Differenze tra le versioni di "Serapide"

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Caratteri della divinità
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(Caratteri della divinità)
Altri studiosi propendono per un'origine autoctona del dio e lo identificano con la divinità degli [[inferi]] Osiride-Api, venerato a Menfi. Qui il tempio di Serapide sorgeva su una collina chiamata ''Sen-Hapi'', che nella trascrizione greca fu resa con ''Synopion'', causando l'omonimia con Sinope. Grazie alla politica religiosa dei [[Dinastia tolemaica|Tolomei]], l'importanza di Serapide crebbe fino a farne la maggiore divinità egizia, sostituendosi ad Osiride ed associandosi quindi ad [[Iside]], [[Horus|Horo]] (nella forma di ''Harpocrate'') e [[Anubi]].
 
Tramite un fenomeno tipico del [[sincretismo]] di [[Ellenismo|età ellenistica]] Serapide fu identificato con molti dèi greci, quali [[Zeus]], in quanto ''Signore dell'Universo'', [[Ade]], come dio dell'oltretomba, [[Dioniso]], in quanto dio della fecondità, [[Asclepio]], come dio guaritore, ed [[Helios]], nell'aspetto solare. Il culto di Serapide si confuse anche col [[cristianesimo]] secondo le parole di [[Publio Elio Traiano Adriano|Adriano]] tratte da una sua lettera che scrisse a suo cognato il tre volte console [[Lucio Giulio Urso Serviano|Urso]]:
{{Citazione|«Adriano Augusto imperatore saluta il Console Urso Serviano. Mio carissimo Serviano, dall’ Egitto, di cui ero abituato a lodare la luminosità e l’alternanza delle stagioni, vagando ti scrivo. Tutti coloro che qui, adorano Serapide, sono cristiani, e persino quelli che vengono chiamati vescovi sono legati al culto di Serapide. Non v’è capo rabbino, samaritano, sacerdote dei cristiani, matematico, indovino, bagnino, che non adori Serapide. Lo stesso patriarca degli ebrei adora indifferentemente Serapide e il Cristo. Questa gente non ha altro dio che Serapide: è il dio dei cristiani, degli ebrei e di tutti i popoli»|Storia Augusta, ''Vita di Saturnino'', 8, 2|Hadrianus Augustus Urso Serviano consuli salutem. illi qui serapem colunt, christiani sunt; et devoti sunt serapi, qui se Christi episcopos dicunt. Nemo illic archisynanogus Judeorum, nemo samarites, nemo christianorum presbyter, non mathematicus, non aruspex, non aliptes, qui non serapium colat. ipse ille patriarcha judeaorum scilicet, cum aegyptum venerit… ab aliis serapidem adorare, ab aliis cogitur Christum… viris illis deus est serapia: hunc iudei, hunc cristiani, hunc omnes et gentes».}}
{{Citazione|Gli adoratori di Serapide sono cristiani e quelli che sono devoti al dio Serapide chiamano se stessi Vicari di Cristo|Storia Augusta, ''Vita di Saturnino'', 8, 2}}
 
L'importanza di Serapide non fu legata solamente all'Egitto, ma il suo culto fu introdotto in molte città del mondo greco e [[Impero romano|romano]], fino al [[IV secolo]], quando, in seguito ad una serie di [[Decreti teodosiani|editti]] di [[Teodosio I]], il [[Serapeo]] di Alessandria fu distrutto ed i culti [[paganesimo|pagani]] vietati. Un importante tempio dedicato a Serapide e a Iside si trova nell'antica città romana di [[Industria (colonia romana)|Industria Bodincomagus]], ubicata nel territorio dell'attuale [[Monteu da Po]] mentre un altro si trova a [[Tempio di Maharraqa|Maharraqa]]<ref>*Maurizio Damiano-Appia, ''Dizionario enciclopedico dell'antico Egitto e delle civiltà nubiane'', pag.171</ref> nella bassa [[Nubia]] e risalente ad epoca greco-romana.
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