Spencer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Spencer (disambigua).
Spencer
Spencer Arms.svg
Dieu defend le droit[1]
Inquartato, d'argento e d'oro, nel secondo e nel terzo, al di sopra una banda caricata di tre conchiglie del primo.
Stato
Titoli
Fondatore Sir John Spencer di Wormleighton
Data di fondazione 1469
Etnia inglese

La casata degli Spencer, di oscura origine, deriva il suo nome dal latino "Dispensator", termine che indicava nel Medioevo la carica di sovrintendente e ciambellano al servizio di un Re o di un grande feudatario. La moderna famiglia non va confusa con il casato medievale dei "Despenser", dai quali nel XVI secolo rivendicarono la propria discendenza tramite una genealogia posticcia[2]. La famiglia Spencer annovera nella sua discendenza membri del Parlamento sin dal XVI secolo[3]. Quando nel XVIII secolo l'albero genealogico degli Spencer, già conti di Sunderland, si intrecciò con quello degli eredi di John Churchill, 1º Duca di Marlborough, il ramo primogenito della dinastia ereditò il titolo di Duca di Marlborough, adottando nel 1817 il doppio cognome Spencer-Churchill[4], mentre il ramo cadetto ottenne nel 1765 il titolo comitale di Earl Spencer. Entrambe le famiglie esistono ancora oggi: dal ramo primogenito discese il celebre statista Winston Churchill, nato Winston Spencer-Churchill, mentre a quello comitale appartiene Diana, Principessa del Galles. La casata si divise poi in ulteriori ramificazioni, alcune delle quali esistenti, altre estinte; tra le prime anche vari rami trapiantati in America Settentrionale, da cui discesero in linea femminile alcuni tra i più importanti Presidenti degli Stati Uniti[5]. Anche il famoso poeta elisabettiano Edmund Spenser rivendicò una parentela con la casata, la quale non è però mai stata provata[6].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le armi degli Spencer e dei Despenser
Despenser (XIII sec.)
Spencer di Wormleighton (1504)
Spencer successivo al 1595

Gli Spencer emersero come famiglia di possidenti della gentry rurale a partire dal XV secolo, per diventare in epoca successiva una delle più cospicue dinastie dell’Inghilterra, grazie all’abilità dimostrata nella coltivazione dei latifondi e soprattutto nell’allevamento delle pecore, la cui lana era all’epoca merce pregiata in tutta Europa. Don Steel affermò nel 1996: "Caso probabilmente unico nella nobiltà inglese, gli Spencer dovettero la loro ricchezza e la loro ascesa non al favore di un sovrano o alla spoliazione dei monasteri, e nemmeno al commercio, ma al successo come allevatori e coltivatori"[7].

Stemmi funerari di Sir John Spencer (1549-1600): sono inquartati sia lo stemma antico che quello successivo

Raggiunta la nobiltà essi cercarono di dare lustro alla propria ascendenza facendo risalire la propria genealogia alla famiglia medievale dei Despenser, potenti sotto Edoardo II, di cui furono i favoriti. In virtù di tali avi la famiglia ottenne anche un nuovo blasone, conservato tuttora, che riecheggia quello dei Despenser. Tale genealogia fu tuttavia smentita già dall’antiquario Horace Round agli inizi del ‘900, nella sua opera “The rise of the Spencers” (l’ascesa degli Spencer)[2]. Round indicò come antenato più antico rintracciabile un William Spencer di Radborne, nel Warwickshire, vissuto nel XV secolo; altre genealogie mostrano invece come capostipite un Thomas Spencer, morto nel 1435[8]. Secondo altre ricostruzioni infine, sarebbe possibile rintracciare un William Spencer di Defford, nel Worcestershire (fl. 1330), come avo più risalente[9]. La natura fittizia della discendenza dai Despenser è dimostrata anche dall’araldica: lo stemma originale degli Spencer di Althorp infatti, risalente al 1504, era completamente diverso da quello successivo, mantenuto fino ad oggi, più simile a quello medievale. Ciò è forse dovuto al fatto che il nuovo stemma fu disegnato dietro pagamento da Richard Lee, un membro del Collegio degli Araldi[10]. Già nel XV sec. comunque la famiglia si presentava molto ramificata e presente in varie zone dell’Inghilterra, anche se non sempre è facile rintracciare gli esatti legami di parentela in questo periodo: notevole importanza raggiunse sir Robert Spencer di Spencercombe, nel Devon, che sposò Eleanor Beaufort, figlia di Edmund Beaufort, II duca di Somerset e cugina di lady Margaret Beaufort, madre del futuro Enrico VII d'Inghilterra. La linea destinata a raggiungere il massimo prestigio fu comunque quella radicata nel Northamptonshire, prima nel castello di Wormleighton e poi ad Althorp, dalla quale discenderanno i rami principali della famiglia. Questo ceppo della famiglia acquisì anche parentela reale dal Casato degli Stuart attraverso cinque linee di discendenza femminile. Ciò rende gli Spencer di Althorp imparentati in vario grado con molte case reali europee, come i Borbone, i Medici, i Wittelsbach, gli Hannover, gli Sforza, gli Asburgo e i Tudor, attraverso la discendenza da Maria Bolena, sorella di Anna e figlia di Elizabeth Howard del Casato di Howard.

I primi Spencer[modifica | modifica wikitesto]

Robert Spencer di Spencercombe[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Sir Robert Spencer di Spencer Combe (1510 ca.)
  • Robert Spencer (1510). Di origini incerte, probabilmente figlio di sir John Spencer, Membro del Parlamento per il Dorset, o forse di Henry Spencer ed Isabelle Lincoln, dunque prozio di Robert Spencer, I barone di Wormleighton. Poco si sa della sua vita, salvo che fu infeudato in numerosi castelli, soprattutto per via della dote coniugale. Da Eleanor Beaufort, pronipote di Giovanni di Gand, ebbe due figlie: Margaret, che sposò Thomas Cary, dal quale ebbe William Carey, marito di Maria Bolena (sorella di Anna) e ufficialmente padre dei suoi figli. La seconda invece, chiamata Catherine, sposò Henry Algernon Percy, V conte di Northumberland e fu madre del suo successore, Henry Percy, VI conte di Northumberland.

Sir John Spencer (1447-1522)[modifica | modifica wikitesto]

Enrico VIII conferì a John Spencer il cavalierato
  • Sir John Spencer, (1447-1522), signore di Snitterfield e Althorp. Figlio di William Spencer di Radborne (fratello di Robert di Spencer Combe) ed Elizabeth Empson, nipote di Henry Spencer (m. Badby, Northamptonshire, 1476) e pronipote di Thomas Spencer[8]. Suo zio John Spencer, sposato con Anne Empson, sorella di sua madre, era fiduciario (feoffee)[11] di Wormleighton e affittuario (tenant) di Althorp, nel Northamptonshire. Dopo aver acquisito la tenuta di Snitterfield per via della moglie Isabel Graunt, figlia dello scudiero Sir Walter Graunt, fu uno degli esecutori testamentari del cugino John Spencer di Hodnell. Nel 1506 acquistò dallo zio il grande feudo di Wormleighton, nel Warwickshire, dove impiantò pascoli e fattorie per l'allevamento delle pecore, la cui lana era fonte di ricchezza per il suo casato[12]; fece in seguito altri acquisti di terre presso i villaggi di Great Brington e Little Brington, nel Northamptonshire (all'epoca i possedimenti degli Spencer nel Warwickshire erano più estesi di quelli nel Northamptonshire e il castello di Wormleighton era quattro volte più grande di Althorp)[13]. Comprò anche la chiesa di Santa Maria di Brington dal marchese di Dorset, per farne in seguito la tomba di famiglia[14].
    La tomba di Sir John Spencer e della moglie Isabel
    In virtù del prestigio raggiunto fu elevato al cavalierato da Enrico VIII e anche il suo testamento conferma che fu un grande possidente terriero. Le fonti affermano che era un gentiluomo affabile e liberale, generoso con i poveri e con i fittavoli e molto pio; ricostruì infatti a sue spese le chiese di Wormleighton, Brington e Stanton, le sue tenute, dotandole anche dei paramenti e degli arredi sacri[12]. Nel suo testamento, datato 12 aprile 1522, incaricò gli esecutori di ricompensare tutti coloro che gli erano stati leali in vita, e chiese di essere sepolto nella chiesa di Brington, davanti all'immagine della Vergine. Accanto a lui giace anche la moglie Isabel Graunt, dalla quale aveva avuto cinque figli. Il suo erede Sir William, Anthony, Jane che sposò Richard Knightley, Isabel, sposata a sir Nicholas Strelly e Dorothy, moglie di sir Richard Catesby[12]. Sir John fu una figura importante per la storia della moderna dinastia degli Spencer, poiché grazie a lui i suoi discendenti ereditarono una notevole ricchezza e il cavalierato ereditario, in virtù del quale gli eredi di sir John Spencer accederanno ai ranghi dei Pari d'Inghilterra.

Sir William Spencer[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di William Spencer (antico), inquartato con lo stemma della madre Isabel Graunt. Great Brington Church, Northamptonshire
  • Sir William Spencer, (1496-1532). Dopo aver ricevuto il cavalierato da Enrico VIII d'Inghilterra, come già era avvenuto per suo padre, divenne anche Sceriffo del Northamptonshire, negli anni 1531-1532, quando morì, venendo rimpiazzato da David Cecil, nonno di Lord Burghley[15]. Il potere della famiglia Spencer si stava dunque ampliando e affermando sempre più; a confermarlo c'è il testamento di Sir William, che dispone la sua sepoltura e nomina i suoi eredi. Dei sei figli che ebbe dalla moglie Susan Knightley, le cinque femmine sposarono tutte nobiluomini e cavalieri, mentre l'unico erede maschio, Sir John, porterà per la prima volta nella storia gli Spencer in Parlamento.

Sir John Spencer (1524-1586)[modifica | modifica wikitesto]

  • Sir John Spencer (1524-1586). Figlio di Sir William e di Susan Knightley, nacque a Wormleighton Manor, la residenza di campagna degli Spencer. I suoi zii Edmund e Richard Knightley, entrambi membri del Parlamento, si unirono alla madre nel tentativo di togliere la sua custodia al Re, ed essa fu affidata solo nel 1539 a sir Giles Alington[16]. Fu probabilmente allevato nel Middle Temple, la gilda dei barrister londinesi, cui appartenevano anche i due zii, finché succedette al padre nel 1532, venendo infine armato cavaliere nel 1553 all'incoronazione della regina cattolica Maria I[3]; insieme a lui furono armati anche i cognati Richard Brydges e John Cotton, i quali a loro volta entreranno a Westminster come cavalieri di contea. Come suo padre fu investito della carica di High Sheriff del Northamptonshire, ricoprendola per ben quattro volte, già dai tempi di re Edoardo VI: 1551-1552, 1558-1559, 1571-1572 e infine dal 1583 al 1584[17]. Fu infine membro del Parlamento come cavaliere della contea del Northamptonshire per due volte, nel 1554 e nel 1558; le due elezioni successive confermano il prestigio di cui ormai la sua famiglia godeva nella contea di Northampton. La sua uscita di scena dai Comuni nel 1558 fu certamente causata dalla sua fedeltà alla religione cattolica anche dopo la fine del regno di Maria e Filippo[17].
    Wormleighton Manor
    Nel 1564 il vescovo Scambler descrisse sir John Spencer come un "uomo profondamente religioso" e anche dieci anni più tardi gli agenti di Maria Stuarda lo segnalarono come cattolico, ma nonostante ciò continuò a svolgere un ruolo di primo piano nell'amministrazione della contea; dopo di lui solo i discendenti del suo terzo figlio William continuarono a rimanere cattolici, mentre gli altri aderirono all'anglicanesimo[18].
    Stemma di Sir Thomas Kitson
    Nel 1545 aveva sposato lady Katherine Kitson, figlia di sir Thomas Kitson il Vecchio, un ricco mercante londinese, che fu anche sceriffo di Londra[19]; una sorella di Katherine, lady Frances, sposò John Bourchier, V barone FitzWarin, e fu madre di William Bourchier, III conte di Bath, Pari d'Inghilterra. Fu un ottimo custode delle sue sostanze, che si arricchivano di continuo grazie al commercio della lana, e fu così in grado di costituire tenute e feudi per i suoi tre figli cadetti e ricche doti per le sei figlie femmine[17]. Tre di loro sposarono altrettanti rampolli delle più prestigiose casate del Regno, consacrando così l'appartenenza degli Spencer alla grande aristocrazia inglese. Esse furono Anne, baronessa Mouteagle, Elizabeth, baronessa Hunsdon e Alice, contessa di Derby: tutte e tre furono protagoniste della vita politica e culturale dell'Età elisabettiana, tanto che il famoso poeta Edmund Spenser (un lontano cugino), le cantò con i nomi pastorali di Amarilli, Carilli e Filli nel suo poema Colin Clouts torna a casa.[20]. Dal suo terzo figlio, sir William, e da suo figlio Thomas, Membro del Parlamento, discese il ramo degli Spencer di Yarnton, baronetti, estinto nel 1741[21]. Suo quarto figlio fu infine Sir Richard Spencer (1559-1624), diplomatico, ambasciatore in Spagna e nella Repubblica delle Sette Province (attuali Paesi Bassi), nonché capostipite del ramo degli Spencer baronetti di Offley, estinto nel 1699[22]. Sir John Spencer morì l'8 novembre 1586, nominando come esecutori testamentari i suoi tre figli più giovani e fu sepolto, secondo la sua volontà, accanto alla moglie nella chiesa di Brington, una delle tenute degli Spencer nel Northamptonshire (dove già erano sepolti i genitori e i nonni)[23].

Alice Spencer, contessa di Derby ed Elizabeth, baronessa Hunsdon[modifica | modifica wikitesto]

Alice Spencer, contessa di Derby
  • Alice Spencer (1559-1637), figlia di Sir John Spencer e Katherine Kitson, fu una nota protettrice di artisti e poeti durante l'età elisabettiana, cantata come Amarilli da Edmund Spenser nel suo poema Colin Clouts torna a casa e dedicataria da parte dello stesso Spenser di un'altra sua opera: Le lacrime delle Muse, nel 1591. Nata nella residenza avita degli Spencer, ad Althorp (acquistata dal nonno John nel 1522 dalla famiglia Catesby)[24], nel 1559, ricevette una eccellente educazione, in vista di un matrimonio prestigioso che consolidasse il rango della famiglia. Nel 1579 infatti sposò Ferdinando Stanley, V conte di Derby, rampollo du una delle più potenti famiglie inglesi, ed erede presuntivo al trono[25], figlio di Henry Stanley, IV conte di Derby e di Lady Margaret Clifford. Lord Derby era un uomo colto ed amante del teatro (tra i suoi protetti si ricordano Robert Greene, Christopher Marlowe, Edmund Spenser e William Shakespeare), anche se sospetto di simpatie cattoliche[26], tanto che il suo nome venne più volte associato a diversi complotti, portando anche a una sua progressiva emarginazione dalla corte, fino alla sua morte nel 1594. Da Ferdinando Alice ebbe tre figlie: la prima, Anna Stanley, contessa di Castlehaven, divenne erede presuntiva della cugina Elisabetta I, ma alla morte di lei il trono passò al re di Scozia Giacomo VI, che assunse la corona inglese come Giacomo I, in quanto discendente della figlia maggiore di Enrico VII d'Inghilterra, Margherita Tudor, che aveva sposato il re scozzese Giacomo IV. Questa successione, orchestrata dalle manovre di Robert Cecil, violò le disposizioni di Enrico VIII, il quale aveva disposto che la successione al trono inglese passasse ai discendenti della sorella minore Maria, per preservare l'indipendenza della corona inglese da quella scozzese. Se la volontà di Enrico fosse stata rispettata, i discendenti di Alice Spencer siederebbero oggi sul trono d'Inghilterra[27].
    Thomas Egerton, Lord cancelliere
    Delle altre due, lady Frances sposò John Egerton, I conte di Bridgewater, da cui discesero i duchi di Sutherland, e lady Elizabeth, che sposò Henry Hastings, V conte di Huntington, discendente della Casa di York. Il marito, lord Derby, morì nel 1594, e la compagnia di attori teatrali da lui finanziata (con la quale aveva collaborato anche William Shakespeare), chiamata The Earl of Derby's Men, mutò nome in The Countess of Derby's Men[28], continuando a tenere gli spettacoli a Lathom House, la residenza degli Stanley nel Lancashire. Il 20 ottobre del 1600 Alice Stanley si risposò con Thomas Egerton, all'epoca Lord cancelliere e in seguito visconte di Brackley, insieme al quale fondò la Bridgewater Library[17]; per cementare ulteriormente la loro unione, Alice organizzò il matrimonio di sua figlia Frances con il secondo figlio di Thomas Egerton, John di Bridgewater: da questa unione discenderà la casata anglo-scozzese dei duchi di Sutherland. Nel luglio del 1602 gli Egerton ospitarono la regina Elisabetta I nella residenza di Harefield Place, nel Middlesex, nella quale visse a lungo anche il poeta John Milton[29]. La contessa morì il 23 gennaio 1637 e fu sepolta nella chiesa di Santa Maria Vergine di Harefield, dove già esisteva un monumento commemorativo dedicato a lei e alle sue tre figlie.
Elizabeth, baronessa Hunsdon
  • Elizabeth Spencer, baronessa Hunsdon (1552-1618). Elizabeth, sorella di Alice, ebbe un destino molto simile a lei; educata per diventare una dama di società, si sposò nei ranghi dell'aristocrazia e fu a sua volta una munifica patrona delle lettere e delle arti, oltre che una studiosa lei stessa (tradusse Petrarca in inglese). Quando nacque, il 29 giugno del 1552, suo padre era sceriffo del Northamptonshire e l'anno seguente sarebbe diventato membro del Parlamento. Nel 1574, grazie a una dispensa di Matthew Parker, Arcivescovo di Canterbury, sposò il suo primo marito, George Carey, II barone di Hunsdon. Carey era strettamente imparentato con la casa reale dei Tudor: suo padre era Henry Carey, I barone Hunsdon, figlio di Maria Bolena, sorella di Anna, e di Sir William Carey (ma probabilmente il suo genitore naturale fu Enrico VIII).
    George Carey, II barone Hunsdon, di Nicholas Hilliard, 1601
    Ma il barone era anche un lontano cugino di Elizabeth (motivo per il quale per il matrimonio fu necessaria la dispensa); infatti la madre di Sir William, e quindi la nonna di George Carey, era Margaret Spencer, figlia di Sir Robert Spencer di Spencercombe (di cui sopra), un prozio di John Spencer di Wormleighton, e di Eleanor Beaufort, appartenente a una delle più potenti famiglie del Paese, diretta discendente dei Plantageneti. I genitori di George Carey erano intimi della regina Elisabetta I, e sua madre, Anne Morgan, era una delle confidenti più strette della sovrana[28]; insieme la coppia ebbe una sola figlia, Elizabeth Carey, che sposò sir Thomas Berkeley nel 1595, occasione nella quale venne per la prima volta rappresentata in pubblico l'opera di William Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate[17]. Il barone di Hunsdon morì nel 1603,lasciando Elizabeth vedova, ma la baronessa si risposò dieci anni dopo con lord Ralph Eure; in campo artistico fu, come la sorella, una grande mecenate e cultrice di poesia. Oltre ad aver tradotto Petrarca dall'italiano[30], fu la musa ispiratrice di Edmund Spenser (della sua stessa famiglia), per il poema Muiopotmos, e compare accanto alle sorelle Anne e Alice nel poema bucolico Colin Clots Come Home Againe; fu inoltre celebrata dallo stesso Spenser in sonetto della raccolta La regina delle Fate[17]. Oltre a Spenser, con cui era imparentata, la baronessa patrocinò anche autori come Thomas Nashe e John Dowland. Morì il 25 febbraio 1618 e fu sepolta il 2 marzo nell'Abbazia di Westminster, a Londra.

Sir John Spencer (1549-1600)[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di sir John Spencer nella Chiesa di Great Brington, Northamptonshire
  • Sir John Spencer (1549-1600) nacque da Sir John Spencer di Althorp e da sua moglie Katherine Kitson, figlia di Sir Thomas Kitson, sceriffo della City di Londra. Fu educato al Trinity College di Cambridge e in seguito praticò l'avvocatura nella gilda del Middle Temple. Negli anni precedenti alla morte del padre accumulò vari debiti, in conseguenza degli eccessivi acquisti di terre e della lussuosa ospitalità che era solito offrire ai suoi ospiti[31].La sua famiglia era molto nota, anche per i prestigiosi matrimoni contratti dalle sorelle, e suo padre manteneva legami con personaggi come Lord Burghley e Sir Walter Mildmay. Succedette al genitore nel 1586, ereditando le tenute di Althorp e Wormleighton, alla morte di questi, venendo poi armato cavaliere due anni più tardi. Le sue connessioni familiari gli permisero di essere eletto in Parlamento nel 1572, anche se partecipò solo marginalmente alla vita dell'assemblea, mettendosi in mostra solo nel 1576 per riottenere delle terre che suo padre aveva ceduto a Sir Christopher Hatton[32]; in seguito non si ricandidò più per il Parlamento, a differenza di quanto fecero i suoi fratelli minori e suo figlio (che otterrà il titolo di Barone): fu comunque il quinto, tra gli Spencer, a sedere a Westminster. Negli anni seguenti ottenne vari incarichi di governo locale, come Giudice di Pace e Sceriffo per il Bedfordshire e il Northamptonshire; morì il 9 gennaio del 1600. Era sposato con Mary Catlin, figlia di Sir Robert Catlin, Lord Chief Justice del tribunale di King's Bench, che gli portò in dote nuove terre in varie contee. Poiché ebbero un unico figlio, Robert, futuro I barone di Wormleighton, sir John distribuì molti legati ai suoi servitori, a coloro che lo avevano assistito nella malattia, e al suo cappellano Thomas Campion[32]; su sua richiesta venne sepolto nella chiesa di Brington, ad Althorp, accanto ai suoi antenati.

Ramo principale[modifica | modifica wikitesto]

Baroni di Wormleighton e conti di Sunderland[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Spencer di Wormleighton e Sunderland.

Nel 1603 Robert Spencer, quinto cavaliere della sua stirpe, venne creato Barone di Wormleighton da re Giacomo I d'Inghilterra, divenendo così il primo degli Spencer ad accedere al rango di Pari d'Inghilterra, inaugurando un nuovo capitolo nella storia della Casata.

Robert Spencer, I barone di Wormleighton
Sepolcro di William II barone Spencer di Wormleighton

Robert Spencer, primo della sua stirpe ad accedere alla nobiltà, nacque ad Althorp, Northamptonshire, figlio di Sir John Spencer e Mary Catlin. Ricoprì la carica di membro del Parlamento (1597-1598). Fu Commissario a Musters, nel Northamptonshire nel 1600 e fu sceriffo della medesima contea dal 1601 al 1602. Investito Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera nel 1601, venne infine creato primo Barone Spencer di Wormleighton il 21 luglio 1603[33]. Sposato con Margaret Willoughby, fu il padre di William Spencer. Quest’ultimo fu educato al Magdalen College di Oxford e diventò un membro del Parlamento per Brackley nel 1614 e a varie riprese per il Northamptonshire negli anni seguenti (1620-1622 e 1624-1627). Dal 6 maggio 1618 al 1621, Spencer ricoprì la carica di Vice Luogotenente del Northamptonshire[34]. Il 25 ottobre 1627, alla morte del padre, ricevette il titolo di II barone Spencer di Wormleighton. Morì nel dicembre del 1636, a 45 anni. Sposatosi con lady Penelope Wriothesley, suo figlio maggiore fu Henry, creato conte di Sunderland nel 1643. Il secondo figlio, l'onorevole Robert, divenne invece visconte di Teviot nel 1685.

Henry Spencer, I conte di Sunderland

A succedere inizialmente come terzo barone fu il primogenito Henry Spencer: costui frequentò il Magdalen College di Oxford, uscendone il 31 agosto 1636 una volta completati gli studi. Il 19 dicembre 1636 succedette al padre nel titolo di Lord Spencer. Fedele al re d'Inghilterra Carlo I Stuart, combatté contro le truppe parlamentari a Edgehill nel 1642. L'8 giugno 1643 fu creato primo conte di Sunderland; combatté in seguito all'assedio di Gloucester. Il 20 settembre 1643 prese parte alla prima battaglia di Newbury: colpito da una palla di cannone, ne rimase ucciso[35].

Robert Spencer, II conte di Sunderland

Il figlio ed erede del conte, nato dalla moglie Dorothy Sidney, fu Robert Spencer, il quale ereditò il titolo familiare a soli tre anni, divenendo barone di Wormleighton e secondo conte di Sunderland. Fedele alla monarchia come il padre, in gioventù militò nell'esercito inglese, servendo nel ruolo di capitano sotto il comando del principe Rupert del Palatinato, nipote di re Carlo I Stuart[36]. Il 10 giugno 1665 sposò Anne Digby, figlia di Lord Bristol e poco dopo fu inviato a Madrid come ambasciatore tra il 1671 e il 1672. La sua parentela con i Sidney (ai quali apparteneva la madre), e, attraverso i loro matrimonî, con Halifax e Shaftesbury lo legò con i whigs, mentre il suo matrimonio con la figlia del conte di Bristol e la più ricca ereditiera inglese, gli diede indipendenza e ricchezza[37]. Fu a Parigi (1672-1673) e nelle Provincie Unite (1673). Tornato a Londra fu ammesso come Gentleman of the Bedchamber, incaricò che ricoprì sino al 1679. In seguito entrò a far parte del Consiglio privato e divenne Segretario di Stato per il Dipartimento del Nord. Poco dopo venne rimandato a Parigi come ambasciatore straordinario[38]. Il Sunderland assunse un posto preminente a corte dopo la caduta di Danby, succedendo a sir Joseph Williamson come uno dei principali segretarî di stato e dividendo nel 1679 la fiducia del re Carlo II con Essex e Halifax (suo cognato). Ebbe parte principale nel richiamo del duca di York in Inghilterra, quando Carlo si ammalò nell'agosto di quell'anno[39]. Con Lawrence Hyde e Godolphin, il Sunderland godette la fiducia del re nel 1680, ma la perdette l'anno successivo, in quanto sostenitore dell'Exclusion Bill, che proponeva di eliminare il duca di York Giacomo dalla successione al trono. Solo l'intervento della favorita del re, Louise de Kérouaille, gli permise di tornare sulla scena politica. Quando il duca di York salì al trono come Giacomo II, il Sunderland ebbe con il cognato di Giacomo, Lawrence Hyde (divenuto conte di Rochester) un posto di primo piano nel governo. Caduto il Rochester in disgrazia (gennaio 1687), Sunderland rimase solo consigliere del re e ne appoggiò le più incaute misure, quali il processo dei sette vescovi e gli attacchi alle università[40]. Professò anche di essersi convertito al cattolicesimo e si adoperò per l'abolizione del giuramento di sottomissione (Test). Nello stesso anno divenne anche cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera: in questo periodo Giacomo II fece di Sunderland il suo più fido consigliere. Sua moglie tuttavia rimase ostentatamente fedele al protestantesimo e si tenne in continua corrispondenza con sir Henry Sidney alla corte di Guglielmo d'Orange[41].

Lo sbarco di Guglielmo d'Orange a Torbay durante la Gloriosa rivoluzione

Quando fu chiaro che Guglielmo si preparava a passare in Inghilterra, il Sunderland patrocinò troppo tardi grandi concessioni, ma accorgendosi della loro inutilità, nel novembre 1688 fuggì in Olanda dove tornò al protestantesimo e inviò a Guglielmo lettere piene di sagaci consigli, le quali convinsero il re dell'indispensabilità del consigliere[42]. Tornato in Inghilterra, tenne nel 1697 l'ufficio di lord ciambellano, ma si ritirò per le proteste suscitate dalla nomina. La sua ricchezza e il suo influsso tuttavia non diminuirono, grazie all'appoggio di due uomini chiave del nuovo corso, il cognato lord Halifax, primo ministro di Guglielmo, e John Churchill, comandante in capo dell'esercito[43]. Il conte di Sunderland morì infine ad Althorp nel 1702[44]. Dalla moglie Anne Digby ebbe cinque figli, dei quali Charles, alla morte del fratello maggiore Henry, avvenuta a Parigi nel 1688, divenne erede del titolo paterno.

Charles Spencer, III conte di Sunderland

Charles Spencer, chiamato da John Evelyn "un giovane di straordinarie speranze", completò la sua educazione presso Utrecht; nel 1695 entrò a far parte della Camera dei Comuni. Nel 1702 succedette al padre nel titolo di conte di Sunderland divenendo Pari d'Inghilterra. Tre anni dopo, nel 1705, fu uno dei maggiori artefici della nascita della Gran Bretagna, favorendo l'Unione fra Inghilterra e Scozia e la regina Anna Stuart lo inviò come ambasciatore straordinario a Vienna. Ostile al principe consorte Giorgio di Danimarca, ottenne la carica di Secretary of State for the Southern Department (Segretario di Stato per il dipartimento meridionale) nel 1706 solo grazie all'appoggio del suocero, il duca di Marlborough, avendo sposato in seconde nozze la figlia di quest'ultimo, Anne Churchill. Tuttavia, perdette il potere nel 1719, quando Abigail Masham ebbe fatto perdere alla duchessa di Marlborough il favore della regina. Dal 1708 al 1710 fu uno dei cinque Whig che formarono il gruppo di governo denominato Junto. Tuttavia, circondato di avversari, nel giugno 1710 si dimise. Pur osteggiandolo, la regina Anna gli offrì una pensione di 3000 sterline che il conte rifiutò. Sunderland continuò la vita pubblica, avvicinandosi alla corte degli Hannover. Quando l'elettore Giorgio divenne re di Gran Bretagna con il nome di Giorgio I, Sunderland ottenne l'importante incarico di Lord Luogotenente d'Irlanda. Nel 1715 divenne Lord Privy Seal e nel 1717 divenne Secretary of State for the Northern Department (Segretario di Stato per il dipartimento settentrionale). Ma la sua carriera non si limitò a questo e negli anni successivi ottenne gli incarichi di First Lord of the Treasury e Lord President of the Council divenendo a tutti gli effetti primo ministro. Entrato in conflitto con Robert Walpole, a decretare la sua fine fu lo scandalo della South Sea Bubble; nel 1721 dovette dimettersi da tutti gli incarichi politici ma rimase a fianco di Giorgio I come consigliere non ufficiale per il resto del regno del sovrano. Nella sua vita fu anche appassionato melomane (patrocinò Händel) e collezionista di libri. Morì infine nel 1722.

Duchi di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Spencer-Churchill.
John Churchill, I duca di Marlborough
Sarah Churchill (a destra) e lady Fitzharding, di Godfrey Kneller

John Churchill, figlio di un ufficiale dell’esercito realista durante la Guerra civile, sir Winston Churchill (omonimo del suo celebre discendente), nacque nel 1650. Cresciuto in ristrettezze durante il regime di Cromwell, le fortune familiari si risollevarono con il ritorno degli Stuart sul trono.

Entrato nell’esercito, divenne colonnello nel 1678, e sposò segretamente lo stesso anno Sarah Jennings, damigella d’onore della principessa Anna Stuart (regina dal 1702), la quale ebbe grande importanza nella carriera del consorte[45]. Legato alla casa di York, con l’avvento di Giacomo II fu creato (1685) pari d’Inghilterra. Conservatore, ma di fede anglicana, si rivolse anch’egli a Guglielmo d’Orange; e, quando questi sbarcò sul suolo inglese, si affrettò a raggiungerlo. Il nuovo sovrano lo fece membro del consiglio privato e conte di Marlborough (1689); passato in Olanda, egli combatté contro i francesi, a Walcourt. Ma le sue trame giacobite gli alienarono la fiducia di Guglielmo (1692), di cui non riebbe il favore fino al 1698; in quegli anni frattanto, con un ulteriore cambiamento di rotta, si allontanava dai tory. Nel 1702 fu creato duca. Alla ripresa della guerra in Europa ebbe il comando delle forze anglo-olandesi. Nel maggio-giugno 1704 riuscì a concertare con Eugenio di Savoia la manovra che portò alla vittoria di Höchstädt-Blenheim.

Il principe Eugenio

Tornato in Inghilterra (1705), dovette far fronte alla difficile situazione creatasi a corte – dove l’influenza della moglie era in declino – e nel Parlamento, dominato dal piccolo consiglio formato dai principali membri del partito whig capeggiati da John Somers[46]. Si decise ad appoggiare questi ultimi, per la vigorosa politica di guerra da essi sostenuta: ma finì perciò con l’alienarsi le residue simpatie della regina Anna. Inoltre gli olandesi, dopo la conquista (1706) di Bruges, Gand e Ostenda (nel maggio Marlborough aveva battuto abilmente il maresciallo francese Villeroi a Ramillies), si dimostravano favorevoli alle proposte francesi di pace separata; i rapporti tra l’ambiguo duca e il governo inglese furono complicati dall’offerta, avanzatagli da parte dell’imperatore, del governo dei Paesi Bassi riconquistati alla Francia[47]. Per di più, a corte, Robert Harley otteneva sempre più credito presso la regina. Il prestigio personale del duca di Marlborough si risollevò ancora una volta durante la campagna del 1709, culminata nell’assedio di Lilla; al centro delle trattative di pace con la Francia, egli fu in grado di ostacolarle gravemente e infine – sembra – di condurle al fallimento. Così la guerra continuò con notevoli successi di Marlborough e del principe Eugenio[48]. La Battaglia di Malplaquet (11 settembre 1709), con i suoi effetti sanguinosi, rendeva necessario un nuovo sforzo bellico: Marlborough, allora, ritenne che il momento fosse adatto per richiedere la carica di comandante in capo a vita. Ma la resistenza di Anna e l’opposizione del nuovo Parlamento, eletto nel 1710, impedirono la realizzazione dei suoi piani ambiziosi. Nel maggio 1711 vinse ancora il maresciallo Villars; ma questa volta i preliminari al Trattato di Utrecht furono condotti dalle due parti con effettiva volontà di pace. Tornato in patria, il duca di M. fu privato di tutti i pubblici uffici; lasciata l’Inghilterra, rimase ospite di varie corti tedesche fino alla morte della regina Anna. Poi, nuovamente in patria, fu reintegrato nei suoi onori dal nuovo re Giorgio I, ma non più ammesso al governo. Morì infien nel 1722[49].

Henrietta Churchill

Dopo la morte in tenera età del primogenito John, marchese di Blandford, per speciale decreto del Parlamento la successione passò alla figlia primogenita del duca e di sua moglie Sarah, Henrietta Churchill. Costei, sposata con Francis Godolphin, ebbe da lui tre figli, ma, alla morte del primogenito William, marchese di Blandford ed erede presuntivo, il titolo passò nella discendenza degli Spencer, in virtù del matrimonio tra sua sorella Anne e Charles Spencer, III conte di Sunderland[50].

Charles Spencer, III duca di Marlborough, durante l'infanzia

Il terzo duca di Marlborough fu così il figlio di questi ultimi, anch’egli chiamato Charles. Questi ricoprì nel 1758 la carica di Lord Privy Seal. Proseguì poi la carriera militare dei suoi avi, e in tale veste servì nella prima parte della Guerra dei sette anni. Condusse il Raid su St Malo, un attacco alle navi di corsari che erano attraccati presso la costa francese. Dopo la cattura di Emden, guidò il corpo di spedizione inglese inviato a partecipare alla campagna di Ferdinando di Brunswick nella Europa continentale. Tuttavia, colpito da una malattia, morì in Germania nel 1758[51]. Dalla moglie Elizabeth Trevor aveva avuto cinque figli.

George Spencer, IV duca di Marlborough

Il suo successore fu George Spencer; egli, nel 1755 entrò a far parte del corpo delle Coldstream Guards come guardiamarina, per poi ottenere il grado di capitano l'anno seguente. Dopo aver ereditato il ducato George entrò a far parte della Camera dei Lords nel 1760, divenendo Lord luogotenente dell'Oxfordshire lo stesso anno. Durante l'incoronazione di Giorgio III fu incaricato di reggere lo scettro del sovrano. Nel 1762 fu nominato Lord Ciambellano ed entrò a far parte del Consiglio privato del re. Un anno dopo prese il posto di Lord Privy Seal[52]. Appassionato di astronomia, fece costruire un osservatorio nel parco della sua residenza di Blenheim. Tenne una fitta corrispondenza a livello scientifico con un altro aristocratico astronomo dilettante, il tedesco Hans von Bruhl[53]. Nel 1768 il duca fu nominato cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera e nel 1786 entrò a far parte della Royal Society. Rimasto piuttosto ai margini della vita pubblica, scomparve nel 1817. Da lady Caroline Russell, figlia di John Russell, IV duca di Bedford, ebbe sette figli.

George Spencer-Churchill, V duca di Marlborough

Il quinto duca di Marlborough fu George Spencer-Churchill, figlio di George e Caroline Russell. Egli studiò a Eton College e tra il 1784 e il 1786 presso il Christ Church di Oxford; concluse gli studi il 9 dicembre 1786 ottenendo il titolo di Master of Arts. In seguito conseguì un dottorato onorario in legge (1792). Lord Blandford tra il 1790 e il 1796 entrò a far parte del Parlamento tra le file del partito Whig come rappresentante dell'Oxfordshire. Tra il 1802 e il 1806 passò invece ai Tory. Durante questi anni visse nel Berkshire mentre dal 1798 visse presso Whiteknights Park, vicino Reading, dove divenne celebre per la sua collezione di antichità stravaganti, specialmente libri[54]. In virtù della sua passione antiquaria venne nominato membro della Royal Society of Arts. Tra il 1804 e il 1806 ricoprì la carica di Lord of the Treasury. Quando ereditò il ducato di Marlborough, il 26 maggio 1817 aggiunse al suo nome di battesimo, George Spencer, il cognome Churchill. Malgrado questo non riuscì a disfarsi dei debiti che aveva accumulato e dovette vendere le sue collezioni[54]. Si ritirò così presso Blenheim Palace, residenza della famiglia, dove rimase per il resto dei suoi giorni supportato economicamente grazie ad una pensione annuale che la regina Anna Stuart aveva concesso al primo duca di Marlborough[54]. Il duca morì nel marzo del 1840, all'età di 73 anni, a Blenheim Palace e fu sepolto nella cripta sotto la cappella, il 13 marzo 1840. Sposatosi nel 1791 con la scozzese lady Susan Stewart, figlia del conte di Galloway, ebbe da lei quattro figli.

George Spencer-Churchill, VI duca di Marlborough

A succedergli fu il figlio omonimo, George Spencer-Churchill. Questi, tra il 1805 e il 1811 fu mandato a studiare presso Eton College, ma in seguito fu spostato al Christ Church di Oxford[55]. Il 15 giugno 1841 l'Università di Oxford gli conferì una laurea in legge. Fu un membro del Parlamento, rappresentante conservatore della città di Chippenham, tra il 1818 e il 1820. In seguito entrò in Parlamento come rappresentante conservatore di Woodstock (Oxfordshire) dal 1826 al 1835 e dal 1838 al 1840. Infine, dal 1842 al 1857, fu Lord luogotenente dell'Oxfordshire, incarico che mantenne fino alla morte. In gioventù il sesto duca era stato anche un buon giocatore di cricket[55]. George si sposò tre volte nel corso della sua vita, ma la discendenza ducale proseguì con il figlio primogenito avuto dalla prima moglie, la cugina lady Jane Stewart, figlia dell’ottavo conte di Galloway.

John Winston Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough

Questo figlio, chiamato John Winston Spencer-Churchill, divenne il settimo duca di Marlborough nel 1857. Educato come da tradizione presso Eton College ed in seguito all'Oriel College di Oxford, intraprese in seguito la carriera politica. In questa veste, fu Lord presidente del Consiglio nel governo di Lord Derby (1867–1868) e poi ricoprì la stessa carica in quello di Benjamin Disraeli (1868). Nel 1874 gli fu offerto di divenire viceré d'Irlanda, ma il duca rifiutò; nondimeno divenne Lord Luogotenente d'Irlanda nel 1876[56]. Sposatosi con lady Frances Anne Vane, figlia del III marchese di Londonderry e di sua moglie, Lady Frances Anne Emily Vane-Tempest, la coppia ebbe undici figli. Di questi, il primogenito George divenne duca alla morte del padre nel 1883, mentre un cadetto, Lord Randolph Henry Churchill, fu il padre del celebre statista Winston Churchill.

George Spencer-Churchill, VIII duca di Marlborough, Vanity Fair, 1881

George Spencer-Churchill divenne ottavo duca di Marlborough nel 1883, alla morte del padre. Educato a Eton, intraprese la carriera militare. Nel 1863 ottenne il grado di Luogotenente del reggimento delle Royal Horse Guards. Segnalatosi soprattutto per le sue vicende matrimoniali, sposò dapprima, nel 1869, Lady Albertha Frances Anne Hamilton, figlia di James Hamilton, I duca di Abercorn, uno dei personaggi più in vista della corte vittoriana. La coppia divorziò il 20 novembre 1883[57]. Ebbero quattro figli. In seguito sposò in seconde nozze (Jane) Lilian Warren Price, vedova di Louis Carré Hamersley, un miliardario di New York, e figlia di Cicero Price: la coppia non ebbe figli. Il duca morì il 9 novembre 1892, a 48 anni a Blenheim Palace; gli successe il suo unico figlio legittimo, Charles, marchese di Blandford.

Charles Spencer-Churchill, IX duca di Marlborough

Charles Spencer-Churchill, conosciuto anche come "Sunny", in virtù del titolo sussidiario di conte di Sunderland, che aveva portato in gioventù, divenne nono duca di Marlborough nel 1892. Fu educato nel Collegio di Winchester e al Trinity College di Cambridge. Molto amico del cugino Winston Marlborough entrò nella Camera dei Lord dopo la morte prematura del padre nel 1892 e fece il suo primo discorso nel mese di agosto 1895[58]. Nel 1899 fu nominato Tesoriere generale da Lord Salisbury, incarico che ricoprì fino al 1902, e poi fu Sottosegretario di Stato per le Colonie con Arthur Balfour, tra il 1903 e il 1905. Durante la prima guerra mondiale, fu nel Consiglio dell'Agricoltura e della pesca tra il 1917 e il 1918 nella coalizione di governo di David Lloyd George. Fece il suo ultimo discorso alla Camera dei Lord nel dicembre del 1931[58]. Marlborough fu anche Lord grande intendente all'incoronazione di Edoardo VII nel 1902, sindaco di Woodstock tra il 1907 e il 1908 e Lord Luogotenente dell’Oxfordshire tra il 1915 e il 1934. Nel 1902 fu nominato Cavaliere della Giarrettiera[58].

Consuelo, duchessa di Marlborough, con i figli

Il duca si sposò due volte: la prima moglie fu l'ereditiera americana Consuelo Vanderbilt che egli sposò nella Chiesa di S.Tommaso a New York il 6 novembre 1895. Ebbero due figli (John e Lord Ivor Spencer-Churchill). La dote della Vanderbilt fu utilizzata per restaurare il Castello di Blenheim e ricostituire i suoi arredi e la biblioteca così come molti dei contenuti originali venduti nel corso dell'Ottocento, a causa delle difficoltà economiche della famiglia[58]. Il nono duca impiegò il giardiniere paesaggista Achille Duchene per creare il giardino d'acqua sulla terrazza di Blenheim. Tuttavia, la coppia divorziò nel 1921 e, cinque anni dopo, il matrimonio fu annullato dal Vaticano.

Gladys Deacon, di Giovanni Boldini

Successivamente, Marlborough sposò un'altra americana, Gladys Marie Deacon, figlia di Edward Parker Deacon e di Florence Baldwin. Artista e giardiniere appassionato, il duca aveva utilizzato le immagini dipinte degli occhi grigioverdi della moglie per ornare il soffitto del portico principale di Blenheim Palace, dove sono tuttora visibili[58]. Il loro matrimonio senza eredi si rivelò tuttavia molto infelice, tanto che Gladys Deacon teneva un revolver nella sua camera da letto per impedire l'ingresso del marito nella stanza. La coppia di separò ma non divorziò mai. Il nono duca di Marlborough morì nel 1934; al momento della sua morte, corse voce che il duca stesse negoziando per entrare in un ordine religioso cattolico in Italia, dopo essersi, in tarda età, convertito al cattolicesimo[58].

Il decimo duca di Marlborough

Il successore, John Albert William, nato nel 1897, prima di ereditare il ducato nel 1934 fu un tenente colonnello nelle Life Guards. Ricoprì in seguito la carica di sindaco di Woodstock dal 1937 al 1942. Marlborough sposò la sua prima moglie, Alexandra Mary Cadogan, figlia del visconte di Chelsea, nel 1920; la coppia ebbe cinque figli, due maschi e tre femmine. Sei settimane prima della sua morte, il 26 gennaio 1972, il Duca sposò la sua seconda moglie, la scozzese (Frances) Laura Canfield (nata Charteris), imparentata sia con Jacqueline Kennedy Onassis sia con Ian Fleming. L’11 marzo successivo il decimo duca di Marlborough morì a Blenheim[59].

L'undicesimo duca di Marlborough di fronte a Blenheim Palace

L’undicesimo duca fu il figlio primogenito John George Vanderbilt Spencer-Churchill, nato dalla prima moglie Alexandra Cadogan. Quest’ultimo è stato anche giudice di pace e Deputy Lieutenant dell'Oxfordshire. Legato romanticamente alla principessa Margaret, Il 19 ottobre 1951 sposò Susan Mary Hornby, figlia di Michael Charles St. John Hornby e di Nicolette Joan Ward, a sua volta figlia di William Ward, II conte di Dudley; divorziarono nel 1961 ed ebbero tre figli[60]. Nel 1961 si risposò con Athina Onassis, nata Livanos, già moglie di Aristotele Onassis e figlia di Stavros Livanos; il duca divorziò nuovamente dieci anni dopo senza che il matrimonio avesse dato frutti; così il 20 maggio 1972 si risposò con la contessa svedese Rosita Douglas, figlia dell'ambasciatore conte Carl Ludwig Douglas e di Ottora Maria Haas-Heye; la coppia divorziò nel 2008, dopo di avuto tre figli. Il 3 dicembre 2008 il duca ha preso moglie per la quarta volta, nella cappella privata di Blenheim; la vedova attuale del duca è Lily Mahtani, nata Sahni (1957), già consorte di Ratan Mahtani, un ricco uomo d'affari indiano espatriato.

Il dodicesimo duca di Marlborough, all'epoca "Jamie Blandford", di Allan Warren

Il duca di Marlborough adottò i tre figli avuti dalla moglie con il primo marito, ma nessuno di essi può succedere al titolo ducale[60]. Il duca è stato anche, fino al decesso avvenuto nel 2014 all'età di 88 anni, presidente della Fondazione Storica di Blenheim Palace nonché Balivo di Gran Croce del Venerabile ordine di San Giovanni; inoltre, sponsorizzò il regista Kenneth Branagh per la produzione del suo film, Hamlet, che fu girato nel palazzo ducale di Blenheim, impegnando anche un piccolo cammeo di famiglia nella produzione del film[60].

Il dodicesimo e attuale duca di Marlborough è il primogenito nato nel 1955 dal primo matrimonio con Susan Hornby, chiamato Charles James Spencer-Churchill. Educato ad Harrow e al Royal Agricultural College, ebbe in gioventù seri problemi di droga, che lo portarono anche a due condanne detentive (di un mese e sei mesi), oltre al ritiro della patente[61]. Per questo il padre costituì un trust nel quale conferì l’intero patrimonio di famiglia, compresa la dimora avita di Blenheim (valutato nel 2004 in 185 milioni di sterline), suscitando il disappunto del figlio, il quale comunque perse la battaglia legale. Nel 2009 il marchese di Blandford fece anche un’apparizione in un reality show della BBC ("Famous, Rich and Homeless"), ma lo abbandonò quasi subito dopo aver litigato con gli altri partecipanti[61]. Negli ultimi anni di vita del padre sembra che i due si siano riconciliati e “Jamie” Blandford, come era noto prima della successione, superò anche con successo i suoi problemi di droga[61]. È diventato il dodicesimo duca di Marlborough il 16 ottobre 2014 alla morte del padre. Si sposò nel 1990 con Rebecca Brown, dalla quale ebbe nel 1992 il suo erede, George Spencer-Churchill, attuale marchese di Blandford. I due divorziarono nel 1998. Attualmente è sposato con Edla Griffiths, con la quale convolò a nozze nel 2002, dalla quale ha avuto due figli, lady Araminta (2007) e lord Caspar (2008)[61].

Tavole genealogiche di Casa Spencer[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Tavole genealogiche di Casa Spencer.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Spencer Family Crest and History
  2. ^ a b Round, pp. 292–309
  3. ^ a b SPENCER, Sir John (1524-86), of Althorp, Northants. and Wormleighton, Warws. | History of Parliament Online
  4. ^ http://thepeerage.com/p10592.htm#i105916
  5. ^ http://ntgen.tripod.com/bw/sp_engl_pres.html
  6. ^ Ray Heffner, Edmund Spenser's Family, Huntington Library Quarterly Vol. 2, No. 1 (Oct., 1938), pp. 79-84
  7. ^ Soul Search
  8. ^ a b http://genealogy.euweb.cz/brit/spencer1.html#E
  9. ^ http://brigittegastelancestry.com/gifs14/spencertree.jpg
  10. ^ The Complete Peerage, vol. 4, p. 259
  11. ^ Il feoffee era un trustee (fiduciario), detentore di un "estate in land", un titolo giuridico su una real property, un bene immobile (in questo caso un terreno), che conferiva la "seizin", cioè il possesso al trustee/feoffee, il quale doveva usarne nell'interesse di un beneficiario. Questa figura si diffuse proprio nel XV sec., al termine dell'era feudale, poiché mediante il feoffee i proprietari terrieri potevano evitare vari oneri fiscali sui propri fondi. Cfr. McFarlane, K.B., Lancastrian Kings and Lollard Knights, Oxford, 1972, Part 2, Introduction, pp. 144–147
  12. ^ a b c Ibid., p.384
  13. ^ Sir John Spencer 1455–1522
  14. ^ H. Gawthorne/S. Mattingly/G. W. Shaeffer/M. Avery/B. Thomas/R. Barnard/M. Young, Revd. N.V. Knibbs/R. Horne: "The Parish Church of St. Mary the Virgin, Great Brington. 800 Years of English History", published as "Brington Church: A Popular History" in 1989 and printed by Peerless Press.
  15. ^ Ibid., p.386
  16. ^ Collin's Peerage of England
  17. ^ a b c d e f Ibid.
  18. ^ Cam. Misc. ix(3), 36; Cath. Rec. Soc. xiii. 94; Finch, 175.
  19. ^ Collins Peerage of England, p.386-87
  20. ^ Albert Charles Hamilton, The Spencer Encyclopedia, pp.173-74, Google books, retrieved 29-12-09
  21. ^ George Edward Cockayne Complete baronetage Volume 1 1900]
  22. ^ Clutterbuck, Hertfordshire, iii. 96–7, 110–13; Burke, Extinct Baronetage
  23. ^ Finch, 57-63, 173-8; Bridges, Northants. i. 45, 105, 108, 117, 130, 330-1, 472-6, 479, 484; PCC 1 Spencer; C142/215/258.
  24. ^ The Spectator. 1864. p. 123. Retrieved 14 December 2011.
  25. ^ La madre di Ferdinando, Lady Margaret Clifford, era nipote di Charles Brandon, I duca di Suffolk, confidente di Enrico VIII, e di Maria Tudor, sorella dello stesso re. Nel suo testamento, che non verrà rispettato, Enrico aveva nominato eredi dei Tudor i discendenti della sorella e del duca di Suffolk, tra cui appunto il conte Ferdinando di Derby
  26. ^ Lawrence Manley, "From Strange's Men to Pembroke's Men: 2 "Henry VI" and "The First Part of the Contention".", Shakespeare Quarterly
  27. ^ en:File:Anne stanley pedigree.png
  28. ^ a b Kathy Lynn Emerson, A Who's Who of Tudor Women
  29. ^ John T. Shawcross, John Milton: The Self and the World, p.28, Google Books, retrieved 30-12-09
  30. ^ Alan Warwick Palmer and Veronica Palmer, Who's Who in Shakespeare's England, p.36
  31. ^ SPENCER, John (c.1549-1600), of Newnham, Warws. and Althorp, Northants. _ History of Parliament Online.htm
  32. ^ a b Ibid.
  33. ^ The Muses of Thankfulness, or a Funeral Elegie consacrated to the Memory of the late Robert, Baron Spencer of Wormleighton, London, 1627, 12mo
  34. ^ Charles Kidd and David Williamson, editor, DeBretts Peerage and Baronetage (London, U.K.: DeBrett's Peerage, 1999), volume 12, page 1870. Hereinafter cited as DeBretts Peerage, 1999.
  35. ^ G.E. Cokayne; with Vicary Gibbs, H.A. Doubleday, Geoffrey H. White, Duncan Warrand and Lord Howard de Walden, editors, The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910-1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume XII/1, page 161. Hereinafter cited as The Complete Peerage.
  36. ^ Kenyon p.3
  37. ^ Florence Higham, SUNDERLAND, Robert Spencer, secondo conte di, voce in TRECCANI-enciclopedia italiana (1936)
  38. ^ Kenyon ib.
  39. ^ Ibid.
  40. ^ Ibid.
  41. ^ Ibid.
  42. ^ Ibid.
  43. ^ Ibid.
  44. ^ Kenyon ib.
  45. ^ John Churchill, voce in TRECCANI-Dizionario di Storia (2010)
  46. ^ Ibid.
  47. ^ Ibid.
  48. ^ Ibid.
  49. ^ Ibid.
  50. ^ Godolphin, Henrietta, suo jure duchess of Marlborough (1681–1733), Oxford Dictionary of National Biography
  51. ^ Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, Charles (1706-1758)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co.
  52. ^ Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, George (1739-1817)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co
  53. ^ Ibid.
  54. ^ a b c Lee, Stephen M. "Spencer, George". Oxford Dictionary of National Biography (online ed.). Oxford University Press
  55. ^ a b George Spencer-Churchill, 6th Duke of Marlborough
  56. ^ Boase, George Clement (1887). "Churchill, John Winston Spencer". In Stephen, Leslie. Dictionary of National Biography. 10. London: Smith, Elder & Co.
  57. ^ Mary S. Lovell, "The Churchills: In Love and War", W. W. Norton & Company, 9 May 2011
  58. ^ a b c d e f - Person Page 10595, thepeerage.com. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  59. ^ John Albert William Spencer-Churchill, 10th Duke of Marlborough
  60. ^ a b c James Reginato."Magnificent Obsession" Vanity Fair June 2011
  61. ^ a b c d Wilson, C.,, Can Blenheim survive in the hands of ex-junkie jailbird Jamie Blandford? As the Duke of Marlborough dies, this question hangs over one of our finest stately homes, in The Daily Mail, 17 ottobre 2014. URL consultato il 17 ottobre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. H. Round, Studies in Peerage and Family History, London, A. Constable and Company, 1901.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]