Duomo di Sansepolcro: differenze tra le versioni

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==== Membri manuali e suffraganei dell'abbazia ====
 
La presenza camaldolese nelle diocesi dell'Umbria medievale è caratterizzata dall'esistenza di una rete monastica facente capo all'abbazia di Sansepolcro, che quando entra nella congregazione si presenta già come un centro monastico consolidato, ricco di beni e dipendenze e forte di diritti e prerogative<ref>Il concetto è stato evidenziato da A. Czortek, ''La presenza camaldolese in Umbria nei secoli XII-XIII'', in ''Camaldoli e l'ordine camaldolese dalle origini alla fine del XV secolo''. Atti del convegno (Camaldoli 2012), a cura di C. Caby - P. Licciardello, Cesena, Centro Storico Benedettino Italiano, 2014, pp. 313-350, in rete all'indirizzo https://www.academia.edu/13146113/La_presenza_camaldolese_in_Umbria_nei_secoli_XII-XIII_in_Camaldoli_e_lordine_camaldolese_dalle_origini_alla_fine_del_XV_secolo._Atti_del_convegno_Camaldoli_2012_a_cura_di_C._Caby_-_P._Licciardello_Cesena_Centro_Storico_Benedettino_Italiano_2014_pp._313-350.</ref>. Come altri grandi monasteri benedettini, l'abbazia è a capo di una serie di dipendenze non del tutto esenti dalla giurisdizione vescovile; acquisendo l'abbazia, quindi, la congregazione incorpora anche i vari priorati e chiese da essa dipendenti: nel 1252 vengono elencati tra le pertinenze camaldolesi i priorati di Sant'Agnese nel castello di Sant'Enea, nel contado e diocesi di [[Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve|Perugia]], di Sant'Angelo di Rosciano, nel contado di Perugia e diocesi di [[Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino|Assisi]], e la chiesa di San Donato di Castelleone presso [[Deruta]], in contado e diocesi di Perugia. Nella stessa città il priorato di San Severo, in un primo tempo cella dipendente da Sant'Apollinare in Classe, è collegato all'abbazia di Sansepolcro, che pare così esercitare un ruolo centripeta per molti dei luoghi camaldolesi minori dell'area umbra settentrionale. Sfuggono le motivazioni del passaggio di afferenza, ma la presenza del monastero della Santissima Trinità poco fuori Perugia apre la domanda sul perché della mancanza di una relazione istituzionale fra i due enti, entrambi camaldolesi.
 
A Sansepolcro è membro manuale dell'abbazia anche il citato priorato di San Niccolò; nel distretto lo sono la chiesa di San Lorenzo dell'omonimo borghetto e le chiese rurali di Sant'Angelo di Casaprati, di Santa Fiora, di San Michele Arcangelo, di San Paterniano (o Patrignano) presso il Tevere e di Santo Stefano di Farneto. In diocesi di Assisi appartiene all'abbazia di Sansepolcro anche la chiesa di San Cristoforo «in Rusciano», confermata agli abati dai papi Pasquale II nel 1106 e Adriano IV nel 1157. A Città di Castello è membro manuale dell'abbazia il priorato di San Pietro della Scatorbia; nel resto della diocesi appartengono al monastero le chiese di Santa Croce di Valle Perello, nella provincia della Massa Trabaria, sulla quale l'abate esercita diritti di elezione del rettore, e di San Martino di Petriolo, nella curia di Citerna.
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