Differenze tra le versioni di "Sistema maggioritario"

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== Il sistema plurinominale ==
Ancor più antico del sistema uninominale, e per questo oggi largamente in declino, è il sistema maggioritario plurinominale, che permette agli elettori di votare per una molteplicità di candidati, svantaggiando ancora di più i partiti minori privandoli della possibilità di vincere almeno in alcuni collegi uninominali. Base di questo meccanismo è il [[collegio plurinominale]], che nell'estremizzazione del sistema assume la forma del [[collegio unico]].
 
=== Il voto illimitato ===
Il voto illimitato era tipico delle prime forme di rappresentanza. In questo sistema l'elettore ha tanti voti quanti sono i seggi da coprire, e i candidati eletti sono semplicemente i più votati. Pur formalmente apartitico, se usato in un [[collegio unico]] questo sistema tende in realtà a creare un'[[oligarchia]] a [[partito unico]], dato che tendenzialmente i candidati tenderanno ad aggregarsi in coalizioni più o meno esplicite che schiaccino ogni forma di opposizione. Le elezioni locali nell'[[Ottocento]] si svolgevano in questo modo, cristallizzando appunto le oligarchie [[liberale|liberali]].
 
Una variante di questo sistema formalmente ancor più estremista è quella del '''listino''', in cui i candidati sono anche formalmente legati fra loro in blocco, escludendo la possibilità di [[panachage]]. Se in passato questo sistema fu usato da palesi [[dittatura|dittature]] come il [[fascismo]] negli [[anni Trenta]], in realtà oggigiorno viene usato in forma assolutamente democratica purchè ne sia limitato l'ambito di applicazione geografica o politica. Così, i Grandi elettori del [[Presidente degli Stati Uniti]] vengono eletti in listini ma separati ciascuno per ogni Stato, mentre il listino previsto dalla [[legge Tatarella]] per le [[regioni italiane]] copre solo il 20% dei seggi, giustapponendosi ai collegi provinciali proporzionali.
 
=== Il voto cumulativo ===
Il voto cumulativo fu la prima variante al voto illimitato per permettere l'elezione di qualche candidato della [[minoranza]]. In questo sistema l'elettore ha ancora tanti voti quanti sono i candidati da eleggere, ma può condensarli su un unico candidato o su un gruppetto di essi, permettendone la vittoria anche se non appartenenti al partito egemone.
 
=== Il voto limitato ===
Il metodo più ovvio per limare gli effetti distorsivi del sistema plurinominale fu quello di limitare il [[voto di preferenza]] degli elettori. Nella misura in cui ciò accada, si offre spazio alle opposizioni, specialmente nel caso in cui si arrivi alla preferenza unica. In [[Italia]] fu la [[Sinistra storica]] ad introdurre questo principio nelle elezioni comunali e nella misura di un voto in meno ogni cinque seggi, stabilendo di fatto un rapporto di forza di quattro quinti contro un quinto fra maggioranza e minoranza nei consigli comunali.
 
== Note ==
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