesoro delle lezioni impartite dal recente Springfield M1892-99 (la versione americana del fucile Krag-Jørgensen) e dal tedesco G 98. L’M1903 finì per rimpiazzare non solo il vecchio M1892-99, ma anche l’M1895 Lee-Navy, l’M1885 Remington-Lee e il vecchio M1873 Trap-door. Mentre dell’M1892-99 esistevano sia la versione fucile che carabina, il nuovo Springfield venne prodotto unicamente con canna da 610 mm, adeguandosi alla tendenza svizzera e britannica di eliminare la doppia tipologia di arma[2].

I due problemi che spesso emergevano nel precedente M1892-99 erano la lentezza nella ricarica nel caricatori e l’impossibilità di sparare colpi ad alta velocità a causa delle alte pressioni, insostenibili per la camera di scoppio. Gli Stati Uniti avevano tentato l’introduzione di colpi ad alta velocità nel 1899 per l’M1892-99, ma la chiusura a perno singolo dell’arma si era rivelata incapace di sostenere le pressioni sviluppate. Sebbene fosse stata introdotta una stripper-clip per la ricarica dell’M1892-99, era ormai chiara la necessità di un nuovo fucile. Dopo che gli americani ebbero sperimentato l’efficacia dei fucili Mauser nella Guerra ispano-americana del 1898, le autorità decisero di adottare un nuovo fucile che riprendesse le caratteristiche migliori del progetto Mauser.

Fine del XIX secolo: verso l’adozione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1882, il fucile bolt-action Remington-Lee .45 (progettato nel 1879), con il suo innovativo caricatore rimovibile, fu acquistato in quantità limitata dalla marina statunitense. Diverse centinaia di Remington-Lee M1882 furono anche presi in prova dall’esercito ma l’arma non venne mai adottata. La marina adottò l’M1885, e in seguito il nuovo M1895, che prestò servizio durante la Ribellione dei Boxer. Entrambi i fucili vennero utilizzati dall’esercito durante la Guerra ispano-americana. Il caricatore amovibile del fucile Lee venne progettato da James Paris Lee e sarebbe stato negli anni seguenti fondamentale nei progetti militari. Altre operazioni mostrarono la necessità di un nuovo fucile, e così l’esercito adottò il nuovo Model 1892-99. Il fucile entrò in servizio ufficialmente nel 1894 per essere poi sostituito dopo neanche dieci anni dal nuovo M1903.

Adozione[modifica | modifica wikitesto]

Il tentativo di creare un fucile che potesse sostenere cariche più potenti e montare parti analoghe a quelle di un Mauser tedesco risale all’inizio del XX secolo, quando la Springfield propose il suo prototipo M1900, che entrò poi in produzione definitiva nel 1903, da cui la nomenclatura. In realtà vi fu anche un fucile intermedio, denominato M1901 e la Springfield era così sicura della sua adozione che aveva persino cominciato a produrne le parti, ma alla fine fu costretta a modificare i suoi piani. Il design venne migliorato e infine accettato, denominato e prodotto a partire dal 1903. L’arma assunse il nomignolo colloquiale di “ought-three” dalle ultime due cifre dell’anno di produzione (03).

Il Dipartimento di Guerra aveva attentamente analizzato e disassemblato diversi esemplari di Mauser M93 spagnoli catturati durante la Guerra ispano-americana e applicò alcune caratteristiche del Krag a otturatori e caricatori dell’M93, portando alla nascita del fucile M1903. Nonostante le aggiunte e le modifiche, il design alla base dell’arma era pur sempre merito della Mauser, che obbligò il governo statunitense al pagamento di una multa di 3.000.000 $ per violazione di brevetto[3].

Entro il gennaio 1905, oltre 80.000 esemplari del nuovo fucile erano stati prodotti dalla fabbrica statale Springfield Armory. Il presidente Roosevelt si oppose alla decisione di applicarle vecchie baionette al nuovo fucile, che venne quindi dotato della nuova M1905: l’adozione costrinse anche alla modifica di tutti gli esemplari già pronti per poter accettare la nuova baionetta. Inoltre, venne aggiunto anche il nuovo sistema di mira M1904[4].

I macchinari di produzione erano quasi pronti quando si decide di introdurre un nuovo cambiamento. Durante le prove erano stati pensati nuovi miglioramenti, in primis l'adozione di un proiettile spitzer, introdotte per la prima volta dai francesi nel 1890. Il proiettile si sarebbe basato sul .30-03 ma piuttosto che una palla a punta tonda da 220 grani (14 g) a 700 m/s, avrebbe presentato una palla a punta (spitzer appunto) da 150 grani (9,7 g) a 850 m/s. La nuova munizione venne standardizzata come Cartridge Ball, Caliber .30, Model of 1906, quella che oggi tutti conoscono come .30-06. Le mire del fucile dovettero subire una nuova taratura per adeguarsi alla nuova traiettorie del proiettile. Quando ulteriori test dimostrarono che la maggiore efficacia del .30-06 si otteneva con canne da 24 pollici, si decise di produrre solo armi con tale canna sia per fanteria che cavalleria, e la stessa idea fu accolta e messa in pratica anche da Regno Unito e Germania[4].

Prima guerra mondiale e dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Per quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nel 1917, erano stati prodotti 843.239 fucili dalla Springfield Armory e dal Rock Island Arsenal. La produzione prebellica, tuttavia, seguiva processi metallurgici discutibili. Alcuni castelli erano stati infatti sottoposti a temperature troppo alte durante la forgiatura. Il carbonio veniva quindi espulso dall'acciaio durante la battitura e questo dava origine a castelli piuttosto[5]. Nonostante la documentazione che attestasse difetti nella produzione, i casi di rottura furono estremamente rari. La stragrande maggioranza dei malfunzionamenti furono attribuiti all'uso di munizioni sbagliate, oltre che alla pessima qualità del munizionamento spedito in Europa[6][7].

Nel dicembre del 1917 furono installati dei pirometri per tenere sotto controllo le tempartura durante il processo di forgiatura. La cosa avvenne attorno al fucile 800.000 (Springfield) e 285.507 (Rock Island Arsenal). I fucili precedenti vengono chiamati low-numbers M1903, quelli successivi double-heat-treated M1903[6].

Verso la fine del conflitto, la Springfield cominciò a produrre il M1903 Mk. I. L'arma presentava uno scavo nella parte sinistra del castello, volta a permettere l'uso del dispositivo Pedersen, uno strumento che permetteva all'arma di sparare colpi il calibro .30 Pistol in maniera semiautomatica da un caricatore amovibile. Per permettere una più facile espulsione, anche il calcio è leggermente scavato.

Nel 1926, dopo aver sperimentate l'effetto a lungo raggio del proiettile 7,92 × 57 mm Mauser, gli Stati Uniti adottarono una nuova palla da 174 grani standardizzata come Cartridge, Ball, Caliber .30, M1[8]. La munizione M1, intesa prevalentemente per l'uso a lungo raggio su mitragliatrici, divenne rapidamente popolare tra i fucilieri per la sua grande precisione a lunga distanza[9]. Tuttavia, alla fine degli anni '30, divenne evidente che, con lo sviluppo di mortai, artiglierie a lungo raggio e mitragliatrici Browning M2 calibro .50 BMG, la necessità di proiettili da fucile a lungo raggio stava sparendo. Nel 1938, l'esercito tornò sui propri passi e riadottò la vecchia palla da 152 grani, denominandola stavolta Cartridge, Ball, Caliber .30, M2[8].

In servizio, l'M1903 fu apprezzato per la sua affidabilità e la sua precisione, nonostante il persistere di alcuni problemi. La diottra di precisione era posizionata troppo distante dall'occhio per esere usata in maniera efficacie e il mirino a lama anteriore era difficile da vedere con poca luce e si danneggiava troppo facilmente. l'USMC dotò i propri M1903 con una protezione per il mirino, assieme ad una lama più spessa. Il nuovo percussore in due pezzi si rivelò un passo indietro rispetto al singolo pezzo delle armi Mauser e fu spesso causa di numerosi problemi con l'arma[10].

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda Guerra mondiale la produzione di Springfield venne affidata alla Remington Arms e alla Smith-Corona Typewriter. La produzione Remington cominciò nel Settembre 1941 da numero seriale 3.000.000. A causa della grande richiesta di armi, le parti ricavate dal pieno vennero gradualmente sostituite con sezioni in metallo stampato, fino al momento in cui (300.000 fucili più tardi) ci si rese conto della necessità di dare un nuovo nome all’arma. Le parti più costose dell’arma, come ad esempio il calcio in noce, venne sostituite con parti più economiche e leggere, ma ugualmente adeguate. Le parti in metallo dei fucili prodotti dalla Remington presentano una R incisa.

La produzione dell’M1903 fu interrotta in favore del nuovo M1903A3. Il cambiamento più evidente fu la sostituzione e semplificazione dei sistemi di mira, resi simili a quelli del nuovo M1 Garand. Tuttavia il sistema dell’alzo dei nuovi sistemi era difettosa e tendeva a perdere la regolazione con spari frequenti[10]. Altre modifiche riguardarono la linguetta del caricatore, realizzata ora in metallo stampato, che preveniva l’inceppamento che spesso si verificava al momento dell’inserimento in camera del quarto colpo[10].

Nel tardo 1942, anche la Smith-Corona Typewriter Company cominciò la produzione della variante M1903A3 nei suoi stabilimenti di Syracuse, NY[11]. Le parti prodotte dalla Smith/Corona sono di solito facilmente identificabili grazie all’assenza di punzonature (solo gli otturatori risultano di tanto in tanto marchiati con una X sul lato superiore). Per aumentare il numero di unità prodotte vennero adottate delle canne a doppia rigatura, mentre i requisiti per le leghe d’acciaio impiegate si fecero meno stretti a dare origine a quello che viene definito War Emergency Steel (acciaio d’emergenza in tempo di guerra)[12]. Questi fucili “alla buona” venivano spediti con un foglietto che attestava l’assenza di differenze di precisione tra la versione standard e quella d’emergenza[13]. Col progredire della guerra, altre rifiniture e lavorazioni vennero eliminate dagli M1903 per aumentare ancora di più il ritmo di produzione[13].

I fucili iniziali prodotti da Remington e Smith-Corona avevano una finitura grigio scuro/nero che ricordava l’effetto ottenuto alla fine della Prima guerra mondiale con la parkerizzazione. Solo nel tardo 1943 si cominciò ad usare una finitura più chiara, che finirà poi anche nelle armi riparate in seguito.

È molto strano trovare un fucile della Prima guerra mondiale o degli inizi della Seconda che abbia la sua canna originale. Molte, se non tutte, munizioni .30-06 della Seconda guerra mondiale usavano un innesco corrosivo che causava danni piuttosto evidenti alle canne e alle camere. Specialmente nel Pacifico, dove la manutenzione non era sempre eseguita propriamente, l’umidità rendeva ancora più aggressiva l’azione della corrosione[14].

Gli M1903 e M1903A3 furono usati per tutta la guerra a fianco del più recente M1 Garand. I Marines furono inizialmente equipaggiati con questo fucile nei primi mesi di operazioni nel Pacifico, come ad esempio a Guadalcanal, nonostante la giungla sia un territorio poco adatto ai fucili bolt-action[15]. Solo più tardi i reparti inviati nel Pacifico saranno dotati di M1 Garand[16]. I maggiori utilizzatori di M1903 furono i Ranger americani che ritenevano l'arma più adatta per le loro missioni.

Secondo l'opera U.S. Infantry Weapons of WWII di Bruce Canfield, le ultime varianti (A3 e A4) degli M1903 furono consegnate nel Febbraio del 1944. Per allora, la maggior parte delle truppe americane erano già equipaggiate con i Garand. Tuttavia alcuni reparti continuarono ad utilizzare gli M1903 fino alla fine della guerra, specialmente i Marines. L'arma rimase in servizio prevalentemente come fucile di precisione o ausilio per il lanciagranate.

L’M1903A4 fu il primo tentativo dell’esercito di standardizzare un’arma di precisione. Le meccaniche dell’M1903A3 vennero montate su nuove calciature, con l’aggiunta di un mirino Weaver M330 (oppure 330C) da 2,2 ingrandimenti e la rimozione dei sistemi di mira metallici[10]. Tuttavia, nonostante tutte le modifiche subite (anche quelle della canna[17]), l’arma di rivelò insoddisfacente quando usata in ruoli di precisione[18]. I mirini Weaver (che poi presero la denominazione militare rispettivamente di M73 e M73B1) non solo erano a bassa magnificazione, non erano impermeabili e si appannavano con estrema facilità (o peggio si riempivano di condensa) nei climi umidi[10][18]. Quando queste cose accadevano, la mancanza di sistemi di mira convenzionali sull’M1903A4 rendeva l’arma praticamente inutile. Se utilizzato con le normali munizioni .30-06 M2, le prestazioni dell’arma risultarono piuttosto deludenti[19]; non raramente i soldati che incappavano dei fucili di precisione tedeschi o giapponesi lasciavano la propria arma in favore di quella nemica[20]. Il corpo dei Marine rifiutò le forniture di M1903A4, preferendo piuttosto degli M1903A1 modificati ed equipaggiati con ottiche Unertl 8x.

La polizia militare statunitense (MP) e il dipartimento per la guardia costiera utilizzò dei fucili M1903 e M1903A3 durante la guerra. Anche diversi alleati degli Stati Uniti erano dotati di tali armi. Le forze di combattimento brasiliane (FEB), operative nella 5ª armata in Italia, erano equipaggiate con fucili M1903. Nell’agosto del 1943, le forze francesi comandate dal generale Charles de Gaulle vennero riequipaggiate dagli Stati Uniti con vecchi M1903 e fucili Enfield M1917. Lo Springfield divenne l’arma maggiormente usata dall’esercito francese fino alla fine del guerra, rimanendo in servizio anche nei reparti di sicurezza in Algeria e Indocina.

I fucili catturati dai tedeschi presero la denominazione Gewehr 249(a) .

Servizio dopo la Guerra di Corea[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Guerra di Corea era raro vedere in servizio regolare un M1903. Solo alcuni esemplari di M1903A4 di precisione rimasero in servizio per la Guerra del Vietnam, e gli ultimi manuali furono stampati prima del 1970[4]. La marina continuò a tenere alcuni esemplari a bordo della proprie navi come fucili anti-mina.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Al giorno d’oggi, i fucili M1903 (assieme ai compagni M1 Garand, M14 e M1917 Enfield) sono comuni alla JROTC (Junior Reserve Officer Training Corps) per l’insegnamento alle reclute sul maneggio delle armi. I cadetti, durante le esibizioni, usano fucili dotati di calci in fibra di vetro, più leggero e meno propensi a rompersi in caso di caduta rispetto agli standard in legno. Per ragioni si sicurezza, I modelli in dotazione all JROTC sono disarmati ostruendo la canna con un blocco di piombo fuso.

Specifiche[modifica | modifica wikitesto]

Diagramma del fucile Springfield .30-06.

Il fucile pesava circa 3,95 kg con una lunghezza di 1098 mm. Il fucile poteva montare una baionetta M1905 da 450 mm. Nel 1906 il fucile venne modificato per sparare le nuove munizioni M1906 (ovvero il .30-06), successivamente nel 1926 le M1 e poi infine nel 1938 le M2.

Il fucile veniva alimentato con clip da 5 colpi e poteva, nelle mani di un tiratore esperto, raggiungere una cadenza di fuoco massima di 20 colpi al minuto. La dotazione di un soldato era di 12 clip, per un totale di 60 colpi.

I sistemi di mira potevano essere regolati in elevazione. Il mirino standard, fisso, prevedeva una taratura non regolabile fissata a 500 m. Alzando il sistema di mira complesso (regolabile anche in deriva) si poteva regolare l’arma per tiri che andavano da un minimo di 100 ad un massimo di 2650 m.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Esistono Quattro varianti principali con nomenclatura ufficiale, sebbene vi siano anche numerose sotto-varianti:

M1903
M1903A3
M1903 calciatura scant
M1903A4 con calciatura Type C e ottica M84.
  • M1903 (1903): versione di base, camerata per il .30-03. Usa il calcio standard Tipo S.
    • M1903 Bullpup (1903): versione sperimentale con configurazione bullpup per l’USMC[21].
    • M1903/05 (1905): versione migliorata con baionetta M1905 e sistemi di mira
    • M1903/06 (1906): versione camerata per la nuova munizione .30-06 (Ball cartridge, caliber .30, M1906).
    • M1903 NRA (1915-1917): versione appositamente realizzata per la National Rifle Association[22].
    • M1903 Air Service (1918): versione per I membri dell’aviazione con caricature da 25 colpi e calcio Tipo S modificato.
    • M1903 Mk. I (1918-1920): versione modificate per permettere l’utilizzo del dispositivo Pedersen (un accessorio che poteva essere impiegato solo sugli Springfield e che permetteva all’arma di sparare in modalità semiautomatica).
    • M1903 NM (1921-1940): fucile appositamente modificato per le competizioni sportive, con otturatore cromato e calcio Tipo S[23].
    • M1903 Bushmaster Carbine (anni ‘40): in questa versione la canna e il calcio erano segati per facilitarne l’uso a Panama; ne furono prodotti 4.725 esemplari. Era un fucile per l’addestramento e non fu mai utilizzato in azioni di guerra. È un esemplari molto raro e ricercato.
    • M1903 Scant (1942): nel tardo 1941, prima che venisse standardizzato il modello M1903A3, l’esercito richiese l’introduzione su tutti i fucili di un’impugnatura a pistola. Vi erano migliaia di calci non montati che non erano abbastanza larghi da poter essere dotati di impugnatura a pistola classica. Quello che venne fuori fu un’impugnatura a pistola abbozzata, definita scant, compatibile unicamente con i modelli M1903 e non con i nuovi M1903A3.
  • M1903A1 (1929-1939): versione con impugnatura a pistola (calcio Tipo C). L’impugnatura a pistola divenne lo standard per il fucile e venne applicata a tutte le armi (anche alle vecchie, riconvertendole)[24].
  • M1903A2 (1933–1947): semplicemente, un fucile M1903A1 (o A3) pesantemente modificato per essere usato come riduttore di calibro nelle artiglierie in fase di addestramento.
  • M1903A3 (1942): versione semplificata, con parti in metallo stampato e calcio con impugnatura a pistola semplificata (calcio Tipo S tardo).
  • M1903A4 (1942): variante da tiratore scelto dell’A3, equipaggiato con un mirino M73 (o M73B1) a 2,75 ingrandimento e un calcio ergonomico da tiratore.

"Bannerman Springfields"[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della Prima guerra mondale nel 1914, il magnate del surplus militare Francis Bannerman VI assemblò 1.000 fucili M1903 da eccedenze che erano state ricamerate per sparare il proiettile .303 British. Quindi presentò le armi all'esercito britannico, complete di baionetta e sacche per le clip, in un gesto patriottico. Sfortunatamente, la conversione era stata fatta in malo modo e si notò che la munizione .303 (che è di tipo flangiato) non veniva propriamente estratta dal caricatore per alimentare l'arma, causando blocchi continui[25]. Le armi vennero quindi marcate DPT(ovvero drill purpose) e cedute ai vari programmi di addestramento inglesi che erano senza armi[26].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://world.guns.ru/rifle/repeating-rifle/usa/m1903-springfield-e.html
  2. ^ Seton-Karr, Henry (Sir), Rifle, Encyclopaedia Britannica (11th ed.), New York: The Encyclopaedia Britannica Co., Vol. 23 (Ref - Sai), (1911), p. 328
  3. ^ http://www.thefreelibrary.com/Battlefield+tack+driver:+the+model+1903+Springfield+in+WWI.-a0150451303
  4. ^ a b c Bruce N. Canfield, 100 Years Of The '03 Springfield, in American Rifleman, vol. 151, March, National Rifle Association, 2003, pp. 42-45&78.
  5. ^ Canfield, February 2008, p. 13
  6. ^ a b Bruce N. Canfield, U.S. M1903A1 Rifles, in American Rifleman, vol. 152, January, National Rifle Association, 2004, pp. 20.
  7. ^ Lyon, Joseph: Some Observations On The Failure Of U.S. Model 1903 Rifle Receivers (http://m1903.com/03rcvrfail/)
  8. ^ a b Barnes, Frank C., Cartridges of the World, 6th ed., DBI Books Inc. (1989), p. 59
  9. ^ Dunlap, Roy, Ordnance Went Up Front, Samworth Press (1948), p. 303
  10. ^ a b c d e Dunlap, Roy, Ordnance Went Up Front, Samworth Press (1948), p. 302
  11. ^ Brophy, William, The Springfield 1903 Rifles, Stackpole Books (1985), p. 187
  12. ^ Dunlap, Roy, Ordnance Went Up Front, Samworth Press (1948), p. 362
  13. ^ a b Dunlap, Roy, Ordnance Went Up Front, Samworth Press (1948), p. 301
  14. ^ Chris Bishop, The Encyclopedia of Weapons of World War II, New York, Orbis Publiishing Ltd, 1998, ISBN 0-7607-1022-8..
  15. ^ George, John (Lt Col), Shots Fired In Anger, NRA Press (1981), p. 391: "Nearly every one [Marine] I talked to [on Guadalcanal] who used the Springfield in combat-without a scope-would have much rather been using a Garand."
  16. ^ George, John (Lt Col), Shots Fired In Anger, NRA Press (1981), p. 391
  17. ^ George, John (Lt. Col.), Shots Fired In Anger, NRA Press (1981), p. 392
  18. ^ a b George, John (Lt. Col.), Shots Fired In Anger, NRA Press (1981), p. 392-393
  19. ^ Dunlap, Roy, Ordnance Went Up Front, Samworth Press (1948), p. 303
  20. ^ George, John (Lt. Col.), Shots Fired In Anger, NRA Press (1981), p. 296-299
  21. ^ http://img3.imageshack.us/img3/1115/scan0001xtb.jpg
  22. ^ Canfield, Bruce N. American Rifleman (September 2008) pp.72-75
  23. ^ James O.E. Norell, U.S. M1903A1 Rifles, in American Rifleman, vol. 151, July, National Rifle Association, 2003, pp. 38-41.
  24. ^ Bruce N. Canfield, U.S. M1903A1 Rifles, in American Rifleman, January, National Rifle Association, 2007, pp. 38.
  25. ^ Ian D. Skennerton, The Lee Enfield: A Century of Lee-Metford & Lee-Enfield Rifles & Carbines, Arms & Militaria Press 2007, ISBN 978-0-949749-82-6 (p.162)
  26. ^ A E Manning-Foster, The National Guard in the Great War, 1914-1918, Cope & Fenwick, London 1920 (p.17)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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