Spencer

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Spencer (disambigua).
Spencer
Spencer Arms.svg
Dieu defend le droit[1]
Inquartato, d'argento e d'oro, nel secondo e nel terzo, al di sopra una banda caricata di tre conchiglie del primo.
Stato
Titoli
  • Baroni di Wormleighton (dal 1603)
  • Conte di Sunderland (dal 1643)
  • Duca di Marlborough (dal 1702)
  • Conte Spencer (dal 1765)
  • Barone Churchill (dal 1815)
  • Visconte Churchill (dal 1902)
  • Baronetti Spencer di Yarnton (dal 1611)
  • Baronetti Spencer di Offley (dal 1627)
  • Baronetti Spencer di Offley, dal 1642 (seconda creazione)
  • FondatoreSir John Spencer di Wormleighton
    Data di fondazione1469
    Etniainglese

    La casata degli Spencer, di oscura origine, deriva il suo nome dal latino "Dispensator", termine che indicava nel Medioevo la carica di sovrintendente e ciambellano al servizio di un Re o di un grande feudatario. La moderna famiglia non va confusa con il casato medievale dei "Despenser", dai quali nel XVI secolo rivendicarono la propria discendenza tramite una genealogia posticcia[2]. La famiglia Spencer annovera nella sua discendenza membri del Parlamento sin dal XVI secolo[3]. Quando nel XVIII secolo l'albero genealogico degli Spencer, già conti di Sunderland, si intrecciò con quello degli eredi di John Churchill, 1º Duca di Marlborough, il ramo primogenito della dinastia ereditò il titolo di Duca di Marlborough, adottando nel 1817 il doppio cognome Spencer-Churchill[4], mentre il ramo cadetto ottenne nel 1765 il titolo comitale di Earl Spencer. Entrambe le famiglie esistono ancora oggi: dal ramo primogenito discese il celebre statista Winston Churchill, nato Winston Spencer-Churchill, mentre a quello comitale appartiene Diana, Principessa del Galles. La casata si divise poi in ulteriori ramificazioni, alcune delle quali esistenti, altre estinte; gli Spencer furono anche legati da stretta parentela agli antenati di George Washington, il primo Presidente degli Stati Uniti[5]. Anche il famoso poeta elisabettiano Edmund Spenser rivendicò una parentela con la casata, la quale non è però mai stata provata[6].

    Indice

    Origini[modifica | modifica wikitesto]

    La chiesa di St. Mary a Great Brington, nel Northamptonshire, luogo d'origine della dinastia

    Gli Spencer emersero come famiglia di possidenti della gentry rurale a partire dal XV secolo, per diventare in epoca successiva una delle più cospicue dinastie dell’Inghilterra, grazie all’abilità dimostrata nella coltivazione dei latifondi e soprattutto nell’allevamento delle pecore, la cui lana era all’epoca merce pregiata in tutta Europa. Don Steel affermò nel 1996: "Caso probabilmente unico nella nobiltà inglese, gli Spencer dovettero la loro ricchezza e la loro ascesa non al favore di un sovrano o alla spoliazione dei monasteri, e nemmeno al commercio, ma al successo come allevatori e coltivatori"[7]. Raggiunta la nobiltà essi cercarono di dare lustro alla propria ascendenza facendo risalire la propria genealogia alla famiglia medievale dei Despenser, potenti sotto Edoardo II, di cui furono i favoriti. In virtù di tali avi la famiglia ottenne anche un nuovo blasone, conservato tuttora, che riecheggia quello dei Despenser. Tale genealogia fu tuttavia smentita già dall’antiquario Horace Round agli inizi del ‘900, nella sua opera “The rise of the Spencers” (l’ascesa degli Spencer)[2]. Round indicò come antenato più antico rintracciabile un William Spencer di Radborne, nel Warwickshire, vissuto nel XV secolo; altre genealogie mostrano invece come capostipite un Thomas Spencer, morto nel 1435[8]. Secondo altre ricostruzioni infine, sarebbe possibile rintracciare un William Spencer di Defford, nel Worcestershire (fl. 1330), come avo più risalente[9]. La natura fittizia della discendenza dai Despenser è dimostrata anche dall’araldica: lo stemma originale degli Spencer di Althorp infatti, risalente al 1504, era completamente diverso da quello successivo, mantenuto fino ad oggi, più simile a quello medievale. Ciò è forse dovuto al fatto che il nuovo stemma fu disegnato dietro pagamento da Richard Lee, un membro del Collegio degli Araldi[10]. Già nel XV sec. comunque la famiglia si presentava molto ramificata e presente in varie zone dell’Inghilterra, anche se non sempre è facile rintracciare gli esatti legami di parentela in questo periodo: notevole importanza raggiunse sir Robert Spencer di Spencercombe, nel Devon, che sposò Eleanor Beaufort, figlia di Edmund Beaufort, II duca di Somerset e cugina di lady Margaret Beaufort, madre del futuro Enrico VII d'Inghilterra. La linea destinata a raggiungere il massimo prestigio fu comunque quella radicata nel Northamptonshire, prima nel castello di Wormleighton e poi ad Althorp, dalla quale discenderanno i rami principali della famiglia, i duchi di Marlborough e i conti Spencer. I Churchill si erano già legati dinasticamente al Casato degli Stuart, tramite la sorella del primo duca Arabella, che intrattenne una lunga relazione con il re Giacomo II d'Inghilterra al quale diede vari figli, la cui discendenza si trova oggi nella nobiltà spagnola tramite il Duca d'Alba.

    I primi Spencer[modifica | modifica wikitesto]

    Robert Spencer di Spencercombe[modifica | modifica wikitesto]

    Stemma di Henry Algernon Percy, V conte di Northumberland e di sua moglie Catherine, figlia di Robert Spencer

    Di origini incerte, probabilmente figlio di sir John Spencer, Membro del Parlamento per il Dorset, o forse di Henry Spencer ed Isabelle Lincoln, dunque prozio di Robert Spencer, I barone di Wormleighton. Poco si sa della sua vita, salvo che fu infeudato in numerosi castelli, soprattutto per via della dote coniugale. Da Eleanor Beaufort, pronipote di Giovanni di Gand, ebbe due figlie: Margaret, che sposò Thomas Cary, dal quale ebbe William Carey, marito di Maria Bolena (sorella di Anna) e ufficialmente padre dei suoi figli. La seconda invece, chiamata Catherine, sposò Henry Algernon Percy, V conte di Northumberland e fu madre del suo successore, Henry Percy, VI conte di Northumberland.

    Sir John Spencer (1447-1522)[modifica | modifica wikitesto]

    La tomba di Sir John Spencer e della moglie Isabel

    Figlio di William Spencer di Radborne (fratello di Robert di Spencer Combe) ed Elizabeth Empson, nipote di Henry Spencer (m. Badby, Northamptonshire, 1476) e pronipote di Thomas Spencer[8]. Suo zio John Spencer, sposato con Anne Empson, sorella di sua madre, era fiduciario (feoffee)[11] di Wormleighton e affittuario (tenant) di Althorp, nel Northamptonshire. Dopo aver acquisito la tenuta di Snitterfield per via della moglie Isabel Graunt, figlia dello scudiero Sir Walter Graunt, fu uno degli esecutori testamentari del cugino John Spencer di Hodnell. Nel 1506 acquistò dallo zio il grande feudo di Wormleighton, nel Warwickshire, dove impiantò pascoli e fattorie per l'allevamento delle pecore, la cui lana era fonte di ricchezza per il suo casato[12]; fece in seguito altri acquisti di terre presso i villaggi di Great Brington e Little Brington, nel Northamptonshire (all'epoca i possedimenti degli Spencer nel Warwickshire erano più estesi di quelli nel Northamptonshire e il castello di Wormleighton era quattro volte più grande di Althorp)[13]. Comprò anche la chiesa di Santa Maria di Brington dal marchese di Dorset, per farne in seguito la tomba di famiglia[14]. In virtù del prestigio raggiunto fu elevato al cavalierato da Enrico VIII e anche il suo testamento conferma che fu un grande possidente terriero. Le fonti affermano che era un gentiluomo affabile e liberale, generoso con i poveri e con i fittavoli e molto pio; ricostruì infatti a sue spese le chiese di Wormleighton, Brington e Stanton, le sue tenute, dotandole anche dei paramenti e degli arredi sacri[12]. Nel suo testamento, datato 12 aprile 1522, incaricò gli esecutori di ricompensare tutti coloro che gli erano stati leali in vita, e chiese di essere sepolto nella chiesa di Brington, davanti all'immagine della Vergine. Accanto a lui giace anche la moglie Isabel Graunt, dalla quale aveva avuto cinque figli. Il suo erede Sir William, Anthony, Jane che sposò Richard Knightley, Isabel, sposata a sir Nicholas Strelly e Dorothy, moglie di sir Richard Catesby[12]. Sir John fu una figura importante per la storia degli Spencer, poiché grazie a lui i suoi discendenti ereditarono una notevole ricchezza e il cavalierato ereditario, in virtù del quale gli eredi di sir John Spencer accederanno ai ranghi dei Pari d'Inghilterra.

    Sir William Spencer[modifica | modifica wikitesto]

    Stemma di William Spencer (antico), inquartato con lo stemma della madre Isabel Graunt. Great Brington Church, Northamptonshire

    Dopo aver ricevuto il cavalierato da Enrico VIII d'Inghilterra, come già era avvenuto per suo padre, divenne anche Sceriffo del Northamptonshire, negli anni 1531-1532, quando morì, venendo rimpiazzato da David Cecil, nonno di Lord Burghley[15]. Il potere della famiglia Spencer si stava dunque ampliando e affermando sempre più; a confermarlo c'è il testamento di Sir William, che dispone la sua sepoltura e nomina i suoi eredi. Dei sei figli che ebbe dalla moglie Susan Knightley, le cinque femmine sposarono tutte nobiluomini e cavalieri, mentre l'unico erede maschio, Sir John, porterà per la prima volta nella storia gli Spencer in Parlamento.

    Sir John Spencer (1524-1586)[modifica | modifica wikitesto]

    Tomba di Sir John Spencer e della moglie Katherine Kitson a Great Brington Northamptonshire

    Figlio di Sir William e di Susan Knightley, nacque a Wormleighton Manor, la residenza di campagna degli Spencer. I suoi zii Edmund e Richard Knightley, entrambi membri del Parlamento, si unirono alla madre nel tentativo di togliere la sua custodia al Re, ed essa fu affidata solo nel 1539 a sir Giles Alington[16]. Fu probabilmente allevato nel Middle Temple, la gilda dei barrister londinesi, cui appartenevano anche i due zii, finché succedette al padre nel 1532, venendo infine armato cavaliere nel 1553 all'incoronazione della regina cattolica Maria I[3]; insieme a lui furono armati anche i cognati Richard Brydges e John Cotton, i quali a loro volta entreranno a Westminster come cavalieri di contea. Come suo padre fu investito della carica di High Sheriff del Northamptonshire, ricoprendola per ben quattro volte, già dai tempi di re Edoardo VI: 1551-1552, 1558-1559, 1571-1572 e infine dal 1583 al 1584[17]. Fu infine membro del Parlamento come cavaliere della contea del Northamptonshire per due volte, nel 1554 e nel 1558; le due elezioni successive confermano il prestigio di cui ormai la sua famiglia godeva nella contea di Northampton. La sua uscita di scena dai Comuni nel 1558 fu certamente causata dalla sua fedeltà alla religione cattolica anche dopo la fine del regno di Maria e Filippo[17].

    Wormleighton Manor

    Nel 1564 il vescovo Scambler descrisse sir John Spencer come un "uomo profondamente religioso" e anche dieci anni più tardi gli agenti di Maria Stuarda lo segnalarono come cattolico, ma nonostante ciò continuò a svolgere un ruolo di primo piano nell'amministrazione della contea; dopo di lui solo i discendenti del suo terzo figlio William continuarono a rimanere cattolici, mentre gli altri aderirono all'anglicanesimo[18].Nel 1545 aveva sposato lady Katherine Kitson, figlia di sir Thomas Kitson il Vecchio, un ricco mercante londinese, che fu anche sceriffo di Londra[19]; una sorella di Katherine, lady Frances, sposò John Bourchier, V barone FitzWarin, e fu madre di William Bourchier, III conte di Bath, Pari d'Inghilterra. Fu un ottimo custode delle sue sostanze, che si arricchivano di continuo grazie al commercio della lana, e fu così in grado di costituire tenute e feudi per i suoi tre figli cadetti e ricche doti per le sei figlie femmine[17]. Tre di loro sposarono altrettanti rampolli delle più prestigiose casate del Regno, consacrando così l'appartenenza degli Spencer alla grande aristocrazia inglese. Esse furono Anne, baronessa Mouteagle, Elizabeth, baronessa Hunsdon e Alice, contessa di Derby: tutte e tre furono protagoniste della vita politica e culturale dell'Età elisabettiana, tanto che il famoso poeta Edmund Spenser (un lontano cugino), le cantò con i nomi pastorali di Amarilli, Carilli e Filli nel suo poema Colin Clouts torna a casa.[20]. Dal suo terzo figlio, sir William, e da suo figlio Thomas, Membro del Parlamento, discese il ramo degli Spencer di Yarnton, baronetti, estinto nel 1741[21]. Suo quarto figlio fu infine Sir Richard Spencer (1559-1624), diplomatico, ambasciatore in Spagna e nella Repubblica delle Sette Province Unite (attuali Paesi Bassi), nonché capostipite del ramo degli Spencer baronetti di Offley, estinto nel 1699[22]. Sir John Spencer morì l'8 novembre 1586, nominando come esecutori testamentari i suoi tre figli più giovani e fu sepolto, secondo la sua volontà, accanto alla moglie nella chiesa di Brington, una delle tenute degli Spencer nel Northamptonshire (dove già erano sepolti i genitori e i nonni)[23].

    Alice Spencer, contessa di Derby[modifica | modifica wikitesto]

    Alice Spencer, contessa di Derby

    Figlia di Sir John Spencer e Katherine Kitson, fu una nota protettrice di artisti e poeti durante l'età elisabettiana, cantata come Amarilli da Edmund Spenser nel suo poema Colin Clouts torna a casa e dedicataria da parte dello stesso Spenser di un'altra sua opera: Le lacrime delle Muse, nel 1591.

    Nata nella residenza avita degli Spencer, ad Althorp (acquistata dal nonno John nel 1522 dalla famiglia Catesby)[24], nel 1559, ricevette una eccellente educazione, in vista di un matrimonio prestigioso che consolidasse il rango della famiglia. Nel 1579 infatti sposò Ferdinando Stanley, V conte di Derby, rampollo du una delle più potenti famiglie inglesi, ed erede presuntivo al trono[25], figlio di Henry Stanley, IV conte di Derby e di Lady Margaret Clifford. Lord Derby era un uomo colto ed amante del teatro (tra i suoi protetti si ricordano Robert Greene, Christopher Marlowe, Edmund Spenser e William Shakespeare), anche se sospetto di simpatie cattoliche[26], tanto che il suo nome venne più volte associato a diversi complotti, portando anche a una sua progressiva emarginazione dalla corte, fino alla sua morte nel 1594. Da Ferdinando Alice ebbe tre figlie: la prima, Anna Stanley, contessa di Castlehaven, divenne erede presuntiva della cugina Elisabetta I, ma alla morte di lei il trono passò al re di Scozia Giacomo VI, che assunse la corona inglese come Giacomo I, in quanto discendente della figlia maggiore di Enrico VII d'Inghilterra, Margherita Tudor, che aveva sposato il re scozzese Giacomo IV. Questa successione, orchestrata dalle manovre di Robert Cecil, violò le disposizioni di Enrico VIII, il quale aveva disposto che la successione al trono inglese passasse ai discendenti della sorella minore Maria, per preservare l'indipendenza della corona inglese da quella scozzese. Se la volontà di Enrico fosse stata rispettata, i discendenti di Alice Spencer siederebbero oggi sul trono d'Inghilterra[27].

    Thomas Egerton, Lord cancelliere

    Delle altre due, lady Frances sposò John Egerton, I conte di Bridgewater, da cui discesero i duchi di Sutherland, e lady Elizabeth, che sposò Henry Hastings, V conte di Huntington, discendente della Casa di York. Il marito, lord Derby, morì nel 1594, e la compagnia di attori teatrali da lui finanziata (con la quale aveva collaborato anche William Shakespeare), chiamata The Earl of Derby's Men, mutò nome in The Countess of Derby's Men[28], continuando a tenere gli spettacoli a Lathom House, la residenza degli Stanley nel Lancashire. Il 20 ottobre del 1600 Alice Stanley si risposò con Thomas Egerton, all'epoca Lord cancelliere e in seguito visconte di Brackley, insieme al quale fondò la Bridgewater Library[17]; per cementare ulteriormente la loro unione, Alice organizzò il matrimonio di sua figlia Frances con il secondo figlio di Thomas Egerton, John di Bridgewater: da questa unione discenderà la casata anglo-scozzese dei duchi di Sutherland. Nel luglio del 1602 gli Egerton ospitarono la regina Elisabetta I nella residenza di Harefield Place, nel Middlesex, nella quale visse a lungo anche il poeta John Milton[29]. La contessa morì il 23 gennaio 1637 e fu sepolta nella chiesa di Santa Maria Vergine di Harefield, dove già esisteva un monumento commemorativo dedicato a lei e alle sue tre figlie.

    Elizabeth, baronessa Hunsdon[modifica | modifica wikitesto]

    Elizabeth, baronessa Hunsdon

    Elizabeth, sorella di Alice, ebbe un destino molto simile a lei; educata per diventare una dama di società, si sposò nei ranghi dell'aristocrazia e fu a sua volta una munifica patrona delle lettere e delle arti, oltre che una studiosa lei stessa (tradusse Petrarca in inglese). Quando nacque, il 29 giugno del 1552, suo padre era sceriffo del Northamptonshire e l'anno seguente sarebbe diventato membro del Parlamento. Nel 1574, grazie a una dispensa di Matthew Parker, Arcivescovo di Canterbury, sposò il suo primo marito, George Carey, II barone di Hunsdon. Carey era strettamente imparentato con la casa reale dei Tudor: suo padre era Henry Carey, I barone Hunsdon, figlio di Maria Bolena, sorella di Anna, e di Sir William Carey (ma probabilmente il suo genitore naturale fu Enrico VIII).

    George Carey, II barone Hunsdon, di Nicholas Hilliard, 1601

    Ma il barone era anche un lontano cugino di Elizabeth (motivo per il quale per il matrimonio fu necessaria la dispensa); infatti la madre di Sir William, e quindi la nonna di George Carey, era Margaret Spencer, figlia di Sir Robert Spencer di Spencercombe (di cui sopra), un prozio di John Spencer di Wormleighton, e di Eleanor Beaufort, appartenente a una delle più potenti famiglie del Paese, diretta discendente dei Plantageneti. I genitori di George Carey erano intimi della regina Elisabetta I, e sua madre, Anne Morgan, era una delle confidenti più strette della sovrana[28]; insieme la coppia ebbe una sola figlia, Elizabeth Carey, che sposò sir Thomas Berkeley nel 1595, occasione nella quale venne per la prima volta rappresentata in pubblico l'opera di William Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate[17]. Il barone di Hunsdon morì nel 1603,lasciando Elizabeth vedova, ma la baronessa si risposò dieci anni dopo con lord Ralph Eure; in campo artistico fu, come la sorella, una grande mecenate e cultrice di poesia. Oltre ad aver tradotto Petrarca dall'italiano[30], fu la musa ispiratrice di Edmund Spenser (della sua stessa famiglia), per il poema Muiopotmos, e compare accanto alle sorelle Anne e Alice nel poema bucolico Colin Clots Come Home Againe; fu inoltre celebrata dallo stesso Spenser in sonetto della raccolta La regina delle Fate[17]. Oltre a Spenser, con cui era imparentata, la baronessa patrocinò anche autori come Thomas Nashe e John Dowland. Morì il 25 febbraio 1618 e fu sepolta il 2 marzo nell'Abbazia di Westminster, a Londra.

    Sir John Spencer (1549-1600)[modifica | modifica wikitesto]

    Lo stemma di sir John Spencer nella Chiesa di Great Brington, Northamptonshire
    Tomba di John Spencer e della moglie Susan Knightley a Great Brington Northamptonshire

    Nacque da Sir John Spencer di Althorp e da sua moglie Katherine Kitson, figlia di Sir Thomas Kitson, sceriffo della City di Londra. Fu educato al Trinity College di Cambridge e in seguito praticò l'avvocatura nella gilda del Middle Temple. Negli anni precedenti alla morte del padre accumulò vari debiti, in conseguenza degli eccessivi acquisti di terre e della lussuosa ospitalità che era solito offrire ai suoi ospiti[31].La sua famiglia era molto nota, anche per i prestigiosi matrimoni contratti dalle sorelle, e suo padre manteneva legami con personaggi come Lord Burghley e Sir Walter Mildmay. Succedette al genitore nel 1586, ereditando le tenute di Althorp e Wormleighton, alla morte di questi, venendo poi armato cavaliere due anni più tardi. Le sue connessioni familiari gli permisero di essere eletto in Parlamento nel 1572, anche se partecipò solo marginalmente alla vita dell'assemblea, mettendosi in mostra solo nel 1576 per riottenere delle terre che suo padre aveva ceduto a Sir Christopher Hatton[32]; in seguito non si ricandidò più per il Parlamento, a differenza di quanto fecero i suoi fratelli minori e suo figlio (che otterrà il titolo di Barone): fu comunque il quinto, tra gli Spencer, a sedere a Westminster. Negli anni seguenti ottenne vari incarichi di governo locale, come Giudice di Pace e Sceriffo per il Bedfordshire e il Northamptonshire; morì il 9 gennaio del 1600. Era sposato con Mary Catlin, figlia di Sir Robert Catlin, Lord Chief Justice del tribunale di King's Bench, che gli portò in dote nuove terre in varie contee. Poiché ebbero un unico figlio, Robert, futuro I barone di Wormleighton, sir John distribuì molti legati ai suoi servitori, a coloro che lo avevano assistito nella malattia, e al suo cappellano Thomas Campion[32]; su sua richiesta venne sepolto nella chiesa di Brington, ad Althorp, accanto ai suoi antenati.

    Ramo principale[modifica | modifica wikitesto]

    Baroni di Wormleighton e conti di Sunderland[modifica | modifica wikitesto]

    Robert Spencer, I barone Spencer di Wormleighton[modifica | modifica wikitesto]

    Robert Spencer, I barone di Wormleighton

    Discendente di una lunga teoria di cavalieri e possidenti terrieri, Robert Spencer fu uno di quegli "uomini nuovi" che ebbero accesso ai ranghi della nobiltà all'epoca degli Stuart, e il primo della sua schiatta a vestire la toga dei Pari d'Inghilterra. Nato nel 1570 da Sir John Spencer e Mary Catlin, come i suoi avi si dedicò all'amministrazione della contea e delle sue tenute, attività che svolse con notevole profitto, dal momento che nel 1603 era considerato l'uomo più ricco di tutto il Regno. Dal 1597 al 1598 fu Membro del Parlamento per Brackley, nel 1600 fu armato cavaliere, il quinto della sua stirpe, mentre dal 1601 al 1602 fu Sceriffo del Northamptonshire; nel 1601 divenne anche cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera. Fu con l'ascesa al trono d'Inghilterra di Giacomo I Stuart, dopo la morte di Elisabetta, che le sue fortune conobbero una nuova fioritura: nello stesso anno infatti, il 21 luglio 1603, Robert Spencer divenne il I Barone di Wormleighton (da una delle sue principali tenute), inaugurando così la linea degli Spencer nella parìa d'Inghilterra. Il 18 settembre seguente venne inviato in ambasciata presso il duca Federico I di Württemberg, per consegnargli il collare della Giarrettiera, venendo ricevuto da quest'ultimo con grande magnificenza[33][34]. In politica interna Robert Spencer si schierò con il partito capeggiato dal conte di Southampton (il patrono di Shakespeare), del quale fu un fervente sostenitore[35], tanto che la figlia del conte sposerà il figlio ed erede di lord Spencer, William; prese parte attiva nel processo contro Francis Bacon, nel quale si schierò con l'accusa reclamando la degradazione di Bacon dal suo titolo nobiliare[36].

    Lo stemma di Robert Spencer e della moglie Margaret Willoughby nella Chiesa di Great Brington, Northamptonshire

    In una occasione analoga lord Spencer ebbe un alterco con il conte di Arundel, erede del celebre e sfortunato casato di Norfolk. Il conte aveva proposto che un certo sir Henry Yelverton, il cui caso era in esame alla Camera dei Lords, fosse condannato senza essere ascoltato in sua difesa: Spencer obiettò allora che due antenati del conte, Norfolk e Surrey, condannati per tradimento ai tempi dei Tudor, avevano avuto la possibilità di esporre le loro ragioni davanti ai loro pari. Il conte di Arundel ribatté stizzito che a quell'epoca gli antenati di lord Spencer allevavano pecore (in riferimento alla fonte di ricchezza del casato degli Spencer); poiché si rifiutò di ritrattare l'offesa a un suo pari, lord Arundel venne rinchiuso per breve tempo nella Torre di Londra[37][38]. Nel febbraio seguente lord Spencer fece parte di una commissione incaricata di studiare il problema delle terre incolte, data la sua competenza in materia agricola[39]. Morì il 25 ottobre del 1627, e fu sepolto nella chiesa avita di Brington, Northamptonshire[40]. Aveva sposato Margaret, figlia di sir Francis Willoughby di Wollaton, la quale morì nel 1597; fu un matrimonio felice e lui non si risposò più, come ricorda anche Ben Johnson in alcuni suoi versi[41]. Da lei ebbe quattro figli e tre figlie; il primogenito, John, morì senza eredi a Blois, così la successione passò al secondogenito William, che sarà il secondo barone di Wormleighton; dalla moglie Penelope, figlia del conte di Southampton, ebbe il suo erede Henry, futuro primo conte di Sunderland. Altri due figli, Richard Spencer ed Edward Spencer, furono membri del Parlamento e delle gilde dei barrister londinesi[42].

    William Spencer, II barone di Wormleighton[modifica | modifica wikitesto]

    William Spencer, II barone Spencer
    Penelope, baronessa Spencer

    William Spencer nacque il 4 gennaio 1592 a Brington, nel Northamptonshire, secondo figlio maschio di Robert Spencer, I barone di Wormleighton e di Margaret Willoughby. Fu educato al Magdalen College di Oxford, ottenendo una formazione che gli consentì di intraprendere una prestigiosa carriera pubblica, come i suoi avi. Nel 1614 fu infatti eletto in Parlamento per Brackley, come già suo padre, e nuovamente tra il 1620 e il 1622 per il Northamptonshire mentre nel 1616 fu armato cavaliere[43]. Mantenne l'incarico di vice-luogotenente (Deputy Lieutenant) per il Northamptonshire dal 1618 al 1621 e nuovamente tra il 1624 e il 1625[44], e l'anno seguente sedette per l'ultima volta in Parlamento (nel 1627 aveva infatti ereditato il titolo paterno che gli dava diritto di sedere alla Camera alta). Dal 1629 al 1636, anno della sua morte, fu anche Custos Rotulorum per il Northamptonshire. Morì il 19 dicembre 1636 a 44 anni e venne sepolto il 27 dello stesso mese nella tomba di famiglia a Brington, lo stesso luogo dove era nato; nel 1615 aveva sposato lady Penelope Wriotheslay, figlia del conte di Southampton, per cementare l'alleanza tra le due famiglie, generando con lei sei figli, tre femmine e tre maschi[45]. Di questi il primogenito, Henry Spencer, diventerà I conte di Sunderland, come ricompensa per l'appoggio fornito al re durante la Guerra civile, mentre anche il secondogenito Robert verrà innalzato al titolo di visconte Teviot nel 1685; morendo senza eredi diretti, il suo titolo andrà però estinto; un altro maschio, Sir William Spencer di Ashton, sposato con Elizabeth Gerard, ebbe una sola figlia[46]. Tra le femmine, la primogenita Elizabeth sposò Henry Howard, della casata dei Norfolk, mentre la secondogenita Alice sposò l'irlandese Henry Moore, I conte di Drogheda; l'ultimogenita Margaret sposò invece lo statista Whig Lord Shaftesbury.

    Henry Spencer, I conte di Sunderland[modifica | modifica wikitesto]

    Henry Spencer, I conte di Sunderland
    Henry Spencer, I conte di Sunderland

    Nacque il 23 novembre 1620 da William Spencer e da sua moglie Penelope Wriotheslay, nella residenza avita di Althorp, vicino al villaggio di Brington, Northamptonshire, nella cui chiesa venne battezzato[47]. Seguì le orme del padre, entrando al Magdalen College di Oxford, dove si laureò con il titolo prestigioso di Master of Arts (M.A.) nel 1636[48]; il 19 novembre dello stesso anno succedette al padre nel titolo di terzo barone di Wormleighton, accedendo così alla Camera dei Lords.

    Dorothy, contessa di Sunderland, (Antoon van Dyck)

    Il 20 luglio 1639 sposò a Penshurst Place lady Dorothy Sidney, figlia di Robert Sidney, II conte di Leicester, la quale aveva precedentemente rifiutato la mano a Edmund Waller: fu un matrimonio felice, allietato dalla nascita di tre figli. Due le femmine, lady Dorothy, che sposò George Savile, I marchese di Halifax, lady Penelope, morta nubile[49], e un maschio, chiamato Robert come il bisnonno, che sarà il II conte di Sunderland e una importante figura politica nella seconda metà del XVII secolo in Inghilterra. Tra il 1641 e il 1642 Henry Spencer ricoprì la carica di luogotenente del Northamptonshire per investitura del Parlamento. Lord Spencer si mise in mostra come partigiano di re Carlo I durante la guerra civile che vide contrapposte le forze monarchiche a quelle parlamentari guidate da Oliver Cromwell. Nel 1642 prese parte alla battaglia di Edgehill, in seguito alla quale venne ricompensato con l'investitura a conte di Sunderland, segnando così una nuova progressione della sua famiglia nella gerarchia nobiliare (anche se per ottenere la nomina dovette sborsare 3.000 sterline)[50]; all'interno dell'esercito regio, i Cavaliers, come venivano chiamati, poteva inoltre contare sull'appoggio dello zio, il conte di Southampton, uno dei leader della fazione monarchica.

    Il 5 settembre del 1642, insieme a lord Falkland, guidò una delegazione regia incaricata di trasmettere al Parlamento le proposte di conciliazione del re. Combatté in seguito all'assedio di Gloucester, nell'agosto del 1643, e a Newbury, il 20 settembre successivo, dove trovò la morte, a soli 23 anni, colpito da una palla di cannone[51]. Il cronista Cokayne riferisce che, secondo lord Clarendon, Spencer fu: un signore di grande fortuna, giovane età e precoce giudizio; che senza avere un comando nell'esercito, si pose al servizio della persona del Re sotto l'obbligo dell'onore; e lanciandosi quel giorno tra le truppe del Re come volontario, prima che queste caricassero fu sbalzato via da una palla di cannone[52]. La moglie Dorothy si ritirò con i figli presso la residenza della sua famiglia a Penshurst Place nel Kent; sis risposò nel 1652 con sir Robert Smythe, dal quale ebbe un altro figlio, anch'egli chiamato Robert; la sua morte, nel 1684, fu probabilmente dovuto al dolore provocatole dalla morte del fratello Algernon, condannato a morte per la sua opposizione alla Restaurazione di Carlo II[53].

    Robert Spencer, visconte Teviot[modifica | modifica wikitesto]
    Stemma di Robert Spencer, visconte Teviot

    Nacque nel 1629, figlio secondogenito di lord William Spencer e sua moglie Penelope. Conosciuto come l'Onorevole Robert Spencer fino al 1685, studiò dapprima al Christ Church College, ad Oxford, e in seguito a King’s College di Cambridge, dove fu ammesso nel 1646[54].

    Thomas, IV conte di Southampton, zio e protettore di Robert Spencer

    Poco si conosce della sua vita fino a quando fu eletto deputato per il collegio di Great Bedwyn nel 1660, con la Restaurazione della monarchia[55]. Probabilmente in questo periodo venne preso sotto la protezione dello zio, conte di Southampton e del suocero di questi, il marchese di Hertford, che lo avviarono alla carriera politica. Nel primo Parlamento convocato dopo il ritorno di Carlo II, detto Convention Parliament o Cavalier Parliament, il giovane Spencer non si distinse molto da suo zio Richard, che sedeva come lui alla Camera dei Comuni in quel periodo. Nel 1661 ritornò in Parlamento, eletto per la circoscrizione di Brackley, feudo di famiglia, che continuò a rappresentare per i 18 anni seguenti. Anglicano devoto, come il suo amico John Evelyn, venne soprannominato dal re "Godly Robin" per la sua ferma opposizione a modifiche del Book of Common Prayer, ma grazie al fatto che i suoi parenti ricoprivano posti chiave nel nuovo governo (Southampton era ministro del Tesoro e suo cognato lord Ashley, protettore di John Locke, era Cancelliere dello Scacchiere nel Ministero della Cabala presieduto da lord Clarendon), la sua carriera proseguì rapida.

    Anthony Ashley Cooper, I conte di Shaftesbury, sposato a lady Margaret Spencer[56], fu uno dei più importanti uomini di Stato dell'Inghilterra seicentesca

    Nel 1663 entrò in una commissione che regolava gli appelli al re, con un salario di 200 sterline, e l'anno seguente fece parte del comitato per la legge sulle società segrete; venne anche considerato come Master of the Horse della regina, ma su insistenza del duca di York gli venne preferito Ralph Montagu. Nel 1669 figura tra i componenti della Corte e l'anno successivo formò una società per impiantare coltivazioni di zucchero alle Barbados. Negli anni seguenti svolse incarichi minori, soprattutto di livello locale; nel corso degli anni '70 e '80 del XVII secolo si accese il dibattito sul cosiddetto Exclusion Bill, cioè la legge che avrebbe dovuto impedire al fratello cattolico di Carlo II, Giacomo, duca di York, di ereditare il trono. Robert Spencer si schierò con il partito di Corte, contrario alla legge, attirandosi così l'astio dell'ex cognato lord Ashley, ora conte di Shaftesbury, capo del partito favorevole alla legge, che lo chiamò “doppiamente vile”, nonostante Spencer fosse andato a trovarlo più volte nella Torre di Londra dove era imprigionato. Dopo il 1674 abbandonò la commissione sulle tasse e nel 1679 non si ricandidò più ai Comuni, lo stesso anno tentò di farsi eleggere cancelliere dell'Università di Oxford, ma venne sconfitto dal duca di Ormonde. Quando il duca di York divenne re Giacomo II, per ricompensarlo dell'appoggio offertogli, lo elevò al rango di visconte Teviot, nella Parìa di Scozia, nel 1685, e per i due anni seguenti lord Teviot sedette nella commissione per l'esecuzione nell'ufficio del Sigillo Privato[57], posto che abbandonò dopo la Gloriosa Rivoluzione, confermando la sua fedeltà agli Stuart. Sposò una cugina, Jane, figlia e coerede di Sir Thomas Spencer, IV baronetto di Yarnton, ma non ebbe figli e il suo titolo andò estinto. Morì il 20 maggio del 1694.

    Dorothy, viscontessa di Halifax[modifica | modifica wikitesto]

    Dorothy, viscontessa di Halifax

    Figlia di Henry Spencer e Dorothy Sidney, nacque nel 1640 e sposò George Savile, allora visconte di Halifax, il 29 dicembre 1656, a 16 anni[58]. Dal matrimonio nacquero due figli, William, futuro II marchese di Halifax, e Anne, in seguito contessa di Carberry[59]. Quando George Savile venne creato visconte, nel 1667, Dorothy era ancora in vita, ma morì soli tre anni dopo, il 16 dicembre 1670, prima che il marito fosse elevato al rango di marchese.

    George Savile, Lord Halifax[modifica | modifica wikitesto]
    George Savile, lord Halifax.

    Fu un politico e scrittore di grande importanza nella vita politica inglese del XVII secolo, uno dei massimi teorici del costituzionalismo Whig[60]. Nacque in una famiglia di possidenti dello Yorkshire e cavalieri sin dal XV secolo (lo stesso milieu degli Spencer). Il padre, Wlliam Savile III baronetto di Tornhill, aveva fatto parte sia del Parlamento lungo che del Parlamento corto, per poi esserne espulso come realista[61]. Il piccolo George venne cresciuto dalla madre e dal secondo marito di questa, Thomas Chicheley, anch'egli fervente realista, dopo che il padre era stato ucciso in battaglia nei pressi di York. Dopo la caduta di Cromwell e la Restaurazione, George Savile iniziò la sua carriera politica come Membro del Parlamento per Pontefract nel 1660. Nel periodo seguente si occupò principalmente di questioni finanziarie, ma alle elezioni del 1661 non si ripresentò per il suo seggio e rimase fuori dal Parlamento.

    I ministri di Guglielmo d'Orange. Da sinistra a destra: Lord Halifax (Lord del sigillo privato), John Somers (Lord cancelliere) e il duca di Marlborough (comandante il capo dell'Esercito)

    Nel 1665 ospitò il Duca di York nelle sue tenute, ma le raccomandazioni per la concessione di una parìa furono bloccate dal potente lord Clarendon a causa di voci di ateismo riguardanti Savile. Tuttavia egli fece ritorno nella vita pubblica proprio come membro di un comitato incaricato di investigare su Clarendon. Creato visconte di Halifax, fu in seguito membro del Consiglio privato durante la Terza guerra anglo-olandese. Negli anni successivi, Halifax si segnalò come fermo oppositore dell'Exclusion Bill, la proposta di legge volta ad escludere il cattolico Giacomo, duca di York, dalla successione al trono, Per questo venne attaccato ai Comuni come difensore del papismo[62]. Inizialmente mantenne il favore di Giacomo, che nel 1682 lo nominò Lord del sigillo privato. In questa veste tentò di salvare la vita di Algernon Sidney e lord William Russell, implicati nel Complotto di Rye House. Nel 1684 si fece promotore della concessione di una Costituzione per il New England, la quale proclamasse i principi di governo limitato della tradizione di Common Law. Tuttavia, quando Giacomo accentuò la sua politica anti-protestante e filo-assolutista, Halifax si pose all'opposizione; non prese parte agli eventi che portarono sul trono Guglielmo d'Orange, ma come presidente della Camera dei lord supportò la transizione del trono a quest'ultimo. Per questo divenne nuovamente Lord del sigillo privato nel 1689, mentre il suo rivale lord Danby manteneva la presidenza del Privy Council. In questa veste si fece assertore della tolleranza religiosa e della politica estera orangista, ma i Whigs cercarono di sabotarlo facendo leva sullo scarso successo iniziale della campagna irlandese. Fu così costretto a dimettersi nel 1689, e morì nel 1695. Insieme alla moglie Dorothy ebbe due figli: Anne (1663-1690), che sposò John Vaughan, III conte di Carberry, e l'erede William (1665-1700), II marchese di Halifax. Dopo la morte della prima moglie si risposò con Gertrude Pierrepont e da lei ebbe una figlia, Elizabeth, moglie di Philip Stanhope, III conte di Chesterfield.

    Robert Spencer, II conte di Sunderland[modifica | modifica wikitesto]

    Robert Spencer, secondo conte di Sunderland

    Nato a Parigi il 5 settembre del 1641, fu un uomo di Stato e diplomatico inglese. Era il figlio di Henry Spencer, I conte di Sunderland, deceduto durante la Guerra civile inglese mentre combatteva per la causa realista, e di lady Dorothy Sidney. Robert ereditò il titolo del padre a soli tre anni, divenendo barone Spencer di Wormleighton e conte di Sunderland[63]. Giovane entrò nell'esercito inglese, servendo nel ruolo di capitano sotto il comando del principe Rupert del Palatinato, nipote di re Carlo I Stuart. Nel 1665, poco dopo il matrimonio fu inviato a Madrid come ambasciatore tra il 1671 e il 1672[64]. In seguito fu a Parigi (1672-1673) e nelle Sette Provincie Unite (1673). Tornato a Londra fu ammesso come Gentleman of the Bedchamber, incaricò che ricoprì sino al 1679. In seguito entrò a far parte del Consiglio privato e divenne Segretario di Stato per il Dipartimento del Nord (antesignano dell'attuale Ministero degli esteri). Poco dopo venne rimandato a Parigi come ambasciatore straordinario[65]. Sebbene fosse ritenuto un francofilo, cercò in questo periodo di trovare nuovi alleati all'Inghilterra, e persino di creare una grande alleanza delle potenze europee contro l'espansionismo di Luigi XIV, ma a parte un trattato stipulato con la Spagna nel 1680, il progetto non venne portato avanti.

    Henry Sidney, I conte di Romney, zio di lord Sunderland e membro dei Sette Immortali

    Ebbe aspri scontri in più occasioni con l'ambasciatore francese Paul Barillon, anche a causa del suo ben noto cattivo carattere: una volta si scontrò con l'ambasciatore per aver accusato il re di Francia di non essere intervenuto in difesa del cugino Giacomo II, durante la Ribellione di Monmouth, una sollevazione capeggiata dal figlio naturale primogenito del defunto Carlo II, il duca di Monmouth, che tentò di impadronirsi del trono; in un'altra occasione replicò sarcasticamente al Barillon, il quale sosteneva che Luigi XIV ambiva alla pace europea, affermando che "Tutti ambiscono alla pace finché non hanno un buon motivo per romperla"[66]. Sunderland riuscì infine a far allontanare dalla Corte il suo rivale dopo aver rivelato che lo stesso Barillon aveva silurato un trattato Anglo-olandese[67]. Fu anche Luogotenente dello Staffordshire, durante la minore età di lord Shrewsbury, fino al 1681 . In quell'anno infatti, in quanto sostenitore, a differenza dello zio lord Teviot, dell'Exclusion Bill che proponeva di eliminare il duca di York Giacomo dalla successione al trono, perse il favore di re Carlo II Stuart (che definì il voto favorevole di Sunderland addirittura un "bacio di Giuda")[68]. Solo l'intervento della favorita del re, Louise de Kérouaille, duchessa di Portsmouth, gli permise di tornare sulla scena politica. Tra il 1682 e il 1688 servì infatti a più riprese come Segretario di Stato per il Dipartimento del Sud (antenato del Ministero degli Interni), Luogotenente del Warwickshire e Lord Presidente del Consiglio, allora la carica politica più elevata in Gran Bretagna.

    Giacomo II d'Inghilterra

    Durante il regno di Giacomo II Sunderland divenne il più importante consigliere della Corona, ospitando anche varie volte il sovrano ad Althorp: nel 1687 si convertì al cattolicesimo e divenne cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera; lo stesso anno fu tra i firmatari di un provvedimento voluto da Giacomo che incoraggiava l'emigrazione protestante nella colonia inglese della Virginia, in America settentrionale. Quando il re si risposò con la principessa cattolica italiana Maria Beatrice d'Este, lord Sunderland ne divenne un confidente, insieme alla moglie Anne, ma era vicina anche la rottura con Giacomo II. Dopo essersi attirato l'astio dell'opinione pubblica per aver fornito prove in processo contro sette vescovi anglicani ostili alla politica filo-cattolica del re, il conte si attirò anche l'antipatia di quest'ultimo, per avergli consigliato di allontanare la sua amante Catherine Sedley[69]; nell'ottobre del 1688 venne destituito. Poco dopo lo stesso Giacomo venne detronizzato dalla Gloriosa Rivoluzione (tra i Sette Immortali che siglarono l'invito a Guglielmo d'Orange era presente anche lo zio di Sunderland, lord Romney), e il conte, ancora troppo legato al passato regime e altamente impopolare per le sue presunte simpatie verso l'assolutismo, fuggì nei Paesi Bassi, a Utrecht. Ma non era uomo da restare fuori dalla scena a lungo: si mise subito in contatto con sir John Churchill, anche lui un tempo molto vicino al sovrano deposto, la cui moglie Sarah era intima amica di sua moglie Anne, scrivendogli una lettera in cui gli chiedeva di intercedere per lui presso il nuovo re Guglielmo III. A impetrare la sua causa furono anche influenti amici di vecchia data, come il cronista John Evelyn o Thomas Tenison: ma fu in gran parte grazie all'opera del cognato lord Halifax, marito di sua sorella Dorothy e uno dei più importanti consiglieri del nuovo monarca, che Sunderland ottenne infine il perdono reale nel 1691 e poté fare ritorno in Patria[70]. Riprese immediatamente il suo seggio alla Camera dei Lords e Guglielmo lo andò a visitare ad Althorp, come già aveva fatto Giacomo II; qui i due discussero dei maggiori problemi della politica inglese dell'epoca e Guglielmo imparò ad apprezzare la franchezza e la mancanza di adulazione di Sunderland, in parte dovute alla rudezza del suo carattere che tante critiche gli aveva procurato; inoltre lord Sunderland si guadagnò definitivamente la fiducia del re riuscendo a riconciliarlo con la cognata Anna, sorella di sua moglie Maria[71]. Il conte usò la sua rinnovata influenza per favorire il partito Whig, che sarà poi anche quello dei suoi discendenti fino al XIX secolo; nell'aprile del 1697 assunse la carica di Lord Ciambellano e per breve tempo quella di Lord Justice ma la generale diffidenza da cui era circondato, a causa del suo passato, unita all'avanzare dell'età, lo convinse ad abbandonare la scena pubblica[72].

    Guglielmo III d'Inghilterra
    Anne, contessa di Sunderland

    Nell'inverno del 1697 fu anche coinvolto in uno scandalo a causa del genero lord Clancarty, marito della figlia Elizabeth, un giacobita irlandese che fuggì dalla Torre di Londra e trovò brevemente rifugio in casa Spencer, prima di essere nuovamente arrestato dal cognato Charles; l'episodio non ebbe conseguenze, ma accelerò il declino politico del conte di Sunderland[73]. Ritiratosi a vita privata ad Althorp, qui morì il 25 settembre del 1702, poco dopo aver compiuto 61 anni. Ebbe come successore il figlio maggiore Charles, terzo conte di Sunderland.

    Il 10 giugno 1665 aveva sposato Anne Digby, figlia di Lord Bristol, un noto esponente del partito realista; nonostante una prima rottura del fidanzamento[74], per motivi sconosciuti, il matrimonio fu molto felice (Sunderland non ebbe mai amanti, fatto molto insolito in un'epoca libertina), allietato dalla nascita di cinque figli: Charles, erede del padre, Robert e Isabella, entrambi premorti al padre, Anne, che sposò James Hamilton, IV duca di Hamilton ed Elizabeth, moglie di Donough MacCarthy, IV conte di Clancarty. Lady Sunderland fu una gran dama dell'alta società dell'epoca, Lady of the Bedchamber e confidente della regina Maria Beatrice d'Este, fu lei che annunciò a Giacomo II la nascita del suo erede, Giacomo Francesco Edoardo Stuart, il Principe di Galles che non regnerà mai. Fu amica intima della duchessa di Marlborough, ma sgradita alla regina Anna, gelosa della loro amicizia. John Evelyn ne da un giudizio positivo, ritraendola come una donna di forte fede religiosa, devota agli amici e al marito (nonostante infondati sospetti di una relazione on il conte di Romney, zio di lord Sunderland[75]), che aiutò e sostenne costantemente durante tutta la vita[72]; rimasta vedova, morì nel 1715.

    Charles Spencer, III conte di Sunderland[modifica | modifica wikitesto]

    Charles Spencer, III conte di Sunderland

    Charles Spencer era figlio di Robert Spencer, II conte di Sunderland e di sua moglie Anne Digby, figlia del conte di Bristol. Alla morte del suo fratello maggiore Henry, avvenuta a Parigi nel 1688, divenne erede del titolo paterno. Chiamato da John Evelyn "un giovane di straordinarie speranze", completò la sua educazione presso Utrecht; nel 1695 entrò a far parte della Camera dei Comuni per il collegio di Tiverton. In quel periodo si ritrovò coinvolto anche nello scandalo legato alla fuga del cognato lord Clancartry il quale, riconciliatosi con la moglie Elizabeth, sorella di Charles Spencer, fuggì dalla Torre di Londra dove era imprigionato per le sue simpatie giacobite, e fu nuovamente arrestato grazie all'intervento del cognato: l'episodio causò grave imbarazzo ai genitori di Charles, ma il re Guglielmo III non fece ritorsioni; la coppia andò in esilio ad Amburgo e di loro non si sentì più parlare.

    Anna di Gran Bretagna; non apprezzava lord Sunderland

    Nel 1702 succedette al padre nel titolo di conte di Sunderland divenendo Pari d'Inghilterra. Tre anni dopo, nel 1705, fu uno dei maggiori artefici della nascita della Gran Bretagna, come membro della commissione che stabilì l'unione di Inghilterra e Scozia in un unico regno. La regina Anna Stuart lo inviò allora come ambasciatore straordinario a Vienna. Le voci che gli attribuivano simpatie repubblicane e l'ostilità verso il principe consorte Giorgio di Danimarca lo resero inviso alla Regina Anna; ottenne comunque la carica di Secretary of State for the Southern Department (Segretario di Stato per il Dipartimento del Sud) nel 1706 grazie all'appoggio del duca di Marlborough. Dal 1708 al 1710 fu uno dei cinque Whigs che formarono il gruppo di governo denominato Whig Junto. Tuttavia, circondato di avversari, nel giugno 1710 si dimise. Pur osteggiandolo, la regina Anna gli offrì una pensione di 3000 sterline che il conte rifiutò. Anche lui, come già il padre, si era reso impopolare, fatto che la regina stessa precisò a Marlborough quando questi protestò per le dimissioni di Sunderland. Egli proseguì però la sua carriera politica, avvicinandosi alla corte degli Hannover. Quando l'elettore Giorgio divenne re di Gran Bretagna con il nome di Giorgio I, Sunderland ottenne l'importante incarico di Lord Luogotenente d'Irlanda.

    Nel 1715 divenne Lord del Sigillo Privato e nel 1717, dopo una visita in Hannover allo stesso Giorgio I, divenne Secretary of State for the Northern Department (Segretario di Stato per il Dipartimento del Nord), incarico già ricoperto dal padre. Ma la sua carriera non si limitò a questo e negli anni successivi ottenne gli incarichi di First Lord of the Treasury e Lord Presidente del Consiglio divenendo a tutti gli effetti Primo Ministro[76]. In questa veste propose una legge che doveva limitare la creazione di nuovi Pari (una specie di serrata della Camera dei Lords), provvedimento che però venne bocciato a causa dell'opposizione di Robert Walpole.

    Robert Walpole, avversario politico del conte di Sunderland

    Si fece anche promotore della cultura, attraverso la protezione offerta alla Reale Accademia di Musica nel 1719, istituzione che promuoveva l'Opera barocca, introdotta proprio a quell'epoca in Inghilterra da Händel[77][78]. Entrato in conflitto con Walpole, a decretare la sua fine fu la South Sea Bubble, un'inchiesta su una bolla speculativa avviata dal suo rivale che lo costrinse, nel 1721 a dimettersi dai suoi incarichi; rimase comunque a fianco di Giorgio I come consigliere non ufficiale per il resto del regno del sovrano, mantenendo la sua influenza su quest'ultimo.

    Morì l'anno seguente, il 19 aprile 1722. Caratterialmente aveva ereditato la passione del padre per l'intrigo, caratteristica che da un lato gli consentì di raggiungere posizioni elevate nella vita pubblica, dall'altra gli alienò molte simpatie (poco prima di morire era anche stato coinvolto in un complotto per riportare gli Stuart sul trono, ma proprio a causa della sua scomparsa il piano non ebbe seguito)[79]. Una sua grande passione fu il collezionismo librario, tanto che, a detta dei contemporanei. costituì ad Althorp la più bella biblioteca d'Europa, anche se una parte di questa verrà poi trasferita a Blenheim Palace nel 1749, la residenza dei duchi di Marlborough, quando il titolo passerà alla Casa degli Spencer. Si sposò tre volte ed ebbe figli da ciascuno dei matrimoni.

    Anne Churchill, lady Sunderland, di Sir Godfrey Kneller

    Nel 1695 sposò Arabella Cavendish, figlia di Henry Cavendish, II duca di Newcastle. Ebbero una figlia: Frances Spencer (1696-27 luglio 1742), sposò Henry Howard, IV conte di Carlisle, da cui ebbe cinque figli. Arabella morì nel 1698. Nel 1700 sposò Anne Churchill, Lady of the Bedchamber della regina Anna e figlia di John Churchill, primo duca di Marlborough, suo protettore, e Sarah Churchill, duchessa di Marlborough. Questa fu un'importante alleanza per Sunderland e per i suoi discendenti: attraverso di essa fu infatti avviato alla vita politica e poi il ducato di Marlborough andò alla discendenza degli Spencer. La coppia ebbe cinque figli: Robert Spencer, IV conte di Sunderland (24 ottobre 1701-27 novembre 1729), morto senza eredi; Anne (1702-19 febbraio 1769), sposò William Bateman, I visconte Bateman, da cui ebbe un figlio; Charles Spencer, III duca di Marlborough (22 novembre 1706-20 ottobre 1758), erede della stirpe; John Spencer (13 maggio 1708-19 giugno 1746), sposò Lady Georgiana Caroline Carteret, con la quale ebbe due figli (da questo matrimonio discese il ramo cadetto dei conti Spencer); infine Diana Spencer (1710-27 settembre 1735), omonima della sua celebre discendente sposò John Russell, IV duca di Bedford, dal quae ebbe un figlio. Sposò, infine il 16 dicembre 1717, Judith Tichborne, figlia di Benjamin Tichborne e Elizabeth Gibbs. Ebbero tre figli ma morirono tutti durante l'infanzia.

    I Churchill[modifica | modifica wikitesto]

    Origini[modifica | modifica wikitesto]

    Stemma dei conti di Leon, avi dei Churchill

    Le antiche origini della casata dei Churchill risalgono all'epoca della Conquista: il capostipite della stirpe fu un nobile normanno, Gitto de Leon, vissuto alla metà dell'XI secolo, il quale ebbe due figli, Richard e Wandril[80]. Il primogenito, Richard, signore di Montalban, fu capostipite della casata francese dei conti di Leon, attraverso gli eredi avuti dal matrimonio con Yolanda di Lussemburgo. Da Wandril de Leon, secondogenito, signore di Courcil in Normandia e da sua moglie Isabella de Tuya, nacquero a loro volta due figli, Roger e Rolando de Courcil; Roger passò in Inghilterra al seguito del duca Guglielmo nel 1066, e per i suoi servigi venne ricompensato con terre nel Somersetshire, Dorsetshire e Devonshire (così come appare nel Domesday Book)[81]; Roger si stabilì nella signoria di Churchill, anche se secondo un'altra versione tale feudo venne acquistato da sir John Churchill all'epoca di Carlo II[81]. Ad ogni modo, è con Roger de Courcil che ha inizio la linea dei Churchill in Inghilterra. Dal matrimonio con Gertrude de Torbay ebbe tre figli: John de Churchill, Hugh FitzRoger e Roger FitzRoger. John de Churchill sposò Joan Kirlington, dalla quale ebbe il suo erede, sir Bartholomew de Churchill; fu questi un valoroso guerriero, celebrato nelle antiche canzoni[82]. Durante la guerra civile che vide contrapposti il re Stefano e l'Imperatrice Matilde, per la successione al trono inglese, Bartholomew si schierò con Stefano, combattendo per la sua causa. Si sposò con Agnese FitzRalph, dalla quale ebbe il suo erede, Pagano de Churchill. Egli fu padre di Roger, dal quale nacque Elias; Elias de Churchill visse all'epoca di Edoardo II e sposò Dorothy, dell'antica famiglia dei Columbers, dalla quale ebbe tre figli: John Churchill, Giles e William. John sposò Jane Dawney di Norton, dalla quale ebbe due figlie[83]. A proseguire la discendenza fu William Churchill, padre di Giles, il quale a sua volta generò Charles Churchill[84].

    Quest'ultimo, scudiero e sodale del conte di Devonshire Thomas Courtenay, entrò in seguito nelle grazie di re Edoardo IV, della Casa di York, che gli diede in sposa Margaret Woodville, cugina della regina Elisabetta[84], moglie dello stesso Edoardo. Da questa unione nacque Thomas Churchill, il quale, dalla moglie Grace Tylle ebbe William; William Churchill, che sposò Mary, figlia maggiore di Richard Creuse, ebbe tre figli. Roger, il suo erede, William, e John Churchill. Da quest'ultimo, e da suo figlio William, stabilitosi nel Dorset, discese una numerosa progenie. Tra questa anche Roger Churchill, che proseguì la stirpe e dalla moglie Jane Peverell ebbe il suo erede, Matthew Churchill; da quest'ultimo e dalla sua consorte Alice Gould nacque un figlio, Jasper. Jasper Churchill, scudiero, sposò Elizabeth Chaplet, dalla quale ebbe due figli, John e Jasper, chiamato come il padre, che fu il genitore di sir John Churchill, eminente uomo pubblico all'epoca di Carlo II, morto nel 1685[85]. Aveva acquistato il castello che da lui prese il nome ma, morto con molti debiti, i suoi eredi dovettero vendere la proprietà. Il fratello maggiore di Jasper, sir John Churchill, da non confondere con l'omonimo nipote, fu un abile avvocato e uomo di legge, istruito al Middle Temple, accrebbe la propria fortuna grazie anche la matrimonio con Sarah Winston, figlia e coerede di Sir Henry Winston[85]. Da lei ebbe il un figlio, sir Winston Churchill, omonimo del suo celeberrimo discendente, a sua volta padre del grande John, duca di Marlborough.

    Sir Winston Churchill (1620-1688)[modifica | modifica wikitesto]

    Sir Winston Churchill (1620-1688)

    Conosciuto come il Cavaliere colonnello, il primo Winston nacque nel 1620, figlio di John Churchill e Sarah Winston. Studiò presso il St John's College di Oxford, ma lasciò gli studi senza conseguire la laurea. Negli anni della Guerra civile fu, come il conte di Sunderland, un fervente sostenitore del partito realista e durante gli scontri venne ferito, conseguendo la promozione a capitano del reggimento dei King's Horse[86].

    Albero genealogico dei Churchill

    Dopo la sconfitta della causa monarchica venne costretto a pagare un riscatto di 446 sterline; in seguito alla Restaurazione entrò in Parlamento come rappresentante del distretto di Weymouth e Melcombe Regis (1661-1679), avendo come collega in questa veste il figlio del celebre conte di Shaftesbury, e successivamente rappresentò la circoscrizione di Lyme Regis dal 1685 al 1688[87]. Tra le altre cariche pubbliche che ricoprì in questo periodo figurano anche quella di membro della Corte d'Appello per l'Irlanda e segretario della Commissione del Green Cloth. Nel 1664 venne armato cavaliere e lo stesso anno divenne membro della prestigiosa Royal Society[88]; fu anche autore di una storia dei re d'Inghilterra intitolata Divi Britannica; being a remark upon the Lives of all the Kings of this Isle, from the year of the World 2855 until the year of Grace 1660. (Divi Britannica: considerazione sulle Vite di tutti i Re di questa Isola, dall'anno del Mondo 2855 fino all'anno di Grazia 1660). Sir Winston Churchill morì nel marzo del 1688 a 67 anni.

    Nel 1643 aveva sposato Elizabeth Drake, nipote di lord Boteler e pronipote del potente George Villiers, duca di Buckingham, favorito dei sovrani Giacomo I e Carlo I. Insieme ebbero undici figli, sette maschi e quattro femmine; un figlio, chiamato Winston, morì alla battaglia di Solebay, nel 1672, appena ventenne[89]. Altri ancora morirono in gioventù o nell'infanzia; solo quattro raggiunsero elevate posizioni nella vita pubblica. Il già ricordato John diventerà uno dei più grandi strateghi della sua epoca, venendo ricompensato con il titolo di duca di Marlborough; suo fratello Charles servì nell'esercito insieme a lui e ottenne anch'egli numerose distinzioni, mentre un altro fratello, George fu un importante ammiraglio della Royal Navy. Infine una femmina, Arabella, divenne amante del duca di York, futuro re Giacomo II, al quale diede quattro figli, tra i quali spicca James FitzJames, I duca di Berwick, anch'egli grande comandante al servizio del Re Sole, maresciallo di Francia, la cui discendenza (cattolica), si stabilì poi in Spagna e Francia, ereditando anche il titolo dei duchi d'Alba. Attualmente la sua progenie è rappresentata da Carlos Fitzjames Stuart, XIX Duca d'Alba, figlio della defunta Cayetana Fitz-James Stuart, XVIII duchessa d'Alba.

    I fratelli George e Charles Churchill[modifica | modifica wikitesto]

    George Churchill
    • George Churchill, nato nel 1654, fratello di John, fu un importante ufficiale di marina e ammiraglio del XVII secolo in Gran Bretagna. Iniziò la sua carriera come luogotenente su varie navi durante le guerre contro gli olandesi, a conclusione delle quali ottenne il grado di capitano sulla nave HMS Dartmouth nel 1678, mentre negli anni seguenti ottenne il comando sulla Falcon e in seguito (1688), sulla Newcastle[90]. Questi incarichi probabilmente non comportavano un servizio attivo, ma durante gli eventi che portavano sul trono Guglielmo d’Orange, Churchill, sotto l'influenza del fratello, fu tra i primi a schierarsi con quest'ultimo e poco dopo ottenne il comando della HMS Windsor Castle, che comandò nella battaglia di Beachy Head. Partecipò in seguito allo scontro di Barfleur a capo della nave St Andrew. Nel 1693 si ritirò dal servizio attivo a causa dei dissapori tra il re Guglielmo e la famiglia Churchill, esacerbati anche dalla rivalità tra George e il Primo Lord dell'Ammiragliato lord Orford, cui Churchill attribuiva favoritismi verso un suo concorrente, Matthew Aylmer. Quando però Marlborough, fratello e protettore di George, si riconciliò con il re, la stella dei Churchill tornò in ascesa. Egli entrò così nel consiglio direttivo dell'Ammiragliato, ora presieduto dal principe consorte Giorgio di Danimarca, marito della regina Anna, che aveva nei Churchill i suoi favoriti. Raggiunse infine il rango di Admiral of the Blue, uno dei più elevati nella Marina britannica, scavalcando in grado il suo vecchio rivale Matthew Aylmer. La sua inefficienza nel contrastare la pirateria francese ai danni delle flotte mercantili inglesi e l'incapacità mostrata dalla flotta nel contrastare l'invasione del Pretendente della dinastia degli Stuart, nel 1708, gli attirarono però numerose critiche, alimentate anche dal suo pessimo carattere che gli alienò ogni simpatia. Nel 1708, alla morte del principe Giorgio, lasciò così l'Ammiragliato, ritirandosi a vita privata a Windsor Park, anche se mantenne il suo incarico di deputato per Portsmouth[91]; morì l'8 maggio 1710. Mai sposato, lasciò la sua grande fortuna a un figlio naturale.
    Charles Churchill
    • Il generale Charles Churchill, nato nel 1656, fu uno dei figli di Winston ed Elizabeth Drake. Si distinse in particolare come militare agli ordini del fratello, il duca di Marlborough: i Churchill erano infatti una famiglia molto unita e i fratelli si aiutavano reciprocamente. Dopo essere stato nominato Luogotenente della Torre di Londra, servì nell'esercito a Blenheim, dove comandò 18 battaglioni al centro della linea alleata e nuovamente a Ramillies, dove ebbe il comando di quattro brigate. Dal 1706 al 1711 fu governatore di Guernsey[92]. Sposato con Mary Gould, figlia di James Gould, ebbe un figlio naturale, anche lui di nome Charles, dalla sua amante Elizabeth Odd. Charles Churchill proseguì la carriera militare dei suoi avi, raggiungendo il grado di luogotenente generale; fu anche deputato, diplomatico (a Vienna) e membro della corte di re Giorgio II. Fu anche governatore del Royal Hospital di Chelsea e governatore di Plymouth[93]. Da una relazione con l'attrice Anne Oldfield ebbe un figlio, anch'egli di nome Charles, che sposò lady Maria Walpole, figlia di Robert Walpole: quest'ultimo Churchill fu uomo politico e parlamentare nella seconda metà del XVIII secolo[94]. Ebbe inoltre una figlia, Harriet, da madre sconosciuta, che sposò dapprima sir Everard Fawkener, amico e corrispondente di Voltaire, e in seguito Thomas Pownall, Governatore del Massachussets[95].

    Arabella Churchill[modifica | modifica wikitesto]

    Arabella Churchill

    Arabella Churchill nacque nel 1648, figlia di Sir Winston Churchill ed Elizabeth Drake. La fedeltà del padre alla causa realista permise alla giovane Arabella di accedere alla corte degli Stuart subito dopo la Restaurazione. In particolare divenne damigella d'onore della duchessa di York Anna Hyde, mentre il fratello minore John divenne paggio del duca Giacomo[96]. La frequentazione della famiglia reale la portò all'attenzione del duca, che iniziò a corteggiarla intorno al 1665. Tuttavia, secondo il conte di Gramont, un nobile francese risiedente presso la Corte di San Giacomo, Arabella non era attraente: alta, dal colorito pallido, tutta pelle e ossa; uno scheletro ripugnante[96]. A quanto pare, la giovane Churchill riuscì a conquistare il cuore del duca grazie alle attenzioni mostrategli dopo un incidente di caccia; inoltre, possedeva uno spirito intelligente e vivace in grado di intrattenere Giacomo[96].

    Giacomo Stuart, Duca di York
    James Fitzjames, Duca di Berwick

    La loro relazione durò circa dieci anni e Arabella ebbe dallo Stuart quattro figli, che assunsero il cognome di Fitzjames ("figli di Giacomo" in lingua normanna): Henrietta FitzJames (1667-1730), sposò il barone Henry Waldegrave (tra i loro discendenti anche Diana del Galles); James FitzJames, I duca di Berwick (1670-1734), condottiero al servizio di Luigi XIV, Maresciallo di Francia, la sua discendenza si stabilì in Spagna, dove acquisì il titolo di Duca d'Alba. Attualmente la famiglia è rappresentata da Carlos Fitzjames Stuart, XIX Duca d'Alba. Venne poi Henry FitzJames, I duca di Albemarle (1673-1702), cattolico come il padre e come tutti i suoi fratelli, combatté a fianco del deposto Giacomo II e del fratello James in Irlanda alla Battaglia del Boyne. Nel 1696 fu creato duca di Albermale, conte di Rochford e barone Romney nella parìa giacobita; si sposò con Marie Gabrielle d'Audibert de Lussan, figlia ed erede di Jean d'Audibert, conte di Lussan[96]. La coppia ebbe una figlia postuma, lady Christine Marie Jacqueline Henriette FitzJames che divenne suora. Infine nacque Arabella Fitzjames (1674-1704), la quale divenne anch'ella suora[96]. Quando la relazione con Giacomo ebbe termine, dopo che questi ascese al trono, Arabella ricevette una pensione e sposò un militare, il colonnello Charles Godfrey, il quale divenne un protetto del duca di Marlborough, fratello di Arabella, ottenendo vari incarichi onorifici durante il regno di Guglielmo e Maria. Da lui ebbe due figlie: Charlotte, che sposò Hugh Boscawen, visconte di Falmouth, e fu madre del famoso ammiraglio Edward Boscawen; la secondogenita Elizabeth fu invece moglie di Edmund Dunch, cortigiano e Membro del Parlamento. Arabella Churchill fu molto longeva e morì nel 1730 a 82 anni[96].

    John e Sarah, duchi di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    John Churchill, duca di Marlborough
    Il Duca di Marlborough alla battaglia di Oudenaarde nel 1708
    • John Churchill nacque nel 1650, un anno dopo la decapitazione del re d'Inghilterra Carlo I Stuart in seguito alla guerra civile inglese, da Sir Winston Churchill e da sua moglie, Elizabeth Drake. Il padre, durante la guerra civile, era rimasto fedele alla causa realista e si era schierato nelle file dei Cavaliers, contro il Parlamento. Ma con la vittoria dell'esercito parlamentare e l'instaurazione del Commonwealth, la famiglia Churchill era caduta in disgrazia. John e la sorella maggiore, Arabella, crebbero in condizioni assai modeste durante tutta la durata del Commonwealth. Tornato in auge dopo la Restaurazione, il giovane John iniziò la sua ascesa come paggio del duca di York, Giacomo. La sua carriera si estese lungo il regno di cinque sovrani, da Carlo II Stuart a Giorgio I di Hannover. Iniziò a farsi notare durante il regno di Carlo II, durante le guerre contro i Paesi Bassi, guadagnandosi anche gli elogi di Luigi XIV, quando salvò la vita del duca di Monmouth, figlio illegittimo di Carlo II. Fu però con re Giacomo II, suo protettore quando era duca di York, che ottenne i primi veri riconoscimenti, divenendo il maggior generale dell'esercito regio. Nel 1685, quando Giacomo II divenne re, Churchill giocò un ruolo fondamentale nel soffocare la ribellione di Monmouth (lo stesso al quale aveva salvato la vita anni prima) ed assicurare l'autorità del re ma nel 1688 tradì il sovrano schierandosi dalla parte dei protestanti e di Guglielmo d'Orange e Maria II Stuart. Guglielmo d'Orange, divenuto re con il nome di Guglielmo III, lo nominò conte di Marlborough e lo incaricò di comandare le truppe inglesi in Irlanda durante la guerra della Grande Alleanza; la posizione del conte rimase di una certa importanza a corte, sebbene non avesse ricevuto incarichi militari di grande rilevanza, sino alla scoperta di un carteggio che provava i contatti che Churchill teneva con l'esiliato Giacomo II e con i giacobiti: venne così arrestato ed imprigionato nella Torre di Londra, ma vi rimase per breve tempo.
    Il duca di Marlborough a Blenheim

    Liberato nel 1694 grazie anche all'influenza della moglie Sarah, amica e confidente della futura regina Anna Stuart, Churchill venne reintegrato nei suoi possedimenti e titoli, ricevendo inoltre il titolo di Capitano Generale dell'esercito inglese e partecipando, al comando degli eserciti alleati (insieme al principe Eugenio di Savoia, a capo degli Imperiali) alla guerra di Successione spagnola, contro re Luigi XIV ottenendo le brillanti vittorie che lo immortalarono come uno dei maggiori generali della storia: Blenheim, Ramillies, Oudenaarde. Con la caduta dei Whigs, il suo partito, la guerra ebbe termine e Churchill venne richiamato in Patria. Ricevuto il titolo di duca di Marlborough e la residenza di Blenheim Palace, si ritirò a vita privata nel 1711, a causa dell'opposizione di molti membri della corte. Tuttavia tornò sulla scena pubblica sotto il regno di Giorgio I, anche se per breve tempo. Colpito da un ictus, si spense nel 1722, all'età di settantadue anni. Sposatosi con la celeberrima Sarah Jennings, una delle più grandi dame del XVIII secolo, ebbe da lei sette figli; Sarah fu anche la più influente alleata politica del marito, aiutandolo costantemente nel corso della sua carriera.

    Sarah Churchill con lady Fitzharding
    • Sarah Jennings nacque il 5 giugno 1660, probabilmente in Holywell House, a St Albans, nel Hertfordshire. I suoi genitori erano Richard Jennings (o Jenyns), membro del Parlamento inglese, e Frances Thornhurst. Suo zio (Martin Lister) è stato un importante naturalista. Nel 1663, Richard Jennings conobbe Giacomo, Duca di York (il futuro Giacomo II, fratello del re Carlo II), in occasione di un negoziato per il recupero di una proprietà nel Kent (Agney Court) che era stata di sua suocera, Susan Lister (nata Temple). La prima impressione del Duca di York fu favorevole, sicché nel 1664 la sorella di Sarah, Frances Talbot, Contessa di Tyrconnel, venne nominata damigella d'onore della Duchessa di York, Anna Hyde.[97]. Anche se Frances venne costretta a rinunciare a questo incarico a causa del suo matrimonio con un Cattolico, Giacomo non si dimenticò della famiglia Churchill e nel 1673 Sarah venne nominata damigella d'onore della seconda moglie di Giacomo, Maria Beatrice d'Este.[97] Sarah conobbe la giovane Principessa Anna intorno al intorno al 1675 e la loro amicizia divenne sempre più forte col crescere della loro età. Era nota a tutti l'amicizia che le legava e Le figure di spicco della società inglese si rivolgevano spesso a Sarah perché patrocinasse le loro richieste presso la principessa. Quando Anna divenne regina alla morte del cognato Guglielmo III d'Orange, Sarah divenne la sua principale consigliera, l'ultima dei grandi favoriti di Casa Stuart. Alla fine del 1675, quando aveva ancora quindici anni, Sarah e John Churchill, iniziarono a frequentarsi dopo che avevano frequentato le stesse feste.[98] Churchill, che precedentemente era stato l'amante della favorita di Carlo II, Barbara Palmer, Duchessa di Cleveland, aveva poco da offrire dal punto di vista finanziario, dato che i suoi possedimenti erano insidiati dai debitori. Sarah dovette superare due ostacoli per conquistare Churchill, da un lato la Contessa di Dorchester, Catherine Sedley, una ricca amante di Giacomo II e dall'altro anche l'ostilità del padre di Churchill, Sir Winston Churchill (1620-1688), che preferiva come nuora la Palmer per rimpinguare i vuoti forzieri di famiglia. John Churchill sperava di prendere come amante Sarah al posto della Duchessa di Cleveland, che da poco era partita per la Francia, ma da alcune lettere scritte da Sarah a John si evince la riluttanza di lei ad assumere quel ruolo.[99][100].
      Sidney Godolphin
      In un'epoca in cui i matrimoni erano celebrati più per interesse che per amore, Sarah godette di una insolita relazione amorosa con il marito, che divenne suo marito nel 1677. Sarah agì come agente di Anna dopo che il padre di questa, Giacomo II, fu deposto durante la Rivoluzione del 1688; comunque Sarah tutelò i suoi interessi durante il regno dei successori di Giacomo II, Guglielmo III e Maria II.
    La famiglia dei duchi di Marlborough

    Quando Anna salì al trono dopo la morte di Guglielmo nel 1702, il Duca di Marlborough, insieme a Sidney Godolphin, I conte di Godolphin, guidò il governo, in parte grazie all'amicizia di sua moglie con la regina. Mentre il Duca guidava all'estero le truppe nella Guerra di successione spagnola, Sarah lo teneva informata degli intrighi a corte.[101] Sarah parteggiò instancabilmente a favore dei Whigs. Essendo una donna volitiva cui piaceva sempre fare a modo suo, Sarah mise a dura prova la pazienza della regina Anna ogni volta che erano in disaccordo su argomenti politici, giudiziari ed ecclesiastici. Dopo la definitiva rottura con Anna nel 1711, anche a causa della rivalità tra Sarah e la cugina Abigail Marsham, entrata nelle grazie della regina, la duchessa venne allontanata insieme al marito dalla corte degli Stuart, ma ritornò in auge quando salirono al trono gli Hannover dopo la morte della regina Anna (1714). Sarah in seguito fu al centro di famosi scontri con molti personaggi famosi, tra cui sua figlia la seconda Duchessa di Marlborough; l'architetto di Blenheim Palace, John Vanbrugh; il primo ministro Robert Walpole; il re Giorgio II di Gran Bretagna e sua moglie, la regina Carolina. Il denaro ereditato dal marito, il duca di Marlborough, fece di Sarah una delle donne più ricche in Europa.[102][103]. Sarah Churchill morì il 18 ottobre 1744 all'età di 84 anni.[104]

    La discendenza dei duchi di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    John Churchill e la moglie Sarah ebbero insieme sette figli. A parte Harriet e Charles, che morirono nell'infanzia o senza discendenza, la loro prole fu la seguente.

    Henrietta Churchill Godolphin
    • Henrietta Godolphin (1681-1733)[105]. Figlia secondogenita dei duchi di Marlborough, dopo la morte del fratello minore John, marchese di Blandford ed erede presuntivo del padre, ottenne tramite un atto del Parlamento il diritto di succedere nei titoli paterni, nonostante i ducati in genere non potessero essere trasmessi per via femminile. Così, quando nel 1722 il padre John morì, Henrietta divenne suo jure seconda duchessa di Marlborough.
    Francis Godolphin

    Nel 1698 aveva sposato Francis Godolphin, figlio di Sidney Godolphin, uno stretto alleato politico dei genitori, che aveva guidato il Paese insieme alla madre e al padre di Henrietta durante la Guerra di successione spagnola. Da lui ebbe cinque figli: William, marchese di Blandford (1700-1731), che si sposò con Maria de Jong ma non ebbe discendenza. Fu questo il motivo per il quale i titoli e i beni dei Marlborough passeranno poi agli Spencer, discendenti della sorella minore di Henrietta, Anne. Vi furono poi Henry e Margaret, nati e morti nel 1700 e 1703, lady Henrietta (detta Harriet) (1701-1776), moglie di Thomas Pelham-Holles, I duca di Newcastle-upon-Tyne e infine lady Mary Godolphin (1723-1764). Di quest'ultima si disse sempre che fosse in realtà figlia del drammaturgo William Cogreve, del quale Henrietta fu mecenate e a lungo amante. Nonostante ciò Francis Godolphin la crebbe come una propria figlia, anche se la nonna materna, Sarah, non la riconobbe come propria nipote fino al 1740, quando le due si riconciliarono. Nella stessa occasione la nonna combinò per Mary un matrimonio prestigioso, dandola in moglie a Thomas Osborne, IV duca di Leeds. Henrietta era comunque già morta nel 1733 e fu sepolta accanto al marito e alla sua famiglia nell'Abbazia di Westminster; non avendo lasciato discendenza maschile superstite, i titoli e il patrimonio Marlborough passarono ai nipoti Charles e John.

    Anne Churchill contessa di Sunderland
    • Anne Churchill Spencer (1683-1716)[106]. Lady Anne Churchill nacque dai duchi di Marlborough, principessa del Sacro Romano Impero e di Mindelheim. La sua vita trascorse all'ombra della madre, la quale dispose per lei il matrimonio con il conte di Sunderland. Dal 1702 al 1712 fu Lady of the Bedchamber della regina Anna. Dal marito ebbe cinque figli. Il primogenito Robert (1701-1729) fu il quarto conte di Sunderland, ma morì senza discendenza; la secondogenita lady Anne sposò un pari irlandese, il visconte William Bateman. Vennero poi Charles (1706-1758), che proseguì la discendenza degli Spencer e dei Churchill come terzo duca di Marlborough. John (1708-1746) ereditò la gran parte delle fortune della nonna Sarah, che aveva disapprovato il matrimonio del fratello maggiore Charles con una donna di rango sociale inferiore; da lui discese la linea comitale degli Spencer, cui appartenne Diana del Galles. Infine nacque la prima lady Diana (1710-1735), inizialmente considerata come moglie dal principe di Galles, sposò in seguito John Russell, IV duca di Bedford, dal quale ebbe un figlio nato e morto nel 1732. La contessa di Sunderland morì a 33 anni nel 1716, venendo sepolta nella Chiesa di Great Brington, necropoli degli Spencer.
    Il marchese di Blandford ritratto da Godfrey Kneller
    Elizabeth Churchill, duchessa di Bridgewater
    John Montagu, II duca di Montagu
    Mary Churchill, duchessa di Montagu
    • John Churchill, marchese di Blandford (1686-1703). Fu il primogenito maschio e l'erede designato dei duchi di Marlborough. Non si sa molto della sua infanzia, poiché all'epoca i genitori non avevano ancora raggiunto una elevata posizione sociale. Si sa che i suoi padrini di battesimo furono lo zio Richard Talbot, conte di Tyrconnel in Irlanda e marito di Frances Jennings, un fedele giacobita, e Sidney Godolphin, amico e alleato politico dei Churchill. Quando nel 1702 la regina Anna nominò il padre Duca di Marlborough il giovane Churchill ricevette il titolo di cortesia di marchese di Blandford, in quanto erede presuntivo del padre. Nel 1696, a dieci anni, il piccolo John venne mandato a Eton, dove rimase per quattro anni[107]. In seguito avrebbe voluto seguire il padre nella carriera militare, ma avendo solo 14 anni la madre Sarah si oppose, temendo per la sua vita; Churchill proseguì allora gli studi al King's College di Cambridge[108]. In questo periodo il giovane fu molto vicino al padrino Godolphin, facendogli frequentemente visita a Newmarket, nel Suffolk. Ragazzo brillante e di vivace intelligenza, Lord Ailesbury lo definì il miglior giovane che si possa vedere[107]. Nel 1703 tuttavia Blandford contrasse il vaiolo; la madre Sarah lo assistette al suo capezzale e la regina mandò i suoi medici personali per curarlo ma il 19 febbraio le condizioni si aggravarono e il 20 John Churchill morì a Cambridge, a soli 17 anni. La regina Anna, che aveva perso tutti i suoi diciotto figli, morti in tenera età, scrisse una toccante lettera alla duchessa di Marlborough, sua stretta amica e confidente[109]. Il padre, informato della notizia, piombò in un grande dolore, ricordando spesso il figlio perduto negli anni seguenti. Sidney Godolphin scrisse a Sarah: Vi assicuro, senza adulazione o partigianeria, che non era solo il più gradevole ma anche lo spirito più libero e la creatura più intelligente che si potesse immaginare per la sua età.
    • Mary Churchill Montagu (1689-1751). Sposata con John Montagu, II duca di Montagu, figura eminente di aristocratico nell'Inghilterra del XVIII secolo. Membro della Royal Society, del Collegio dei Fisiatri e dell'Ordine del Bagno e della Giarrettiera. Fu anche Gran Maestro della Prima gran loggia d'Inghilterra dal 1721 al 1723 e fu tra i fondatori e finanziatori del Foundling Hospital, oltre che finanziatore di due importanti figure di neri britannici dell'epoca, Ignatius Sancho e Francis Williams[110]. Era anche famoso per il suo carattere giocoso e per i suoi leggendari scherzi, di cui fu vittima anche Montesquieu, il quale una volta fu gettato dal duca in un secchio di acqua gelata[111]. La coppia ebbe cinque figli. Essi furono: Isabella, duchessa di Manchester (m. 1786); John (1706-1711); George (morto in fasce); Mary, contessa di Cardigan (1711-1775) ed Edward (1725-1727).

    Duchi di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    La casata ducale dei Marlborough discese nella linea degli Spencer attraverso Charles, nipote primogenito di John e Sarah Churchill, lungo dodici duchi fino ad oggi.

    Charles Spencer, III duca di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    Charles Spencer III duca di Marlborough
    Elizabeth, duchessa di Marlborough

    Nato il 22 novembre del 1706, figlio del III conte di Sunderland e di Anne Churchill[112]. Data le morte prematura dei fratelli maggiori divenne nel 1729 erede del padre nel titolo comitale, come V conte di Sunderland. Quando quattro anni dopo morì senza eredi maschi la zia Henrietta Godolphin, II duchessa di Marlborough, Charles ereditò il titolo ducale, ma in ottemperanza all'accordo matrimoniale dei genitori dovette lasciare le proprietà degli Spencer al fratello minore John, ma non poté insediarsi a Blenheim fino alla morte della nonna materna, la duchessa vedova Sarah, nel 1744[112]. Oltretutto, l'anziana nobildonna aveva scarsa simpatia per il nipote, soprattutto dopo che questi aveva sposato la giovane Elizabeth Trevor, figlia di Lord Trevor, che era stato avversario politico del duca di Marlborough; per questo la gran parte dell'immenso patrimonio di Sarah era stata ereditata dal cadetto John, mentre Charles, ora duca di Marlborough, si ritrovò con sostanze molto più modeste[112].

    Nonostante ciò il giovane duca prese parte come da tradizione di famiglia alla vita politica del Paese. Ereditata dal padre l'avversione per Walpole, si unì nel 1734 al Liberty Club, un gruppo parlamentare ostile al Primo Ministro. Nello stesso anno fu promotore alla Camera dei lord di una proposta di legge per prevenire la confisca delle pensioni militari se non dopo condanna di una corte marziale o del parlamento[112]. La proposta mirava a ingraziarsi i vecchi ufficiali che avevano servito sotto il nonno, in particolare Lord Cobham, suo lontano parente e membro del Liberty Club, che aveva a lungo combattuto con Marlborough sul Continente[112]. Tuttavia, data la contrarietà del re il progetto di legge venne respinto. Sempre nel 1734, in marzo, Marlborough ottenne dalle camere una legge di naturalizzazione per il Principe di Orange, marito della principessa Anna di Hannover[112].

    Richard Temple, I visconte Cobham, alleato politico dei Marlborough

    Tre anni più tardi si avvicinò al Principe di Galles Federico, per sollecitare Henry Fox a votare in favore della pensione parlamentare del principe. Tale mossa era forse dettata anche dal desiderio di ingraziarsi il re Giorgio II, che aveva in forte antipatia Marlborough, sia per il fatto di essere figlio di Lord Sunderland, quindi di una famiglia tradizionalmente vicina agli Stuart, sia per il tentativo ordito dalla nonna Sarah di far sposare sua sorella Diana con il Principe di Galles. L'anno seguente, probabilmente per influenza della moglie, cessò la sua lontananza dalla corte e divenne colonnello del 38º reggimento di fanteria ottenendo anche la carica di Lord of the Bedchamber. Ciò acuì le ire dell'anziana duchessa di Marlborough, che odiava gli Hannover, già irritata per il matrimonio con la figlia di Lord Trevor; ella cacciò il nipote da Windsor Park, di cui era proprietaria e addirittura fece cancellare il ritratto di lady Bateman, sorella di Charles, che aveva favorito il matrimonio[112]. Negli anni seguenti tuttavia Charles proseguì la carriera militare ottenendo il comando di vari reggimenti e nel 1741 divenne cavaliere della Giarrettiera, riavvicinandosi nel frattempo anche a Robert Walpole.

    La battaglia di Dettingen

    Alla Battaglia di Dettingen (1743) comandò una brigata con successo, ma subito dopo rassegnò le dimissioni in polemica con gli Hannover, secondo Walpole per rientrare nei favori della nonna[112]. Tuttavia quando nel 1745 scoppiò la rivolta giacobita dichiarò il proprio appoggio al governo. Nel 1749 infine entrò nel governo come Lord Steward e nel Consiglio privato[112]. Nel 1755 divenne anche Lord del sigillo privato e nello stesso periodo si allontanò da John Carteret per avvicinarsi a Henry Fox, tentando anche di riconciliare quest'ultimo con il suo storico rivale William Pitt il Vecchio, entrambi a capo delle due principali correnti del partito Whig[112]. Dal 1757 al 1758 ricoprì l'incarico di Master-General of the Ordnance (comandante dell'esercito e ministro della guerra) nel governo presieduto da un cugino, il duca di Newcastle, nel quale William Pitt era Ministro degli Esteri e Presidente della Camera dei Comuni.

    Nel maggio del 1758, durante la Guerra dei Sette Anni Marlborough ottenne congiuntamente a Lord George Sackville il comando della spedizione navale diretta verso il porto bretone di Saint-Malo, con l'intento di distruggere il naviglio dei corsari francesi impiegati per intercettare le navi mercantili inglesi. La città risultò troppo fortificata e non venne attaccata, ma molte navi corsare vennero date alle fiamme prima del reimbarco[112]. Successivamente, nello stesso anno, gli venne affidato il comando di un contingente britannico da sbarcare in Germania per ricongiungersi con le truppe alleate del principe Ferdinando di Brunswick-Wolfenbüttel[112]. Marlborough sbarcò a Emden e guidò con successo l'operazione, ma non fu in grado di partecipare a nessun combattimento importante perché morì improvvisamente a Munster il 20 ottobre del 1758, probabilmente di dissenteria, anche se corsero voci di avvelenamento. Nel corso della sua carriera era stato anche governatore del Foundling Hospital[112]. Dalla moglie Elizabeth Trevor ebbe cinque figli. Tra di essi George Spencer divenne il IV duca di Marlborough (vedi sotto). Gli altri figli della coppia furono i seguenti:

    Diana Beauclerk, viscontessa di Bolingbroke[modifica | modifica wikitesto]

    Lady Diana Spencer St. John Beauclerk
    Frederick St. John, II visconte Bolingbroke
    Topham Beauclerk

    Fu una nobildonna e artista inglese[113]. Cresciuta a Langley Park, nel Buckinghamshire, dove manifestò una precoce vocazione artistica, anche grazie all'influenza di Joshua Reynolds, un amico di famiglia. Nel 1757 sposò Frederick St. John, II visconte di Bolingbroke e dal 1762 al 1768 fu Lady of the Bedchamber della regina Carlotta[113]. In questo periodo divenne nota come lady DI, analogamente alla sua lontana parente due secoli più tardi. Il matrimonio con Bolingbroke, oscurato dalla brillante personalità della moglie, fu infelice e il marito era notoriamente infedele. Per questo Diana chiese il divorzio per adulterio nel 1768, che fu approvato con atto del parlamento[113]. Appena due giorni dopo sposò Topham Beauclerk, un discendente diretto di re Carlo II. Donna colta, il suo circolo di amici includeva la cugina Georgiana, duchessa di Devonshire, Samuel Johnson, Edward Gibbon, David Garrick, Charles James Fox, James Boswell ed Edmund Burke[113][114]. In ambito artistico, Diana divenne una nota illustratrice, e disegnò il corredo iconografico per le edizioni di opere di Robert Walpole e John Dryden; inoltre, alcuni suoi disegni furono utilizzati da Josiah Wedgwood per bassorilievi e gioielli[113]. Dopo la morte del secondo marito nel 1780 Diana visse in ristrettezze economiche, e condusse una vita più ritirata. Morì infine nel 1808, venendo sepolta a Richmond[113]. Dal primo matrimonio ebbe due figli George (1761-1824), III visconte di Bolingbroke, e Frederick (1765-1844), che intraprese la carriera militare e combatté nelle Guerre napoleoniche e in India[113]. Ebbe invece quattro figli da Topham Beauclerk. Anne nacque nel 1764 (quando ancora era sposata con Bolingbroke), ma morì durante l'infanzia. Elizabeth nacque nel 1766 e morì nel 1793; sposò nel 1787 il cugino George Herbert, XI conte di Pembroke, figlio della sorella di sua madre Elizabeth, lady Pembroke (vedi sotto), dal quale ebbe quattro figli. La sua gemella Mary (1766-1851), ebbe una lunga relazione incestuosa con il fratellastro Bolingbroke, dal quale ebbe anche quattro figli[113]. Quando lui l'abbandonò, Mary si sposò nel 1797 con un nobile anglo-tedesco, Franz Raugraf Jenison von Walworth, dal quale ebbe sette figli. La discendenza della figlia minore Emilie si ritrova oggi nella nobiltà tedesca[113]. Infine Charles George Beauclerk (1774-1846), fu per breve tempo membro del Parlamento e nel 1799 sposò Emily Charlotte Ogilvie[113].

    Elizabeth Herbert, contessa di Pembroke[modifica | modifica wikitesto]

    Elizabeth con il figlio George Herbert
    Henry Herbert conte di Pembroke, di Joshua Reynolds

    Nacque dal duca Charles Spencer ed Elizabeth Trevor. Durante la giovinezza fu molto ammirata da re Giorgio III, divenendo, come la sorella maggiore Diana, Lady of the Bedchamber della regina Carlotta. A diciannove anni divenne moglie di Henry Herbert, X conte di Pembroke. La coppia era molto vicina ai reali, i quali furono anche ospiti dei conti di Pembroke nella loro residenza di Wilton House nel Wiltshire nel 1778[115]. Come per la sorella, anche il matrimonio di Elizabeth fu molto infelice, a causa della continua infedeltà del consorte; nel 1762 i due si riconciliarono ma Elizabeth ebbe a dire: I mariti sono pericolosi e potenti animali[116]. Nel frattempo il conte aveva avuto anche un figlio illegittimo, ma la moglie pretese e ottenne che non assumesse il cognome Herbert. Da quel momento i due vissero comunque come separati in casa, lui al piano terra e lei ai piani superiori, ma nel 1788 Elizabeth lasciò definitivamente Wilton andando a vivere nella magione di Pembroke Lodge, a Richmond Park.

    La dimora, che da lei prende il nome, le era stata donata da Giorgio III, suo ammiratore, e negli anni seguenti Elizabeth l'ampliò molto dandole quel caratteristico stile georgiano che ancora oggi la contrassegna[116]. Nello stesso 1788 tuttavia il re soffrì del primo dei numerosi attacchi di follia che dovevano susseguirsi negli anni a venire ed Elizabeth, appena fuggita dal marito, si ritrovò a dover sopportare l'imbarazzo delle sgradite attenzioni di Giorgio III, finché il sovrano non tornò in sé l'anno successivo[116]. Dal matrimonio con il conte di Pembroke ebbe due figli. Il primogenito George Augustus Herbert (1759-1827), che divenne nel 1794 conte di Pembroke ed intraprese la carriera militare, come da tradizione della famiglia materna. Sposò in prime nozze la cugina Elizabeth Beauclerk, dalla quale ebbe quattro figli, e successivamente alla sua morte nel 1793 la nobildonna russa Ekaterina Semënovna Voroncova, figlia del diplomatico Semën Romanovič Voroncov, dalla quale ebbe sei figli. La secondogenita Charlotte morì di consunzione a 10 anni nel 1784. Elizabeth Spencer morì invece nel 1831.

    Lord Charles Spencer (1740-1820)[modifica | modifica wikitesto]

    Lord Charles Spencer, di Joshua Reynolds
    Mary Beauclerk, lady Charles Spencer

    Dal 1761 al 1790 fu membro del Parlamento per la circoscrizione di famiglia dell'Oxfordshire, anche se in tale posizione contrariò il fratello George, duca di Marlborough, perché si schierò contro Pitt e a favore del duca di Portland[117]. Per questo il duca allontanò il fratello dal seggio dell'Oxfordshire nel 1790, sostituendolo con il figlio George, marchese di Blandford. Sei anni dopo tuttavia, su invito dello stesso Pitt, Spencer fece ritorno alla Camera, anche perché il nipote nel frattempo aveva preso posizioni contrarie a quelle paterne[118]. Negli anni successivi Lord Charles si mostrò dunque più accomodante verso il governo, votando spesso in favore dello stesso; così Spencer e il fratello George chiesero a Pitt di assegnare un incarico ministeriale a Spencer[118]. Questi aveva già occupato varie cariche negli anni precedenti: entrato nel Consiglio Privato nel 1763 era divenuto nello stesso anno Comptroller of the Household cessando l'incarico nel 1765; era poi stato Lord dell'Ammiragliato dal 1768 al 1779 e Tesoriere di Camera dal 1779 al 1782[118]. Tuttavia Pitt, nonostante le richieste pervenutegli anche tramite il conte Spencer, a lui molto vicino, oppose sempre ostacoli a nomine ministeriali per Spencer[118], probabilmente per la vicinanza della sua famiglia alla fazione di Charles James Fox. L'occasione venne quando Pitt si dimise nel 1801 e venne sostituito dal Tory Henry Addington. Charles divenne così Postmaster-General congiunto nel 1801, abbandonando la Camera dei Comuni, carica che mantenne fino al 1806 anche dopo il ritorno di Pitt al governo[118]. Quando quest'ultimo morì, nel 1806, si formò un nuovo governo di coalizione che escludeva i pittiani di George Canning ma includeva Fox e i suoi, presieduto dal cugino di Pitt William Grenville. Il governo venne detto Ministero di tutti gli Ingegni (Ministry of All the Talents). Il cugino dei Marlborough, Lord Spencer ricoprì l'incarico di Segretario per gli Affari interni, mentre Charles divenne Ministro della Zecca Reale (Master of the Mint), vedendo così garantito il supporto della famiglia al nuovo ministero[118]. Tuttavia il 25 settembre venne silurato in favore di Charles Bathurst (ritenuto più affidabile), come ritorsione per il fatto che un altro parente, il nipote Francis non aveva dato il suo supporto al governo[118].

    William Robert Spencer
    Aubrey Spencer, vescovo di Newfoundland

    Cercò a questo punto di ottenere una compensazione per l'incarico perduto, e divenne Lord of the Bedchamber nel 1808. Molto indebitato, Lord Charles dovette infine fuggire nel Continente nel 1818 per sottrarsi ai creditori; tornato poco dopo, morì infine nel 1820[118].

    Sposato nel 1762 con lady Mary Beauclerk, figlia di Vere Beauclerk, I Barone Vere, dalla quale ebbe tre figli. Robert (1764-1831) e John (1767-1831). Questi succedette al padre in parlamento dopo che egli divenne Postmaster General nel 1801, anche se non svolse attività parlamentare; sposatosi per amore con la cugina Elizabeth, figlia George, IV duca di Marlborough, dopo la morte di questa la sua salute degenerò rapidamente e morì a Breda nel 1831[119]. Infine William Robert (1769-1834), fu poeta e umorista. Educato ad Harrow School, divenne molto popolare in società per il suo umorismo e il suo talento letterario. Vicino come molti suoi parenti a Fox e a Richard Brinsley Sheridan, era molto apprezzato anche dal principe di Galles. I suoi lavori furono elogiati anche da Walter Scott e Lord Byron[120]. Sposato con Susan Jenison-Walworth ebbe sette figli, tra cui Aubrey, che divenne vescovo di Newfoundland e George che fu vescovo di Madras[118]. Svolse solo marginalmente attività politica, più per dovere familiare, e fu per breve tempo parlamentare, per poi assumere la sinecura di Commissioner of the stamps. Tuttavia, analogamente al padre visse in difficoltà finanziarie e nel 1826 si trasferì a Parigi dove morì nel 1834[118].

    Lord Robert Spencer (1747-1831)[modifica | modifica wikitesto]

    Lord Robert Spencer, di Joshua Reynolds

    Figlio ultimogenito del terzo duca di Marlborough, Robert svolse la sua carriera politica nella scia di Charles James Fox, suo stretto amico, data la vicinanza del suo casato ai Whig[121]. Come Fox anche Robert Spencer era un accanito scommettitore e accumulò molti debiti; per questo motivo ebbe spesso difficoltà a candidarsi, poiché le spese della campagna elettorale erano all'epoca a carico dei candidati. Nonostante non fosse un loquace oratore in pubblico, votò costantemente con l'opposizione foxita[121]; continuò a farlo anche dopo aver annunciato di volersi dimettere da parlamentare, offrendosi al contempo di rassegnare le dimissioni anche dal Privy Council un mese dopo Fox (1798)[121].

    Nel marzo del 1802 ritornò in Parlamento per il seggio di Tavistock, seggio tradizionalmente controllato dai Russell, duchi di Bedford, con i quali era imparentato. Continuò in questa veste a supportare fedelmente Fox e nell'agosto dello stesso anno accompagnò quest'ultimo a Parigi dove incontrò Bonaparte, allora Primo Console, con il quale discusse del suo avo Marlborough, molto ammirato dal generale corso (quando quest'ultimo sarà esiliato a Sant'Elena Robert gli invierà una biografia del duca di Marlborough)[121]. Al suo ritorno continuò a supportare Fox nella sua opposizione a Pitt e Henry Addington. La carriera di Robert Spencer subì un colpo fatale con la prematura morte di Fox nel 1806, proprio quando questi era giunto all'apice della carriera[121]; escluso dal Parlamento, non vi fece ritorno nonostante il duca di Bedford gli avesse offerto più volte un seggio nel 1807 e 1809. Ritornò ai Comuni solo nel 1817 per il seggio di Tavistock, come sostituto di Lord John Russell durante la malattia di quest'ultimo[121]. Svolse un analogo incarico per il seggio di Woodstock l'anno seguente, per conto del nipote. In questa veste votò regolarmente all'opposizione, coerente con i suoi principi Whig, lasciando infine il seggio nel 1820[121]. Ritiratosi nella sua residenza di Woolbeding, morì infine nel 1831. Si era sposato nel 1811 con Henrietta Fawkener, dalla quale aveva avuto una figlia, chiamata Diana, quando Henrietta era ancora sposata con Edward Bouverie.

    George Spencer, IV duca di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    George, IV duca di Marlborough, di George Romney
    Caroline, duchessa di Marlborough, di Joshua Reynolds
    La famiglia dei duchi di Marlborough, di Joshua Reynolds

    Nato il 26 gennaio del 1739 come marchese di Blandford, entrò a sedici anni nelle Coldstream Guards. Descritto come un giovane di grande avvenenza, nel 1756 divenne capitano del XX reggimento di fanteria[122]. Tuttavia, quando due anni dopo succedette nel titolo paterno lasciò l'esercito. In contrasto con l'atteggiamento paterno non sostenne Henry Fox e inizialmente si dedicò all'amministrazione della contea di Oxford, della quale divenne Lord luogotenente nel 1760. L'anno successivo portò lo scettro e la croce all'incoronazione di Giorgio III e nel 1762 divenne Lord ciambellano, entrando al contempo nel Consiglio Privato[122]. Nel ministero presieduto da George Grenville (1763-1765) ricoprì l'incarico di Lord del sigillo privato[122]. Dopo la conclusione di questa esperienza politica si avvicinò allo zio (e suocero) John Russell, IV duca di Bedford, promettendogli che non si sarebbe unito al partito di Lord Temple, rivale di Bedford. Siccome però era ansioso di diventare cavaliere della Giarrettiera, lo zio intercedette per lui, anche se Giorgio III, che detestava Bedford, non provvide all'investitura fino a dopo la morte di quest'ultimo, nel 1771[122]. Dopo la giovinezza tuttavia il duca non partecipò più attivamente alla vita politica, limitandosi a sostenere i fratelli o i figli quando richiesto, vivendo per il resto nella quiete della reggia dei Marlborough a Blenheim Palace. L'ultima sortita avvenne nel 1779 quando lui e il cognato conte di Pembroke si schierarono contro l'Ammiragliato nel processo contro l'ammiraglio Augustus Keppel in seguito alla battaglia di Ouessant (1778)[122]. Una passione che coltivò assiduamente fu quella per l'astronomia: fece installare nel parco di Blenheim un osservatorio e mantenne una fitta corrispondenza in merito con il conte Hans Moritz von Bruhl[123]. Per i suoi interessi scientifici divenne membro della Royal Society nel 1786. Fu anche un raffinato collezionista e nel 1762 acquistò dal conte veneziano Anton Maria Zanetti una serie di preziosi cammei che diventeranno poi note come Gemme Marlborough (Marlborough Gems)[124]. Il duca venne trovato morto nel suo letto a Blenheim il 29 gennaio 1817. Secondo quanto disposto ai tempi della bisnonna Sarah, alla sua morte Marlborough House tornò alla Corona[122].

    La duchessa di Marlborough con la figlia Caroline, di Joshua Reynolds

    Si era sposato nel 1762 con lady Caroline Russell, figlia di John Russell, IV duca di Bedford, il quale in prime nozze aveva sposato Diana Spencer, zia di George. Il matrimonio, finalizzato a cementare l'alleanza con il potente casato Whig dei Russell, fu molto felice[125] e allietato da otto figli, tre maschi e cinque femmine. Di queste Caroline (1763-1813) sposò Henry Agar-Ellis, II visconte Clifden e fu madre di George Agar-Ellis, I barone Dover; Elizabeth (1764-1812), che sposò il cugino John Spencer, figlio di Lord Charles Spencer. Lady Georgiana Charlotte (1769-1802) invece si innamorò di Edward Nares, un sacerdote anglicano e Professore di Storia Moderna ad Oxford, con il quale fuggì e si sposò nel 1797, nonostante la contrarietà dei genitori; la coppia ebbe tre figli[126]. Lady Anne (1773-1865) sposò Cropley Ashely-Cooper, VI conte di Shaftesbury e fu madre di Anthony Ashley-Cooper, VII conte di Shaftesbury, famoso uomo politico e riformatore progressista del XIX secolo. Infine lady Amelia (1774-1829), che sposò Henry Pytches Boyce. I figli maschi invece, a parte il primogenito George che diventerà il quinto duca di Marlborough (vedi sotto), furono i seguenti.

    Lord Henry John Spencer e Lord Francis Almeric Spencer[modifica | modifica wikitesto]

    Lord Henry (a destra), con la sorella Charlotte Nares
    • Lord Henry John Spencer (1770-1795). Educato a Eton e Oxford, fu considerato sin da giovane un astro nascente[127]. Nel 1790 divenne segretario Lord Auckland, all'epoca ambasciatore nei Paesi Bassi, diventando al contempo membro del Parlamento per Woodstock, la circoscrizione di famiglia[128]. Durante il suo incarico diplomatico dovette sostituire Auckland, dimostrando una tale capacità che ad appena 20 anni venne nominato ministro plenipotenziario nei Paesi Bassi[128]. Nello stesso periodo venne mandato a Vienna come rappresentante del governo britannico all'incoronazione dell'imperatore Francesco II. Due anni dopo fece il suo discorso inaugurale alla Camera dei comuni, non riprendendo incarichi diplomatici fino al 1793[128]. In quell'anno, con lo scoppio della guerra contro la Francia, Auckland venne rimosso dall'ambasciata olandese, e la carriera di Spencer sembrò in stallo. Desideroso di ritornare sul Continente, anche a causa di dissapori con il padre, accettò infine con riluttanza l'incarico di plenipotenziario a Stoccolma, non potendo ambire all'ambasciata in Prussia a causa della sua ancor giovane età[128]. In Svezia rimase per due anni, finché nel 1795 venne destinato a Berlino. Quello che doveva essere il coronamento della sua brillante carriera fu però anche la sua fine: morì infatti di febbri il 3 luglio, ad appena venticinque anni[128]. Mai sposatosi, non lasciò discendenza.

    George Spencer-Churchill, V duca di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    George Spencer-Churchill, V duca di Marlborough
    Susan, duchessa di Marlborough

    Il primogenito del quarto duca, George, nacque il 6 marzo 1766. Trascurato dai genitori, con i quali avrà sempre un rapporto turbolento, fu educato a Eton e al collegio oxoniense di Christ Church, ottenendo il baccellierato e la laurea (Master of Arts) nel 1786, per divenire in seguito Doctor of Laws (D.C.L.) onorario nel 1792[127]. Due anni prima era entrato in Parlamento come rappresentante per l'Oxfordshire, come da tradizione di famiglia. Politicamente si schierò, al modo consueto, tra le fila Whig. Tuttavia, poco interessato alla politica, in questo periodo il marchese di Blandford si dedicò ad altri piaceri che gli procurarono un'imperitura fama di eccentricità. Sua grande passione era il collezionismo librario[118] (un tratto in comune con il cugino Lord Spencer, che negli stessi anni ad Althorp allestì una delle più ricche biblioteche d'Europa). Residente dal 1798 a Whiteknights Park, vicino Reading, spese molto denaro per i giardini e la biblioteca, assicurandosi tra l'altro l'edizione a stampa del Decameron del 1471, opera del tipografo tedesco Christoph Valdarfer, acquistata dal Duca di Roxburghe, oltre al celebre "Messale Bedford", una manoscritto miniato degli inizi del XV secolo, oggi al British Museum[124]. Queste vaste spese lo resero pesantemente indebitato, fatto che spinse Blandford a rientrare in Parlamento, probabilmente all'unico scopo di sfuggire ai creditori[118]. Vinto il seggio di Tregony (un "rotten borough"[129] in Cornovaglia) nel 1802 tra le fila dei Tories, due anni dopo entrò nel governo di Pitt il Giovane come Lord of the Treasury. Quando Pitt morì e gli succedette il cugino Lord Grenville Blandford ottenne tramite un Writ of acceleration di accedere alla Camera dei lord con il titolo di "Barone di Wormleighton", assicurandosi così un seggio parlamentare permanente[118]. Questa mossa tuttavia lo mise in urto con i genitori, che avevano disposto di trasmettere il titolo baronale al figlio cadetto Francis, e in particolare con la madre Caroline, con la quale si era già pesantemente scontrato in occasione del suo matrimonio con lady Susan Stewart[118]. Inoltre, per far dispetto ai detestati parenti, si avvicinò sempre più ai Tories, abbandonando la salda tradizione Whig della famiglia. Dopo essersi riconciliato con la madre sul letto di morte, nel 1811, divenne il quinto duca di Marlborough alla morte del padre sei anni più tardi[118]. Nella stessa occasione ottenne il diritto, per sé e per i suoi discendenti, di usare il doppio cognome "Spencer-Churchill", in memoria della discendenza dal vincitore di Blenheim[118]. Tuttavia gli ultimi anni del duca furono tristi: oberato dai debiti, fu costretto a vendere molti dei tesori antiquari che aveva accumulato negli anni precedenti, riducendosi a vivere con una pensione annua che la regina Anna aveva concesso al suo avo Marlborough un secolo prima[130].

    Blenheim Palace alla fine del XVIII secolo

    Negletto dalla buona società, da questa considerato "un comune imbroglione", gli rimaneva da esibire solo un gran nome, mentre il parco e lo stesso palazzo di Blenheim erano invasi da torme di estranei che vi si recavano per pescare, cacciare e addirittura far legna nella tenuta ducale[131]. Confortato unicamente dalla compagnia del gaudente Principe di Galles, cui l'eccentricità di Marlborough non era affatto sgradita, e della storica amante Matilda Glover, alla quale dava lezioni di canto, George Spencer-Churchill morì infine il 5 marzo 1840[132]. In riconoscimento della sua passione per il collezionismo di antichità, nel 1803 era divenuto membro della Society of Antiquaries of London (F.S.A.). Sposato dal 1791 con lady Susan Stewart, figlia di John Stewart, VII conte di Galloway, da lei ebbe quattro figli: il primogenito George (1793-1857), che gli succederà nel titolo, il secondogenito lord Charles (1794-1840) (vedi sotto), il reverendo lord George Henry (1796-1828), sposato con la cugina Elizabeth Nares, e infine il capitano lord Henry John (1797-1840) che morì a Macao a bordo della nave "Ship Druid". Ebbe poi molti figli illegittimi nati da varie amanti, compresi sei da Matilda Glover, e altri due documentati da madri sconosciute[133].

    Lord Charles Spencer Churchill (1794-1840)[modifica | modifica wikitesto]

    Lord Charles Spencer-Churchill

    Come il padre la sua vita fu dominata dai problemi finanziari. Durante le Guerre napoleoniche servì nell'esercito e partecipò alla campagna peninsulare e alla successiva invasione della Francia. Entrato in Parlamento nel 1818 in due successive elezioni rimase ancor più indebitato, per questo non si ricandidò più due anni dopo[134]. Rimasto fuori dalla Camera, per far fronte ai creditori si spostò, come già il padre, verso i Tories di Lord Liverpool. Nello stesso periodo tentò anche di ottenere un brevetto di maggiore nell'esercito, contando sull'appoggio del Duca di Wellington, ma anche in questo caso, nonostante i ripetuti tentativi, non ottenne nulla[134]. Durante un soggiorno a Parigi nel 1819 attirò l'attenzione di una ricca vedova, Mrs Trelawny Brereton, che sperava di fargli sposare la figlia Charlotte. Sempre più pressato dai creditori, Lord Charles si vide anche incalzato dall'aspirante suocera, la quale gli promise di pagare tutti i suoi debiti, oltre a garantire alla figlia una rendita annua di 400 sterline, in cambio del matrimonio. Egli tuttavia rifiutò l'accordo, giudicandolo inaccettabile; inoltre, nello stesso periodo la madre permise agli amministratori del trust che gestiva il patrimonio Marlborough di pagare una parte dei debiti di Charles[134]. Infine, poco prima dell'udienza di bancarotta, il duca di Wellington riuscì, nel 1824 a far ottenere a Lord Charles il grado di capitano nel 75esimo fanteria. Nelle elezioni per Woodstock nel 1826 Charles si schierò con il fratello Lord Blandford per riaffermare l'egemonia della famiglia nella zona, partecipando addirittura a risse con gli oppositori per le strade. Nell'agosto del 1827 si sposò con Ethlered Catherine Bennet, figlia di una parlamentare del Wiltshire, John Bennet[134]. Riuscì infine a rientrare in Parlamento con il fratello nel 1830, schierandosi all'opposizione contro l'emancipazione dei cattolici. Negli anni successivi si segnalò,a differenza del fratello, come strenuo oppositore del progetto di riforma parlamentare di Lord Grey, che ambiva a sottrarre i seggi parlamentari all'influenza delle grandi famiglie, residenti nella campagna, in favore delle nascenti città industriali. Dopo che il progetto divenne legge con il Reforma Act del 1832, Lord Charles lasciò il seggio di Woodstock, ora ridotto a un solo rappresentante, al fratello Blandford[134]. Ritornò alla Camera, sempre per Woodstock, nel 1835, ma fu sconfitto due anni più tardi. Rimasto vedovo nel 1839 morì infine l'anno seguente[134].

    Dalla moglie aveva avuto cinque figli, due femmine e tre maschi. Di questi il maggiore, Charles Henry Spencer-Churchill (1828-1877) intraprese la carriera militare, partecipando alla Guerra di Crimea e alla repressione dei Moti indiani del 1857. Il secondogenito John Kemys Spencer-Churchill (1835-1913) intraprese invece la carriera diplomatica e ricoprì vari incarichi coloniali alle Isole Vergini britanniche, a Montserrat e a Saint Kitts e Nevis[134].

    George Spencer-Churchill, VI duca di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    George Spencer-Churchill, VI duca di Marlborough

    Nato nel 1793, fu considerato in gioventù un ragazzo di belle speranze, ma ben presto si mise in mostra per la sua eccentricità. Il cugino George Agar Ellis lo descrisse come "ubriacone, ostinato, indolente, irascibile e animato da doppiezza"[135]. Con l'aiuto del fratello Charles, travestito da prete, inscenò un finto matrimonio con Susannah Law, appena diciassettenne, con la quale andò a convivere a Londra sotto il falso nome di capitano Law; quando la madre della ragazza scoprì il raggiro, indignata, impose alla coppia di separarsi, ma George si trasferì con la concubina in Scozia, dove il matrimonio era considerato valido se pubblicamente riconosciuto[135]. Nel frattempo Susannah aveva dato alla luce una figlia, ma, nel 1819, George, marchese di Blandford, dovette sposare la cugina Jane Stewart e così abbandonò la finta moglie. Tuttavia suo padre il duca continuò a mantenere Susannah e la figlia con 200 sterline l'anno[135]. Blandford aveva anche avuto una relazione con la cugina Harriet Spencer, figlia di William Robert, il poeta, dalla quale era nata un'altra figlia, Susan Harriet Elizabeth Churchill, la quale fu cresciuta prima da una lontana parente di Althorp, lady Bessborough e, successivamente, dopo la morte di questa, dalla figlia Caroline Lamb e da suo marito lord Melbourne, il futuro primo ministro[135].

    Blandford ebbe una pessima relazione con il padre, che conviveva apertamente a Blenheim con la sua amante, Matilda Glover e i sei figli da questa avuti. Entrato in Parlamento nel 1818, dopo un'iniziale schieramento con i Whigs, si avvicinò ai Tories di lord Liverpool, allora al governo. Il padre Marlborough, come al solito senza un soldo, pensò allora di approfittarne per richiedere a Liverpool un'esenzione dalle tasse dell'ufficio delle poste di Woodstock, in modo da poterne percepire integralmente i proventi[135]. Nel 1825 Blandford rientrò quindi in Parlamento per il seggio familiare di Woodstock in coppia con il cugino lord Ashley con un programma High Tory, in particolare incentrato sull'opposizione all'emancipazione dei cattolici[135]. Votò quindi contro il Catholic Relief Bill il 6 marzo 1827; alla caduta di Liverpool il duca di Marlborough, suo padre, sostenne il nuovo primo ministro George Canning, un Tory moderato, mentre Blandford si schierò all'opposizione. Come il padre sostenne inizialmente il duca di Wellington, ma continuò ad opporsi all'emancipazione, accusando Wellington e Peel di tradire la causa protestante e di una resa incondizionata alle minacce offensive dei gesuiti e dei giacobini[135], come disse in un discorso alla Camera dei Comuni.

    Bladford si fece così alfiere della riforma parlamentare, allo scopo, così disse, di sventare un aumento dell'influenza papista tra queste mura[135]. Propose anche alla Camera una mozione sul tema, che però fu sconfitta per 114 a 40 voti[135]. Si oppose anche ai liberoscambisti, parlando a nome dell'agricoltura inglese contro gli odiosi principi del libero commercio[135]. Le sue visioni sulla riforma parlamentare erano comunque meno reazionarie: invocò l'abolizione dei borghi putridi, incassando sul punto il sostegno del deputato cattolico irlandese, e ardente riformatore, Daniel O'Connell[135]. Tuttavia non riuscì mai a riunire intorno a sé un consenso significativo. La signora Arbuthnot, confidente di Wellington, disse che il governo non avrebbe potuto scegliere meglio i suoi oppositori, tra cui Blandford[135]. Nel frattempo aveva accumulato anche un debito astronomico di 26.000 sterline alle corse di cavalli di Doncaster[135]. Comunque, il 18 febbraio del 1830 presentò in Parlamento il suo progetto di riforma elettorale, che conteneva varie proposte molto avanzate: trasferimento di voti ai centri più popolosi, abolizione dei borghi putridi, stipendio per i parlamentari ed estensione del voto a tutti i proprietari di case adulti[135]. Il programma incassò il sostegno di vari riformatori alla Camera come Henry Brougham, il cugino lord Althorp, John Cam Hobhouse e lord John Russell, anch'egli suo parente. Tuttavia, malgrado il supporto significativo alla sua mozione, Blandford fece un discorso confuso e approssimativo e la Camera respinse la sua proposta con una netta maggioranza[135]. Dopo questo fallimento continuò a segnalarsi per l'opposizione al governo in carica, questa volta sulle spese militari. Si fece promotore di riduzione di spesa e alleggerimento della tassazione; fu anche sostenitore dell'emancipazione degli ebrei e dell'abolizione della pena di morte per falso[135], in uno slancio progressista. Con l'elezione del nuovo Parlamento nel 1830 Blandford venne rieletto per il seggio di Woodstock insieme al fratello Charles; tornò ad opporsi all'emancipazione dei cattolici, ma su altri temi si mostrò perfino radicale. Si batté per l'abolizione immediata della schiavitù nelle colonie e disse al cugino Althorp di voler presentare un progetto di riforma elettorale ultra-radicale tanto che lo voteranno al massimo 10 persone[135]. Tuttavia Charles Grey, il nuovo Primo ministro, descrisse la mozione di Blandford come 'un lungo e assurdo pamphlet[135]. Intanto il padre Marlborough, sempre alla ricerca di denaro, chiese a Grey una sinecura in cambio dell'appoggio del figlio. Questi tuttavia, sempre in conflitto con il padre, rifiutò. Alle elezioni del 1831 fu pertanto escluso dalla candidatura per Woodstock, che andò invece al fratello ad un oppositore della riforma parlamentare[135]; ritornò comunque in Parlamento, sempre per Woodtsock, l'anno successivo. Si schierò quindi con Robert Peel, cementando il legame della famiglia con il partito conservatore. Succeduto al padre come sesto duca di Marlborough nel 1840 fu elevato alla Camera dei Lords e divenne luogotenente dell'Oxfordshire due anni più tardi[135].

    I figli di primo letto del duca. Da sinistra: Alan, Louisa, John Winston e Alfred. Indossano il tartan degli Stewart di Galloway, la famiglia materna
    lord Almeric e lady Clementina Spencer-Churchill, figli di seconde nozze del duca

    Gli ultimi anni di vita del duca furono tristi: la terza moglie chiese il divorzio e la custodia dei figli, accusando il marito di adulterio con una domestica, Sarah Licence[135]. Gravemente malato di gotta, trascorse gli ultimi anni su una sedia a rotelle, morendo infine nel luglio 1857 a 63 anni. Lasciò magre sostanze ai figli e nulla alla moglie, ma non trascurò un legato per l'amante Sarah[135]. Marlborough era stato sposato tre volte; dalla prima moglie, lady Jane Stewart (1798-1844), che era anche sua prima cugina, ebbe quattro figli: l'erede John Winston che restaurerà il prestigio della famiglia, i fratelli lord Alfred Spencer-Churchill (1824-1893), parlamentare di non grande fama e lord Alan Spencer-Churchill (1825-1873), noto per essere stato un raro caso di aristocratico dedicatosi ad attività imprenditoriali, soprattutto nel settore dei trasporti e del turismo, per sopperire forse alle scarse finanze familiari[135]; l'unica femmina, lady Louisa Spencer-Churchill (1820-1882), sposò invece il cugino Robert Spencer, del ramo collaterale dei baroni Churchill. Rimasto vedovo della prima moglie, Marlborough sposò nel 1844 Charlotte Augusta Flower (1818-1850), figlia di lord Ashbrook. dalla quale ebbe i figli lord Almeric Athelstan (1847-1856), morto nell'infanzia, e lady Clementina (1848-1886), che sposò John Pratt, III marchese di Camden. Dopo la morte della seconda moglie sposò infine nel 1850 un'altra cugina, Jane Frances Stewart (1818-1897), nipote del settimo conte di Galloway, dalla quale ebbe un figlio, Lord Edward Spencer-Churchill (1853-1911). Ebbe anche due figlie illegittime da Susannah Law ed Harriet Spencer. Il duca di Marlborough fu anche un buon giocatore di cricket in gioventù[135].

    Lord Alan Spencer-Churchill[modifica | modifica wikitesto]

    Lord Alan Spencer-Churchill nel 1866

    Nacque il 25 luglio 1825, figlio del sesto duca di Marlborough e della sua prima moglie, lady Jane Stewart. Dopo aver completato gli studi a Eton intraprese la carriera militare ed entrò nell'VIII Reggimento Ussari Irlandesi, ottenendo il brevetto di tenente nel 1844[136][137]. L'anno precedente fece da testimone al fratello maggiore, lord Blandford, nel suo matrimonio con lady Frances Vane[138].

    Nel 1846, mentre si trovava di stanza a York con il suo reggimento incontrò una giovane del luogo, Rosalind Dowker, che sposò poco dopo. La coppia non ebbe figli che raggiunsero l'età adulta[139].

    Lord Alan destò scalpore in famiglia perché, una volta lasciato l'esercito, non si interessò alla carriera politica, ma preferì darsi agli affari. Associatosi con Peter Rolt, mercante e parlamentare di Greenwich, questi lo proiettò nella direzione di varie compagnie commerciali, soprattutto nel campo della navigazione e del turismo[140] . Investì nell'importazione di carne dall'Argentina e nella costruzione di navi da trasporto. Fu coinvolto in imprese commerciali soprattutto con il Sudamerica e finanziò anche la costruzione dell'Hotel Imperial a Torquay, una località balneare nel Devon, tuttora esistente[141][142][143].

    Divise il suo tempo fra gli affari e la frequentazione dei club londinesi, ricoprendo anche la carica di vice-luogotenente dell'Oxfordshire, come da tradizione di famiglia[144][145]. Fu anche a lungo patrono di opere caritatevoli, coma la Chelsea Relief Fund, fondata nel 1861[146] .

    Morì improvvisamente nella sua casa a Londra nel 1873, a soli 47 anni, e fu sepolto nel Brompton Cemetery[147].

    John Winston Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough[modifica | modifica wikitesto]

    John Winston Spencer-Churchill, VII duca di Marlborough
    Frances Anne Emily Vane-Tempest-Stewart, duchessa di Marlborough

    Era il figlio maggiore di George, VI duca di Marlborough e della sua prima moglie, Lady Jane Stewart, figlia di George Stewart, VIII conte di Galloway. Nacque a Garboldisham Hall, Norfolk, il 2 giugno 1822. Fu educato a Eton dal 1835 al 1838 e all'Oriel College di Oxford[148]. Iniziò la sua carriera pubblica come tenente della milizia territoriale ("yeomanry") dell'Oxfordshire nel 1843, e prese il suo posto nella Camera dei Comuni come membro conservatore per Woodstock il 22 aprile 1844 (con il titolo di Marchese di Blandford), ma, in conseguenza del suo sostegno alle misure di libero scambio senza il consenso di suo padre, la cui influenza a Woodstock era fondamentale, fu obbligato a dimettersi il 1 maggio dell'anno successivo[148]. I duri contrasti tra padre e figlio primogenito erano una caratteristica ormai costante della famiglia ducale di Marlborough. Comunque, in occasione delle elezioni del nuovo parlamento nel 1847, fu rieletto per Woodstock e, sebbene non venisse eletto per il Middlesex nel 1852, mantenne il suo posto per il seggio di Woodstock ininterrottamente fino al 1857, quando divenne Duca di Marlborough, e fu nello stesso anno proclamato luogotenente dell'Oxfordshire, per iniziativa di lord Palmerston[148].

    Il Gabinetto di Lord Derby nel 1867: il duca di Marlborough è il personaggio seduto in seconda fila al centro davanti al caminetto, con la testa appoggiata sulla mano.

    Fu Lord sovrintendente della Casa Reale nel luglio 1866, consigliere privato il 10 luglio e Lord presidente del Consiglio dall'8 marzo 1867 al dicembre 1868, nel governo conservatore di lord Derby e, successivamente, in quello presieduto da Benjamin Disraeli. Tra i maggiorenti tory Marlborough fu sempre il maggior sostenitore di Disraeli, del quale divenne intimo amico[148]. Nel 1874, alla formazione del secondo gabinetto da questi presieduto, gli venne offerto il vicereame dell'Irlanda, ma il duca rifiutò. Il 28 novembre 1876 succedette tuttavia al Duca di Abercorn come luogotenente, incarico che lasciò al momento delle dimissioni del ministero Beaconsfield (Disraeli, ora nominato conte di Beaconsfield dalla regina Vittoria dopo il Congresso di Berlino) nel maggio 1880[148]. Per molti anni fu presidente della Shipwrecked Fishermen and Mariners' Royal Benevolent Society, che si occupava di assistere pescatori vittime di naufragi[148]. Morì improvvisamente di angina pectoris nella sua residenza di Londra al n. 29 di Berkeley Square, il 5 luglio 1883[148]. Dopo essere stato composto in una camera ardente a Blenheim Palace, fu sepolto nella cappella privata di famiglia il 10 luglio[148]. Fu anche un membro della Massoneria[149].

    Nonostante fosse riuscito a ripristinare il prestigio del suo casato, compromesso dal padre e dal nonno, il VII duca di Marlborough fu comunque sempre attanagliato dalle difficoltà finanziarie, che lo costrinsero a svuotare Blenheim Palace dei suoi immensi tesori. Nel 1875 il duca vendette il Matrimonio di Amore e Psiche assieme alle famose gemme dei Marlborough all'asta per 10.000 sterline. Anche questo ad ogni modo non bastò a salvare le sorti della famiglia ed ancora una volta Blenheim fu dilapidata nella sua biblioteca. Nel 1880 venne costretto a chiedere al Parlamento il permesso di alienare parte delle fortune della villa (che ancora era intesa come un monumento nazionale celebrativo al suo antenato) col Blenheim Settled Estates Act del 1880. La prima vittima di questa vendita fu la grandiosa Sunderland Library che venne dispersa dal 1882, con volumi come Le Epistole di Orazio, stampate a Caen nel 1480, e le opere di Giuseppe Flavio, stampate a Verona nel 1648. I 18.000 volumi della biblioteca fruttarono più di 60.000 sterline. Le vendite continuarono a dilapidare la fortuna del palazzo: la Madonna Ansidei di Raffaello venne venduta per 70.000 sterline, il Ritratto di Carlo I a cavallo di Van Dyck fruttò 17.500 sterline ed infine un pezzo della collezione personale di Pieter Paul Rubens, raffigurante Rubens, sua moglie Helena Fourment ed il loro figlio Peter Paul, quadro donato dalla città di Bruxelles al I duca nel 1704, opera oggi presente al Metropolitan Museum of Art di New York City.[150].

    Il duca con la famiglia nel 1864 a Blenheim Palace

    Il duca fu, secondo il "Dictionary of National Biography": "un uomo pubblico sensibile, onorevole e industrioso"[148]. A lui Lord Beaconsfield l'8 marzo 1880 indirizzò la famosa lettera in cui annunciava lo scioglimento del parlamento, facendo appello ai collegi elettorali per un rinnovo di fiducia al governo[148]. La sua amministrazione dell'Irlanda fu popolare e dette impulso al commercio e all'economia del paese[148]. L'area di maggior interesse di Marlborough era quella dei rapporti con la Chiesa Anglicana, in particolare sulla difesa della purezza rituale della chiesa nazionale, in contrasto con pratiche cattolicizzanti (la cosiddetta dottrina "High Church"); in questa veste fu promotore nel 1856 di un disegno di legge che portava il suo nome, allo scopo di rafforzare la chiesa d'Inghilterra nelle grandi città attraverso la suddivisione delle parrocchie più estese, in modo da garantire una presenza più capillare della chiesa nazionale nel tessuto urbano, nel quale era minacciata dalla concorrenza sia dei cattolici, anche a causa della forte emigrazione irlandese nelle grandi città industriali inglesi, sia delle denominazioni non-conformiste (come quaccheri, unitariani e metodisti)[148]. La sua ultima apparizione pubblica avvenne il 28 giugno 1883, quando tenne un intervento in opposizione alla terza lettura del progetto di legge sulle vedove[148]. Aveva sposato, il 12 luglio 1843, lady Frances Anne Emily Vane Tempest, figlia maggiore di Charles Stewart, III marchese di Londonderry, ambasciatore britannico nell'Impero austriaco e fratello di lord Castlereagh, plenipotenziario britannico al Congresso di Vienna. La duchessa divenne famosa perché, durante la sua residenza in Irlanda istituì un fondo per la carestia, con il quale raccolse 112.484 sterline, che servirono per raccogliere semina per le patate, cibo e vestiti[148].

    Cornelia Spencer-Churchill, lady Wimborne

    La coppia ebbe undici figli: il primogenito George, marchese di Blandford (1844-1892), che sarà il successore del padre; lady Cornelia (1847-1927), moglie di Ivor Guest, I barone Wimborne; lady Rosamund (1848-1920), che sposò il barone William Fellowes; Lord Randolph Churchill (1849-1895), sposò Jennie Jerome e fu il padre di Winston Churchill; lady Fanny (1853-1904), sposò Edward Marjoribanks, II barone Tweedmouth, uomo politico liberale; lady Anne Emily (1854-1923), moglie di James Innes-Ker, VII duca di Roxburghe, fu Mistress of the Robes della regina Vittoria; lady Georgiana (1860-1906), contessa di Howe per matrimonio in quanto moglie di Richard Curzon, IV conte di Howe; lady Sarah (1865-1929), moglie di Chesney Wilson, un militare, fu corrispondente durante la guerra boera (vedi sotto); infine tre figli morti nell'infanzia, lord Frederick, lord Charles e lord Augustus.

    La duchessa di Marlborough era descritta come una donna donna imponente e irascibile. Il "The Complete Peerage" la dipinse come una "donna di carattere straordinario e di capacità, giudiziosa e piena di tatto"[151]. Il suo viso aveva più forza che bellezza e i suoi occhi erano sia caldi che duri, poco brillanti[151].

    Fu una madre dominatrice, dedita ai matrimoni dei suoi figli superstiti che "furono una delusione per lei"[151]. Suo figlio maggiore George sposò una donna descritta come stupida, pia e noiosa[151], mentre il figlio più giovane e prediletto, Lord Randolph aveva guadagnato il suo disappunto sposando, contro la sua volontà e quella del Duca, la bella e ricca americana Jennie Jerome. La duchessa amò tuttavia molto il nipote primogenito, Winston, per il quale fu una seconda madre[151]. Morì dopo molti anni di vedovanza nel 1899.

    Tavole genealogiche di Casa Spencer[modifica | modifica wikitesto]

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tavole genealogiche di Casa Spencer.

    Armoriale[modifica | modifica wikitesto]

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ Spencer Family Crest and History
    2. ^ a b Round, pp. 292–309
    3. ^ a b SPENCER, Sir John (1524-86), of Althorp, Northants. and Wormleighton, Warws. | History of Parliament Online
    4. ^ http://thepeerage.com/p10592.htm#i105916
    5. ^ http://ntgen.tripod.com/bw/sp_engl_pres.html
    6. ^ Ray Heffner, Edmund Spenser's Family, Huntington Library Quarterly Vol. 2, No. 1 (Oct., 1938), pp. 79-84
    7. ^ Soul Search
    8. ^ a b http://genealogy.euweb.cz/brit/spencer1.html#E
    9. ^ http://brigittegastelancestry.com/gifs14/spencertree.jpg
    10. ^ The Complete Peerage, vol. 4, p. 259
    11. ^ Il feoffee era un trustee (fiduciario), detentore di un "estate in land", un titolo giuridico su una real property, un bene immobile (in questo caso un terreno), che conferiva la "seizin", cioè il possesso al trustee/feoffee, il quale doveva usarne nell'interesse di un beneficiario. Questa figura si diffuse proprio nel XV sec., al termine dell'era feudale, poiché mediante il feoffee i proprietari terrieri potevano evitare vari oneri fiscali sui propri fondi. Cfr. McFarlane, K.B., Lancastrian Kings and Lollard Knights, Oxford, 1972, Part 2, Introduction, pp. 144–147
    12. ^ a b c Ibid., p.384
    13. ^ Sir John Spencer 1455–1522
    14. ^ H. Gawthorne/S. Mattingly/G. W. Shaeffer/M. Avery/B. Thomas/R. Barnard/M. Young, Revd. N.V. Knibbs/R. Horne: "The Parish Church of St. Mary the Virgin, Great Brington. 800 Years of English History", published as "Brington Church: A Popular History" in 1989 and printed by Peerless Press.
    15. ^ Ibid., p.386
    16. ^ Collin's Peerage of England
    17. ^ a b c d e f Ibid.
    18. ^ Cam. Misc. ix(3), 36; Cath. Rec. Soc. xiii. 94; Finch, 175.
    19. ^ Collins Peerage of England, p.386-87
    20. ^ Albert Charles Hamilton, The Spencer Encyclopedia, pp.173-74, Google books, retrieved 29-12-09
    21. ^ George Edward Cockayne Complete baronetage Volume 1 1900]
    22. ^ Clutterbuck, Hertfordshire, iii. 96–7, 110–13; Burke, Extinct Baronetage
    23. ^ Finch, 57-63, 173-8; Bridges, Northants. i. 45, 105, 108, 117, 130, 330-1, 472-6, 479, 484; PCC 1 Spencer; C142/215/258.
    24. ^ The Spectator. 1864. p. 123. Retrieved 14 December 2011.
    25. ^ La madre di Ferdinando, Lady Margaret Clifford, era nipote di Charles Brandon, I duca di Suffolk, confidente di Enrico VIII, e di Maria Tudor, sorella dello stesso re. Nel suo testamento, che non verrà rispettato, Enrico aveva nominato eredi dei Tudor i discendenti della sorella e del duca di Suffolk, tra cui appunto il conte Ferdinando di Derby
    26. ^ Lawrence Manley, "From Strange's Men to Pembroke's Men: 2 "Henry VI" and "The First Part of the Contention".", Shakespeare Quarterly
    27. ^ en:File:Anne stanley pedigree.png
    28. ^ a b Kathy Lynn Emerson, A Who's Who of Tudor Women
    29. ^ John T. Shawcross, John Milton: The Self and the World, p.28, Google Books, retrieved 30-12-09
    30. ^ Alan Warwick Palmer and Veronica Palmer, Who's Who in Shakespeare's England, p.36
    31. ^ SPENCER, John (c.1549-1600), of Newnham, Warws. and Althorp, Northants. _ History of Parliament Online.htm
    32. ^ a b Ibid.
    33. ^ Stow, Annals, p. 828
    34. ^ Ashmole, Order of the Garter, p. 411
    35. ^ Gardiner, iv. 51
    36. ^ SPEDDING, Life of Bacon viii, 245, 268-9
    37. ^ GARDINER, iv, 114-16
    38. ^ ARTHUR WILSON, Hist. 1653, 163
    39. ^ Cal. State Papers, Dom. 1619-23, p. 347
    40. ^ The Muses of Thankfulness, or a Funeral Elegie consacrated to the Memory of the late Robert, Baron Spencer of Wormleighton, London, 1627, 12mo
    41. ^ Who, since Thamira did die/Hath no brook‘d a lady‘s eye/Nor allow‘d about his place/Any of the female race
    42. ^ SPENCER, Hon. Richard (1593-1661), of Orpington, Kent. | History of Parliament Online
    43. ^ G.E. Cokayne; with Vicary Gibbs, H.A. Doubleday, Geoffrey H. White, Duncan Warrand and Lord Howard de Walden, editors, The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910-1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume XII/1, page 160. Hereinafter cited as The Complete Peerage.
    44. ^ Cokayne, and others, The Complete Peerage, volume XII/1, page 161.
    45. ^ Charles Kidd and David Williamson, editor, DeBretts Peerage and Baronetage (London, U.K.: DeBrett's Peerage, 1999), volume 12, page 1870. Hereinafter cited as DeBretts Peerage, 1999.
    46. ^ Person Page 10528
    47. ^ G.E. Cokayne; with Vicary Gibbs, H.A. Doubleday, Geoffrey H. White, Duncan Warrand and Lord Howard de Walden, editors, The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910-1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume XII/1, page 161. Hereinafter cited as The Complete Peerage.
    48. ^ Cokayne, and others, The Complete Peerage, volume XII/1, page 483.
    49. ^ John Pearson, Blood Royal, endpiece.
    50. ^ John Pearson, Blood Royal: The Story of the Spencers and the Royals (London, U.K.: HarperCollins, 1999), page 12. Hereinafter cited as Blood Royal.
    51. ^ Cokayne, and others, The Complete Peerage, Volume XII-1 page 484.
    52. ^ Ibid.
    53. ^ Sacharissa; some account of Dorothy Sidney, Countess of Sunderland, her family and friends, 1617-1684 by Julia Mary Cartwright Ady (1926)
    54. ^ Venn, J.; Venn, J. A., eds. (1922–1958). "Spencer, Robert". Alumni Cantabrigienses (10 vols) (online ed.). Cambridge University Press.
    55. ^ SPENCER, Hon. Robert (1629-94), of Southampton Place, Bloomsbury, Mdx. and Christ Church, Oxford. _ History of Parliament Online.htm
    56. ^ Spencer 2
    57. ^ British Armorial Bindings
    58. ^ J.P. Robert Spencer, 2nd Earl of Sunderland 1641-1702 Longman Green and Co. 1958 p.5
    59. ^ p.228
    60. ^ A. Arienzo, Alle Origini Del Conservatorismo Politico Inglese: George Savile e La Restaurazione Stuart, Centro Editoriale Toscano
    61. ^ Lee, Sidney, ed. (1897). "Savile, George (1633-1695)". Dictionary of National Biography. 50. London: Smith, Elder & Co. p. 356.
    62. ^ Oxford Dictionary of National Biography, Volume 49. Oxford University Press. 2004. p. 99. ISBN 0-19-861399-7.Article by Mark N. Brown.
    63. ^ Kenyon p.3
    64. ^ Kenyon p.8
    65. ^ Kenyon p.23
    66. ^ Kenyon p.119
    67. ^ Kenyon p.40
    68. ^ Kenyon p.66
    69. ^ Kenyon p.226
    70. ^ Kenyon p.228
    71. ^ Kenyon, J.P. The Ste Touarts 1966 (Fontana ed.) p.174
    72. ^ a b Kenyon p.328
    73. ^ Kenyon p.302
    74. ^ Diario di Samuel Pepys; 1º luglio 1663
    75. ^ Kenyon, J.P. Robert Spencer, 2nd Earl of Sunderland 1641-1702 Longmans Green and Co. 1958 p.8
    76. ^ Oxford Dictionary of National Biography, Charles Spencer, 3rd Earl of Sunderland
    77. ^ Deutsch, O.E. (1955), Handel. A documentary biography, p. 91. Ristampato nel 1974.
    78. ^ Vedi l'anno 1719 in: Handel Reference Database
    79. ^ Devon and Exeter Oath Rolls
    80. ^ Collin's Peerage of England, p. 362
    81. ^ a b Ibid. p. 363
    82. ^ Ibid. pag 363
    83. ^ Ibid. pag. 363
    84. ^ a b Ibid. pag. 364
    85. ^ a b Ibid. pag. 365
    86. ^ “Churchill, Winston”, Dictionary of National Biography, london: Smith, Elder and co. 1885-1900
    87. ^ History of Parliament “Churchill, Winston”
    88. ^ ADM 33/91
    89. ^ Richard. Marlborough: England's Fragile Genius. HarperPress. 2008
    90. ^ Loughton 1887
    91. ^ Ibid
    92. ^ Marlborough: England's Fragile Genius
    93. ^ Perry, Sir Everard Fawkener, Friend and Correspondent of Voltaire
    94. ^ Stooks Smith, page 20
    95. ^ Norma Perry, Sir Everard Fawkener, Friend and Correspondent of Voltaire (Banbury, 1975), 109–12; Edward J. Davies, "Further Notes on Governor Thomas1 Pownall", The American Genealogist, 77(2002):190-94.
    96. ^ a b c d e f Shuckburgh, Evelyn Shirley (1887). "Churchill, Arabella". In Stephen, Leslie. Dictionary of National Biography. 10. London: Smith, Elder & Co.
    97. ^ a b Field, p. 8.
    98. ^ Churchill, pp. 108–109 vol 1
    99. ^ Field, p. 21.
    100. ^ Churchill, p. 128 vol 1
    101. ^ Murray, p. 12, 13 vol 1
    102. ^ Falkner, Churchill , Sarah, duchess of Marlborough (1660–1744).
    103. ^ Field, p. 315.
    104. ^ Field, p. 453.
    105. ^ Sambrook, James (January 2008). "Godolphin, Henrietta, suo jure duchess of Marlborough (1681–1733)". Oxford Dictionary of National Biography. Oxford University Press. doi:10.1093/ref:odnb/92329
    106. ^ The Peerage
    107. ^ a b Cokayne et al. 1898, p. 497.
    108. ^ Cambridge Alumni Database. University of Cambridge.
    109. ^ La lettera è riportata dal biografo della regina Anna, Edward Gregg: Prego affinché Gesù Cristo vi supporti e vi aiuti in questa terribile afflizione, solo la sua misercordia può farlo. Cfr. Gregg 1984, p. 168-169.
    110. ^ Metzger 2004.
    111. ^ Battestin, xxivn.
    112. ^ a b c d e f g h i j k l m Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, Charles (1706-1758)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co.
    113. ^ a b c d e f g h i j Surtees, Virginia. 'Beauclerk , Lady Diana (1734–1808).' in Oxford Dictionary of National Biography. Ed. H. C. G. Matthew and Brian Harrison. Oxford: OUP, 2004. 8 May 2007
    114. ^ James Boswell, Life of Samuel Johnson
    115. ^ The Pembroke Papers vol. II (1780–94), 16th Earl, 1950, [EUL] 9(42073) Pem.
    116. ^ a b c Pembroke Papers cit.
    117. ^ http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1790-1820/member/spencer-charles-1740-1820
    118. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1790-1820/member/spencer-george-1766-1840
    119. ^ http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1790-1820/member/spencer-john-1767-1831
    120. ^ J. G. Alger, rev. S. C. Bushnell, "Spencer, William Robert", in The Oxford Dictionary of National Biography, H.C.G. Matthew and Brian Harrison, eds. (Oxford: Oxford University Press, 2004), vol. 51, p. 899.
    121. ^ a b c d e f g http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1790-1820/member/spencer-robert-1747-1831
    122. ^ a b c d e f Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, George (1739-1817)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co
    123. ^ The Collected Correspondence of Baron Franz von Zach, Volume 3 (British Letters), 2008. Edited by Clifford J. Cunningham. Star Lab Press.
    124. ^ a b Lee Sidney cit.
    125. ^ Horace Walpole, che ospitò la coppia a Strawberry Hill, afferma che i due fossero "inseparabili"
    126. ^ http://www.nares.net/edward_nares_1762.htm
    127. ^ a b Lee, Sidney, ed. (1898). "Spencer, George (1739-1817)". Dictionary of National Biography. 53. London: Smith, Elder & Co.
    128. ^ a b c d e http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1790-1820/member/spencer-henry-john-1770-95
    129. ^ I "borghi putridi" erano le circoscrizioni elettorali rurali controllate dai grandi latifondisti. La gran parte di esse, tra cui Tregony, furono abolite con la Grande riforma del 1832
    130. ^ Mary Soames; The Profligate Duke: George Spencer Churchill, Fifth Duke of Marlborough, and His Duchess (1987)
    131. ^ Tutto ciò fu riferito dalla diarista Harriet Abuthnot, che visitò Blenheim nel 1824. Cfr. Blenheim: The Grandest and Most Famous House in England Archived 28 September 2011 at the Wayback Machine. retrieved 15 May 2007.
    132. ^ History of Parliament cit.
    133. ^ Mary Soames cit.
    134. ^ a b c d e f g http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1820-1832/member/spencer-churchill-lord-charles-1794-1840
    135. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x http://www.historyofparliamentonline.org/volume/1820-1832/member/spencer-churchill-george-1793-1857
    136. ^ Army List for July 1844 - 8th to 12th Light Dragoons. https://books.google.com/books?id=BO8NAAAAQAAJ&pg=RA3-PA23 Retrieved 1 November 2016
    137. ^ 2/page/ The London Gazette (PDF), Part 2, 1844.
    138. ^ Forster, Margaret, E. Churchill's Grandmama: Frances, 7th Duchess of Marlborough, New York: The History Press
    139. ^ Chrystal, Paul and Sunderland, Mark. (2010). 'Villages Around York through Time'. Amberley publications. West Huntington Hall. ISBN 144563189 X
    140. ^ London Evening Standard, London, England: 24 Jun 1871, BRINDISI MAIL ROUTE to INDIA, CHINA, AUSTRALIA - A WEEKLY EXPRESS, via Ostend or Calais, Brussels, Cologne, Munich, and Verona (Messrs Rolt & Co.) listing Peter Rolt, Lord Alan Spencer-Churchill and Joseph Churchward (of Dover)
    141. ^ Spencer-Chuchill's role in Joseph Churchward's Transatlantic mail consortium https://doverhistorian.com/2015/08/08/packet-service-part-iii-churchward-founder-of-the-packet-yard-and-politician/ Retrieved 3 November 2016
    142. ^ The Weekly Reporter - Vol XV. March 1867. p. 504. Retrieved 2 November 2016.
    143. ^ The Imperial Hotel, Torquay https://www.thehotelcollection.co.uk/cms/the-hotel-collection/pdfs/the-history-of-the-imperial-hotel-torquay.pdf Retrieved 1 November 2016.
    144. ^ The London Gazette, issue 21347, https://www.thegazette.co.uk/London/issue/21347/page/2184 Retrieved 2 November 2016
    145. ^ Walford, Edward. The County Families of the United Kingdom Or Royal Manual of the Titled and Untitled Aristocracy of Great Britain and Ireland. London: R. Hardwicke, 1869. p. 203.
    146. ^ 'Social history: Social and cultural activities', in A History of the County of Middlesex: Volume 12, Chelsea, ed. Patricia E C Croot (London, 2004), pp. 166-176. British History Online http://www.british-history.ac.uk/vch/middx/vol12/pp166-176 [accessed 5 November 2016].
    147. ^ Obituary of Lord Alan Spencer-Churchill: Illustrated London News, Saturday 26 April 1873, London, England, p. 24. (subscription needed).
    148. ^ a b c d e f g h i j k l m n Boase, George Clement "Churchill, John Winston Spencer" in Stephen, Leslie. Dictionary of National Biography 10. London: Smith, Elder & Co. 1887
    149. ^ Lord Randolph Churchill, Churchill Freemason, in Churchills who were Freemasons, freemasons-freemasonry/com. URL consultato il 30 luglio 2012.
    150. ^ Rubens, His Wife Helena Fourment (1614–1673), and Their Son Frans (1633–1678), Metropolitan Museum of Art. URL consultato il 9 gennaio 2017.
    151. ^ a b c d e Ralph G. Martin, Jennie: The Life of Lady Randolph Churchill, Volume One, The Romantic Years (1854–1895), p. 61

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • J. H. Round, Studies in Peerage and Family History, London, A. Constable and Company, 1901.

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]