Differenze tra le versioni di "Epigravettiano"

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== L'epigravettiano dell'Europa centro-orientale ==
 
Nell'[[Europa centro-orientale]] il II Pleniglaciale vede la formazione di gruppi di cacciatori specializzati. Nella fase più fredda, quando l'''inlandsis'' aveva raggiunto la maggior estensione, il clima era estremamente rigido. Le precipitazioni erano scarse, il manto nevoso modesto, l'insolazione forte, i venti molto intensi. A queste condizioni climatiche molto contrastate riuscirono a adattarsi soltanto i cacciatori specializzati, distribuiti nelle regioni meridionali della Pianura russa e lungo il medio corso del [[Danubio]]. Nella Pianura russa si tratta di popolazioni che sviluppano tradizioni locali e di gruppi migrati dall'Europa centrale. Le [[industria litica|industrie litiche]] e le industrie su materia dura animale mostrano forme caratteristiche di ciascun gruppo, che si ripetono e si sviluppano per alcune migliaia di anni. Anche la produzione artistica di ciascun gruppo segue dei canoni stilistici ben definiti.
 
Il modo di vita, gli abitati e l'economia dei cacciatori di mammuth dell'Europa centro-orientale rappresentano un fenomeno nuovo nel quadro del Paleolitico superiore europeo. Nell'ambiente della tundra e della steppa-tundra erano già sorti accampamenti come [[Kostienki]] nel Bacino del [[Don (fiume Russia)|Don]], nei quali si ipotizza la presenza di almeno 100-150 persone. In questi accampamenti le abitazioni, i focolari, le fosse destinate alla conservazione della carne, i depositi di ossa hanno una precisa distribuzione all'interno di recinti che delimitano l'area residenziale: l'esistenza di recinti è suggerita dall'aspetto omogeneo del deposito antropico e dalla sua delimitazione. Il mammuth offriva la gran parte del cibo, e le sue ossa venivano utilizzate come materiale per costruire le capanne, come combustibile per i focolari, come materiale per fabbricare strumenti, armi, ornamenti, opere d'arte figurativa. Tuttavia il mammuth non era il solo animale cacciato; è associato alla volpe polare e al lupo, dei quali venivano utilizzate anche le pellicce. In alcuni siti erano praticate anche la caccia agli uccelli e la raccolta di vegetali. Le evidenze archeologiche suggeriscono che ogni abitato controllasse un certo territorio circostante, separato da altri territori di caccia da confini naturali.
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