Differenze tra le versioni di "Daesoon Jinrihoe"

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(Traduzione ella voce in inglese, di cui sono la principale redattrice)
 
Daesoon Jinrihoe articola la propria dottrina in quattro princìpi: “la concordanza virtuosa dello yin e dello yang”, “l’unione armoniosa fra gli esseri divini e gli esseri umani”, “la risoluzione delle ragioni di risentimento in uno spirito di reciproca benevolenza" e “la perfetta Unificazione con il Dao”. In essi afferma che sono contenuti tutti gli insegnamenti di Sangje.<ref>Cfr. Joo Soyeon, “Religious Belief System of Daesoonjinrihoe”, cit.</ref> Alcuni studiosi ritengono che il terzo principio, “la risoluzione delle ragioni di risentimento in uno spirito di reciproca benevolenza" (''Haewon sangsaeng'', 解冤相生) sia l’insegnamento più peculiare di Daesoon Jinrihoe.<ref>Cfr. Kim Taesoo, [http://www.cesnur.org/2016/daejin_taesoo.pdf “Research on the Relational Characteristics of ‘Guarding against Self-deception’ in Daesoon Thought: Focusing on the ‘Resolution of Grievances for Mutual Beneficence’,”], relazione presentata al convegno internazionale del CESNUR del 2016 , svoltosi a Pocheon, in Corea, da 5 al 10 luglio 2016.</ref> Quel principio indica che, sebbene la strada per la risoluzione dei problemi generati dal risentimento sia stata aperta da Kang Jeungsan, gli uomini debbano fare la propria parte “coltivando” se stessi, diffondendo la verità ed evitando di generare ulteriore risentimento.<ref>Cfr. Kim Taesoo, “Research on the Relational Characteristics of ‘Guarding against Self-deception’ in Daesoon Thought: Focusing on the ‘Resolution of Grievances for Mutual Beneficence,’” cit.</ref> L’itinerario della “coltivazione” è illustrato nei templi di Daesoon Jinrihoe attraverso i ''Simudo'', ossia i dipinti della “ricerca del bue”, dove il viaggio spirituale viene descritto con la metafora della ricerca di un bue bianco.<ref>Religious Research and Edification Department of Daesoon Jinrihoe, ''Daesoon Jinrihoe: The Fellowship of Daesoon Truth'', cit., p. 17.</ref>
 
In alcune parti, gli insegnamenti di Daesoon Jinrihoe sono simili al [[confucianesimo]], compresa l’enfasi sulla sincerità, sul rispetto e sulla fiducia, ma ne differiscono quanto ai concetti tipicamente confuciani di patriarcato e di gerarchia sociale, che non sono ripresi dal movimento coreano.<ref>Donald L. Baker, “Korean New Religions”, in Donald L. Baker (a cura di), ''Korean Spirituality'', University of Hawaii Press, Honolulu 2008, pp. 86-8, ISBN0ISBN 0-8248-3233-7.</ref> Patrimonio di Daesoon Jinrihoe sono in effetti una terminologia e delle idee derivate da tutte le tradizioni religiose coreane. Lo studioso statunitense Don Baker definisce il movimento la "religione coreana per antonomasia”, sostenendo che sia "ben più della somma delle sue componenti": non è buddista, non è confuciano, non è taoista, non s’ispira al [[ceondoismo]] e non è sciamanico, ma è tutte queste cose assieme e ancora di più.<ref>D. Baker, “Daesoon Sasang: A Quintessential Korean Philosophy”, cit., p. 15.</ref> Come detto, le diramazioni di questa religione che divinizzano Park Wudang credono in una Trinità (una credenza simile a quella di un’altra religione coreana, il Taejonggyo)<ref>Baker, “The New Religions of Korea” , cit., p. 120.</ref>, composta da Kang Jeungsan, da Jo Jeongsan e dallo stesso Park Wudang.<ref>Jorgensen, “Taesunchillihoe”, cit., pp. 82-83.</ref>
 
I fedeli di Daesoon Jinrihoe credono che vi sarà una "Grande Trasformazione" dopo la quale gli uomini vivranno in un mondo senza povertà, malattie e guerre, e in cui gli esseri divini e gli esseri umani esisteranno in uno stato di unificazione.<ref>Baker, “The New Religions of Korea” , cit., p. 121.</ref> Recitano un mantra, chiamato ''T'aeulju'', che credono abbia il potere di accelerare l’unificazione con il Dao.<ref>Baker, “The New Religions of Korea” , cit., p. 131.</ref> Il movimento ha vietato di predire una data specifica per il ''Gaebyeok'' (letteralmente "Alba della nuova era"), ovvero l’ingresso nel paradiso terrestre.<ref>Introvigne, “Religions of Korea in Practice”, cit.</ref> Ciononostante, alcuni adepti si sono cimentati con predizioni di date ancora negli anni 1980 e 1990, in particolare nel 1984 e, secondo Jorgensen, in relazione ai [[Giochi della XXIV Olimpiade]] svoltisi nel 1988 a Seoul.<ref>Jorgensen, “Taesunchillihoe”, cit., p. 79.</ref>
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