Spencer

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Spencer
Spencer Arms.svg
Dieu defend le droit[1]
Inquartato, d'argento e d'oro, nel secondo e nel terzo, al di sopra una banda caricata di tre conchiglie del primo.
Stato
Titoli
  • Baroni di Wormleighton (dal 1603)
  • Conte di Sunderland (dal 1643)
  • Duca di Marlborough (dal 1702)
  • Conte Spencer (dal 1765)
  • Barone Churchill (dal 1815)
  • Visconte Churchill (dal 1902)
  • Baronetti Spencer di Yarnton (dal 1611)
  • Baronetti Spencer di Offley (dal 1627)
  • Baronetti Spencer di Offley, dal 1642 (seconda creazione)
  • FondatoreSir John Spencer di Wormleighton
    Data di fondazione1469
    Etniainglese

    La casata degli Spencer, di oscura origine, deriva il suo nome dal latino "Dispensator", termine che indicava nel Medioevo la carica di sovrintendente e ciambellano al servizio di un Re o di un grande feudatario. La moderna famiglia non va confusa con il casato medievale dei "Despenser", dai quali nel XVI secolo rivendicarono la propria discendenza tramite una genealogia posticcia[2]. Gli Spencer erano emersi come una cospicua famiglia della nobiltà terriera del Northamptonshire a partire dal XV secolo, accedendo alla nobiltà all'epoca degli Stuart[3]. Quando nel XVIII secolo l'albero genealogico degli Spencer, già conti di Sunderland, si intrecciò con quello degli eredi di John Churchill, 1º Duca di Marlborough, il ramo primogenito della dinastia ereditò il titolo di Duca di Marlborough, adottando nel 1817 il doppio cognome Spencer-Churchill[4], mentre il ramo cadetto ottenne nel 1765 il titolo comitale di Earl Spencer. Entrambe le famiglie esistono ancora oggi: dal ramo primogenito discese il celebre statista Winston Churchill, nato Winston Spencer-Churchill, mentre a quello comitale appartiene Diana, Principessa del Galles. La casata si divise poi in ulteriori ramificazioni, alcune delle quali esistenti, altre estinte; gli Spencer furono anche legati da stretta parentela agli antenati di George Washington, il primo Presidente degli Stati Uniti[5]. Anche il famoso poeta elisabettiano Edmund Spenser rivendicò una parentela con la casata, la quale non è però mai stata provata[6].

    La famiglia Spencer (e Spencer-Churchill) ha rivestito un ruolo politico di primo piano nella storia dell'Inghilterra e del Regno Unito, attraverso un costante impegno sia nella rappresentanza parlamentare, sia nel governo del Paese. Essi annoverano nella propria discendenza membri del Parlamento sin dal XVI secolo[7]. A partire dal XVIII secolo gli Spencer e i Churchill rimasero strettamente associati al Partito Whig: la duchessa di Marlborough Sarah Jennings finanziò con un cospicuo legato la carriera politica di William Pitt il Vecchio, imparentato con il primo duca di Marlborough; il nipote di quest'ultima, Charles Spencer, III duca di Marlborough, fu alleato politico di Pitt il Vecchio nel gruppo dei "Patriot Whigs"[8]; ricoprì inoltre la carica di comandante dell'esercito (Master-General of the Ordnance) all'inizio della Guerra dei sette anni. Suo figlio, il IV duca di Marlborough, fu ministro nel governo di George Grenville, ma dopo di lui la linea ducale decadde politicamente e finanziariamente e non si risollevò fino VII duca, John Winston Spencer-Churchill, nonno di Winston Churchill.

    Durante tutto l'Ottocento non vi quasi governo, liberale o conservatore, che non annoverasse tra i suoi membri un componente della famiglia Spencer o Churchill[7]. Nel ramo ducale in particolare, dal 1867 al 1955 non vi è stato un solo governo conservatore nel quale non fosse presente un membro della famiglia Churchill (con l'unica eccezione del Governo Bonar Law e del Governo Baldwin I):

    Nella linea comitale si distinsero invece varie personalità legate soprattutto al panorama politico Whig: il secondo conte George Spencer, Primo Lord dell'Ammiragliato nel governo di William Pitt il Giovane dal 1794 al 1801, sotto la cui guida l'ammiraglio Horatio Nelson vinse la battaglia di Abukir, che stabilì la supremazia navale britannica nel Mediterraneo. I suoi successori nel corso del XIX secolo furono tra i principali esponenti del Partito liberale britannico. In particolare John Spencer, III conte Spencer, fu Cancelliere dello Scacchiere nel governo whig di Charles Grey (1830-1834) nonché uno dei principali artefici del Reform Act 1832, che segnò una tappa importante nello sviluppo della democrazia parlamentare nel Regno Unito. Il quinto conte, John Spencer, fu a sua volta Primo Lord dell'Ammiragliato e per due mandati Lord luogotenente d'Irlanda nei governi di William Gladstone.

    Oggi entrambe le linee sono ancora floride: quella primogenita è rappresentata da James Spencer-Churchill, XII duca di Marlborough, e quella cadetta da Charles Spencer, IX conte Spencer.

    Origini[modifica | modifica wikitesto]

    La chiesa di St. Mary a Great Brington, nel Northamptonshire, luogo d'origine della dinastia

    Il cognome Spencer (o Spenser), si trova nell'onomastica inglese sin dal Medioevo. L'etimo è di origine francese, importato in Inghilterra dai Normanni, e rinvia alla funzione di sovrintendente svolta da un nobile nella corte feudale. Uno dei primi esempi di uso di tale epiteto fu quello di Robert d'Abbetot (conosciuto come Robert Despenser), il quale, insieme al fratello Urso, era stato sovrintendete dei signori di Tancarville in Normandia[9]. Il cognome si ritrova poi nei documenti nel corso di tutta l'età medievale dopo la Conquista, sia nel Domesday Book che nei Ragman Rolls scozzesi, nelle varianti Despenser e Spens; in quest'ultima versione compare un Simon del Spens nell'anno 1300, in un documento del Priorato di Ginsburn, nello Yorkshire, ai tempi di re Edoardo I[10]. Esiste anche un clan Spens in Scozia, discendente dai sovrintendenti dei conti di Fife[10].

    Stemmi funerari di Sir John Spencer di Althorp (1600)

    Nel XIII secolo emerse il potente casato dei Despenser, discendenti di un Hugh le Despenser, alleato di Simon de Montfort e Gran Giustiziere d'Inghilterra dal 1263 al 1265. Suo nipote fu il famigerato Ugo Despenser il Giovane, favorito di re Edoardo II, giustiziato per squartamento nel 1326.

    Gli Spencer del Northamptonshire emersero come famiglia di possidenti della gentry rurale a partire dal XV secolo, per diventare in epoca successiva una delle più cospicue dinastie dell’Inghilterra, grazie all’abilità dimostrata nella coltivazione dei latifondi e soprattutto nell’allevamento delle pecore, la cui lana era all’epoca merce pregiata in tutta Europa. Don Steel affermò nel 1996: "Caso probabilmente unico nella nobiltà inglese, gli Spencer dovettero la loro ricchezza e la loro ascesa non al favore di un sovrano o alla spoliazione dei monasteri, e nemmeno al commercio, ma al successo come allevatori e coltivatori"[11]. Raggiunta la nobiltà essi cercarono di dare lustro alla propria ascendenza facendo risalire la propria genealogia alla famiglia medievale dei Despenser, potenti sotto Edoardo II, di cui furono i favoriti. In virtù di tali avi la famiglia ottenne anche un nuovo blasone, conservato tuttora, che riecheggia quello dei Despenser. Tale genealogia fu tuttavia smentita già dall’antiquario Horace Round agli inizi del ‘900, nella sua opera “The rise of the Spencers” (l’ascesa degli Spencer)[2]. Round indicò come antenato più antico rintracciabile un William Spencer di Radborne, nel Warwickshire, vissuto nel XV secolo; altre genealogie mostrano invece come capostipite un Thomas Spencer, morto nel 1435[12]. Secondo altre ricostruzioni infine, sarebbe possibile rintracciare un William Spencer di Defford, nel Worcestershire (fl. 1330), come avo più risalente[13]. La natura fittizia della discendenza dai Despenser è dimostrata anche dall’araldica: lo stemma originale degli Spencer di Althorp infatti, risalente al 1504, era completamente diverso da quello successivo, mantenuto fino ad oggi, più simile a quello medievale. Ciò è forse dovuto al fatto che il nuovo stemma fu disegnato dietro pagamento da Richard Lee, un membro del Collegio degli Araldi[14].

    Gli Spencer delle prime generazioni erano strettamente legati alla potente famiglia Grey, di origine normanna, per conto dei quali reggevano i latifondi (da qui probabilmente l'origine del cognome, secondo l'etimologia sopra descritta). Il primo barone di Wormleighton, Robert Spencer, sposò nel 1587 Margaret Willoughby, pronipote di Thomas Grey, II marchese di Dorset, a sua volta nipote di Elisabetta Woodville, che in seconde nozze aveva sposato il re Edoardo IV di York. Già nel XV sec. comunque la famiglia si presentava molto ramificata e presente in varie zone dell’Inghilterra, anche se non sempre è facile rintracciare gli esatti legami di parentela in questo periodo: notevole importanza raggiunse sir Robert Spencer di Spencer Combe, nel Devon, che sposò Eleanor Beaufort, figlia di Edmund Beaufort, II duca di Somerset e cugina di lady Margaret Beaufort, madre del futuro Enrico VII d'Inghilterra. La linea destinata a raggiungere il massimo prestigio fu comunque quella radicata nel Northamptonshire, prima nel castello di Wormleighton e poi ad Althorp, dalla quale discenderanno i rami principali della famiglia, i duchi di Marlborough e i conti Spencer. I Churchill si erano già legati dinasticamente al Casato degli Stuart, tramite la sorella del primo duca Arabella, che intrattenne una lunga relazione con il re Giacomo II d'Inghilterra al quale diede vari figli, la cui discendenza si trova oggi nella nobiltà spagnola tramite il Duca d'Alba. Scrive William Manchester, biografo di Winston Churchill:

    «La famiglia Spencer si era messa in luce dal 1504, quando uno di loro acquistò delle proprietà nel Warwickshire e a Wormleighton e ricevette una concessione in armi. Enrico VIII lo fece cavaliere; [...] Nelle sue Memoirs of my Life and Writings Gibbons avrebbe scritto: "La nobiltà degli Spencer ha ricevuto lustro e ricchezza dai trofei di Marlborough" [...] Uno di loro fu ambasciatore in Spagna e in Francia. Un altro, contemporaneo di Robert Walpole - il primo dei primi ministri inglesi -, fu primo lord del Tesoro tra il 1718 e il 1721. Un terzo, il secondo conte Spencer, fu Primo Lord dell'Ammiragliato nei grandiosi anni di Nelson. Il successivo conte fu tra gli autori del progetto di riforma del 1832, e suo figlio divenne viceré d'Irlanda e poi primo lord di Gladstone[15]»

    (William Manchester Churchill, l'ultimo leone. Vol. I 1874-1914: visioni di gloria p. 100)

    I primi Spencer[modifica | modifica wikitesto]

    La tomba di Sir John Spencer nella chiesa di Santa Maria Vergine a Great Brington
    Wormleighton Manor nel 1613

    Un parente stretto di Henry Spencer (morto nel 1478) fu John Spencer, che nel 1469 diventò feudatario di Wormleighton nel Warwickshire e acquisì Althorp nel Northamptonshire nel 1486. Suo nipote, Sir John Spencer (morto nel 1522), è considerato il capostipite della linea degli Spencer di Althorp; egli si arricchì con l'allevamento del bestiame e compì molti acquisiti di terre che aumentarono il patrimonio della famiglia. Wormleighton fu acquistato nel 1506, e il castello fu completata nel 1512. Nel 1508, John Spencer acquistò anche la tenuta di Althorp con la sua magione e diverse centinaia di ettari di terreni agricoli[16]. Egli aveva impiantato un allevamento nell'area sin dal 1480 e, impressionato dalla qualità della terra, comprò e ricostruì la casa nel 1508[17]. Fino ad allora il centro di attività degli Spencer si era concentrato nel Warwickshire e intorno al castello di Wormleighton, molto più grande di Althorp[17]. Nel 1511 compì ulteriori acquisti nei villaggi di Little Brington e Great Brington e acquistò anche la locale chiesa parrocchiale di Santa Maria Vergine dal marchese di Dorset, suo protettore[16]. Nel 1519 fu nominato cavaliere da Re Enrico VIII e morì tre anni dopo, venendo sepolto nella nuova cappella di famiglia a Great Brington[16].

    Gli Spencer accrebbero la loro opulenza e prominenza durante tutto il XVI secolo. Il nipote del primo John Spencer, Sir John Spencer, nato nel 1524, fu cavaliere e Membro del Parlamento per il Northamptonshire, il primo del casato. L'amministrazione delle tenute del Northamptonshire e del Warwickshire da parte degli Spencer era ammirata e spesso emulata da gentiluomini in tutta l'Inghilterra. Le pecore dei loro pascoli venivano acquistate per la riproduzione ed è probabile che il successo della famiglia come agricoltori sia stato raramente eguagliato in quel secolo[18].

    Il prestigio della famiglia crebbe a tal punto che un delle figlie di Sir John Spencer, Alice, sposò l'erede presuntivo al trono inglese, Ferdinando Stanley, V conte di Derby, mentre altre due, Anne Spencer, baronessa Monteagle ed Elizabeth Spencer, baronessa Hunsdon, sposarono altrettanti Pari del Regno e furono insigni protettrici di letterati[19].

    Ramo principale[modifica | modifica wikitesto]

    Henry Spencer, I conte di Sunderland
    Charles Spencer, III conte di Sunderland, primo ministro di re Giorgio I

    Con l'avvento del XVII secolo Robert Spencer, I barone Spencer di Wormleighton, discendente di una lunga teoria di cavalieri e possidenti terrieri, fu uno di quegli "uomini nuovi" che ebbero accesso ai ranghi della nobiltà all'epoca degli Stuart, e il primo della sua schiatta a vestire la toga dei Pari d'Inghilterra.

    Suo nipote, Henry Spencer, sposò la causa realista durante la Guerra civile inglese e venne elevato a conte di Sunderland. Trovò la morte, a soli 23 anni, colpito da una palla di cannone alla Battaglia di Newbury, il 20 settembre 1643. Un fratello di Henry, Robert, divenne visconte Teviot in Scozia e fu anch'egli partigiano realista.

    Robert Spencer, II conte di Sunderland, fu uno dei principali consiglieri dei sovrani Giacomo II e Guglielmo d'Orange

    Robert Spencer, II conte di Sunderland, figlio di Henry, nato nel 1640 e morto nel 1702, fu allevato a Parigi tra gli emigrati realisti e fece gli studî nell'Europa meridionale. La sua parentela con i Sidney (ai quali apparteneva la madre), e, attraverso i loro matrimonî, con Halifax e Shaftesbury lo legò con i whigs, mentre il suo matrimonio con Anne Digby, che era figlia del conte di Bristol e la più ricca ereditiera inglese, gli diede indipendenza e ricchezza. Sunderland assunse un posto preminente a corte dopo la caduta di Danby, succedendo a sir Joseph Williamson come uno dei principali segretarî di stato e dividendo nel 1679 la fiducia del re Carlo II con Essex e Halifax[20]. Ebbe parte principale nel richiamo del duca di York in Inghilterra, quando Carlo si ammalò nell'agosto di quell'anno. Con Lawrence Hyde e Godolphin, Sunderland godette la fiducia del re nel 1680, ma perdette la carica al principio del 1681. Nel 1683 aveva già riavuto il suo ufficio e riconquistato il favore del re e del duca, e quando questi salì al trono (1685) col nome di Giacomo II, Sunderland ebbe con Hyde (divenuto conte di Rochester) un ruolo di primo piano nel governo[20]. Caduto Rochester in disgrazia (gennaio 1687), Sunderland rimase solo consigliere del re e ne appoggiò le più incaute misure, quali il processo dei sette vescovi e gli attacchi alle università. Professò anche di essersi convertito al cattolicesimo e si adoperò per l'abolizione del giuramento di sottomissione (Test Act)[20]. Sua moglie, non meno intrigante di lui, rimase ostentatamente fedele al protestantesimo e si tenne in continua corrispondenza con sir Henry Sidney alla corte di Guglielmo d'Orange. Quando fu chiaro che Guglielmo si preparava a passare in Inghilterra, Sunderland patrocinò troppo tardi grandi concessioni, ma accorgendosi della loro inutilità, nel novembre 1688 fuggì in Olanda dove tornò al protestantesimo e inviò a Guglielmo lettere piene di sagaci consigli, le quali convinsero il re dell'indispensabilità del consigliere. Tornato in Inghilterra, tenne nel 1697 l'ufficio di lord ciambellano, ma si ritirò per le proteste suscitate dalla nomina. La sua ricchezza e il suo influsso non diminuirono[20].

    Uno dei suoi ultimi intrighi riusciti fu il matrimonio del suo secondo figlio Charles, nato nel 1674 e morto nel 1722, che nel 1688 divenne suo erede, con Anne Churchill, figlia del duca di Marlborough[20]. Dopo un'ambasciata a Vienna nel 1705, Charles Spencer divenne segretario di stato per il dipartimento meridionale, ma perdette il potere nel 1719, quando Abigail Masham ebbe fatto perdere alla duchessa di Marlborough il favore della regina, e non si conquistò la fiducia di re Giorgio prima del 1716[20]. Intrigò con Stanhope contro Townshend e Walpole e riuscì a provocare il loro allontanamento[20]. Nell'aprile 1717 fu uno dei segretarî di stato e ottenne l'abrogazione dell'Occasional Conformity Bill. Nel 1718 divenne primo lord del Tesoro, ma non aveva attitudini finanziarie e il fallimento dell'impresa dei Mari del Sud lo costrinse a dimettersi nel 1721[20].

    I Churchill[modifica | modifica wikitesto]

    Origini[modifica | modifica wikitesto]

    Stemma dei conti di Leon, avi dei Churchill

    «La disinvolta promiscuità del patriziato inglese nel corso dei secoli suggerisce una certa prudenza nella ricostruzione della genealogia di Winston Churchill. Lui stesso, mentre faceva ricerche per la biografia del grande duca [...] trovò delle prove inquietanti di una fase piuttosto oscura, nel primo decennio del Cinquecento, quando la bisnonna del duca si lasciò andare a tal punto, nei primi anni del suo matrimonio, che fece dono al maniscalco di famiglia di un bel bambino. Su scala più elevata, la sorella del duca diede alla luce un bastardo di Giacomo II, e il corredo genetico della famiglia venne movimentato dall'appassionato George Villiers, primo duca di Buckingham e confidente di due sovrani Stuart, i cui discendenti comprendevano entrambi i Pitt e diversi amanti, maschi e femmine, della famiglia reale. Per cui, anche se è possible risalire in teoria alla genealogia di Winston Churchill fino almeno al 1066, è consigliabile qua e là una certa dose di scetticismo[21]»

    (William Manchester Churchill, l'ultimo leone. Vol. I 1874-1914: visioni di gloria pp. 98-99)

    Secondo una tradizione le antiche origini della casata dei Churchill risalgono all'epoca della Conquista: il capostipite della stirpe fu un nobile normanno, Gitto de Leon, vissuto alla metà dell'XI secolo, il quale ebbe due figli, Richard e Wandril[22]. Il primogenito, Richard, signore di Montalban, fu capostipite della casata francese dei conti di Leon, attraverso gli eredi avuti dal matrimonio con Yolanda di Lussemburgo. Da Wandril de Leon, secondogenito, signore di Courcil in Normandia e da sua moglie Isabella de Tuya, sarebbero discesi i Churchill inglesi[23]; il figlio di Wandril, Roger de Courcil si stabilì nella signoria di Churchill, anche se secondo un'altra versione tale feudo venne acquistato da sir John Churchill all'epoca di Carlo II[23]. Suo nipote sir Bartholomew de Churchill fu un valoroso guerriero, celebrato nelle antiche canzoni[24]. Durante la guerra civile che vide contrapposti il re Stefano e l'Imperatrice Matilde, per la successione al trono inglese, Bartholomew si schierò con Stefano, combattendo per la sua causa.

    Altre fonti indicano il nucleo originario della famiglia nel Somerset, dove si trova il il toponimo Courcesville, derivato dall'antico inglese cruc (collina) e wiella (primavera). Nel Devon, la contea dove ebbe origine la casata, il toponimo si trova nei documenti a partire dal 1201[25]. Altri racconti indicano un'origine più prosaica: il primo antenato rintracciabile sarebbe un maniscalco, Roger Churchill (1522-1579), vissuto nella contea di Dorset, sposato con la figlia di William Peverell di Bradford Peverell[26].

    La genealogia più sicura comincia tuttavia a partire dal XVI secolo, con Jasper Churchill, che fu il padre di sir John Churchill, eminente uomo pubblico all'epoca di Carlo II, morto nel 1685[27]. Aveva acquistato il castello che da lui prese il nome ma, morto con molti debiti, i suoi eredi dovettero vendere la proprietà. Il fratello maggiore di Jasper, sir John Churchill, da non confondere con l'omonimo nipote, fu un abile avvocato e uomo di legge; istruito al Middle Temple, accrebbe la propria fortuna grazie anche al matrimonio con Sarah Winston, figlia e coerede di Sir Henry Winston[27]. Da lei ebbe il un figlio, sir Winston Churchill, omonimo del suo celeberrimo discendente, a sua volta padre del grande John, duca di Marlborough, nonché del generale Charles Churchill, che servì insieme al fratello, e dell'ammiraglio George Churchill.

    Ascesa[modifica | modifica wikitesto]

    John Churchill
    Sarah Jennings

    John Churchill nacque nel 1650, un anno dopo la decapitazione del re d'Inghilterra Carlo I Stuart in seguito alla guerra civile inglese, da sir Winston Churchill e da sua moglie, Elizabeth Drake. Dopo essere entrato a far parte del seguito di Giacomo, duca di York, fratello minore del re e primo nella linea di successione al trono, John ebbe modo di avvicinarsi al mondo militare: colonnello nel 1678, sposò segretamente lo stesso anno Sarah Jennings, damigella d'onore della principessa Anna Stuart (regina dal 1702). Legato alla casa di York, con l'avvento di Giacomo II fu creato nel 1685 pari d'Inghilterra. Conservatore, ma di fede anglicana, si rivolse anch'egli a Guglielmo d'Orange; e, quando questi sbarcò sul suolo inglese, si affrettò a raggiungerlo.

    Il nuovo sovrano lo fece membro del consiglio privato e conte di Marlborough (1689); passato in Olanda, egli combatté contro i Francesi, a Walcourt. Ma le sue trame giacobite gli alienarono la fiducia di Guglielmo (1692), di cui non riebbe il favore fino al 1698; in quegli anni frattanto, con un ulteriore cambiamento di rotta, si allontanava dai Tories. Nel 1702, tuttavia, fu creato duca. Alla ripresa della guerra in Europa ebbe il comando delle forze anglo-olandesi. Nel maggio-giugno 1704 riuscì a concertare con Eugenio di Savoia la manovra che portò alla vittoria di Höchstädt-Blenheim.

    La famiglia dei duchi di Marlborough

    Tornato in Inghilterra (1705), dovette far fronte alla difficile situazione creatasi a corte, dove l'influenza della moglie era in declino, e nel parlamento, dominato dal piccolo consiglio formato dai principali membri del partito whig capeggiati da John Somers. Si decise ad appoggiare questi ultimi, per la vigorosa politica di guerra da essi sostenuta: ma finì perciò con l'alienarsi le residue simpatie della regina Anna. Inoltre gli Olandesi, dopo la conquista (1706) di Bruges, Gand e Ostenda (nel maggio Marlborough aveva battuto abilmente François de Neufville de Villeroy a Ramillies), si dimostravano favorevoli alle proposte francesi di pace separata; i rapporti tra l'ambiguo duca e il governo inglese furono complicati dall'offerta, avanzatagli da parte dell'imperatore, del governo dei Paesi Bassi riconquistati alla Francia. Per di più, a corte, Robert Harley otteneva sempre più credito presso la regina.

    Il prestigio personale del duca di Marlborough si risollevò ancora una volta durante la campagna del 1709, culminata nell'assedio di Lilla; al centro delle trattative di pace con la Francia, egli fu in grado di ostacolarle gravemente e infine, sembra[28], di condurle al fallimento. Così la guerra continuò con notevoli successi di Marlborough e del principe Eugenio. La battaglia di Malplaquet (11 settembre 1709), con i suoi effetti sanguinosi, rendeva necessario un nuovo sforzo bellico: Marlborough, allora, ritenne che il momento fosse adatto per richiedere la carica di comandante in capo a vita. Ma la resistenza di Anna e l'opposizione del nuovo parlamento, eletto nel 1710, impedirono la realizzazione dei suoi piani ambiziosi. Nel maggio 1711 vinse ancora il maresciallo Villars; ma questa volta i preliminari al trattato di Utrecht furono condotti dalle due parti con effettiva volontà di pace. Tornato in patria, il duca di Marlborough fu privato di tutti i pubblici uffici; lasciata l'Inghilterra, rimase ospite di varie corti tedesche fino alla morte della regina Anna. Poi, nuovamente in patria, fu reintegrato nei suoi onori dal nuovo re Giorgio I, ma non più ammesso al governo.

    Con lui ebbe inizio la discendenza dei duchi di Marlborough, giunta fino ad oggi.

    Duchi di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    Dopo la morte del primo duca nel 1722 e la prematura morte del fratello John, marchese di Blandford, la successione al ducato toccò a Henrietta Churchill, II duchessa di Marlborough, sposata con Francis Godolphin, figlio dello statista e alleato politico dei genitori Sidney Godolphin. Henrietta non ebbe tuttavia eredi maschi e così la successione dei Marlborough passò al nipote primogenito Charles Spencer, figlio di sua sorella Anne e di Charles Spencer, III conte di Sunderland.

    Stemma degli Spencer-Churchill duchi di Marlborough
    Il terzo duca di Marlborough con la moglie durante una battuta di caccia, ca. 1761

    Charles Spencer, III duca di Marlborough proseguì la tradizione militare di famiglia e alla Battaglia di Dettingen (1743) comandò una brigata con successo, ma subito dopo rassegnò le dimissioni in polemica con gli Hannover[29]. In precedenza era stato politicamente avverso a Walpole, unendosi nel 1734 al Liberty Club, un gruppo parlamentare ostile al Primo Ministro. Nel 1749 infine entrò nel governo come Lord Steward e nel Consiglio privato[29]. Nel 1755 divenne anche Lord del sigillo privato e dal 1757 al 1758 ricoprì l'incarico di Master-General of the Ordnance (comandante dell'esercito e ministro della guerra) nel governo presieduto da un cugino, il duca di Newcastle, nel quale William Pitt il Vecchio, suo alleato politico, era Ministro degli Esteri e Presidente della Camera dei Comuni[29]. Nel maggio del 1758, durante la Guerra dei Sette Anni Marlborough ottenne congiuntamente a Lord George Sackville il comando della spedizione navale diretta verso il porto bretone di Saint-Malo, con l'intento di distruggere il naviglio dei corsari francesi impiegati per intercettare le navi mercantili inglesi. La città risultò troppo fortificata e non venne attaccata, ma molte navi corsare vennero date alle fiamme prima del reimbarco[29]. Successivamente, nello stesso anno, gli venne affidato il comando di un contingente britannico da sbarcare in Germania per ricongiungersi con le truppe alleate del principe Ferdinando di Brunswick-Wolfenbüttel[29]. Marlborough sbarcò a Emden e guidò con successo l'operazione, ma non fu in grado di partecipare a nessun combattimento importante perché morì improvvisamente a Munster il 20 ottobre del 1758, probabilmente di dissenteria, anche se corsero voci di avvelenamento[29].

    Oltre al suo successore George, il terzo duca ebbe altra progenie che si illustrò nella vita pubblica del Paese. Le sue due figlie, Diana ed Elizabeth, rispettivamente lady Bolingbroke e lady Pembroke, furono importanti dame di società del periodo georgiano. La prima fece scandalo per il divorzio dal marito, lord Bolingbroke, e si distinse anche come illustratrice e pittrice, stringendo amicizia con personalità come Edmund Burke e Charles James Fox[29]; Elizabeth fu invece una dama in vista alla corte di Giorgio III dal quale era molto ammirata[29].

    Tra i figli maschi cadetti si segnalarono lord Charles Spencer, che fu Maestro di zecca nel Ministero di tutti gli Ingegni, il governo di coalizione formatosi nel 1806 per fronteggiare la minaccia napoleonica. Suo figlio William Robert Spencer fu poeta di qualche fama, apprezzato da lord Byron[30] e suoi nipoti, Aubrey e George Spencer furono vescovi anglicani nelle Indie e nel Raj britannico. Il fratello di Charles, lord Robert Spencer, fu parlamentare di non grande rilievo e amico di Charles James Fox; nel 1802 incontrò a Parigi Napoleone, che gli espresse l'ammirazione per il duca di Marlborough, il grande condottiero suo antenato[31].

    Decadenza[modifica | modifica wikitesto]

    La famiglia del quarto duca di Marlborough, di Joshua Reynolds

    «Nel 1817, su autorizzazione reale, il quinto duca di Marlborough cambiò il suo nome di famiglia in Spencer-Churchill. [...] Ma per oltre un secolo gli Spencer avevano superato i Churchill come servitori della Corona. Un duca di Marlborough divenne appena brigadiere della guardia a piedi; un altro, durante i suoi cinquantotto anni come master di Blenheim, non fece altro che raccogliere dipinti. Durante la Reggenza due duchi soccombettero a quella febbre del gioco che colpiva tanti membri dell'aristocrazia in quegli anni dissipati [...] Il sesto duca visse in un angolo isolato del suo magnifico palazzo, malinconico esempio di stravaganza. Fu suo figlio, John Winston, a iniziare la restaurazione dell'orgoglio dei Churchill[32]»

    (William Manchester Churchill, l'ultimo leone. Vol. I 1874-1914: visioni di gloria pp. 100-101)

    George Spencer, IV duca di Marlborough, visse un'esistenza più ritirata rispetto a quella dei suoi avi, senza illustrarsi particolarmente nelle armi o nella vita pubblica[33]. Dopo aver intrapreso anch'egli la carriera militare svolse attività politica ricoprendo l'incarico di Lord del sigillo privato nel governo Whig presieduto da George Grenville. In seguito il duca non partecipò più attivamente alla vita politica, limitandosi a sostenere i fratelli o i figli quando richiesto, vivendo per il resto nella quiete della reggia dei Marlborough a Blenheim Palace[33]. Una passione che coltivò assiduamente fu quella per l'astronomia: fece installare nel parco di Blenheim un osservatorio e mantenne una fitta corrispondenza in merito con il conte Hans Moritz von Bruhl[34]. Per i suoi interessi scientifici divenne membro della Royal Society nel 1786. Fu anche un raffinato collezionista e nel 1762 acquistò dal conte veneziano Anton Maria Zanetti una serie di preziosi cammei che diventeranno poi note come Gemme Marlborough (Marlborough Gems)[33]. Il duca venne trovato morto nel suo letto a Blenheim il 29 gennaio 1817. Secondo quanto disposto ai tempi della bisnonna Sarah, alla sua morte Marlborough House tornò alla Corona[33].

    Tra i suoi figli cadetti, si distinsero in particolare Henry John Spencer, parlamentare e diplomatico in Svezia e Prussia, morto giovanissimo ad appena 25 anni e suo fratello minore lord Francis Almeric Spencer, anch'egli parlamentare e creato barone Churchill nel 1815 e capostipite di una linea cadetta ancor oggi esistente.

    Blenheim Palace alla fine del XVIII secolo
    Ritratto del quinto duca di Marlborough, George Spencer-Churchill

    Il quinto duca di Marlborough George Spencer-Churchill, figlio del suo predecessore, si dedicò pressoché esclusivamente ad una dispendiosa attività collezionistica, che dissestò le finanze familiari[35]. Sua grande passione era il collezionismo librario[36] (un tratto in comune con il cugino Lord Spencer, che negli stessi anni ad Althorp allestì una delle più ricche biblioteche d'Europa). Residente dal 1798 a Whiteknights Park, vicino Reading, spese molto denaro per i giardini e la biblioteca, assicurandosi tra l'altro l'edizione a stampa del Decameron del 1471, opera del tipografo tedesco Christoph Valdarfer, acquistata dal Duca di Roxburghe, oltre al celebre "Messale Bedford", una manoscritto miniato degli inizi del XV secolo, oggi al British Museum[35]. Queste vaste spese lo resero pesantemente indebitato, fatto che spinse Blandford a rientrare in Parlamento, probabilmente all'unico scopo di sfuggire ai creditori[36]. Nel 1817, alla morte del padre, divenne il quinto duca di Marlborough alla morte del padre sei anni più tardi[36]. Nella stessa occasione ottenne il diritto, per sé e per i suoi discendenti, di usare il doppio cognome "Spencer-Churchill", in memoria della discendenza dal vincitore di Blenheim[36]. Tuttavia gli ultimi anni del duca furono tristi: oberato dai debiti, fu costretto a vendere molti dei tesori antiquari che aveva accumulato negli anni precedenti, riducendosi a vivere con una pensione annua che la regina Anna aveva concesso al suo avo Marlborough un secolo prima[37]. Confortato unicamente dalla compagnia del gaudente Principe di Galles, cui l'eccentricità di Marlborough non era affatto sgradita, e della storica amante Matilda Glover, alla quale dava lezioni di canto, George Spencer-Churchill morì infine il 5 marzo 1840[38]. In riconoscimento della sua passione per il collezionismo di antichità, nel 1803 era divenuto membro della Society of Antiquaries of London (F.S.A.).

    Il quinto duca ebbe innumerevoli figli naturali da varie amanti. Tra i figli legittimi avuta dalla moglie lady Susan Stewart, oltre al primogenito e successore George, si segnalò Charles Spencer-Churchill, che combatté nelle Guerre napoleoniche partecipando alla campagna peninsulare e alla successiva invasione della Francia sotto il comando del duca di Wellington. Entrato in Parlamento nel 1818 in due successive elezioni rimase ancor più indebitato, per questo non si ricandidò più due anni dopo[39]. Rimasto fuori dalla Camera, per far fronte ai creditori si spostò, come già il padre, verso i Tories di Lord Liverpool. Nell'agosto del 1827 si sposò con Ethlered Catherine Bennet, figlia di una parlamentare del Wiltshire, John Bennet[39]. Riuscì infine a rientrare in Parlamento con il fratello nel 1830, schierandosi all'opposizione contro l'emancipazione dei cattolici. Ritornò alla Camera nel 1835, dopo la Riforma del 1832, cui si era opposto, per il seggio di Woodstock, ma fu sconfitto due anni più tardi. Rimasto vedovo nel 1839 morì infine l'anno seguente[39].

    Ebbe cinque figli tra cui si segnalarono Charles Henry Spencer-Churchill, militare che combatté nella Guerra di Crimea, venendo decorato[40], e John Kemys Spencer-Churchill, che fu amministratore coloniale nelle Indie occidentali britanniche[41].

    I figli di primo letto del duca. Da sinistra: Alan, Louisa, John Winston e Alfred. Indossano il tartan degli Stewart di Galloway, la famiglia materna
    lord Almeric e lady Clementina Spencer-Churchill, figli di seconde nozze del duca

    Il sesto duca, anch'egli chiamato George, nato nel 1793, fu considerato in gioventù un ragazzo di belle speranze, ma ben presto si mise in mostra per la sua eccentricità. Il cugino George Agar Ellis lo descrisse come "ubriacone, ostinato, indolente, irascibile e animato da doppiezza"[42]. Con l'aiuto del fratello Charles, travestito da prete, inscenò un finto matrimonio con Susannah Law, appena diciassettenne, con la quale andò a convivere a Londra sotto il falso nome di capitano Law. Entrato in Parlamento nel 1818, dopo un'iniziale schieramento con i Whigs, si avvicinò ai Tories di lord Liverpool, allora al governo. Il padre Marlborough, come al solito senza un soldo, pensò allora di approfittarne per richiedere a Liverpool un'esenzione dalle tasse dell'ufficio delle poste di Woodstock, in modo da poterne percepire integralmente i proventi[42]. Nel 1825 Blandford rientrò quindi in Parlamento per il seggio familiare di Woodstock in coppia con il cugino lord Ashley con un programma High Tory, in particolare incentrato sull'opposizione all'emancipazione dei cattolici[42]. Votò quindi contro il Catholic Relief Bill il 6 marzo 1827; alla caduta di Liverpool il duca di Marlborough, suo padre, sostenne il nuovo primo ministro George Canning, un Tory moderato, mentre Blandford si schierò all'opposizione. Non riuscì mai a riunire intorno a sé un consenso significativo. Il 18 febbraio del 1830 presentò in Parlamento il suo progetto di riforma elettorale, che conteneva varie proposte molto avanzate: trasferimento di voti ai centri più popolosi, abolizione dei borghi putridi, stipendio per i parlamentari ed estensione del voto a tutti i proprietari di case adulti[42]. Il programma incassò il sostegno di vari riformatori alla Camera come Henry Brougham, il cugino lord Althorp, John Cam Hobhouse e lord John Russell, anch'egli suo parente. Tuttavia, malgrado il supporto significativo alla sua mozione, Blandford fece un discorso confuso e approssimativo e la Camera respinse la sua proposta con una netta maggioranza[42]. Gli ultimi anni di vita del duca furono tristi: la terza moglie chiese il divorzio e la custodia dei figli, accusando il marito di adulterio con una domestica, Sarah Licence[42]. Gravemente malato di gotta, trascorse gli ultimi anni su una sedia a rotelle, morendo infine nel luglio 1857 a 63 anni. Lasciò magre sostanze ai figli e nulla alla moglie, ma non trascurò un legato per l'amante Sarah[42]. IL sesto duca ebbe un totale di sette figli legittimi da tre diversi matrimoni, oltre a duna figlia dall'amante Susannah Law, che fu cresciuta da una lontana parente di Althorp, lady Bessborough e, successivamente, dopo la morte di questa, dalla figlia Caroline Lamb e da suo marito lord Melbourne, il futuro primo ministro[42].

    Rinascita[modifica | modifica wikitesto]

    Il duca con la famiglia nel 1864 a Blenheim Palace
    la duchessa di Marlborough

    Il settimo duca di Marlborough, John Wiinston Spencer-Churchill, fu colui che restaurò il prestigio del suo casato. Egli era il figlio maggiore di George, VI duca di Marlborough e della sua prima moglie, Lady Jane Stewart, figlia di George Stewart, VIII conte di Galloway. Nacque a Garboldisham Hall, Norfolk, il 2 giugno 1822. Fu educato a Eton dal 1835 al 1838 e all'Oriel College di Oxford[43]. Iniziò la sua carriera pubblica come tenente della milizia territoriale ("yeomanry") dell'Oxfordshire nel 1843, e prese il suo posto nella Camera dei Comuni come membro conservatore per Woodstock il 22 aprile 1844 (con il titolo di Marchese di Blandford)[43]. Fu Lord sovrintendente della Casa Reale nel luglio 1866, consigliere privato il 10 luglio e Lord presidente del Consiglio dall'8 marzo 1867 al dicembre 1868, nel governo conservatore di lord Derby e, successivamente, in quello presieduto da Benjamin Disraeli. Tra i maggiorenti tory Marlborough fu sempre il maggior sostenitore di Disraeli, del quale divenne intimo amico[43]. Nel 1874, alla formazione del secondo gabinetto da questi presieduto, gli venne offerto il vicereame dell'Irlanda, ma il duca rifiutò. Il 28 novembre 1876 succedette tuttavia al Duca di Abercorn come luogotenente, incarico che lasciò al momento delle dimissioni del ministero Beaconsfield (Disraeli, ora nominato conte di Beaconsfield dalla regina Vittoria dopo il Congresso di Berlino) nel maggio 1880[43]. Nonostante fosse riuscito a ripristinare il prestigio del suo casato, compromesso dal padre e dal nonno, il VII duca di Marlborough fu comunque sempre attanagliato dalle difficoltà finanziarie, che lo costrinsero a svuotare Blenheim Palace dei suoi immensi tesori. Nel 1875 il duca vendette il Matrimonio di Amore e Psiche assieme alle famose gemme dei Marlborough all'asta per 10.000 sterline. Anche questo ad ogni modo non bastò a salvare le sorti della famiglia ed ancora una volta Blenheim fu dilapidata nella sua biblioteca. La sua ultima apparizione pubblica avvenne il 28 giugno 1883, quando tenne un intervento in opposizione alla terza lettura del progetto di legge sulle vedove[43]. Aveva sposato, il 12 luglio 1843, lady Frances Anne Emily Vane Tempest, figlia maggiore di Charles Stewart, III marchese di Londonderry, ambasciatore britannico nell'Impero austriaco e fratello di lord Castlereagh, plenipotenziario britannico al Congresso di Vienna. Dal matrimonio nacquero undici figli, tra i quali lord Randolph Churchill, insigne uomo politico conservatore, che fu il padre di Winston Churchill.

    Armoriale[modifica | modifica wikitesto]

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ Spencer Family Crest and History
    2. ^ a b Round, pp. 292–309
    3. ^ H. Round The Rise of the Spencers in Studies in peerage and history 1901 p. 285
    4. ^ http://thepeerage.com/p10592.htm#i105916
    5. ^ http://ntgen.tripod.com/bw/sp_engl_pres.html
    6. ^ Ray Heffner, Edmund Spenser's Family, Huntington Library Quarterly Vol. 2, No. 1 (Oct., 1938), pp. 79-84
    7. ^ a b SPENCER, Sir John (1524-86), of Althorp, Northants. and Wormleighton, Warws. | History of Parliament Online
    8. ^ D. Griffin,  2006 pp. 55.
    9. ^ Barlow William Rufus pp. 141–142
    10. ^ a b http://www.surnamedb.com/surname.aspx?name=Spencer
    11. ^ Soul Search, su sole.org.uk.
    12. ^ http://genealogy.euweb.cz/brit/spencer1.html#E
    13. ^ http://brigittegastelancestry.com/gifs14/spencertree.jpg
    14. ^ The Complete Peerage, vol. 4, p. 259
    15. ^ W. Manchester Churchill, l'ultimo leone. Vol. I 1874-1914: visioni di gloria p. 100
    16. ^ a b c H. Gawthorne/S. Mattingly/G. W. Shaeffer/M. Avery/B. Thomas/R. Barnard/M. Young, Revd. N.V. Knibbs/R. Horne: "The Parish Church of St. Mary the Virgin, Great Brington. 800 Years of English History", published as "Brington Church: A Popular History" in 1989 and printed by Peerless Press.
    17. ^ a b Sir John Spencer 1455–1522 Archived copy, su spencerofalthorp.com. URL consultato il 20 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2013). (access date 20 July 2013)
    18. ^ Sir John Spencer, History of Parliament Online [1] (access date 20 July 2013)
    19. ^ Kathy Lynn Emerson, A Who's Who of Tudor Women
    20. ^ a b c d e f g h Florence M. G. Higham, SUNDERLAND, Robert Spencer, secondo conte di, e Charles Spencer, terzo conte di, Enciclopedia Italiana Treccani - 1936
    21. ^ W. Manchester Churchill, l'ultimo leone. Vol. I 1874-1914: visioni di gloria pp. 98-99
    22. ^ Collin's Peerage of England, p. 362
    23. ^ a b Ibid. p. 363
    24. ^ Ibid. pag 363
    25. ^ http://www.selectsurnames2.com/churchill2.html
    26. ^ http://www.dorsetlife.co.uk/2015/04/the-first-sir-winston/
    27. ^ a b Ibid. pag. 365
    28. ^ Churchill, John duca di Marlborough in Enciclopedia Treccani
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    30. ^ J. G. Alger, rev. S. C. Bushnell, "Spencer, William Robert", in The Oxford Dictionary of National Biography, H.C.G. Matthew and Brian Harrison, eds. (Oxford: Oxford University Press, 2004), vol. 51, p. 899.
    31. ^ SPENCER, Lord Robert (1747-1831), History of Parliament Online (54-90). URL consultato il 19 settembre 2017.
    32. ^ W. Manchester Churchill, l'ultimo leone. Vol. I 1874-1914: visioni di gloria pp. 100-101
    33. ^ a b c d Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, George (1739-1817)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co
    34. ^ The Collected Correspondence of Baron Franz von Zach, Volume 3 (British Letters), 2008. Edited by Clifford J. Cunningham. Star Lab Press.
    35. ^ a b Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, George (1739-1817)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co.
    36. ^ a b c d http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1790-1820/member/spencer-george-1766-1840
    37. ^ Mary Soames; The Profligate Duke: George Spencer Churchill, Fifth Duke of Marlborough, and His Duchess (1987)
    38. ^ History of Parliament cit.
    39. ^ a b c http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1820-1832/member/spencer-churchill-lord-charles-1794-1840
    40. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 22107, 2 March 1858.
    41. ^ "Mr. J. K. G. T. Spencer-Churchill, C.M.G.". Obituaries. The Times (40287). London. 11 August 1913. col B, p. 11.
    42. ^ a b c d e f g h http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1820-1832/member/spencer-churchill-george-1793-1857
    43. ^ a b c d e Boase, George Clement "Churchill, John Winston Spencer" in Stephen, Leslie. Dictionary of National Biography 10. London: Smith, Elder & Co. 1887

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • J. H. Round, Studies in Peerage and Family History, London, A. Constable and Company, 1901.

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]