Differenze tra le versioni di "Bolla delle dot-com"

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La '''Bolla delle [[Dot-com]]''' (in inglese ''Dot-com Bubble'') è stata una [[bolla speculativa]] sviluppatasi tra il [[1997]] e il [[2000]] (ovvero quando l'indice [[NASDAQ]], il 10 marzo 2000, raggiunse il suo punto massimo a 5132.52 punti nel [[trading]] intraday prima di chiudere a 5048.62 punti).
 
==DescrizioneStoria==
Dalla fine degli anni novanta la [[capitalizzazione azionaria|capitalizzazione]] dei [[mercato|mercati]] dei paesi più industrializzati vide un rapido aumento del valore delle aziende attive nell'ambito di [[Internet]] e nei relativi settori. Il periodo fu segnato dalla fondazione (e successivi fallimenti) di un numero elevato di nuove aziende con lo scopo sociale di svolgere attività nel settore legato a Internet e più in generale nel settore informatico e generalmente chiamata Dot-com; erano compagnie scarsamente capitalizzate, di piccole dimensioni (in molti casi con un solo azionista fondatore), molto esposte in un settore fortemente sovrastimato in una condizione fondamentale alla base delle bolle speculative. Una combinazione di rapido incremento dei prezzi delle azioni, la convinzione del mercato che le società in oggetto avrebbero prodotto dei profitti in futuro, speculazione individuale sulle azioni e la presenza di numerosi [[venture capital]] crearono un ambiente in cui molti investitori trascurarono i tradizionali parametri di valutazione come il [[rapporto prezzo-utili]] in favore della convinzione nel progresso tecnologico. Il collasso della bolla si ebbe tra il 2000 e il 2001. Alcune società, come Pets.com, fallirono completamente, mentre altre persero una larga parte della loro [[Capitalizzazione azionaria|capitalizzazione]] rimanendo comunque solide e redditizie come [[Cisco Systems]], le cui azioni persero circa l'86%. Altre negli anni successivi sorpassarono il prezzo massimo raggiunto all'apice della bolla delle dot-com come [[Amazon.com]] le cui azioni passarono da 107 a 7 dollari ma nel decennio successivo superarono i 950 dollari per azione.
 
Durante questo periodo la [[capitalizzazione azionaria|capitalizzazione]] dei [[mercato|mercati]] dei paesi più industrializzati vide un rapido aumento del valore delle aziende attive nell'ambito di [[Internet]] e nei relativi settori.
 
Il periodo fu segnato dalla fondazione (e conseguenti fallimenti) di un numero elevato di nuove aziende con scopo sociale di svolgere attività nel settore Internet (e più in generale il settore informatico) generalmente chiamata Dot-com; erano compagnie scarsamente capitalizzate, di piccole dimensioni (in molti casi con un solo azionista fondatore), molto esposte in un settore fortemente sovrastimato ovvero una condizione fondamentale alla base delle bolle speculative.
 
Una combinazione di rapido incremento dei prezzi delle azioni, la convinzione del mercato che le società in oggetto avrebbero prodotto dei profitti in futuro, speculazione individuale sulle azioni e la presenza di numerosi [[Venture capital]] crearono un ambiente in cui molti investitori trascurarono i tradizionali parametri di valutazione come il [[Price earnings]] ratio in favore della convinzione nel progresso tecnologico.
 
Il collasso della bolla si ebbe tra il 2000 ed il 2001. Alcune società, come Pets.com, fallirono completamente, mentre altre persero una larga parte della loro [[Capitalizzazione azionaria|capitalizzazione di mercato]] rimanendo comunque solide e redditizie come [[Cisco Systems]], le cui azioni persero circa l'86%. Altre negli anni successivi sorpassarono il prezzo massimo raggiunto all'apice della bolla delle Dot-com come Amazon.com le cui azioni passarono da 107 a 7 dollari ma nel decennio successivo superarono i 950 dollari per azione.
 
==Crescita della bolla==
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