Differenze tra le versioni di "Presidenza di Franklin Pierce"

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utilizzando un tale stratagemma riuscirono a dare ai propri sostenitori l'elemento decisivo per avere la vittoria. Il presidente sostenne la validità del risultato nonostante le flagranti irregolarità riscontrate. Quando gli uomini auto-definitesi "Free-Staters" istituirono un governo ombra alternativo e redassero la ''Costituzione di Topeka'' Pierce definì la loro operazione politica un atto di aperta ribellione<ref>Wallner (2007), pp. 201–203; Gara (1991), pp. 115–116.</ref>.
[[File:Anthony Burns 1.jpg|thumb|left|Un ritratto del ventiquattrenne schiavo fuggiasco Anthony Burns, il cui arresto e processo provocò rivolte e proteste da parte di fautori dell'[[abolizionismo negli Stati Uniti d'America]] e di semplici cittadini di [[Boston]] nella primavera del 1854. Il busto è circondato da scene della sua vita.]]
Il presidente continuò quindi a riconoscere la legislazione pro-schiavitù i cui relatori furono in prevalenza Democratici; nello stesso parlamento statale predominarono; la situazione di stallo e blocchi cntrapposticontrapposti continuò anche dopo che un comitato investigativo scelto dal [[Congresso degli Stati Uniti d'America|Congresso]] stabilì che le elezioni fossero da invalidare. Il presidente giunse al punto di inviare le truppe federali per far interrompere con la forza una riunione del "libero governo di [[Topeka]]"<ref>Wallner (2007), pp. 204–209; Gara (1991), pp. 117–120.</ref>.
 
Il passaggio dell'Atto coincise anche con l'arresto dello schiavo fuggitivo Anthony Burns avvenuto a [[Boston]]; i Nordisti si radunarono per supportarlo, ma il presidente rimase imperterrito e deciso a far applicare integralmente e alla lettera la ''[[Fugitive Slave Law]]''. Nonostante le folle furibonde che si crearono spontaneamente Pierce inviò le truppe federali per far rispettare la "legge" e quindi il ritorno di Burns al suo proprietario della [[Virginia]]<ref>Wallner (2007), pp. 122–25; Gara (1991), pp. 107–09.</ref>.
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