Spina Centrale

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Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Torino.
Spina Centrale
Boulevard Spina Centrale Torino.JPG
Caratteristica architettura della Spina Centrale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Torino
Quartiere Rebaudengo, Borgata Vittoria, Barriera di Milano, Aurora, San Donato, Centro storico, Cit Turin, Crocetta, Cenisia, San Paolo, Santa Rita
Caratteristiche
Lunghezza circa 6 km[1]
Intitolazione Così detta in quanto progettata come una sorta di spina dorsale cittadina, potenzialmente in grado di sostenere l'intero assetto urbanistico[2]
Collegamenti
Inizio Raccordo Torino-Caselle/corso Grosseto
Fine Largo Filippo Turati

La Spina Centrale (Spin-a Central in piemontese) è una vasta area urbana della Città di Torino, realizzata solo in parte ai giorni nostri. In termini generali, si tratta di una lunga e imponente area che si sviluppa in direzione nord-sud nel territorio comunale, in posizione pressoché baricentrica rispetto al contesto cittadino.

La zona, un tempo occupata dal passante ferroviario di Torino, è oggetto di una profonda e radicale riorganizzazione a livello urbanistico, con la realizzazione di un nuovo viale - l'avveniristico viale della Spina - progettato sul sedime della vecchia ferrovia e la riqualificazione dell'intera area circostante, a partire dall'allacciamento col raccordo autostradale Torino-Caselle (all'altezza di corso Grosseto) per finire in largo Filippo Turati.

Stando al Comune di Torino, si tratta del più grande intervento infrastrutturale realizzato in città dal secondo dopoguerra.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda metà degli anni ottanta, in concomitanza con la necessità di riorganizzare e potenziare il sistema ferroviario cittadino, il Comune di Torino cominciò a porre attenzione alle aree dismesse e degradate adiacenti al tracciato della ferrovia. L'idea generale era quella di dare un nuovo ordine all'assetto urbano della zona, migliorandone sia il tessuto logistico (trasporto ferroviario, collegamenti veicolari e ciclopedonali) sia la qualità offerta dai quartieri limitrofi (nuovi servizi, verde pubblico, ecc.).

Le basi del progetto comunale furono poste dal piano regolatore generale (PRG) adottato nel 1993 e approvato dalla Regione nel 1995. Redatto dagli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, il piano proponeva come obiettivo la trasformazione urbana della cosiddetta Spina Centrale, progettata per l'appunto come una sorta di spina dorsale cittadina, potenzialmente in grado di sostenere l'intero assetto urbanistico.

Il primo passo, innanzitutto, prevedeva l'interramento del passante ferroviario di Torino, che per buona parte del suo percorso sarebbe defluito sottoterra, potenziando fra l'altro il sistema di interscambi e aumentando la disponibilità di mezzi pubblici in città. La conseguente rimozione della vecchia ferrovia su strada avrebbe quindi permesso una vasta riqualificazione in superficie, seguendo un progetto da attuare in due passaggi:

  • una nuova e imponente arteria di comunicazione, denominata viale della Spina, avrebbe preso il posto della vecchia ferrovia, connettendo vaste aree a lungo dismesse e fisicamente separate fra loro e realizzando una nuova direttrice nord-sud in posizione baricentrica per l'intera Torino, permettendo fra l'altro anche un nuovo accesso a nord per la città (tramite il collegamento fra il viale e il raccordo autostradale Torino-Caselle, all'altezza di corso Grosseto);
  • la copertura del passante avrebbe incentivato una massiccia riorganizzazione degli spazi urbani circostanti, con l'insediamento di nuovi servizi pubblici e privati, attività terziarie, parchi, residenze, collegamenti viari, ecc.

Data la vasta portata dei lavori, che interessano molteplici quartieri e circoscrizioni di Torino, il progetto fu scandito in quattro ambiti di trasformazione urbana, noti rispettivamente con i nomi di Spina 1, Spina 2, Spina 3 e Spina 4, che definiscono nello specifico le zone di intervento lungo il percorso della Spina Centrale.

Spina 1[modifica | modifica wikitesto]

L'Igloo di Mario Merz, diventato un nuovo simbolo di Torino, è una delle opere d'arte più imponenti del viale

Il percorso della Spina Centrale ha inizio in largo Filippo Turati, nella zona sud di Torino.

Il primo tratto, racchiuso fra largo Turati e largo Orbassano, è caratterizzato dal cosiddetto parco della Clessidra (anche noto come parco Clessidra), un parco urbano dalla curiosa pianta a forma di clessidra che, ai giorni nostri, risulta ancora incompleto nella sua realizzazione.[4] L'area verde sorge al di sopra del quadrivio Zappata, il posto di movimento - ad oggi interrato - che assicura la comunicazione tra le linee ferroviarie provenienti da Torino Porta Nuova, Torino Porta Susa, Torino Lingotto e Torino San Paolo. In questo ambito è prevista la costruzione della futura stazione di Torino Zappata.

Proseguendo oltre, il tratto compreso fra largo Orbassano e corso Vittorio Emanuele II ospita l'unica vera parte della Spina già interamente realizzata. L'intervento su questo tratto, che interessa corso Mediterraneo e il successivo corso Castelfidardo, è uno dei più maestosi lungo tutto il viale.

Grazie all'enorme spazio a disposizione, tra via Caboto e corso Peschiera si hanno tre corsie per senso di marcia, un controviale pavimentato con pietra di fiume e ampi spartitraffico verdi. Molto ampi sono anche i marciapiedi, soprattutto sul lato est, ed è stata realizzata anche una pista ciclabile. In questo ambito, largo Orbassano è stato totalmente riqualificato con aree verdi e una riorganizzazione viabile. All'interno del giardino centrale è stata posta l'opera d'arte dell'artista Per Kirkeby Opera per Torino.

L'incrocio tra corso Lione e corso Mediterraneo ospita la scultura dell'artista Mario Merz chiamata Igloo, immersa in un'ampia fontana. La scultura è diventata, nell'iconografia cittadina, uno dei simboli della riqualificazione della città; sui quattro lati dell'opera sono segnalati con scritte a neon rossi i quattro punti cardinali, apparentemente sbagliati (in realtà bisogna seguire la freccia indicata dal pannello triangolare trasparente posto sopra la scritta).

Nelle vicinanze del Igloo, e più precisamente nel triangolo compreso tra corso Lione, corso Mediterraneo e via Rivalta, doveva sorgere il nuovo grattacielo della Regione Piemonte. Il cambio ai vertici della Regione Piemonte ha determinato però, attraverso la decisione della nuova Giunta presieduta da Mercedes Bresso, un cambio di destinazione dell'opera che verrà costruita nel quartiere di Nizza Millefonti. Le cubature disponibili del piano regolatore tuttavia sono rimaste disponibili e il quartiere di Borgo San Paolo ora vede la riconversione di questo triangolo, un tempo occupato dagli stabilimenti industriali della Materferro, completato da un progetto che comprende la costruzione di due edifici a torre.[5] Gli edifici, uno a destinazione terziario e l'altro a residenziale, avranno altezza rispettivamente di 100 e 65 metri.[6]

Tra corso Mediterraneo e corso Ferrucci l'artista Giuseppe Penone ha creato un giardino-opera d'arte chiamato l'Albero-Giardino.

Nel tratto di corso Castelfidardo, il viale attraversa le strutture del recente ampliamento del Politecnico di Torino. Queste lo scavalcano con una struttura a ponte in due punti, . In corrispondenza di tali strutture, sarà realizzata sul lato ovest la piazza del Politecnico, che se da un lato sarà costeggiata dal viale, sugli altri tre avrà come cornice edifici della struttura universitaria che disporranno anche di diversi locali e di strutture di intrattenimento. L'edificio ad ovest ospita ad oggi il quartier generale della General Motors Powertrain Torino.

Nella stessa area, ad ovest di corso Castelfidardo, sono stati recuperati diversi edifici delle dismesse Officine Grandi Riparazioni (OGR) che ora ospitano aule, laboratori e una mensa per gli studenti del Politecnico. Ad oggi i tre edifici più monumentali del complesso giacciono in stato di parziale abbandono e sono talvolta sede di mostre temporanee.
Il recupero è iniziato con le manifestazioni di Italia 2011 (il centocinquantenario dell'Unità d'Italia) ed è proseguito, pur con molte difficoltà finanziarie e tecniche, negli anni successivi.

Il controviale ovest di corso Castelfidardo è parzialmente interrotto all'altezza delle ex OGR.

Spina 2[modifica | modifica wikitesto]

La nuova stazione di Torino Porta Susa. In primo piano corso Inghilterra e i cantieri per la copertura del passante

La Spina 2, uno dei tratti più complessi del progetto, si estende per l'intero corso Inghilterra, da corso Vittorio Emanuele II a piazza Statuto.

A lavori ultimati, il viale ha affiancato la nuova stazione di Torino Porta Susa, posta a cavallo fra corso Inghilterra e corso Bolzano e accessibile da entrambi i corsi. La stazione, che ha sostituito lo storico impianto situato in piazza XVIII Dicembre, è dotata di binari interrati e in superficie presenta un fabbricato viaggiatori a forma di semicilindro trasparente. L'intero impianto occupa la sezione che va da corso Giacomo Matteotti a piazza XVIII Dicembre.

Procedendo oltre Porta Susa, il viale supera con un sottopasso piazza Statuto, di cui è in corso avanzato la riqualificazione e pedonalizzazione.

Nella stessa area, il progetto di RFI prevede anche la costruzione di un grattacielo di 100 metri. Tuttavia RFI non ha mai presentato un progetto definitivo per la costruzione del grattacielo, mentre nel frattempo il gruppo assicurativo Fondiaria Sai ha espresso più volte l'intenzione di costruire il proprio centro direzionale sulle aree della Spina che potrebbe sorgere sia in sostituzione di quello previsto da RFI sia nell'area di Spina 1 nel triangolo compreso tra corso Lione, corso Mediterraneo e via Rivalta.

Spina 3[modifica | modifica wikitesto]

Le Torri Michelin Nord con, in primo piano, il nuovo ponte sulla Dora Riparia

Dei quattro ambiti del progetto, la Spina 3[7] occupa la superficie più ampia (oltre un milione di metri quadrati) e rappresenta uno dei più grandi interventi del Piano Regolatore di Torino, con investimenti complessivi di circa 800 milioni di euro.

L'area è suddivisa in sette macrozone, create in corrispondenza di altrettanti fabbricati industriali dismessi intorno agli anni ottanta. Rispettivamente, i tre vecchi impianti siderurgici dell'ex Fiat Ferriere, divenuta in seguito Teksid (Valdocco, Vitali, Valdellatorre), più gli ex stabilimenti Michelin, Paracchi, Fiat Nole, Ingest, fino alle Officine Savigliano.

Molte delle trasformazioni in quest'area sono già state realizzate. In primo luogo l'Environment Park, uno dei due parchi tecnologici torinesi nati da operazioni di trasformazione urbana. Si tratta di un grande parco che sorge sulle aree ex Teksid (circa 25.000 m²), realizzato tra il 1997 e il 2000 su progetto di Emilio Ambasz, Benedetto Camerana e Giovanni Durbiano, attraverso finanziamenti dell'Unione europea. Sempre nel comprensorio Valdocco lo studio Isola Architetti ha realizzato il complesso residenziale Isole nel Parco, dove è situato uno degli edifici più alti della città, la residenza La Torre (70 m).[8]

Di fronte all'Environment Park è stato inaugurato nel 2003 il Centro commerciale Dora, comprensivo della multisala cinematografica The Space, dell'ipermercato Ipercoop, di una galleria commerciale e di un parcheggio multipiano.
Il centro è sorto sull'area ex Michelin (di circa 100.000 m²) compresa tra via Livorno, via Treviso e corso Umbria. L'insediamento, finanziato dalla società Sviluppo Dora-Novacoop e da un gruppo di imprenditori milanesi, comprende anche una nuova area residenziale in corso Umbria, per complessivi 350 alloggi.

Nell'area Michelin Nord, insieme ad altri interventi previsti, è stato realizzato il principale villaggio media per le Olimpiadi 2006, costituito da tre torri da circa 70 metri che si affacciano su corso Mortara. Dopo il 2006, il villaggio media è stato riconvertito quasi per intero a residenza popolare.

L'area Vitali, in cui un tempo sorgevano le ferriere Teksid, è racchiusa nel quadrilatero compreso tra via Orvieto, via Verolengo, via Borgaro e corso Mortara (attualmente interrato nel sottopasso Carlo Donat Cattin). Il recupero, firmato dallo studio di architetti francese Buffi Associés, è stato già in parte realizzato lungo via Orvieto, attraverso la realizzazione di un comprensorio di terziario (il Vitalipark) e di un misto di residenziale e terziario che comprende l'ipermercato della catena Bennet, l'"Art Hotel Olympic" ed una torre di 55 metri. Tutte queste strutture si affacciano su una piazza pedonale interna.
L'isolato deve essere completato dalla costruzione di un complesso residenziale a sud di via Verolengo, completato da una torre da 70 metri ad uso terziario ad ovest della stessa, che si affaccerà quindi su largo Borgaro.

Nell'area tra piazza Piero della Francesca, via Valdellatorre e via Nole è stata costruita la nuova sede della curia di Torino. Il complesso include anche la nuova chiesa del Santo Volto, progettata dall'architetto Mario Botta.

Torre di raffreddamento Parco Dora

Il programma di riqualificazione urbana di Spina 3 prevede poi la realizzazione del parco Dora (450.000 ), le cui linee guida sono state definite dall'architetto Andreas Kipar e la progettazione è stata affidata allo studio Peter Latz e associati.
Oltre a questo, nel tratto compreso fra i ponti di corso Principe Oddone (ponte Alberto del Belgio) e di via Livorno (ponte Amedeo IX il Beato) sarà riportato alla luce il fiume Dora Riparia, interrato in quest'area all'epoca dell'espansione industriale : il fiume tornerà quindi a scorrere in superficie lungo tutto il suo corso. I relativi lavori sono iniziati nel luglio 2017.

Spina 4[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Torino Rebaudengo Fossata, ancora in fase di ultimazione per ciò che riguarda il fabbricato viaggiatori
Abitazioni sulla Spina 4 in Via Cigna

La Spina 4, ultimo tratto della Spina Centrale, si sviluppa lungo l'asse di corso Venezia, a partire da piazza Generale Antonio Baldissera per finire all'altezza di corso Grosseto, attraversando in ultimo il parco Sempione. La riqualificazione interessa l'area delimitata da corso Vigevano, via Stradella, corso Venezia, il parco Sempione e via Francesco Cigna.

Dal punto di vista logistico, l'interramento del passante comporterà sia l'allargamento di corso Venezia, in conformità con il resto del viale della Spina, sia l'allungamento dello stesso corso, che nel tratto finale si allaccerà al raccordo autostradale per Caselle. Si tratterà, in buona sostanza, di un nuovo accesso a nord per la città, che permetterà un più facile e veloce collegamento fra Torino e l'aeroporto di Caselle.

Il Parco Sempione, dal canto suo, sarà fortemente rivoluzionato dai lavori in corso d'opera, soprattutto nel suo lato ovest (parte integrante di Borgo Vittoria) che già adesso ospita la recente stazione di Torino Rebaudengo Fossata. Sul lato est, invece, si attesterà la Linea 2 della metropolitana di Torino,[9] che avrà qui il suo terminale nord.

Per quanto riguarda le zone limitrofe, oggetto di riqualificazione è anche l'area tra via Cigna e corso Venezia, un tempo connotata fortemente dalla presenza di fabbriche ed impianti industriali. Sulle ceneri delle vecchie fabbriche son già stati costruiti nuovi edifici residenziali e un nuovo centro commerciale (all'angolo fra via Cigna e corso Vigevano), nonché il Museo dedicato al pittore Ettore Fico. In fase di ultimazione vi è poi il Parco Spina 4[10] e il recupero dell'ex INCET, con la riconversione a centro polifunzionale e l'insediamento di loft, ristoranti, una caserma dei carabinieri (inaugurata il 14 luglio 2014)[11] e un asilo.[12] Inoltre, nel tratto compreso fra via Lauro Rossi e piazza Ghirlandaio, è in progetto l'ampliamento di via Cigna, con l'abbattimento di un edificio residenziale (all'angolo fra via Cigna e via Lauro Rossi) e la demolizione dell'azienda Metallurgica Piemontese; l'area dismessa sarà poi risistemata con la collocazione di capacità edificatorie sul fronte di via Cigna.[13]

In corrispondenza di Borgo Vittoria si avrà invece il recupero della storica cascina Fossata, con la creazione di un centro polifunzionale per il quartiere composto da una residenza collettiva temporanea, un centro di ospitalità, attività di commercio e somministrazione, spazi per attività associative ed artigianale, aree verdi e altri servizi di utilità pubblica.[14]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il costruendo viale della Spina si avvale di caratteristiche architettoniche uniche lungo tutto il suo percorso.

Il carattere principale, oltre all'impiego di materiali di qualità, sono i cosiddetti "pali bianchi", peculiari ed imponenti strutture tubolari a sostegno (non esclusivo) dell'impianto di illuminazione. Un altro tratto interessante è l'arricchimento del viale con opere d'arte contemporanea, realizzate da artisti di fama internazionale.

Il progetto del viale della Spina ha ispirato un'analoga idea per il progetto del "secondo passante di Torino", in corrispondenza dell'asse di corso Marche, ancora di ipotetica realizzazione.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Marco Brizzi, Maurizio Sabini, La nuova Torino: atti del convegno internazionale, Firenze, Alinea Editrice, 2011, p. 48.
  2. ^ Nuove trame per la città (PDF), in ACER, gennaio 2005.
  3. ^ La Spina Centrale, Sito del Comune di Torino.
  4. ^ Stando almeno al progetto deliberato nel 2005.
  5. ^ Beppe Minello, Il terzo grattacielo[collegamento interrotto], «La Stampa», 22 giugno 2008, 60.
  6. ^ Il progetto è il vincitore di una gara internazionale indetta dalla società edile Franco Costruzioni e vinta dallo studio tedesco Stoermer.
  7. ^ Comitato Parco Dora, Vitali 2 Riportato il 2 gennaio 2008
  8. ^ Sito ufficiale del comune, www.comune.torino.it, consultato nel marzo 2011
  9. ^ Provvedimento del Consiglio Circoscrizionale VI (PDF), in Sito ufficiale del Comune di Torino, 14 settembre 2010. URL consultato il 18 luglio 2014.
  10. ^ Realizzazione Parco Spina 4, in Sito ufficiale del Comune di Torino, 28 luglio 2011. URL consultato il 18 luglio 2014.
  11. ^ Barriera di Milano, una nuova stazione dei Carabinieri per una maggiore sicurezza, in CittAgorà – Periodico del Consiglio Comunale di Torino, 15 luglio 2014. URL consultato il 20 luglio 2014.
  12. ^ Loft e ristoranti nell'ex Incet e al Comune un milione di euro, in Torino - Repubblica.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 18 luglio 2014.
  13. ^ Torino: sì al trasferimento di Gondrand, Metallurgica Piemontese e Carlini (PDF), in Ascom Torino. URL consultato il 18 luglio 2014.
  14. ^ Cascina Fossata, approvato dalla Giunta il progetto di riqualificazione, in Sito ufficiale del Comune di Torino, 8 aprile 2014. URL consultato il 20 luglio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marco Brizzi, Maurizio Sabini, La nuova Torino: atti del convegno internazionale, Firenze, Alinea Editrice, 2011.
  • Angelica Ciocchetti, L'intervento nelle aree dismesse a Torino: le aree della Spina Centrale, Venezia, Edizioni Audis, 2001.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]