Sport-Verein Werder von 1899

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SV Werder Bremen
Calcio Football pictogram.svg
SV-Werder-Bremen-Logo.svg
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali Verde e Bianco separati da una striscia Arancione.png Bianco-verde
Dati societari
Città Brema
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1899
Presidente Germania Hubertus Hess-Grunewald
Allenatore Ucraina Viktor Skrypnyk
Stadio Weserstadion
(42 500 posti)
Sito web www.werder.de
Palmarès
Meisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.pngMeisterschale.png Coppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.pngCoppagermania.png Coppacoppe.png UEFA - Intertoto.svg
Titoli di Germania 4
Trofei nazionali 6 Coppe di Germania
3 Supercoppe di Germania
1 Coppa di Lega tedesca
Trofei internazionali 1 Coppe delle Coppe
1 Coppe Intertoto
Si invita a seguire il modello di voce

Lo Sport-Verein „Werder“ von 1899 e.V., meglio noto come Werder Brema, è una società calcistica tedesca con sede a Brema. Attualmente gioca nella Bundesliga.

Il club fu fondato il 4 febbraio 1899 con il nome di Fußballverein Werder da un gruppo di studenti sedicenni che vinse un corposo premio sportivo. Il nome deriva dalla parola dialettale, tra l'altro poco utilizzata, Werder, che tradotta in italiano vuol dire isolotto sul fiume[1], con riferimento al campo in cui giocarono per la prima volta i ragazzi, che era situato lungo la riva del fiume Weser.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla nascita agli anni 1960[modifica | modifica wikitesto]

Il Weserstadion nel 1928

Come accennato prima, il club venne fondato il 4 febbraio 1899 con il nome di Fußballverein Werder, iniziando a giocare in diversi tornei locali. Dopo la fine della prima guerra mondiale il club iniziò ad incorporare anche altri sport, e nel 1920 venne rinominato in Sport-Verein Werder Bremen. Nel 1933 la Germania nazista riorganizzò il calcio tedesco in sedici campionati, i Gauligen, uno per ogni divisione amministrativa della Germania, e la squadra pertanto giocò in Gauliga Niedersachsen. I biancoverdi vinsero questo campionato per tre volte: nel 1934, nel 1936 e nel 1937. Durante la seconda guerra mondiale la struttura dei Gauligen venne modificata, e la Gauliga Niedersachsen venne a sua volta divisa in due campionati, con il Werder che si ritrovò a partecipare alla Gauliga Niedersachsen/Nord, che vinse nel 1942. A queste vittorie in ambito regionale fanno seguito negli stessi anni altrettante partecipazioni alla fase nazionale: durante l'edizione 1941-1942 la squadra venne eliminata ai quarti di finale, mentre nelle altre occasioni non riuscì ad andare oltre il turno qualificatorio.

Durante il periodo di guerra i Gauligen assunsero un carattere sempre più locale, tant'è che la Gauliga Niedersachsen/Nord divenne prima Gauliga Weser-Ems e Gauliga Weser-Ems/Bremen dopo. Dopo l'occupazione della Germania da parte degli alleati, il club venne sciolto, per poi essere rifondato il 10 novembre 1945 come Turn- und Sportverein Werder 1945 Bremen. Il nome fu poi modificato in Sport-Club Grün-Weiß 99 Bremen il 4 febbraio 1946, e il successivo 25 marzo il club riottenne la vecchia denominazione Sport-Verein Werder Bremen. Nel dopoguerra il calcio tedesco venne nuovamente riorganizzato con l'istituzione delle Oberligaen, e rimase sempre diviso in due fasi, una regionale ed una nazionale. Il Werder partecipò all'Oberliga Nord, dove dalla fine degli anni 1950 riuscì a classificarsi sempre al secondo posto, sempre dietro l'Amburgo: questi piazzamenti in Oberliga Nord consentirono alla squadra di partecipare al campionato nazionale, senza però riuscire ad andare oltre la prima fase. In questo periodo i biancoverdi riuscirono però a conquistare la DFB-Pokal 1960-1961 battendo il Kaiserslautern in finale. Grazie a questo successo il Werder partecipò all'edizione 1961-1962 della Coppa delle Coppe, venendo eliminato ai quarti di finale dai futuri vincitori dell'Atlético Madrid.

Dalla nascita della Bundesliga agli anni 1980[modifica | modifica wikitesto]

La stagione 1963-1964 segnò una svolta per il calcio tedesco: venne infatti fondata la Bundesliga, che raccolse tutte le migliori squadre del paese in un unico girone, cosa che già avveniva in tutti i principali campionati europei. Il Werder terminò la sua prima stagione in Bundesliga classificandosi al decimo posto, e l'anno successivo riuscì a vincere il suo primo campionato. Il Werder partecipò quindi alla Coppa dei Campioni 1965-1966: dopo aver passato facilmente il primo turno battendo i ciprioti dell'Apoel Nicosia, i tedeschi vennero eliminati agli ottavi di finale dai futuri finalisti del Partizan Belgrado. Dopo aver ottenuto un secondo posto nella Bundesliga 1967-1968, il Werder non riuscì più ad ottenere risultati di rilievo. A partire dagli anni 1970 la squadra occupò sempre le posizioni basse della classifica, nonostante la presenza in rosa di giocatori come Horst-Dieter Höttges, campione d'Europa nel 1972 e del mondo nel 1974 con la nazionale tedesca. Dopo essersi classificata al penultimo posto nella Bundesliga 1979-1980, il Werder retrocesse per la prima volta nella sua storia in 2.Bundesliga.

L'era Rehhagel[modifica | modifica wikitesto]

Otto Rehhagel nel 2010

Nella stagione 1980-1981 il Werder si classificò al primo posto in 2.Bundesliga, ritornando così in Bundesliga dopo un solo anno di assenza, grazie anche al lavoro svolto dal tecnico Otto Rehhagel, che nell'aprile del 1981 venne chiamato a guidare la squadra. Dal momento del suo ritorno nella massima serie, il Werder riuscì sempre a posizionarsi nella parte alta della classifica, centrando di conseguenza la qualificazione in Coppa UEFA. Tra i giocatori più importanti dell'era Rehhagel spiccano Rudi Völler, che fece parte della classifica del Pallone d'oro 1985, per poi fare la sua comparsa anche in altre edizioni successive, Frank Neubarth, Dieter Eilts, Uwe Reinders, Bruno Pezzey, Miroslav Votava e Manfred Burgsmüller. Nonostante la qualità della rosa e gli ottimi risultati in campionato, in Coppa UEFA i biancoverdi delusero parecchio, spesso non riuscendo ad andare oltre il primo turno. La svolta arrivò nella stagione 1987-1988: il Werder, forte anche dell'acquisto di Karl-Heinz Riedle, vinse la sua seconda Bundesliga, a ventitré anni di distanza dal primo titolo, e si rese protagonista di un grande cammino in Coppa UEFA: dopo aver eliminato lo Spartak Mosca negli ottavi di finale, rimontando la sconfitta all'andata per 4-1 con un rocambolesco 6-2 al ritorno, il Werder eliminò il Verona nei quarti di finale per poi arrendersi alle semifinali dinanzi ai connazionali del Bayer Leverkusen. La stagione 1988-1989 si aprì con la conquista della Supercoppa di Germania e con la partecipazione alla Coppa dei Campioni: dopo aver eliminato al primo turno i cugini della Dinamo Berlino, che all'andata vinsero per 3-0 per essere poi sconfitti per 5-0 al ritorno, i biancoverdi ebbero la meglio anche sugli scozzesi del Celtic negli ottavi di finale, per poi arrestarsi ai quarti di finale contro i futuri campioni del Milan. Memorabile fu anche la cavalcata in Coppa UEFA 1989-1990, in cui Riedle si laureò capocannoniere: il Werder riuscì battere il Napoli di Diego Armando Maradona agli ottavi, campione in carica, per poi farsi strada sino alle semifinali dove fu eliminato dalla Fiorentina.

Frank Neubarth in azione nella sfida di Coppa UEFA 1987-88 tra Werder Brema e Verona

Nella stagione successiva i biancoverdi approdarono per la terza volta consecutiva in finale di DFB-Pokal, conquistando questa volta la coppa nazionale, dopo aver battuto ai rigori il Colonia. Di conseguenza il Werder partecipò alla Coppa delle Coppe 1991-1992, raggiungendo la sua prima finale continentale. Il 6 maggio 1992, a Lisbona i tedeschi si ritrovano ad affrontare il Monaco di Arsène Wenger, che tra le sue fila annoverava anche il futuro pallone d'oro George Weah. Il Werder riuscì a prevalere per 2-0 grazie alle reti segnate da Klaus Allofs e Wynton Rufer, aggiudicandosi così il prestigioso trofeo. Nella stagione 1992-1993 la squadra, rinforzatasi con l'acquisto di Andreas Herzog, giocò la Supercoppa UEFA, venendo però sconfitta dai campioni d'Europa in carica del Barcellona; la stagione vide comunque i biancoverdi conquistare la loro terza Bundesliga. Nella stagione seguente, dopo aver conquistato la Supercoppa di Germania, i tedeschi parteciparono alla Champions League, dove Wynton Rufer si laureò capocannoniere, ma non riuscirono a superare la fase a gironi, classificandosi al terzo posto alle spalle del Milan e del Porto. Dopo aver conquistato la DFB-Pokal nel 1993-1994, il Werder si aggiudicò nuovamente la Supercoppa di Germania nel 1994. Dopo aver concluso la Bundesliga 1994-1995 al secondo posto, in cui Mario Basler si laureò capocannoniere, Rehhagel decise di lasciare la panchina del club.

L'era Schaaf[modifica | modifica wikitesto]

La sostituzione di Rehhagel fu molto travagliata, e nelle successive quattro stagioni si avvicendarono in panchina altrettanti allenatori, tra cui Felix Magath, ma il club non riuscì ad ottenere risultati di rilievo. Nel maggio del 1999 la dirigenza assunse Thomas Schaaf in sostituzione di Magath. Schaaf, storica bandiera dei biancoverdi, guidò la squadra alla salvezza in Bundesliga e, poche settimane dopo, alla vittoria della DFB-Pokal 1998-1999. Nella stagione seguente si mise in luce un Werder molto forte sul fronte offensivo, che riuscì a raggiungere i quarti di finale di Coppa UEFA, in cui venne eliminato per mano dell'Arsenal. Ormai a corto di energie nel finale di stagione, il Werder venne anche sconfitto nella finale di DFB-Pokal 1999-2000 dal Bayern Monaco.

La festa di squadra e tifosi per la vittoria della DFB-Pokal 2003-04

Nelle successive tre stagioni il Werder riuscì a migliorare gradualmente il proprio rendimento in campionato, occupando sempre i posti alti della classifica. Schaaf scrisse la storia del club nella stagione 2003-2004, guidando la squadra alla conquista di uno storico double, vincendo sia la Bundesliga che la DFB-Pokal. Tra i protagonisti di questa stagione memorabile vi fu l'attaccante brasiliano Ailton, laureatosi capocannoniere della Bundesliga con 28 gol. Nella stagione successiva la squadra partecipò alla Champions League, classificandosi al secondo posto nel girone, alle spalle dell'Inter, per poi essere eliminata agli ottavi di finale dal Lione, con il pesante punteggio complessivo di 10-2 tra andata e ritorno. Anche nel corso della Champions League 2005-2006 il cammino dei biancoverdi si interruppe agli ottavi di finale: dopo aver terminato il girone a pari punti con l'Udinese, il Werder si qualificò per la migliore differenza reti, ma venne poi eliminato dalla Juventus. Nell'agosto del 2006 il Werder conquistò la Coppa di Lega tedesca, sconfiggendo a Lipsia il Bayern Monaco per 2-0. In campionato la squadra si laureò campione d'inverno, per poi concludere la stagione al terzo posto in classifica. Nella stagione 2008-2009, il deludente decimo posto in Bundesliga fu accompagnato dalla vittoria della DFB-Pokal 2008-2009, ai danni del Bayer Leverkusen, e da una memorabile cavalcata in Coppa UEFA sino alla finale di Istanbul del 20 maggio 2009, che vide però trionfare gli ucraini dello Shakthar Donetsk per 2-1 dopo i tempi supplementari. Nella stagione 2009-2010 la squadra di Schaaf, orfana del capitano Frank Baumann ritiratosi al termine della precedente stagione, concluse il campionato classificandosi al terzo posto, raggiunse la finale di DFB-Pokal, persa però a vantaggio del Bayern Monaco, e gli ottavi di finale di Europa League, venendo eliminata dal Valencia per la regola del gol fuori casa.

Thomas Schaaf nel 2009

Nella stagione 2010-2011 il Werder affrontò nei preliminari di Champions League la Sampdoria: i blucerchiati vennero sconfitti con un netto 3-1 al Weserstadion, ma nella partita di ritorno giocata a Genova si portarono sul 3-0, per poi subire nei minuti di recupero il gol del 3-1, che riaprì la partita e portò le due squadre ai tempi supplementari. A trionfare fu il Werder grazie ad un gol di Claudio Pizarro. I tedeschi vennero inseriti in un girone di ferro con Inter, Tottenham e Twente, classificandosi all'ultimo posto, mentre un deludente rendimento in campionato portò la squadra a classifcarsi al quattordicesimo posto. Al termine della stagione si ritira il capitano Torsten Frings. Nella stagione successiva il Werder occupò per diverso tempo le zone alte della classifica, ma terminò il campionato al nono posto, dopo aver accusato un brutto calo di rendimento. Al termine della stagione, anche a causa di una cattiva gestione finanziaria, molti giocatori che composero l'ossatura della squadra negli ultimi anni, come Wiese, Naldo, Borowski, Pizarro, Rosenberg, Marin ed altri, lasciarono il club. La stagione 2012-2013 si rivelò un vero e proprio incubo, ed il Werder riuscì ad ottenere la salvezza solamente alla penultima giornata, grazie al pareggio per 1-1 contro l'Eintracht Francoforte. Dopo questa partita Schaaf decise di lasciare la panchina del club.

Il dopo-Schaaf[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2013-2014 il club decise di affidare la panchina a Robin Dutt. Il nuovo tecnico esordì con una brutta sconfitta per 3-1 in DFB-Pokal contro il Saarbrücken ai tempi supplementari. Diverso fu invece l'esordio in Bundesliga, con i biancoverdi che ottennero una vittoria di misura per 1-0 contro i neopromossi dell'Eintracht Braunschweig. Anche questa stagione però, si rivelò fallimentare, ed il Werder finì con il classificarsi al dodicesimo posto in campionato. La stagione 2014-2015 si aprì con una vittoria molto sofferta in DFB-Pokal contro l'Illertissen, che venne battuto per 3-2 soltanto dopo i tempi supplementari. La brutta prestazione della squadra nella partita contro l'Illertissen fu già un primo campanello d'allarme, ed il Werder esordì in Bundesliga ottenendo un 2-2 sul campo dell'Hertha Berlino. Dopo che nelle prime nove giornate il Werder ottenne solo 4 punti, frutto di quattro pareggi e cinque sconfitte, ritrovandosi all'ultimo posto in clasifica, Dutt venne sollevato dall'incarico e al suo posto venne assunto Viktor Skripnik, che vestì la maglia del Werder dal 1996 al 2004. Il nuovo allenatore riuscì a dare energia alla squadra, che tra dicembre e gennaio inanellò una striscia di cinque vittorie consecutive, che le consentirono di uscire dai bassifondi della classifica. Grazie all'entusiasmo portato dal nuovo tecnico e ai gol di Franco Di Santo, il Werder concluse il campionato classificandosi al decimo posto. La stagione successiva, che vide il ritorno di Claudio Pizarro, si rivelò però caotica: dopo aver collezionato diverse sconfitte in campionato, tra cui alcune molto pesanti, come quella per 6-0 contro il Wolfsburg, il Werder si ritrovò nuovamente a lottare per non retrocedere. Dopo alcune vittorie importanti nel finale di stagione, come quella per 3-2 contro il Wolfsburg e quella per 6-2 contro lo Stoccarda, i biancoverdi ottennero la salvezza soltanto all'ultima giornata, grazie al gol di Papy Djilobodji e al caloroso supporto della tifoseria, che assicurarono la vittoria per 1-0 contro l'Eintracht Francoforte e consentirono di chiudere la difficile annata al tredicesimo posto finale in classifica. Mirabile fu invece il cammino della squadra in DFB-Pokal, che dopo aver eliminato il Colonia per 1-0, il Bayer Leverkusen per 3-1 ed il Borussia Mönchengladbach per 4-3, fu costretta a fermarsi solamente alle semifinali, uscendo sconfitta per 2-0 dal Bayern Monaco, futuro vincitore della coppa.

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria dello Sport-Verein Werder von 1899
  • 1899: fondazione del club
  • 1902-03 ·
  • 1903-04 ·
  • 1904-05 ·
  • 1905-06 ·
  • 1906-07 ·
  • 1907-08 ·
  • 1908-09 ·
  • 1909-10 ·

  • 1910-11 ·
  • 1911-12 ·
  • 1912-13 ·
  • 1913-14 ·
  • 1915-16
  • 1916-17
  • 1917-18
  • 1918-19
  • 1919-20 ·

  • 1920-21 ·
  • 1921-22 ·
  • 1922-23 ·
  • 1923-24 ·
  • 1924-25 ·
  • 1925-26 ·
  • 1926-27 ·
  • 1927-28 ·
  • 1928-29 ·
  • 1929-30 ·

3º nel gruppo B.
  • 1934-35 · 2º in Gauliga Niedersachsen.
  • 1935-36 Vince la Gauliga Niedersachsen.
2º nel gruppo B.
  • 1936-37 Vince la Gauliga Niedersachsen.
2º nel gruppo B.
  • 1937-38 · 3º in Gauliga Niedersachsen.
  • 1938-39 · 4º in Gauliga Niedersachsen.
  • 1939-40 · 2º in Gauliga Niedersachsen-Nord.

  • 1940-41 · 2º in Gauliga Niedersachsen-Nord.
  • 1941-42 Vince la Gauliga Niedersachsen-Nord.
eliminato nei quarti di finale.
  • 1942-43 · 2º in Gauliga Weser-Ems.
  • 1943-44 · 4º in Gauliga Weser-Ems Gruppe Bremen.
  • 1944-45
  • 1945-46
  • 1946-47
  • 1947-48 · 5º in Oberliga Nord.
eliminato nei quarti di finale.
  • 1948-49 · 8º in Oberliga Nord.
  • 1949-50 · 4º in Oberliga Nord.

  • 1950-51 · 6º in Oberliga Nord.
  • 1951-52 · 7º in Oberliga Nord.
  • 1952-53 · 3º in Oberliga Nord.
  • 1953-54 · 5º in Oberliga Nord.
  • 1954-55 · 4º in Oberliga Nord.
  • 1955-56 · 6º in Oberliga Nord.
  • 1956-57 · 5º in Oberliga Nord.
  • 1957-58 · 7º in Oberliga Nord.
  • 1958-59 · 2º in Oberliga Nord.
4º nel gruppo 1.
2º nel gruppo 2.

2º nel gruppo 2.
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (1º titolo).
Eliminato nella partita di qualificazione per il campionato nazionale.
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
Eliminato nella partita di qualificazione per il campionato nazionale.
  • 1963-64 · 10º in Bundesliga.
  • 1964-65 Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (1º titolo).
  • 1965-66 · 4º in Bundesliga.
Eliminato negli ottavi della Coppa dei Campioni.


Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  • 1987-88 Meisterschale.png Campione della Germania Ovest (2º titolo).
Semifinalista nella Coppa UEFA.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (1º titolo).
Eliminato negli quarti della Coppa dei Campioni.
Finalista nella DFB-Pokal.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.

Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (2º titolo).
Coppacoppe.png Vince la Coppa delle Coppe.
  • 1992-93 Meisterschale.png Campione di Germania (3º titolo).
Sconfitto nella Supercoppa UEFA
Eliminato negli ottavi della Coppa delle Coppe.
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (2º titolo).
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (3º titolo).
DeustcherSupercupTrophy.png Vince la DFL-Supercup (3º titolo).
Eliminato negli ottavi della Coppa delle Coppe.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Coppa Intertoto.svg Vince la Coppa Intertoto
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (4º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Finalista nella DFB-Pokal.

Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
  • 2003-04 Meisterschale.png Campione di Germania (4º titolo).
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (5º titolo).
Eliminato negli ottavi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Champions League.
DFB-Ligapokal.svg Vince la DFL-Ligapokal
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Semifinalista nella Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Eliminato negli ottavi della Coppa UEFA.
Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.
Finalista nella Coppa UEFA.
Coppagermania.png Vince la DFB-Pokal (6º titolo).
Eliminato negli ottavi dell'Europa League.
Finalista nella DFB-Pokal.

Eliminato nella fase a gruppi della Champions League.

Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Colori[modifica | modifica wikitesto]

I colori della maglia del Werder Brema nella stagione 2015-2016 sono il verde acqua, il principale, e il bianco, che compare sulle spalle e sulle maniche; in alto a sinistra compare lo stemma del club. Sempre nello stesso verde sono i calzoncini e i calzettoni[2].

Simboli ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del Werder Brema è composto da un rombo verde bordato di bianco con all'interno una W bianca.

Inno[modifica | modifica wikitesto]

L'inno del club si intitola Lebenslang Grün-Weiß.

Strutture[modifica | modifica wikitesto]

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Weserstadion.
L'interno del Weserstadion

Il Werder Brema gioca le partite casalinghe nel Weserstadion, che può contenere fino a 42.500 spettatori.

L'impianto, costruito nel 1924, sorge vicino al fiume Weser da cui prende il nome. Ospita al suo interno un ristorante e, dal 2004 anche il Wuseum, un museo che raccoglie molti cimeli della squadra[3]. Nel 2008 è stato invece oggetto di numerosi lavori di ammodernamento; fra questi figurano il rifacimento della copertura e la posa di pannelli solari oltre alla ricostruzione delle curve, che fanno assumere al Weserstadion l'attuale forma rettangolare[4].

Società[modifica | modifica wikitesto]

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La società ha avuto i seguenti sponsor[5]:

Logo werder brema.png
Cronologia degli sponsor tecnici
Logo werder brema.png
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1971-1974 Land Bremen
  • 1976-1978 Norda
  • 1978-1981 Pentax
  • 1981-1984 Olympia
  • 1984-1986 Trigema
  • 1986-1992 Portas
  • 1992-1997 dbv-Winterthur
  • 1997-2000 o.tel.o
  • 2000-2001 QSC
  • 2002-2004 Reno
  • 2004-2006 KiK
  • 2006-2007 bwin
  • 2007-2012 Citibank / Targobank
  • 2012- Wiesenhof

Impegno nel sociale[modifica | modifica wikitesto]

È attiva la Werder Bremen Stiftung, che ha come compiti tra gli altri la promozione dello sport, la prevenzione della violenza e l'istruzione[6].

Altre sezioni della società[modifica | modifica wikitesto]

Il Werder Brema è una società polisportiva. Oltre al calcio, di cui è presente anche la sezione femminile[7], esistono altri dipartimenti; questi sono pallamano[8], atletica leggera[9], scacchi[10], ping pong[11] e ginnastica[12].

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Allenatori dello S.V. Werder von 1899

Dal 1963, anno di nascita della Bundesliga, gli allenatori del club sono stati[13]:

Nome Periodo Piazzamenti importanti
Germania Willi Multhaup 1º luglio 1963 – 30 giugno 1965 Campione nella Fußball-Bundesliga 1964-1965.
Germania Günther Brocker 1º luglio 1965 – 4 settembre 1967
Germania Fritz Langner 9 settembre 1967 – 30 giugno 1969 Secondo nella Fußball-Bundesliga 1967-1968.
Germania Fritz Rebell 1º luglio 1969 – 16 marzo 1970
Germania Hans Tilkowski 17 marzo 1970 – 30 giugno 1970
Germania Robert Gebhardt 1º luglio 1970 – 26 settembre 1971
Germania Willi Multhaup 27 settembre 1971 – 24 ottobre 1971
Germania Sepp Piontek 25 ottobre 1971 – 30 giugno 1975
Germania Fritz Langner 8 maggio 1972 – 30 giugno 1972
Germania Herbert Burdenski 1º luglio 1975 – 28 febbraio 1976
Germania Otto Rehhagel 29 febbraio 1976 – 30 giugno 1976
Germania Hans Tilkowski 1º luglio 1976 – 22 dicembre 1977
Germania Fred Schulz 2 gennaio 1978 – 30 giugno 1978
Germania Wolfgang Weber 1º luglio 1978 – 29 gennaio 1980
Germania Fritz Langner 20 febbraio 1980 – 30 giugno 1980
Germania Kuno Klötzer 1º luglio 1980 – 1º aprile 1981
Germania Otto Rehhagel 1º aprile 1981 – 30 giugno 1995 Campione nella Fußball-Bundesliga 1987-1988 e 1992-1993;
Vince la Coppa delle Coppe 1991-1992;
Vince la DFB-Pokal 1990-1991 e la DFB-Pokal 1993-1994;
Semifinalista nella Coppa UEFA 1987-1988 e nella Coppa UEFA 1989-1990;
Secondo nella Fußball-Bundesliga 1982-1983, nel 1984-1985,
nel 1985-1986 e nel 1994-1995;
Finalista nella DFB-Pokal nel 1988-1989 e nela 1989-1990.
Paesi Bassi Aad de Mos 1º luglio 1995 – 9 gennaio 1996
Germania Hans-Jürgen Dörner 14 gennaio 1996 – 20 agosto 1997
Germania Wolfgang Sidka 1º settembre 1997 – 22 ottobre 1998 Coppa Intertoto 1998.
Germania Felix Magath 22 ottobre 1998 – 8 maggio 1999
Germania Thomas Schaaf 10 maggio 1999 – 15 maggio 2013 Campione nella Fußball-Bundesliga 2003-2004;
Vince la DFB-Pokal nel 1998-1999, nel 2003-2004 e nel 2008-2009;
Finalista nella Coppa UEFA 2008-2009;
Semifinalista nella Coppa UEFA 2006-2007;
Secondo nella Fußball-Bundesliga 2005-2006e nel 2007-2008;
Finalista nella DFB-Pokal 1999-2000.
Germania Robin Dutt 1º giugno 2013 – 25 ottobre 2014
Ucraina Viktor Skrypnyk 25 ottobre 2014 – presente

Giocatori[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Calciatori dello S.V. Werder von 1899

Vincitori di titoli[modifica | modifica wikitesto]

I seguenti giocatori hanno ottenuto risultati di prestigio con le loro nazionali nel periodo di militanza nella società:

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche e record[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dalla stagione 1933-1934 alla stagione 2016-2017 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Gauliga Niedersachsen 11 1933-1934 1943-1944 80
Oberliga Nord 16 1945-1946 1962-1963
Bundesliga 53 1963-1964 2016-2017
2. Fußball-Bundesliga 1 1980-1981 1

Partecipazione alle coppe europee[modifica | modifica wikitesto]

Nelle competizioni europee il Werder Brema ha ottenuto contro gli ucraini del Metalurh Donec'k la miglior vittoria in assoluto, un 8-0 nel ritorno del primo turno della Coppa UEFA 2002-2003, mentre la peggior sconfitta è il 7-2 esterno rimediato contro i francesi del Lione nel ritorno degli ottavi della UEFA Champions League 2004-2005[14].

Alla stagione 2016-2017 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni ai tornei internazionali[14]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 9 1964-1965 2010-2011
Coppa delle Coppe 4 1961-1962 1994-1995
Supercoppa UEFA 1 1992
Coppa UEFA/UEFA Europa League 16 1982-1983 2009-2010
Coppa Intertoto 5 1996 2003

Statistiche individuali[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le competizioni internazionali, Torsten Frings è il giocatore con più presenze totali, 87, mentre Claudio Pizarro è il miglior marcatore, avendo realizzato fino a questo momento 29 reti con la maglia del club[14].

Vengono riportati di seguito i calciatori per numero di presenze e gol con la maglia del Werder Brema:

Logo werder brema.png
Record di presenze

I primi dieci giocatori per numero di presenze[15]:

Logo werder brema.png
Record di gol

I primi dieci giocatori per numero di gol[16]:

Tifoseria[modifica | modifica wikitesto]

Tifosi nella Ostkurve

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica wikitesto]

La principale rivalità è nei confronti dell'Amburgo[17], il cosiddetto Nordderby: le due squadre si incontravano regolarmente anche prima della nascita della Bundesliga, nell'Oberliga Nord. Invece un incontro tra Werder e Amburgo al di fuori dai confini nazionali si è svolto nella semifinale della Coppa UEFA 2008-2009, e ha visto prevalere proprio i bianco-verdi.

I tifosi del Werder hanno invece rapporti di amicizia con alcuni gruppi ultras dell'Udinese[18], dell'Hapoel Katamon Gerusalemme e dei connazionali del Rot-Weiss Essen[19].

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Rosa 2016-2017[modifica | modifica wikitesto]

N. Ruolo Giocatore
1 Germania P Raphael Wolf
2 Argentina D Santiago García
3 Italia D Luca Caldirola
5 Mali C Sambou Yatabaré
7 Austria C Florian Kainz
8 Germania D Clemens Fritz
9 Stati Uniti A Aron Jóhannsson
10 Germania A Max Kruse
11 Germania A Lennart Thy
13 Serbia C Miloš Veljković
14 Perù A Claudio Pizarro
15 Bosnia ed Erzegovina C Izet Hajrović
16 Austria C Zlatko Junuzović
17 Germania C Justin Eilers
18 Finlandia D Niklas Moisander
20 Svizzera D Ulisses Garcia
21 Senegal D Fallou Diagne
N. Ruolo Giocatore
22 Germania A Fin Bartels
23 Rep. Ceca D Theodor Gebre Selassie
24 Germania A Johannes Eggestein
25 Grecia C Thanos Petsos
27 Austria C Florian Grillitsch
28 Germania A Melvyn Lorenzen
29 Germania D Leon Guwara
30 Germania P Michael Zetterer
33 Rep. Ceca P Jaroslav Drobný
35 Germania C Maximilian Eggestein
37 Germania D Janek Sternberg
39 Germania C Lukas Fröde
42 Germania P Felix Wiedwald
44 Germania C Philipp Bargfrede
Senegal D Ludovic Sané
Germania C Robert Bauer

Staff tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Staff dell'area tecnica

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Werder: Traduzione del termine Werder - Dizionario di Tedesco - Corriere della Sera, su dizionari.corriere.it. URL consultato il 09 luglio 2016.
  2. ^ Ufficializzata la nuova maglia Nike 15-16 del Werder Brema. Torna il verde acqua, in overpress.it. URL consultato l'8 marzo 2016.
  3. ^ (EN) WUSEUM - THE WERDER BREMEN MUSEUM, in weserstadion.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  4. ^ (DE) Weserstadion, in stadiumguide.com. URL consultato l'8 marzo 2016.
  5. ^ (DE) Trikots Werder Bremen, in galerie-des-sports.de. URL consultato il 7 marzo 2016.
  6. ^ (DE) SV Werder Bremen Stiftung, in fussball-stiftet-zukunft.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  7. ^ (DE) Frauen, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  8. ^ (DE) Handball, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  9. ^ (DE) Leichtathletik, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  10. ^ (DE) Schach, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  11. ^ (DE) Tischtennis, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  12. ^ (DE) Turnspiele und gymnastik, in werder.de. URL consultato l'8 marzo 2016.
  13. ^ (DE) Vereinsrekorde, in www.werder.de. URL consultato il 4 aprile 2014.
  14. ^ a b c (EN) SV Werder Bremen pubblicazione=www.uefa.com, uefa.com. URL consultato il 6 febbraio 2016.
  15. ^ Werder Bremen, in calciozz.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  16. ^ Werder Bremen, in calciozz.it. URL consultato il 7 marzo 2016.
  17. ^ (EN) Werder Bremen, in abseits-soccer.com. URL consultato l'8 marzo 2016.
  18. ^ Pierluigi Todisco, Brema, abbraccio tra tifosi, in gazzetta.it, 9 aprile 2008.
  19. ^ (DE) Fanfreundschaften & Kontakte, in stadionfans.de. URL consultato l'8 marzo 2016.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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