Differenze tra le versioni di "Luigi Tadini"

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Luigi Tadini, nato a Verona da una famiglia di aristocratici cremaschi, incarna la figura del “nobile dilettante”, amante del progresso, dell’arte e delle scienze e impegnato in prima persona per il benessere della comunità in campo politico, sociale, culturale. Il conte risiedeva abitualmente a [[Crema (Italia)|Crema]], ma grazie ai rapporti familiari, frequentava vivaci centri culturali come [[Milano]], [[Verona]], [[Venezia]].
Malgrado la fedeltà alla Serenissima [[Repubblica di Venezia]], all’arrivo dei francesi nel 1797 Tadini si impegna per la costituzione del governo della “Libera Repubblica di Crema” e poi per la sua aggregazione alla [[Repubblica Cisalpina]], e nel 1802 partecipa alla [[Consulta di Lione]].
Dal matrimonio con la contessa veronese Libera Moronati nasce un figlio, Faustino Gherardo (26 Settembre 1774).
Dal matrimonio con la contessa veronese Libera Moronati nasce un figlio, Faustino Gherardo (26 Settembre 1774). Giovane dal brillante ingegno, dopo gli studi compiuti a Bergamo presso il Collegio Mariano, pubblica saggi scientifici e filosofici e una raccolta di commenti poetici alle sculture del Canova, omaggio che l’artista avrebbe ricambiato più tardi dedicando un marmo alla memoria dei suo giovane ammiratore. Faustino partecipa attivamente agli eventi politici dei triennio giacobino, collaborando all’organizzazione amministrativa e politica di Crema. Purtroppo, scompare prematuramente il 7 dicembre 1799, travolto nel crollo di un’ala del palazzo di Lovere durante i lavori di ristrutturazione.
 
== Il viaggio in Italia ==
 
Nell'ultimo decennio del Settecento Luigi Tadini, insieme alla moglie, intraprendeva una serie di viaggi in Italia per completare l'educazione del figlio Faustino, che si era diplomato presso il Collegio Mariano di Bergamo, sede di un vivace dibattito culturale grazie alla presenza di figure come [[Lorenzo Mascheroni]] e [[Antonio Tadini]]. Il viaggio, che ricalca le tappe tradizionali del [[Grand Tour]], toccò Bologna, Firenze, Roma, Napoli. Le tappe si ricostruiscono attraverso le lettere scritte dal conte e dal figlio Faustino e la descrizione delle città riportata nelle pagine del poemetto eroicomico "Il Ricciardetto ammogliato" scritto in quegli stessi anni, ma pubblicato solo nel 1803. L'episodio di maggior importanza fu, a Roma, l'incontro con [[Antonio Canova]], nella primavera del 1794. A Canova Faustino Gherardo Tadini, figlio del conte, dedicò un volumetto con una descrizione in prosa e in rima, delle prime opere dello scultore fino al 1795: ''Le sculture e le pitture di Antonio Canova pubblicate fino a quest'anno 1795'', pubblicato a Venezia nel 1796. Anche il conte Luigi scrisse a proposito dello scultore, celebrandone la gloria nelle pagine del ''Ricciardetto ammogliato''. Canova, a titolo di ringraziamento, donò alla famiglia il bozzetto con "La Religione", in terracotta. [http://www.accademiatadini.it/pagine.aspx?id=16&pid=1]. Sempre durante quel viaggio furono acquistate, a Napoli, le porcellane prodotte dalla [[Porcellana di Capodimonte|Real Fabbrica Ferdinandea]] (poi Reale fabbrica di Napoli), che riproducono le decorazioni scoperte a [[Ercolano]] e [[Pompei]], le celebri città sepolte che il conte ebbe modo di visitare, e una serie di vedute del Regno di Napoli.
Dal matrimonio con la contessa veronese Libera Moronati nasce un figlio, Faustino Gherardo (26 Settembre 1774). Giovane dal brillante ingegno, dopo gli studi compiutiRientrato a Bergamo presso il Collegio MarianoCrema, pubblica saggi scientifici e filosofici e una raccolta di commenti poetici alle sculture del Canova, omaggio che l’artista avrebbe ricambiato più tardi dedicando un marmo alla memoria dei suo giovane ammiratore. Faustino partecipa attivamente agli eventi politici dei triennio giacobino, collaborando all’organizzazione amministrativa e politica di Crema. Purtroppo, ma scompare prematuramente il 7 dicembre 1799, travolto nel crollo di un’ala del palazzo di Lovere durante i lavori di ristrutturazione.
 
== La fondazione del Museo ==
 
Dopo la morte del figlio Luigi Tadini si dedica prevalentemente ad arricchire la propria collezione d'arte, avviando la costituzione di un museo che trova la sua prima sede nelle sale di Palazzo Tadini a Crema.
Lo troviamo ancora tra i membri della commissione di cinque rappresentanti di Crema inviati a Milano per porgere l’omaggio della città all’Imperatore d’Austria [[Francesco II d'Asburgo-Lorena]] in occasione del passaggio della Lombardia al Regno Lombardo-Veneto nel 1816. In quella circostanza Tadini promuove la stesura della Storia di Crema con l'intento di offrirla all'imperatore, ma una serie di contrasti con i suoi concittadini lo spingeranno a lasciare la città per trasferirsi a [[Lovere]].
D’accordo con la moglie, Luigi Tadini dispone che il proprio patrimonio e le proprie collezioni d’arte siano messe al servizio della comunità, con la creazione, a Lovere, dell’[[Accademia Tadini]] in un edificio di nuova fondazione affacciato sulle sponde del lago.
L'Istituto di belle arti Tadini è formalmente istituito il 12 maggio 1829.
 
== Opere ==
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