Il tamburo di latta (romanzo): differenze tra le versioni

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Oskar comincia rievocando col suo tamburo le vicende della sua famiglia prima della sua nascita, a cominciare da sua nonna Anna Bronski.
Nella [[Casciubia]] del [[1899]], racchiusa nelle sue storiche quattro gonne, Anna dona protezione al di sotto di queste a un uomo inseguito dalla polizia, un giovane incendiario di nome Joseph Koljaiczek. È allora che Agnes Koljaiczek, futura madre di Oskar, viene concepita. Una volta sposati, i due decidono di scappare in un luogo sicuro dove Joseph Koljaiczek diventa Joseph Wranka e si distingue come pompiere. Nonostante questa precauzione, un giorno la polizia lo scopre e lui si tuffa in acqua senza ricomparire mai più.
 
Anna, rimasta sola, decide di sposare Gregor Koljaiczek, fratello del defunto, violento e alcolizzato. Per questo, Anna è costretta a cominciare a lavorare e apre un negozio per mantenere la figlia.
 
Nel 1917 l’uomo muore di febbre spagnola e prende il suo posto in casa Jan Bronski, giovane nipote di Anna, di cui Agnes adolescente s’innamora. Ma il loro amore non può durare perché la ragazza si fidanza e poi si sposa con un uomo originario della Renania, Alfred Matzerath, conosciuto nell’estate del 1918 nell’ospedale di Sibernamme, dove egli era ricoverato perché ferito da un proiettile e lei era infermiera volontaria. Nel 1923 Agnes e Alfred si sposano e Anna cede il suo negozio ai due, che abitano a Danzica. Intanto, anche Jan si sposa con una ragazza casciubica, Hedwig. Ma Jan e Agnes continuano ad amarsi e frequentarsi di nascosto.
Tempo dopo nasce Oskar, la cui paternità ufficiale è attribuita ad Alfred, nonostante il padre naturale sia molto presumibilmente Jan. Oskar è un bambino strano e speciale, mentalmente precoce. Ma nel giorno del suo terzo compleanno, ricevuto in regalo dalla madre un tamburo di latta rosso e bianco, decide di smettere di crescere, per protestare contro il mondo degli adulti. Per farlo, si getta nella botola che porta in cantina lasciata aperta dal padre, il quale per tutta la vita sarà incolpato da Agnes di aver provocato questo danno al bambino.
 
Oskar vive la sua vita da bambino suonando il tamburo che porta sempre appeso al collo. Scopre inoltre che la sua voce ha delle capacità "vetricide". E il suo primo giorno di scuola utilizza questa capacità contro la maestra, chiudendo così per sempre la sua brevissima esperienza scolastica.
 
Incuranti dell'istruzione di Oskar, la madre e i suoi due padri passano il loro tempo a giocare a carte allo [[Skat (gioco di carte)|skat]]; è Gretchen Scheffler, moglie del pasticcerepasticciere, ad occuparsi di ciò, facendo leggere ad Oskar [[Goethe]] e [[Grigorij Efimovič Rasputin|Rasputin]]. Questi però, pur imparando velocemente, continua a fingere un completo analfabetismo.
Momento cruciale della vita di Oskar si rivela essere l'incontro col Maestro Bebra, un nano di 53 anni, il quale aveva anche lui deciso di smettere di crescere in giovanissima età e lavorava per un circo. Intanto però la vita di Oskar scorre "normale", disturbando col suo tamburo i comizi dei politici nazisti, distruggendo il vetro con la sua voce e tentando i cittadini di Danzica al furto, fracassando di notte le vetrine dei negozi davanti a passanti ignari.
 
Accanto a sua madre, Oskar sviluppa un senso del religioso alquanto strano. Sua madre, cattolica, lo porta in Cattedrale ogni sabato, ma lui riesce immediatamente a dissacrare la statua del Gesù bambino e a farsi interdire futuri ingressi nella chiesa.
Un Venerdìvenerdì Santo rappresenta un giorno cruciale nella vita di Oskar: al mare con i suoi tre genitori, s'imbattono in un pescatore di anguille che utilizza come esca la testa di un cavallo morto. A questa vista, Agnes si sente male e comincia a rifiutare di mangiare ogni tipo di pesce. Ma suo marito Alfred insiste, tanto che, disperata, Agnes comincerà a nutrirsi solo di pesce. Agnes nel frattempo aveva scoperto di essere incinta e, soffocata dalla sua famiglia e dall'idea di avere un altro figlio menomato, decide di lasciarsi morire avvelenata dal troppo pesce.
Al funerale della madre partecipa anche il giocattolaio ebreo Sigismund Markus, dal quale Oskar si rifornisce di tamburi, che viene allontanato da alcuni membri del partito nazista presenti alla funzione.
Un giorno di novembre del 1938 Oskar, ritrovandosi con il tamburino rotto, decide di recarsi al negozio di giocattoli per acquistarne uno nuovo, ma trova il negozio distrutto a causa dei pogrom antisemiti che dilagano. Oskar ritrova il giocattolaio morto suicida nel suo studio.
La guerra intanto continua e la famiglia Matzerath si rifugia nella cantina per difendersi dagli attacchi aerei. Quando i russi arrivano a Danzica, fanno irruzione anche nella cantina dei Matzerath. Qui Oskar si rende responsabile ancora una volta della morte di uno dei suoi "due padri": Alfred cerca di nascondere una spilla nazista che ha in bella mostra davanti ai soldati sovietici, prima nella mano, poi cerca d'inghiottirla e rimane dapprima soffocato, poi mitragliato dai nemici.
 
Il giorno del funerale, Oskar prende l'importante decisione di riprendere la propria crescita fisica; quella che è una scelta personale è invece dagli estranei considerata la conseguenza della botta in testa subita da Oskar a causa di una pietra lanciata da suo figlio.
 
<!--==Sintesi da rivedere...==
Le cipolle vengono usate dai clienti della Cantina delle Cipolle per riuscire a piangere.
Le lacrime rappresentano la rielaborazione di un passato troppo pesante con cui la [[Germania]] è costretta a fare i conti.
Le cipolle sono la presa di coscienza delle azioni, commesse o comunque sostenute, da tutti i [[tedeschi]]. Sono le stesse cipolle che ritroveremo in un altro suo romanzo, un'autobiografia, dal titolo ''Beim Häuten der Zwiebel'' (sfogliando la cipolla) in cui [[Günter Grass|Grass]] confessa, dopo più di sessant'anni, di aver fatto parte dell'esercito delle [[SS]] all'età di 16 anni.
 
=== La Cuoca Nera ===

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